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Este (Pd). Al museo nazionale Atestino apre l’anteprima della mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi”, con focus sul restauro e sulle tecniche di realizzazione del manufatto, evento prequel del progetto (seconda parte a novembre a Montebelluna) di studio e valorizzazione delle due situle scoperte nella necropoli di Posmon di Montebelluna

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Locandina dell’anteprima della mostra “Fabulae. Le situle raccontano i Veneti antichi” al museo nazionale Atestino di este dal 28 marzo al 30 giugno 2024

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La situla Benvenuti conservata al museo nazionale Atestino di Este (foto drm-veneto)

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La situla di Montebelluna scoperta nel 2002 nella tomba 244 della necropoli di Posmon e conservata al museo civico di Montebelluna (foto sabap-ve-met)

Al museo nazionale Atestino di Este (Pd) giovedì 28 marzo, alle 17.30, si inaugura l’anteprima della mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi”, evento prequel – dal 28 marzo al 30 giugno 2024 – della mostra che aprirà il 9 novembre 2024 al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (Tv), con la presentazione in anteprima della situla rinvenuta nel 2012 a Posmon di Montebelluna, con focus sul restauro e sulle tecniche di realizzazione del manufatto: l’esposizione nella sala III del Museo permetterà un confronto diretto con la situla Benvenuti di Este, capolavoro e capostipite di questa forma artistica. Il progetto di mostra temporanea “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi” nasce dalla volontà di restituire alla comunità un patrimonio archeologico eccezionale, rinvenuto nel corso di attività di tutela territoriale sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, che a volte sono vissute come un peso dai cittadini: si tratta di due reperti davvero iconici, due vasi in bronzo a forma di secchio (situle), messi in luce rispettivamente nel 2002 e nel 2012 nella necropoli preromana di Posmon a Montebelluna (Treviso), recuperate, restaurate e studiate sotto la direzione scientifica della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso. Le due situle, riccamente decorate, rientrano tra gli esemplari più rappresentativi e più spettacolari della cultura materiale dei Veneti antichi, il popolo vissuto nell’Italia nord orientale tra il IX secolo a.C. e l’arrivo dei Romani.

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La situla scoperta nella necropoli di Posmon di Montebelluna nel 2012 dopo i restauri (foto sabap-ve-met)

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Particolare della decorazione della situla di Montebelluna in fase di restauro: cervo con corna ramificate (foto stefano buson)

Il progetto ha preso avvio a conclusione dello studio della situla del 2012, reso possibile grazie al restauro nei laboratori del museo nazionale Atestino (oggi afferente alla direzione regionale Musei Veneto), dove il reperto si trova tuttora in attesa di essere riportato al museo civico di Montebelluna e ricongiunto all’esemplare rinvenuto nel 2002. Per questo, i due musei si sono uniti alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso in un progetto espositivo in due fasi: la prima, quella che apre il 28 marzo 2024 – come detto – a este; la seconda, dal 9 novembre 2024, al museo civico di Montebelluna dove sarà inaugurata la mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi”, in cui le due situle di Montebelluna, per la prima volta riunite, saranno lo spunto per una narrazione sui Veneti antichi. L’allestimento si baserà su innovative soluzioni immersive per far rivivere a tutti il mondo degli antichi Veneti e trasformare in emozioni le informazioni ottenute dai nuovi studi sulla necropoli di Posmon.

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Una fase della ricostruzione sperimentale della situala di Montebelluna (foto stefano buson)

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Particolare della ricostruzione della situla di Montebelluna: guerriero che porta un vessillo a forma di tridente (foto di R. Miotto)

I punti di forza del progetto sono dunque: patrimonio archeologico: reperti di notevole rarità e grande impatto; situle venete come strumento d’indagine archeologica e al contempo bacino di informazioni d’interesse storico e antropologico; ricostruzione della complessità culturale degli antichi Veneti, dall’organizzazione sociale alle usanze comunitarie, sulla base dei dati forniti dai reperti; sinergia interdisciplinare tra enti locali e istituzioni nazionali; coinvolgimento della comunità contemporanea attraverso l’attuazione di un progetto di archeologia pubblica e partecipativa; approccio museografico innovativo di tipo esperienziale e immersivo. Il comitato scientifico è costituito da un team interdisciplinare di esperti: Stefano Buson, già funzionario restauratore presso il museo nazionale Atestino; Monica Celi, direttrice del museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna; Emanuela Gilli, conservatrice archeologa del museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna; Giovanna Gambacurta, professore associato di Etruscologia ed Antichità italiche all’università Ca’ Foscari di Venezia; Nicoletta Onisto, esperta in resti cremati, docente incaricato all’università di Ferrara; Carla Pirazzini, funzionario archeologo responsabile delle zone di Este e di Montebelluna per la soprintendenza ABAP VE-MET; Benedetta Prosdocimi, direttrice del museo nazionale Atestino; Angela Ruta, già direttrice del museo nazionale Atestino; Luca Zaghetto, archeologo, autore di studi sistematici sui sistemi iconografici dell’arte delle situle. Enti promotori del progetto: soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, direzione regionale Musei Veneto – museo nazionale Atestino, Comune di Montebelluna – Museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna. In collaborazione con università Ca’ Foscari Venezia – dipartimento Beni umanistici. Con il patrocinio di: Comune di Este, istituto nazionale di Studi etruschi e italici-Sezione Etruria padana e Italia settentrionale.

Montebelluna (Tv). All’auditorium per la rassegna “News dal Museo. La ricerca in diretta” incontro con l’archeologa Veronica Groppo su “News dai Veneti antichi. Studio e valorizzazione della necropoli di Posmon” con la presentazione degli ultimi studi sui corredi veneti antichi della necropoli di Posmon a Montebelluna

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Una delle vetrine dedicate alla necropoli di Posmon di Montebelluna (Tv) al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (foto museo montebelluna)

Come si viveva al tempo dei Veneti antichi? Com’era la società montebellunese di 2500 anni fa? Una prima risposta a queste domande nell’incontro “News dai Veneti antichi. Studio e valorizzazione della necropoli di Posmon” con Veronica Groppo giovedì 30 novembre 2023, alle 20.45, all’auditorium della Biblioteca Comunale in largo Dieci Martiri 1 a Montebelluna (Tv). Ingresso libero. La conferenza è l’ultimo degli otto incontri della rassegna “News dal Museo. La ricerca in diretta” organizzata dal museo civico di Storia naturale e Archeologia Montebelluna, insieme alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Padova e al museo nazionale Atestino di Este per la conoscenza e la divulgazione del ricco patrimonio archeologico preromano rinvenuto nel sito di Posmon, dove è stata rinvenuta una vasta necropoli veneto-antica e romana e strutture di età romana. I reperti degli oltre 300 corredi funerari recuperati si trovano al museo civico di Montebelluna (sec VII a.C. – sec. I d.C.).

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L’archeologa Veronica Groppo impegnata nell’inventariazione e studio dei materiali provenienti dalla necropoli di Posmon di Montebelluna e conservati nel depositi del museo civico di Montebelluna (foto museo montebelluna)

Nell’appuntamento di giovedì 30 novembre 2023 all’auditorium della Biblioteca Comunale di Montebelluna, l’archeologa Veronica Groppo presenterà i suoi ultimi studi sui corredi veneti antichi della necropoli di Posmon a Montebelluna a seguito di una campagna triennale di inventariazione dei materiali. L’analisi di centinaia di reperti provenienti da tombe organizzate in strutture a tumulo rivela una differenziazione sociale dove il potere e la ricchezza sono dichiarati attraverso la deposizione di oggetti prestigio, tra cui spiccano le situle in bronzo, vasi a forma di secchio usati come urne per i resti cremati dei defunti. Montebelluna veneta antica deve la sua fama proprio alle due situle decorate già presentate in varie sedi, ma che ora saranno rivalutate alla luce del riesame dell’intera necropoli in vista dei prossimi importanti eventi di cui si parlerà in occasione della conferenza.

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L’archeologa Veronica Groppo (foto unive)

Veronica Groppo, archeologa protostorica, è da tempo impegnata nello studio dei resti di abitato rinvenuti a Montebelluna (l’abitato con il forno rinvenuto a Mercato Vecchio) e da tre anni per l’inventariazione dei corredi veneti antichi della necropoli di Posmon. Veronica Groppo inoltre sta studiando anche i contesti protostorici di Oderzo.

Montebelluna. In biblioteca il convegno “1872. La terza Città. Montebelluna dalle origini alla città nuova”: dai Veneti antichi all’insediamento romano, dal medioevo all’età moderna della Serenissima, fino alla città del Novecento. Ecco il ricco programma e qualche anticipazione

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La situla di Montebelluna, tra i pezzi più famosi dei veneti antichi conservati al museo di Montebelluna (Tv) (foto muve)

montebelluna_museo-storia-naturale-e-archeologia_logoNel 1869 il consiglio comunale di Montebelluna (Tv) deliberò, dopo una accesa discussione tecnica e politica, l’atteso trasporto dell’antico mercato dal colle al piano. I progetti giunti all’attenzione dei commissari furono sei ma il progetto più rispondente ai bisogni richiesti venne giudicato “Il tempo è moneta” a firma Gio. Batta Dall’Armi. Il giorno 8 settembre 1872 il “Nuovo Mercato” venne inaugurato. Iniziò così la vita della nuova città di Montebelluna. Ma la storia di Montebelluna è ben più antica, prende il via dal Paleolitico, proseguendo con il florido periodo dei Veneti Antichi, attestato da un’importante necropoli, sino all’epoca romana. Oggi Montebelluna è questo, una città dalla storia millenaria ma il cui centro, disegnato a tavolino, ha tutto sommato solo 150 anni di vita. Sabato 19 novembre 2022, all’auditorium della biblioteca di Montebelluna, dalle 10 alle 18, il convegno “1872. La terza Città. Montebelluna dalle origini alla città nuova” cerca di esplorare questa storia, dai Veneti antichi all’insediamento romano, lungo il medioevo e l’età moderna della Serenissima, per trattare poi della città del Novecento. Interverranno Alfredo Buonopane, Angela Trevisin, Attilio Mastrocinque, Benedetta Prosdocimi, Chiara Sacchet, Chiara Scarselletti, Danilo Gasparini, Emanuela Gilli, Giovanna Gambacurta, Irene Bolzon, Leonardo Sernagiotto, Luca Arioli, Lucio de Bortoli e Ranieri Melardi. Mentre gli studenti dell’IPSSEOA – Maffioli presenteranno il Biscotto dei 150 anni. Accesso libero, prenotazione consigliata. Info e prenotazioni: 0423600024 | info@bibliotecamontebelluna.it

montebelluna_auditorium_convegno-1872-la-terza-città_locandinaPROGRAMMA PRIMA SESSIONE (10-13): LE ORIGINI. Alle 10, registrazione e saluti istituzionali; 10.45, Giovanna Gambacurta, Emanuela Gilli su “Tra signori e mercanti. Montebelluna al tempo dei Veneti antichi”; 11.15, Luca Arioli, Alfredo Buonopane, Attilio Mastrocinque, Benedetta Prosdocimi su “Alle origini di Montebelluna romana. Le scoperte di Mercato Vecchio”; 12, Leonardo Sernagiotto su “Imperatori e vescovi, condottieri e letterati. Montebelluna e il medioevo”; 12.30, Danilo Gasparini su “I mercati della Serenissima: luoghi sacri dell’abbondanza”. Interventi del pubblico.

PROGRAMMA SECONDA SESSIONE (15-18): VERSO LA CITTÀ NUOVA. Alle 15, Ranieri Melardi su “Le opere d’arte antica nel duomo di Montebelluna provenienti da Santa Maria in Colle (e non solo)”; 15.30, Irene Bolzon su “Montebelluna e le sue strade: dalla rappresentazione del potere alla toponomastica partecipativa”; 16, Angela Trevisin e Chiara Sacchet su “C’era una volta la città del lavoro. Ricerche e testimonianze su un distretto industriale”; 16.30, Chiara Scarselletti su “Dall’archivio allo smartphone: le cartoline del Fondo Robazza alla prova della Public History”; 17, Lucio De Bortoli su “Dopo e dentro la nuova città” (Relazione conclusiva). Interventi del pubblico. Alle 18, presentazione e degustazione del Biscotto dei 150 anni e diffusione della ricetta a cura dell’Istituto Maffioli.

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Le situle dei Veneti antichi esposte al museo di Storia naturale e archeologia di Montebelluna (Tv) (foto muve)

Giovanna Gambacurta, Emanuela Gilli: “Tra signori e mercanti. Montebelluna al tempo dei Veneti antichi”. “Dopo un breve aggiornamento sul popolamento preistorico del territorio di Montebelluna, alla luce delle ultime ricerche”, anticipano le due relatrici, “il focus dell’intervento sarà l’inquadramento del periodo veneto antico raccontato dalle eccezionali situle decorate rinvenute nella necropoli preromana di Montebelluna-Posmon. L’accurato studio della seconda situla di Montebelluna, condotto da Giovanna Gambacurta, abbinato all’interpretazione degli altri esempi di arte delle situle precedentemente rinvenuti a Posmon e alla ricca documentazione archeologica, consente di ricostruire in maniera accurata uno spaccato “storico” della comunità veneto-antica del nostro territorio rivelando nuovi dettagli sugli aspetti socio-economici della comunità antico-veneta. I rinvenimenti di situle decorate a Montebelluna ha davvero costituito una svolta nello studio di questi documenti e nella valutazione del centro preromano”. Prima della storia solo l’archeologia ci permette di ricostruire le origini della presenza umana nel territorio montebellunese e seguirne le vicende fino alla romanizzazione. In particolare gli ultimi studi sui corredi e sulle due situle figurate della necropoli di Montebelluna-Posmon”.

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Frammento lapideo con tratto di una lettera capitale incisa (foto muve)

Luca Arioli, Alfredo Buonopane, Attilio Mastrocinque, Benedetta Prosdocimi: “Alle origini di Montebelluna romana. Le scoperte di Mercato Vecchio”. Gli scavi archeologici sul fondo ex Amistani a Mercato Vecchio hanno messo in luce un complesso di strutture romane riferibili a una grande villa rustica. I nuovi dati archeologici ed epigrafici interpretati con la lente dello storico consentono ora di ricostruire il quadro dell’abitato romano di Montebelluna dalla tarda età repubblicana al periodo tardo-antico.

Montebelluna. Il museo di Storia naturale e Archeologia organizza sulla piattaforma Zoom il corso di approfondimento on line “Storie di Veneti antichi” con l’archeologo Luca Zaghetto sulle nuove scoperte e i più recenti studi

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L’archeologo Luca Zaghetto

I Veneti antichi a portata di click. Il museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna due incontri di approfondimento on line dedicato ai Veneti antichi, descritti e raccontati da Luca Zaghetto alla luce delle nuove scoperte e dei più recenti studi. Il corso di approfondimento “Storie di Veneti antichi”, organizzato dal museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna nell’ambito dei suoi servizi educativi rivolti al mondo della scuola e a tutti gli interessati, è articolato in due incontri online su piattaforma Zoom: giovedì 24 marzo 2022, dalle 17.30 alle 18.30, e martedì 29 marzo 2022, sempre dalle 17.30 alle 18.30. Il corso è gratuito e su prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0423300465, didattica@museomontebelluna.it. Nell’ambito delle collezioni archeologiche del museo civico di Montebelluna, la sezione dei Veneti antichi sta infatti assumendo un’importanza crescente grazie all’arrivo di importanti esemplari dell’Arte delle situle dalla necropoli di Posmon (Montebelluna). Tra questi il più noto e significativo è la situla in bronzo figurata della tomba n. 244 che troverà spazio nell’aggiornamento proposto da Luca Zaghetto, archeologo specializzato in protostoria europea. Oltre ad aver pubblicati alcuni libri e articoli scientifici sull’Arte delle situle e sui Veneti antichi, Zaghetto collabora con varie università italiane ed europee su progetti riguardanti i linguaggi figurati e l’antico DNA delle popolazioni protostoriche. È stato recente co-organizzatore della giornata Internazionale di Studi “Rhaeti & co.” (2021) dedicata ai più recenti risultati in campo genetico, linguistico ed archeologico sul tema delle origini delle popolazioni alpine. Il primo incontro (il 24 marzo 2022) servirà a prendere conoscenza del quadro generale del veneto preromano e delle relazioni fra i Veneti e le altre grandi culture europee e mediterranee del II e soprattutto del I millennio a.C. (Etruschi, Italici, Celti, Latini, Greci, ecc.). Il secondo incontro (il 29 marzo 2022) sarà invece dedicato all’Arte delle situle, una forma d’arte tipica dei Veneti e dei loro vicini, che fra 600 e 400 a.C., fornisce inestimabili immagini di vita reale in un periodo altrimenti largamente sconosciuto. Oltre a presentare i più rilevanti e aggiornati dati archeologici, il corso è dunque anche un’occasione per prendere contatto con altri aspetti tipici della civiltà veneta, come appunto quelli iconografici, artistici e linguistici.

Montebelluna. L’archeologa Giovanna Gambacurta, che ne sta curando lo studio, presenta per la prima volta al pubblico al museo civico la situla dei veneti antichi scoperta nel 2012 nella necropoli di Posmon: un ossuario con tre individui cremati, forse un cimelio di famiglia

La locandina dell’incontro al museo civico di Montebelluna per la presenta<ione della nuova situla scoperta nella necropoli di Posmon

L’archeologa Giovanna Gambacurta dell’università Ca’ Foscari

Una nuova situla in bronzo decorata è stata scoperta nella necropoli veneto antica di Montebelluna-Posmon. Si tratta della terza, e forse della quarta situla, da Montebelluna che diventa così il centro con più attestazioni di situle decorate in Veneto dopo Este. Giovanna Gambacurta, che sta curando lo studio della nuova situla, ne parla per la prima volta martedì 6 luglio 2021, alle 21, nel giardino del museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna. Iniziativa gratuita su prenotazione. Per info e prenotazioni: 0423 300465 – info@museomontebelluna.it. “Da Montebelluna vengono alcuni documenti veneti figurati”, ricorda l’archeologa Giovanna Gambacurta, docente di Etruscologia e antichità italiche all’università Ca’ Foscari di Venezia: “una cista, nota dall’800; il frammento di una situla con l’immagine di un carro, rinvenuto di recente in operazioni di restauro, una situla figurata edita nel 2014 da Elodia Bianchin e rinvenuta nella tomba 244 della necropoli di Posmon. In questa situla e nella cista vi sono scene di aratura, scene riconducibili probabilmente a forme di feste o ritualità e scene erotiche”. E arriviamo alla nuova scoperta: “La nuova situla – spiega Gambacurta – è stata rinvenuta nel 2012 nella necropoli di Posmon e reca una decorazione piuttosto differente dalle precedenti. Era usata come ossuario di una sepoltura e, straordinariamente, le analisi antropologiche hanno individuato dentro al situla le ossa cremate di tre individui, con ogni probabilità un uomo, una donna e una giovane adolescente, il tutto con un ricco corredo di oggetti personali. La cosa interessante è che la sepoltura si data alla seconda metà del V secolo senza tanti dubbi, mentre la situla è almeno 70 o più anni più vecchia, rappresenterebbe quindi un cimelio di famiglia, probabilmente ereditato e alla fine usata come ossuario”. La situla, che era in condizioni molto precarie, è stata subito sottoposta al restauro, per il quale sono stati necessari alcuni anni, cui è seguito lo studio dei materiali di corredo e delle ossa. E ora siamo arrivati al momento dello studio della situla. “La situla”, anticipa Gambacurta, “ha una decorazione figurata su tre registri, con la particolarità che non compaiono figure femminili e si tratta di una figurazione di carattere marziale, con un registro dedicato completamente ad una teoria militare. Alcuni dettagli in tutti e tre i registri, che sembrano legati da una logica narrativa unica, fanno presumere che si possa trattare di episodi bellici, schermaglie o forme di guerriglia, legate al controllo dei confini del territorio e in particolare forse al controllo della Valle del Piave, direttrice portante dei commerci nella piena età del Ferro”.

Al museo civico di Montebelluna “Archeologia del territorio a Montebelluna”: giornata di studi archeologici dalla mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg” dopo un’impegnativa campagna di studi sulle nuove scoperte archeologiche del territorio e la revisione delle collezioni nei depositi. Webinar gratuito su Zoom

Archeologia del territorio a Montebelluna: giornata di studi archeologici dalla mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg”, a cura di Emanuela Gilli e Benedetta Prosdocimi. Evento on line organizzata dal museo civico di Montebelluna (Tv) insieme alla competente soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per parlare di archeologia, ricerca, tutela e valorizzazione. Partner scientifici: università di Padova – Dipartimento di Beni Culturali; università di Ferrara – Dipartimento di Studi Umanistici; università Ca’ Foscari Venezia – Dipartimento di Studi Umanistici; università di Verona – Dipartimento di Culture e Civiltà. Tutto questo grazie alla mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg” allestita al Museo Civico di Montebelluna dopo un’impegnativa campagna di studi sulle nuove scoperte archeologiche del territorio e la revisione delle collezioni nei depositi. Appuntamento mercoledì 31 marzo 2021, mattino: 10.15-12.30 / pomeriggio: 16.30-18.30. Webinar gratuito su piattaforma Zoom. È possibile iscriversi ad entrambe le sessioni oppure ad una soltanto. Iscrizione obbligatoria a info@museomontebelluna.it oppure chiamando lo 0423300465. PROGRAMMA. Ore 10.15: Apertura dei lavori e saluti istituzionali, interviene Fabrizio Magani soprintendente ABAP-Ve-Met; ore 10.30-12.30 | SESSIONE 1 – Pre-Protostoria: “Valorizzare il patrimonio tra tutela, ricerca e comunicazione. Il caso della mostra Sapiens. Da cacciatore a cyborg” con Emanuela Gilli (museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna), Benedetta Prosdocimi (soprintendenza ABAP-Ve-Met) e Giorgio Vaccari (museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna). “Art Bonus per lo studio delle collezioni litiche preistoriche del museo civico di Montebelluna” con Nicolò Scialpi (università di Ferrara), Marco Peresani (università di Ferrara). “L’indagine di strutture con indicatori di attività artigianale dell’Età del ferro a Montebelluna-Via Mercato Vecchio” con Veronica Groppo archeologa, Gaspare De Angeli archeologo, Paolo Reggiani (Paleostudy). “Lo studio della tomba 410 dell’Età del Ferro dalla necropoli di Montebelluna-Posmon. Dati archeologici e antropologici a confronto” con Benedetta Prosdocimi funzionario archeologo SABAP-Ve-Met, Nicoletta Onisto antropologa. Ore 16:30-18:30 | SESSIONE 2 – Età Romana: “Montebelluna, una società multiculturale: il caso delle spade celtiche da tombe romane dalla necropoli di Posmon” con Pier Giorgio Sovernigo archeologo. “Microstorie di romanizzazione. Lo studio della tomba 304 dalla necropoli di Montebelluna-Posmon” con Claudia Casagrande archeologa, Giovannella Cresci Marrone (università Ca’ Foscari Venezia), Anna Marinetti (università Ca’ Foscari Venezia), Nicoletta Onisto archeologo (antropologo) professionista, e Michele Asolati (università di Padova). “La fucina romana di Montebelluna. Dallo scavo alla ricostruzione virtuale” con Maria Stella Busana (università di Padova), Denis Francisci (università di Padova), Emanuel Demetrescu (istituto di Scienze del Patrimonio Culturale-CNR). “Nuovi dati sul centro romano di Montebelluna. Il fondo Amistani a Mercato Vecchio” con Attilio Mastrocinque (università di Verona), Luca Arioli archeologo, e Alfredo Buonopane (università di Verona).

Montebelluna. “Il tempo dell’uomo. Filosofia in movimento sugli scavi archeologici”, conferenza-dialogo-passeggiata in movimento in cui il filosofo Marco Carniello e l’archeologo Paolo Bellintani

Visita guidata agli scavi archeologici sul fondo Amistani Guarda a Mercato Vecchio di Montebelluna (Tv) (foto museo Montebelluna)

Il filosofo Marco Carniello

L’archeologo Paolo Bellintani

Archeologia e filosofia si incontrano nella splendida cornice degli scavi archeologici sul fondo Amistani Guarda a Mercato Vecchio di Montebelluna (Tv).  Appuntamento venerdì 4 settembre 2020 dalle 18 alle 19.30 con “Il tempo dell’uomo. Filosofia in movimento sugli scavi archeologici”, dialoghi in movimento tra le rovine ispirati dai temi della mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg” al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna. La serata si svolgerà interamente sull’area degli scavi archeologici del fondo Amistani. Si tratta di una conferenza-dialogo-passeggiata in movimento in cui il filosofo Marco Carniello e l’archeologo Paolo Bellintani (Ufficio beni archeologici della soprintendenza Beni culturali della Provincia autonoma di Trento) mettono a confronto archeologia e filosofia nella suggestiva cornice dello scavo archeologico con le strutture romane in vista. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: tel. 0423/300465, mail: info@museomontebelluna.it

Montebelluna (Tv). Al museo di Storia naturale e Archeologia serata speciale “Archeologia sotto le stelle. I veneti antichi dai social alla piazza”

La situla di Montebelluna, tra i pezzi più famosi dei veneti antichi conservati al museo di Montebelluna (Tv)

Dopo il “successo social” della Situla di Montebelluna, i Veneti antichi hanno ancora molto da raccontare. Appuntamento per giovedì 6 agosto 2020, alle 21, alla gradinata esterna dell’auditorium della Biblioteca di Montebelluna (Tv) per una serata speciale insieme alle magnifiche immagini dei reperti del museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna narrate da Luca Zaghetto: “Archeologia sotto le stelle. I veneti antichi dai social alla piazza”. In caso di maltempo la conferenza si terrà nell’auditorium della Biblioteca. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazioni: 0423/300465 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14:30 alle 17:30 info@museomontebelluna.it. Il museo di Montebelluna nasce nel 1984 grazie all’iniziativa del gruppo speleologico locale “Gruppo Naturalistico Bellona”, che fece alcuni interessanti recuperi archeologici nella zona collinare di Montebelluna e raccolse un cospicuo materiale naturalistico e mineralogico, e a cura dell’amministrazione comunale, che stabilì di riunire tutti questi materiali in un museo di Archeologia e Scienze Naturali, organizzato in due sezioni:  una sezione naturalistica suddivisa in due sottosezioni: Scienze della Terra (5 sale) e Scienze della Vita (6 sale); e una sezione archeologica suddivisa in due sottosezioni: preistoria-protostoria (Veneti Antichi) ed epoca romana. C’è poi una sezione staccata a Schievenin di Quero (BL).

“I Veneti antichi si raccontano: amori, guerre e potere”: incontro a Montebelluna (Tv) sull’arte delle situle che ritraggono la vita reale delle antiche genti del Veneto. Con l’occasione sarà annunciata la mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg. Archeologia di un territorio e visioni dal passato” al museo di Storia naturale e archeologia

La situla di Montebelluna è stata esposta per la prima volta nella mostra “Storie di antichi Veneti. La situla figurata di Montebelluna”

L’archeologo Luca Zaghetto

Sarà la potenza evocativa dell’arte delle situle a far rivivere gesti, sentimenti e desideri degli antichi Veneti, giovedì 6 febbraio 2020, alle 20.45, all’auditorium della Biblioteca Comunale di Montebelluna (Tv) nell’incontro “Veneti antichi raccontano: amori, guerre e potere” con Luca Zaghetto, autore di numerosi studi sull’argomento, che parlerà di tre fondamentali opere di quest’arte: la situla Benvenuti di Este (Pd), il capolavoro assoluto dell’intera produzione, e le situle di Montebelluna e dell’Alpago, fra i più recenti e significativi rinvenimenti in materia, che ritraggono immagini erotiche e altre scene di vita di cui si daranno le più aggiornate interpretazioni. Tra 650 e 400 a.C., nell’Altoadriatico prese piede una produzione artistico/artigianale di preziosi oggetti in bronzo – perlopiù vasi da bevande pregiate chiamati situle, da cui il termine Arte delle situle – che ad oggi costituisce una delle più importanti fonti di informazione sulla storia dell’Europa preromana. Questi oggetti sono infatti decorati con raffigurazioni che, come vere e proprie fotografie, immortalano momenti e particolari della vita concreta delle antiche genti del Veneto e delle regioni limitrofe; momenti che l’archeologia altrimenti non avrebbe e non ha potuto farci conoscere; è il caso ad esempio di tutto l’abbigliamento, della vita di “corte”, delle cerimonie e dei giochi pubblici e anche degli eserciti, ritratti anch’essi con dovizia di particolari.

L’invito per la mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg. Archeologia di un territorio e visioni dal passato” al museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna

L’uomo sarà il vero protagonista di questa serata, lancio dell’imminente mostra archeologica al museo civico di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna “Sapiens. Da cacciatore a cyborg. Archeologia di un territorio e visioni dal passato”, la cui inaugurazione è prevista sabato 15 febbraio 2020, alle 16.30, con preziosi reperti da importanti musei come i civici di Padova, il civico di Treviso, il Muse di Trento. L’aspettativa è alta, i preparativi per l’allestimento non si fermano, ma per ora dalla direzione dell’Archeologico non trapelano altre informazioni.

“Quattro chiacchiere con i Celti”: al museo civico di Montebelluna si presenta il libro “I Celti e il Veneto” illustrato dalle autrici, Gambacurta e Ruta, che poi faranno rivivere le armi e i gioielli celtici esposti nella sezione archeologica del Museo

La sezione dedicata ai Veneti antichi nel museo civico di Storia Naturale e di Archeologia di Montebelluna (foto archeoveneto)

Logo del museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna

L’obiettivo dello studio è restituire un quadro aggiornato e, per quanto possibile, completo delle dinamiche dell’occupazione e della gestione del territorio da parte dei Veneti, che devono confrontarsi con le nuove presenze, trovare soluzioni per il controllo e la ridefinizione dei confini e inventarsi forme innovative di integrazione degli elementi stranieri. Parliamo di “I Celti e il Veneto. Storie di culture a confronto” (Sav – Archeologia Veneta, supplemento XL – 2017) che le due autrici, Giovanna Gambacurta e Mariangela Ruta, illustreranno venerdì 8 novembre 2019, alle 20.45, al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (Tv), nell’incontro “Quattro chiacchiere con i Celti”, speciale conferenza/visita/conversazione in cui sarà protagonista l’antico popolo dei Celti. Le due autrici del recentissimo volume “I Celti e il Veneto” saranno a disposizione del pubblico per far rivivere le armi e i gioielli celtici esposti nella sezione archeologica del Museo. Ingresso libero e gratuito. Consigliato per ragazzi e adulti.

Il libro “I Celti e il Veneto. Storie di culture a confronto” di Giovanna Gambacurta e Mariangela Ruta

La questione della dinamica e discussa relazione tra influenza di modelli celtici nella moda o nelle usanze e delle effettive presenze di genti celtiche nel Veneto a partire dal V secolo a.C. fino al I secolo a.C. è stata oggetto negli ultimi decenni di diversi contributi, da parte delle stesse autrici e non solo, ma non è mai stata affrontata in maniera esaustiva in un unico studio di sintesi. L’indagine viene condotta mediante l’analisi dei documenti archeologici, epigrafici e numismatici, distribuiti attraverso otto tempi nell’arco di quasi 500 anni, dando risalto alle caratteristiche più evidenti e macroscopiche di ciascun periodo e coniugando gli indicatori di celtismo già noti con le informazioni provenienti dalle nuove scoperte che si susseguono nel territorio regionale. Il volume illustra tempi e modi della diffusione della cultura celtica nel Veneto preromano. A tal scopo vengono identificati una serie di indicatori selezionati e organizzati in modo gerarchico per attestare le diverse sfumature tra diffusione di modelli culturali e presenze di gruppi di individui o di singole unità. La dinamica della gestione del territorio e delle problematiche di difesa dei confini emergono attraverso l’elaborazione di carte tematiche diacroniche.