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“Natale a Paestum e Velia”: concerti, laboratori e visite guidate organizzate dai parchi archeologici di Paestum e Velia fino alla Befana. Ecco il programma

Paestu-velia_parchi_programma-natale-2024_locandinaLa magia dei concerti che si sono svolti nei giorni scorsi al museo Archeologico nazionale di Paestum è stata l’antipasto del ricco programma di Natale a Paestum e Velia. Nell’ambito delle iniziative organizzate dai parchi archeologici di Paestum e Velia nel periodo natalizio, il 26, il 28 e il 29 dicembre 2024, tornano al Museo, i concerti per arpa e con trio d’archi, accompagnati da letture sull’antica Poseidonia. Sono inoltre previsti anche laboratori didattici adatti a grandi e piccoli: il 26 dicembre in calendario un laboratorio e una visita guidata dedicati alla dea Athena, il 29 dicembre 2024, invece, è possibile partecipare ad un laboratorio sulle antiche tradizioni incentrato sui buoni propositi per l’anno nuovo e una visita tematica alle sezioni dei santuari meridionali. Anche presso l’area archeologica di Velia, il 26 dicembre 2024 è previsto un laboratorio didattico dedicato alla scoperta del patrimonio archeologico attraverso i numeri della tombola; il 29 dicembre 2024, invece, un laboratorio per conoscere le tecniche della tessitura antica. Inoltre, giovedì 26 e domenica 29 dicembre 2024, i Parchi mettono a disposizione un servizio di navetta gratuita in partenza da Paestum a Velia e ritorno.

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Concerto nell’agorà del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

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Concerto nell’agorà del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

PROGRAMMA INIZIATIVE FINO AL 6 GENNAIO 2025 A PAESTUM. Il 26 dicembre, 10-12 e 15-18, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “POSEIDONIA ON STAGE: VOCI E SUONI DEL MITO”: concerto con trio d’archi e letture sull’antica Poseidonia; alle 11, sempre al museo di Paestum, “UN PORTA FORTUNA DIVINO”: visita guidata e laboratorio. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. Athena, dea della saggezza, ci accompagna nel suo santuario regalandoci un portafortuna in vista del nuovo anno. ​​I bambini, dopo la visita alle sale del museo, realizzeranno un piccolo portafortuna sotto il segno di Athena. Il 27 dicembre, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Paestum, Performance Arte Fernando Mangone con accompagnamento musicale di Bruno Tomasello. Il 28 dicembre, 10-12 e 15-18, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “POSEIDONIA ON STAGE: VOCI E SUONI DEL MITO”: concerto per arpa e letture sull’antica Poseidonia. Il 29 dicembre, 10-12 e 15-18, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “POSEIDONIA ON STAGE: VOCI E SUONI DEL MITO”: concerto per arpa e letture sull’antica Poseidonia. Alle 11, sempre al museo di Paestum, “ANTICHE TRADIZIONI”: visita guidata e laboratorio. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. Visita tematica alla sezione dei santuari meridionali e a seguire un laboratorio sui buoni propositi per il nuovo anno. Il 5 gennaio, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “LA PAESTUM DEL GRAND TOUR”: visita guidata. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. Si inizia il nuovo anno sulle tracce dei viaggiatori del Grand Tour, riscoprendo la storia di Poseidonia/Paestum. Il 6 gennaio, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “KÉRAMOS. LABORATORI DI CERAMICA PER TUTTI”: laboratorio per apprendere le tecniche di formatura, decorazioni, torni e hot pot in collaborazione con Associazione Pandora Artiste Ceramiste.

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Eventi nell’area archeologica di Velia (foto pa-paeve)

PROGRAMMA INIZIATIVE FINO AL 5 GENNAIO 2025 A VELIA. Il 26 dicembre, alle 11, nell’area archeologica, “TOMBOLA ARCHEOLOGICA”: laboratorio didattico. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. Scoprire curiosità e informazioni su Velia e il suo patrimonio archeologico attraverso i numeri della tombola. Il 29 dicembre, alle 11, nell’area archeologica, “TELAIO E TESSITURA: DAL NEOLITICO ALLA FIBER ART”: laboratorio didattico. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. Come si crea un tessuto? Cos’è una spoletta? Approfondiremo la conoscenza della tessitura antica e, con l’aiuto di un operatore, ogni partecipante potrà dar vita alla sua prima creazione di fiber art da portare a casa. Il 5 gennaio, alle 11, nell’area archeologica, “VELIA E LE SUE DIVINITÀ”: un viaggio alla scoperta delle divinità di Velia. Dalla maestosa Torre Angioina. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. È possibile ammirare il tempio di Athena, la terrazza di Poseidone, il crinale degli dei e avvertire la sacralità che questi luoghi trasmettono ancora oggi.

Il biglietto per le attività può essere acquistato direttamente presso le biglietterie di Paestum e Velia. Per info e prenotazioni dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, telefonare al 0812395653. Con l’iniziativa “Paestum e Velia on the road” raggiungere Velia partendo da Paestum sarà semplicissimo con la navetta gratuita messa a disposizione dai Parchi. Navetta gratuita in partenza da Paestum a Velia e ritorno: un’occasione unica per ammirare la bellezza di due importanti città della Magna Grecia. Si parte alle 14 dal parcheggio Voza, nei pressi del bar Anna, a pochi passi dall’area archeologica. Lo stesso bus ripartirà da Velia alle 17 e vi riporterà a Paestum. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il “ticket navetta” in biglietteria. Giovedì 26 e domenica 29 dicembre è previsto il servizio navetta. Il servizio è incluso nel biglietto dei Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Paestum (Sa). Focus del Tour Guide, incontro di formazione per guide turistiche abilitate ed operatori del settore, sul nuovo allestimento “Paestum: dalla città romana a oggi”: ecco la presentazione di Tiziana D’Angelo, Massimo Osanna, Alfonsina Russo e Teresa Marino

paestum_archeologico_nuova-sezione-romana_tour-guide_locandinaPensato come una stratigrafia archeologica che guida i visitatori attraverso le epoche, il museo Archeologico nazionale di Paestum ha arricchito il suo percorso espositivo con una nuova sezione, dedicata alla storia della città dalla fondazione della colonia latina nel 273 a.C. fino all’età moderna. E martedì 10 dicembre 2024, dalle 10.30 alle 14.30, il Tour Guide, l’incontro di formazione per guide turistiche abilitate ed operatori del settore, sarà dedicato alla conoscenza e all’approfondimento del nuovo allestimento “Paestum: dalla città romana a oggi”. La formazione sarà tenuta dal direttore, Tiziana D’Angelo, e dagli archeologi in servizio ai parchi archeologici di Paestum e Velia.

paestum_archeologico_sezione-dalla-cittù-romana-a-oggi_apertura_locandinaLa nuova Sezione “Paestum: dalla città romana a oggi”, aperta al pubblico dal 16 novembre 2024 e intitolata all’archeologo Mario Torelli a 25 anni dal primo allestimento da lui curato (vedi Paestum. A 25 anni dal primo allestimento al museo Archeologico nazionale apre al pubblico la sezione “Paestum: dalla città romana a oggi” intitolata a Mario Torelli. All’inaugurazione intervengono Osanna e Alfonsina Russo | archeologiavocidalpassato), ripercorre la storia di Paestum dalla fondazione della colonia latina nel 273 a.C. fino all’età moderna: le vecchie e nuove forme della religiosità, gli spazi pubblici e privati, la monetazione, i grandi protagonisti e la vita quotidiana della città prendono vita in uno spazio completamente riallestito, dove si espongono opere identitarie come la statua in bronzo del sileno Marsia e si presentano per la prima volta reperti inediti provenienti da scavi più o meno recenti oppure selezionati all’esito di una capillare ricognizione dei depositi e di una accurata fase di studio e documentazione. Il percorso di visita prosegue con l’esposizione del volume di G.B. e F. Piranesi con vedute dei templi, appartenente alla collezione del museo, e con dieci opere a incisione, acquerello, gouache e altre tecniche, appartenenti alla collezione della Fondazione Giambattista Vico, che testimoniano la “riscoperta” del sito avvenuta alla metà del Settecento in connessione con il fenomeno del Grand Tour e la sua rappresentazione nell’immaginario di viaggiatori ed eruditi dell’Ottocento. Documenti originali e fotografie raccontano, infine, l’avvio della grande stagione di scavi, studi e ricerche nel Novecento, che proseguono tuttora nel segno della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico pestano.

In questo video prodotto dai parchi archeologici di Paestum e Velia gli interventi dei protagonisti del progetto di valorizzazione e ampliamento del percorso di visita dedicato alla fase romana del sito archeologico all’inaugurazione della nuova sezione “Paestum: dalla città romana a oggi”.

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia: “Oggi si inaugura una nuova sezione del museo Archeologico nazionale di Paestum, quella dedicata a Paestum dalla città romana a oggi. È una sezione che ci accompagna in un viaggio che prende avvio nel III secolo a.C. quando Paestum diventa una colonia latina. Attraversa poi l’epoca tardoantica, quella medievale, moderna fino a raggiungere la riscoperta del sito nel corso del ‘700 nel contesto del fenomeno culturale del Grand Tour”

Massimo Osanna, direttore generale dei Musei; “Un bellissimo nuovo spazio espositivo dedicato alla Paestum romana che innanzitutto è all’insegna dell’accessibilità: testi molto chiari, il percorso intuitivo e soprattutto fruibile da tutti. Questo è uno dei punti chiave per la nostra idea di museo. E poi è bello che si riapra una sezione che aveva creato Mario Torelli, un maestro indimenticabile degli archeologi italiani, tra l’altro anche il mio maestro, ed è bello che sia dedicata a lui”.

Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale: “Una sala ben allestita che arricchisce il racconto della città di Paestum che parte dall’età protostorica nei piani inferiori, attraversa la città attraverso il periodo greco e quindi si arriva al periodo romano. Ma arriviamo anche al Grad Tour, quindi la fortuna di questi territori anche dopo l’abbandono e quello che hanno rappresentato per la civiltà europea”.

Teresa Marino, archeologa dei parchi archeologici di Paestum e Velia: “L’allestimento realizzato è frutto di un grande lavoro di collaborazione e di squadra a cui hanno partecipato numerosissimi professionisti e studiosi, e molte alter figure professionali e di tutti coloro che quotidianamente studiano ciascuno degli ambiti che sono qui esposti: dalla scultura alle monete alla ceramica all’architettura. Insomma, un lavoro collettivo per il quale siamo veramente lieti di poter presentare i risultati”.

Tiziana D’Angelo: “All’interno di un museo che è concepito quasi fosse uno scavo stratigrafico la sezione romana rappresenta la fase più recente della vita del sito. Questo nuovo allestimento contiene numerose novità, a partire da reperti che sono stati recuperati attraverso una ricognizione molto attenta dei materiali conservati all’interno dei nostri depositi fino invece a oggetti che provengono da scavi recenti o ancora in corso, come ad esempio una testa in calcare che apparteneva al capitello di una colonna corinzia del tempio cosiddetto della Pace all’interno del Foro di Paestum”.

Paestum. Apre la mostra di arte contemporanea “Segni Epocali. Fernando Mangone racconta Paestum”, una rilettura non convenzionale del passato attraverso lo sguardo dell’artista di fama internazionale 

paestum_parco_mostra-segni-epocali-fernando-mangone-racconta-paestum_locandina“Segni Epocali. Fernando Mangone racconta Paestum” è il titolo della mostra di arte contemporanea promossa dal parco archeologico di Paestum, dal 26 ottobre 2024 al 12 gennaio 2025, interamente dedicata al patrimonio pestano. L’esposizione offre una rilettura non convenzionale del passato attraverso lo sguardo dell’artista di fama internazionale Fernando Mangone, che ha dedicato trent’anni al racconto pittorico del patrimonio dei parchi archeologici di Paestum e Velia, in provincia di Salerno. La mostra rappresenta una riflessione profonda sulla continuità storica, sulle tracce del tempo e sulla capacità dell’arte di parlare di epoche diverse, mantenendo vive le radici di un territorio che ha molto da raccontare. In questo dialogo continuo tra antico e moderno, Mangone interpreta e reinterpreta, attraverso la sua visione artistica, la magnificenza di Paestum, traducendo segni e simboli dell’antica città in un linguaggio adatto alla sensibilità contemporanea.

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L’artista Fernando Mangone con una sua opera al Tempio di Nettuno, nel santuario meridionale di Paestum (foto pa-paeve)

Sabato 26 ottobre 2024 la vernice della mostra al santuario meridionale di Paestum: dopo i saluti istituzionali e la presentazione della mostra, alle 17.30, performance art di Fernando Mangone con accompagnamento musicale; 18, visita all’interno del Tempio di Nettuno con le altre opere esposte; 18.30, disvelamento polittico e accensione delle lampade Wood; 19, visita della mostra nella sala cella del museo Archeologico nazionale; 19.30, rinfresco nella sala spazio pubblico del museo Archeologico. Intervengono Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Teresa Marino, funzionario archeologo dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Luciano Carini, curatore della mostra; Carlo Motta, responsabile libri Editoriale Giorgio Mondadori.

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La Basilica del santuario meridionale di Paestum e un’opera di Fernando Mangone (foto pa-paeve)

Come afferma il direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo, “Fernando Mangone è un artista di fama internazionale, ma è soprattutto un uomo profondamente radicato in questa terra, un conoscitore appassionato dei suoi antichi miti, delle sue tradizioni, della sua iconografia. Nelle sue opere, Mangone lascia riaffiorare gli strati della storia più antica della città, ma anche quelli della propria vita»”. La mostra riporta l’artista nel suo territorio d’origine. Nelle parole del curatore della mostra Luciano Carini, “Paestum e Fernando Mangone sono un binomio unico e straordinario. Il nostro artista è figlio di questa terra, suo attento e scrupoloso conoscitore. Mangone ama il suo territorio, la sua gente e la sua storia. In questa mostra l’artista campano ha ricostruito, con un linguaggio moderno e contemporaneo, tutte le fasi storiche dell’antico luogo, dalle origini ai nostri giorni”. Pur avendo vissuto e viaggiato in numerose città d’Europa, Mangone ha dedicato gran parte della sua vita alla rappresentazione di Paestum, un luogo dove il fascino dell’antico si intreccia con la sua sensibilità artistica tutta contemporanea. Con una maestria che ricalca le istanze del movimento espressionista, Mangone ha saputo catturare l’essenza di un territorio che conserva intatta la sua maestosità. Nei suoi dipinti, Paestum non è soltanto un sito archeologico, ma una culla di memoria e bellezza che viene riscoperta e reinterpretata attraverso il suo tratto.

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L’artista Fernando Mangone con una sua opera al Tempio di Atena, nel santuario meridionale di Paestum (foto pa-paeve)

Il progetto della mostra “Segni Epocali. Fernando Mangone racconta Paestum” si basa sull’idea che “Il museo non rappresenta più soltanto l’immagine più alta del passato, esso è, oggi, anche lo specchio del continuo evolversi della società e dei suoi bisogni. Questo cambiamento ha richiesto un arricchimento dell’offerta culturale attraverso una strategia sia di riorganizzazione e riqualificazione delle strutture museali, sia di riutilizzo degli spazi a fini di studio ed incontro oltre che espositivi. […] Ecco che il museo non è più visto come luogo astratto ed isolato dalla città, ma come luogo reso vivo dal rapporto con il territorio, luogo di approfondimento di studio, di ricerca, laddove si dà ampio spazio ad una moderna didattica”, come affermano le responsabili del coordinamento scientifico Teresa Marino, Ornella Silvetti, Rosaria Sirleto. I visitatori potranno acquistare in esclusiva il catalogo “Segni Epocali. Fernando Mangone racconta Paestum”, un prezioso volume dedicato alle opere esposte e alla collezione dell’artista dedicata al patrimonio pestano.

Le opere di Mangone, realizzate con tecniche miste e predominanza di tempere fluorescenti, sono ospitate nella Sala Cella del museo Archeologico nazionale di Paestum, uno spazio che condurrà il visitatore lungo un percorso che sfida le categorie temporali, dove la monumentalità dei templi e i reperti identitari custoditi a Paestum si fondono con la sensibilità artistica di Mangone. I templi di Athena, di Hera e di Nettuno dell’area archeologica, i soggetti rappresentati sulle lastre tombali di età lucana e le raffigurazioni più iconiche del Museo, come il celebre Tuffatore, sono i protagonisti di un allestimento che trasporterà i visitatori nell’universo espressionista di Mangone, caratterizzato da cromatismi vivi e da forti suggestioni visive, che allo stesso tempo riesce a far trasparire la sua personale visione sul mondo. La mostra è articolata in tre sezioni tematiche: Vivere la città, Costruire la città e Oltre la città. Le opere di Mangone saranno parte di un’esperienza immersiva e multisensoriale, in un ambiente che richiama l’atelier dell’artista e ne ricrea l’atmosfera intima e personale. In occasione dell’evento inaugurale nell’Area archeologica di Paestum, verranno esposte all’interno del tempio “di Nettuno” alcune tele che reinterpretano in maniera inedita i templi, dialogando armoniosamente con l’ambiente circostante. Non lontano è installato un imponente polittico composto da venti tavole che offrono una spettacolare e suggestiva veduta del patrimonio archeologico di Paestum.

 

Paestum (Sa). I depositi del museo Archeologico nazionale chiudono per lavori di manutenzione, e la direzione lancia l’iniziativa “Un’altra Paestum: Paestum ceramica”, un percorso guidato immersivo alla scoperta dei vasi dipinti di Poseidonia-Paestum. Prenotazione obbligatoria

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Le visite ai depositi del museo Archeologico nazionale di Paestum sono momentaneamente sospese per lavori di manutenzione e di efficientamento energetico. Ma la direzione dei parchi archeologici di Paestum e Velia non lascerà i visitatori a bocca asciutta lanciando l’iniziativa “Un’altra Paestum: Paestum ceramica”. Dal 26 agosto al 31 agosto, il museo di Paestum offre infatti tutti i giorni ai visitatori un’esperienza unica e coinvolgente dedicata alla scoperta dei vasi dipinti, attraverso il percorso tematico intitolato “Paestum Ceramica”. In questo periodo, mentre le consuete visite ai depositi del Museo sono sospese a causa di lavori di efficientamento energetico, i visitatori avranno l’opportunità di esplorare il mondo delle antiche ceramiche di Poseidonia-Paestum. Questo percorso guidato offre un’immersione profonda nell’arte e nella storia della collezione museale, permettendo di apprezzare non solo la bellezza estetica, ma anche il significato storico e culturale dei manufatti esposti.

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Vasi dipinti nella collezione di ceramiche nel museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Le visite guidate, appositamente curate per esaltare le suggestioni e i dettagli delle ceramiche, si svolgeranno in due sessioni giornaliere, alle 11 e alle 16. Ogni sessione rappresenta un’occasione irripetibile per conoscere più da vicino le tecniche artistiche e le storie dietro a questi straordinari reperti. Dato il numero limitato di posti, è necessaria la prenotazione per partecipare, che può essere effettuata chiamando il numero 0828811023 o inviando una mail a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it. Il numero massimo di partecipanti per ogni visita è fissato a 30.

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Vasi dipinti nella collezione di ceramiche nel museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

I percorsi tematici, a cura degli assistenti per la promozione e gestione dei servizi culturali ed educazione al patrimonio, sono inclusi nel costo del biglietto d’ingresso ai Parchi e nell’Abbonamento Paestum&Velia.

Ferragosto ai parchi archeologici di Paestum e Velia: visite ai depositi del Museo, attività didattiche per tutti, passeggiata sul Crinale degli Dei, mostra “Elea: la rinascita” e servizio di navetta gratuita tra i due siti

paestum-velia_parchi_ferragosto-2024_locandinaFerragosto ai parchi archeologici di Paestum e Velia. paestum-velia_parchi_ferragosto-2024_locandina-bisIl 15 agosto 2024, in occasione della festività di Ferragosto, i parchi archeologici di Paestum e Velia saranno regolarmente aperti al pubblico dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30). Una giornata speciale per celebrare l’arte e la cultura e per esplorare le antiche meraviglie delle aree archeologiche di Paestum e Velia e il museo di Paestum, recentemente rinnovato che espone, tra gli altri reperti, la celeberrima Tomba del Tuffatore, rinvenuta nel 1968 in località Tempa del Prete, circa 1,5 Km a sud di Poseidonia. Con l’iniziativa “Paestum e Velia on the road”, raggiungere Velia da Paestum sarà semplicissimo con la navetta gratuita messa a disposizione dai Parchi. Tante le iniziative in programma per grandi e piccini: visite ai depositi del Museo, attività didattiche per tutti, passeggiata sul Crinale degli Dei, mostra “Elea: la rinascita” e servizio di navetta gratuita tra i due siti.

paestum-velia_parchi_ferragosto-2024_oltre-il-museo_locandinaVISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum, alle 10, 12, 15 e 17, si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Prenotazione obbligatoria al numero 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

paestum-velia_parchi_ferragosto-2024_attività-a-velia_locandinaATTIVITÀ DIDATTICHE. A Velia, alle 10, “Acropoli. Vita pubblica di Elea”, visita tematica sull’acropoli della città alla scoperta degli edifici e dei luoghi i cui si svolgevano le funzioni pubbliche. L’attività didattica è svolta in collaborazione con Le Nuvole e Effetto Rete Cooperativa Sociale. Appuntamento in biglietteria. Costo dell’attività 3 euro. Per prenotazioni arte@lenuvole.com oppure dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, telefonare al 0812395653. Il biglietto per le attività può essere acquistato direttamente presso le biglietterie di Paestum e Velia.

CRINALE DEGLI DEI. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Appuntamento in biglietteria. Prenotazione obbligatoria alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

MOSTRA “ELEA: LA RINASCITA”. “Elea: la rinascita” è la prima mostra realizzata a Velia da quando è stato dotato di autonomia speciale nel 2020. La mostra, prorogata fino al 31 dicembre 2024, trae ispirazione dagli straordinari risultati degli scavi recentemente condotti sull’Acropoli, che hanno restituito tracce di un santuario risalente agli anni della fondazione della colonia magnogreca di Elea, verso la metà del VI sec. a.C. Tra i rinvenimenti più significativi compaiono armi greche e italiche che per la prima volta danno concreta evidenza al racconto erodoteo della fuga dei Focei dalla Ionia sotto la spinta dell’invasione persiana. La visita alla mostra è consentita dalle 8.30 alle 18.30 ed è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco.

paestum-velia_parchi_ferragosto-2024_paestum-on-the-road_locandinaPAESTUM E VELIA ON THE ROAD. Navetta gratuita in partenza da Paestum a Velia e ritorno: un’occasione unica per ammirare la bellezza di due importanti città della Magna Grecia. Si parte alle 16 dal parcheggio Voza, nei pressi del bar Anna, a pochi passi dall’area archeologica. Lo stesso bus ripartirà da Velia alle 19 e vi riporterà a Paestum. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il “ticket navetta” in biglietteria.

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Zoom Uphill: a Paestum e Velia disponibile il mezzo elettrico off-road (foto pa-paeve)

ZOOM UPHILL. Per una visita più coinvolgente è disponibile gratuitamente lo Zoom Uphill, un veicolo elettrico off-road con quattro ruote motrici che permette anche alle persone con difficoltà di deambulazione di ammirare alcuni dei luoghi più suggestivi ed iconici delle aree archeologiche di Paestum e Velia. Per informazioni https://museopaestum.cultura.gov.it/il-parco-archeologico-di-paestum-e-velia-si-dota-degli-zoom-uphill/ 

#domenicaalmuseo. L’area archeologica di Pompei è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di maggio, seguita dal Colosseo. Il ministro Sangiuliano: “Anche questa prima domenica di maggio conferma che i visitatori apprezzano sempre di più l’opportunità di godere gratuitamente della bellezza e della ricchezza dei nostri tesori artistici e archeologici”

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Visitatori in coda per entrare al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Nella prima domenica di maggio 2024 con l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali a fare il botto è stato Pompei (31241 visitatori) che ha quasi doppiato il Colosseo (18254), al secondo posto dei siti più visitati in assoluto in Italia, seguito dal Pantheon (13593) che però nella classifica generale stavolta è quarto preceduto dalla Reggia di Caserta (14953). “Anche questa prima domenica di maggio, dopo l’apertura del 25 aprile”, commenta il ministro Gennaro Sangiuliano, “conferma che i visitatori apprezzano sempre di più l’opportunità di godere gratuitamente della bellezza e della ricchezza dei nostri tesori artistici e archeologici. Il successo di questa iniziativa dimostra ancora una volta che la cultura è una risorsa fondamentale per l’Italia e i numeri di inizio maggio confermano l’importanza di promuovere e valorizzare i luoghi distintivi della nostra geografia identitaria. I musei e tutti i nostri luoghi di cultura ci ricordano da dove veniamo e chi siamo e sono una straordinaria occasione di rappresentazione e di sviluppo della Nazione”.

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Turisti al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici: area archeologica di Pompei 31.241; Colosseo anfiteatro Flavio 18.254; Pantheon 13.593; Foro Romano e Palatino 12.466; Terme di Caracalla 9.593; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.812; museo e area archeologica di Paestum 5.451; Villa Adriana 5.116; parco archeologico di Ercolano 4.690; MArRC – museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.787; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.495; museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.440; museo nazionale romano – Palazzo Altemps 1309; Appia antica  – Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.209; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 1.203; parco archeologico di Cuma 1.097; scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 1.065; museo Archeologico nazionale di Taranto – MarTA 1.056; Villa di Poppea-Oplontis 836; Appia antica – Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 815; parco archeologico delle Terme di Baia 800; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 647; anfiteatro Flavio di Pozzuoli 646; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 580; area archeologica di Velia 403; antiquarium di Boscoreale 396; Appia antica – Villa di Capo di Bove 342.

1° maggio 2024: apertura dei musei e parchi archeologici a costi e orari normali. Sangiuliano: “Grazie a dipendenti e collaboratori che hanno assicurato la fruibilità della bellezza del nostro patrimonio nella Festa del Lavoro”. Il maltempo non ferma il pubblico. Colosseo, Pompei e Pantheon sempre al top

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Il ministro Gennaro Sangiuliano a Palazzo Barberini a Roma con il direttore Thomas Clement Salomon (foto emanuele antonio minerva / mic)

ministero_1-maggio_2024_locandinaIl Primo Maggio 2024, in occasione della Festa del Lavoro, i musei, i parchi archeologici e i luoghi della cultura statali sono stati aperti, con i consueti costi e modalità. E neppure il maltempo, abbastanza diffuso, ha fermato l’affluenza del pubblico. I primi tre siti più visitati in assoluto si confermano Colosseo (25.099), scavi di Pompei (12.466) e Pantheon (12.371). Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano da Palazzo Barberini, ha simbolicamente salutato i dipendenti e i collaboratori dei musei, “che oggi, nel giorno della Festa del Lavoro, con la loro presenza, assicurano la fruibilità della bellezza del nostro immenso patrimonio. La lunga fila all’ingresso qui e in altri luoghi, nonostante il maltempo, è un segnale inequivocabile dell’apprezzamento dei nostri tesori a livello mondiale”.

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Grande affluenza di visitatori al Colosseo e al Foro romano (foto graziano tavan)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici: Colosseo 25099; scavi di Pompei 12466; Pantheon 12371; Foro Romano e Palatino 9825; museo Archeologico nazionale di Napoli 3041; parco archeologico di Ercolano 1382; museo e area archeologica di Paestum 1183; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 934; museo nazionale Romano – Palazzo Massimo 842; Villa Adriana 768; Terme di Caracalla 647; scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 641; museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano 555; museo nazionale Romano – Palazzo Altemps 467; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 403; museo Archeologico nazionale di Taranto 387; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 385.

Festa della Liberazione. Il Colosseo è stato il sito più visitato il 25 aprile a ingresso gratuito seguito dall’area archeologica di Pompei e dal Pantheon. Il ministro Sangiuliano: “L’ingresso gratuito in una data simbolica per la nostra storia vuole legare il nostro patrimonio culturale a giornate importanti per la Nazione”

ministero_25-aprile_ingresso-gratuito_2024_locandinaColosseo (23.830), scavi di Pompei (22.048) e Pantheon (15.803) sono stati i tre siti più visitati il 25 aprile 2024, giorno straordinario di ingresso gratuito. “L’ingresso gratuito nei musei, nei parchi archeologici e nei luoghi della cultura statali, anche quest’anno, in tre date altamente simboliche per la nostra storia come il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando i primi dati disponibili degli ingressi nei musei, “non è una scelta formale ma sostanziale perché intende legare il nostro patrimonio culturale a giornate importanti per la Nazione. Oggi celebriamo la Festa della Liberazione dal nazifascismo. In occasione di queste tre ricorrenze, ho voluto fortemente l’apertura gratuita dei nostri siti museali affinché i visitatori potessero godere delle nostre bellezze artistiche e facendo diventare anche la cultura protagonista di anniversari così significativi. Prima non era così”.

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Oltre 22mila visitatori all’area archeologica di Pompei il 25 aprile 2024, a ingresso gratuito (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo 23.830; area archeologica di Pompei 22.048; Pantheon 15.803; Foro Romano e Palatino 7.062; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.501; Grotte di Catullo a Sirmione 5.393; Terme di Caracalla 4.410;  Villa Adriana 4.016; area archeologica e museo di Paestum 3.501; parco archeologico di Ercolano 3.296; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.968; Palazzo Massimo alle Terme 1.014; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.203; Terme di Diocleziano 990; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 870; scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 835; Palazzo Altemps 778; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 705; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 649; Anfiteatro campano – museo Archeologico dell’antica Capua e Mitreo di Santa Maria Capua Vetere 599; Villa di Poppea-Oplontis 558; Mausoleo di Cecilia Metella 509; museo Archeologico nazionale di Firenze 462; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 433; parco archeologico di Cuma 408; Villa dei Quintili 408;  Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 344; parco archeologico delle Terme di Baia 332.

Paestum. A Pasqua al museo Archeologico nazionale riapre al pubblico la Tomba del Tuffatore, con accessi per piccoli gruppi e per visite a tempo contingentato

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La lastra del tuffatore che ha dato il nome alla famosa Tomba del Tuffatore, di cui costituiva la copertura, conservata al museo Archeologico nazionale di Paestum, di cui è simbolo (foto pa-paeve)

Nell’uovo di Pasqua del parco archeologico di Paestum e Velia c’è la Tomba del Tuffatore. Domenica 31 marzo 2024, giorno di Pasqua, ritorna infatti visibile al pubblico il capolavoro del museo Archeologico nazionale di Paestum, la celeberrima Tomba del Tuffatore, rinvenuta nel 1968 in località Tempa del Prete, circa 1,5 km a sud di Paestum. Ad oggi, le immagini della lastra di copertura, con il tuffo di un giovane in uno specchio d’acqua, e dei pannelli laterali, con scene di un simposio, rappresentano un unicum della pittura funeraria in Magna Grecia all’inizio del V sec. a.C. Intanto, continuano nel Museo le operazioni di allestimento delle nuove sale dedicate alle necropoli, alle tombe dipinte e al periodo romano della città che presto torneranno visibili al pubblico.

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La sala della Tomba del Tuffatore al museo Archeologico nazionale di Paestum riapre al pubblico per gruppi e tempi contingentati (foto pa-paeve)

L’accesso alla Sala del Tuffatore è consentito ad un massimo di 30 persone per volta, accompagnate dal personale di vigilanza dei parchi archeologici di Paestum e Velia. La durata di permanenza nella Sala del Tuffatore non può superare i 10 minuti.

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Una lastra laterale della Tomba del Tuffatore conservata al museo Archeologico nazionale di Paestum, con raffigurata una scena di banchetto (foto pa-paeve)

Dibattuto è ancora il significato delle scene rappresentate sulle lastre che potrebbero rimandare a tradizioni religiose, filosofiche, artistiche e rituali che si sviluppano in un più ampio orizzonte mediterraneo e prendono forma nel sud Italia con la nascita di religioni salvifiche alternative al pantheon ufficiale. Le nuove ricerche, inoltre, dimostrano come l’uso della pittura in ambito funerario tra età tardo-arcaica e classica non sia così inusuale e attesterebbero la presenza di una competenza tecnico-pittorica locale consolidata.

Paestum. Il parco archeologico presenta una prestigiosa collaborazione internazionale col Rijksmuseum van Oudheden di Leiden (Paesi Bassi): la mostra “Paestum. Città delle dee”, con 80 prestiti dai depositi del museo nazionale

paestum_archeologico_presentazione_mostra-paestum-città-delle-dee_a-leiden_locandinaUna statua in marmo della dea Hera e otto lastre funerarie dipinte, uniche nel loro genere, provenienti dalle tombe dell’élite lucana di Paestum saranno tra i pezzi più significativi della mostra “Paestum. Città delle dee”, in programma dal 25 aprile 2024 al 25 agosto 2024 al Rijksmuseum van Oudheden – museo nazionale delle Antichità di Leiden, nei Paesi Bassi. La mostra, realizzata in collaborazione tra il ministero della Cultura, il parco archeologico di Paestum e Velia e il museo nazionale delle Antichità di Leiden, che sarà presentata mercoledì 20 marzo 2024, nella Sala Cella del museo Archeologico nazionale di Paestum, prevede l’esposizione oltralpe di alcuni tra i più significativi reperti archeologici di Paestum. Il percorso espositivo include anche statuette in terracotta, bronzo e marmo, vasi per bruciare incenso, ceramiche pregiate, raffinati oggetti in vetro, monete, un’armatura greca in bronzo e numerosi doni offerti alle dee Hera, Atena e Afrodite. Alla presentazione intervengono Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia; Ruurd Halbertesma, curatore della collezione greco-romana e curatore della mostra; Teresa Marino, archeologo del parco archeologico di Paestum e Velia; e Carlijn Oldenkotte, pr, marketing e comunicazione.

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Lastra funeraria in travertino dipinta con scena di pugilato, conservato al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

“Questa mostra”, dichiara il direttore Tiziana D’Angelo, “ha rappresentato una straordinaria occasione di collaborazione internazionale tra Italia e Paesi Bassi, in cui abbiamo avuto l’onore di lavorare con un istituto di elevata statura, quale il museo nazionale delle Antichità di Leiden, di confrontarci con colleghi di grande esperienza e di creare i presupposti per future sinergie. Inoltre il progetto, che conta 80 prestiti dal parco archeologico di Paestum e Velia pressoché interamente provenienti dai ricchi depositi del museo Archeologico nazionale di Paestum, ci consente di valorizzare a tuttotondo la nostra collezione. Infine, scegliendo Paestum come protagonista della narrazione espositiva, la mostra riconosce l’eccezionale valore storico-archeologico del sito su scala globale”. E il prof. Ruurd Halbertsma, curatore della mostra: “La mostra Paestum. Città delle dee non sarebbe stata realizzata senza la sinergia straordinaria tra il parco archeologico di Paestum e Velia e il museo nazionale di Antichità di Leida. La collaborazione culturale, la collegialità e l’integrità scientifica sono alla base di questo progetto straordinario.  Vorrei esprimere sentimenti della mia più grande gratitudine a tutti i miei colleghi di Paestum che hanno reso possibile questa mostra”.

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Statua in marmo della dea Hera, conservata al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto luigi spina)

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Lekythos parzialmente verniciata conformata a conchiglia bivalve con figura femminile inginocchiata, conservata al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

“Paestum. Città delle dee” è la prima mostra retrospettiva realizzata nei Paesi Bassi sull’archeologia di Paestum e copre un arco temporale di circa ottocento anni, dalla fondazione della colonia magnogreca all’età imperiale. Oltre ai prestiti provenienti dal museo Archeologico nazionale di Paestum e ai reperti della collezione di Leiden, la mostra include oggetti provenienti dal museo del Louvre di Parigi, dall’Antikensammlung Staatliche Museen zu Berlin, dalla Banca d’Olanda e dal Museo Allard Pierson di Amsterdam. “Paestum. Città delle dee” è la quinta mostra realizzata dal Rijksmuseum van Oudheden nel contesto di una serie incentrata su importanti città del mondo antico. Le precedenti mostre si sono focalizzate su Petra (2013-2014), Cartagine (2014-2015), Ninive (2017-2018) e Byblos (2022-2023).