Torino. Il museo Egizio lancia il biglietto speciale “Be the first” per una visita esclusiva prima dell’apertura
Dal 17 aprile al 4 maggio 2025 si può scoprire il museo Egizio di Torino prima del consueto orario di apertura. L’ingresso è previsto dalle 8 alle 8.40. Con il biglietto speciale “Be the first” si può ammirare la collezione immersa nelle prime luci del giorno, quando il museo si sta ancora preparando ad accogliere il pubblico, e godersi un caffè e un croissant nella nostra caffetteria al prezzo speciale di 1 euro. Posti limitati per garantire l’esclusività dell’esperienza. Prezzo del biglietto: 25 euro, acquistalo cliccando QUI. Non sono valide le tariffe agevolate, le gratuità, Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card.
Ragusa. Al museo della Cattedrale la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a cura di Paolo Marini: l’Antico Egitto – dal Predinastico all’epoca greco-romana – raccontato da una selezione di reperti provenienti dal museo Egizio di Torino

Ragusa, mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo”: bronzetto di Iside Lactans dal museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

L’ingresso alla mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo” nel museo della Cattedrale di Ragusa (foto museo egizio)

Ragusa, mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo”: taglio del nastro con il sindaco Peppe Cassì e il direttore Christian Greco (foto comune di ragusa)

Il curatore Paolo Marini (a sinistra) illustra la mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo” a Ragusa (foto comune di ragusa)
Palazzo Garofalo di Ragusa, monumento del barocco siciliano, ospita un’esposizione dedicata a uno dei periodi storici che più di ogni altro continua a incantare, incuriosire e affascinare il pubblico di ogni età: L’Antico Egitto. Dal 13 aprile al 26 ottobre 2025, nel museo della Cattedrale di Ragusa, la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, curata da Paolo Marini del museo Egizio di Torino, porta fuori da Torino una parte della collezione con un progetto estremamente formativo e dal forte impianto didattico, che intende raccontare la storia dell’Antico Egitto, la società, la religione, l’arte, il rapporto con l’aldilà, la vita dei Faraoni e molto altro, offrendo ai visitatori una disamina degli elementi fondamentali che hanno caratterizzato la lunga storia della civiltà egizia attraverso l’esposizione di piccole ma significative opere d’arte. La mostra è promossa dal Comune di Ragusa con il sostegno della Fondazione Federico II di Palermo, prodotta a Arthemisia in collaborazione con il museo Egizio di Torino. “Fin dall’annuncio alla Bit di Milano abbiamo registrato curiosità e desiderio di partecipazione crescenti, ed è opportuno continuare a coinvolgere tutta la città in questa mostra-evento che caratterizzerà il nostro 2025”, dichiara il sindaco, Peppe Cassì. “È tempo di entrare nell’atmosfera della mostra, acquisendo ulteriore consapevolezza della sua qualità e del suo valore. Con questa mostrai Ragusa torna nel circuito delle grandi esposizioni nazionali”. E l’assessore al Centro storico, Giovanni Gurrieri: “Per Ragusa questa è una grande sfida da cogliere tutti insieme, che coinvolgerà innanzitutto il nostro Centro storico ma non si limiterà a questo: le aspettative in termini di presenze, le collaborazioni interprovinciali che abbiamo intrecciato e la copertura regionale e nazionale dell’evento ci dicono già che tutto il nostro territorio sarà attore fondamentale. La macchina è partita da tempo e dal 13 aprile cominceremo a comprendere cosa vivrà Ragusa nei prossimi sei mesi”.

Allestimento della mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo” nel museo della Cattedrale di Ragusa (foto museo egizio)

Ragusa, mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo”: stele funeraria di Nya in calcare da Tebe conservata al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Nel percorso di visita vengono offerti diversi approfondimenti sulle arti dell’antico Egitto, ossia dall’architettura, alla scultura alla pittura, nonché alle arti minori quali la coroplastica, l’ebanisteria, la gioielleria e alla materialità. Il periodo storico di riferimento è imponente e va dall’Epoca Predinastica (3600-3200 a.C.) all’Epoca Greco-romana (330 a.C.-642 d.C.), raccontato da una selezione di reperti provenienti dal museo Egizio di Torino. L’arte dell’antico Egitto ci è nota solo dalla esperienza archeologica diretta, per questo i veri protagonisti del percorso sono i reperti, intesi come testimonianze materiali di concetti, idee e tecniche. La storia dell’arte egiziana non porta nomi propri, sono i sovrani che si assumono la responsabilità di ispiratori del gusto figurativo dell’epoca di cui essi sono eponimi. Tuttavia, alcuni eventi storici e sociali, hanno portato singole personalità a distinguersi in ogni caso, mentre la ricerca archeologia ha permesso la ricostruzione della vita professionale di singoli artigiani. Alcuni di questi, inoltre, si legano indissolubilmente a reperti oggi diventati iconici. La mostra è composta numerosi reperti, ciascuno dei quali è accompagnato da testi che hanno l’obiettivo di contestualizzarli, descriverli e di sfruttare le loro caratteristiche per approfondire uno o più focus.

Apparati multimediali nell’allestimento della mostra “Gi Egizi e i doni del Nilo” nel museo della Cattedrale di Ragusa (foto museo egizio)
Ai reperti dal grande fascino si affianca un forte e coinvolgente impianto narrativo, così da comprendere a pieno gli elementi fondamentali della cultura egizia. Un progetto estremamente formativo che intende raccontare la storia dell’Antico Egitto, la società, la religione, l’arte, il rapporto con l’aldilà, la vita dei Faraoni e molto altro, offrendo ai visitatori una disamina degli elementi fondamentali che hanno caratterizzato la lunga storia della civiltà egizia attraverso l’esposizione di piccole ma significative opere d’arte.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Corvée e lavoro obbligato nell’Antico Egitto” con Federico Poole curatore del museo Egizio, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Coscrizioni e corvée sono chiamate forzate al lavoro, per un tempo limitato e ragioni eccezionali, che comportano di distogliere le persone dalle proprie occupazioni abituali e nell’antico Egitto, lo Stato e i suoi funzionari potevano imporre lavoro obbligato per un certo periodo di tempo. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 8 aprile 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Corvée e lavoro obbligato nell’Antico Egitto” con Federico Poole curatore del museo Egizio. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/e/corvee-e-lavoro-obbligato-nellantico-egitto-tickets-1301827494079?aff=ebdsoporgprofile&_gl=1*11iaaqi*_up*MQ..*_ga*MTUwNzk1NzAyOS4xNzQzNDM0MDM3*_ga_TQVES5V6SH*MTc0MzQzNDAzNy4xLjAuMTc0MzQzNDAzNy4wLjAuMA… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. In questa conferenza, Federico Poole presenta alcuni casi di chiamata al lavoro obbligata: dal trasporto di una statua di 700 tonnellate ai lavori agricoli. Il tema è molto rilevante e noto agli studi, sebbene siano disponibili ancora pochi dettagli.
Federico Poole è curatore al museo Egizio dal 2013. È direttore della Rivista del Museo Egizio e della serie di monografie scientifiche “Studi del Museo Egizio”. Ha co-curato le mostre “Il Nilo a Pompei”, “Una statua sonora”, “Un falso autentico: la statua di Neshor” e “Il dono di Thot”, e gli allestimenti della Galleria della Scrittura e della Galleria dei Re. Dal 2020 insegna Antichità egizie all’università di Torino.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Ricette di produzione ceramica: chiavi per ricostruire il passato” con Silvia Amicone dell’università di Tubinga, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
La ceramica è una delle testimonianze più preziose per comprendere la vita quotidiana e le dinamiche sociali delle civiltà antiche. Oltre al loro valore estetico e funzionale, i manufatti ceramici ci offrono informazioni fondamentali sulle competenze tecnologiche e sulle conoscenze artigianali dei popoli del passato. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 1° aprile 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Ricette di produzione ceramica: chiavi per ricostruire il passato” con Silvia Amicone dell’università di Tubinga. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/ricette-di-produzione…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Questo intervento si focalizza su come lo studio interdisciplinare delle ricette di produzione ceramica possa rivelare non solo le tecnologie impiegate, ma anche le reti di scambio, le influenze culturali e le gerarchie sociali che ne hanno determinato lo sviluppo. Attraverso l’analisi scientifica dei materiali, unita a tecniche archeologiche e archeometriche, emergono nuove prospettive sulle interazioni tra tecnologia e società, permettendo di ricostruire non solo i processi produttivi, ma anche le relazioni umane e culturali che caratterizzavano le antiche civiltà.
L’archeologa Silvia Amicone dell’università di Tubinga
Silvia Amicone è docente presso l’università di Tubinga, dove si occupa dello studio della tecnologia ceramica antica attraverso un approccio interdisciplinare. Dopo aver conseguito un dottorato in archeologia e archeometria, ha collaborato con numerosi istituti di ricerca internazionali, concentrandosi in particolare sulla produzione ceramica nel mondo antico. La sua ricerca unisce l’analisi dei materiali con metodi scientifici e archeologici per comprendere le tecniche e il sapere degli antichi ceramisti. Attraverso i suoi studi, indaga come le pratiche tecnologiche riflettano dinamiche sociali, culturali e commerciali. Ha pubblicato articoli in riviste accademiche internazionali ed è relatrice in numerose conferenze del settore. Oltre alla ricerca, è impegnata nella formazione di giovani studiosi e nello sviluppo di progetti di collaborazione interdisciplinare.
Forte dei Marmi (Lu). Per l’ultimo giorno della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” apertura fino alle 24

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: il curatore Paolo Marini davanti alla maschera funeraria di età romana (foto graziano tavan)

La locandina della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi (Lu) dal 1° agosto 2024 al 2 febbraio 2025, prorogata al 2 aprile 2025
Sarà un intenso, ultimo giorno quello della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” curata da Paolo Marini al Fortino di Forte dei Marmi (Lu). Mercoledì 2 aprile 2025, infatti, rimarrà aperta fino alle 24 per chi ancora non è riuscito a vedere i 24 reperti della grande, antica civiltà dei faraoni, messi a disposizione del Comune di Forte dei Marmi e della Fondazione Villa Bertelli dal museo Egizio di Torino nell’anno del suo bicentenario. Un’occasione in più per vedere le opere, che il giorno dopo verranno prese in carico da una restauratrice torinese dell’Egizio, attesa al Fortino per le operazioni di chiusura. Un addio non senza commozione per questa mostra, rimasta a Forte dei Marmi fino ad ora, grazie ad una proroga di due mesi, dovuta alla grande richiesta del pubblico. Ultimo ingresso alle 23.
Forte dei Marmi (Lu). Finissage della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” con il concerto “Scene da Aida” in piazza Garibaldi


Il Fortino. luogo iconico di Forte dei Marmi, ospita la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” (foto graziano tavan)
Con le arie di “Aida” il Comune di Forte dei Marmi (Lu) celebra il finissage della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, che il 2 aprile 2025 chiude i battenti al Forte di Leopoldo I a Forte dei Marmi. Domenica 30 marzo 2025, alle 17, in piazza Garibaldi viene presentato “Scene da Aida”, un concerto lirico, tratto dalla celebre opera di Giuseppe Verdi, basata su un soggetto originale dell’archeologo francese Auguste Mariette, primo direttore del museo Egizio del Cairo. Sul palco in piazza Garibaldi saliranno il soprano Gianna Queni, il mezzosoprano Benedetta Mazzeto e il tenore Vladimir Reutov, che saranno accompagnati al pianoforte dal Maestro Cesare Goretta. Per l’occasione, gli interpreti indosseranno raffinati abiti di scena storici, realizzati dalla celebre sartoria Cerratelli e messi gentilmente a disposizione dalla Fondazione omonima. In programma da Aida primo atto: “Celeste Aida” (tenore), “Ritorna vincitor” (soprano); da Aida atto secondo: “Fu la sorte dell’armi a tuoi funesta” (soprano-mezzosoprano); da Aida atto quarto: “Già i sacerdoti adunansi” (tenore-mezzosoprano), “La fatal pietra sovra me si chiuse… O terra addio” (Soprano-mezzosoprano-tenore). Ingresso libero.

Bronzetto della dea Iside Lactans di epoca tarda alla alla mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” di Forte dei Marmi (foto graziano tavan)
“Aver avuto l’opportunità di ospitare una mostra di tale prestigio, l’unica esposizione organizzata in spazi esterni dal museo Egizio nell’anno del Bicentenario”, dichiara il sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, “è stato per noi un grande onore e motivo di immenso orgoglio. L’eccezionale successo di pubblico, in particolare l’entusiasmo con cui le scuole hanno accolto questa iniziativa, dimostra quanto sia essenziale investire nella cultura e nella conoscenza del nostro passato. L’elevata richiesta di visite ci ha spinti a prolungare l’esposizione, segno evidente dell’interesse e dell’apprezzamento che ha saputo suscitare. Questa straordinaria esperienza culturale ha rappresentato un’importante crescita per l’offerta del nostro territorio, rafforzando il ruolo di Forte dei Marmi come punto di riferimento per l’arte e la cultura. Siamo entusiasti di concludere questo percorso con un evento così suggestivo, che unirà la grande musica di Verdi alla magnificenza dell’arte egizia”.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: da sinistra, il curatore Paolo Marini, il sindaco Bruno Murzi e il presidente della Fondazione Villa Bertelli Ermindo Tucci (foto graziano tavan)
“Un commiato originale e affascinante per una mostra unica, che ci ha proiettato nel mondo dell’antico Egitto”, aggiunge il presidente della Fondazione Villa Bertelli Ermindo Tucci. “Un percorso educativo e straordinario, che ci ha visti lavorare fianco a fianco del museo Egizio di Torino, una delle realtà museali più prestigiose del mondo nell’anno delle celebrazioni del bicentenario della sua nascita. Un valore aggiunto ad una iniziativa di grande spessore culturale e storico che ci ha arricchito, meravigliato e inorgoglito. La superba musica dell’Aida suggellerà degnamente questa nostra esperienza. Ringrazio il direttore della Fondazione Cerratelli Diego Fiorini per il gentile prestito dei costumi di scena”.
Torino. Al museo Egizio conferenza “La creazione del confine geopolitico nell’Antico Egitto”, in presenza e on line, con Maria Carmela Gatto (Accademia Polacca delle Scienze)
L’antico Egitto è il primo esempio di Stato territoriale che conosciamo e la sua formazione ha cambiato radicalmente la struttura socioculturale della bassa valle del Nilo, soprattutto ai suoi confini. Se ne parla martedì 11 marzo 2025, alle 18.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino all’incontro con Maria Carmela Gatto (Accademia Polacca delle Scienze) su “La creazione del confine geopolitico nell’Antico Egitto”. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/la-creazione-del-confine… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Con l’esempio in mente degli Stati moderni e confini geopolitici, che tanto condizionano la nostra vita, ci si aspetta di trovare istituzioni simili anche nell’Antico Egitto. Tuttavia, ricerche più recenti hanno evidenziato come lo Stato egizio non funzionasse come i nostri Stati moderni, e questo ha sicuramente influenzato la struttura dei suoi confini. È quindi fondamentale comprendere le dinamiche che hanno portato alla creazione di questa istituzione nell’Antico Egitto. Durante la conferenza, verranno presentati i risultati del progetto BORDERSCAPE, che ha analizzato il caso studio della regione della prima cateratta del Nilo, il confine meridionale con la Nubia.

Maria Carmela Gatto (Accademia Polacca delle Scienze)
Maria Carmela Gatto è ricercatrice all’Istituto sulle Culture del Mediterraneo e dell’Oriente dell’Accademia Polacca delle Scienze a Varsavia, dove lavora dal 2020. Laureatasi alla Sapienza università di Roma e dottoratasi all’università di Napoli L’Orientale, ha sviluppato i suoi interessi di ricerca su varie tematiche riguardanti l’archeologia della valle del Nilo e del Sahara, focalizzandosi soprattutto sulla preistoria della regione nubiana e dell’alto Egitto. Ha svolto la sua carriera in diverse istituzioni academiche come le università di Yale, Leicester e Birmingham e il British Museum. È stata visiting professor all’università americana del Cairo, all’università di Bologna e alla Sapienza di Roma. Dal 2005 co-dirige una missione archeologica nella regione della Prima Cateratta nel sud dell’Egitto, ma ha lavorato anche in altri paesi dell’Africa Sahariana, soprattutto in Libia. Ha diretto e dirige progetti di ricerca finanziati a livello internazionale tra cui BORDERSCAPE, di cui ci parlerà oggi e su cui sta preparando una monografia.
Da Torino a Fratta Polesine, da Marzabotto a Firenze, dall’Appia a Ostia, da Baia a Taranto: alcune idee per festeggiare in museo l’8 marzo, Giornata internazionale della Donna
TORINO. Sabato 8 marzo 2025, alle 18, in occasione della Giornata internazionale della Donna, in sala Conferenze del museo Egizio “Dal cuore dell’Iran all’antico Egitto: Pegah Moshir Pour e il ruolo femminile nei millenni”: talk sul ruolo femminile nei millenni con Pegah Moshir Pour. Un racconto sui diritti delle donne, dalle figure femminili dell’antico Egitto alle donne che oggi combattono per i propri diritti. Pegah Moshir Pour analizzerà come Cleopatra, Nefertiti e Hatshepsut abbiano sfidato le convenzioni sociali del loro tempo e come il loro esempio possa ispirare l’attivismo contemporaneo. Una lettura della storia antica e contemporanea guardate con la lente dei diritti. Pegah Moshir Pour dialogherà con la curatrice del museo Egizio Federica Facchetti e l’egittologa Cinzia Soddu. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/dal-cuore-delliran… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

MALESCO (VB). Sabato 8 marzo 2025, alle 16.30, alle al museo Archeologico della Pietra Ollare di Malesco (Verbano-Cusio-Ossola), in occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’incontro “La figura femminile nell’antichità. Echi di donne: il mondo muliebre attraverso i reperti archeologici”. Angelo Moro cercherà di raccontare attraverso i reperti archeologici il ruolo della donna nell’antichità, portando le testimonianze più importanti dalla Preistoria all’età romana. Dopo la conferenza ci sarà una visita guidata nella sala archeologica

FRATTA POLESINE (Ro). In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’8 marzo 2025, alle 15.30, il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine propone l’evento speciale “Un tè in museo. Conversazioni sul femminile nell’Età del Bronzo”: un incontro dedicato alla scoperta della vita delle donne in un’epoca lontana ma ancora profondamente affascinante. Guidati dalla direttrice del museo, Maria Letizia Pulcini, le visitatrici e i visitatori intraprenderanno un viaggio nel tempo alla scoperta del ruolo delle donne nell’Età del Bronzo. Quali erano le attività quotidiane? Quali responsabilità spettavano loro? Come si differenziano le loro vite da quelle delle donne di oggi? Attraverso reperti, studi e ricostruzioni, sarà possibile immergersi in un passato ricco di storie e suggestioni. L’evento si svolgerà in un’atmosfera intima e accogliente, con una tazza di tè caldo tra le mani, favorendo un dialogo aperto e coinvolgente tra la direttrice del museo e i partecipanti. Sarà un’occasione unica per riflettere sulla condizione femminile nel corso della storia e per celebrare insieme la forza e il ruolo delle donne nelle diverse epoche. Attività a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Tel: 0425668523; drm-ven.museofratta@cultura.gov.it. Per tutto il giorno, inoltre, è previsto l’ingresso gratuito in museo per tutte le donne. Per evitare sprechi, alle partecipanti e ai partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza!

MARZABOTTO (Bo). Sabato 8 marzo 2025, al museo nazionale Etrusco di Marzabotto una visita tutta speciale; “Tra sacro e profano, i diversi volti del femminile nella città di Kainua”. Una visita tematica, della durata di un’ora circa, dedicata ad alcuni aspetti del mondo femminile etrusco partendo dalle testimonianze emerse dagli scavi della città etrusca di Kainua: dee e aree sacre, devozione, spiritualità, ma anche vita quotidiana, costumi e condizione sociale. La partecipazione alla visita è gratuita con due orari: alle 10.30 e alle 14. Costo di accesso al Museo e area archeologica 3 euro, gratuito per tutte le donne nella giornata dell’08 marzo. È gradita la prenotazione scrivendo a drm-ero.museonazionaletrusco@cultura.gov.it

FIRENZE. Sabato 8 marzo 2025 il museo Archeologico nazionale di Firenze celebra la Giornata Internazionale della Donna con un duplice appuntamento: alle 10, visita guidata del direttore, Daniele Federico Maras, “La donna etrusca, libera e intraprendente, contro le maldicenze degli autori greci”; alle 11.30, visita guidata al giardino del museo a cura dei Servizi Educativi, “Dagli agrumi di Maria Maddalena de’ Medici alle tombe etrusche : storia del giardino del MAF”, su prenotazione obbligatoria scrivendo a claudia.noferi@cultura.gov.it. Nella giornata di sabato 8 marzo l’ingresso al museo sarà gratuito per tutte le donne. In caso di maltempo la visita al giardino sarà sostituita con un percorso all’interno.

APPIA ANTICA (Roma) Sabato 8 marzo 2025, in occasione della Giornata internazionale della Donna, l’ingresso è gratuito per le donne in tutti i musei e i luoghi della cultura statali e nei siti del parco archeologico dell’Appia Antica. Il Mausoleo di Cecilia Metella, Villa dei Quintili, l’Antiquarium di Lucrezia Romana e il Complesso di Capo di Bove vi aspettano dalle 9 alle 18.30 (con ultimo ingresso 60 minuti prima della chiusura a Villa dei Quintili e 30 negli altri siti). Non è necessario prenotare. Villa di Sette Bassi offrirà una visita accompagnata gratuita per tutte le donne alle 15. Posti limitati, si consiglia di munirsi di biglietto in anticipo. SOLD OUT – Il Mausoleo di Cecilia Metella ospiterà, inoltre, la visita guidata gratuita per tutte le donne: “Appiae. Femminile Plurale – L’Appia come luogo d’incontro tra donne di diverse epoche” sul tema: “Guardare l’Appia con uno sguardo rinnovato: dall’epoca romana al Romanticismo, le donne sono sempre state in secondo piano o è la storia contemporanea che le ha volute relegare sullo sfondo?”.

OSTIA ANTICA (Roma). “Storie di donne al Museo Ostiense”: in occasione della Festa della Donna, l’8 marzo 2025 il parco archeologico di Ostia Antica offre una visita guidata al museo Ostiense a cura del direttore Alessandro D’Alessio e di Cristina Genovese, responsabile scientifico del museo Ostiense, dedicata alle figure femminili che popolano il Museo. La visita guidata è gratuita, compresa nel biglietto d’ingresso agli Scavi di Ostia che, sabato 8 marzo, sarà gratuito per tutte le donne. I posti sono limitati. La prenotazione a questa visita è obbligatoria all’indirizzo e-mail pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it

ROMA. In occasione della Giornata internazionale della Donna, la soprintendenza speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, aderisce all’iniziativa del ministero della Cultura #8marzoalmuseo offrendo a tutte le donne l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura. Sabato 8 marzo 2025, quindi, ingresso gratuito per tutte le donne alle Terme di Caracalla. L’area archeologica è aperta dalle 9 alle 17.30, ultimo ingresso alle 16.30.


BAIA (Na). Sabato 8 marzo 2025, in occasione della Giornata Internazionale della donna, i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti gratuitamente per le donne. Al museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia e al parco archeologico delle Terme di Baia sarà possibile seguire degli approfondimenti ad opera del personale del Parco con al centro proprio la donna. Al Castello di Baia, alle 10.30, “La donna romana nelle collezioni del Museo”; al parco archeologico delle Terme di Baia, alle 10.30 e 12.30, “Baia si racconta: Clodia, storia di una donna indipendente”. Gli approfondimenti saranno inclusi nel biglietto.
TARANTO. 8 marzo 2025: inaugurazione mostra “Penelope”. Nella Giornata internazionale della Donna, il museo Archeologico nazionale inaugura la mostra internazionale dedicata a Penelope. La mostra, visitabile fino al 6 luglio, a cura di Alessandra Sarchi e Claudio Franzoni, con l’organizzazione di Electa, giunge a Taranto dopo l’esposizione al parco archeologico del Colosseo, dedicando tutto il suo racconto a una delle figure femminili più potenti dell’opera omerica. Il telaio e la tela, il gesto e la postura, il mondo del sogno e del talamo, il velo e il pudore, saranno la trama narrativa scelta dai curatori per ripercorrere il mito e la fortuna di Penelope che giunge a noi, dalla remota età in cui affondano i poemi omerici. “Penelope” non si limita a ripercorrere la storia della moglie di Ulisse, ma ne esplora le molteplici sfaccettature attraverso un percorso espositivo che intreccia la tradizione letteraria con la rappresentazione visiva. Nell’esposizione del MArTA dipinti, sculture, rilievi, incunaboli, stampe e testimonianze provenienti da numerosi musei italiani ed esteri e collezioni private, restituiscono gli aspetti salienti della figura di Penelope e della sua fortuna nel tempo. L’esposizione colloquierà con oltre venti reperti del museo tarantino, alcuni provenienti dai depositi, scelti per rappresentare al meglio i nuclei tematici della mostra. All’interno del percorso espositivo anche un omaggio a Maria Lai, artista che ha messo al centro del suo lavoro le materie tessili.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, la conferenza “The Mensa Isiaca: a monument to the Christian Faith” di dunque Jean Winand dell’università di Liegi apre il ciclo di incontri di marzo
Con l’incontro “The Mensa Isiaca: a monument to the Christian Faith” giovedì 6 marzo 2025, alle 18.30, al museo Egizio di Torino al via le conferenze del mese di marzo, a ingresso è libero, con prenotazione su Eventbrite. Disponibile anche lo streaming (in diretta e in differita). Comincia dunque Jean Winand dell’università di Liegi che parlerà della Mensa Isiaca. L’evento si tiene nella Sala Conferenze, a ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/…/the-mensa-isiaca-a-monument… In inglese con traduzione simultanea in sala. Live streaming sulla nostra pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, e con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

La Mensa Isiaca nella prima sala del museo (foto museo egizio)
La scoperta della Mensa Isiaca (o Tabula Bembina) all’inizio del XVI secolo diede nuovo impulso alla frenesia geroglifica nell’Europa occidentale. Questo manufatto, che per due secoli fu ritenuto di estrema antichità, è in realtà un’opera romana del I secolo d.C. che probabilmente aveva un ruolo nel culto di Iside. Tuttavia, gli umanisti erano convinti che potesse fornire la chiave per decifrare i geroglifici. Il padre Athanasius Kircher (1602-1680) attribuì alla Mensa Isiaca un posto di rilievo nei suoi studi. Secondo lui, essa era la prova che gli Egizi avevano conservato una parte significativa della saggezza cristiana trasmessa da Dio ad Adamo. Uno scarabeo con testa umana, situato sul bordo inferiore della Mensa, giocò un ruolo cruciale nella sua ricostruzione della trasmissione della Fede. Curiosamente, questa figura è stata riprodotta in quattro manoscritti arabi del XVII-XVIII secolo del trattato del pseudo-Ibn Wahshiyya sulla scrittura segreta.

L’egittologo Jean Winand (università di Liegi)
Nato nel 1962, Jean Winand è professore ordinario all’università di Liegi. È stato preside della facoltà di Lettere (2011-2017) e primo vice-rettore dell’università (2018-2022). È vincitore del premio annuale della Reale Accademia del Belgio, del premio quinquennale della Fondazione Universitaria del Belgio e dell’Anneliese Maier Forschungspreis (della Humboldt Stiftung, Germania). È membro della Reale Accademia del Belgio. Nel 2024-2025 sarà professore ospite al Collège de France (Parigi), l’università di Torino e l’università Carlo di Praga. Dal 2021 è titolare di una cattedra UNESCO. I suoi principali ambiti di ricerca riguardano la scrittura geroglifica, le lingue e la letteratura dell’antico Egitto. Ha pubblicato ampiamente sulle questioni relative al tempo e all’aspetto nella lingua egizia antica, nonché su vari aspetti della sintassi e della semantica lessicale. Si interessa anche alla ricezione della scrittura geroglifica nel Rinascimento e nell’epoca barocca, con un’attenzione particolare alle opere del gesuita Athanasius Kircher. È l’ideatore del progetto Ramses, un corpus ampiamente annotato di tutti i testi in egiziano tardo, fondato nel 2007, che gestisce insieme a Stéphane Polis.
PROGRAMMA CONFERENZE DI MARZO 2025. Sabato 8 marzo 2025, alle 18, “Dal cuore dell’Iran all’antico Egitto: Pegah Moshir Pour e il ruolo femminile nei millenni” con Pegah Moshir Pour, Federica Facchetti e Cinzia Soddu. Martedì 11 marzo 2025, alle 18.30, “La creazione del confine geopolitico nell’antico Egitto” con Maria Carmela Gatto. Martedì 18 marzo 2025, alle 18.30, “Le tante vite e morti delle statue egizie” con Simon Connor. Martedì 25 marzo 2025, alle 18.30, “I libri della respirazione nei papiri del museo Egizio” con Letizia Loprieno.












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