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Taranto. Al museo Archeologico nazionale per la Notte dei Ricercatori approfondimento sulla ceramica apula

taranto_marta_notte-dei-ricercatori_locandinaVenerdì 30 settembre 2022 torna l’atteso appuntamento con la Notte Europea dei ricercatori e delle ricercatrici: un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. Al MArTA non si svolgerà la notte ma durante il giorno. L’obiettivo è di creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante. Il museo Archeologico nazionale di Taranto propone per la giornata di venerdì 30 settembre un approfondimento dal titolo “La ceramica apula: produzione studio e valorizzazione”. L’attività di svolgerà nella sala multimediale e nelle sale espositive del Museo, con due appuntamenti alle 11 e alle 17. La visita è inserita nel costo del biglietto e può essere prenotata direttamente sul portale di e-ticketing del Museo all’indirizzo www.shopmuseomarta.it. “Si tratta di un’ulteriore occasione di conoscenza dello straordinario patrimonio archeologico pugliese, rappresentato dalla ceramica apula”, afferma la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, “anche alla luce della grande dispersione del patrimonio culturale che ha riguardato questa classe ceramica e che nel 2019 celebrammo con la mostra “MitoMania” dedicata alle importanti restituzioni che riguardano beni archeologici di inestimabile valore”. Non a caso il contesto storico-culturale di questi reperti evidenzia il collegamento del MArTA con il territorio, come suggeriscono le biografie di due ceramografi tardo-apuli del calibro del Pittore di Dario e del Pittore del Sakkos Bianco. Sono loro, infatti, alcuni dei principali testimoni del ruolo svolto da Taranto tra il IV e III sec. a.C. come importante capitale culturale del Mediterraneo: centro di elaborazione di idee e forme artistiche e crocevia di stimoli culturali fra Magna Grecia, mondo indigeno e Penisola balcanica.

Ravenna. Notte dei ricercatori al Campus Unibo con tre percorsi: “Interpretare il passato”, “Esplorare il presente” e “Immaginare il futuro”

ravenna_campus-alma-matera_notte-europea-ricercatori_logoIl 30 settembre 2022 torna, anche al Campus di Ravenna – università di Bologna, la Notte europea dei Ricercatori. Dalle 18 alle 24, “Leggere il passato”, “Interpretare il presente” e “Costruire il futuro”: tre percorsi per una serata di dibattiti, esperimenti scientifici, giochi e laboratori aperti che ci accompagneranno alla scoperta del mondo e dei suoi cambiamenti in compagnia di docenti e ricercatori.

ravenna_campus-alma-matera_notte-europea-ricercatori_immaginare-il-futuro_logoIMMAGINARE IL FUTURO. Alle 17.30, piazzetta Universitaria, via A. Mariani 5: “Una scienza verde e sostenibile al servizio dell’arte”. Dimostrazione sperimentale con attività pratiche e quiz interattivi – Adatto ai bambini. Di cosa di occupa il Conservation Scientist? Quali sono i materiali sostenibili e atossici impiegati nella conservazione e restauro delle opere d’arte? Utilizzando nuove tecnologie, i partecipanti saranno coinvolti nell’acquisizione di informazioni con metodi non invasivi e scopriranno l’evoluzione dei pigmenti a partire dal Rinascimento fino ai giorni nostri. A cura di Silvia Prati, Rocco Mazzeo, Giorgia Sciutto, Lucrezia Gatti, Emilio Catelli, Francesca Ramacciotti, Zelan Li, Zohreh Chahardoli, Burcu Keser, Arianna Passaretti (CHIM – UNIBO). Ore 17.30-19.30 – Museo Nazionale, via San Vitale 17; Ore 18-21.30 – Giardino DBC/Piazzetta degli Ariani: “Scopri il digital heritage”. Dimostrazioni e prove pratiche. Si potrà assistere e operare in una serie di progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale e di realtà virtuale. Presso Museo Nazionale: virtual tour e repository digitale dei reperti. Presso Giardino DBC e piazzetta degli Ariani: chiesa di San Giovanni Evangelista, Battistero degli Ariani, Studiolo di Belfiore, Studiolo di Gubbio e Atlante “Dante e Ravenna” (ricostruzione 3D e tour virtuale). A cura di Alessandro Iannucci, Simone Zambruno, Federica Collina, Viviana Ranaglia, Marco Cornaglia, Francesca Fabbri, Federica Giacomini (DBC – UNIBO). Alle 18.30, Biblioteca Centrale di Campus, Palazzo Corradini, via Mariani 5: “Dalla tavoletta d’argilla al tablet”. Incontro. Rapida ma esaustiva presentazione dell’evoluzione dei supporti scrittori per arrivare al digitale e alle biblioteche digitali. Ai partecipanti verranno proposti percorsi esplorativi sulle principali biblioteche digitali italiane e internazionali. A cura di Fiammetta Sabba, Lucia Sardo (DBC – UNIBO). Alle 18, Centro di Ricerca Ambiente Energia e Mare, viale C. Menotti 48, Marina di Ravenna: “Non tutti i carboni vengono per nuocere”. Visita guidata. Carboni di Seconda Generazione: da dove vengono, a cosa servono, perché sono sostenibili. Il focus è centrato sulla linea di ricerca principale del Fip-We@U- nibo: uso dei carboni di seconda generazione derivanti da processi di pirolisi. A cura di Andrea Contin (DIFA – UNIBO). Prenotazione obbligatoria. Primo turno, ore 18; secondo turno, ore 19. Ogni turno è di 25 persone. Durata 45 minuti. Per prenotarsi:
https://bit.ly/Iscrizione_CarboniSecondaGenerazione_ore18
https://bit.ly/Iscrizione_CarboniSecondaGenerazione_ore19

ravenna_campus-alma-matera_notte-europea-ricercatori_esplorare-il-presente_logoESPLORARE IL PRESENTE. Alle 17.30, Palazzo Corradini, via Mariani 5: “A. M. A. Alieni Marini dell’adriatico” – specie aliene lungo il canale Candiano. Passeggiata narrativa e gioco interattivo – Adatto ai bambini. L’urbanizzazione costiera, il traffico marittimo e altre attività umane hanno portato ad una diminuzione della biodiversità marina costiera e ad un aumento di specie animali non indigene (aliene) nell’Adriatico. Con un memory game gigante scoprirete cosa e quali sono le specie aliene, come potrebbero essere arrivate e con quali metodi possono essere monitorate nel tempo e nello spazio. A cura di Federica Costantini, Chiara Ossani (BIGEA – UNIBO), Barbara Mikac, Alessandro Iannucci (DBC – UNIBO). In caso di pioggia, l’evento in Darsena sarà annullato. Alle 18, Sala Conferenze, via degli Ariani 1: “L’inganno della razza e le origini della xenofobia tra storia antica, letteratura classica, archeologia, arte e genetica”. Dibattito con video documentario degli studenti della classe V del Liceo Classico tradizionale “Dante Alighieri”. In collaborazione con i tutor universitari, i ragazzi esporranno, in un dialogo per immagini costruito tra passato e presente, gli effetti che l’approccio scientificamente corretto al falso concetto di “razza” ha prodotto sul loro modo di rapportarsi ‘all’altro’. A cura di Anna Chiara Fariselli, Luca Colliva (DBC – UNIBO). Alle 18, Biblioteca centrale di Campus, Palazzo Corradini, via Mariani 5: “Lungo la via del grano”. Dialogo a più voci su sviluppo, migrazioni e guerre. Seguire metaforicamente la “via del grano”, del cibo quale preziosa risorsa politica, economica e strategica oltre che alimentare, consente di interrogarsi in merito ad alcuni rilevanti fenomeni contemporanei solo all’apparenza distinti e distanti, quali la crisi del grano causata dalla guerra in Ucraina, lo sfruttamento dei migranti nelle campagne italiane ed europee e il ruolo delle politiche agricole nei processi di sviluppo. L’incontro è realizzato con il sostegno della LM I-Contact e dei Jean Monnet Modules (2022-2025) e si svolgerà in lingua italiana e inglese. Partecipano: L. Mazzesi (Segretaria Generale Flai Cgil Ravenna), A. Seck (Portavoce Coordinamento Immigrati Flai-Cgil Ravenna), D. Chinigò (Università di Bologna), G. Savino (Università di Parma). Segue aperitivo. A cura di Annalisa Furia, Michele Marchi (DBC – UNIBO). Alle 18, via San Giovanni Bosco 1, Faenza (Complesso ex-Salesiani): “Gastronomia molecolare: la chimica che si mangia”. Incontro con dimostrazioni pratiche. Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Chimica Industriale illustrerà con un seminario divulgativo i concetti della gastronomia molecolare ed effettuerà delle dimostrazioni pratiche di preparazione di aperitivi “molecolari” di vario tipo. A cura di Daniele Nanni (CHIMIND – UNIBO). Alle 19.30, via San Giovanni Bosco 1, Faenza (Complesso ex-Salesiani): “Infermieri in pillole”. Dimostrazioni pratiche. Le attività formative per lo sviluppo di abilità tecniche di base infermieristiche attraverso l’uso di manichini professionali. Simulazioni di 20 minuti in cui saranno fornite informazioni sulle procedure eseguite. A cura del Corso di studi in Infermieristica. Alle 17.30, piazzetta Universitaria, via A. Mariani 5: “Cosa bolle lungo gli argini del Po?”. Vieni a scoprire come si formano i vulcani di sabbia lungo gli argini del Po Dimostrazione sperimentale – Adatto ai bambini. I “sand boils”, o fontanazzi, sono la manifestazione di fenomeni di erosione che si verificano sempre più spesso sotto i rilevati arginali durante gli eventi di piena. Un processo che comporta la formazione di piccoli canali nel terreno di fondazione, causati dall’asportazione di particelle di sabbia per azione della filtrazione dell’acqua. Verrà riprodotto in modo semplice il fenomeno, coinvolgendo i presenti, illustrandone i possibili effetti sul territorio. A cura di Michela Marchi (DICAM – UNIBO). Alle 17.30, piazzetta Universitaria, via A. Mariani 5: “Alla scoperta del Dna”. Stand con dimostrazioni ed esercitazioni pratiche – Adatto ai bambini. I partecipanti saranno guidati dai ricercatori nell’esperienza di estrarre il DNA da campioni di frutta, utilizzando semplici sostanze che comunemente si trovano nelle case di tutti. A cura di Donata Luiselli, Elisabetta Cilli (DBC – UNIBO). Prenotazione obbligatoria. Primo turno, ore 18; secondo turno, ore 19. Ogni turno è di 12 persone. Durata un’ora circa.
Per prenotarsi: https://bit.ly/Iscrizione_ScopertadelDNA. Alle 19, saletta nel cortile di Palazzo Corradini, via A. Mariani 5: “Popolazioni umane, ambiente e salute”. Incontro. Durante la presentazione si faranno esempi riguardanti l’interazione tra popolazioni umane di diverse aree geografiche, l’ambiente climatico, alimentare e patogeno e la salute. A cura di Donata Luiselli, Elisabetta Cilli (DBC – UNIBO).

ravenna_campus-alma-matera_notte-europea-ricercatori_interpretare-il-passato_logoINTERPRETARE IL PASSATO. Alle 17.30, piazzetta Universitaria, via A. Mariani 5: “Le attività di ricerca del laboratorio del Dna antico a Ravenna”. Stand. Postazione in cui sono illustrati i progetti di ricerca del aDNALab, tramite poster, materiale divulgativo, piccola strumentazione. A cura di Donata Luiselli, Elisabetta Cilli (DBC – UNIBO). Alle 20, saletta nel cortile di Palazzo Corradini, via A. Mariani 5: “Fido: la storia del migliore amico dell’uomo”. Incontro con visualizzazioni grafiche di Alessandro Bonaccorsi – Adatto ai bambini. La domesticazione del cane rappresenta uno degli eventi più affascinanti e irrisolti della storia dell’umanità. Parleremo dei risultati ottenuti dalle ricerche archeologiche e biomolecolari, mostrando le più antiche rappresentazioni di cani nell’arte figurativa di migliaia di anni fa. Parteciperà Il disegnatore e facilitatore grafico Alessandro Bonaccorsi che coinvolgerà il pubblico nella spiegazione e riproduzione dei disegni rupestri, utilizzando l’approccio Disegno Brutto. Il progetto FIDO è finanziato dalla National Geographic Society. A cura di Elisabetta Cilli (DBC – UNIBO). Alle 18, Palazzo Corradini, via Mariani 5: “Scopri la darsena”. Tour guidato e giochi interattivi. Verranno illustrate le attività di digital storytelling del FrameLAB e le storymaps allestite per la ricostruzione della memoria culturale del porto di Ravenna e del suo quartiere, dalle sue origini al boom economico, dall’utilizzo come set cinematografico allo sviluppo della street art. Sono previste 2 visite: ore 18-19 visita guidata sul temi della street art e del cinema in Darsena; ore 19.30-20.30 visita guidata sul tema della memoria culturale della darsena. A cura di Alessandro Iannucci, Simone Zambruno, Arianna Mecozzi, Roberta Lodisco (DBC – UNIBO). In caso di pioggia, l’evento in Darsena sarà annullato. Alle 19, Sala Conferenze, via degli Ariani 1: “Patrimonio musicale e digital humanities”. Ascolto di repertorio musicale e visione dell’aspetto letterario. Verranno presentati tre progetti che integrano studi sul patrimonio musicale e digital humanities, mettendo in luce l’apporto delle tecnologie digitali per la conservazione e la valorizzazione dei beni musicali: i luoghi e i testi destinati alla musica, le immagini e gli strumenti musicali. Le attività proposte permetteranno al pubblico di riscoprire il patrimonio musicale nelle sue molteplici sfaccettature. A cura di Nicoletta Guidobaldi, Angelo Pompilio, Donatella Restani, Giovanna Casali, Gaia Prignano, Alessia Zangrando (DBC – UNIBO). Alle 19, dipartimento di Beni Culturali, via degli Ariani 1: “I segreti del colore. Come analizzare un dipinto in quattro mosse: stile, storia, materiali e tecnica”. Visita interattiva. Il pubblico sarà guidato negli ambienti del Laboratorio diagnostico del DBC (laboratorio chimico, caveau dedicato alle tecniche a raggi X, laboratorio di imaging multispettrale). A cura di Luca Ciancabilla, Barbara Ghelfi, Chiara Matteucci, Martina Cataldo, Pasquale Stenta, Gaia Tarantola, Salvatore Apicella, Pascal Cotte (DBC – UNIBO); in collaborazione con Lumière Technology. Prenotazione obbligatoria. Primo turno per bambini, ore 19; secondo turno per adulti, ore 20; terzo turno per adulti, ore 21. Ogni turno è di 10 persone. Durata 30 minuti. Per prenotarsi: https://bit.ly/Iscrizione_SegretidelColore.

Notte dei Ricercatori (on line). Il museo Archeologico nazionale di Napoli presenta il restyling del Giardino della Vanella (da giugno 2021 aperto gratuitamente al pubblico) e gli studi diagnostici della Quadriga di Ercolano

napoli_logo-mannIl Giardino della Vanella, cuore verde del museo Archeologico nazionale di Napoli, sarà uno dei temi approfonditi dal Mann nella Notte dei Ricercatori, venerdì 27 e sabato 28 novembre 2020, che quest’anno sarà solo on line sui canali social. Scopo della programmazione social, infatti, sarà mostrare progetti ed idee che, con studio e competenza, stanno ridando luce ai tesori del Mann. Il claim dei post sulle pagine Facebook ed Instagram dell’Archeologico adottato dal Mann per la Notte dei Ricercatori è un pensiero dello scrittore austriaco Robert Musil: “Non è vero che il ricercatore insegue la verità; è la verità che insegue il ricercatore”.

Simulazione del prospetto del Giardino della Vanella al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Si partirà venerdì 27 novembre 2020, alle 20, con un approfondimento dedicato al restyling del terzo cuore verde dell’Archeologico, il Giardino della Vanella, che sarà aperto a tutti i cittadini, senza ticket di ingresso, a partire da giugno 2021. Il progetto di allestimento, curato dall’arch. Silvia Neri, sarà presentato con un’ “anteprima”: tramite le simulazioni condivise online, si avrà un’overview sull’assetto futuro dello spazio. Il Giardino, completamente rinnovato, manterrà intatti i suoi elementi principali: il Mausoleo di Caivano, la peschiera voluta da Maiuri, i muretti in mattoni di inizio Novecento. Così, si potrà nuovamente ammirare il Mausoleo di Caivano: lo straordinario monumento funerario del I sec. d.C., riscoperto nella cittadina del napoletano nel 1923 e “trasportato” al museo Archeologico nazionale di Napoli, è chiuso da decenni; i delicati e preziosi affreschi contenuti al suo interno, dopo il restauro, saranno “restituiti” ai visitatori, anche con un sistema di presentazione digitale per chi non potrà percorrere i gradini di accesso agli ambienti chiusi.

Simulazione della planimetria rivisitata del Giardino della Vanella al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Eppure il Giardino della Vanella sarà non soltanto uno scrigno di tesori, ma anche uno spettacolo “a cielo aperto”: al centro dell’area, infatti, sarà recuperata la peschiera voluta da Amedeo Maiuri nella prima Sezione Tecnologica, allestita al Museo negli anni Trenta del Novecento. La peschiera è la riproduzione in scala ridotta di un modello romano, presente in una villa di Formia: la struttura serviva, nell’antichità, per allevare pesci, quindi era una vasca di tipo prettamente tecnico. Il progetto di recupero, voluto dal Mann, lascerà la peschiera nella medesima posizione in cui era stata creata, considerandola “parte esterna” della rinnovata Sezione Tecnologica: suggestivi giochi d’acqua si inseriranno in un armonico contesto, disegnato con il verde per accrescere il fascino del percorso di visita. ​Saranno circa trenta, infatti, le tipologie di alberi, arbusti e piante erbacee del Giardino: sarà predominante la candida Rosa Iceberg, che ben si armonizzerà con i colori della facciata del Braccio Nuovo; per gli eventi pomeridiani e serali, la Vanella sarà illuminata con luce calda, diffusa da lampade in acciaio corten. Dopo una proiezione nel prossimo futuro, il Mann dedicherà anche un post (sabato 28, alle 12) agli studi che, negli scorsi anni, hanno guidato il restyling dei Giardini delle Camelie e delle Fontane.

Scansione 3D di una statuetta della Quadriga di Ercolano (foto Mann)

Un’incursione nei nuovi allestimenti delle collezioni del Museo concluderà questo itinerario social dedicato alla ricerca: sabato 28 novembre 2020 (alle 20) saranno postate alcune immagini fornite dall’Istituto di Studi sul Mediterraneo-ISMed CNR di Napoli dedicate alle attività di diagnostica sulla Quadriga di Ercolano. Il gruppo scultoreo in bronzo (età imperiale), che sarà inserito (giugno 2021) nel nuovo allestimento della  Sezione Campania Romana, era collocato nel Foro della città vesuviana. Durante gli scavi in età borbonica, l’opera fu estratta in frammenti: ricostruito un cavallo (il celebre “cavallo Mazzocchi”), il resto del gruppo deve essere sottoposto a restauro, dopo la ricerca realizzata grazie alle più innovative metodologie di rilevamento digitale dei singoli pezzi ed alle possibilità offerte dalla grafica 3D. Per questa fase diagnostica, il Mann ha stipulato un accordo con l’ISMed-CNR.​

Al parco archeologico di Pompei nella “Notte europea dei ricercatori” gli specialisti sveleranno il loro lavoro: dall’archeobotanica allo studio dei corpi alle dinamiche dell’eruzione del 79 d.C., dalla lavorazione antica dei tessuti ai segreti delle murature

Specialista al lavoro nel laboratorio del parco archeologico di Pompei

La locandina de “La notte dei ricercatori 2018” a Pompei

Il Parco Archeologico di Pompei partecipa alla “Notte europea dei ricercatori 2018”, venerdì 28 settembre 2018 dalle 15 alle 19. Esperti di antropologia, geologia, archeobotanica – specialisti del Laboratorio di Ricerche Applicate, che affiancano quotidianamente con i loro studi gli archeologi, gli architetti e i restauratori di Pompei nell’ottica della più completa attività interdisciplinare di studio, salvaguardia e tutela del sito – saranno a disposizione del pubblico, per raccontare le attività scientifiche in corso a Pompei. Gli esperti accoglieranno i visitatori dalle 15 alle 19 in alcuni luoghi significativi dell’area archeologica, dove racconteranno curiosità scientifiche sulla storia del sito e sulle vicende legate all’eruzione, secondo il loro punto di vista specialistico. La Notte Europea dei Ricercatori 2018, rientra nella manifestazione #ERN18, BE a citizEn Scientist (BEES), coordinata dall’Associazione Frascati Scienza volta a incoraggiare la partecipazione dei cittadini nella ricerca scientifica e chiude venerdì 28 la settimana dal 22 al 29 settembre dedicata alla ricerca, con conferenze a tema, incontri con i ricercatori, presentazioni di libri, quiz, aperitivi scientifici in varie realtà italiane. Un modo per far conoscere ai cittadini, il mondo della ricerca e i ricercatori. Il progetto è promosso dalla Commissione Europea.

Il laboratorio di ricerche applicate del parco archeologico di Pompei

Il Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei, presso il quale sono attivi i vari specialisti, è la sezione operativa, una sorta di HUB, nel quale si esaminano e si utilizzano tutte le possibilità che le scienze e le tecnologie attuali ci offrono per raggiungere il fine della conservazione del patrimonio archeologico di Pompei. Gli interventi conservativi, di prevenzione e manutenzione sui manufatti e le strutture antiche, partono, imprescindibilmente, dall’analisi dello stato di conservazione dei beni e delle loro condizioni ambientali di custodia, per arrivare alla diagnosi attraverso l’anamnesi delle cause di degrado mediante indagini e prove non invasive e in situ.

L’Orto dei fuggiaschi a Pompei: nella “Notte dei ricercatori” si parlerà dei risultati di archeobotanica nell’area e degli studi sui corpi

Alla Palestra Grande l’archeobotanica Chiara Comegna, illustrerà le caratteristiche dei reperti organici rinvenuti a Pompei; presso l’ Orto dei Fuggiaschi l’antropologa Valeria Amoretti, racconterà le novità relative allo studio dei corpi delle vittime; mentre lungo il Viale delle Ginestre, il geologo Vincenzo Amato spiegherà le caratteristiche e le dinamiche dell’eruzione del 79 d.C. Inoltre, grazie alla collaborazione di Enti convenzionati, alla Fullonica di Stephanus, la dott.ssa Francesca Coletti del dipartimento di Scienze dell’antichità e del Laboratorio LTFAPA dell’Università ‘La Sapienza’, illustrerà i tre diversi momenti della catena operativa tessile secondo le procedure impiegate nel mondo antico; mentre l’ingegnere Francesca Autiero del dipartimento Dist di Ingegneria Strutturale dell’Università Federico II spiegherà la tipologia e l’utilità di indagini non distruttive di tipo sonico sulle murature antiche, presso il Foro Civile.

“Enotri e Brettii in Magna Grecia. Modi e forme di interazione culturale”: presenze e relazioni fra culture e popoli diversi del Mediterraneo nella Calabria nel I millennio a.C. Il volume presentato al museo Archeologico di Capo Colonna (Crotone) nell’ambito di Discover Museums

Il museo Archeologico nazionale di Capo Colonna

L’obiettivo del progetto di ricerca e di valorizzazione del patrimonio storico-archeologico regionale promosso dall’università della Calabria era quello di far emergere con adeguata evidenza il quadro variegato di presenze e di relazioni fra culture e popoli diversi del Mediterraneo fiorite all’interno della Calabria nel primo millennio a.C. L’esito di questo progetto è stato raccolto nel volume “Enotri e Brettii in Magna Grecia. Modi e forme di interazione culturale”, a cura di Giovanna De Sensi Sestito e Stefania Mancuso (Rubbettino Editore 2017) che, per iniziativa del Polo museale della Calabria, è stato presentato il 2 settembre 2018 al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone) in occasione dell’evento Discover Museums promosso da UniCal, un percorso che invita alla scoperta del patrimonio culturale regionale e si realizza proprio nell’anno che l’Europa dedica alle sue risorse culturali. Discover Museums è stato pensato proprio perché questo è l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e la Calabria possiede così tante risorse culturali da poter rispondere straordinariamente all’appello dell’Europa. All’insegna della scoperta e della valorizzazione dei tesori museali della Calabria, Discover Museums ha fatto da prologo alla tanto attesa Notte dei Ricercatori 2018 – “SuperScienceMe – REseArCH in your REACH”, quest’anno annoverata tra i progetti ufficialmente riconosciuti dall’Unione Europea. Il grande evento scientifico che quest’anno coinvolge tutti gli atenei calabresi, la Regione Calabria, il CNR è per venerdì 28 settembre 2018, cioè l’ultimo venerdì del mese. E quest’anno oltre all’università della Calabria, che è l’ideatrice del format calabrese dell’evento scientifico, la Notte dei Ricercatori si svolgerà anche negli atenei di Catanzaro e Reggio Calabria, in collaborazione con molti istituti del CNR e in sinergia con il Dipartimento Programmazione Nazionale e Comunitaria della Regione Calabria e FinCalabra.

La copertina del libro “Enotri e Brettii in Magna Grecia” (Rubettino editore)

Il libro “Enotri e Brettii in Magna Grecia”. La denominazione, geografica e culturale insieme, di Magna Grecia utilizzata in senso lato per designare la regione, esprime in forma emblematica il profondo grado di permeabilità dimostrato dalle culture italiche, di epoca protostorica e storica, nel recepire apporti culturali esterni, e greci in particolare, pur senza perdere la loro specifica identità. I saggi raccolti nel volume ne offrono ampia documentazione. La ricchezza del patrimonio storico e archeologico calabrese, dalla protostoria all’età ellenistica non si esaurisce infatti nello splendore della cultura delle città magno-greche fiorite lungo le coste ionica e tirrenica, ma include la serie di insediamenti degli Enotri che con esse avevano in varie forme interagito fino all’epoca classica e di quelli dei Brettii strutturatisi dalla metà del IV secolo a.C. in poi, disseminati nelle aree collinari a controllo dei punti di accesso dalla costa e della viabilità interna.