Rovereto (Tn). Per la quarta giornata grandi ospiti al RAM film festival 2024: nel pomeriggio aperitivo con Jacopo Tabolli e i Bronzi di San Casciano, serata speciale Egitto al teatro Zandonai con Christian Greco, direttore del museo Egizio, e il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio”. Ecco tutti i film in cartellone al teatro Zandonai
Grandi ospiti sabato 5 ottobre 2024, quarta giornata del RAM film festival 2024, aperto nel pomeriggio, alle 14.30, con la “scoperta” del giardino della Canonica di San Marco; continuato con l’aperitivo d’autore con ospite Jacopo Tabolli alla scoperta del santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni; e chiuso alla sera, al teatro Zandonai, con “Speciale Egitto”, l’evento più atteso dell’edizione 2024. Ospite del RAM film festival il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che introdurrà il film “Uomini e Dei: Le meraviglie del museo egizio” in occasione del bicentenario della sua apertura.

SPECIALE EGITTO. Alle 20.30, il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio” di Michele Mally (Italia, 2023, 87’). Il premio Oscar Jeremy Irons accompagna il pubblico in una narrazione affascinante che vede al centro della scena i tesori esposti nel museo Egizio di Torino, il più antico museo sulla civiltà egizia (aperto prima di quello del Cairo), che proprio nel 2024 festeggia il suo bicentenario. Reperti, studi scientifici e il dietro le quinte del museo sono narrati in maniera corale da curatori e restauratori così come da esperti e studiosi di importanti istituzioni museali mondiali. Ma il film non si limita a mostrare le collezioni del museo: intreccia storie, personaggi e contesti storici in diversi filoni narrativi per offrire una visione completa e affascinante dell’antico Egitto (vedi Nell’anno del bicentenario della sua fondazione (1824-2024), il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo, con la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica | archeologiavocidalpassato).
APERITIVO AL GIARDINO, alle 18. “Sguardi sulla mobilità antica: genti diverse venute dall’Est al santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”. Incontro con Jacopo Tabolli, archeologo e docente all’università per Stranieri di Siena. Modera Andreas Steiner, direttore di Archeo. L’ospite racconterà la biografia culturale delle statue in bronzo di età etrusca e romana rinvenute a partire dal 2022 nel santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (III secolo a.C. – V secolo d.C.). Un viaggio attraverso comunità plurilingui e multiculturali che fecero di una sorgente termale il loro centro di ritualità permanente. Sono le offerte in bronzo a offrire un quadro complesso di mobilità antica, che lega materie prime, artigiani itineranti, operatori del rito e del culto e la sorgente calda.

Jacopo Tabolli osserva una statua femminile con dedica in etrusco allo scavo al Bagno Grande del santuario termale etrusco-romano di San Casciano (foto uni-stranieri siena)
Jacopo Tabolli è professore associato di Archeologia italica ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e Direttore del Centro di Archeologia per le Diversità e le Mobilità preromane. I suoi campi di interesse riguardano la cultura materiale etrusca e preromana, l’ideologia funeraria e i santuari. Ha partecipato a numerosi scavi, attualmente in particolare lavora al sito di San Casciano dei Bagni e sull’Isola del Giglio (Seascape project).
Ma vediamo meglio il programma delle proiezioni. Al teatro Zandonai “Grue – Drveni Nosači Za Barke” (Croazia/2023/54’); “Askòs – il canto della Sirena” (Italia/2023/63’); “Calattubo. Memorie da salvare” (Italia/2024/33’); “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” (Italia/2024/10’); “Akragas città della bellezza” (Italia/2020/8’); “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis” (Francia/2022/52’); “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (Italia/2023/57’); “Sui tetti di chi dorme” (Italia/2024/15’); “Il corpo e il nome. Gli ignoti delle Fosse Ardeatine” (Italia/2023/53’); “Rosso, i colori dell’arte” (Italia/2023/52’); “Phool Dei” (India/2023-24/8’).
Torino. Al museo Egizio apre una nuova ala, “Materia. Forma del tempo”: più di 6mila reperti tra legno, terracotta e pietra permettono di approfondire le conoscenze sui manufatti egizi, sull’uso dei materiali e le tecniche artigianali nell’antico Egitto

È tutto pronto per “Materia. Forma del tempo”, la nuova ala del museo Egizio di Torino, curata da Enrico Ferraris, dedicata alla materialità dei reperti e alle loro lavorazioni, che sarà aperta al pubblico sabato 5 ottobre 2024. In occasione del bicentenario, il museo Egizio presenta questo nuovo allestimento permanente che combina indagini scientifiche e archeologia sperimentale per approfondire la nostra conoscenza dei manufatti egizi, l’uso dei materiali e le tecniche artigianali nell’antico Egitto, attraverso più di 6mila reperti tra legno, terracotta e pietra.

Al museo Egizio ultimato l’allestimento della nuova ala “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)
“Come è stato realizzato quest’oggetto? Quali materiali hanno usato? Perché questa scelta?”. Grazie a tecnologie all’avanguardia, oggi possiamo risalire alle tecniche di produzione e ai materiali originali utilizzati migliaia di anni fa, permettendoci di interpretare in modo più preciso il loro significato e contesto.

Al museo Egizio ultimato l’allestimento della nuova ala “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)
Questo percorso espositivo, che si snoda per circa 500 metri quadrati distribuiti tra piano terreno e ipogeo, è frutto di un’approfondita ricerca interdisciplinare. Non solo illustra la storia degli oggetti, ma offre una riflessione sui processi creativi e sulle competenze che ne hanno reso possibile la realizzazione, con l’ausilio di moderne tecnologie digitali.
Torino. Al museo Egizio l’incontro “Il museo risponde: bisogni, ascolto, strumenti” dedicato al racconto e alla condivisione del progetto di accessibilità del museo Egizio, finanziato dal PNRR. Prenotazione obbligatoria. Ecco il programma
“Il museo risponde: bisogni, ascolto, strumenti”: martedì 24 settembre, dalle 8.45 alle 13, il museo Egizio di Torino dedica una mattina al racconto e alla condivisione del progetto di accessibilità del museo Egizio, finanziato dal PNRR, che ha visto l’implementazione di nuovi strumenti per rendere la collezione fruibile da tanti portatori di bisogni. L’appuntamento si tiene in sala conferenze (accesso da via Maria Vittoria) e l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. Clicca QUI per prenotare. Dai pannelli tattili ai materiali in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), dal modello tattile del Palazzo del Collegio dei Nobili che ospita il Museo Egizio alle audiodescrizioni dei reperti, dalla preparazione della visita con la Storia Sociale alla formazione di guide in grado di erogare visite in LIS, fino al nuovo spazio tranquillo realizzato lungo il percorso di visita… un’occasione di scambio e di riflessione su obiettivi e primi risultati, insieme ai professionisti e alle professioniste che hanno contribuito alla messa a terra del progetto.

I pannelli tattili installati al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
PROGRAMMA. Alle 8.45, accoglienza; 9, Massimo Osanna (direttore generale Musei, Mic): introduzione e saluti; 9.15, saluti istituzionali: Evelina Christillin – Christian Greco (museo Egizio); Franco Lepore, Giovanni Laiolo (presidente regionale UICI Piemonte, presidente UICI Torino); Francesco Luda di Cortemiglia (presidente Istituto dei Sordi); Serafino Timeo (presidente ENS Regionale); Fabrizio Serra (segretario generale Fondazione Paideia). Alle 10, introduzione “Dalla risposta al bando alla messa a terra. Storia di una squadra ibrida” con Maria Elena Colombo (museo Egizio); 10.15, “Il museo a portata di mano” con Federica Facchetti (museo Egizio); “Strumenti per il design della comunicazione accessibile” con Rocco Rolli (Tactile Vision); “La rappresentazione fisica dell’architettura: il modello visivo-tattile del Palazzo dell’Accademia delle Scienze” con Enrico Bergonzoni (Brg Studio); “Il design dei pannelli tattili” con Matteo Cinquetti (museo Egizio); 11.15, “Il museo a colpo d’occhio” con Maria Elena Colombo (museo Egizio); “Dall’Interpretazione al glossario: la traduzione” con Enrico Dolza e Nicola Della Maggiora (Istituto dei Sordi); “Imparare a segnare: un percorso di formazione” con Gabriella Grioli (Istituto dei Sordi) e Sasca Malabaila (Rear). Alle 12.15, “Il museo facile” con Alessia Fassone (museo Egizio); “Semplificare e facilitare con testi in simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa e la scrittura Easy to Read” con Anna Peiretti, Cecilia Rubertelli (Fondazione Paideia); “Il tempo per comunicare, tra la preparazione alla visita e il racconto dell’esperienza vissuta” con Gianluca Solito (Fondazione Paideia). Spazio per domande e risposte.
Torino. Al museo Egizio concerto del quintetto di fiati “Obiettivo Orchestra” in occasione dei festeggiamenti per i 200 anni del museo, nell’ambito di MiTo Settembre Musica
Il museo Egizio di Torino ospita un concerto In occasione dei festeggiamenti per i 200 anni del museo, nell’ambito di MiTo Settembre Musica. Appuntamento giovedì 19 settembre 2024, alle 17, in sala conferenze, il quintetto di fiati “Obiettivo Orchestra” che eseguirà composizioni di Ottorino Respighi e Sergej Prokof’ev. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria online a questo link. Il quintetto a fiati Obiettivo Orchestra è composto da Davide Lantrua, flauto; Nicolò Marengo, oboe; Michelangelo Lotito, corno; Roberta Bruno, clarinetto; Alan Giraudo, fagotto; Mario Bois, voce narrante. In programma di Ottorino Respighi il Quintetto a fiati in sol minore P21 e di Sergej Prokof’ev Pierino e il lupo (adattamento per quintetto a fiati).
Torino. Al museo Egizio conferenza dell’egittologo Antonio Loprieno su “Gli antichi Egizi credevano nei loro dei?”. Incontro in presenza e on line
Un’occasione unica per approfondire la religione degli antichi Egizi è la conferenza dell’egittologo Antonio Loprieno “Gli antichi Egizi credevano nei loro dei?” in programma nella sala conferenze del museo Egizio di Torino mercoledì 18 settembre 2024, alle 18. Introduce Federico Poole. Ingresso libero, con prenotazione obbligatoria su Evenbrite. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Lungi dall’essere la realtà uniforme, infatti, la religione egiziana fu sempre un insieme composito e variegato di dottrine teologiche e pratiche cultuali. Inoltre, in due momenti storici essa fu radicalmente rivoluzionata. Alla fine del Tardo Bronzo, intorno al 1200 a.C., si afferma la possibilità, fino allora assente, di un dialogo diretto fra sfera umana e sfera divina. Durante l’età del Ferro, intorno al 600 a.C., le religioni mediterranee vengono più direttamente associate alla dimensione etnica e nazionale, e conoscono un’opposizione sempre più accentuata fra mistero dottrinale e pratica cultuale.

L’egittologo Antonio Loprieno
Antonio Loprieno (1955) ha studiato Egittologia e Orientalistica all’università di Torino (1973–1977), libera docenza all’università di Göttingen (1984) e ha insegnato nelle università di Perugia (1983–1989), università della California a Los Angeles (UCLA, 1989–2000), e università di Basilea (dal 2000 fino all’emeritazione nel 2023), di cui è stato anche Rettore dal 2005–2015. È membro dell’Accademia delle Scienze di Torino. È stato anche Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università svizzere (CRUS, 2008–2015), della Federazione delle Accademie delle Scienze in Europa (ALLEA, 2018–2024), del Consiglio Austriaco della Scienza (2016–2021), e del Comitato Scientifico del Museo Egizio (2011–2018). Ha inoltre diretto numerosi progetti di ricerca internazionale, da ultimo “Crossing Boundaries”, in collaborazione con la sezione papirologica del Museo Egizio. È attualmente professore ospite dell’università di Bonn. La sua produzione scientifica copre la lingua, la religione e la cultura letteraria egiziana.
Torino. Al museo Egizio “Vestirsi per la battaglia. Elmi e armature nel Nuovo Regno”: incontro con l’egittologo Alberto Maria Pollastrini che presenta il suo libro “Helmets and Body Armour in New Kingdom Egypt”. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria
Giovedì 12 settembre 2024, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino “Vestirsi per la battaglia. Elmi e armature nel Nuovo Regno”: incontro con l’autore Alberto Maria Pollastrini, che presenterà il suo libro “Helmets and Body Armour in New Kingdom Egypt”. Introduce Johannes Auenmüller. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/vestirsi-per-la-battaglia…

Copertina del libro “Helmets and Body Armour in New Kingdom Egypt” di Alberto Maria Pollastrini
L’obiettivo di Helmets and Body Armour in New Kingdom Egypt è esaminare le dinamiche relative all’introduzione e alla diffusione di elmi e armature in Egitto, durante la XVIII, XIX e XX dinastia. Il termine “introduzione” rappresenta il termine migliore per definire questo fenomeno, poiché questo tipo di equipaggiamento militare non è un’innovazione tecnologica egiziana. Al contrario, elmi e armature sono apparsi alla fine dell’Età del Bronzo, in seguito alla graduale espansione mitannica in Medio Oriente, per poi diffondersi nei territori circostanti, compreso l’Egitto. Lo sviluppo, durante i tre secoli di supremazia mitannica, di un nuovo modo di combattere, basato sull’impiego di masse di carri da guerra, favorì infatti l’adozione di un tipo di equipaggiamento difensivo che doveva consentire ai guerrieri di avere entrambe le mani libere, per combattere e guidare i veicoli. Possiamo quindi affermare che l’armatura rappresentava, per i membri degli equipaggi dei carri, la migliore risposta all’esigenza di protezione personale sul campo di battaglia. Tuttavia, a differenza di altre armi ed equipaggiamenti stranieri, come la spada khopesh, l’arco composito e il carro, gli elmi e le armature non sono stati recepiti come attributi caratteristici né nell’ideologia faraonica né nel contesto delle credenze religiose. In realtà, solo i testi ramessidi relativi alla battaglia di Qadesh e all’assedio della città siriana di Dapur menzionano corazze in stretta relazione al faraone combattente, mentre i riferimenti ad armature associate a una divinità o a un culto specifico sono al momento troppo sporadici per trarre delle conclusioni convincenti. L’analisi proposta nel libro si concentra in particolare su un’indagine delle attestazioni iconografiche, archeologiche e lessicografiche provenienti da un’ampia gamma di testimonianze materiali e fonti letterarie. Sulla base dei dati raccolti, è stata presentata una prospettiva il più possibile accurata su come l’elmo e la corazza furono introdotti e diffusi, sul loro impatto sulla guerra e sul loro possibile ruolo ideologico nell’arco cronologico del Nuovo Regno. Inoltre sono stati tracciati confronti tra i dati egiziani e le attestazioni contemporanee provenienti dal Medio Oriente e dalla regione egea, al fine di mettere in luce le dinamiche “internazionali” del fenomeno.

L’egittologo Alberto Maria Pollastrini
Alberto Maria Pollastrini è nato a Cuneo nel 1981. Dopo gli studi all’università di Torino, nel 2021 ha conseguito il dottorato di ricerca in Egittologia all’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi, sotto la direzione del prof. Pascal Vernus. Fa attualmente parte dell’unità di ricerca AOROC – Archéologie et Philologie d’Orient et d’Occident dell’Université Paris Sciences et Lettres (PSL). È specializzato nella storia militare e nell’oplologia dell’Egitto e dell’Asia Occidentale, in particolare del II e del I millennio a.C. Ha partecipato a scavi archeologici in Egitto e in Italia.
Forte dei Marmi (Lu). Primo mese di apertura della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” al Fortino: gli orari di settembre e le visite guidate. Approfondimento del direttore Christian Greco e del sindaco Bruno Murzi per archeologiavocidalpassato.com

La locandina della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi (Lu) dal 1° agosto 2024 al 2 febbraio 2025
Un mese. La mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” curata da Paolo Marini e allestita dal 1° agosto 2024 al 2 febbraio 2025 al Fortino Leopoldo I di Forte dei Marmi (Lu) con 24 preziosi reperti provenienti dal Museo Egizio di Torino ha tagliato il traguardo dei primi trenta giorni di apertura. archeologiavocidalpassato.com propone un approfondimento con il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che introduce alla mostra inquadrandola nelle attività del museo nell’anno del bicentenario (1824-2024) nel solco delle linee guida del museo, ovvero portare il museo fuori dal museo. E con il sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, che sottolinea la scommessa – culturale e turistica – fatta dal Comune della Versilia. Fino al 15 settembre 2024, la mostra rimane aperta dal mercoledì al lunedì 10-13 e 17-24, con visite guidate venerdì, sabato e domenica alle 18 e alle 19. Poi, fino al 29 settembre 2024, la mostra rimane aperta dal mercoledì al lunedì 10-13 e 15-20, con visite guidate sabato e domenica alle 17.
“Un anno fondamentale per il museo Egizio di Torino”, spiega il direttore Christian Greco ad archeologiavocidalpassato.com: “celebriamo il museo egizio più antico del mondo. Siamo arrivati a 200 anni. I lavori sono partiti, lavori complessi, 23 milioni di cantiere, e lavori che dureranno fino all’estate 2025. Quindi al contempo anche le celebrazioni che ci accompagneranno in quest’anno così fondamentale così laborioso per noi. Abbiamo deciso però anche di dar seguito a una di quelle che sono le linee guida del museo, ovvero portare il museo fuori dal museo, portare il museo in quei luoghi che sono topograficamente geograficamente lontani in cui ci sono persone che per vari modi al museo Egizio non possono venire.

Il Fortino. luogo iconico di Forte dei Marmi, ospita la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” (foto graziano tavan)
“Siamo riusciti a trovare questa sede prestigiosa – continua – dove abbiamo avuto la possibilità di portare 24 oggetti che ci spieghino i punti fondamentali della cultura antico-egiziana, ovvero della sua geografia, la cultura che viene definita nilotica: Ecateo, poi ripreso da Erodoto, parlava infatti dell’Egitto dono del Nilo (δωρον του Νειλου), e da lì anche l’agricoltura, l’organizzazione del lavoro, la produzione, quindi la produzione di pane e di birra, due elementi fondamentali nella dieta antico-egizia e fondamentali anche nelle tavole d’offerta per tutto quello che concerne la ritualità dopo la morte.

Modellino in legno dipinto con artigiani che producono pane e birra, da Assiut (Medio Regno, XII dinastia) conservato al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)
“Ecco quindi le nostre stele funerarie, il concetto che gli egizi non fossero ossessionati dalla morte ma amassero talmente la vita per cui facevano il possibile per poterla proseguire il più a lungo possibile. Ecco quindi pane, birra. Ecco le tavole d’offerta imbandite. Ecco poi la preparazione del corpo come ci insegna il capitolo 151 del Libro dei Morti per preservare gli organi del defunto nei meravigliosi vasi canopi che sono qui esposti.

Statuetta Iside-Afrodite in terracotta dipinta da Assiut (epoca ellenistico-romana) conservata al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)
“E nell’ultima sala entriamo anche nella fase tarda, finale della cultura egizia, la trasformazione. Allora parliamo, per esempio, del ruolo che avesse la dea Iside, dea fondamentale nel suo ruolo nel capitolo 151 del Libro dei Morti, Iside e Nefti che ricompongono il corpo di Osiride. Però poi diventa anche fondamentale nella forma di Iside Pelasgia che arriva nel Mediterraneo, che si ibrida, che assume nuove forme, come vediamo in una statuetta molto bella di Iside-Afrodite. Quindi in quest’ultima parte – conclude -, anche con la meravigliosa maschera che proviene da Assiut, che è un cartonnage, facciamo anche vedere come con l’Ellenismo l’Egitto entri in un’altra fase. Dalla profondità della sua cultura, dalla stratificazione di migliaia di anni si apre anche a un altro mondo che influenzerà profondamente”.
“La mostra Gli Egizi e i doni del Nilo a Forte dei Marmi”, spiega il sindaco Bruno Murzi ad archeologiavocidalpassato.com, “è una grossa scommessa: una scommessa culturale e turistica nello stesso tempo. Abbiamo voluto fortemente questa mostra nella quale abbiamo fatto un grosso investimento finanziario per vedere di dare cultura ai turisti che vengono per una vacanza spensierata, ma anche per poter attirare turismo durante quelle che sono le stagioni un po’ morte. La mostra parte il 1° agosto 2024 e termina il 28 febbraio 2025 all’interno del forte lorenese, ed è un qualche cosa di nuovo per il nostro comune. Ringrazio particolarmente il museo Egizio di Torino che ci ha scelto come partner in questa avventura e sono convinto che Forte dei Marmi fa un grosso salto di qualità soprattutto nelle proprie attività culturali e turistiche assieme”.
Aquileia (Ud). La Fondazione traccia un bilancio della XV edizione dell’Aquileia Film Festival, annuncia le date del 2025, e mette a disposizione su YouTube le conversazioni tenute con i grandi ospiti a cura di Piero Pruneti
6 serate, 9 film, 5 ospiti delle conversazioni, 5000 spettatori in piazza e 20.000 in diretta streaming: la Fondazione Aquileia fa il bilancio della XV edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, che ha animato Aquileia per una settimana. Annuncia le date per la prossima edizione, 29 luglio – 5 agosto 2025; e mette a disposizione sul canale YouTube della Fondazione le conversazioni tenute con i grandi ospiti del Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm con il sostegno di PromoTurismoFvg e di Cassa Rurale Fvg e il patrocinio di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo., e in collaborazione con ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Aquileia e Basilica di Aquileia e si inserisce nel percorso verso GO! 2025.

Piazza Capitolo ad Aquileia colma di pubblico durante il Film Festival 2024 (foto fondazione aquileia)
“La splendida piazza Capitolo con la Basilica dei Patriarchi illuminata scenograficamente per l’occasione sono state il palcoscenico naturale di un’edizione da record”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “tutti esauriti, spesso già in fase di prenotazione, ogni sera i 900 posti a sedere in piazza per un totale di 5000 persone in presenza (una serata è stata trasmessa solo in streaming per pioggia) e sfiorati i 20.000 utenti unici collegati in diretta streaming dall’Italia e dall’estero (Francia, Croazia, Germania, Svizzera, Gran Bretagna in testa ma anche Stati Uniti, Canada, Australia). Il 20% del pubblico in piazza appartiene alla fascia d’età 35-54, il 57% è over 55. Circa l’80% proviene dal Friuli Venezia Giulia, di cui più della metà dalla provincia di Udine e un quarto dalla provincia di Gorizia. Altre presenze dal Veneto, Lombardia, Toscana e Lazio”.

I protagonisti delle conversazioni con Piero Pruneti alla XV edizione di Aquileia Film Festival 2024 (foto fondazione aquileia)
Il viaggio tra i siti Unesco del Mediterraneo ha portato il pubblico dall’antica Mesopotamia, fino a Persepoli, dall’isola di Pantelleria a Iznik, l’antica Nicea e nell’antico Egitto per poi chiudersi con un evento esclusivo, la proiezione in prima visione del film “Riccardo Muti in concerto ad Aquileia”. Oltre ai film le conversazioni- intervista con gli ospiti – Daniele Morandi Bonacossi, Emilio Casalini, Rita Auriemma, Paolo Mieli, Christian Greco – hanno arricchito e completato la proposta festivaliera. Ora queste conversazioni sono disponibili on line.
30 luglio 2024 Conversazione con Daniele Morandi Bonacossi Professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente antico all’università di Udine. Ha diretto numerose campagne di scavo e ricognizione archeologica in diversi siti del Vicino Oriente (Siria, Oman, Yemen, Iraq). Dal 2012 dirige il “Land of Nineveh Archaeological Project”. Dal 2013 è responsabile del progetto di formazione di personale iracheno specializzato nella conservazione e gestione del patrimonio archeologico e del progetto di creazione del parco archeologico del sistema di canali e rilievi rupestri assiri di Sennacherib e del loro inserimento nella World Heritage Tentative List dell’UNESCO, finanziato dal ministero degli Affari Esteri e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Conversazione a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.
31 luglio 2024 Conversazione con Emilio Casalini Conduttore televisivo, giornalista, scrittore e progettista culturale. Dal 2000 lavora come inviato RAI vincendo, tra gli altri, il premio Ilaria Alpi nel 2012. Dal 2014 si occupa di strumenti di narrazione del patrimonio materiale e immateriale e di valorizzazione delle identità dei territori. Ha scritto il libro “Rifondata sulla Bellezza”diventato un programma di RAIRADIO3 “Bella Davvero”e un programma televisivo per la prima serata di RAI3, “GenerAzione Bellezza”giunto alla quarta edizione. Conversazione a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.
1° agosto 2024 Conversazione con Rita Auriemma Archeologa, professoressa associata al dipartimento di Beni culturali dell’università del Salento. Linea direttrice delle sue attività è l’archeologia dei paesaggi, in particolar modo costieri e subacquei, attraverso lo studio delle forme e dei modi del popolamento costiero nell’antichità e le dinamiche di interazione tra uomo e ambiente. Conversazione a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.
2 agosto 2024 Conversazione con Paolo Mieli Giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato all’“Espresso”, poi alla “Repubblica” e alla “Stampa”, che ha diretto dal 1990 al 1992. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 è stato direttore del “Corriere della Sera”. Dal 2009 al 2016 è stato presidente di RCS Libri. Tra i suoi saggi per Rizzoli, oggi disponibili nel catalogo BUR, Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002), I conti con la storia (2013), L’arma della memoria (2015), In guerra con il passato (2016), Il caos italiano (2017), Lampi sulla storia (2018), Le verità nascoste (2019), La terapia dell’oblio (2020), Il tribunale della Storia (2021) e Ferite ancora aperte (2022). Presenterà il suo ultimo libro “II secolo autoritario. Perché i buoni non vincono mai” edito da Rizzoli. Conversazione a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.
5 agosto 2024 Conversazione con Christian Greco. Direttore del museo Egizio dal 2014. È responsabile dei progetti di ristrutturazione e riorganizzazione del percorso museale del 2014-2015 e del 2023-2025. Supervisiona gli aspetti legali e finanziari del Museo e tutte le attività scientifiche. Alla guida del Museo, ha promosso la realizzazione di numerose mostre temporanee e itineranti, l’organizzazione di convegni e workshop e progetti di inclusione sociale e ha sviluppato collaborazioni con musei, università e istituti di ricerca, in ambito sia nazionale che internazionale.È autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche ed è stato keynote speaker in numerosi convegni nazionali e internazionali. Affianca all’attività di insegnamento in Egittologia e Museologia in università e istituti di ricerca sia in Italia che all’estero una fitta agenda di impegni pubblici di divulgazione scientifica. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Miglior Direttore di Museo Italiano per Artribune nel 2019 e nel 2022, Torinese dell’Anno 2023, Premio Ghislieri 2014. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.
Torino. Nel ponte di Ferragosto al museo Egizio quasi 18mila visitatori. Bene anche la sala Nefertari: 8mila visitatori nel primo week end di apertura

Visitatori al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Sono stati 17.970 i visitatori del museo Egizio di Torino a cavallo delle festività di Ferragosto, da mercoledì 14 a domenica 18 agosto 2024. Un dato in linea con quello registrato lo scorso anno, malgrado i cantieri che rendono temporaneamente inagibili alcune parti del museo. Nel 2023, infatti, l’Egizio aveva registrato 17.032 ingressi nei 5 giorni di festività dall’11 al 15 agosto 2023. Le giornate che hanno avuto maggiore affluenza di pubblico quest’anno sono state giovedì 15 agosto con 3.846 ingressi e venerdì 16 agosto, con 4.121 visitatori.
Venerdì 9 agosto 2024 è stata aperta al pubblico la nuova sala del museo Egizio, dedicata al corredo funerario di Nefertari (1295-1255 a. C.), tornato a Torino al termine di un tour internazionale, durato 8 anni e partito da Leiden in Olanda nel 2016 per poi toccare l’Ermitage di San Pietroburgo in Russia e numerosi musei oltreoceano, negli Stati Uniti e in Canada. Curato da Enrico Ferraris, con la collaborazione di Cinzia Soddu, il nuovo allestimento è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Crt (vedi Torino. Al museo Egizio apre la sala Nefertari col corredo funerario della tomba della Grande Sposa Reale di Ramses II scoperta da Schiaparelli proprio 120 anni fa. E nel pomeriggio conferenza di Tarek Tawfik (università del Cairo) su “The Tomb of Nefertari. Encountering the Queen”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme | archeologiavocidalpassato). Nel primo weekend di apertura della nuova sala, dal 9 all’11 agosto 2024 sono stati registrati 8.049 visitatori.
A Ferragosto al museo Egizio di Torino in compagnia della regina Nefertari

A Ferragosto al museo Egizio di Torino. Il 15, 16 e 17 agosto 2024 si può godere la visita del museo Egizio fino alle 20. Sarà l’occasione per poter ammirare il recente allestimento della sala dedicata alla regina Nefertari, la grande sposa reale del faraone Ramses II, la cui tomba fu scoperta giusto 120 anni, nel 1904, da Ernesto Schiaparelli, direttore del museo torinese e della missione archeologica italiana in Egitto all’inizio del Novecento. Oggi il ricco corredo è conservato proprio a Torino. Prenota il tuo biglietto su https://egizio.museitorino.it
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