Archivio tag | museo Egizio di Torino

Torino. Al museo Egizio per “Dialoghi di Archeologia” Daniela Frangipane dialoga con il direttore Christian Greco e Andrea Augenti sul loro libro “Un frammento alla volta. Dieci lezioni dall’Archeologia” (Il Mulino). In presenza e on line

torino_egizio_dialoghi-di-archeologia_libro-un-frammento-alla-volta_frangipane_locandinaAl museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con la serie di incontri “Dialoghi di Archeologia”. Giovedì 28 marzo 2024, alle 18, l’autrice Daniela Frangipane dialogherà con Andrea Augenti e Christian Greco sul suo libro “Un frammento alla volta. Dieci lezioni dall’Archeologia”, edito da Il Mulino. L’evento si tiene nella sala Conferenze del Museo e l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/marcella-frangipane-un…. L’incontro sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Frammenti di vita quotidiana, tracce di rituali religiosi, di attività economiche e di relazioni tra persone e con l’ambiente: gli oggetti portano il segno di quanto avvenuto nel tempo in cui furono creati e delle loro funzioni all’interno della comunità. Come schegge di uno specchio ci restituiscono l’immagine di quello che siamo stati e ci aiutano a dar forma al passato. Per riannodare i fili di questi mondi lontani e poco riconoscibili è necessario un lavoro lungo anni. Oltre quaranta sono quelli che Marcella Frangipane ha trascorso sul sito di Arslantepe in Anatolia, dove sorge il palazzo pubblico più antico del mondo: un viaggio nel tempo – che risale al V millennio a.C. e oltre – e nello spazio – esteso a tutto il territorio della Mezzaluna fertile – alla scoperta delle prime civiltà umane e di quei fenomeni politici e sociali che ancora regolano le nostre vite. Dieci lezioni dall’archeologia dei tempi più antichi per capire come siamo arrivati fin qui e come potrebbe essere il nostro domani.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Pascal Vernus parla di “Egyptian hieroglyphs and the issue of figurativity in the most ancient scripts”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-egyptian-hieroglyphs-and-issue-of-figurativity-in-the-most-ancient-script_locandinaLa caratteristica più sorprendente dei geroglifici dell’antico Egitto è che si tratta di rappresentazioni figurative che possono essere più o meno identificate, anche da chi è completamente estraneo alla civiltà egiziana. Per designare questa caratteristica, il termine “iconicità”, comunemente usato, appare troppo generico e sarebbe preferibile l’uso del termine “figuratività” derivato dalla Storia dell’Arte (cfr. “arti figurative”). Se ne parla giovedì 21 marzo 2024, alle 18, al museo Egitto di Torino nel nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, con un incontro a cura di Pascal Vernus su “Egyptian hieroglyphs and the issue of figurativity in the most ancient scripts”. L’evento si terrà nella sala conferenze del Museo e l’ingresso è libero con prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/egyptian-hieroglyphs-and…. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala (fino a esaurimento scorte). La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La figuratività non è limitata agli antichi geroglifici egiziani, era originariamente presente anche nei più antichi sistemi di scrittura provenienti dalla Cina, dalla Valle degli Indi, da Elam, dalla Mesopotamia, dall’impero ittita, da Creta e dal Mesoamerica. La figuratività originale della scrittura è soggetta a evoluzione e può svanire nel tempo; una bella illustrazione è fornita dal nostro alfabeto latino. Molte lettere risalgono ai geroglifici egiziani attraverso gli alfabeti proto-sinaitico, fenicio ed ebraico, per esempio, la lettera “a” trae la sua origine in un geroglifico egiziano completamente figurativo a forma di testa di bue.

Pascal Vernus, “agrégé de lettres classiques”, “Docteur d’État” dalla Sorbona, è stato membro scientifico dell’Institut Français d’Archéologie du Caire (1973-1976). È stato nominato Professore («Directeur d’études») presso l’École Pratique des Hautes Études, IVe Sezione, alla Cattedra “Egittologia” nel 1976, fino al suo pensionamento diventando “Professore emerito”. Ha tenuto lezioni presso l’Università Ain Shams al Cairo, presso l’Università di Yale (USA), presso la Nova Universitad (Lisbona), presso l’Autonoma Universitad (Barcellona). È stato membro scientifico della Spedizione Archeologica Spagnola ad Heracleopoli. Ha pubblicato circa duecento contributi riguardanti la storia, la religione, la letteratura, la lingua e la scrittura degli antichi Egizi. Alcune delle sue pubblicazioni includono: Dictionnaire des Pharaons; Affaires et scandales sous les Ramsès; Chants d’amour de l’Égypte antique; Sagesses de l’Égypte pharaonique; Dictionnaire amoureux de l’Égypte pharaonique; Le bestiaire des pharaons (in collaborazione con J. Yoyotte).

Torino. Al museo Egizio lectio magistralis del prof. Filippo Carlà-Uhink (Universität Potsdam) su “Numismatica comportamentale. Riflessioni per un nuovo approccio allo studio della monetazione antica”

torino_egizio_lectio-magistralis-numismatica-comportamentale_filippo-carlà_locandinaGli studi di economia antica quasi sempre si basano sul modello dell’homo oeconomicus, ovvero sull’assunto, tipico della scuola economica neoclassica, che ogni individuo tende attraverso scelte razionali e informate alla massimizzazione del profitto e alla minimizzazione della perdita. Tale assunto è però da alcuni decenni sotto attacco – e lo sviluppo dell’Economia Comportamentale ha contributo con particolare successo a confutarne le premesse. “Numismatica comportamentale. Riflessioni per un nuovo approccio allo studio della monetazione antica” è il titolo della lectio magistralis che Filippo Carlà (Universität Potsdam) tiene mercoledì 20 marzo 2024, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino. Introduce Federico Poole. Modera Federico Barello, archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Torino. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/numismatica-comportamentale…. Questo incontro intende quindi mostrare, nello specifico campo della storia monetaria antica – e soprattutto romana – quali interpretazioni, stabilite e ricorrenti, poggino su tale postulato, e proporre invece approcci diversi allo studio della monetazione romana antica e del suo uso nei secoli dell’impero e in particolare della tarda antichità: quali erano i meccanismi “irrazionali” e “emotivi” che intervenivano nel quotidiano quando le monete venivano prese in mano, guardate, usate, scambiate? E come interveniva l’autorità emittente per controllare questi fenomeni – o addirittura per utilizzarli ai propri fini?

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Il prof. Filippo Carlà-Uhink dell’università di Potsdam (foto kaya neutzer)

Filippo Carlà-Uhink è professore ordinario di Storia antica all’università di Potsdam in Germania. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere classiche all’università di Torino (2003) e il dottorato di ricerca in Scienze dell’Antichità all’università di Udine (2007), ha insegnato e fatto ricerca nelle università di Heidelberg, Mainz, Exeter, Tübingen e all’università dell’Educazione di Heidelberg prima di essere chiamato nel 2018 alla cattedra di storia antica a Potsdam. La sua ricerca si concentra, tra gli altri temi, sulla storia economica e sociale del (tardo) impero romano, sulla corruzione nel mondo antico, sull’oratoria giuridica attica e sulla ricezione dell’antico nella cultura popolare moderna e contemporanea. È autore di “L’oro nella tarda antichità: aspetti economici e sociali” (Torino, Zamorani 2009), di “The Birth of Italy: The Institutionalization of Italy as a Region – 3rd-1st Century BCE” (Berlin / Boston, de Gruyter 2017), di “Diocleziano”(Bologna, Il Mulino 2019) e di “Representations of Classical Greece in Theme Parks” (London / New York, Bloomsbury 2020) e coautore, tra altri titoli, di “Questioni tardoantiche. Storia e mito della “svolta costantiniana” (con Maria G. Castello: Roma, Arachne 2010), di “Economia e finanza a Roma” (con Arnaldo Marcone: Bologna, Il Mulino 2011) e di “Monsieur le Professeur… Correspondances italiennes 1853-1888. Theodor Mommsen, Carlo, Domenico, Vincenzo Promis” (con Silvia Giorcelli Bersani: Paris, Académie des Inscriptions et des Belles Lettres 2018).

Torino. Per la Festa del Papà al museo Egizio ingresso gratuito ai papà con i figli

torino_egizio_festa-del-papà_2024_locandinaIn occasione della Festa del Papà, martedì 19 marzo 2024 ingresso gratuito al museo Egizio di Torino per tutti i papà accompagnati dai propri figli. Prenotazione obbligatoria al link https://ow.ly/Skfh50QUeKq.

Liverpool (GB). Conferenza, in presenza e on line, di Susanne Töpfer, curatore del museo Egizio di Torino, su “La Collezione dei Papiri di Torino – Progetti di ricerca passati, presenti e futuri sui papiri di Deir el Medina”

liverpool_university_conferenza-The-Turin-Papyrus-Collection_di-susanne-töpfer_locandinaLa Collezione papirologica del museo Egizio di Torino protagonista all’università di Liverpool (GB) nella conferenza “La Collezione dei Papiri di Torino – Progetti di ricerca passati presenti e futuri sui papiri di Deir el Medina” di Susanne Töpfer, curatore del museo Egizio di Torino per la collezione papirologica. Incontro giovedì 7 marzo 2024, alle 17 (in Italia alle 18), in presenza all’università di Liverpool (per iscriversi https://forms.office.com/e/wXU2PEC6aQ), e on line su Zoom Meeting
https://liverpool-ac-uk.zoom.us/j/94386885466?pwd=bERUcTRxUFdoSnJrQXJIZ1JDdjVLZz09.

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Una pagina della nuova piattaforma online Tpop Turin Papyrus Online Platform per l’accesso alla collezione papirologica del museo Egizio di Torino n(foto museo Egizio Torino)

Il museo Egizio di Torino conserva una delle collezioni di papiri più significative al mondo. La Collezione Papiro comprende quasi 700 manoscritti interi o ricomposti e oltre 20.000 frammenti di papiro; documentando oltre 3.000 anni di cultura materiale scritta in sette scritture e otto lingue. La stragrande maggioranza dei manoscritti papiracei conservati al museo Egizio risalgono al periodo ramesside e con molta probabilità provengono dall’insediamento di Deir el-Medina, che ospitava le famiglie degli operai che costruirono le tombe reali. I papiri appartenevano probabilmente a membri dell’amministrazione della necropoli reale. La conferenza si compone di due parti: nella prima parte si concentrerà sulle ricerche effettuate su quel materiale negli ultimi 200 anni, da quando i primi documenti giunsero a Torino nel 1824. Nella seconda parte verranno presentati i progetti di ricerca in corso e in programma, sottolineando l’uso e il contenuto della “Turin Papyrus Online Platform (TPOP)”, un archivio ad accesso aperto che consente alla comunità di esperti con sede in diverse località europee di fornire dati. Inoltre, nella parte frontale, si adatta alle esigenze dei diversi utenti, dal profano interessato al filologo e papirologo altamente specializzato.

Torino. Al museo Egizio incontro con Anna-Vasiliki Karapanagiotou, direttrice dell’Hellenic National Archaeological Museum di Atene, sesto appuntamento del ciclo “What is a museum?”, in presenza e on line: dieci direttori dei più grandi musei del mondo si confrontano col direttore Christian Greco sul ruolo e le sfide del futuro dei musei

torino_egizio_what-is-a-museum_Anna-Vasiliki-Karapanagiotou_locandinaCome possono i musei essere luoghi di conservazione e costruzione della memoria? Come possono affrontare le sfide del futuro senza tradire la loro storia? Come possono affrontare la nuova fase che stanno attraversando ripensando il proprio passato e dando un senso alla loro esistenza oggi? Oggi i musei mirano a comprendere a fondo i meccanismi del cambiamento, generando relazioni e influenzando la società. Alla luce della nuova definizione di museo data da ICOM e delle sfide che attendono le istituzioni culturali, il museo Egizio di Torino presenta una serie di incontri per il 2023 e il 2024 dal titolo “What is a museum?” con protagonisti i direttori di alcuni dei più importanti musei internazionali in dialogo con Christian Greco. Ricerca, digitalizzazione, educazione, inclusione e cura del patrimonio sono i punti che verranno affrontati per ripensare il ruolo che i musei possono avere nella società contemporanea. Il protagonista del sesto incontro, il 7 marzo 2024, alle 18, sarà Anna-Vasiliki Karapanagiotou, direttrice dell’Hellenic National Archaeological Museum di Atene, in dialogo con Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, per riflettere sul presente e sul futuro dei musei, con particolare riferimento a quelli archeologici. L’evento si terrà nella sala conferenze del Museo, ingresso libero con prenotazione tramite Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/anna-vasiliki…. L’incontro sarà in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala e sarà trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Si parlerà di esperienza fisica e digitale, ingaggio del pubblico, un’offerta culturale sempre più coinvolgente. Un’occasione unica per riflettere sul futuro del MAN, che ha appena festeggiato i 150 dalla sua fondazione, e del Museo Egizio, che nel 2024 celebra il bicentenario.

Nell’anno del bicentenario della sua fondazione (1824-2024), il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo, con la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica

torino_egizio_film-uomini-e-dei-le-meraviglie-del-museo-egizio_locandinaNell’anno del bicentenario della sua fondazione, il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, il film evento che è stato presentato in anteprima alla 41esima edizione del Torino Film Festival e che arriverà nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo 2024 (elenco cinema su nexodigital.it). Prodotto da 3D Produzioni, Nexo Digital e Sky in collaborazione con il museo Egizio e diretto da Michele Mally, che firma il soggetto con Matteo Moneta, autore della sceneggiatura.

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Il premio Oscar Jeremy Irons durante sul set del film “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio” di Michele Mally (foto di Francesco Prandoni)

Il film vede la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica. Completa il viaggio visivo la colonna sonora originale, composta ed orchestrata dal pianista e compositore Remo Anzovino ed eseguita dall’autore con l’Orchestra Sinfonica Accademia Naonis diretta da Valter Sivilotti, in uscita su etichetta Nexo Digital e distribuzione Believe nel 2024. Spiega Remo Anzovino: “La sfida era scrivere una colonna sonora che parlasse di una cultura di cui non conosciamo la musica. Comporre per “Uomini e Dei. Le Meraviglie del Museo Egizio” è stato davvero un viaggio spirituale alla scoperta del profondo significato che la morte aveva nell’Antico Egitto, ossia l’inizio di una nuova vita. In piena sintonia con il regista Michele Mally, l’uso della tecnica del corale a 4 parti bachiano – applicato sia alle sezioni della orchestra sia al pianoforte solo -, di movimenti fugati e di passaggi atonali, mi ha permesso di orientare il suono, per contrasto stilistico, verso il mistero che le immagini e il racconto sullo schermo suggeriscono. Ringrazio il maestro Valter Sivilotti e l’Orchestra Sinfonica Accademia Naonis per avere splendidamente diretto e interpretato la mia musica”. La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Per il 2024 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

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Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Reperti, studi scientifici e il dietro le quinte del Museo sono narrati in maniera corale non solo dalla presidente del museo, Evelina Christillin, e dal direttore Christian Greco, ma anche da alcuni dei curatori del museo come Cédric Gobeil, Beppe Moiso, Susanne Töpfer, Paolo Del Vesco, Federico Poole, Johannes Auenmüller, Enrico Ferraris, Alessia Fassone, Tommaso Montonati, dalle  restauratrici Cinzia Oliva, Roberta Genta, Paola Buscaglia del Centro di Conservazione e Restauro de La Venaria Reale, dall’antropologo Pieter Ter Keurs, dal direttore dipartimento Egizio del Louvre Vincent Rondot, dal capo del dipartimento Egitto e Sudan del British Museum Daniel Antoine, dai curatori del British Museum Ilona Regulski e Marcel Maree, dalla direttrice del Ägyptisches und Papyrussammlung di Berlino Friederike Seyfried, dalla direttrice generale museo Egizio del Cairo Sabah Abdel Razik Saddik, dal Ceo di Ima Solutions Sarl Benjamin Moreno. Dal Louvre di Parigi al British Museum di Londra fino all’Ägyptisches Museum di Berlino: sono solo alcune delle importanti istituzioni museali mondiali da cui provengono i membri del comitato scientifico del Museo, che vanta oltre 90 collaborazioni scientifiche con musei, atenei e centri di ricerca internazionali.

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Bernardino Drovetti, al centro, tra le rovine di Tebe nel 1818 (foto museo egizio)

Le collezioni custodite a Torino comprendono oltre 40mila reperti, che hanno una natura antiquaria – in quanto legati al collezionismo e al criterio di raccolta reperti di Bernardino Drovetti, diplomatico piemontese al servizio del governo francese che vendette a Carlo Felice di Savoia il primo nucleo delle collezioni del Museo per 400mila lire dell’epoca – e una natura archeologica, legata a campagne di scavo archeologico promosse da Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina in Egitto all’inizio del Novecento. Con oltre un milione di visitatori nel 2023, il museo Egizio è il più antico al mondo dedicato alla civiltà degli antichi Egizi. Al museo Egizio di Torino dei 40mila reperti custoditi, 12mila sono esposti su 4 piani. Sfingi, statue colossali, minuscoli amuleti, sarcofagi, raccontano quasi 4000 anni di storia antica. Tra i reperti celebri nel mondo ci sono il Papiro dei Re, noto all’estero come la Turin King List, l’unica lista che sia giunta fino a noi che ricostruisce il susseguirsi dei faraoni, scritta a mano su papiro, o il Papiro delle Miniere, una delle più antiche carte geografiche conosciute. E ancora sculture come la statua del sacerdote Anen, quella di Ramesse II, quella della cosiddetta Iside di Copto, oltre al ricco corredo funebre di Kha, sovrintendente alla costruzione delle tombe dei faraoni che insieme alla moglie Merit sarà tra i protagonisti di tutto il racconto.

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Statuetta in legno della dea Tauret, dedicata dal disegnatore Parahotep, venerata in ambito domestico, proveniente da Deir el Medina, e conservata al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

“La strada per Menfi e per Tebe passa da Torino” scrisse Jean-François Champollion che nel 1824, due anni dopo aver decifrato i geroglifici, venne nella capitale sabauda. Ma perché proprio a Torino, nel 1824, si decise di aprire un museo che non aveva uguali al mondo, dedicato a una civiltà ancora in via di svelamento? Chi fu il primo a vedere nelle Alpi il profilo delle piramidi? Per scoprire le origini del museo in “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio” risaliremo così il corso del Nilo sulle tracce dei suoi grandi esploratori ed archeologi del passato: Donati, Drovetti, Schiaparelli. Visiteremo i luoghi da cui provengono i principali reperti delle collezioni torinesi, da Giza a Luxor fino all’antico villaggio di Deir el-Medina, abitato dagli scribi e dagli artigiani delle tombe della Valle dei Re e delle Regine. E viaggeremo a ritroso nel tempo, alla metà del 1500, quando i sovrani del Piemonte, i Savoia, per dare prestigio alla loro capitale riscrissero il mito delle origini egizie di Torino, sovrapponendo il toro, simbolo della città, col dio Api, che aveva le sembianze di toro ed era venerato nell’antico Egitto. Attraverso i sarcofagi e gli oggetti del corredo funebre della tomba di Kha e Merit racconteremo invece il viaggio dell’architetto Kha nell’Oltretomba, dal momento della mummificazione ai funerali, fino al giudizio di fronte ad Osiride e alla vita nell’Aldilà, seguendo le pagine del Libro dei Morti.

Archeologia in lutto. A 85 anni è morto l’egittologo tedesco Jan Assmann, storico della cultura e delle religioni: ha sviluppato il concetto di “Memoria culturale”. Il ricordo del museo Egizio di Torino e dell’associazione internazionale degli Egittologi

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L’egittologo tedesco Jan Assmann: si è spento a 85 anni (foto museo egizio)

“È con grande tristezza che l’egittologia, gli studi di storia culturale e antropologia religiosa si congedano da uno dei più grandi ricercatori del loro tempo”. Comincia così l’annuncio-ricordo del museo Egizio di Torino per la scomparsa a 85 anni dell’egittologo tedesco Jan Assmann, storico della cultura e delle religioni, si è interessato in particolare alla cultura del ricordo. Assmann era nato il 7 luglio 1938 a Langelsheim, città della Bassa Sassonia, in Germania, ed è morto il 19 febbraio 2024 a Costanza (Germania). Il 17 aprile 2012 è divenuto socio dell’Accademia delle Scienze di Torino. E nel 2017 gli è stato attribuito il Premio Balzan per gli studi sulla “memoria collettiva”, insieme alla moglie Aleida. “Jan Assmann – continua la nota del museo Egizio di Torino – ha plasmato l’egittologia come nessun altro con le sue ricerche sulla vita sociale nell’antico Egitto, dalla comprensione del tempo al concetto di morte e di aldilà, fino alle relazioni interpersonali e all’immagine di Dio. Insieme alla moglie Aleida Assmann, antropologa e anglista, Jan Assmann ha sviluppato il concetto di Memoria Culturale (“das Kulturelle Gedächtnis”), che si occupa di indagare come le tradizioni di testi, immagini e rituali contribuiscano, nel corso delle generazioni, alla formazione dell’identità e della coscienza del tempo e della storia nelle culture e nelle società umane. La sua ricerca interdisciplinare non solo ha ispirato gli studiosi degli ultimi decenni a sviluppare nuovi concetti religiosi e culturali, ma avrà anche un’influenza significativa sulle generazioni future. Con la morte di Jan Assmann abbiamo perso un grande pensatore e intellettuale, ma grazie alle sue ricerche, tradotte in numerose lingue, sarà sempre ricordato”. A nome dell’Associazione Internazionale degli Egittologi sono arrivare le più sincere condoglianze alla famiglia e agli amici dal presidente Tarek Tawfiq: “L’egittologia piange la morte di un grande studioso. Jan Assmann negli ultimi sessant’anni ha ispirato con le sue ricerche e i suoi scritti, specialmente i campi dell’antica religione egizia e delle credenze funerarie. I suoi numerosi libri continueranno a guidare gli studenti di Egittologia e ci mancherà molto”.

Roma. In Curia Iulia “Paesaggi di Confine. Modelli di lavoro per una narrazione partecipata”, l’incontro conclusivo del Progetto di Terza Missione Sapienza. In presenza e on line

roma_curia-iulia_dialoghi-sul-confine_paesaggi-interiori-immaginari-comunità_locandinaMercoledì 28 Febbraio 2024, alle 9, la Curia Iulia ospita l’incontro conclusivo del Progetto di Terza Missione Sapienza “Paesaggi di Confine. Modelli di lavoro per una narrazione partecipata”. L’iniziativa è promossa dal dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo (SARAS) di Sapienza università di Roma e dal parco archeologico del Colosseo in collaborazione con Italia Nostra, nel quadro di un percorso biennale che Sapienza ha svolto attraverso attività di formazione, dibattito e documentazione sul tema del dialogo tra cittadini, comunità e culture, ponendo al centro il valore del patrimonio culturale come spazio della democrazia, del riconoscimento e dell’inclusione. La manifestazione vedrà il coinvolgimento di ricercatori, esperti del patrimonio, funzionari museali, insegnanti, studenti e cittadini romani. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite https://28febbraio_paesaggidiconfine.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

PROGRAMMA. In Curia Iulia. Alle 9.15, saluti istituzionali: Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo; Gaetano Lettieri, direttore SARAS, Sapienza Università di Roma; Pina Cutolo, Italia Nostra; 9.45, Irene Baldriga, Sapienza università di Roma, “Paesaggi di Confine. Per una idea condivisa di Patrimonio”. Dialoghi incrociati: 10, “Patrimonio culturale e comunità: attraversamenti”. Partecipano: Christian Greco (museo Egizio, Torino), Anna Soffici (gallerie nazionali degli Uffizi, Firenze), Caterina Riva (museo Arte contemporanea di Termoli), Paolo Giulierini (archeologo). Modera Alessandro Beltrami (Avvenire); 11.30, Vittorio Lingiardi, Sapienza università di Roma, “Il paesaggio è dentro di noi (landscapes are mindscapes)”. In Foro Romano. Alle 12, “Conversation Labs”, a cura del parco archeologico del Colosseo, con la collaborazione di docenti e studenti di Sapienza università di Roma (percorsi di visita sul paesaggio di confine). A) Diversità di genere: “La Casa delle Vestali”. Introduce: Silvia D’Offizi (parco archeologico del Colosseo). Modera: Ada Caruso (Sapienza) con Sofia Baldoni, Lavinia Longo, Costanza Monforte, Carlotta Musacchia, Marta Palumbo, Andrea Peter Szocs. B) Comunità e Memoria: “L’Arco di Tito”. Introduce: Francesca Ioppi (parco archeologico del Colosseo). Modera: Tessa Canella (Sapienza) con Cristian Moriconi, Manuela Peri, Luca Suppressa, Giuseppe Vigneri. C) Sincretismi: “Santa Maria Antiqua e Fonte di Giuturna”. Introduce: Paolo Castellani (parco archeologico del Colosseo). Modera: Ludovico Battista (Sapienza) con Virginia Bracciaferri, Andrea Ciaccio, Federica Nuzzo, Pierfrancesco Satta, Emilio Zanzi. D) Lo straniero: “Arco di Settimio Severo”. Introduce: Francesca Coletti (Sapienza). Modera: Carmelo Russo (Sapienza) con Fabrizio Schedid (Binario 95, Polo Sociale Roma Termini), Sergio Borghino, Stefano di Genova, Lara Gianella, Gabriele Persichetti, Elisa Piroddi, Simone Quaranta. 13.30 – 15, pausa pranzo.

In Curia Iulia. “Dialoghi sul patrimonio e sul paesaggio”. Introduce Federica Favino (Sapienza). 15, Andrea Schiappelli (parco archeologico del Colosseo), Valerio Coladonato (Sapienza), Valentina Signorelli (University of Greenwich, Londra): “Il patrimonio narrato”; 15.30, Giovanna Mori (Timescapes), Antonella Sbrilli (Sapienza), Stefano Scialotti (Dinamolab), Virginia Bracciaferri (Sapienza): “Tempo e patrimonio. Esperienze della memoria”; 16, Anna Di Gregorio (Italia Nostra), Luigi Filadoro (Associazione étant donnés), Sofia Baldoni (associazione culturale Zagreus): “Paesaggi, identità, confini”; 16.30, Conclusioni: Valeria Di Giuseppe Di Paolo, direzione generale Musei, ministero della Cultura.

Torino. Al museo Egizio l’incontro, in presenza e on line, “Italo Calvino e il sogno dell’intelligenza artificiale” con presentazione del libro “Il visconte cibernetico” di Massimo Sideri e Andrea Prencipe

torino_egizio_conferenza-italo-calvino-e-il-sogno-dell-intelligenza-artificiale_locandinaItalo Calvino non è stato soltanto un geniale narratore dalla fantasia sconfinata e un acuto commentatore del presente. Neppure il suo impegno nel mondo editoriale e culturale, la sua dedizione politica e sociale e la sua pugnace presenza nel dibattito sono sufficienti a definire la grandezza e l’estensione della sua influenza. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 27 febbraio 2024, alle 18, nell’incontro “Italo Calvino e il sogno dell’intelligenza artificiale” con presentazione del libro “Il visconte cibernetico” di Massimo Sideri e Andrea Prencipe. Massimo Sideri dialoga con Francesco Profumo. Introduce Evelina Christillin e modera Roberta Scorranese. Appuntamento in sala conferenze, ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/italo-calvino-e-il-sogno… Disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Calvino ha proposto un vero e proprio metodo – il “Metodo Calvino” – che lavorando sugli opposti funge da passe partout capace di decrittare ogni complessità. Il “Metodo Calvino”, secondo gli autori del libro, Prencipe e Sideri, è anche la chiave per comprendere l’era che viviamo, anch’essa fatta di opposti, di benessere diffuso e di tremende disuguaglianze; di profondo, rapidissimo cambiamento e della resistenza umana allo stesso. “Il visconte cibernetico” mette l’insegnamento di Calvino alla prova della tecnologia, in particolare, dell’intelligenza artificiale e delle sue implicazioni. Arricchimento dell’umanità o rischio esistenziale? Facilitazione o banalizzazione della conoscenza? Ancora opposti che convivono e che bisogna conoscere per poter maneggiare, con serietà e leggerezza, il nostro stesso futuro.

Galileo Festival dell'Innovazione

Massimo Sideri, giornalista ed editorialista

Massimo Sideri è dal 2001 inviato ed editorialista sui temi di scienza, innovazione e tecnologia per il Corriere della Sera dove ha fondato e diretto per 5 anni il mensile Corriere Innovazione. È professore aggiunto di Storia socio-economica dell’Innovazione all’università Luiss Guido Carli di Roma. Ha scritto diversi saggi tra cui “Il Visconte Cibernetico – Italo Calvino e il sogno dell’AI” e “L’Innovatore rampante – L’ultima lezione di Italo Calvino” (Lup), ambedue con Andrea Prencipe, “La sindrome di Eustachio – Storia italiana delle scoperte dimenticate” (Bompiani) e “Diritto all’Oblio, Dovere della Memoria” (Bompiani) con Umberto Ambrosoli. Ha vinto diversi premi giornalistici tra cui l’Assobiotec Media Award. Insegna in diversi master di divulgazione scientifica tra cui quello dell’università di Padova. Il suo podcast per il Corriere sulla scienza e le scoperte italiane dimenticate si chiama Geni Invisibili e ha ottenuto oltre 300mila ascolti.