Agrigento. Quarta e ultima tappa del Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto: tre serate per un viaggio tra civiltà e memoria con molti film e un archeotalk. E assegnazione del premio dl pubblico e della giuria. Ecco il programma

Dopo Palermo, Licata, Realmonte il Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto, chiude il suo viaggio con Agrigento: da mercoledì 15 a venerdì 17 luglio 2026, tre serate nel chiostro del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento: un viaggio tra civiltà e memoria con molti film in programma. E l’assegnazione, venerdì 17 luglio 2026, del Premio del pubblico e di quello della giuria di esperti ed esperte. Proiezioni libere e gratuite. Archeotalk a partecipazione gratuita, su prenotazione.

PROGRAMMA DEL 15 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 21, apre le proiezioni il film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52′). Il ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team internazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga questa scoperta per ricostruire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo. Chiude il film “File, il santuario sommerso / Philae, le sanctuaire englouti” di Olivier Lemaitre e Claudine Le Tourneur d’Ison (Germania 2023, 54′). La straordinaria operazione internazionale che negli anni Settanta salvò il Tempio di File dalla piena del Nilo, raccontata con ricostruzioni 3D e dai maggiori egittologi. Oggi nuove tecnologie digitali permettono di continuare a studiarne i resti e ricostruire questo antico labirinto sul Nilo.

PROGRAMMA DEL 16 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 21, apre le proiezioni il film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario illustra la ricerca ossessiva dell’oro come motore della colonizzazione, e mette a confronto la visione sacra dell’oro delle culture indigene con l’avidità dei conquistadores, svelandone le conseguenze: violenza, distruzione e cancellazione di intere civiltà. Un viaggio tra Colombia, Perù e Bolivia che riscrive la storia e ridà voce ai popoli precolombiani. Chiude il film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55′). Per tre anni Mosul è stata devastata dallo Stato Islamico, che ha distrutto tesori archeologici inestimabili. Ma la rinascita potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando era Ninive, la capitale assira. Gli scavi e gli studi stanno riportando alla luce questa grande civiltà: è forse stata questa la sede dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia?
PROGRAMMA DEL 17 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 19.30, aperitivo di benvenuto con Pratica Società Cooperativa – Scaro. Alle 20.30, l’ARCHEOTALK “Salvare il passato con il futuro” con Arianna Traviglia, coordinatrice del Centre for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia e consulente scientifica del film “Threads of Heritage”, che racconterà come le tecnologie digitali stiano trasformando il modo in cui studiamo, proteggiamo e tramandiamo il patrimonio culturale: dal rilevamento remoto all’intelligenza artificiale, strumenti un tempo impensabili stanno diventando alleati indispensabili dell’archeologia contemporanea. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI.

Alle 21, aprono le proiezioni con il film “Trame di patrimonio – Nella tana del crimine d’arte / Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime” di Brian Parodi (Italia 2025, 45′). Il film indaga il traffico illecito di beni culturali su scala globale. Attraverso casi giudiziari, testimonianze e documenti esclusivi, racconta il ruolo di trafficanti, musei e case d’asta, evidenziando il lavoro delle forze dell’ordine e l’uso della tecnologia – inclusa l’AI – per combattere il crimine. Seguono, fuori concorso, le proiezioni del film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica, Verdi, Chopin e Beethoven, fanno da sfondo a tre cortometraggi usciti dalla matita senza eguali di Bruno Bozzetto, dedicati all’essere umano e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. La soluzione, per l’ambiente e per tutti gli altri animali, potrebbe essere un mondo senza Homo Sapiens? E quindi del film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6′). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione. Un viaggio nella memoria con un messaggio finale di speranza.
Alle 23, chiudono la serata e il festival del cinema archeologico 2026 le PREMIAZIONI con l’annuncio dei film premiati dalle giurie e del vincitore del premio del pubblico.





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