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Roma. All’Ara Pacis presentazione del libro “Aqua Traiana. Le indagini fra Vicarello e Trevignano Romano. Nuove acquisizioni e prospettive di studio sull’acquedotto Traiano-Paolo”. Prenotazione obbligatoria e Green Pass

Un tratto dell’acquedotto Traiano (Aqua Traiana) a Roma (foto sovrintendenza capitolina)
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Copertina del libro “Aqua Traiana” (Gangemi Editore)

Venerdì 19 novembre 2021, alle 17, l’auditorium del Museo dell’Ara Pacis ospita la presentazione del libro “Aqua Traiana. Le indagini fra Vicarello e Trevignano Romano. Nuove acquisizioni e prospettive di studio sull’acquedotto Traiano-Paolo” (Gangemi Editore), a cura di Francesco Maria Cifarelli e Marina Marcelli. L’iniziativa è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il volume presenta, in particolare, i risultati del ‘Progetto Pilota’, realizzato fra il 2019 e il 2021 nella zona di Vicarello, presso Trevignano Romano, primo step di un più ampio programma di documentazione dell’intero acquedotto condotto dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con ACEA SpA. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria allo 060608 (tutti i giorni 9-19). Nel rispetto delle misure di prevenzione sanitaria per l’accesso al Museo è necessario essere muniti di una delle certificazioni verdi Covid19 Green Pass (in formato digitale o cartaceo) e sottoporsi alla misurazione della temperatura, che dovrà essere inferiore ai 37.5°. È obbligatorio l’uso della mascherina. All’interno del museo è necessario mantenere la distanza di sicurezza ed evitare assembramenti. Porgeranno i saluti per la sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali la sovrintendente, Maria Vittoria Marini Clarelli e, per ACEA SpA,  Giovanni Papaleo, Chief Operating Office. Presenteranno i contenuti scientifici del volume Alessandra Ten, professoressa di Rilievo e Analisi tecnica dei Monumenti antichi al dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’università di Roma “Sapienza”, e Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia Antica. Saranno presenti i curatori e gli autori.

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Il percorso dell’Aqua Traiana dal lago di Bracciano a Roma

Il progetto è stato finalizzato all’esplorazione sistematica, alla documentazione e allo studio di un tratto campione dell’acquedotto, ma anche a testare le metodologie di lavoro in un teatro operativo di estrema complessità, quale quello degli angusti condotti sotterranei di un acquedotto funzionante. È stato così esplorato e documentato nel dettaglio un tratto di circa un chilometro del condotto principale, in un punto nel quale su questo affluiscono tre importanti e ramificati bracci di captazione, quello di Vicarello, quello delle Sette Botti e, da ultimo, il lunghissimo braccio della Calandrina.

L’acquedotto Traiano-Paolo, interamente di proprietà di Roma Capitale e in gestione ad ACEA SpA, costituisce, per l’incredibile stato di conservazione funzionale delle strutture antiche, un caso assolutamente eccezionale. Fu costruito dall’imperatore Traiano nel 109 d.C. per rifornire Trastevere e, caduto in parziale abbandono nel medioevo, fu riattivato dagli ingegneri pontifici sotto papa Paolo V nel 1612, in funzione dello sviluppo del complesso del Vaticano. L’acquedotto è alimentato da un articolato sistema di captazione delle sorgenti del bacino del lago di Bracciano da cui, con un percorso di oltre 57 km, giunge a Roma sul Gianicolo, al celebre ‘Fontanone’, la mostra monumentale realizzata da Giovanni Fontana per il nuovo acquedotto Paolo. Dal Gianicolo, attraverso una rete di condotti sotterranei, l’acqua è distribuita fino al centro storico, alimentando le più celebri fontane monumentali. Un ramo dell’acquedotto ancora oggi rifornisce lo Stato di Città del Vaticano con le sue 100 fontane. La sua straordinaria importanza, fino a tempi recentissimi assolutamente non compresa, sta riemergendo prepotentemente grazie all’impegno della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e di ACEA SpA, che hanno concordato un programma di ricerca volto alla conoscenza dell’intero sistema idraulico. Risultato di tale progetto, condotto in collaborazione con il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio e con l’Associazione Roma Sotterranea, è una documentazione di dettaglio probabilmente senza precedenti, pubblicata integralmente nel volume presentato, che mostra l’incredibile stato di conservazione e funzionalità dei condotti e dei sistemi di captazione di età Traianea: ne è risultata la preziosissima immagine di un acquedotto antico ancora in uso, che restituisce all’Aqua Traiana il valore della sua unicità e della sua rilevanza storico-archeologica, solo oggi pienamente compresa.

Roma. Domenica 5 settembre ingresso gratuito ai musei civici a eccezione dei musei Capitolini e dell’area archeologica dei Fori Imperiali, non accessibili per motivi di sicurezza di un evento del G20 Cultura. Visitabili anche le mostre in corso. Prenotazione obbligatoria

Torna anche a settembre la prima domenica del mese a ingresso gratuito, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il 5 settembre 2021 tutti i visitatori – residenti e non – potranno accedere gratuitamente ai musei civici, a eccezione dei musei Capitolini e dell’area archeologica dei Fori Imperiali, che non saranno accessibili domenica 5 e lunedì 6 settembre 2021 per motivi di sicurezza legati alla realizzazione di un evento istituzionale di livello internazionale (G20 cultura). Sarà possibile accedere gratuitamente all’area archeologica del Circo Massimo (dalle 9.30 alle 19, ultimo ingresso alle 17.50). Per partecipare all’iniziativa è obbligatoria la prenotazione allo 060608 (entro venerdì 3 settembre) oppure nei Tourist Infopoint (anche il giorno stesso). In occasione della prima domenica gratuita di settembre, si possono visitare i Mercati di Traiano – museo dei Fori Imperiali, il museo dell’Ara Pacis, la Centrale Montemartini, il museo di Roma, il museo di Roma in Trastevere, la Galleria d’Arte Moderna, i musei di Villa Torlonia, il museo civico di Zoologia, il museo di Scultura Antica “Giovanni Barracco”, il museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, il museo Napoleonico, il museo Pietro Canonica a Villa Borghese, il museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, il museo di Casal de’ Pazzi, il museo delle Mura e la Villa di Massenzio.

Locandina della mostra “Napoleone e il mito di Roma” ai Mercati Traianei (foto musei in comune)

I musei civici aprono le porte gratuitamente ai visitatori con i capolavori delle collezioni permanenti e le numerose mostre temporanee in corso. Ricordiamo la mostra “Napoleone e il mito di Roma” (vedi Roma. I Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali riaprono il 4 febbraio con la mostra “Napoleone e il mito di Roma”, nel bicentenario della morte di Bonaparte: con oltre 100 opere (sculture, dipinti, stampe, medaglie, gemme) ripercorre il rapporto tra l’imperatore francese, il mondo antico e Roma | archeologiavocidalpassato), ai Mercati di Traiano – musei dei Fori Imperiali, dedicata all’attività di scavo di Napoleone a Roma e legata al bicentenario della sua morte e alle ultime indagini archeologiche nell’area dei Fori Imperiali www.mercatiditraiano.it. Un’ampia selezione di mosaici, capolavori delle collezioni capitoline poco conosciuti al grande pubblico, è invece esposta in “Colori dei romani. I mosaici dalle collezioni capitoline” alla Centrale Montemartini www.centralemontemartini.org (vedi Roma. Pronta la riapertura del Sistema Musei civici dal 26 aprile. Tra le novità la mostra sui mosaici di età romana alla Centrale Montemartini, l’esposizione per i 150 anni della Capitale al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Il 2 maggio torna la prima domenica del mese ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria | archeologiavocidalpassato). È ancora l’imperatore francese il protagonista dell’esposizione Napoleone. Ultimo atto, al museo Napoleonico, sulle vicende dell’esilio, la morte e il successivo processo di mitizzazione dell’imperatore francese www.museonapoleonico.it. Al museo di Scultura Antica “Giovanni Barracco” si visita “La Vita Nova: l’amore di Dante nello sguardo di 10 artiste”: nell’ambito di Dante700, un grande progetto tra arte e letteratura, ponte tra la grande tradizione e la sperimentazione contemporanea italiane www.museobarracco.it.

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La locandina della mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza” al museo dell’Ara Pacis a Roma (foto musei in comune)

Fanno eccezione alla gratuità, oltre alla visita in realtà aumentata “Circo Maximo Experience” al Circo Massimo, le mostre: “Koudelka. Radici”, prorogata fino al 26 settembre al museo dell’Ara Pacis, con oltre cento spettacolari immagini di più di cento siti archeologici del Mediterraneo (vedi Roma. Al museo dell’Ara Pacis la mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza”: oltre cento spettacolari immagini panoramiche, molte delle quali di grande formato, che ripercorrono lo straordinario viaggio fotografico di Josef Koudelka alla scoperta delle radici della nostra storia | archeologiavocidalpassato); “Roma. Nascita di una capitale 1870 -1915”, al museo di Roma a Palazzo Braschi, che presenta i grandi eventi dal 1870 fino agli anni del primo conflitto mondiale attraverso opere d’arte, dipinti, sculture, fotografie, materiali documentali e filmici (vedi Roma. Aperture serali straordinarie della mostra “Roma. Nascita di una capitale 1870-1915” al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Visite guidate gratuite con prenotazione obbligatoria e sconto del 20% alla caffetteria del museo | archeologiavocidalpassato). A “Circo Maximo Experience” e a queste due mostre è consentito l’ingresso con biglietto ridotto ai possessori della MIC Card. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti si potranno seguire su www.museiincomuneroma.it e culture.roma.it e sui canali social di Roma Culture, del Sistema Musei e della Sovrintendenza Capitolina. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.  

Roma. I lavori in piazza Augusto Imperatore riportano alla luce un cippo pomeriale dell’epoca di Claudio, che offre nuovi spunti sul concetto di pomerio. Ora esposto al museo dell’Ara Pacis

Il cippo pomeriale dell’epoca di Claudio ritrovato in situ nel cantiere di piazza Augusto Imperatore a Roma (foto roma capitale)

Torna alla luce un cippo dell’epoca di Claudio in un cantiere in piazza Augusto Imperatore di Roma. E dal 16 luglio 2021 si può ammirare nella Sala Paladino del museo dell’Ara Pacis. Un raro cippo pomeriale di travertino, ritrovato ancora infisso nel terreno, testimonianza della storia e soprattutto dello sviluppo dell’Urbe e del suo ampliamento: è questo il tesoro archeologico riportato alla luce nel corso degli scavi per la realizzazione del progetto di riqualificazione di piazza Augusto Imperatore (vincitore del Concorso internazionale del 2006 e presentato dal gruppo coordinato dall’architetto Francesco Cellini).  Il cippo, grazie all’iscrizione, può essere ricondotto con assoluta certezza all’imperatore Claudio e, dunque, all’ampliamento del pomerio da questi effettuato nel 49 d.C., stabilendo il nuovo “limite” – sacro, civile e militare – della città. “Roma non smette mai di stupire e si mostra sempre con nuovi tesori”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Si tratta di un ritrovamento eccezionale: nel corso del tempo, sono stati rinvenuti solo altri dieci cippi relativi all’epoca di Claudio e il più recente, fino ad oggi, è stato ritrovato nel 1909, dunque oltre 100 anni fa. Con la riapertura del Mausoleo di Augusto a marzo 2021, e con i lavori di piazza Augusto Imperatore, tutta l’area tornerà a nuova vita. In questo modo sarà completamente rinnovato un quadrante centrale della nostra città”.

Il cippo pomeriale dell’epoca di Claudio nell’allestimento provvisorio al museo dell’Ara Pacis (foto roma capitale)

Ritrovato in occasione di un approfondimento per la messa in opera del nuovo sistema fognario della piazza, il cippo (193cmx74,5cmx54cm) da oggi, 16 luglio 2021, si può ammirare nella Sala Paladino del museo dell’Ara Pacis, dove si trova il calco della statua dell’imperatore Claudio, assicurando così la conservazione e consentendo al contempo la fruizione da parte del pubblico, in attesa della collocazione definitiva negli spazi museali del Mausoleo di Augusto.  L’eccezionalità del ritrovamento di questo cippo offre nuovi spunti di riflessione sul pomerio e anche sull’esistenza o meno dello ius proferendi pomerii. Più, in generale sulle valenze che allo “spazio” attribuivano i romani. 

La stratigrafia recuperata dallo scavo del cippo pomeriale in piazza Augusto Imperatore a Roma (foto roma capitale)

La stratificazione archeologica intorno al cippo venuto alla luce in piazza mostra la sua progressiva obliterazione a causa dell’innalzamento della quota di frequentazione dell’area. Il pomerio era il limite sacro che separava la città in senso stretto (urbs) dal territorio esterno (ager): uno spazio di terreno, lungo le mura, consacrato e delimitato con cippi di pietra, dove era vietato arare, abitare o erigere costruzioni e che era proibito attraversare in armi. Proprio per la sua importanza e per i suoi significati, il pomerio veniva modificato molto raramente. Seneca, parlando dell’ampliamento effettuato da Claudio, menziona Silla come unico precedente. Tacito cita anche Giulio Cesare. Altre fonti ricordano ampliamenti di Augusto, Nerone e Traiano e Aureliano. L’autore dei cambiamenti si pone come “nuovo fondatore” della città. Ed è proprio questo che, con l’andamento segnato dai suoi cippi, fa Claudio, dopo la conquista della Britannia: rivendica l’ampliamento dei confini del popolo romano, in una visione articolata, che pur segnando il territorio non guarda solo ad esso, ma consente di comprendere sguardi politici, filosofia, strategia, perfino ambizioni.  

Man mano che procedeva lo scavo del cippo è comparsa l’iscrizione pomeriale (foto roma capitale)

La serialità del testo ufficiale inciso sui cippi permette di ricostruire la parte mancante. Claudio, secondo la formula di rito, viene ricordato con i suoi titoli e le sue cariche e rivendica l’ampliamento del pomerio, non menzionando territori conquistati, ma sottolineando l’allargamento dei confini del popolo Romano. Ciò significa quindi allargamento del confine fisico, ma può indicare anche l’ingrandimento del corpo civico, con l’estensione della cittadinanza romana alle élites (primores) della Gallia. L’espressione è volutamente ambigua. In ogni caso, l’ampliamento del pomerio indica un allargamento della visione dell’Urbe. Claudio interviene sullo spazio della città attraverso un’azione che ha una forte valenza religiosa, politica e simbolica.  

L’iscrizione sul cippo pomeriale rinvenuto in piazza Augusto Imperatore a Roma (foto roma capitale)

L’impaginazione e la disposizione del testo conservato ricalcano quelle degli altri esemplari noti. Non si conserva il numerale seriale, che in tre casi compare sul fianco sinistro del cippo, e la parola pomerium, in due casi attestata sulla sommità. L’intervento sul pomerio effettuato da Claudio è l’unico attestato sia a livello epigrafico sia a livello letterario. Non solo. È l’unico menzionato nella lex de imperio Vespasiani, come precedente, nonché quello che apre il dibattito sui nomi degli autori di eventuali ampliamenti del pomerio. I rinvenimenti epigrafici, poi, testimoniano due interventi condotti da Vespasiano e Tito, nel 75 d.C., e da Adriano nel 121 d.C., che però sono completamente ignorati dalle fonti letterarie.

Roma. Al museo dell’Ara Pacis la mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza”: oltre cento spettacolari immagini panoramiche, molte delle quali di grande formato, che ripercorrono lo straordinario viaggio fotografico di Josef Koudelka alla scoperta delle radici della nostra storia

Le grandi foto di Josef Koudelka allestite nel museo dell’Ara Pacis a Roma per la mostra “Radici” (foto sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali)
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La locandina della mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza” al museo dell’Ara Pacis a Roma (foto musei in comune)

Dal Tempio di Poseidone (Grecia, 2003) al Colosseo (Roma, 2015), dal Tempio di Afrodisia (Turchia, 2014) a Petra (Giordania, 2019), da Palmira (Siria, 2019) a Pompei o Selinunte (Italia, 2012): con oltre cento spettacolari immagini panoramiche, molte delle quali di grande formato, la mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia. Enigma della bellezza” al museo dell’Ara Pacis a Roma racconta e ripercorre lo straordinario viaggio fotografico di Josef Koudelka alla scoperta delle radici della nostra storia. Il lavoro presentato è il frutto di un progetto unico nel suo genere, durato trent’anni, e realizzato esplorando e ritraendo con tenacia e continuità alcuni dei più rappresentativi e importanti siti archeologici del Mediterraneo. Il cartellone prevede la chiusura il 6 luglio 2021, ma la mostra, rispettando le disposizioni per l’emergenza sanitaria, sarà prorogata fino al 29 agosto 2021. Promossa nella sua unica tappa italiana da Roma Culture, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, Contrasto e Magnum Photos, la mostra è organizzata da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, con la collaborazione di Villa Medici – Académie de France à Rome e Centro Ceco.

“Il Colosseo” fotografato da Josef Koudelka nel 2015, foto esposta nella mostra “Radici” (foto Magnum Photos)
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L’archeologo Simone Foresta

Intanto martedì 6 luglio 2021, alle 18.30, c’è l’incontro con Simone Foresta, archeologo. Impressioni, emozioni, rovine. Bellezza e sconcerto, ordine e caos, stupore e inquietudine. Cosa ci tramettono le immagini delle rovine del mondo antico? Il dialogo, partendo dal lavoro di Josef Koudelka, rifletterà su quanto la fotografia costruisca gli attuali sentimenti del passato. Anche questo approfondimento è l’occasione per guardare da diverse prospettive gli straordinari scatti in bianco e nero presentati in mostra dal fotografo ceco e realizzati tra Siria, Grecia, Turchia, Libano, Cipro (Nord e Sud), Israele, Giordania, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia, Albania, Croazia e naturalmente Italia. Essi accompagnano il visitatore in una inedita e personalissima riflessione sull’antico, sul paesaggio, sulla bellezza che “suscita e nutre il pensiero”. I panorami senza tempo, ricchi di anima e fascino, caratterizzati da prospettive instabili, inaspettate, ambivalenti, ben rappresentano il lessico visuale e la cifra stilistica propri di Koudelka che, rifuggendo la semplice illustrazione e documentazione delle rovine, sceglie di dare respiro a ciò che resta delle vestigia delle antiche civiltà del Mediterraneo, rappresentandole in un’eterna tensione tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto, tra enigma ed evidenza. La retrospettiva è accompagnata dal volume “Radici” pubblicato da Contrasto.

Il suggestivo percorso suggerito dall’allestimento della mostra “Radici” al museo dell’Ara Pacis a Roma (foto sovrintendenza Capitolina per i Beni culturali)

Allestita nella cornice del museo dell’Ara Pacis a Roma, a contatto diretto con le testimonianze monumentali della grande storia di Roma, la retrospettiva “Radici” vuol essere un eccezionale viaggio nell’opera di uno degli ultimi grandi maestri della fotografia moderna dedicatosi alla ricerca della bellezza caotica delle rovine e del paesaggio antico, trasformati dal tempo, dalla natura, dall’uomo. Le fotografie di Koudelka, esposte in stretto dialogo con uno dei monumenti più significativi della prima età imperiale, acquistano così, in questa speciale occasione, il valore unico, forte, di immagini memorabili, in un rapporto intenso di rimandi e di echi di una memoria che a Roma più che altrove diventa presente.

Il Teatrapilo di Palmira, fotografato da Josef Koudelka nel 2006, foto esposta nella mostra “Radici” al museo dell’Ara Pacis a Roma (foto Magnum Photos)

Le rovine fotografate da Koudelka sembravano l’allegoria di un’attualità di cui lui, con la sua arte, restituiva il senso nel nostro presente: sulle sponde del “mare comune” c’era tutta l’attualità della nascita dell’Europa, dei suoi valori fondanti, l’attualità dei rischi della loro morte. L’Europa delle rovine è quella in cui la mente fa dialogare la ragione e la fede, la libertà e la legge, quella di cui, per dirla con Jacques Berque, “portiamo dentro di noi le macerie ammucchiate e l’instancabile speranza” (Bernard Latarjet).

La retrospettiva di Josef Koudelka è accompagnata dal libro “Radici” (edizioni Contrasto)
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Il fotografo ceco Josef Koudelka

Josef Koudelka nasce in Moravia nel 1938. Il suo primo impiego è quello di ingegnere aeronautico. Alla fine degli anni Sessanta diventa fotografo professionista. Immortala l’invasione sovietica di Praga del 1968 pubblicando i suoi scatti con le iniziali P.P. (Prague Photographer). Nel 1969 l’Overseas Press Club gli assegna, a titolo anonimo, la Medaglia d’Oro Robert Capa per la fotografia. L’anno successivo Koudelka lascia la Cecoslovacchia e richiede asilo politico nel Regno Unito. Nel 1971 entra a far parte dell’agenzia fotografica Magnum Photos. Gypsies – il primo di una lunga serie di libri tra cui Exiles (1988), Chaos (1999), Invasion 68: Prague (2008) e Wall (2013) – viene pubblicato nel 1975. Nel corso della sua carriera Koudelka ha vinto prestigiosi premi come il Prix Nadar (1978), il Grand Prix National de la Photographie (1989), il Grand Prix Cartier-Bresson (1991) e l’Hasselblad Foundation International Award in Photography (1992). I suoi lavori sono stati protagonisti di importanti mostre al Museum of Modern Art e all’International Center of Photography di New York; all’Hayward Gallery di Londra; al Museo d’Arte Moderna Stedelijk di Amsterdam; al Palais de Tokyo e al Centre Pompidou di Parigi; all’Art Institute di Chicago, e infine al Museo di Arti Decorative e alla Galleria Nazionale di Praga. Nel 2012 Koudelka è nominato Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres dal ministro francese per la Cultura e le Comunicazioni. Attualmente vive tra Parigi e Praga.

Roma. Domenica 2 maggio, prima del mese, ingresso gratuito (con prenotazione) ai musei civici, dai Capitolini al Mercati traianei all’Ara Pacis, dai Fori imperiali al mausoleo di Augusto

I mercati traianei visti dall’area archeologica del foro di Traiano (foto Graziano Tavan)

Come annunciato, i Musei Civici di Roma sabato 1° maggio 2021 sono chiusi. Ma domenica 2 maggio 2021 torna invece la prima domenica del mese ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria nei Tourist Infopoint entro sabato 1° maggio. L’iniziativa è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti si potranno seguire su museiincomuneroma.it e culture.roma.it e sui canali social di Roma Culture, del Sistema musei civici e della Sovrintendenza Capitolina. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. 

Il colosso di Costantino nel cortile dei musei Capitolini a Roma (foto Graziano Tavan)

Previa prenotazione si possono visitare i musei Capitolini, i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, il museo dell’Ara Pacis,  la Centrale Montemartini, il museo di Roma, il museo di Roma in Trastevere, la Galleria d’Arte Moderna, i musei di Villa Torlonia, il museo civico di Zoologia, il museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il museo Napoleonico, il museo Pietro Canonica a Villa Borghese, il museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, il museo di Casal de’ Pazzi, il museo delle Mura e la Villa di Massenzio.

Il mausoleo di Augusto restituito ai visitatori solo nel marzo 2021 dopo un lungo restauro (foto musei in comune)

E inoltre i Fori Imperiali – ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su via dei Fori Imperiali, dalle 8.30 alle 19.15, ultimo ingresso 18.10 – l’area archeologica del Circo Massimo, dalle 9.30 alle 19 (ultimo ingresso alle 17.50) e il mausoleo di Augusto (per chi è già munito di prenotazione). Si potrà inoltre attraversare il percorso pedonale dell’area archeologica del Teatro di Marcello, dalle 9 alle 19.

Lazio in zona rossa. A Roma musei chiusi. Ma sul web molte le iniziative culturali promosse da Roma Culture. Ecco il programma ai musei Capitolini, Mercati Traianei, Ara Pacis e villa Torlonia

Il passaggio del Lazio in zona rossa ha determinato la chiusura di mostre e musei su tutto il territorio regionale. Secondo i nuovi provvedimenti, quindi, a Roma da lunedì 15 marzo 2021 musei e spazi espositivi rimarranno chiusi fino a nuove disposizioni. In attesa della riapertura e del superamento della crisi sanitaria, l’invito è quello di seguire le nostre attività online, l’unico modo che abbiamo, in questo momento, per continuare a comunicare la bellezza delle nostre collezioni. L’attività digital della programmazione è promossa da Roma Culture, sia sul sito culture.roma.it che sui canali social di @cultureroma. Tanti gli appuntamenti digital gratuiti sui canali web e social del Sistema Musei di Roma Capitale. Lunedì 15 marzo 2021 per “Educare alle mostre, educare alla città” sulla piattaforma Google Suite, c’è stato l’appuntamento online sul tema della mostra “Napoleone e il mito di Roma”, al momento non visitabile, allestita ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali e curata da Claudio Parisi Presicce, Nicoletta Bernacchio, Massimiliano Munzi, Simone Pastor.

Locandina dell’incontro con Giuseppe Scarpati su “Ritratti di imperatori tra il Museo Torlonia alla Lungara e il Museo Capitolino” (foto musei in comune)

Per “Musei Aperti: il racconto in diretta dei Marmi Torlonia ai Musei Capitolini”, il ciclo di incontri online dedicato ad alcuni dei temi connessi alla mostra “I Marmi Torlonia. Collezionare capolavori”, in programma, in diretta sulla pagina Facebook dei musei Capitolini, martedì 16 marzo 2021 alle 18 l’incontro con Giuseppe Scarpati, archeologo del parco archeologico di Pompei, che parlerà dei “Ritratti di imperatori tra il Museo Torlonia alla Lungara e il Museo Capitolino”. La spettacolare serie dei ritratti imperiali, o presunti tali, che concludeva il percorso espositivo del museo Torlonia alla Lungara costituiva uno dei punti salienti della collezione di sculture antiche allestita per volontà del principe Alessandro Torlonia. Modello ideale per la costruzione della galleria iconografica fu la celebre Sala degli Imperatori del museo Capitolino, formata in gran parte con i busti provenienti dalla prima raccolta del cardinale Albani, acquistata nel 1733 da papa Clemente XII. Il gruppo dei ritratti Torlonia attualmente in mostra ai musei Capitolini è il risultato di una ponderata selezione che offre l’opportunità di presentare alcuni esemplari di grande interesse alla luce dei recenti restauri. Interventi in diretta di 20/25 minuti – interazione con il pubblico (domande con moderatore) massimo 10/15 minuti.

La colonna Traiana in una stampa dell’Ottocento (foto musei in comune)

Mercoledì 17 marzo 2021 per la rubrica aMICi online si terranno due incontri fruibili sulla piattaforma Google Suite. Il primo alle 16, a cura di Nicoletta Bernacchio, ricostruisce un angolo sparito di Roma grazie ad alcune vedute dell’Ottocento della Colonna di Traiano, esposte nella mostra “Napoleone e il mito di Roma” ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali. Fino all’inizio dell’Ottocento la Colonna di Traiano era circondata da un recinto e posta al centro di una piccola piazza, su cui affacciavano chiese, monasteri ed edifici con botteghe e abitazioni. Questo panorama urbano non esiste più, cancellato dalle demolizioni promosse per l’allargamento della piazza voluto da Governo Napoleonico nel 1812, che portarono alla scoperta dei resti della Basilica Ulpia.

Personaggi: dettaglio di rilievi sull’Ara Pacis (foto musei in comune)

Nel secondo incontro, alle 17.30, con Lucia Spagnuolo e Francesca Romana Chiocci, l’attenzione si sposta sul museo dell’Ara Pacis spaziando dal racconto del progetto dinastico augusteo alla storia dei personaggi rappresentati sui pannelli dell’Ara. Un incontro sempre diverso: dal racconto del progetto dinastico augusteo, alla storia dei personaggi rappresentati sull’Ara Pacis; dalla lettura degli elementi decorativi, alla ricostruzione dei momenti salienti della riscoperta del monumento.

La facciata del Casino Nobile di villa Torlonia (foto musei in comune)

Giovedì 18 marzo 2021, alle 16, sulla piattaforma Google Suite la curatrice Annapaola Agati del museo del Casino Nobile ripercorrerà la storia di Villa Torlonia tra le due guerre attraverso il racconto della genesi di una o più opere esposte e la vita di alcune figure significative o alcuni luoghi nascosti della villa non aperti normalmente al pubblico. (Prenotazione obbligatoria allo 060608). La curatrice del Museo del Casino Nobile guida i visitatori su temi ogni volta diversi: può essere analizzata e approfondita la genesi di una o più opere presenti nel percorso espositivo, o raccontata la vita di alcune figure significative per la storia della villa o ancora, può essere ripercorsa la trasformazione del Casino Nobile da luogo di delizia per i soli principi Torlonia a Museo di se stesso o anche, potrebbero essere svelati alcuni luoghi nascosti della villa che per le loro caratteristiche conservative non possono essere aperti normalmente al pubblico.

Roma. Il 1° febbraio riapre il Sistema Musei di Roma Capitale, l’area archeologica dei Fori Imperiali e il Circo Massimo. Nuova mostra all’Ara Pacis. Prorogate le mostre “I Marmi Torlonia” e “Il Tempo di Caravaggio”

La bellezza dell’arte torna a disposizione di tutti grazie alla riapertura del Sistema Musei di Roma Capitale, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Da lunedì 1° febbraio 2021 sono di nuovo aperti al pubblico i musei Capitolini, museo di Roma a Palazzo Braschi, museo dell’Ara Pacis, museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, musei di Villa Torlonia, museo Civico di Zoologia, museo di Scultura antica “Giovanni Barracco”, museo Napoleonico, museo “Pietro Canonica” a Villa Borghese, museo “Carlo Bilotti” – Aranciera di Villa Borghese, museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, museo di Casal de’ Pazzi, museo delle Mura, Villa di Massenzio. Al loro interno i visitatori possono ritrovare le collezioni permanenti con i tanti capolavori in esse conservati, oltre alle numerose mostre prorogate e ad alcune importanti novità espositive, sinora rinviate a causa della pandemia in corso. I musei sono aperti anche il lunedì in considerazione della chiusura prevista nel fine settimana dal Dpcm in vigore.

I mercati traianei si affacciano sui fori imperiali a Roma (foto Roma Capitale)

Diventano nuovamente visitabili anche le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali), dalle 8.30 alle 16.30 (ultimo ingresso 15.30), e del Circo Massimo, dalle 9.30 alle 16.30 (ultimo ingresso 15.30), all’interno del quale sarà attivo anche Circo Maximo Experience. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

All’Ara Pacis di Roma la mostra “Josef Koudelka. Radici” (foto musei in comune)

Le novità all’Ara Pacis. Si inizia il 1° febbraio 2021 con la tappa unica italiana della mostra “Josef Koudelka. Radici”. Evidenza della storia, enigma della bellezza, organizzata da Contrasto e Magnum Photos, al via al museo dell’Ara Pacis. Con oltre cento spettacolari immagini panoramiche, l’esposizione del maestro ceco documenta il suo straordinario viaggio alla ricerca delle radici della nostra storia. Sarà l’estratto di un’inedita e personale riflessione sull’antico, sul paesaggio e sulla bellezza compiuta lungo trent’anni di vita, toccando diciannove diversi paesi e visitando più di cento siti archeologici tra i più rappresentativi per la storia del Mediterraneo. La mostra aprirà al pubblico alle 14.

Locandina della mostra “Napoleone e il mito di Roma” ai Mercati Traianei (foto musei in comune)

Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali riaprono il 4 febbraio 2021 con la mostra “Napoleone e il mito di Roma”, dedicata agli scavi promossi da Bonaparte a Roma, proprio nell’anno in cui ricorre l’anniversario del bicentenario della morte dell’imperatore francese. La mostra, a cura di Claudio Parisi Presicce, Simone Pastor, Massimiliano Munzi, Nicoletta Bernacchio, analizza il contesto culturale e letterario della seconda metà del XVIII secolo (neoclassicismo e l’estetica del sublime) e dedica approfondimenti ad aspetti urbanistici, quali a esempio gli scavi del settore centrale della Basilica Ulpia, la Colonna Traiana valorizzata dal Governo Napoleonico di Roma, l’Egittomania di Napoleone e molti altri aspetti di grande rilevanza, relativi all’annessione di Roma all’Impero dal 1809 al 1814. In quegli anni Roma diventa città imperiale seconda solo a Parigi per volontà di Napoleone stesso.

La locandina della mostra “The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces / I Marmi Torlonia. Collezionare capolavori” a Palazzo Caffarelli ai Musei Capitolini

Le mostre in corso. Molte sono le mostre che i visitatori ritroveranno all’apertura del sistema museale cittadino appena le misure lo consentiranno.  A cominciare dai musei Capitolini, con la splendida mostra sulla storia del collezionismo dei marmi antichi, romani e greci, “I marmi Torlonia. Collezionare capolavori” (fino al 29 giugno 2021). L’esposizione è il risultato di un’intesa del ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo con la Fondazione Torlonia; e nello specifico, per il ministero, della direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con la soprintendenza Speciale di Roma. Il progetto scientifico di studio e valorizzazione della collezione è di Salvatore Settis, curatore della mostra con Carlo Gasparri. Electa, editore del catalogo, cura anche l’organizzazione e la promozione dell’esposizione. Il progetto d’allestimento è di David Chipperfield Architects Milano, negli ambienti dello spazio espositivo dei musei Capitolini a Villa Caffarelli, tornati alla vita dopo oltre cinquanta anni grazie all’impegno di Roma Capitale per restituire alla cittadinanza un nuovo spazio espositivo progettato e interamente curato della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La Fondazione Torlonia ha restaurato i marmi selezionati con il contributo di Bvlgari che è anche main sponsor della mostra. Il progetto della luce è stato scritto da Mario Nanni, lumi Viabizzuno (vedi Roma. Apre a Palazzo Caffarelli ai musei Capitolini la mostra “The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces / I Marmi Torlonia. Collezionare capolavori”, il grande evento 2020 più volte rinviato causa Covid-19: 96 marmi, selezionati dalla celebre collezione Torlonia la quale torna così finalmente visibile al pubblico. Alla presentazione il ministro Franceschini | archeologiavocidalpassato). Sempre ai musei Capitolini l’esposizione “Il Tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione Roberto Longhi” con il celebre dipinto del Caravaggio Ragazzo morso da un ramarro (prorogata fino al 2 maggio 2021) (vedi Roma. Ai musei Capitolini, il museo pubblico più antico del mondo, con capolavori antichi unici, ora anche la mostra “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi” nel cinquantenario della scomparsa del grande storico dell’arte | archeologiavocidalpassato) e alla mostra fotografica “Lockdown Italia” visto dalla Stampa Estera (fino al 28 febbraio 2021). Alla Galleria d’Arte Moderna è stata prorogata fino al 28 marzo 2021 “Sten Lex. Rinascita”, la mostra che racchiude una selezione di opere dei due noti muralisti italiani e uno stencil poster visibile nel chiostro.

La MIC Card del Sistema Musei di Roma

Biglietti. È possibile effettuare l’acquisto dei biglietti di ingresso ai musei Civici e/o alle mostre direttamente nelle biglietterie ma rimane fortemente consigliato il preacquisto da casa del biglietto online (acquisto con 1 euro di prevendita). Questa procedura consente di annullare le code in biglietteria e ridurre gli affollamenti nelle sale, grazie all’assegnazione di fasce orarie in cui presentarsi per entrare al museo e iniziare la visita. Una volta completato l’acquisto sarà sufficiente stampare la ricevuta e mostrarla cartacea o digitale all’ingresso del museo scelto e/o della mostra. Il consiglio è valido anche per i possessori della MIC card, per i quali la prenotazione allo 060608 è gratuita. È consigliato l’acquisto online della MIC Card (con 1 euro di prevendita) con ritiro in biglietteria dei musei. 

11.ma edizione di Aquileia Film Festival: è on line la prima conversazione del presidente Antonio Zanardi Landi e della direttrice dell’Ara Pacis Orietta Rossini con Piero Pruneti. Excursus sulla Aquileia romana, patriarcale, fino all’austro-ungarica e alla Grande Guerra. Anticipazioni sulla nuova mostra

L’edizione 2020 di Aquileia Film Festival è stato articolato sulle due piazze antistanti la basilica: piazza Patriarcato e piazza Capitolo

Piero Pruneti (a sinistra) intervista Antonio Zanardi Landi e Orietta Rossini

È stata la conversazione di apertura dell’11.ma edizione di Aquileia Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze ArcheoFilm, e il patrocino del Comune di Aquileia e il sostegno di Vini Jermann (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/07/27/al-via-l11-ma-edizione-di-aquileia-film-festival-2020-ma-attenzione-e-obbligatoria-la-prenotazione-gratuita-on-line-del-posto-ecco-tutto-il-programma-delle-cinque-serate/). Protagonisti Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, e Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis, che conversano con Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. A un mese di distanza dall’evento, la Fondazione Aquileia mette a disposizione la registrazione dell’incontro così da dare la possibilità a quanti non erano presenti ad Aquileia o non lo hanno seguito in streaming di “partecipare” alla conversazione.

La fondazione di Aquileia, il rapporto con Roma, la sua posizione strategica, il controllo del Norico; e poi la peste Antonina, nota anche come peste di Galeno, dal medico Galeno che la descrisse, una pandemia di vaiolo, o morbillo, o meno probabilmente tifo, propagata entro i confini dell’impero romano dai soldati dell’esercito di ritorno dalle campagne militari contro i Parti. Aquileia è tornata importante sotto il patriarcato ed è tornata ad avere una posizione strategica nella Grande Guerra. Non è un caso che davanti alla basilica troneggi la copia della Lupa capitolina, forse fusa con i cannoni della Grande Guerra, donata dal Comune di Roma a ringraziamento e riconoscimento del ruolo avuto dalla comunità aquileiese nel primo conflitto mondiale. E non è un caso che proprio nella basilica patriarcale sia stata “scelta” la salma del Milite ignoto che, partita proprio da Aquileia, sarà trasportata a Roma con un treno che attraverserà l’Italia. L’anno prossimo sarà il centenario del doloroso viaggio del Milite ignoto che Aquileia celebrerà con una mostra storica realizzata dalla Fondazione Aquileia con la curatela proprio di Orietta Rossini che, dopo aver seguito “con entusiasmo e partecipazione” (parole del presidente Antonio Zanardi Landi) la mostra “Aquileia 2.200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente” nei prestigiosi spazi dell’Ara Pacis a Roma (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/11/09/al-museo-dellara-pacis-di-roma-la-mostra-aquileia-2-200-porta-di-roma-verso-i-balcani-e-loriente-celebra-lanniversario-della-fondazione-della-colonia-roma/) di cui è direttore, ora, nel ruolo di responsabile dell’Archivio storico Capitolino, seguirà questo importante anniversario.

Al via l’11.ma edizione di Aquileia Film Festival 2020: ma attenzione, è obbligatoria la prenotazione gratuita on line del posto. Ecco tutto il programma delle cinque serate

Per l’edizione 2020 di Aquileia Film Festival sarà artciolato sulel due piazze antistanti la basilica: piazza Patriarcato e piazza Capitolo

L’undicesima edizione di Aquileia Film Festival 2020 è ai nastri di partenza: la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm e il patrocinio del Comune di Aquileia è in programma per cinque serate da martedì 28 a venerdì 31 luglio e lunedì 3 agosto 2020, arricchita di alcune novità per garantire la fruizione in piena sicurezza e nel rigoroso rispetto della normativa anti COVID-19 all’ampia platea di appassionati. Per la prima volta l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia che potranno ospitare 500 spettatori ciascuna: le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto –  di piazza Patriarcato. Ma per partecipare all’Aquileia Film Festival è obbligatoria la prenotazione gratuita del posto al link
https://www.fondazioneaquileia.it/it/aquileia-film-festival-2020-prenotazioni, compilando il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. Ecco il programma.

Il film “Le tre vite di Aquileia” di Giovanni Piscaglia

Martedì 28 luglio 2020, alle 21. “Le tre vite di Aquileia”, film fuori concorso, di Giovanni Piscaglia (Italia, 60′, 2019, 3D Produzioni per Fondazione Aquileia). Un film che restituisce la complessità dell’eredità storica di Aquileia e la vitalità della grande città cosmopolita che fu nei secoli passati. Non solo storia anti­ca, la città viene raccontata fino ai giorni nostri indagando il modo in cui la storia è diventata oggetto di studio, scavo, musealizzazione e tutela. A guidarci nel viaggio gli interventi degli esperti e di chi quotidianamente lavora per valorizzare il suo patrimonio. Segue la conversazione con Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, e Orietta Rossini, direttrice del Museo dell’Ara Pacis, a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

Frame del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier

Mercoledì 29 luglio 2020, alle 21. “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier (Italia, Germania, 52’, 2019, produzione: Massimo My, consulenza scientifica: Ersilia D’Ambrosio. Per la prima volta un documentario racconta gli avvenimenti immediatamente successivi all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., un intervento di protezione civile voluto e sostenuto dall’imperatore Tito per soccorrere le popolazioni colpite dal disastro naturale e rilanciare le attività, la produzione e il commercio, la vita. Segue la conversazione con Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata “Antico Presente” di Lucio Fiorentino (Italia, 19’, 2018, responsabile scientifico: Ludovico Solima, produzione: museo Archeologico nazionale di Napoli, produzione esecutiva: Transitans Film SRL. Una storia, uno o due personaggi a noi contemporanei, un sentimento universale, un capolavoro del museo. Un’opera della collezione del Mann “rivela” ad un personaggio il sentimento profondo che lo muove. L’arte del passato ritorna alla vita creando un ponte tra l’uomo dell’antichità e l’uomo del presente.

Frame del film “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli

Giovedì 30 luglio 2020, alle 21. “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” (Italia viaggio nella bellezza) di Eugenio Farioli Vecchioli, Agostino Pozzi, Stefano Stefanelli (Italia, 52’, 2019, consulenza scientifica: Luca Peyronel, produzione: Rai Cultura. Un viaggio nell’archeologia italiana in Grecia, con il racconto degli scavi antichi e presenti, e delle sensazionali scoperte effettuate nell’isola di Creta e di Lemno. Una produzione che ripercorre oltre un secolo di vita della Scuola Archeologica Italiana di Atene in occasione dei 110 anni dalla sua nascita. Segue la conversazione con Giuliano Volpe, archeologo, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Bari, a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata “La storia dimenticata degli Swahili / L’histoire oubliée des Swahilis” di Raphael Licandro, Agnès Molia (Francia, 26’, 2018, consulenza scientifica: Peter Eeckhout, produzione: Tournez S’il Vous Plait Productions, lingua: italiano. Lungo la costa orientale dell’Africa, il popolo degli Swahili a lungo ha intrigato gli scienziati. Divennero musulmani molto prima dell’islamizzazione dell’Africa, e la loro lingua, lo swahili, è infusa con l’arabo. Si ritiene che in questa zona, tra il X e il XV secolo, gli Swahili avessero costruito dozzine di opulente città in pietra.

Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lamaitre

Venerdì 31 luglio 2020, alle 21. “Egitto: i templi salvati / Egypt: saving temples” di Olivier Lemaitre (Francia, 53’, 2018, produzione: Sequana Media, lingua: italiano. Nel 1954 l’annuncio della costruzione di una nuova diga minacciava l’intera Nubia e oltre venti antichi santuari. Alcuni templi furono smantellati in fretta e trasferiti su isole artificiali, altri furono spediti all’estero in città come Madrid, Torino o addirittura New York. Segue la conversazione con Mario Tozzi, primo ricercatore del CNR, divulgatore scientifico, conduttore di “Sapiens, un solo pianeta” su RAI3 a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

Film Aquileia Mater – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia” curato da Maurizio Buora e Francesco Snidero

Lunedì 3 agosto 2020, alle 21. “AQUILEIA MATER – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia”,
fuori concorso, a cura di: Maurizio Buora e Francesca Snidero  (Italia, coordinamento: Paola Treppo, 60’, 2019, produzione: Telefriuli per conto della Società Friulana di Archeologia. Un documentario arricchito da interviste a esperti e studiosi italiani, ma anche provenienti da Slovenia, Austria e Germania per comprendere la storia della antica città di Aquileia e la varietà delle relazioni con il mondo mediterraneo e continentale. Segue “Il Porto scomparso” di Luigi Zannini (Italia, 13’, 2020, autori: Pietro Spirito e Luigi Zannini, produzione: Rai FVG. Sulle tracce dell’antico porto tra Grado e Aquileia e della strada che collegava le due città.

Aquileia Film Festival: ecco il programma delle cinque serate, tutti i film e gli ospiti intervistati da Piero Pruneti. Ma attenzione: per accedere alle due piazze (Capitolo e Patriarcato) dove si tengono le proiezioni è obbligatoria la prenotazione on-line del posto a sedere

L’Aquileia Film Festival ha richiamato negli anni in piazza Patriarcato migliaia di appassionati

Piero Pruneti intervista Alberto Angela all’Aquileia Film Festival

Mancano due settimane, sarà martedì 28 luglio 2020, al via dell’undicesima edizione dell’Aquileia Film festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm e il patrocinio del Comune di Aquileia. Ma attenzione: quest’anno, nel rispetto delle normative previste dal Governo per gli spettacoli pubblici, sarà obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare alle serate: la procedura è molto semplice, è sufficiente cliccare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. La formula dell’Aquileia Film Festival è quella ormai rodata –  cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici si alterneranno sul palco per cinque serate da martedì 28 a venerdì 31 luglio 2020 e lunedì 3 agosto 2020 –  arricchita di alcune novità per garantire la fruizione in piena sicurezza e nel rigoroso rispetto della normativa anti COVID-19 all’ampia platea di appassionati. Per la prima volta l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia, le quali potranno ospitare 500 spettatori per ogni piazza. Le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto –  di piazza Patriarcato. Ospiti delle serate e protagonisti delle conversazioni curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, saranno Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia e Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis di Roma (28 luglio); Paolo Giulierini, direttore del Mann (29 luglio); Giuliano Volpe (30 luglio), ordinario di Metodologia della Ricerca archeologica; e per la serata conclusiva Mario Tozzi (31 luglio), conduttore di “Sapiens, un solo pianeta” su RAI3, primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico. Tutte le serate, tranne lunedì 3 agosto, saranno trasmesse anche in streaming sul sito http://www.fondazioneaquileia.it

Antonio Zanardi Landi,
presidente della Fondazione Aquileia

Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis di Roma

Il Festival si apre martedì 28 luglio 2020 alle 21 con la proiezione di “Le tre vite di Aquileia”, il docu-film voluto dalla Fondazione Aquileia per far conoscere al  grande pubblico la storia millenaria della città divenuta patrimonio Unesco nel 1998 e realizzato da 3D Produzioni in collaborazione con Sky Arte e Istituto Luce Cinecittà, con la regia di Giovanni Piscaglia.  Piero Pruneti intervisterà Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia e Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis di Roma, che aveva ospitato la prima nazionale del film in occasione della mostra “Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente”.

Frame del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Pompei e il museo Archeologico nazionale di Napoli saranno i protagonisti della serata del 29 luglio 2020: alle 21 si parte con la proiezione del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier , dove per la prima volta si raccontano gli avvenimenti immediatamente successivi all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.  A seguire la conversazione-intervista con Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, archeologo ed esperto di politiche per i beni culturali e in chiusura il cortometraggio “Antico Presente” di Lucio Fiorentino che mette in scena un dialogo emozionale tra alcuni visitatori e i capolavori del Mann.

Frame del film “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli

Il prof. Giuliano Volpe dell’università di Bari

Giovedì 30 luglio 2020, alle 21, il film “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli ci porterà sull’isola di Creta e di Lemno  con il racconto degli scavi antichi e presenti. Ospite della serata Giuliano Volpe, archeologo, accademico italiano, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Bari e consigliere del ministro per i Beni e le Attività culturali. In chiusura il cortometraggio “La storia dimenticata degli Swahili” di Raphael Licandro ci porterà lungo la costa orientale dell’Africa dove si ritiene che, tra il X e il XV secolo, gli Swahili avessero costruito dozzine di opulente città in pietra.

Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lamaitre

Mario Tozzi, primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico

Venerdì 31 luglio, alle 21, il docu-film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lemaitre ci trasporterà nel 1954 quando l’annuncio della costruzione di una nuova diga minacciava l’intera Nubia e oltre venti antichi santuari che furono smantellati in fretta e trasferiti. Protagonista della serata Mario Tozzi: dal 2019 conduce “Sapiens, un solo pianeta” su Rai Tre. Ha condotto “Fuori Luogo” su Rai1 (2014-2017), dopo aver condotto “Atlantide”, “Allarme Italia” (2011-2012) e “La Gaia Scienza” (con il Trio Medusa, 2009-2010) su La7. Primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico, attualmente scrive su La Stampa di Torino, su Qui Touring e su Le Frecce. Ha collaborato con National Geographic, Newton, Natura, Oasis e Consumatori Coop.

Film Aquileia Mater – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia” curato da Maurizio Buora e Francesco Snidero

La serata di lunedì 3 agosto 2020 sarà invece dedicata alle produzioni del Friuli Venezia Giulia con la proiezione alle 21 del documentario prodotto da Telefriuli per la Società friulana di Archeologia “Aquileia Mater – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia” curato da Maurizio Buora e Francesco Snidero e a seguire del cortometraggio della Sede Rai FVG “Il porto scomparso” di Pietro Spirito e Luigi Zannini.