Torino. Al museo Egizio torna la rassegna musicale “ONDE” che diventa appuntamento fisso: dodici concerti gratuiti nella Galleria dei Re. Si inizia col concerto “Dalle corti al tango” del conservatorio statale “Giuseppe Verdi”
Dal 18 gennaio 2026 torna la rassegna musicale “ONDE”. Le matinée musicali al museo Egizio di Torino diventano un appuntamento fisso. Dopo il successo della prima edizione dell’estate 2025, “Onde” si rinnova nel 2026 con una stagione di dodici concerti gratuiti che consolidano la partnership tra il museo e tre delle principali istituzioni musicali torinesi: l’Orchestra Filarmonica di Torino, il conservatorio statale “Giuseppe Verdi” e la Fondazione Merz. La rassegna conferma il ruolo del museo Egizio come laboratorio della contemporaneità, dove la storia millenaria dell’antico Egitto dialoga con i linguaggi artistici del presente attraverso progetti multidisciplinari che intrecciano archeologia, musica e arte contemporanea.
Da gennaio a dicembre 2026, la suggestiva Galleria dei Re ospiterà ogni mese una domenica mattina dedicata alla musica, in un programma che spazia dal barocco al jazz, dalla musica contemporanea alle contaminazioni tra Oriente e Occidente. “La scelta di rendere Onde un appuntamento stabile nel calendario culturale della città nasce dalla volontà di rafforzare il legame tra il museo Egizio e le istituzioni musicali del territorio”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio. “Questo nuovo sodalizio rappresenta un modello di collaborazione virtuosa, dove la ricerca archeologica e le arti si incontrano per generare esperienze culturali innovative e accessibili gratuitamente alla comunità”.
Appuntamento dunque domenica 18 gennaio 2026, alle 11, con il concerto “Dalle corti al tango” del conservatorio statale “Giuseppe Verdi” di Torino che porterà i partecipanti in un affascinante viaggio musicale tra l’antico e il moderno. Il giovane artista Ivan Homolskyi alla fisarmonica, ci accompagnerà alla scoperta di questo strumento tra suggestioni barocche, virtuosismo, ritmi serrati, cantabilità. I partecipanti potranno visitare gratuitamente la Galleria delle Sekhmet in Galleria dei Re.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, conferenza “Papiri copti e studi coptologici al museo Egizio” con Susanne Töpfer
Martedì 13 gennaio 2026, alle 18, in sala Conferenze del museo Egizio di Torino, con ingresso da via Maria Vittoria 3M, conferenza “Papiri copti e studi coptologici al museo Egizio” con Susanne Töpfer per un approfondimento sui papiri copti del museo Egizio. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/e/i-papiri-copti-del-museo-egizio-studi-ricerche-e-nuove-scoperte-tickets-1978961979553?aff=ebdsoporgprofile&_gl=1*tzm61n*_up*MQ..*_ga*MTM4ODAwMDM1My4xNzY3NzgwMDU2*_ga_TQVES5V6SH*czE3Njc3ODAwNTUkbzEkZzAkdDE3Njc3ODAwNTUkajYwJGwwJGgw. L’evento è disponibile anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. L’intervento presenta il valore e la ricchezza dei papiri copti del museo Egizio, luogo che conserva una delle più vaste e significative collezioni di testi copti al mondo. A partire dal libro Coptica Taurinensia, verranno illustrati i principali risultati della 7a International Summer School in Coptic Papyrology, tra cui nuove edizioni di testi documentari, liturgici e agiografici. La conferenza offrirà inoltre una panoramica complessiva della collezione copta del Museo – dai nuclei storici provenienti dagli acquisti Drovetti ai frammenti recentemente studiati – mettendo in luce il loro contributo alla ricostruzione della storia sociale, religiosa e linguistica dell’Egitto tardoantico e primo periodo islamico. Verrà infine evidenziato il ruolo del Museo Egizio come centro di ricerca attivo e innovativo negli studi coptologici.
Susanne Töpfer è dal 2017 curatrice della collezione di papiri al Museo Egizio. La sua ricerca si concentra sull’edizione, l’analisi e lo studio materiale dei manoscritti dell’antico Egitto, in particolare ieratico e geroglifici, dal Nuovo Regno all’epoca romana. Coniuga filologia, papirologia e museologia, con attenzione agli aspetti sociali, rituali e materiali dei testi. Dal 2019 coordina la piattaforma digitale Turin Papyrus Online Platform (TPOP), promuovendo digitalizzazione, documentazione e accesso online della collezione. Ha pubblicato ampiamente edizioni e studi su testi religiosi, lessicali e rituali dell’antico Egitto. Si dedica anche alla comunicazione scientifica e all’insegnamento presso l’Università di Pisa e occasionalmente all’Università di Torino.
Torino. Al museo Egizio presentazione di “RiME, la Rivista del Museo Egizio”, con l’egittologo Federico Poole, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Lunedì 12 gennaio 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio: in sala conferenze Federico Poole, curatore del museo Egizio, con la presentazione di “RiME, la Rivista del Museo Egizio”, ripercorrerà un anno di ricerca, studio e nuove scoperte. Verranno raccontati e approfonditi gli articoli, le ricerche e le scoperte pubblicate dalla rivista nel corso del 2025, offrendo uno sguardo d’insieme sul lavoro scientifico del museo e della comunità degli studi, mettendo in luce i temi più significativi affrontati nell’ultimo anno. Ingresso libero con accesso da via Maria Vittoria 3M, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/rime-la-rivista-del-museo… La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
Milano. Al teatro Carcano l’incontro “L’anima egizia. Riti funerari e viaggi ultraterreni” di e con Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino
Lunedì 12 gennaio 2026, alle 20.30, al Teatro Carcano di Milano, per gli incontri del lunedì la conferenza “L’anima egizia. Riti funerari e viaggi ultraterreni” di e con Christian Greco: il direttore del museo Egizio di Torino e archeologo di fama internazionale, guida un incontro dedicato alla concezione egizia dell’anima e ai riti funerari che accompagnavano il defunto nell’Aldilà. Esperto di egittologia e divulgatore, Greco approfondisce il significato culturale e simbolico delle cerimonie funebri nell’antico Egitto. Biglietti teatrocarcano.com.
Torino. Al museo Egizio presentazione, in presenza e on line, del libro “NYMPHAEA: A visual survey on ancient Egyptian yellow coffins” di Rogério Sousa, egittologo dell’università di Lisbona
I sarcofagi gialli sono uno dei più vasti e affascinanti corpora di contenitori funerari dell’antico Egitto. Dal punto di vista della decorazione pittorica, si distinguono per qualità e complessità, configurandosi come un fenomeno unico nella storia dell’arte. Se ne parla nel libro “NYMPHAEA: A visual survey on ancient Egyptian yellow coffins” di Rogério Sousa che viene presentato al museo Egizio di Torino venerdì 9 gennaio 2026: appuntamento alle 18 in sala Conferenze (accesso da via Maria Vittoria 3M) con Rogério Sousa. Incontro in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. Disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/nymphaea-a-visual-survey-on… Questo libro propone un approccio innovativo all’esame della cultura visiva mostrata in questi oggetti, con l’obiettivo non solo di realizzare una ‘mappatura iconografica’ del repertorio utilizzato nei vari componenti dei sarcofagi gialli, ma anche di comprendere come e perché si sono evoluti durante la XXI dinastia. In definitiva, questo esame ci aiuta a svelare i vari livelli di significato mostrati in questi oggetti e a prevedere il ruolo sociopolitico che essi svolgevano nella società tebana della XXI dinastia. Oltre alle intuizioni teoriche, questo libro offre metodi utili per stimolare i ricercatori a esplorare autonomamente i sarcofagi gialli, fornendo loro strumenti oggettivi per datare le composizioni e comprendere il significato di un sarcofago nel contesto più ampio del corpus giallo.
Rogério Sousa è professore di Egittologia e Storia antica nella Facoltà di Lettere dell’università di Lisbona e coordina diversi progetti legati agli Studi sul Patrimonio nell’ambito dell’Egittologia. Dal 2009 si dedica allo studio dei sarcofagi gialli, con particolare attenzione a quelli rinvenuti nella Tomba dei Sacerdoti di Amon (Bab el-Gasus) a Tebe. Coordina il Gate of the Priests Project, avviato nel 2013 con l’obiettivo di studiare e pubblicare le antichità provenienti da questo sito archeologico. È co-curatore della collana Gate of the Priests Series, pubblicata da Brill, ed è autore e curatore di numerosi lavori su questo tema.
Torino. Oltre 1,2 milioni di visitatori al museo Egizio nel 2025: +22,8% in un anno. “Anche nel 2026 il museo Egizio continuerà a trasformarsi con l’obiettivo di diventare sempre più accogliente, stimolante e accessibile”
Il museo Egizio di Torino chiude il 2025 con un nuovo record: 1.273.354 di visitatori nel 2025, in crescita del 22,8% rispetto ai 1.036.689, registrati nel 2024, anno del bicentenario. Il dato conferma il consolidamento dell’attrattività del museo, anche in presenza delle complessità logistiche determinate dal cantiere per la realizzazione della piazza Egizia. Il mese che ha registrato un maggiore afflusso di pubblico è stato aprile 2025 (con +28,5% rispetto all’analogo mese del 2024), ma l’incremento maggiore sull’anno precedente lo ha avuto maggio, con + 35,5% rispetto all’anno precedente.

Il direttore Christian Greco e la presidente Evelina Christillin con tutto il personale del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Tantissimi anche i visitatori virtuali attraverso i canali digitali del museo Egizio che manda un ringraziamento speciale anche ai Soci Fondatori, a chi ha deciso di contribuire concretamente alle attività del museo e all’Associazione Amici Collaboratori del Museo Egizio per il loro supporto costante e prezioso. “Anche nel 2026 – assicurano dalla direzione – il museo Egizio continuerà a trasformarsi con l’obiettivo di diventare sempre più accogliente, stimolante e accessibile – come sempre lo farà assieme”.
Torino. Al museo Egizio la “Leggere tra le bende: i tessuti delle mummie-animali votive” con l’egittologa Maria Diletta Pubblico, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Il culto degli animali rappresenta uno degli aspetti più sorprendenti della religione egizia. A partire dal Nuovo Regno, milioni di esemplari appartenenti a diverse specie furono mummificati e venduti ai fedeli, affinché potessero offrirli in dono alle divinità corrispondenti in cambio di protezione e benefici. Le mummie animali votive erano spesso costituite da elaborati bendaggi, realizzati con straordinaria perizia, che ne accrescevano tanto il valore simbolico quanto quello economico. Questi raffinati motivi decorativi costituiscono oggi una fonte preziosa per comprendere le competenze tecniche degli artigiani egizi e il ruolo simbolico attribuito ai tessili nella religione egiziana. Il bendaggio, infatti, non svolgeva una funzione puramente decorativa, ma era il mezzo attraverso cui l’animale veniva trasformato in un essere sacro e modellato in una forma idealizzata, immediatamente riconoscibile dalla divinità a cui era dedicato. In questo senso, il bendaggio si configura come l’agente principale della trasformazione materiale e rituale di queste offerte votive. Se ne parla martedì 16 dicembre, alle 18.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino, con accesso da via Maria Vittoria 3M, nella conferenza “Leggere tra le bende: i tessuti delle mummie-animali votive” con l’egittologa Maria Diletta Pubblico, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Partendo dalle più recenti indagini condotte nell’ambito del progetto europeo SEAMS “A Study of Egyptian Animal Mummy Styles” (HE-MSCA-PF-GF: 101105365), la conferenza esplora il ruolo dei tessili nel contesto delle mummie animali votive, analizzando le tecniche di produzione dei bendaggi, le varianti stilistiche e i significati rituali connessi alla trasformazione di queste offerte. Un viaggio attraverso un’intricata rete di gesti, saperi e credenze che rende i bendaggi un luogo privilegiato d’incontro tra maestria artigianale e dimensione sacra. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/leggere-tra-le-bende-i… La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino.
Maria Diletta Pubblico è ricercatrice post-dottorato Marie Skłodowska-Curie presso il museo Egizio e Visiting Associate Researcher presso l’Università della California, Los Angeles. È inoltre Visiting Scholar presso l’Università di Lund, l’Università di Copenaghen e il CNR di Roma. Ha conseguito un dottorato di ricerca e un post-dottorato in Egittologia e ha maturato esperienza lavorando presso l’Egypt Exploration Society di Londra e in numerose missioni archeologiche in Italia (Pompei, Cuma, Roma) e in Egitto (Saqqara, Abu Ghurab, Asyut, Luxor). I suoi interessi di ricerca si concentrano in particolare sulla religione, la cultura materiale e il ruolo degli animali nell’antico Egitto, temi sui quali ha pubblicato estensivamente.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, l’incontro con Silvana Cincotti “Sulle tracce della memoria: gli scavi di Jean-Jacques Rifaud e la contestualizzazione archeologica” con la presentazione del libro “Les fouilles de Jean-Jacques Rifaud en Égypte” (Franco Cosimo Panini Editore), sesto titolo della collana scientifica del museo Egizio
Giovedì 11 dicembre 2025, alle 18.30, nella sala Conferenze del museo Egizio di Torino (accesso da via Maria Vittoria 3M) presentazione del libro “Les fouilles de Jean-Jacques Rifaud en Égypte” di Silvana Cincotti (Franco Cosimo Panini Editore), dedicato agli scavi di Jean-Jacques Rifaud in Egitto, nell’incontro “Sulle tracce della memoria: gli scavi di Jean-Jacques Rifaud e la contestualizzazione archeologica”. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/sulle-tracce-della-memoria… L’incontro è disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino.
Il libro “Les fouilles de Jean-Jacques Rifaud en Égypte”, in lingua francese, sesto titolo della collana scientifica “Studi del Museo Egizio”, è dedicato alla figura di Jean-Jacques Rifaud, avventuriero e scavatore marsigliese attivo in Egitto nella prima metà dell’Ottocento. Attraverso l’analisi dei documenti appartenenti al Fondo Rifaud, oggi conservato a Ginevra, è stato possibile ricostruire le sue attività di scavo e seguire la dispersione dei reperti da lui rinvenuti, oggi presenti in istituzioni come il Museo Egizio, il Louvre, il British Museum, i Musei del Cairo e i Musei di Berlino e Monaco. Il libro restituisce un ritratto inedito di Rifaud, figura poliedrica e ancora poco conosciuta, contribuendo a ridefinire la conoscenza delle prime campagne di scavo in Egitto e della formazione delle collezioni di antichità egizie.
Silvana Cincotti, storico dell’arte, si è laureata a Siena e ha continuato gli studi all’università Paul Valéry di Montpellier, conseguendo il dottorato di ricerca in Egittologia. Ha partecipato a campagne di inventariazione nell’ambito del progetto MICROPAST dell’Egypt Exploration Society e ha lavorato come epigrafista per la missione francese del CFEETK a Karnak. Ha insegnato Economia dell’arte alla Facoltà di Economia di Torino ed è curatrice di mostre (ricordiamo ad esempio “Incēnsum” ai Musei Reali di Torino). È responsabile del Rifaud Project, un progetto di ricerca dedicato alla contestualizzazione dei reperti delle collezioni egizie e in modo particolare allo studio della Drovettiana.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Cercando un altro Egitto nell’arte dei Fenici” con l’archeologa Ida Oggiano, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Gli apporti dell’immaginario egiziano all’arte fenicia hanno origine nel groviglio di relazioni umane stabilite tra gli abitanti della costa levantina e gli egiziani nel corso di millenni. Ad accompagnare scambi di prodotti e idee, furono oggetti di varia natura che, prodotti nella valle del Nilo, furono acquisiti e/o regalati per essere poi riprodotti fedelmente o riletti e reinterpretati. Si formò così, nel corso dei millenni, un filone artistico “egittizzante levantino” nel quale gli elementi egiziani divennero totalmente locali (un altro Egitto quindi) e nel quale, nel primo millennio, i Fenici furono maestri perché lo arricchirono con innovazioni ispirate dai rinnovati rapporti con la valle del Nilo. Se ne parla martedì 9 dicembre 2025, alle 18.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino, nella conferenza “Cercando un altro Egitto nell’arte dei Fenici” con l’archeologa Ida Oggiano, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio. Nella conferenza saranno illustrate alcuni aspetti di queste relazioni con un riferimento al tormentato presente della regione e alle attività di diplomazia culturale svolte del sud del Libano dal Kharayeb Archaeological Project (missione congiunta CNR-ISPC e università Libanese). Ingresso libero con accesso da via Maria Vittoria 3M, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/…/cercando-un-altro-egitto…. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
Ida Oggiano è archeologa specializzata nello studio del Levante meridionale del primo millennio a.C. e della Sardegna fenicia e punica. Dirige il Kharayeb Archaeological Project – luogo di culto di Kharayeb, sito rurale di Jemjim e porto di Tell Qasmiye – Libano. Direttore scientifico della Rivista di Studi Fenici e professore di Geografia e Archeologia del Vicino Oriente al Pontificio Istituto Biblico, Roma.





























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