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Verona. Al museo di Storia naturale la conferenza “Il potere delle macchine: storia dell’automazione e governo della tecnologia”, con Luca Ciancio dell’università di Verona, settimo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026

Martedì 27 gennaio 2026, alle 17, nella sala “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, la conferenza “Il potere delle macchine: storia dell’automazione e governo della tecnologia”, con Luca Ciancio dell’università di Verona, settimo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026, che propone un approfondimento sulla omonima mostra in programma fino al 31 maggio 2026 al MUSE di Trento – Palazzo delle Albere, dedicata alla diffusione delle tecnologie nel Principato vescovile di Trento nel Cinquecento. La mostra rappresenta un’occasione preziosa per interrogarsi sul ruolo odierno della tecnologia in una prospettiva di lunga durata. L’esposizione offre infatti spunti per comprendere come l’innovazione abbia storicamente modellato la società e come possa farlo ancora oggi, contribuendo a una riflessione pubblica più ampia capace di rafforzare l’idea di un governo umano, consapevole e responsabile dello sviluppo tecnologico. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

Verona. 7 incontri, 11 autori, 14 discussants, 5 case editrici, 1402 pagine lette e commentate: è il bilancio della prima edizione della rassegna “La Biblioteca di Nemo”

7 incontri, 11 autori, 14 discussants, 5 case editrici, 1402 pagine lette e commentate: è il bilancio della prima edizione della rassegna “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona” che si è conclusa il 18 dicembre 2025. “Ringraziamo le oltre 300 persone che sono venute ad ascoltare Claudia Addabbo, Paola Govoni, Maria Giovanna Belcastro, Alessandra Bonoli, Giovanna Guerzoni, Alessandro Guidi, Francesco Mezzalira, Elena Canadelli, Paola Bernadette Di Lieto, Andrea Augenti e Paolo Mazzarello”, spiegano al museo. “Un grazie infine al dipartimento di Culture e civiltà dell’università di Verona, partner dell’iniziativa, e alla Società italiana di Storia della Scienza, che ha patrocinato la rassegna”. Per chi fosse interessato, i libri si possono trovare alla Biblioteca del museo di Storia naturale di Verona.

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Storia naturale del viaggio di Marco Polo in Oriente” di Francesco Mezzalira, quarto incontro del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona”

Giovedì 25 settembre 2025, alle ore 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, col quarto appuntamento, riprendono dopo la pausa estiva gli incontri del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona” con la presentazione del libro “Storia naturale del viaggio di Marco Polo in Oriente” di Francesco Mezzalira (TGBook 2024). L’autore discuterà assieme a Luca Ciancio (università di Verona) e a Leonardo Latella (musei civici di Verona) in merito alle interessanti e talvolta bizzarre vicende zoologiche e botaniche che il celebre viaggiatore veneziano ebbe modo di vivere durante il suo viaggio e di raccontare nel Milione. Il racconto del viaggio di Marco Polo in Oriente come documento della flora e della fauna dell’Asia nel XIII secolo. Il libro propone un nuovo, originale e accurato studio botanico e zoologico complessivo del Milione con una proposta critica di identificazione delle specie di piante e animali descritte in una delle opere più interessanti e ricche di fascino della letteratura medioevale. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa realizzata dai Musei civici di Verona – museo di Storia naturale di Verona e Servizio Biblioteche specialistiche e Archivi storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza.

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro di botanica “Le specie vegetali alloctone della Regione Veneto” a cura della Sezione Veneto della Società Botanica Italiana

Venerdì 4 luglio 2025, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, presentazione del libro di botanica “Le specie vegetali alloctone della Regione Veneto”. La pubblicazione è stata curata dalla Sezione Veneto della Società Botanica Italiana e pubblicata come monografia nelle Memorie del museo di Storia naturale di Verona. Il libro si occupa delle piante aliene del Veneto, ovvero quelle piante che sono state introdotte più o meno volontariamente dall’uomo solo in tempi recenti, e che si stanno diffondendo sempre più rapidamente in natura. Sono in programma gli interventi di Leonardo Filesi, presidente della Sezione Veneto della Società Botanica Italiana e professore all’università Iuav di Venezia e coordinatore scientifico della pubblicazione del volume, “Perché un libro sulle aliene in Veneto?”; Gabriele Galasso, botanico del museo di Storia naturale di Milano e coordinatore del Gruppo di Lavoro per le specie alloctone della Società Botanica Italiana, “Invasioni biologiche: le piante aliene in Italia”; Sebastiano Andreatta, botanico del museo di Storia naturale di Verona, “Aliene in Veneto: situazione sotto controllo?”. La partecipazione alla presentazione del libro è libera fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il libro si occupa delle piante aliene del Veneto, ovvero quelle piante che sono state introdotte più o meno volontariamente dall’uomo solo in tempi recenti, e che si stanno diffondendo sempre più rapidamente in natura. Dopo alcuni capitoli introduttivi sull’argomento, nel libro vengono descritte in dettaglio circa 100 di queste specie aliene, scelte tra le più emblematiche e in espansione. Il libro è corredato dalla mappa dell’attuale distribuzione di queste specie in Veneto, frutto delle capillari ricerche sul territorio condotte dai botanici che hanno collaborato alla pubblicazione. Hanno contributo al libro come autori: Sebastiano Andreatta, Carlo Argenti, Simona Armeli Minicante, Gabriella Buffa, Adriano Camuffo, Bernardino Carpené, Nicola Casarotto, Andrea De Coi, Graziano Favaro, Leonardo Filesi, Maria Rita Lapenna, Cesare Lasen, Niccolò Marchi, Rizzieri Masin, Bruno Pellegrini, Filippo Prosser, Silvio Scortegagna, Stefano Tasinazzo, Davide Tomasi, Mariacristina Villani, Katia Zanatta, Michele Zanetti. Coordinamento scientifico: Leonardo Filesi. L’opera, rilasciata sotto la licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives, è disponibile online nella sezione Pubblicazioni del sito del museo di Storia naturale di Verona al link https://rb.gy/yz496p.

“Il colle di San Briccio 3000 anni fa”, un viaggio tra archeologia, architettura e natura in due tappe: al museo di Storia naturale di Verona conferenza, docu-film e visita ai reperti; e a San Briccio (Lavagno) visita guidata al Forte

Frame del docu-film “Il colle di San Briccio 3000 anni fa. Viaggio tra protostoria e storia” di Giovanni Tosi

“Il colle di San Briccio 3000 anni fa”: è un viaggio tra archeologia, architettura e natura quello proposto dalle associazioni San Briccio in Festa e All’ombra del Forte in collaborazione con il museo di Storia naturale di Verona, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, e l’associazione Alteritas-Interazione tra i Popoli, in due giornate: venerdì 23 maggio e sabato 31 maggio 2025. L’iniziativa vuole riportare alla memoria frammenti di vita di una piccola comunità di Veneti antichi che sul colle di San Briccio ha vissuto, lavorato, creduto, attraverso i reperti archeologici presenti nei depositi e nelle sale espositive dei Musei Civici e della Soprintendenza di Verona. Il progetto, ideato da Giovanni Tosi e attuato da un team di volontari, ha portato alla realizzazione di un docu-film e di roll-up espositivi.

Si inizia venerdì 23 maggio 2025, alle 16.30, al museo di Storia naturale di Verona, in lungadige Porta Vittoria 9. In sala conferenze “S. Ruffo” intervengono Giovanni Tosi, curatore del progetto; Nicoletta Martinelli e Massimo Saracino, museo di Storia Naturale; Paola Salzani, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza; Simona Marchesini, associazione Alteritas-Interazione tra i Popoli. Quest’ultima interviene su xFormal, un progetto nato per verificare l’impatto dell’apprendimento informale e non formale nei musei su studenti e cittadini di ogni età e che ha interessato alcuni reperti provenienti da San Briccio ed esposti nel museo di Storia naturale di Verona.

Segue la proiezione del docu-film “Il colle di San Briccio 3000 anni fa”. Al termine della proiezione sarà possibile approfondire la storia delle ricerche archeologiche di San Briccio attraverso i roll-up posizionati nell’atrio e ammirare i reperti esposti nella sala della Preistoria veronese. Chiuderà un momento conviviale.

Planimetria del sito del colle di San Briccio (Lavagno, Vr) dalla scheda del Catalogo generale dei Beni culturali (foto mic)

Il “viaggio” continua sabato 31 maggio 2025 al Forte di San Briccio, nel comune di Lavagno (Vr). Ritrovo alle 10 nel piazzale antistante il forte. Visita guidata all’omonimo forte militare, oggetto delle prime ricerche e recuperi archeologici durante la sua costruzione tra il 1883 e il 1888. Ingresso gratuito con prenotazione online entro il 29 maggio al link https://rb.gy/ndua8l. “Il colle su cui sorge il forte San Briccio di Lavagno – si legge nella scheda del Catalogo generale dei Beni culturali del Mic – fu sede di insediamenti in epoche preistoriche e storiche. La posizione strategica è confermata da una pista stradale preistorica ai piedi dell’altura, corrispondente al tracciato della via Postumia (II secolo a.C.). La prima frequentazione risale all’eneolitico (III millennio a .C.) e continua in tarda età del bronzo (seconda metà II millennio a.C.) e durante l’età del Ferro (I millennio a.C.), quando l’abitato assume una rilevante importanza testimoniata dall’abbondanza di materiali archeologici rinvenuti. Nella zona dovevano verosimilmente esserci anche un sepolcreto ed un santuario o area votiva. La continuità di insediamento è confermata anche nell’età romana. Durante gli scavi per il forte, vennero individuate le fondamenta riferibili al castello medievale documentato anche da fonti scritte. Ad esclusione del mappale occupato dal forte, la cui costruzione deve aver distrutto la stratigrafia antica e le strutture relative al castello, le aree poste all’esterno del forte presentano ancora stratigrafie e strutture antiche”.

Milano. All’università presentazione del libro “Spazi domestici nell’età del Bronzo: dall’individuazione alla restituzione” (Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, n. 16, 2023) a cura dell’archeologa Paola A.E. Bianchi e di Massimo Saracino archeologo preistorico del museo veronese

milano_università_libro-spazi-domestici-nell-età-del-bronzo_locandinaLunedì 31 marzo 2025, alle 10.30, in aula 435 del settore didattico dell’università di Milano, in via Festa del Perdono 7, presentazione del libro “Spazi domestici nell’età del Bronzo: dall’individuazione alla restituzione”, Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, n. 16, 2023. Intervengono Andrea Cardarelli (presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria) e i curatori Paola A.E. Bianchi (archeologa libera professionista) e Massimo Saracino (I-MUV museo di Storia naturale di Verona, sezione di Preistoria), in dialogo con Marta Rapi e Umberto Tecchiati (dipartimento di Beni culturali e ambientali, università di Milano).

“Il volume monografico “Spazi domestici nell’età del Bronzo”, che esce nella 2° serie delle Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, dedicata alle Scienze dell’Uomo”, scrive nella Presentazione Monica Miari già presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, “prende le mosse dall’Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria tenutosi il 6 e 7 ottobre 2022 al Museo di Storia Naturale di Verona e delle conferenze online, propedeutiche all’evento, che l’hanno preceduto. L’incontro di studio, l’undicesimo da quando l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria ha promosso l’organizzazione di questi momenti di aggiornamento e di scambio di idee, centrati sull’attualità della ricerca e su tematiche circoscritte, ha inteso approfondire e analizzare il tema della “casa”, intesa come unità fisica e funzionale, nell’età del Bronzo. La realizzazione dello I.A.P.P. è stata possibile grazie al sostegno e alla collaborazione dei Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale, nonché all’impegno del Comitato Scientifico, composto da Paolo Bellintani, Maria Bernabò Brea, Paola A.E. Bianchi, Nicoletta Martinelli, Mara Migliavacca, Italo M. Muntoni, Cristiano Nicosia, Domenico Oione, Laura Pau, Giulia Recchia e Massimo Saracino. Da ricordare altresì la disponibilità di cooperazione offerta dalla direzione museo Archeologico nazionale di Verona, in occasione della visita alla sua esposizione permanente. Nel volume, preceduto da un’ampia introduzione scritta a quattro mani dai curatori e coordinatori dell’evento, Paola A.E. Bianchi e Massimo Saracino, è stata mantenuta la suddivisione in sezioni che aveva caratterizzato i lavori a Verona, a partire dall’inquadramento metodologico, per poi declinarsi in tre macro-aree tematiche: “Individuare e riconoscere lo spazio domestico”, “Scavo e ricostruzione dello spazio domestico”, “Strutture, materiali e analisi dello spazio domestico”. Mantenendo le promesse, la pubblicazione restituisce, quindi, alla comunità degli studiosi, un quadro aggiornato sulla tematica scelta, dall’illustrazione di nuovi contesti, alla presentazione di innovative metodologie di documentazione e indagine, all’aggiornamento puntuale e progressivo di alcuni dei più importanti siti di abitato dell’età del Bronzo in Italia”.

Verona. Al museo di Storia Naturale presentazione del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo, primo degli incontri “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona” a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca

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Con la presentazione del libro “Achille Forti. Botanica fotografia e arte” di Claudia Addabbo prendono il via giovedì 27 marzo 2025, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale a Palazzo Pompei in lungadige Porta Vittoria 9 a Verona, gli incontri “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona” realizzati dal museo di Storia naturale di Verona e dal Servizio Biblioteche specialistiche e Archivi storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza. Un’occasione per presentare al pubblico testi di recente e recentissima pubblicazione scritti e curati da specialiste e specialisti i cui interessi di ricerca intrecciano i terreni di indagine del museo di Storia naturale, con un occhio di particolare riguardo per il taglio comunicativo, interdisciplinare e storicizzato del sapere scientifico. In programma, nel 2025, sette appuntamenti a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca. In un’ottica di disseminazione del sapere e di interdisciplinarietà all’interno di Musei, Archivi e Biblioteche come hubs culturali e punti di incontro per la cittadinanza, e nell’ambito delle attività in corso e relative allo sviluppo del progetto per la nuova sede di Biblioteche e Archivi presso la Palazzina di Comando dell’ex Arsenale, “La Biblioteca di Nemo” mette in contatto istituzioni museali e universitarie, autrici e autori di volumi relativi alle scienze naturali e alla loro storia, studiose e studiosi, non solo con lo scopo di far conoscere le opere presentate, ma anche di vivere il Museo come esperienza partecipativa a 360 gradi. Gli incontri si svolgono il giovedì pomeriggio, tra le 17 e le 18.30: in programma, nel 2025, sette appuntamenti. Ogni intervento, della durata di un’ora e mezza, sarà strutturato in maniera seminariale e discorsiva, con una breve presentazione dell’opera, un dialogo con uno o più discussants e uno spazio finale dedicato alle domande del pubblico.

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Si comincia dunque 27 marzo 2025, alle 17, con la presentazione del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo (ETS, 2024). Saluti istituzionali e presentazione della rassegna: Marta Ugolini, assessore a Cultura, Turismo, Rapporti con l’Unesco; Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici; Emanuela Gamberoni, dipartimento Culture e Civiltà università di Verona; Elena Canadelli, presidente Società Italiana di Storia della Scienza; Leonardo Latella, responsabile delle Collezioni naturalistiche del museo di Storia naturale di Verona; Fausta Piccoli, responsabile del Servizio Biblioteche e Archivi Storici e Fotografici dei Musei. Discutono con l’autrice Andrea Campalto (Musei Civici di Verona) e Gian Paolo Romagnani (Università di Verona).

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Copertina del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo (ETS)

Achille Forti. Botanica, fotografia e arte. Il libro racconta la figura e l’opera del botanico veronese Achille Forti attraverso un’ampia galleria di immagini, testi e oggetti d’arte e di scienza. Vissuto a Verona tra il 1878 e il 1937, si laureò nel 1900 in Scienze naturali all’università di Padova, studiando con alcuni grandi naturalisti del tempo, tra i quali Pier Andrea Saccardo, Caro Massalongo e Giovanni Battista De Toni. Dedicò la sua vita allo studio delle alghe, ma fu anche un mecenate appassionato di arte, storia e fotografia, al centro di una fitta rete di collaborazioni e scambi con studiose e studiosi del suo tempo. Legato a Verona e a Padova, Forti designò come erede universale la prima, lasciando all’università di Padova le sue collezioni botaniche e i suoi volumi e opuscoli relativi all’algologia e alle scienze naturali. Attraverso lo sguardo e l’attività di Achille Forti si delineano immagini e percorsi inediti della scienza e della cultura italiana, di scienza tra Otto e Novecento.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI

17 aprile 2025, alle 17, “Ripensare l’Antropocene. Oltre natura e cultura” di Paola Govoni, Maria Giovanna Belcastro, Alessandra Bonoli, Giovanna Guerzoni (Carocci, 2024). Discutono con le autrici Luca Ciancio (università di Verona) e Massimiliano Badino (università di Verona). 15 maggio 2025, alle 17, “Roma preistorica” di Alessandro Guidi (Carocci, 2024). Discutono con l’autore Massimo Saracino (Musei Civici di Verona) e Alfredo Buonopane (università di Verona). 25 settembre 2025, alle 17, “Storia naturale del viaggio di Marco Polo in Oriente” di Francesco Mezzalira (Tg Book, 2024). Discutono con l’autore Leonardo Latella (Musei Civici di Verona) e Luca Ciancio (università di Verona). 23 ottobre 2025, alle 17, “Da cimeli a beni culturali. Fonti per una storia del patrimonio scientifico italiano” a cura di Elena Canadelli e Paola Bernadette Di Lieto (Editrice Bibliografica, 2024). Discutono con le autrici Nicoletta Martinelli (Musei Civici di Verona) e Fedra Alessandra Pizzato (università di Verona). 20 novembre 2025, alle 17, “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro e Fedra Alessandra Pizzato (Carocci, 2025). Dialogo tra curatori e autori del volume. 18 dicembre 2025, alle 17, “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello (Hoepli, 2024). Discutono con l’autore Monica Ghidoni (Comune di Verona) e Pietro Schirò (università di Verona).

Verona. Doppia iniziativa per valorizzare il sito paleolitico del Riparo Tagliente di Stallavena: al museo di Storia naturale il docu-film “Il leone e la pietra”; al museo Archeologico nazionale il laboratorio “Una giornata con gli antenati paleolitici”

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Ciottolo inciso con figura di stambecco dal Riparo Tagliente, conservato nel museo Archeologico nazionale di Verona (foto graziano tavan)

Doppia iniziativa, il 21 e 29 marzo 2025, per valorizzare il sito paleolitico di Riparo Tagliente, a Stallavena di Grezzana (Vr), sul fianco destro della Valpantena, che conserva le testimonianze di frequentazioni antropiche del Paleolitico Medio e Superiore (60.000-10.000 anni fa). Fu scoperto nel 1958 da Francesco Tagliente. Le prime ricerche furono condotte tra il 1962 e il 1964 a cura del museo civico di Storia Naturale di Verona, vennero riprese nel 1967 dall’università di Ferrara e sono ancora in corso. I due eventi in programma il 21 e il 29 marzo 2025 nascono dalla collaborazione tra Comune di Verona – museo di Storia Naturale, Comune di Grezzana e università di Ferrara – dipartimento di Studi umanistici, tra cui è in atto una storica cooperazione recentemente formalizzata col rinnovo di una convenzione per la valorizzazione del sito del Riparo Tagliente, assieme alla direzione regionale Musei nazionali Veneto e alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza.

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Venerdì 21 marzo 2025, alle 17, in sala conferenze “Sandro Ruffo”, al museo civico di Storia Naturale di Verona, in lungadige Porta Vittoria 9 a Verona, presentazione del docu-video “Il leone e la pietra. 63 anni di scavi al Riparo Tagliente”, che approda a Verona dopo una fortunata video-première alla biblioteca comunale di Grezzana, facendo tappa nelle istituzioni museali che contribuiscono alla valorizzazione del sito paleolitico di Riparo Tagliente: i Musei Civici di Verona, con il Museo di Storia Naturale, e il museo Archeologico nazionale di Verona. Intervengono gli archeologi della sezione di Preistoria del museo di Storia Naturale Nicoletta Martinelli e Massimo Saracino, l’attuale responsabile scientifica delle ricerche Federica Fontana con il co-direttore delle indagini Davide Visentin dell’università di Ferrara e l’ex direttore degli scavi Antonio Guerreschi.  A seguire visita libera alla sala di Preistoria Veronese, con focus sui reperti dal Riparo Tagliente.

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Sabato 29 marzo 2025, alle 15, al museo Archeologico nazionale di Verona, in stradone San Tomaso 3 a Verona, laboratorio per piccoli e grandi: “Una giornata di 15mila anni fa con gli antenati paleolitici di Riparo Tagliente”. Come si confeziona una punta di freccia in pietra scheggiata? Come si preparavano i colori nel Paleolitico? Attività di scheggiatura, osservazione dello strumentario paleolitico, preparazione dei coloranti e analisi di alcune incisioni di Riparo Tagliente insieme agli archeologi dell’università di Ferrara: Federica Fontana, Nicolò Fasser, Giorgia Sardelli, Davide Forte. Attività gratuita compresa nel regolare biglietto d’ingresso, info e prenotazioni: T. 045 591211 – drm-ven.museoverona@cultura.gov.it

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Food and wine in ancient Verona / Cibo e vino nella Verona antica – Vol. II – Mangiare e bere nella Preistoria e Protostoria” secondo volume del progetto dell’università di Verona “In Veronensium mensa. Food and Wine in ancient Verona”

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Giovedì 27 febbraio 2025, alle 16.30, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona è in programma la presentazione del libro “Food and wine in ancient Verona / Cibo e vino nella Verona antica – Vol. II – Mangiare e bere nella Preistoria e Protostoria” a cura di Mara Migliavacca, Nicoletta Martinelli, Paola Salzani, Massimo Saracino (Edizioni Quasar, Roma), secondo volume del progetto dell’università di Verona “In Veronensium mensa. Food and Wine in ancient Verona”, finanziato da Fondazione Cariverona. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Il programma prevede i saluti di benvenuto di Marta Ugolini, assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Verona; Paolo De Paolis, direttore dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona; Andrea Rosignoli, soprintendente ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza; e Francesca Rossi, direttrice dei musei civici di Verona. Sono previsti inoltre gli interventi di Flavia Guzzo, docente di Botanica dell’università di Verona, e Maurizio Cattani, docente di Preistoria e Protostoria dell’università di Bologna, che sono impegnati da anni nello studio delle tematiche delle fonti e delle diete alimentari del presente e del passato, il cui diverso approccio scientifico permetterà di avere una miglior comprensione delle tradizioni culinarie che ancora oggi caratterizzano Verona e non solo.

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“In Veronensium mensa. Food and Wine in ancient Verona”, progetto di ricerca dell’università di Verona

La presentazione segue a breve distanza quella del primo volume, svoltasi nel dicembre 2024 nella sede dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere. Questa seconda pubblicazione contiene una serie di contributi che, rispetto al primo volume, si concentra sulla preistoria e protostoria veronese, aggiungendo un importante tassello al progetto complessivo. In questa occasione alcuni risultati del progetto Food and wine in ancient Verona sono stati integrati con una ricca serie di importanti dati scaturiti da altre indagini in corso da parte di enti di ricerca da anni impegnati sul territorio, il cui tratto comune risiede nell’inter- e multidisciplinarietà e nell’impiego di metodologie scientifiche complesse e diversificate. Il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona, coordinatore del progetto, il museo civico di Storia naturale di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio, in tale progetto si sono fatti promotori della convergenza di enti e competenze per una ricerca in grado di ricostruire, da più punti di vista, le modalità dell’alimentazione in un arco temporale molto vasto, che si allargherà più avanti con gli ulteriori sviluppi previsti dal progetto.

Verona. Al museo di Storia naturale per il ciclo “Visti da vicino. Visita con il curatore” la conferenza “Cibo dall’Oriente: i primi agricoltori” con Sebastiano Andreatta e Nicoletta Martinelli

verona_storia-naturale_visti-da-vicino_cibo-dall-oriente-i-primi-agricoltori_andreatta-martinelli_locandinaMartedì 28 gennaio 2025, alle 16, al museo civico di Storia naturale di Verona, nuovo appuntamento del ciclo “Visti da vicino. Visita con il curatore” la conferenza “Cibo dall’Oriente: i primi agricoltori” con Sebastiano Andreatta e Nicoletta Martinelli che parleranno delle piante che i primi agricoltori hanno importato nei nostri territori – che conosciamo attraverso lo studio dei siti preistorici – e dell’involontario trasporto di altre piante a margine delle coltivazioni. L’appuntamento è gratuito con il biglietto di ingresso al Museo e per chi ha la MY IMUV Card dedicata ai residenti nel Comune di Verona e non è necessaria la prenotazione.