Torino. Al museo Egizio in concomitanza con il Galata museo del Mare a Genova, “IO SONO BENVENUTO”: nella giornata mondiale del Rifugiato si celebra l’accoglienza e il dialogo interculturale tra attività, performance teatrali e musica

In occasione della giornata mondiale del Rifugiato, sabato 20 giugno 2026 torna il doppio appuntamento con “IO SONO BENVENUTO”: a Torino, al museo Egizio, e a Genova al Galata Museo del Mare, grazie al sostegno di Basko Supermercati. Dalle 19 alle 23, celebreremo insieme l’accoglienza e il dialogo interculturale tra attività, performance teatrali e musica. Questa edizione è ispirata al tema del viaggio, a partire da quello narrato nelle Avventure di Sinhue, una tra le opere più importanti della letteratura dell’antico Egitto. In cambio dell’ingresso gratuito, a ciascun visitatore verrà chiesto di scrivere un messaggio di benvenuto e posizionarlo sul Welcome Wall, una grande parete digitale simbolo di apertura e accoglienza. Al museo Egizio in programma la “Biblioteca Vivente”, in cui i volontari dell’Associazione Mosaico e di Porta delle Culture dialogheranno con i partecipanti all’evento per aprire spazi di confronto e scambio reciproco. EMERGENCY sarà presente con un’esperienza immersiva di presentazione del lavoro di ricerca e soccorso in mare. In programma anche una mostra “Facciamo pace?!” a cura della Comunità di Sant’Egidio e la partecipazione all’evento di UNHCR e Fondazione MAMRE. Ad animare la serata, anche le performance teatrali di Fondazione TRG, tra cui alcune tradotte anche in LIS, e un viaggio tra suoni e fiabe africane a cura dell’Associazione Donne Africa Subsahariana e II Generazione.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Coptic spells in the British Museum” con l’egittologa Elisabeth R. O’Connell (British Museum), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Martedì 16 giugno 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio: in sala conferenze, con accesso da via Maria Vittoria 3M, conferenza di Philippe Collombert su “Coptic spells in the British Museum”. Evento in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. L’ingresso alla Sala Conferenze (è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/the-hay-archive-of-coptic…. L’evento è disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
L’archivio Hay dei manoscritti copti è costituito da sette fogli frammentari in pelle contenenti formule e incantesimi destinati alla divinazione, alla protezione, alla guarigione, all’avanzamento personale, alla maledizione e alla soddisfazione del desiderio sessuale. Acquistati dall’erede del celebre egittologo e disegnatore Robert Hay, i manoscritti entrarono a far parte delle collezioni del British Museum nel 1869. Un nuovo studio, avviato in risposta all’urgente necessità di conservazione del corpus, ha sviluppato un approccio integrato alla pubblicazione dei testi antichi, considerandoli non solo come documenti scritti ma anche come oggetti archeologici. Attraverso una sorprendente combinazione di motivi derivati dalle tradizioni dell’antico Egitto, del mondo greco-romano, della Bibbia e di fonti extra-bibliche, il contenuto dei manoscritti testimonia un ambiente cristiano che continuava a utilizzare i meccanismi delle precedenti pratiche considerate “magiche”, in un periodo dell’Egitto successivo all’arrivo dell’Islam.
Elisabeth R. O’Connell è Byzantine World Curator al British Museum. Ha curato o co-curato cinque volumi, tra cui Egypt: Faith after the Pharaohs (2015), pubblicato in occasione dell’omonima mostra del British Museum, Abydos in the First Millennium (2020) ed Egypt and Empire: The Formation of Religious Identity after Rome (2022). Più recentemente è stata co-curator della mostra Silk Roads del British Museum e coautrice del volume che l’ha accompagnata (2024). Ha condotto ricerche sul campo in Tunisia, Sudan ed Egypt, dove ha co-diretto una spedizione del British Museum dal 2009 al 2013. È stata Principal Investigator di numerosi progetti di ricerca finanziati e ha ottenuto diverse fellowship nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Egitto. Ha conseguito il PhD presso la University of California, Berkeley.
Torino. Al museo Egizio “Be the last to leave”: ingresso esclusivo oltre l’orario di chiusura con un drink e uno snack in caffetteria compresi nel biglietto

Il museo Egizio di Torino apre le sue sale oltre l’orario di chiusura per offrire un’esperienza di visita più intima: “Be the last to leave”. Il 30 e 31 maggio, 1°, 5 e 12 giugno 2026, si può accedere alle collezioni per due ore extra, in un’atmosfera raccolta e suggestiva, quando il museo si svuota, con un biglietto esclusivo a 30 euro a persona. Per due ore si può godersi la visita e ammirare le collezioni in totale tranquillità, con una pausa alla caffetteria del museo per un bicchiere di vino/analcolico incluso nel prezzo del biglietto. Posti limitati. Non è consentito effettuare visite guidate. Per accedere a questa esperienza è obbligatorio acquistare il biglietto d’ingresso online su https://egizio.museitorino.it/…/biglietto-speciale-be…/.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Plasmare la devozione nella statuaria del Nuovo Regno” con il curatore Alessandro Girardi, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Giovedì 28 maggio 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. In sala conferenze (con accesso da via Maria Vittoria 3m) incontro con il curatore Alessandro Girardi (museo Egizio) su “Plasmare la devozione nella statuaria del Nuovo Regno”. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/plasmare-la-devozione-nella… L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
La statuaria è considerata una delle produzioni più emblematiche della civiltà egizia. Fin dagli albori dell’epoca faraonica, la statua si afferma come uno strumento privilegiato del culto: l’immagine del sovrano o della divinità, scolpita nella pietra, non è una semplice rappresentazione, ma un’entità vivente, capace di accogliere la presenza reale del soggetto raffigurato. Nel Nuovo Regno (1539–1077 a.C.), la statuaria privata risente profondamente del fenomeno della “pietà personale”, termine con cui si indica la ricerca di un rapporto diretto con la divinità. A lungo interpretato in chiave religiosa, questo fenomeno è stato recentemente riletto anche nella sua dimensione sociale. Il nuovo scenario religioso e sociale apre la strada ad una profonda trasformazione artistica, in cui si creano nuovi modelli scultorei, e si reinterpretano quelli tradizionali. Tra le diverse tipologie di statuaria privata, fanno la loro comparsa le statue stelofore: queste statue raffigurano un individuo inginocchiato che regge, con le braccia sollevate, una stele posta sulle ginocchia, o di fronte a sé.
Alessandro Girardi è egittologo e curatore junior al museo Egizio di Torino, dove si occupa dello sviluppo e dell’organizzazione di mostre itineranti. Ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Storiche e Orientalistiche all’università di Bologna e sta attualmente svolgendo un dottorato di ricerca alla Ludwig-Maximilian-Universität di Monaco di Baviera, con un progetto incentrato sulle statue stelofore del Nuovo Regno. I suoi interessi di ricerca comprendono la statuaria privata, le stele funerarie e votive e il villaggio di Deir el-Medina. È attualmente impegnato nella missione di scavo del Museo Egizio ed IFAO nel sito di Copto.
Torino. Al museo Egizio il concerto “Percussions trasformer”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio”. Al termine visita gratuita alla sezione “Materia. Forma del Tempo”

Domenica 24 maggio 2026, alle 11, al museo Egizio di Torino, il concerto “Percussions trasformer”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio” con l’orchestra Filarmonica di Torino, conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e Fondazione Merz. Fondazione Merz propone un concerto per sole percussioni attraverso stili, epoche e timbri diversi. Rossana Bribò mostrerà come le percussioni sappiano trasformarsi continuamente: dalla delicatezza di Debussy e Bach ai colori della marimba di Keiko Abe, fino alla sperimentazione elettronica di Snowden e alla teatralità di Cangelosi e Akiho. Il concerto si terrà in Sala Conferenze (con ingresso da via Maria Vittoria 3M) e i partecipanti potranno visitare gratuitamente “Materia. Forma del Tempo” alla fine dello spettacolo.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, presentazione del libro “Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento” di Manfredo Lapi Gatteschi (ETS) con Patrizia Piacentini e Cinzia Lacchia

Martedì 19 maggio 2026, alle 18, in Sala conferenze del museo Egizio di Torino, presentazione del libro “Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento” di Manfredo Lapi Gatteschi (ETS) con Patrizia Piacentini e Cinzia Lacchia. L’ingresso (da via Maria Vittoria 3 M) è libero con prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/giuseppe-parvis-ebanista-e…. L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La presentazione mette al centro la vicenda personale e familiare di Parvis, mostrando come arte e imprenditoria si intreccino nella sua storia, attraverso il ritratto di un protagonista originale della cultura decorativa ottocentesca, capace di trasformare l’incontro tra mondi diversi in un linguaggio di bellezza, lusso e dialogo tra le culture. La presentazione approfondisce il gusto orientalista ottocentesco e ne legge le declinazioni tra stile neo-moresco, suggestioni turche e richiami neo-egizi. Emergono il ruolo del laboratorio cairota e la capacità di Parvis di fondere eleganza italiana, arte islamica e fascinazione per l’antico Egitto, dando spazio ai suoi stili, le sue tecniche e la qualità decorativa dei suoi arredi. Ampio spazio è dedicato anche alla presenza dell’atelier Parvis nelle esposizioni universali della seconda metà del XIX secolo, decisive per la sua affermazione internazionale. La presentazione segue poi la fortuna collezionistica delle sue opere, conservate e studiate in contesti museali di grande rilievo. Tra questi spiccano la Sala Araba del Museo Borgogna di Vercelli, il Castello d’Albertis di Genova e il Museo Stibbert di Firenze, luoghi che documentano la diffusione e la ricezione della sua produzione.
Manfredo Lapi Gatteschi, conseguita la maturità Classica presso il Liceo G. Galilei di Pisa, entra in Accademia Navale. Durante l’imbarco su unità della Marina Militare, prende parte ad attività operative ivi inclusa la missione Mare Nostrum, contribuendo al salvataggio di numerose vite umane. Dal 2014, è destinato a Roma presso Uffici di vertice e diretta collaborazione del ministro della Difesa. Attualmente è in servizio presso il Centro Alti Studi Difesa. Appassionato delle “storie di famiglia” cura e custodisce l’archivio di casa, contenente volumi, documenti e contratti a partire dal 1300, oltre a lettere e fotografie del XIX e XX sec. È Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.
Patrizia Piacentini, socia dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Ambrosiana, è professore ordinario di Egittologia e Archeologia egiziana all’università di Milano, dove è anche responsabile scientifico della Biblioteca e degli Archivi egittologici. Direttore dell’Egyptian-Italian Mission at West Aswan (Egitto), ha vinto nel 2022 il premio alla carriera “Gaston Maspero” dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi.
Cinzia Lacchia è storica dell’arte di formazione, conservatore del museo Borgogna di Vercelli dal 2000. Ha dedicato la sua tesi di laurea e di specialità allo studio della genesi del Museo Borgogna e del suo fondatore. Ha avviato e curato il riallestimento degli ambienti della casa-museo, coordinando con i funzionari ministeriali e con uno staff di specialisti, il restauro e lo studio della “Sala Araba”. Dal 2018 è docente di storia dell’arte moderna presso l’ACME di Novara; dal 2011 al 2013 ha svolto attività di consulenza per il museo civico e Gipsoteca “L. Bistolfi” di Casale Monferrato. Socia ICOM e di varie associazioni culturali e di volontariato.

Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento. Il libro si incentra sulla figura di Giuseppe Parvis (1831-1909), noto ebanista, formatosi a Torino, emigrato nel 1859 al Cairo e ivi titolare di un laboratorio per la produzione di mobili e oggetti di pregio, improntati ad un gusto orientalista (neomoresco e neoegizio) ispirati dai luoghi e dagli stili antichi, ma abilmente ideati e adattati per rispondere ai desideri di decoro e esotismo delle classi agiate europee ed extraeuropee. Presente nella maggior parte delle grandi esposizioni che si susseguono tra Otto e Novecento, vincitore di premi e di continui riconoscimenti, decoratore e arredatore di una squisita clientela di artisti e colti collezionisti, Parvis è oggi ricordato in numerose pubblicazioni sulle arti applicate del periodo, ma non è stato ancora oggetto di un contributo che ne chiarisse e individuasse lo specifico ruolo artistico. Prefazione di Michele Quaroni.
Torino. Al museo Egizio “Oltre il visibile”: evento serale gratuito in cui gli spazi museali si trasformano nel luogo d’incontro fra scienza e archeologia, in occasione del Simposio Internazionale di Archeometria ISA2026 e della Giornata Internazionale dei Musei

In occasione del Simposio Internazionale di Archeometria ISA2026 e della Giornata Internazionale dei Musei, lunedì 18 maggio 2026, dalle 19 alle 22, il museo Egizio di Torino si trasforma in un laboratorio diffuso per scoprire il mondo dell’Archeometria: la disciplina che si occupa di “misurare l’antico”. “Oltre il visibile” è un evento serale gratuito in cui gli spazi museali si trasformano nel luogo d’incontro fra scienza e archeologia. Filo conduttore dell’evento è il tema della biografia degli oggetti e in che modo questa possa essere disvelata proprio dall’Archeometria. Tra analisi scientifiche, restauri, render 3D andremo alla scoperta delle storie millenarie nascoste nei reperti del museo Egizio: testimonianze uniche capaci di raccontarci tanto spaccati singolari dell’antica civiltà egizia quanto storie di ordinaria quotidianità, spesso così simili e in dialogo con la nostra attualità. Ingresso gratuito con prenotazione consigliata, clicca QUI per prenotare il tuo biglietto. Con il Patrocinio della Città di Torino.
Programma. Mini talk laboratoriali, ogni 30 minuti a partire dalle 19:15: Archeologia dallo spazio. Satelliti e droni per scoprire e tutelare il patrimonio – Nicodemo Abate (CNR ISPC Milano); Dallo scavo al 3D e ritorno. Modelli digitali per continuare lo scavo a distanza – Paolo Del Vesco (Museo Egizio), Alessandro Mandelli (Politecnico di Milano); Dalla cava alla statua. Reperimento, viaggio e lavorazione della pietra – Johannes Auenmüller (Museo Egizio), Francesca Gambino (Università degli Studi di Torino); Indagare per comprendere. Tecniche e analisi per svelare il colore antico – Alessandra Botteon (CNR ISPC Milano), Claudia Conti (CNR ISPC Milano), Donata Magrini (CRN ISPC Firenze), Eva Luna Ravan (CNR ISPC Catania), Tiziana Cavaleri (CCR La Venaria Reale), Serena Hirsch (CCR La Venaria Reale); La voce del legno. Biografie negli anelli del tempo – Alan Crivellaro (Università degli Studi di Torino), Flavio Ruffinatto (Università degli Studi di Torino); Scoprire il contenuto di un vaso senza aprirlo. Il contributo della chimica – Divina Centore (Museo Egizio), Ilaria Degano (Università di Pisa), Federica Facchetti (Museo Egizio), Francesca Modugno (Università di Pisa); La magia della faience. Tecniche produttive e utilizzi antichi – Martina Terzoli (Museo Egizio); La materia racconta. Pigmenti, tecniche e analisi – Paola Buscaglia (CCR La Venaria Reale), Nicole Manfredda (CCR La Venaria Reale); Studiare i resti umani. Il ruolo della bioarcheologia – Valentina Coia (Eurac Research Bolzano), Alice Paladin (Eurac Research Bolzano); I vasi in alabastro di Kha e Merit. Analisi archeometriche e restauro – Eleonora Furgiuele (Museo Egizio), Giulia Pallottini (Museo Egizio); Caccia al blu egizio. Un’esperienza immersiva alla scoperta di un colore antico – Marco Nicola (Università degli Studi di Torino – Ultrasky), I.I.S. Albe Steiner (Torino); Leggere un papiro. Tecniche per conservare e raccontare il passato – Enrica Ciccone (Museo Egizio), Marco Gargano (Università degli Studi di Milano), Francesca Gaia Maiocchi (Museo Egizio). Attività: Visite guidate multilingua; Missione Invisibile: Mettiti alla prova attraverso un quiz sull’archeometria; Storie invisibili: Partecipa a un esperimento di “archeometria emotiva” e condividi le storie invisibili che gli oggetti della collezione risvegliano in te. Durante la giornata saranno effettuate riprese video e fotografie alle attività per fini promozionali.
Torino. Al museo Egizio, per Salone OFF 2026, presentazione del libro (graphic novel) “Tapum” di Leo Ortolani (Feltrinelli Comix) con Divina Centore, curatore del museo Egizio

Sabato 16 maggio 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino (ingresso da via Maria Vittoria 3M), presentazione del libro graphic novel “Tapum” di Leo Ortolani (Feltrinelli Comix) nell’ambito del programma del Salone OFF 2026. Leo Ortolani, fumettista e autore tra i più noti in Italia, creatore di Rat-Man che si distingue per uno stile che unisce comicità, parodia e riflessione su temi anche profondi, converserà con Divina Centore, curatore del museo Egizio. Un graphic novel ambientato durante la Prima guerra mondiale che racconta, tra dramma e ironia, la vita dei soldati in trincea e l’assurdità del conflitto, offrendo uno sguardo umano e disincantato sulla guerra. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/tapum-leo-ortolani-e-divina…
Tapum. Un progetto su cui Leo Ortolani medita da anni, e per il quale ha condotto un approfondito lavoro di ricerca, diventa un libro. Una storia di ampio respiro che si preannuncia, a detta dello stesso autore, come la sua opera più importante e ambiziosa. Ambientata al tempo della prima guerra mondiale, vede come protagonisti due soldati che hanno i volti di Leo Ortolani e dell’attore e scrittore Andrea Pennacchi. Una graphic novel che unirà l’irresistibile e inconfondibile umorismo nello stile di Rat-Man a dramma e ricostruzione storica, riallacciandosi alla tradizione della commedia all’italiana – troviamo infatti tra i riferimenti la grande guerra di Mario Monicelli. Ortolani torna con un capolavoro annunciato, in una fase di rilancio su più versanti (stampa, televisione, radio, podcast…), già inaugurata con zodiaco. Sono inoltre previste almeno 500 copie firmate dall’autore, da immettere sul mercato.
Torino. Al museo Egizio, per Salone OFF 2026, presentazione del libro “Il demone della nostalgia. L’invenzione della Grecia da Nietzsche a Arendt” di Mauro Bonazzi (Giulio Einaudi Editore) con Christian Greco, direttore del museo Egizio

Venerdì 15 maggio 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino (ingresso da via Maria Vittoria 3M), presentazione del libro “Il demone della nostalgia. L’invenzione della Grecia da Nietzsche a Arendt” di Mauro Bonazzi (Giulio Einaudi Editore) nell’ambito del programma del Salone OFF 2026. Mauro Bonazzi, filosofo e docente di Filosofia antica, che si occupa di platonismo e della ricezione del pensiero greco nella modernità, con particolare attenzione al rapporto tra antico e contemporaneo, converserà con Christian Greco, direttore del museo Egizio. Il libro indaga il modo in cui il pensiero novecentesco ha reinterpretato e in qualche modo “reinventato” la Grecia antica, da Nietzsche ad Arendt, facendone un modello culturale, politico e filosofico. Un percorso che mette in luce il ruolo della nostalgia nella costruzione dell’idea di classicità e nella riflessione sull’identità europea. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/il-demone-della-nostalgia….

Il demone della nostalgia. L’invenzione della Grecia da Nietzsche a Arendt. La tempesta che ha attraversato l’Europa tra Otto e Novecento è stata anche una battaglia di idee, identità, visioni del mondo: una storia di uomini e donne, filosofi e filologi, scrittori, intellettuali che in quei tempi inquieti per capire chi erano – e chi siamo – hanno guardato in una direzione precisa: la Grecia antica, la sola e vera patria, da cui tutti si sentivano esuli. Qual era allora, ed è oggi, il peso del passato nella costruzione della nostra identità, sia individuale sia collettiva, di europei e occidentali? Qual è il segreto che la Grecia custodisce così gelosamente? Mauro Bonazzi ricostruisce l’appassionante genealogia di questi dibattiti, in cui ritornare agli antichi è l’unico modo per fare i conti con una modernità che si scopre in crisi. E nel ricostruirla rievoca tutti quei personaggi che in maniera geniale, provocatoria e sorprendente hanno proposto «un’altra idea di Grecia»: da Nietzsche a Heidegger, da Adorno e Popper ad Hannah Arendt. Perché non c’è niente di meno pacifico del passato, ed è il modo in cui lo immaginiamo a dare forma al nostro futuro. Tra Ottocento e Novecento si scatena in tutta Europa, e in particolare in Germania, un acceso dibattito sull’eredità greca. Quanto e come di ciò che era stato scritto in quel tempo così remoto doveva sopravvivere nei tempi moderni? Un dibattito che riemerge in tutta la sua vivacità in queste pagine, riccamente documentate, che compongono un grande racconto che non ha mai smesso di parlarci. Discutere dei Greci significa infatti discutere di noi, della nostra identità di europei e occidentali, ed è fondamentale farlo adesso, in un mondo che sta cambiando velocemente. Il punto di partenza è colui che più di tutti attaccò il mito ottocentesco della Grecia ideale, perfetta, razionale. L’anno è il 1872, il libro è “La nascita della tragedia”, il protagonista è Friedrich Nietzsche. È lui che per primo svela tutte le mistificazioni del classicismo ottocentesco, conducendo i suoi lettori verso una Grecia completamente diversa, molto più oscura e inebriante, arcaica, di cui la modernità europea è traditrice e non certo erede. Le sirene di questa Grecia attrarranno poi molti altri – siamo a cavallo delle due guerre mondiali – intenzionati a coglierne il potenziale politico. Al centro di tutto è allora Platone, un Platone umano, fin troppo umano, per cui la contemplazione teoretica deve tradursi in un’azione concreta. È appropriandosi di questa Grecia che i nazisti potranno presentarsi come i guardiani della Germania, e dell’Europa tutta, gli unici capaci di proteggere una tradizione che sembrava ormai prossima al collasso. Si tratta solo di un’aberrazione o la storia è più complicata? Nel 1933 discuteranno proprio di questo, in un dialogo a distanza, Martin Heidegger e Edmund Husserl. Per chi dal nazismo scappa invece, come Auerbach, Adorno, Weil e Bespaloff, gli stessi numi tutelari del mondo antico assumono altri connotati, meno monolitici e più critici. La resistenza passa anche per i libri. Per arrivare ad Arendt e Strauss, convinti che sia necessario tornare alle origini per portare il mondo della modernità fuori dalle secche in cui si è arenato: tornare in Grecia, dove tutto era cominciato, per capire il perché di tutto ciò che sarebbe poi successo. Bonazzi ci guida, con la consapevolezza dello studioso e il passo leggero del narratore, tra i meandri di un intreccio di pensiero e storie che riguarda il nostro rapporto sempre multiforme con il passato, e che può aiutarci a decifrare il tempo caotico che stiamo attraversando.
















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