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Iraq. La campagna di scavo 2025 dell’università di Catania a Tell Muhammad (periferia di Baghdad) fa luce su nuovi aspetti della vita quotidiana in Mesopotamia all’epoca di Hammurabi: scoperti un quartiere produttivo, una fucina dotata di forni di diverse dimensioni, un crogiolo in terracotta, sepolture al di sotto dei pavimenti (rituale del kispum)

La quinta campagna di scavo (2025) dell’università di Catania a Tell Muhammad, un antico insediamento alla periferia meridionale di Baghdad (Iraq) lungo la valle del Tigri in posizione strategica tra le aree di influenza di Babilonia ed Eshnunna, ha permesso di far luce su nuovi aspetti della vita quotidiana in Mesopotamia nella prima metà del II millennio a.C. La missione, guidata dal prof. Nicola Laneri nell’ambito del progetto ArtourBagh, e a cui ha preso parte l’allievo di II anno Dario Ciacera Macauda, ha portato alla rivelazione di un articolato quartiere produttivo caratterizzato da edifici e spazi destinati ad attività artigianali. Di notevole interesse è il rinvenimento di una fucina dotata di forni di diverse dimensioni, e il ritrovamento di un crogiolo in terracotta, quasi intatto, contenente ancora residui di attività di fusione. Ulteriori informazioni sulla società mesopotamica all’epoca di Hammurabi provengono dalle numerose sepolture rinvenute al di sotto dei pavimenti degli edifici: alcuni individui in posizione fetale avvolti in stuoie, e persino una sepoltura monumentale legata a pratiche rituali. Questi contesti confermano quanto già noto grazie ai testi mesopotamici sul 𝑘𝑖𝑠𝑝𝑢𝑚, un rituale volto a preservare la memoria e il culto degli antenati. I dati raccolti consentono di approfondire la conoscenza delle fasi di occupazione del sito, e la ricostruzione delle relazioni topografiche di Tell Muhammad con i centri limitrofi, tra la fine del III e la prima metà del II millennio. Fine ultimo del progetto sarà la creazione di un parco archeologico volto alla salvaguardia del sito e alla valorizzazione del patrimonio storico e archeologico di Baghdad.

Il sito di Tell Muhammad alla periferia di Baghdad in Iraq dove opera la missione dell’università di Catania (foto unict)

“Il fascino dell’antico”, scrive Nicola Laneri nel post Vivere e morire nell’Antica Mesopotamia sull numero del 10 dicembre 2025 di UniCtMagazine, “è da sempre segnato dai resti funerari che gli archeologi fanno emergere dalla terra durante gli scavi archeologici. Quando questi sono diversi dalla nostra tradizione e dai nostri costumi, l’immaginario vaga ancor di più nella speranza di scoprire una nuova dimensione che permetta di ricostruire quel rapporto indissolubile che esite tra la vita quotidiana e il mondo dell’aldilà. Questa fascinazione accresce quando l’opportunità si presenta e il contesto archeologico appartiene ad un luogo, la Mesopotamia, e a un tempo, l’epoca di Hammurabi di Babilonia, lontano ma a noi assai vicino. Ecco quindi che, alla fine della quinta stagione di ricerche archeologiche a Tell Muhammad (Baghdad, Iraq), supportate dal ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) in collaborazione con il State Board of Antiquities and Heritage (SBAH) dell’Iraq, il gruppo di ricerca dell’università di Catania diretto dal prof. Nicola Laneri ha consolidato la propria conoscenza sulla vita degli abitanti di questo importante centro che si trovava lungo la vallata del fiume Tigri al confine tra il mondo di Babilonia e quello di Eshnunna, l’altra grande capitale dell’epoca e posizionata, a circa 40 km da Tell Muhammad, lungo la via commerciale che collegava la Mesopotamia all’Iran attraverso la vallata del fiume Diyala.

Il crogiolo di fusione scoperto nel sito di Tell Muhammad in Iraq dalla missione dell’univesrità di Catania (foto unict)

“Le intense attività di scavo durate due mesi – continua Laneri – hanno messo in luce ampi quartieri produttivi che si trovano all’interno di edifici posti lungo la cinta muraria e la porta d’ingresso e che, in un caso, mostrano la presenza di una sorta di fucina con una serie di forni e fornelli in terracotta oltre alla possibile presenza di una canna fumaria. All’interno di questo ampio settore, la produzione di cibo si mescolava a quella di metalli, come evidenziato dalla scoperta di un crogiolo di terracotta quasi intatto al cui interno si trovavano ancora i resti della fusione dei metalli e che è tra i pochi esemplari trovati in contesti archeologici della Mesopotamia. Questa scoperta si aggiunge al quartiere con due ampie fornaci per la produzione del vasellame in ceramica scavato negli anni precedenti e che permette una ricostruzione sempre più chiara sulle attività lavorative che segnavano la quotidianità degli antichi abitanti di Tell Muhammad. Ma l’aspetto straordinario di questa stagione è stata la costante presenza di tombe di infanti, adolescenti, ma anche di alcuni individui adulti posti al di sotto dei pavimenti di questi edifici. I morti continuavano quindi a seguire la vita dei vivi attraverso una contiguità tra spazi produttivi e quelli dedicati al mondo degli inferi.

Scheletro in posizione fetale dal sito di Tell Muhammad in Iraq dove opera la missione dell’univesrità di Catania (foto unict)

“Le modalità di deposizione dei defunti differivano – spiega Laneri -e osserviamo, ad esempio, la presenza di un infante avvolto in una stuoia sigillata con bitume e frammenti di una giara di ceramica, oppure di alcuni adulti deposti in posizione fetale, ovvero di un individuo con le gambe allargate e le mani sul pube accompagnato da due alti bicchieri in ceramica che rappresentavano il corredo funerario. Quest’ultimo defunto si trovava deposto in una tomba con volta in mattoni crudi all’interno di una stanza dedicata al culto dei defunti che prevedeva libagioni fatte davanti ad un altare in mattoni. I testi mesopotamici ci ricordano che la rimembranza dei defunti (denominata kispum in Accadico) avveniva esattamente come evidenziato dal contesto archeologico appena descritto. A Tell Muhammad, il connubio tra vita e morte doveva essere un trait d’union costante non solo grazie alla presenza di tombe all’interno degli edifici o di altari dedicati al culto dei defunti, ma grazie all’iconografia riconoscibile nei numerosi sigilli cilindrici (oggetti che segnano la dimensione pubblica degli abitanti) trovati in questi anni e che presenta una quasi costante presenza di almeno uno scorpione che era simbolo della divinità mesopotamica degli inferi Išḫara.

Un momento della visita dell’ambasciatore italiano a Baghdad, Niccolò Fontana, sul sito di Tell Muhammad in Iraq (foto unict)

“I due intensi mesi di attività, che si sono conclusi con la visita dell’Ambasciatore in Iraq Niccoló Fontana e della sua consorte Tania Morrocchi, hanno quindi permesso di comprendere meglio la quotidianità dell’antica Mesopotamia che diverrà centrale nella futura narrazione prevista con il parco archeologico di Tell Muhammad e Tell Harmal che, grazie al progetto ArtourBagh finanziato dal MAECI attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo (AICS) e che vede la collaborazione tra l’università di Bologna e di Catania, proporrà al centro di Baghdad la possibilità degli eventi che hanno segnato l’epoca del sovrano Hammurabi di Babilonia e della conflittualità con l’altro grande centro dell’epoca, Eshnunna, dove un team di giovani ricercatori dell’università di Catania, del CNR e dello SBAH sta completando una attenta analisi territoriale.

Gruppo di ricercatori e studiosi della missione dell’università di Catania a Tell Muhammad in Iraq (foto unict)

“Alla fine questa lunga avventura – conclude Laneri – ci auguriamo che tutte le preziose informazioni raccolte da giovani e preziosi studiosi (Antonino Mazzaglia, Chiara Pappalardo), dottorandi (Rachele Mammana, Alice Mendola, Aurora Borgesi), allievi della Scuola di Specializzazione (Emanuela Scalisi e Dario Macauda) e studenti (Vittorio Azzaro e Giulia La Causa) dell’università di Catania, del CNR e dell’università di Roma La Sapienza, nel corso di questi anni di ricerche potranno permettere di ricostruire e condividere a Baghdad la storia della Mesopotamia all’epoca di Hammurabi di Babilonia grazie alla missione archeologica dell’università di Catania”.

Catania. Al museo dei Saperi dell’università la mostra internazionale “Da Babilonia a Baghdad. Sulle tracce di Hammurabi” sulla figura del visionario sovrano babilonese partendo dagli scavi archeologici del Baghdad Urban Archaeological Project di Unict (BUAP) a Tell Muhammad. E convegno “The Multiple Lives of Hammurabi”: ecco il programma dei due giorni di incontri

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catania_università_mostra-da-babilonia-a-baghdad-sulle-tracce-di-hammurabi_logo_foto-unictVenerdì 6 dicembre 2024, alle 10, al Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane dell’università di Catania al palazzo Centrale, in piazza Università 2 di Catania, si inaugura la mostra internazionale “Da Babilonia a Baghdad. Sulle tracce di Hammurabi”, un’iniziativa significativa che unisce istituzioni italiane, europee ed irachene in un contesto culturale e scientifico di cooperazione internazionale, organizzata dall’università di Catania in collaborazione con la Fondazione OELLE, grazie ai finanziamenti dei progetti PNRR-Cultura, e con il patrocinio del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ministero della Cultura, ICOM Sicilia, Regione Siciliana, FAI Catania e Comune di Catania. La mostra è visitabile gratuitamente fino all’11 febbraio 2025 (dal lunedì al giovedì: ore 9-17.30; venerdì: 9-13:30; sabato e domenica: apertura straordinaria su prenotazione museodeisaperi@unict.it). Apertura straordinaria, dalle 9 alle 19, per il weekend inaugurale, 6-7-8 dicembre 2024.

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Il prof. Nicola Laneri (università di Catania) direttore della Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq) (foto unict)

Il percorso espositivo – curato dall’archeologo Nicola Laneri, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente e direttore della Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq) e dalla prof.ssa Germana Barone, delegata al Sistema Museale d’Ateneo e direttrice del Museo dei Saperi, e realizzato in collaborazione con l’arch. Daniele Leonardi (Area della Terza Missione) e con la Fondazione OELLE – si sviluppa intorno ai recenti ritrovamenti e risultati degli scavi archeologici del Baghdad Urban Archaeological Project di Unict (BUAP) proprio a Tell Muhammad, sito localizzato nella capitale irachena Baghdad e datato a circa 4 mila anni fa, ai tempi della prima dinastia di Babilonia del grande sovrano Hammurabi. Ed è proprio sulla figura del visionario sovrano babilonese che è centrato il percorso espositivo, con manufatti provenienti da rinomati musei quali il Vorderasiatischen Museum del Pergamon di Berlino, il British Museum di Londra e i Musei Reali di Torino, oltre ad una riproduzione in 3D della famosa Stele di Hammurabi, in collaborazione con il Louvre di Parigi.

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Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq): i navigli di Hammurabi (foto unict)

 

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Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq): una pagina del diario di scavo della campagna 2023 dell’università di Catania (foto unict)

 

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Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq): una fase dello scavo (foto unict)

La mostra rappresenta pertanto un’opportunità unica per confrontarsi con rari manufatti archeologici del periodo della I Dinastia di Babilonia tra i quali gli oggetti in metallo raccolti da F. Jones e A. H. Layard a Tell Muhammad nel 1850, due dei quali presentano l’iscrizione “E.GAL Hammurabi – Palazzo/Fortezza di Hammurabi”. Questi oggetti, insieme alle ricostruzioni architettoniche, ad una galleria di suggestive foto di scavo e una sala multifunzionale, sono anche uno straordinario viatico per il grande pubblico per confrontarsi con i primi risultati archeologici degli scavi svolti a Tell Muhammad in collaborazione con il Board of Antiquities and Heritage (SBAH) dell’Iraq e con il supporto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq): il team di scavo dell’università di Catania diretto dal prof. Nicola Laneri (foto unict)

 

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Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq): tramonto sull’area di scavo (foto unict)

La mostra racconta anche il lavoro degli archeologi dallo scavo fino alle analisi archeometriche e alle ricostruzioni virtuali realizzate in collaborazione con i diversi dipartimenti dell’università di Catania: l’emozione di toccare i mattoni d’argilla che mani sapienti hanno modellato quattromila anni fa, di ricostruire tecnologie produttive e sistemi di scambio, di riportare alla luce tavolette che parlano della vita quotidiana di una città che prosperava lungo il fiume Tigri, ma anche di sorprendenti conoscenze scientifiche, delle credenze e delle superstizioni dei suoi antichi abitanti. Il percorso espositivo accompagna dunque i visitatori, anche i più piccoli attraverso attività dedicate, nel cuore dell’affascinante civiltà mesopotamica, la cui eredità è ancora vitale nell’Iraq contemporaneo, e può essere riconosciuta persino nella nostra società come si evince dall’abito disegnato da Gabriella Ferrera e dall’installazione sonora di Michele Spadaro.

catania_università_mostra-da-babilonia-a-baghdad-sulle-tracce-di-hammurabi_convegno-the-multiple-lives-of-hammurabi_locandinaIL CONVEGNO. Nell’ambito della mostra, il 6 e il 7 dicembre 2024, si svolge, sempre al Palazzo Centrale, il convegno “The Multiple Lives of Hammurabi” organizzato con la partnership dal centro d’eccellenza Einstein Center Chronoi di Berlino che vede la partecipazione di esperti internazionali per ridiscutere della straordinaria figura del sovrano e della sua ricezione attraverso i secoli. Il comitato scientifico è composto da Cinzia Pappi (Einstein Center Chronoi), Eva Cancik-Kirschbaum (Freie Universität Berlin) e Nicola Laneri (Unict). Sin dalla scoperta della stele contenente le 282 leggi, il re Hammurabi di Babilonia è stato ampiamente riconosciuto come una delle figure storiche più importanti dell’antico Vicino Oriente nel mondo occidentale. Il suo codice non è solo una significativa rappresentazione della cultura mesopotamica, ma ha anche una grande importanza nell’istruzione europea nel secolo scorso. Anche prima che la sua eredità guadagnasse popolarità tra gli studiosi moderni, la costruzione intellettuale dell’impatto culturale di Hammurabi era già iniziata sotto i suoi successori. La personalità complessa e carismatica di Hammurabi, plasmata attraverso le sue conquiste politiche e militari, divenne lo spirito della sua epoca, durando per migliaia di anni nei ricordi delle successive civiltà del Vicino Oriente antico. Fu una pietra miliare politica e culturale significativa nella coscienza collettiva della Mesopotamia. Questa conferenza internazionale mira a indagare la percezione storiografica di Hammurabi e della sua epoca, in varie fasi della storia successiva e nei contesti culturali moderni.

PROGRAMMA VENERDÌ 6 DICEMBRE 2024. SESSION 1 | OPENING OF THE EXHIBITION: alle 9, Welcome Desk; 10, Institutional Greetings; 10.30; Exhibition Opening. SESSION 2 | OPENING OF THE CONFERENCE: alle 12, Nicola Laneri (University of Catania) and Cinzia Pappi (EC-C/FU-Berlin), “Conference Introduction”; 12.30, Dominique Charpin (Collège de France, Paris), Lectio Magistralis: “Hammurabi’s Kingdom over Time. The Evolution to an Empire”. SESSION 3 | HAMMURABI THROUGH THE AGES | CHAIR: DOMINIQUE CHARPIN: alle 15, Lorenzo Nigro (Sapienza University of Rome), “The Hammurabi Stela: Shamash Lord of Time and Divine Kingship”; 15.30, Nele Ziegler (CNRS, Paris), “The Origins of Hammurabi’s Historiographic Tradition: Understanding ‘Hammurabi’s Deeds’”; 16, Coffee Break; 16.30, Eva Cancik-Kirschbaum (EC-C/FU-Berlin), “The Legacy of Hammurapi in Ancient Mesopotamia”; 17, Felix Wiedemann (EC-C/FU-Berlin), “Temporal Entanglements: Ancient Babylonia and German Conceptions of Law, Morality, and History at the Turn of the 20th Century CE”; 17.30, Cinzia Pappi, “Building up Hammurabi: Assyriology and Modern Historiography”; 18, Discussion, Respondents: Elena Devecchi (University of Torino) and Nicola Laneri.

PROGRAMMA SABATO 7 DICEMBRE 2024. SESSION 4 | HAMMURABI BEYOND BABYLON | CHAIR: NICOLA LANERI: alle 9.30, Annunziata Rositani (University of Messina), “Hammurabi’s Words, Words for Hammurabi: Personality and Fortune of the Babylonian King Through the Old Babylonian Letters”; 10, Hanan Hamza (Iraq Museum, Baghdad), “Fragments of Hammurabi’s Laws at the Iraq Museum”; 10.30, Sophie Cluzan (Louvre, Paris), “When the God Enlil Gave the Land and People to Him to Rule and Entrusted Their Nose-Rope in His Hands”: Hammurabi and his Neighbors in the Collections of the Louvre Museum; 11, Coffee Break; 11.30, Nancy Highcock (Ashmolean Museum, Oxford), “Gaining Great Influence in the Country…”: The Rise (and Fall?) of Hammurabi in British and American Museums During the 20th Century CE; 12, Helen Gries (Pergamon Museum, Berlin), “Babylon’s Ishtar Gate: From the Old Babylonian Period to Nebuchadnezzar II and Beyond”; 12.30, Discussion and Closing Remarks, Respondents: Eva Cancik-Kirschbaum, Cinzia Pappi and Felix Wiedemann

Naxos Archeofilm 2024. Al regista Eugenio Farioli Vecchioli il Premio Sebastiano Tusa per l’impegno nella divulgazione scientifica e al film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo il Premio Naxos Archeofilm assegnato dal pubblico

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Il regista Eugenio Farioli Vecchioli tra Gabriella Tigano (a sinistra) e Valeria Li Vigni con i due premi – Naxos Archeofestival e Sebastiano Tusa – presi al Naxos Archeofestival 2024 (foto naxos archeofestival)

Il regista Eugenio Farioli Vecchioli e il suo film sui bronzi di San Casciano fanno l’asso pigliatutto al Naxos Archeofilm 2024: Premio Naxos Archeofilm come documentario più gradito al pubblico e Premio Sebastiano Tusa al regista e coautore Eugenio Farioli Vecchioli per l’impegno nella divulgazione scientifica. Doppia vittoria dunque a Naxos Archeofilm 2024 per “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni”, diretto da Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo. Il docufilm – prodotto dalla Rai e dedicato ai fortunati scavi del santuario etrusco romano in provincia di Siena con il racconto corale e condiviso del team della campagna di scavi e della comunità dei residenti – si aggiudica il Premio Naxos Archeofilm 2024, festival internazionale del cinema archeologico raccogliendo il massimo punteggio del pubblico fra le cinque pellicole in gara al parco archeologico di Naxos dal 12 al 14 luglio 2024. La serata finale del Naxos Archeofilm la direttrice del Parco Naxos Taormina, Gabriella Tigano, ha raccontato le attività in corso nei vari siti anticipando per il pubblico del festival alcune notizie e immagini in anteprima della grande mostra archeologica in corso di allestimento a Palazzo Ciampoli e dedicata alla storia più antica di Taormina.

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Premio Sebastiano Tusa 2024: da sinistra, Gabriella Tigano, Eugenio Farioli Vecchioli, Valeria Li Vigni, Piero Pruneti e Giulia Pruneti (foto naxos archeofilm)

Doppia vittoria – si diceva – perché, nel corso della stessa serata conclusiva del festival – prodotto dal parco archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano, e organizzato con la Fondazione Sebastiano Tusa, presieduta da Valeria Li Vigni, e Firenze Archeofilm/Archeologia Viva (Giunti Editore) direzione Piero Pruneti e la collaborazione della locale sezione Archeoclub – il regista Farioli Vecchioli aveva appena ricevuto il Premio Sebastiano Tusa 2024, dedicato alla memoria del grande archeologo. Con la seguente motivazione: “Autore e regista di programmi dal forte impatto didattico, ha saputo coinvolgere un vasto pubblico diffondendo la conoscenza, l’esigenza di tutela e l’amore per i beni culturali e ambientali. Ha formato professionalità nell’ambito della comunicazione archeologica e come Sebastiano Tusa ha operato con le comunità locali per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico e culturale”.

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Frame del film “Au temps des dinosaures / Al tempo dei dinosauri” di Pascal Cuissot

Secondo in classifica “Al tempo dei dinosauri”, produzione franco-nipponica del 2020 che sabato sera aveva catturato e incollato alle sedie il pubblico dei più piccoli affascinato anche dai racconti del paleontologo Dawid Adam Iurino ospite della serata e intervistato da Piero Pruneti; terzo posto per “Mesopotamia, la riscoperta dei tesori dell’Iraq”, (Francia, 2023) dedicato alla faticosa ripresa delle missioni archeologiche in Medioriente dopo decenni di guerra, film che venerdì sera, aveva introdotto l’intervento dell’archeologo Nicola Laneri reduce da un importante ritrovamento in Azerbaijan. La serata, condotta dalla giornalista Giulia Pruneti, si è conclusa con il docufilm omaggio alla Sicilia “La nave romana di Ustica”, diretto da Riccardo Cingillo, sulla scoperta di un relitto romano a 80 metri di profondità rintracciato grazie a una spedizione subacquea nei fondali dell’isola al largo di Palermo.

Giardini Naxos (Me). Al via la seconda edizione di Naxos Archeofilm: tre serate al Teatro della Nike su gli archeologi italiani in Iraq, i dinosauri e il digitale applicato ai fossili, i bronzi di San Casciano. E poi, tra un film e l’altro, ospiti archeologi, scienziati e registi per confrontarsi col pubblico su temi a cavallo tra passato più antico e attualità

naxos_archeofilm-2024_programma_locandinaArcheologia e film sotto le stelle al Teatro della Nike del parco archeologico di Naxos (Giardini Naxos, Me) con la seconda edizione di Naxos Archeofilm: dal 12 al 14 luglio 2024, tre serate organizzate dal parco archeologico Naxos Taormina e dalla Fondazione Sebastiano Tusa in collaborazione con Firenze Archeofilm/Archeologia Viva a tu per tu con le tante storie del passato che hanno fatto la Storia. Tra i temi affrontati, i risultati degli ultimi scavi della missione italiana in Iraq, gli studi dei paleontologi su dinosauri e mammiferi vissuti milioni di anni fa e le risorse della tecnologia digitale applicata allo studio dei fossili. Infine il focus sulla più sensazionale scoperta archeologica italiana del terzo millennio: i bronzi di San Casciano, in Toscana, con la prima proiezione in Sicilia del docufilm, realizzato da Rai Cultura, e il racconto di archeologi, studiosi e gente del posto che hanno vissuto da vicino l’emozione del ritrovamento. E ogni sera, tra un film e l’altro, ospiti archeologi, scienziati e registi per confrontarsi col pubblico su temi a cavallo tra passato più antico e attualità. Due i premi che saranno consegnati: il “Naxos Archeofilm 2024” attribuito dal pubblico al film più gradito (ogni sera potrà esprimere il proprio voto su apposite schede) e il “Premio Sebastiano Tusa” assegnato dalla Fondazione Sebastiano Tusa alla personalità che si è distinta nella comunicazione dei beni culturali. Tutte le serate sono a ingresso gratuito, e iniziano alle 21.15.

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Il grande cinema archeologico e i suoi protagonisti tornano dunque di scena in Sicilia con la seconda edizione del “Naxos Archeofilm 2024”, il festival di archeologia, arte e ambiente in programma a Giardini Naxos: un progetto nel solco della cultura e della divulgazione scientifica a misura di famiglie, giovani e appassionati del mondo antico italiani e stranieri che durante la stagione estiva popolano la città di Giardini Naxos e le località della riviera jonica messinese, principale polo turistico della Sicilia. “Un progetto nel solco della cultura e della divulgazione scientifica a misura di famiglie, giovani e appassionati del mondo antico, italiani e stranieri, che durante la stagione estiva popolano la riviera jonica messinese”, ha detto l’assessore ai beni Culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Una grande opportunità per conoscere la storia e rivivere le antiche epoche attraverso un’esperienza immersiva”.

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L’archeologo Nicola Laneri, direttore di una missione archeologica in Iraq (foto naxos archeofilm / AV)

In gara a Naxos saranno produzioni e co-produzioni da Francia, Giappone, Regno Unito e Italia: l’ultima giornata, in particolare, si presta particolarmente al pubblico internazionale con la proiezione di due documentari sottotitolati in inglese. Tra un film e l’altro, nelle tre serate, il pubblico di Naxos vivrà da vicino l’incontro con studiosi e ricercatori intervistati da Piero Pruneti, direttore del bimestrale Archeologia Viva (Giunti Editore). Ospiti sul palco di Naxos saranno Nicola Laneri (Università di Catania), archeologo orientalista che di recente, a capo di una campagna di scavi in Iraq, ha portato alla luce un complesso sistema di fortificazioni e di gestione delle acque che segnava il versante nord-orientale della città di Tell Muhammad, fondata all’inizio dell’epoca Paleobabilonese (età di Hammurabi) nei pressi dell’odierna Baghdad (venerdì 12 luglio); Dawid Adam Iurino, paleontologo (Università Statale di Milano) specializzato in mammiferi e vertebrati ed esperto di tecniche digitali per la ricostruzione dei fossili (sabato 13 luglio); infine il regista Eugenio Farioli Vecchioli, autore con Brigida Gullo del film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni”, una produzione Rai Cultura che ripercorre le tappe della straordinaria scoperta del santuario etrusco-romano: non un rinvenimento casuale, ma il frutto di un studio scientifico e di un approccio multidisciplinare da parte di un team di ricercatori. Tutto il programma è consultabile su https://www.parconaxostaormina.com/ufficiostampa/cinema-dal-12-al-14-luglio-2024-torna-naxos-archeofilm/ù

naxos_archeofilm-2024_programma-12-luglio_locandinaIL PROGRAMMA DI VENERDÌ 12 LUGLIO 2024. Tra Mesopotamia ed Egitto. Si inizia alle 21.15 con il film “Mesopotamia, la riscoperta dei tesori dell’Iraq”, regia di Olivier Julien (Francia, 2023), pellicola che racconta – dopo un’assenza di 50 anni, e in un contesto di ricostruzione postbellica – il ritorno degli archeologi nei principali siti dell’Iraq. Le risorse tecniche e i nuovi approcci di questa generazione di ricercatori consentono infatti di gettare nuova luce sulla nascita e sullo sviluppo delle prime città, lavorando allo stesso tempo per preservare il patrimonio della regione. A seguire, dopo l’intervista a Nicola Laneri, il secondo film ci porta in Egitto, lungo le sponde del Nilo, con la scoperta di una straordinaria tomba con una eccezionale concentrazione di sarcofagi. Si intitola “Cacciatori di tombe. Il mistero della mummia dipinta”, regia di Stephen Mizelas e James Franklin (Regno Unito, 2023): gli egittologi ragioneranno sulle ipotesi e i motivi per cui tutte queste mummie siano state sepolte insieme.

Proprio dello stato attuale dell’archeologia mesopotamica parlerà l’ospite della prima serata: Nicola Laneri ordinario di Archeologia e Storia dell’arte del Vicino Oriente antico all’università di Catania, reduce da un’eccellente campagna di scavo a Tava Tepe, in Azerbaijan – dove, con il suo team di ricercatori, ha riportato alla luce una mensa di 3500 anni fa (come vediamo nella video-intervista di Aurora Borghesi). L’archeologo era salito agli onori della cronaca nell’ottobre dello scorso anno quando, alla guida di una campagna di scavi in Iraq, ha portato alla luce la porta monumentale nella cinta muraria di Hammurabi, magnifici vasi e due edifici risalenti al II millennio a.C. La missione diretta da Laneri era realizzata in collaborazione con lo State Board of Antiquities and Heritage (Sbah) dell’Iraq e supportata dal Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ad intervistare il prof. Laneri – che racconterà in anteprima tutti i dettagli della ricerca e della campagna di scavo – sarà Piero Pruneti, direttore della testata Archeologia Viva (Giunti editore).

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Frame del film “Au temps des dinosaures / Al tempo dei dinosauri” di Pascal Cuissot

IL PROGRAMMA DI SABATO 13 LUGLIO 2024. Dai dinosauri a oggi. Dopo la Mesopotamia e l’Egitto, ecco una serata sui dinosauri, passione di bambini e non solo, come dimostrano i casi di ricchi mecenati e collezionisti. Di scena una grande produzione internazionale sulla scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini attraverso realistiche immagini 3D per una visione elettrizzante e ben lontana dal mondo di Jurassic Park. Alle 21.15, apre Il film “Al tempo dei dinosauri”, con la regia di Pascal Cuissot, in collaborazione con Yusuke Matsufune e Kazuki Ueda (Francia, Giappone, 2020).

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Il paleontologo David Adam Iurino (foto naxos archeofestival / AV)

A raccontare le ultime ricerche in campo paleontologico sarà Dawid Adam Iurino docente di Paleontologia dei vertebrati, Università degli Studi di Milano, specializzato in mammiferi e vertebrati ed esperto di tecniche digitali per la ricostruzione dei fossili che, tra gli argomenti, affronterà anche quello legato alla leggenda dei Ciclopi, giganti con un occhio solo, legata anche agli elefantini nani presenti in Sicilia fino a 400.000 anni fa.  A seguire il film “Odissea: la storia della nostra evoluzione”regia di Sébastien Duhem (Francia, 2023) che propone al pubblico un viaggio immersivo nella storia dell’evoluzione tecnologica e culturale dell’uomo, dal Neolitico fino alla caduta dell’Impero romano d’Occidente.

IL PROGRAMMA DI DOMENICA 14 LUGLIO 2024. Gran finale tutto italiano e siciliano, domenica 14 luglio con il racconto degli scavi del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), premiati come scoperta archeologica dell’anno. Sarà proiettato sul grande schermo, prima volta in Sicilia, il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, una produzione Rai per “Italia. Viaggio nella bellezza”

Eugenio Farioli Vecchioli_sul set 2019

Il regista Eugenio Farioli Vecchioli sul set nel 2019 (foto naxos archeofilm / AV)

realizzato in collaborazione con il ministero della Cultura: un racconto coinvolgente nel solco della divulgazione al quale partecipano anche i cittadini di San Casciano e Agnese Carletti, sindaco del Comune toscano che nel 2018, d’accordo con la soprintendenza di Siena, decide di puntare sull’archeologia per lo sviluppo del territorio acquistando un terreno vicino all’antica area termale e avviando i fortunati scavi. Ospite della serata il regista e autore Eugenio Farioli Vecchioli. A seguire il film omaggio alla Sicilia “La nave romana di Ustica” sulla scoperta di un relitto romano a 80 metri di profondità rintracciato grazie a una spedizione intrapresa nel mare dell’isola davanti a Palermo. Entrami i documentari di domenica 14 sono sottotitolati in inglese. Fra le due proiezioni saranno consegnati il “Premio “Sebastiano Tusa” attribuito da parco archeologico Naxos Taormina, Fondazione Sebastiano Tusa e “Archeologia Viva” alla personalità che si è distinta nella comunicazione dei beni culturali; e il Premio “Naxos Archeofilm 2024” al film più votato dal pubblico della manifestazione.