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Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro “Beppe Sebaste. Seppe ebbe sta. Liberi ricordi”, dedicato alla memoria di Beppe Sebaste, poeta scrittore e giornalista

Martedì 12 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Beppe Sebaste. Seppe ebbe sta. Liberi ricordi”, evento dedicato alla memoria di Beppe Sebaste. Poeta, scrittore e giornalista scomparso il 6 aprile scorso. Occasione imperdibile per conoscerlo attraverso le parole delle persone con cui ha condiviso arte e vita che, nel suo caso, spesso coincidevano. Interverranno Stefano Crocelli, Paolo Parisi Presicce, Emanuele Trevi, Andrea Cortellessa, Elena Stancanelli, Paolo di Paolo, Claudio Damiani, Luca Succhiarelli, Rossella Or, Giancarlo de Cataldo, Stefano Catucci, Silvia Bordini, Sergio Zuccaro, Pierre Sebaste. L’evento è ad ingresso gratuito su prenotazione all’indirizzo mail festadellaletturaroma@gmail.com

Al Legion of Honor Museum dei Fine Arts Museums di San Francisco (USA) aperta la mostra “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy / Gli Etruschi: dal cuore dell’Italia antica”, la più completa negli Stati Uniti dedicata alla cultura etrusca negli ultimi decenni: 200 straordinari reperti da 29 istituzioni internazionali. Tra i protagonisti il museo Archeologico nazionale di Firenze

Mostra “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy / Gli Etruschi: Dal cuore dell’Italia antica” al Legion of Honor Museum dei Fine Arts Museums di San Francisco (USA)_ da snistra. le curatrici Louise Chu e Renée Dreyfus, e Daniele F. Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)
Allestimento della mostra “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy / Gli Etruschi: Dal cuore dell’Italia antica” al Legion of Honor Museum dei Fine Arts Museums di San Francisco (USA) (foto gary sexton / sf-arts)

Dal mar Tirreno all’oceano Pacifico: gli Etruschi conquistano San Francisco. Dal 2 maggio al 20 settembre 2026, al Legion of Honor Museum dei Fine Arts Museums di San Francisco (USA) una delle mostre più attese dell’anno “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy / Gli Etruschi: Dal cuore dell’Italia antica” curata da Renée Dreyfus – responsabile del settore Arte antica ai SF/Arts – e Louise Chu, e organizzata dai Fine Arts Museums di San Francisco in collaborazione con il San Antonio Museum of Art con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, un viaggio immersivo in una delle civiltà più affascinanti e ancora meno conosciute dell’antico Mediterraneo.

Allestimento della mostra “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy / Gli Etruschi: Dal cuore dell’Italia antica” al Legion of Honor Museum dei Fine Arts Museums di San Francisco (USA) (foto gary sexton / sf-arts)

Questa grande mostra, la più completa negli Stati Uniti dedicata alla cultura etrusca negli ultimi decenni, riunisce circa 200 straordinari reperti provenienti da importanti musei: 29 istituzioni coinvolte, tra cui il British Museum, il Louvre, il Victoria and Albert Museum, il Metropolitan Museum of Art, i musei di Boston, Cleveland e Chicago, oltre ai grandi musei italiani, tra cui il museo Gregoriano Etrusco del Vaticano, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il museo Archeologico nazionale di Firenze e Palazzo Farnese a Piacenza.

Toghe, templi, ingegneria idraulica, viticoltura e persino numeri “romani”, tutti ampiamente attribuiti ai Romani, erano in realtà innovazioni etrusche. Gli Etruschi prosperarono in quella che oggi è l’Italia per quasi un millennio, dal 900 al 100 a.C. circa, prima dell’ascesa dell’Impero Romano. Posero le basi per le conquiste moderne dell’architettura, dell’ingegneria e delle artiste. Eppure la loro cultura rimane oscurata dall’antica Grecia e Roma. Attingendo alle ultime scoperte archeologiche e alla ricerca all’avanguardia, questa è la mostra più completa sulla cultura etrusca negli Stati Uniti fino ad oggi. Oltre 150 esempi squisitamente realizzati e ben conservati di sculture in bronzo e terracotta, gioielli d’oro, ceramiche e elementi architettonici, oltre all’opera di scrittura etrusca più longeva, rivelano un’eredità che continua ad affascinare ancora oggi. Molti di questi oggetti vengono esposti per la prima volta negli Stati Uniti, offrendo al pubblico una prospettiva completamente nuova su una civiltà che ha profondamente plasmato lo sviluppo della cultura occidentale. Un’opportunità unica per riscoprire le radici più profonde dell’Italia e comprendere meglio il patrimonio culturale che continua a influenzare il nostro presente.

La preziosa situla d’argento di Plikasna, proveniente forse da Chiusi, conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

Tra i protagonisti dell’esposizione il museo Archeologico nazionale di Firenze, presente con 34 opere: un contributo significativo che conferma l’eccezionale ricchezza e qualità delle sue collezioni, tra le più rilevanti a livello internazionale per l’archeologia etrusca. Così hanno attraversato l’oceano opere spettacolari come gli ori della Tomba del Littore di Vetulonia, il flabello di bronzo sbalzato di Populonia, la seducente statua di Vanth di Tuscania, la preziosissima situla d’argento di Plikasna e l’intero frontone del tempietto di Ponte Rotto, ricostruito per l’occasione a San Francisco.

L’intero frontone del tempietto di Ponte Rotto, ricostruito per l’occasione a San Francisco (foto maf)

I prestiti si inseriscono in una fase di rinnovata valorizzazione del museo fiorentino, segnata da recenti interventi di restauro e riallestimento, tra cui la Sala della Chimera e l’Urna del Bottarone, tornata visibile a 60 anni dall’alluvione: testimonianze emblematiche di un patrimonio costantemente oggetto di studio, tutela e valorizzazione.

Daniele Federico Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, al simposio inaugurale della mostra al Legion of Honor Museum (foto maf)

“Siamo orgogliosi di contribuire a questa importante mostra internazionale: la presenza di un nucleo così significativo di opere riflette la ricchezza delle nostre collezioni e il ruolo attivo del museo nella valorizzazione della civiltà etrusca a livello globale”, afferma Daniele Federico Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, invitato a parlare come ospite speciale sabato 2 maggio 2026 al simposio inaugurale della mostra al Legion of Honor Museum.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro con Stefano Curone e Maddalena Santeroni su “Le donne… le dive in bianco e nero”: nuovo appuntamento della rassegna “Mercoledì talk!”

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna l’appuntamento con MERCOLEDÌ TALK! il ciclo di incontri ideato dall’Associazione Amici dell’Arte moderna a Valle Giulia, che vede protagonisti grandi nomi della cultura e del pensiero italiano per svelare ciò che resta nascosto tra le pieghe della vita, della memoria, della cronaca. Mercoledì 6 maggio 2026, alle 17.45, appuntamento con Stefano Curone e Maddalena Santeroni su “Le donne… le dive in bianco e nero” che ci parleranno delle grandi attrici del cinema italiano degli anni ’20-’50. Ripercorrendo i volti e le storie delle icone che hanno reso grande il cinema italiano prima del colore. Da Francesca Bertini e Lyda Borelli, regine del muto, ad Anna Magnani, Alida Valli e Silvana Mangano, simboli del Neorealismo e della rinascita. Un viaggio tra sguardi, scandali e talento che hanno segnato un’epoca. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione richiesta all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com

Ponti dal 25 aprile al ponte del 1° maggio (con #domenicalmuseo): 1,4 milioni i visitatori registrati in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali (+9% rispetto al 2025). Sul podio della classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 46.598 + 79.245: 125.843 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (37.707 + 63.823: 101.530 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (29.185 + 54.172: 83.357 ingressi)

Straordinaria partecipazione nei luoghi della cultura statali dal 25 aprile al ponte del 1° maggio 2026. Quasi 1,4 milioni i visitatori registrati in musei, parchi archeologici e siti culturali su tutto il territorio nazionale. Il risultato evidenzia come i weekend festivi rappresentino un’occasione privilegiata di accesso al patrimonio culturale, favorendo una fruizione diffusa e partecipata, anche grazie alle aperture straordinarie e alle iniziative promosse su scala nazionale. Il dato conferma il forte interesse per l’offerta culturale italiana e l’efficacia delle iniziative di valorizzazione e promozione, in conformità con le linee strategiche indicate dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli. In particolare, il 25 aprile 2026 si sono registrati 320.879 ingressi; il 1° maggio 2026, 249.431; e la “Domenica al museo” del 3 maggio 2026 ha fatto segnare 372.790 ingressi. Complessivamente, il 25 e 26 aprile 2026 si contano 542.986 visitatori. Nel ponte del 1° maggio (1–3 maggio 2026) gli accessi sono stati 870.241. Nella classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 46.598 + 79.245: 125.843 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (37.707 + 63.823: 101.530 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (29.185 + 54.172: 83.357 ingressi) che torna sul podio.

Al parco archeologico di Erciolano più di 16mila visitatori nei ponti del 25 aprile e 1° maggio 2026 (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici per il fine settimana del 25 aprile. Colosseo. Anfiteatro Flavio 46.598 ingressi; Foro Romano e Palatino 37.707; area archeologica di Pompei 29.185; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 26.363; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.185; parco archeologico di Ercolano 6.055; museo e area archeologica di Paestum 5.580; Terme di Caracalla 4.993; Villa Adriana 4.910; area archeologica di Ostia antica 3.683; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.553; Terme di Diocleziano 2.416; museo Archeologico nazionale di Taranto 2.201; Complesso monumentale della Pilotta 1.993; museo Archeologico di Venezia 1.936; Villa della Regina 1.799; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1. 654; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.640; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.581; Palazzo Massimo 1.486; Museo di Palazzo Grimani 1.480; parco archeologico di Siponto 1.172; Palazzo Altemps 1.168; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.059; anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 1.040.

Grande affluenza di visitatori al Colosseo e al Foro romano (foto graziano tavan)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici per il fine settimana del 1° maggio. Colosseo. Anfiteatro Flavio 79.245; Foro Romano e Palatino 63.823; area archeologica di Pompei 54.172; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 41.044; museo e area archeologica di Paestum 10.818; parco archeologico di Ercolano 10.485; museo Archeologico nazionale di Napoli 9.572; Terme di Caracalla 8.696; Villa Adriana 7.589; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 7.351; area archeologica di Ostia antica 6.907; museo Archeologico di Venezia 5.632; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 5.269; Terme di Diocleziano 4.674; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.381; museo dell’arte salvata 3.329; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 3.286; Villa della Regina 3.112; Palazzo Massimo 2.804; museo Archeologico nazionale di Taranto 2.596; Palazzo Altemps 2.315; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 2.236; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 2.127; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 2.051; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.637; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 1.502; Museo di Palazzo Grimani 1.487; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.353; parco archeologico di Cuma 1.352; mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.313; area archeologica del Teatro romano di Benevento 1.260; Anfiteatro e Teatro Romano di Lecce 1.249; Ostia antica – Castello Giulio II 1.197; Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 1.182; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.031.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia il concerto “La Banda al… Cinema” della Banda della Marina Militare, il primo dei cinque della rassegna 2026 “La Banda al… Museo” nella #domenicalmuseo

Domenica 3 maggio 2026, alle 11.30, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma ospita il primo appuntamento della rassegna “La Banda al… Museo”. L’evento, intitolato “La Banda al Cinema”, vedrà protagonista la Banda Musicale della Marina Militare in un concerto interamente dedicato alle più celebri colonne sonore della storia del cinema. Il programma musicale, diretto dal maestro direttore capitano di Vascello Antonio Barbagallo, promette un viaggio emozionante tra generi e atmosfere diverse. Dopo l’apertura istituzionale con l’Inno Nazionale, il pubblico sarà trasportato nelle atmosfere epiche di How to train your dragon e nella grinta di War (dal film Rocky 4). Non mancheranno momenti di grande suggestione con gli highlights sinfonici di Frozen e la suite di Forrest Gump, seguiti dall’adrenalina dei temi di 007 James Bond, Top Gun e la monumentale Star Wars Saga. Il concerto si concluderà, come da tradizione, con le note de “La Ritirata” di Tommaso Mario. La rassegna musicale non è solo un’occasione di intrattenimento, ma rappresenta una peculiare sinergia tra il ministero della Cultura e la Marina Militare. La collaborazione, attiva dal 2014, mira a valorizzare l’eccellenza italiana unendo la bellezza del patrimonio culturale di Villa Giulia alla maestria di uno dei complessi bandistici più antichi e prestigiosi d’Italia. Il legame con la Marina Militare conferisce al concerto un valore istituzionale profondo: la Banda, le cui origini risalgono al 1861, è oggi composta da 102 orchestrali d’alto profilo provenienti dai migliori conservatori. Oltre all’eccellenza musicale, la Banda è portatrice dei valori di solidarietà e impegno sociale della Forza Armata, doti che le hanno valso il titolo di “Cavalierato di Pace”. Partecipare a questo concerto significa dunque immergersi nella storia e nelle tradizioni della Marineria italiana, vivendo un’esperienza culturale che celebra l’identità nazionale attraverso il linguaggio universale della musica. Ingresso gratuito per la prima domenica del mese. Non è necessaria la prenotazione.

Quello di domenica 3 maggio 2026 è il primo di cinque concerti tematici ideati con l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza italiana nelle sue varie espressioni e, in particolar modo, una delle più importanti realtà museali italiane, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, in una sinergia pluriennale sviluppatasi tra il ministero della Cultura e la Marina Militare Italiana. L’appuntamento è la prima domenica del mese. Ecco il programma: domenica 5 luglio 2026, alle 17.30, “La Banda all’opera – Arie e sinfonie”; domenica 6 settembre 2026, alle 11.30, “La Banda in musical – Suoni e Colori di Broadway”; domenica 4 ottobre 2026, alle 11.30, “La Band in Original – Musica originale per banda”; domenica 1° novembre 2026, alle 11.30, “La Banda in “Tricolore” – Amarcord italiano”.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro con Maddalena Santeroni su “Donne in… scienza”: nuovo appuntamento della rassegna “Mercoledì talk!”

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna l’appuntamento con MERCOLEDÌ TALK! il ciclo di incontri ideato dall’Associazione Amici dell’Arte moderna a Valle Giulia, che vede protagonisti grandi nomi della cultura e del pensiero italiano per svelare ciò che resta nascosto tra le pieghe della vita, della memoria, della cronaca. Mercoledì 29 aprile 2026, alle 17.45, appuntamento con Maddalena Santeroni su “Donne in… scienza”, che parlerà delle scienziate del XX secolo con letture di Chiara Anguissola. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com.  L’incontro ripercorre le storie e i contributi di donne pioniere della scienza, come Marie Curie – prima persona a vincere due Premi Nobel, Rita Levi Montalcini, Lise Meitner, Rosalind Franklin e, ancora Emmy Noether – il cui teorema è oggi alla base della fisica moderna. Spazio anche a nomi meno noti al grande pubblico ma fondamentali per la ricerca, come Barbara McClintock, Katherine Johnson e Grace Hopper. La conferenza nasce per restituire visibilità a queste scienziate, spesso rimaste in ombra, e svelare curiosità, aneddoti e racconti di vita. “Raccontare le scienziate del XX secolo significa raccontare la scienza per intero” dichiara Maddalena Santeroni, curatrice dell’iniziativa. “Molte di loro hanno lavorato senza riconoscimenti, alcune hanno pagato con l’esclusione accademica. Oggi è il momento di ridare loro voce”.

 

Roma. Una cista etrusca con manico di Satiro e Menade del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna a splendere: restaurata ed esposta a Palazzo Dama nell’ambito del progetto “Arte fuori dal Museo”

Cista etrusca della Collezione Castellani del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Una cista etrusca con manico di Satiro e Menade torna a splendere: restaurata ed esposta a Palazzo Dama nell’ambito del progetto “Arte fuori dal Museo”. Dal 19 aprile al 10 giugno 2026 è esposta al pubblico una cista di epoca etrusca proveniente dalle collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, restaurata ed esposta a Palazzo Dama, nuova tappa del progetto “Arte fuori dal Museo”, promosso dalla direzione generale Musei del ministero della Cultura, da LoveItaly e da Federalberghi Lazio, con l’obiettivo di restituire visibilità a opere custodite nei depositi museali, restaurarle e renderle accessibili al grande pubblico in luoghi inusuali ma sicuri, come gli hotel di valore storico-architettonico.

Palazzo Dama a Roma ospita una tappa del progetto “Arte fuori dal museo” (foto luxury)

Palazzo Dama, raffinata struttura in un palazzo nobiliare, è stato selezionato per la sua rilevanza storica e cura degli spazi, ma anche per l’impegno nella promozione della cultura sul territorio. Alla presentazione, domenica 19 aprile, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, è intervenuta per una visita speciale la direttrice Luana Toniolo. Il progetto, promosso nell’ambito del protocollo d’intesa siglato dalla direzione generale Musei del ministero della Cultura con l’associazione non-profit LoveItaly, si avvale della rete degli hotel aderenti nella regione Lazio al sistema Federalberghi, e ha l’obiettivo di rendere fruibili al pubblico opere archeologiche e storico-artistiche che sono oggi conservate nei depositi dei musei e bisognose di restauro, per esporle negli spazi prestigiosi degli hotel. Si tratta della terza iniziativa espositiva legata a questo importante progetto. Lo scorso giugno sono stati presentati all’Hotel Dom di via Giulia una raffinata cista e un balsamario a testa femminile, risalenti al III secolo a.C. e provenienti da due diverse tombe della necropoli dell’Osteria di Vulci, appartenenti alle collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. E nel 2024 all’Hotel Bettoja Mediterraneo è stata esposta una statua di marmo romana del II secolo d.C. raffigurante la Dea Roma o Virtus proveniente dai depositi del museo nazionale Romano.

Un capolavoro ritrovato. La protagonista di questa nuova esposizione a Palazzo Dama è una cista in bronzo datata al IV-III secolo a.C., trovata a Palestrina e appartenente alla Collezione Castellani del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Le ciste sono contenitori di oggetti legati al mondo femminile e offerte alle fanciulle come dono di nozze, ornate con scene mitologiche o di genere che richiamano i temi cari alle loro fruitrici. Questa cista, in particolare, colpisce per la ricchezza narrativa delle incisioni, che raccontano la vita e i valori della società etrusca. Sul corpo, infatti, vi è una duplice scena di partenza con personaggi legati al tema dell’esaltazione della virtù guerriera dell’uomo, Inoltre, una scena di bagno femminile allude alla futura unione nuziale. L’oggetto è sostenuto da tre piedi a zampa ferina con capitello ionico e demone alato, sul coperchio appare l’incisione di due Nereidi su ippocampo e drago marino, mentre il manico è decorato con le figure di un Satiro e di una Menade, vestiti di una lunga pelle animale e uniti per le braccia. Il restauro, supervisionato dalla restauratrice Miriam Lamonaca, responsabile del Servizio Conservazione del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, ha restituito leggibilità e stabilità al bronzo, segnato da abrasioni, lacune e fratture, riportandolo al suo splendore originario.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Sulle orme di Raniero Mengarelli. Le ricerche olandesi Satricum” con Marjike Gnade: quarto incontro della quarta edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

Venerdì 17 aprile 2026, alle 16, in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Sulle orme di Raniero Mengarelli. Le ricerche olandesi Satricum” con Marjike Gnade, quarto appuntamento della quarta edizione di “CHI (RI)CERCA TROVA”, il ciclo di incontri a cura dei Servizi Educativi che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Da gennaio a dicembre 2026, 10 conferenze con esperti e studiosi di diverse discipline che presentano la loro ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia grandi protagonisti. Esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile, a beneficio del pubblico di curiosi, studenti e specialisti. Venerdì 17 aprile 2026 Marjike Gnade porterà i partecipanti alle origini degli scavi di Satricum, importante sito archeologico del Lazio Meridionale. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it

Reperti provenieti dagli scavi di Satricum, conservati a Villa Poniatowski del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Grazie alle scoperte di Raniero Mengarelli, a cavallo tra Ottocento e Novecento, è stata riportata alla luce gran parte del sito archeologico. Situato a un punto di incontro tra le vie di comunicazione nord-sud e tra la costa e l’entroterra, Satricum costituisce un importante anello di congiunzione tra queste aree. Nel 1977, la ricerca archeologica del sito, caduta nell’oblio dopo Mengarelli, fu ripresa da archeologi olandesi. Da allora, è stato portato alla luce circa il 40% dell’antica Satricum. Parallelamente agli scavi, si è svolta una ricerca esplorativa nei depositi di Villa Giulia, che ha permesso di collegare tra loro scavi antichi e recenti, spesso con risultati sorprendenti. Nella conferenza saranno presentati i risultati più importanti delle recenti ricerche.

L’archeologa Marijke Gnade dell’università di Amsterdam

Marijke Gnade (1956) è professore emerito di Archeologia delle civiltà preromane dell’Italia Centrale alla Facoltà di Scienze umane dell’università di Amsterdam. Ha condotto diversi progetti di scavo in Italia. Nel 1991, dopo aver partecipato per dieci anni al progetto Satricum, è diventata direttrice dello stesso progetto per conto dell’Università di Amsterdam. Attualmente gli scavi sono coordinati dal Reale Istituto Olandese di Roma.

 

Salerno. Al Campus universitario di Fisciano l’incontro “Conoscenza restauro e valorizzazione del Parco Archeologico di Veio. Esiti di una ricerca interdisciplinare” nell’ambito del Protocollo di Intesa siglato tra l’università di Salerno e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Ecco il programma

Lunedì 13 aprile 2026, alle 15, nell’aula Ex-Cues dell’edificio E del Campus universitario di Fisciano dell’università di Salerno, l’incontro “Conoscenza, restauro e valorizzazione del Parco Archeologico di Veio. Esiti di una ricerca interdisciplinare” che si inserisce nell’ambito del Protocollo di Intesa siglato tra il dipartimento di Ingegneria civile dell’università di Salerno e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma, con l’obiettivo di promuovere attività di ricerca, formazione e terza missione sull’area di Portonaccio, una delle più significative dell’intero insediamento etrusco di Veio. Le attività di ricerca si sono concentrate su possibili scenari volti al miglioramento della fruizione del sito. Saranno illustrate le proposte per il restauro e la valorizzazione del Tempio di Apollo, con particolare attenzione all’intervento realizzato negli anni Noventa da Carlo Ceschi, e della copertura dell’Altare di Minerva. La ricerca rappresenta un virtuoso esempio di collaborazione tra università e ministero della Cultura, fondato su un approccio interdisciplinare che integra competenze nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura ai fini della conservazione e valorizzazione del sito archeologico. L’evento si propone come momento di confronto e condivisione tra studiosi e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca e tutela.

Programma. Dopo i saluti istituzionali di Luciano Feo, direttore del dipartimento di Ingegneria civile; Federica Ribera, direttrice del master universitario LIVHE-Live Heritage; Salvatore Barba, addetto scientifico all’ambasciata d’Italia a Buenos Aires; Anna Onesti, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino; intervengono Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Mariarosaria Villani, responsabile scientifico del protocollo d’intesa. Contributi di Andrea Di Filippo, Sara Antinozzi, “Rilievo è conoscenza”; Pasquale Cucco, Giulia Neri, “Oltre la rovina. Nuovi scenari per la fruizione del sito”; Felice De Silva, “Limiti e confini. Il nuovo sistema dei percorsi”; Rosa Penna, “Materiali innovativi per un dialogo contemporaneo con la preesistenza di Ceschi per Veio”. Conclusioni di Monica Ferrari e Carla Ferreyra.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la mostra “Archetipi, mitologia dell’anima”, esposizione personale dell’artista Margherita Lipinska: viaggio visivo e spirituale attraverso i simboli universali che abitano la coscienza umana, messi in dialogo con la cornice millenaria della civiltà etrusca

Dal 12 aprile (inaugurazione alle 17.30) al 28 giugno 2026, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma ospita la mostra “Archetipi, mitologia dell’anima”, esposizione personale dell’artista Margherita Lipinska, patrocinata dall’Ambasciata di Polonia a Roma e promossa dal presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, in collaborazione con la direzione generale Musei e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che rappresenta un viaggio visivo e spirituale attraverso i simboli universali che abitano la coscienza umana, messi in dialogo con la cornice millenaria della civiltà etrusca. Lipinska propone i volti degli archetipi in una veste nuova: tessuti preziosi come supporto, righe dorate che attraversano i volti degli eroi e divinità mitologiche. I dipinti che fluttuano nello spazio liberi dal solito telaio rigido fanno pensare agli arazzi delle nobili dimore di un tempo. L’archeologia strizza l’occhio al pubblico con la morbidezza del velluto e della seta, in un contrasto insolito con la materia ruvida della pittura. “Un’operazione culturale strategica del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che auspico possa continuare a essere ospitata anche da altre istituzioni museali archeologiche italiane”, la definisce Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. “Questa esposizione riesce a declinare visivamente – partendo dagli archetipi etruschi, greci e romani – le strutture ideologiche codificate da Jung, Hillman e approfondite dall’enorme lavoro di ricerca filosofica e psicoterapeutica contemporanea del professor Raffaele Morelli. Attraverso la meravigliosa opera di Margherita Lipińska e in simbiosi con i significativi testi della scrittrice Giulia Carcasi, gli archetipi, infatti, non sono più astrazioni teoriche ma tornano alla loro funzione di modelli essenziali dell’esperienza umana. Collocare in un contesto d’eccellenza come questo le rappresentazioni mitologiche dell’artista – in cui ognuno di noi alla fine del percorso espositivo potrà…‘specchiarsi’ – significa riaffermare la persistenza delle forme simboliche nel tempo e il valore delle tradizioni orientali e occidentali, come un significato e un significante ancora efficaci nella psiche contemporanea”.

Mostra “Archetipi, archeologia dell’anima” di Margherita Lipinska: core etrusca dipinto acrilico su velluto (foto etru)

Il progetto espositivo “Mitologia dell’Anima” è un progetto ideato e curato dalla scrittrice Giulia Carcasi, che è anche autrice dei testi in mostra. “Otto miliardi di originali che si limitano a esistere come copie: siamo noi. Personaggi di trame già scritte e già lette, più da interpretare che da vivere. Qual è il nostro vero volto?”. A condizionarci sono gli archetipi: modelli universali che abitano l’inconscio collettivo. Secondo alcune teorie psicoanalitiche ne esistono dodici: dodici modi di stare al mondo, dodici possibili “io” che ciascuno di noi contiene in sé. “Se ne scegliamo uno solo, diventa la nostra gabbia. Riconoscerli in noi — tutti e dodici — è tornare interi, originali”.

Mostra “Archetipi, archeologia dell’anima” di Margherita Lipinska: amore dipinto acrilico su velluto blu (foto etru)

Il percorso è un invito a riconoscere i ruoli che interpretiamo senza saperlo, per ritrovare l’autenticità. Carcasi esplora in sequenza i dodici archetipi, assegnando a ciascuno il volto di una figura mitologica: l’Innocente (Core/Persefone), l’Orfano (Enea), il Guerriero (Achille), l’Angelo custode (il centauro Chirone), il Cercatore (Ulisse), il Distruttore (Prometeo), l’Amante (Eros), il Creatore (Efesto), il Sovrano (Tinia), la Maga (Medusa), la Saggia (Atena), il Folle (Dioniso). Il percorso, che la curatrice ha organizzato e costruito come un crescendo di consapevolezza, si chiude con uno specchio: il visitatore si trova faccia a faccia con sé stesso, chiamato a chiedersi quale archetipo prevale in lui, quale sta reprimendo, quale deve ancora scoprire. A partire dallo studio delle fonti letterarie antiche, psicoanalitiche e sociologiche moderne, Giulia Carcasi arriva a scrivere un’opera letteraria inedita, suddivisa per ciascun archetipo in due linguaggi complementari: una poesia — voce intima e soggettiva della figura mitologica — e un’analisi interpretativa del mito, che riporta il racconto antico alla condizione umana contemporanea. I testi, concepiti appositamente per lo spazio espositivo, rappresentano il cuore intellettuale del progetto e funzionano anche come opera letteraria autonoma. Tra le tele di Lipinska e i testi poetici di Carcasi si crea un dialogo emotivo: i dipinti esprimono sul piano visivo l’emozione che i testi evocano sul piano letterario, in una corrispondenza che arricchisce l’esperienza del visitatore e lo invita a muoversi continuamente tra immagine e parola.

Mostra “Archetipi, archeologia dell’anima” di Margherita Lipinska: persefone dipinto su velluto (foto etru)

Margherita Lipinska (foto da profilo FB)

Margherita Lipinska, nasce nel 1964 in Polonia e si forma all’Accademia delle Belle Arti di Danzica, dove si laurea in pittura. Il suo percorso artistico prende una svolta decisiva all’inizio degli anni Novanta: grazie a una borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri italiano, nel 1991-92 prosegue gli studi a Roma presso l’Università La Sapienza. Qui approfondisce anche la Storia del Costume presso l’Accademia del Costume e di Moda diretta da Rosana Pistolese. Da allora Roma è diventata la sua città, il luogo dove vive e lavora. La sua carriera espositiva l’ha portata a partecipare a importanti fiere d’arte come ArteGenova, GrandArt Milano, Luxembourg Art Fair e Artissima di Torino. Tra le mostre personali più significative si ricordano Campus Martius presso la Camera dei Deputati a Palazzo Valdina nel 2022 e In Tempore al Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano nel 2023. Dal 2019 è presenza costante con esposizioni annuali a Palazzo Ferretti a Cortona. Il mondo antico rappresenta da sempre il cuore pulsante della sua attività artistica. La ricerca degli archetipi nella mitologia l’ha condotta nel misterioso mondo etrusco. L’incontro con i capolavori custoditi al Museo Etrusco di Villa Giulia ha influenzato profondamente i suoi dipinti più recenti: volti realizzati con malte sabbiose su velluto, caratterizzati da un enigmatico sorriso e da occhi dal taglio orientale, truccati secondo antiche tradizioni, che sembrano guardare attraverso i millenni. Tra le opere presentate alla mostra di Villa Giulia vi sono alcune tele dedicate ai reperti esposti nel museo. Lipinska propone i volti degli archetipi in una veste nuova: tessuti preziosi come supporto, righe dorate che attraversano i volti degli eroi e divinità mitologiche. Dipinti che fluttuano nello spazio liberi dal solito telaio rigido fanno pensare agli arazzi delle nobili dimore di un tempo. Archeologia seducente con la sua eleganza che strizza l’occhio al pubblico con la morbidezza del velluto e seta, in un contrasto insolito con la materia ruvida della pittura.

Monika Tyszkiewicz, architetto e fotografa polacca, ha documentato il percorso di ricerca di Lipinska svoltosi nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, documentando i processi creativi che hanno ispirato la produzione artistica per la mostra Archetipi. Mitologia dell’anima.

Giulia Carcasi (foto da profilo FB)

Giulia Carcasi, scrittrice e giornalista. Ha esordito appena ventenne, nel 2005, con il romanzo Ma le stelle quante sono, seguito dai romanzi Io sono di legno (2007), Tutto torna (2010) e dal racconto in ebook Perché si dice addio (2012), tutti editi da Feltrinelli. Con oltre 350.000 copie vendute e traduzioni in nove Paesi, è stata annoverata tra i ragazzi-prodigio e definita un fenomeno editoriale. I suoi scritti hanno affiancato i dipinti di Carla Accardi, Felice Levini, Alessandra Giovannoni e Stefano Di Stasio per mostre promosse da Repubblica all’Auditorium di Roma. Ha collaborato alle mostre organizzate da Eni con il Comune di Milano e il Musée du Louvre: per «Amore e Psiche» di Canova e Gérard, ha riscritto in chiave contemporanea il mito (Da dentro, catalogo Rubettino, 2012); per «Donna allo specchio» di Tiziano (2010) è stata relatrice con Miriam Mafai sulla condizione femminile. È intervenuta su temi di filosofia politica in relazione agli affreschi di Lorenzetti («Alla ricerca del Buon Governo», Siena, 2007) e per i 150 anni dell’Unità d’Italia («Italia: femminile plurale», evento organizzato da Telecom e Scuola Holden, Torino, 2011). Mitologia dell’Anima – di cui è ideatrice, curatrice e autrice – è il suo progetto più ampio nell’intersezione tra scrittura, mitologia e arti visive.