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Napoli. Al museo Archeologico nazionale tornano i Giganti di Mont’e Prama: conferenza di Nadia Canu su “Sardegna isola dalle vene d’argento” e vernice della mostra fotografica “I Giganti in mostra”

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Il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, è il testimonial della mostra “Sardegna isola megalitica” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)

I Giganti di Mont’e Prama ritornano al museo Archeologico nazionale di Napoli. Dopo il successo di “Sardegna Isola Megalitica”, la mostra ospitata proprio al Mann, che ha visto la presenza del Gigante “Manneddu” (Pugilatore), al via una mostra fotografica sulle statue del Sinis, e conferenza sui tesori archeologici della Sardegna. A Napoli la Fondazione Mont’e Prama arriva stavolta in compagnia della Dinamo Sassari per la prima tappa italiana della campagna di comunicazione che vede le due società impegnate assieme per promuovere i tesori del Sinis.

napoli_mann_mont-e-prama_conferenza-e-mostra-fotografica_locandinaSabato 21 gennaio 2023, alle 11, conferenza dal titolo “Sardegna isola dalle vene d’argento” a cura della direttrice della Fondazione Nadia Canu. “Argyróphleps nésos”, “l’isola dalle vene d’argento”, questo è l’antico nome dato alla Sardegna dai Greci, in quanto l’isola era nota come terra che ha moltissime miniere d’argento. Già i Romani usarono il toponimo Argentiera per indicare una miniera d’argento che si collocava nel nordovest della Sardegna. Famosa in tutto il mondo per il suo mare cristallino e le meravigliose spiagge, destinazione ogni anno di milioni di turisti, la Sardegna è una terra antica, con un ricchissimo patrimonio culturale. Dalla preistoria nuragica, che si distingue per la sua eccezionalità e quantità di risorse, fino al patrimonio architettonico di epoca romanica e l’originalità del tessuto urbano che forma le principali città e cittadine.

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L’archeologa Nadia Canu, direttrice della fondazione Mont’e Prama (foto fondazione mont’e prama)

Ne parlerà l’archeologa Nadia Canu, dal 3 ottobre 2022, prima direttrice della Fondazione Mont’e Prama, che per dieci anni si è occupata del patrimonio archeologico della Sardegna come funzionaria archeologa della soprintendenza di Sassari e Nuoro. La nomina ministeriale è stata possibile una volta conclusi gli accordi tra la Fondazione Mont’e Prama, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari, Oristano e Sud Sardegna e la direzione regionale Musei e il museo Archeologico nazionale di Cagliari per l’effettivo passaggio di consegna dei beni archeologici presenti nel territorio di Cabras: le statue dei Giganti del Museo civico, l’antica città di Tharros, l’ipogeo di San Salvatore e la Torre spagnola di San Giovanni.

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Un allestimento della mostra fotografica “I Giganti in mostra” (foto mann)

A seguire, nel Braccio Nuovo del Mann, l’inaugurazione della mostra fotografica “I Giganti in mostra”, un’esposizione didattica e divulgativa sui celebri Giganti: nove pannelli racconteranno al pubblico la fortuna di un mito ancora tutto da scoprire. Intervengono il direttore del Mann, Paolo Giulierini; il presidente della Fondazione, Anthony Muroni; e il chief marketing officer della Dinamo Sassari, Marsilio Balzano. Gli operatori della Cooperativa Penisola del Sinis illustreranno la mostra agli ospiti e ai visitatori.

napoli_mann_mostra-i-giganti-in-mostra-allestimento_2_foto-mannLa mostra, curata dalla Fondazione Mont’e Prama, è composta da pannelli che raccontano la storia della più importante scoperta archeologica degli ultimi duecento anni nel Mediterraneo occidentale. Giganti di Mont’e Prama si tratta dell’unico caso di statuaria monumentale scolpita a tutto tondo tremila anni fa, ritrovata per caso da alcuni contadini nel 1974, nelle campagne di Cabras, paese che sorge nella costa occidentale della Sardegna. Le pietre giacevano sotto la terra nella collina denominata Mont’e Prama (cioè Monte della Palma) per via della vegetazione che allora vi cresceva rigogliosa.

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La sala dei Giganti di Mont ‘e Prama nel museo civico di Cabras “Giovanni Marongiu” (foto museo cabras)

Quei massi così grandi e definiti non lasciarono indifferenti i contadini che lavoravano i campi, tantomeno la Soprintendenza che, nel 1975, avviò in quei luoghi una prima campagna di scavo, facendo affiorare dalla terra più di cinquemila frammenti che riuniti tra loro diedero nuovamente vita a ventotto statue maschili, raffiguranti pugilatori, arcieri e guerrieri, oggi custoditi insieme agli ultimi ritrovamenti nel museo di Cabras e in parte al museo Archeologico nazionale di Cagliari.

Giornata dei Sentieri e dell’Archeologia: per la prima volta si aprono al pubblico le prime tre tombe della necropoli di Sa Pala Larga (Bonorva, Ss) del Neolitico recente (quasi 6mila anni fa) con introduzione dell’archeologa Nadia Canu, direttrice dello scavo

Veduta dall’alto della necropoli neoltica di Sa Pala Larga nel Comune di Bonorva (Sassari) (foto maurizio cossu per archeologia viva)

Domenica 12 giugno 2022 speciale per il Comune di Bonorva (Ss): per la prima volta saranno aperte al pubblico le prime tre tombe della necropoli di Sa Pala Larga, un sito individuato nel 2002, databile al Neolitico recente e riferibile alla cultura di San Michele di Ozieri (3800 a.C. – 2900 a.C.). L’introduzione sarà a cura della direttrice scientifica dello scavo, l’archeologa Nadia Canu della Sabap di Sassari e Nuoro. Succede in occasione della Giornata dei Sentieri e dell’Archeologia che il Comune di Bonorva organizza in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, l’agenzia Forestas e numerose associazioni del territorio. Attenzione. Per arrivare alla necropoli occorre percorrere un sentiero di circa 3 km in salita; l’accesso alle tombe sarà consentito solo con la mascherina e nel rispetto di tutte le indicazioni che verranno impartite.

Poiché per motivi di tutela non è possibile organizzare visite nella Tomba VII, per l’occasione sarà diffuso il video con la visita virtuale del monumento realizzato da Teravista per la Soprintendenza. Alle 16.30, nella Tenuta Mariani, la Consulta Giovanile esporrà il progetto di promozione e valorizzazione del territorio “Ambassadors 4 culture”. Sarà possibile pranzare in loco e il pomeriggio sarà animato a cura delle associazioni locali. La vicina necropoli di Sant’Andrea Priu sarà regolarmente aperta e visitabile. Informazioni sulla manifestazione al numero 3485642611.

Il magnifico pilastro scolpito con la testa di toro all’interno della Tomba III della necropoli di Sa Pala Larga (Sassari) (foto nicola castangia per archeologia viva)

Cosa si potrà visitare? La Tomba III, dove si trova il magnifico pilastro scolpito con una testa di toro molto naturalistica e decorato da spirali concatenate, che può essere considerata una delle più antiche opere di grande scultura finora rinvenute in Sardegna.

Tomba I della necropoli di Sa Pala Larga (Bonorva, Sassari): l’interno riproduce scolpita nella roccia un’abitazione con il tetto a doppio spiovente, un focolare e un letto funerario (foto nicola castangia per archeologia viva)

E la Tomba I, scavata nel 2021, che riproduce scolpita nella roccia un’abitazione con il tetto a doppio spiovente, un focolare e un letto funerario; questa tomba ha rivelato ben 13 pareti decorate da motivi scolpiti, dipinti e incisi, con una grande varietà di simboli testimonianza della religiosità delle popolazioni preistoriche che abitavano la Sardegna circa 6000 anni fa. I visitatori saranno accompagnati dai volontari della Protezione Civile con partenza dalla chiesa di San Giuseppe a Mariani e potranno entrare nell’area di Sa Pala Larga a gruppi di 30 persone.