Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre il “cantiere trasparente”: il pubblico potrà seguire in diretta il restauro del mosaico di Alessandro. Un video racconta l’operazione di ribaltamento conclusa con successo

Museo Archeologico nazionale di Napoli: una fase del ribaltamento del mosaico di Alessandro (foto valentina cosentino)
Da mercoledì 1° novembre 2023 al museo Archeologico nazionale di Napoli apre il “cantiere trasparente” del delicato restauro del mosaico di Alessandro Magno e Dario III, capolavoro proveniente dalla casa del Fauno di Pompei, e icona del Mann. I visitatori dell’Archeologico avranno così la possibilità di assistere ai lavori guardando da una finestra installata nella sala adiacente. E contemporaneamente sarà di nuovo fruibile la sezione che custodisce i capolavori musivi del museo Archeologico nazionale di Napoli.

Il direttore Paolo Giulierini nel gruppo di operatori che ha portato a termine il ribaltamento del mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
È questa la fase più delicata del restauro del “gran musaico” (5.82×3.13 metri) perché per la prima volta i tecnici possono verificare le condizioni del retro del mosaico, quindi del supporto, finora sempre rimasto celato, e cioè fino a lunedì 30 ottobre 2023, quando è stato effettuato con successo il delicato ribaltamento del mosaico di Alessandro. Operazione per la quale sono stati necessari quindici giorni per il montaggio del sistema di movimentazione e i collaudi e oltre tre ore di lavoro certosino per ribaltare il mosaico.
Tutte le emozioni del ribaltamento del Mosaico di Alessandro sono sintetizzare nel bellissimo video postato sul sito del museo Archeologico nazionale di Napoli, che racconta anche l’arrivo e il montaggio della macchina indispensabile per realizzare l’intervento. La direzione ringrazia GA&A Productions che, durante le riprese per un documentario sul Mann, ha gentilmente concesso le immagini.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale effettuato con successo il delicato ribaltamento del mosaico di Alessandro. Ora entra nel vivo la fase esecutiva del restauro: dal 1° novembre cantiere trasparente e riapertura sezione Mosaici. Giulierini: “Mantenuto la parola data”

Museo Archeologico nazionale di Napoli: il mosaico di Alessandro, nell’imbragatura di sicurezza, è in posizione orizzontale: il ribaltamento è perfettamente riuscito (foto valentina cosentino)

Museo Archeologico nazionale di Napoli: il mosaico di Alessandro racchiuso nel telaio metallico ancora in posizione verticale, prima del ribaltamento (foto valentina cosentino)
Il mosaico di Alessandro è da oggi, 30 ottobre 2023, a pancia in giù. Come non lo è mai stato in duemila anni. Al museo Archeologico nazionale di Napoli è stato effettuato con successo il delicato ribaltamento del mosaico di Alessandro. L’operazione è il passaggio indispensabile per entrare nel vivo della fase esecutiva del restauro. Un lavoro corale di alta specializzazione ha unito architetti, ingegneri, restauratori (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale è arrivata la macchina per rovesciare il mosaico di Alessandro ed esplorarne la parte retrostante e il supporto ligneo: ecco tutti i dettagli della fase esecutiva di un restauro epocale ed indispensabile, visibile al pubblico | archeologiavocidalpassato). E da mercoledì 1° novembre 2023 apre il “cantiere trasparente”, che permetterà di assistere ai lavori guardando da una finestra installata nella sala adiacente; inoltre, torna fruibile la sezione che custodisce i capolavori musivi del museo Archeologico nazionale di Napoli. Grande l’emozione della squadra di lavoro a conclusione della straordinaria movimentazione dell’opera.

Museo Archeologico nazionale di Napoli: una fase del ribaltamento del mosaico di Alessandro (foto valentina cosentino)

Museo Archeologico nazionale di Napoli: una fase del ribaltamento del mosaico di Alessandro (foto valentina cosentino)

Il grande mosaico di Alessandro Magno e Dario al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
Il mosaico di Alessandro, capolavoro proveniente dalla casa del Fauno di Pompei, misura 5.82×3.13 metri e pesa 5 tonnellate (l’ultima rilevazione del peso risale al momento successivo al ribaltamento). Sono stati necessari quindici giorni per il montaggio del sistema di movimentazione e per i collaudi; oltre tre ore di lavoro certosino per ribaltare il mosaico: il manufatto, ormai ancorato al sistema di movimentazione, è stato svincolato dalle staffe in ferro che lo tenevano fissato al muro ed è stato lentamente portato in posizione orizzontale. La graduale e uniforme rotazione è avvenuta grazie a un sistema costituito da due serie di quattro paranchi, ciascuno dotato di singole celle di carico. Presente anche un sistema di sensori in fibre ottiche, fissato sul telaio metallico che racchiude il mosaico. Durante le operazioni, è stato effettuato costantemente e in tempo reale il monitoraggio della distribuzione dei carichi sui singoli paranchi e delle eventuali deformazioni del telaio. Tutti i parametri sono stati abbondantemente contenuti nei limiti di sicurezza previsti in progetto. Il mosaico, ben assicurato all’interno di una sorta di sandwich (costituito in parte dal vecchio sistema di contenimento e in parte dal nuovo pannello di chiusura), non ha subito alcun tipo di stress.

Il direttore Paolo Giulierini nel gruppo di operatori che ha portato a termine il ribaltamento del mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
“Sono giorni di immensa soddisfazione e di particolare emozione”, dichiara il direttore del Museo Paolo Giulierini, “giorni che resteranno nella storia del Mann e che vogliamo condividere con i nostri visitatori. Il più celebre mosaico dell’antichità si è mosso, dopo oltre un secolo, e ora è possibile lavorare sulle malte di 2000 anni fa. La grande impresa procede grazie alla professionalità di una squadra straordinaria. Nella settimana in cui tagliamo il traguardo delle 500mila presenze nel 2023, invitiamo tutti i cittadini, oltre naturalmente ai tanti turisti attesi per le festività, a visitare il Mann per le due giornate di gratuità volute dal ministro Gennaro Sangiuliano: il 4 novembre, Giorno dell’unità Nazionale e delle Forze Armate e il 5, prima domenica del mese. Il pubblico troverà un Museo al gran completo e al lavoro. Il Mosaico di Alessandro Magno e Dario tornerà a risplendere come mai nessuno lo aveva visto. Lo avevamo promesso. E noi manteniamo sempre la parola data”.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro a fumetti “Nico alla scoperta di Alessandro Magno” (Electa), quarto del disegnatore Blasco Pisapia, tra la grande mostra al Mann e le suggestioni del mosaico della Battaglia di Gaugamela
“Nico alla scoperta di Alessandro Magno” è il titolo del quarto volume a fumetti che il disegnatore Disney Blasco Pisapia dedica al giovane Nico, mascotte dei piccoli visitatori del Mann, che sarà presentato giovedì 26 ottobre 2023, alle 12, nell’Auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli, cui parteciperanno anche gli allievi della Scuola Italiana di Comix diretta da Mario Punzo. Il libro “Nico alla scoperta di Alessandro Magno” (Electa 2023) non soltanto è legato alla grande mostra in programma all’Archeologico da maggio ad agosto scorso, ma si riallaccia anche alle suggestioni del Mosaico della Battaglia di Gaugamela, adesso in restauro (proprio in questi giorni è in montaggio la macchina che ne consentirà il rovesciamento). Come da tradizione, il volume “traduce” i contenuti archeologici nel linguaggio dei bambini e dei ragazzi.

Una pagina del libro a fumetti “Nico alla scoperta di Alessandro Magno” (Electa)
Accompagnato dall’amico di sempre, il Fauno Danzante, il giovane Nico ripercorre il percorso di Alessandro Magno, vagando dall’Egitto all’India, dalla Grecia alla Persia: non mancano all’appello alcune meraviglie del mondo, come la Piramide di Cheope, i giardini pensili di Babilonia e il Mausoleo di Alicarnasso. Per scoprire che la morale della favola è sempre quella: viaggiare significa essere curiosi e avere la capacità di apprendere dagli altri.

Una pagina del libro a fumetti “Nico alla scoperta di Alessandro Magno” (Electa)
“Si tratta di un’opera d’arte del fumetto e di una punta di diamante del progetto Obvia– Out of boundaries viral art dissemination, curato da Daniela Savy”, commenta il Direttore del Mann, Paolo Giulierini. “Blasco Pisapia non è un semplice, magnifico disegnatore: è una persona colta che non lascia nulla al caso, uno scrittore di storie esilaranti che toccano il cuore dei personaggi che prendono vita, come la statua del Fauno e Alessandro, sublimi citazioni dei nostri capolavori”. E Daniela Savy, docente all’Ateneo Federiciano e responsabile del progetto “OBVIA”, conclude: “La nona Musa, magistralmente interpretata da Blasco Pisapia, da otto anni descrive le opere delle collezioni permanenti e delle mostre temporanee del MANN senza limitarsi a target kids, ma appassionando il pubblico intero con il racconto di stampa disneyano arricchito di particolari raffinati”.
Napoli. Al via la XXIX edizione degli Incontri di Archeologia, in presenza e on line, per raccontare il patrimonio culturale antico. Apre, come da tradizione, il direttore Giulierini sul “Mann del futuro”. Ecco tutto il programma
Le opere, le collezioni, i percorsi multidisciplinari, i progetti di ricerca: è ai nastri di partenza (primo appuntamento giovedì 26 ottobre 2023, alle 16) la rassegna “Incontri di Archeologia” che, giunta alla XXIX edizione, rappresenta uno dei punti cardine della programmazione culturale del museo Archeologico nazionale di Napoli. Il format è ormai consolidato e ben noto agli appassionati di arte antica: le 21 conferenze gratuite, in calendario dal 26 ottobre 2023 al 30 maggio 2024, sempre di giovedì alle 16, saranno organizzate in Auditorium e potranno essere seguite anche in diretta Facebook sulla pagina istituzionale del Mann. La XXIX edizione degli Incontri di Archeologia, a cura del Servizio Educativo del Mann, è progettata e organizzata da Giovanni Vastano e Miriam Capobianco, in collaborazione con Lucia Emilio.

Paolo Giulierini, direttore del Mann, nei depositi sotterranei delle Cavaiole (foto graziano tavan)
Come da tradizione, il ciclo di incontri è aperto dal direttore dell’Archeologico. La conferenza di quest’anno è su “Il Mann del futuro”. “Apriamo gli Incontri di archeologia parlando di futuro”, commenta Paolo Giulierini. “In questi anni gli appuntamenti del giovedì sono stati una preziosa ribalta per un’eccellenza non solo settoriale e specialistica ma per temi, incontri e personalità coinvolgenti e di alta capacità divulgativa, un vero e proprio festival della conoscenza. Grazie alla possibilità della trasmissione on line, che nulla ha tolto al senso di essere comunità ‘fisica’ degli Incontri e al piacere di ritrovarci al Museo, il pubblico si è negli ultimi anni allargato e il sapere condiviso si è reso disponibile alle scuole e alle università e non solo. Futuro quindi all’ordine del giorno del primo incontro, dai nuovi spazi e sezioni già cantiere alle ricerche del Mann, per un’inaugurazione particolare della nostra più importante rassegna che dopo otto anni mi emoziona e che vogliamo tutti dedicare al ricordo di Valeria Sampaolo”.

La dea Lakshmi, corrispondente ad Afrodite, statuetta in avorio da Pompei, conservata nel Gabinetto segreto del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Novembre, ancora, sarà il mese dedicato ad alcune curiosità svelate dai reperti del Mann: Maria Morisco descriverà gli strumenti musicali delle collezioni museali (9 novembre) e Laura Weinstein si occuperà della preziosa statuetta della dea Lakshmi, testimone dei contatti tra Roma e India (30 novembre). Da non perdere, alcuni approfondimenti ad hoc, come quello sulla figura umana nella pittura antica (ne parlerà Anna Maria D’Onofrio, il 23 novembre) e sulle novità nello scriptorium dei Romani (se ne occuperà Umberto Pappalardo, il 21 dicembre). Immancabile, come ogni anno, la performance realizzata da Giovanni Greco con Michele Monetta e Lina Salvatore (ICRA Project): giovedì 14 dicembre, anche grazie alla collaborazione dell’Accademia nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, sarà possibile intrecciare il dramma delle Troiane di Euripide con la nostalgia e la passione del tango.

Lapide sepolcrale del rebbi Abba Maris (IV-V secolo d.C.) da Brusciano (Na) conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Il 2024 inizierà (18 gennaio) con la conferenza della direttrice del parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, che identificherà la mission del proprio istituto in un percorso consapevole di conoscenza della storia; per la Giornata della Memoria, da segnare in agenda anche l’evento del 25 gennaio, durante il quale Giancarlo Lacerenza ritroverà, nelle collezioni del Mann, alcune suggestive storie ebraiche d’amore e morte.

Sezione Campania romana al museo Archeologico nazionale di Napoli: Afrodite trionfante dall’anfiteatro campano di Capua (foto graziano tavan)
Focus sulla Campania Romana con tre incontri in programma a partire da febbraio: Stefania Gigli Quilici, Laura Acampora e Angela Maria Ferroni illustreranno il valore politico-culturale espresso dalla candidatura UNESCO della Via Appia (8 febbraio), Carmela Capaldi condurrà una promenade di studio nella sezione Campania Romana (29 febbraio) e Stefania Pafumi ripercorrerà il percorso tecnologico per risolvere l’enigma della Quadriga di Ercolano (14 marzo). Ancora una celebrazione dei capolavori del Mann nella conferenza di Bianca Ferrara e Vito Giuseppe Prillo, che si occuperanno della Magna Grecia con particolare riferimento ai banchetti e ai pasti sacri (15 febbraio).

L’archeologa Valeria Sampaolo, già direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli, è morta a 70 anni il 9 settembre 2023 (foto paolo soriani)
A marzo (giovedì 7), tradizionale appuntamento dedicato alla condizione femminile con la conferenza di Francesca Galgano; a fine mese (giovedì 21), Stefano De Caro ricorderà Valeria Sampaolo.

Frame del video che racconta il trasferimento del Mosaico di Alessandro da Pompei al Real Museo Borbonico (foto mann)
Il traffico illecito di beni culturali sarà il tema della conferenza di Marialucia Giacco e Ilaria Marini (4 aprile), mentre la settimana successiva (11 aprile) il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ripercorrerà le nuove ricerche in programma nella città vesuviana. Il mese si concluderà (18 aprile) con un approfondimento, a cura di Laura Forte, sulla rappresentazione del Gran Mosaico da parte dei disegnatori del Real Museo Borbonico.

Un’idria della collezione Spinelli nel deposito del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Quattro, infine, gli appuntamenti di maggio: Andrea Milanese traccerà la storia del Museo tra 1900 e 1957 (giovedì 9); Alessandra Sperduti e Valentina Cosentino si occuperanno della necropoli di Santa Teresa (giovedì 16); Emanuela Santaniello, Sveva Savelli, Mariateresa Operetto, Marina Vecchi e Alessandra Spadaccini tratteranno del progetto di tutela e valorizzazione della Collezione Spinelli, che rappresenta sia uno dei più ricchi rinvenimenti archeologici della Piana Campana, sia uno dei più importanti nuclei collezionistici del Mann (giovedì 23); Mariateresa Operetto, infine, analizzerà le nuove prospettive del lavoro di restauro (30 maggio).
Firenze. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” di Paolo Giulierini che dialoga con Piero Pruneti
Giovedì 19 ottobre 2023, alle 17, il museo Archeologico nazionale di Firenze, in piazza Santissima Annunziata, ospita la presentazione del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” di Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Dopo i saluti e l’introduzione del direttore del MAF Mario Iozzo, l’autore dialogherà con Pietro Pruneti, direttore di “Archeologia Viva”. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
“L’Italia prima di Roma”. Il nostro Paese ci appare il più delle volte come l’erede per eccellenza della civiltà romana. Non c’è nulla di più vero, ma se ci mettessimo in viaggio percorrendo l’Italia da nord a sud scopriremmo che prima ancora che Italiani siamo stati Italici: in ogni regione la toponomastica, i monumenti, i reperti archeologici, le tradizioni etnografiche, persino le abitudini alimentari e culinarie raccontano la storia di popoli antichi che a partire dall’Età del ferro si sono frequentati, confrontati, scontrati. Celti, Veneti, Liguri, Etruschi, Sardi, Latini, Sanniti, Lucani, Piceni, Campani, Punici, Enotri, Siculi e molti altri hanno lasciato ovunque nella penisola tracce profonde, preziose per capire com’era l’Italia prima dell’avvento di Roma. Con la competenza dell’esperto e il passo avvincente del divulgatore, Paolo Giulierini ci accompagna in un viaggio affascinante, ci presenta gli Italici che siamo stati, ne approfondisce il rapporto con il territorio, le modalità insediative, la religione, la lingua e la scrittura, senza tralasciare il fondamentale incontro con i Romani e quello che ne è seguito. Corredato da immagini, il libro è al tempo stesso un saggio sulla meravigliosa complessità della storia del nostro Paese e una guida per innamorarsi, oltre che di tutte le sue bellezze, anche delle genti che lo hanno abitato in tempi remoti, e che ancora oggi ci parlano: non solo di loro ma anche di noi, da sempre popolo in cammino che a ogni tappa aggiunge un viandante alla carovana.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale giornata internazionale di studi “Pompei ed Ercolano tra due mondi. La ricezione e la fortuna di un mito in Spagna e in America”: Pompei ed Ercolano divennero mete indispensabili per gli amanti dell’antichità greco-romana dall’Europa all’America
Il mito delle città vesuviane in Spagna ed America: se ne parlerà mercoledì 18 ottobre 2023 al museo Archeologico nazionale di Napoli, durante la giornata internazionale di studi dedicata a Pompei ed Ercolano tra due mondi. Appuntamento alle 16 in sala conferenze con “Pompei ed Ercolano tra due mondi. La ricezione e la fortuna di un mito in Spagna e in America”. Dopo i saluti di Paolo Giulierini, direttore del Mann, e l’introduzione di Ana Navarro Ortega, direttrice dell’istituto Cervantes di Napoli, interverranno Mirella Romero Recio dell’Universidad Carlos III de Madrid su “Città antiche per modernizzare un mondo nuovo. L’influenza di Pompei ed Ercolano in America Latina”; Rosaria Ciardiello dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli su “Pompei ed Ercolano: l’influenza delle scoperte vesuviane dall’Europa agli Usa”; Jesus Salas Alvarez dell’Universidad Complutense de Madrid su “L’influenza delle scoperte vesuviane nell’archeologia spagnola dell’Ottocento e della prima metà del Novecento”; Agnes Allroggen Bedel per le osservazioni conclusive. Quest’incontro ha l’obiettivo di dimostrare come Pompei ed Ercolano siano diventate delle mete indispensabili per gli amanti dell’antichità greco-romana, tanto da estendere la loro influenza in tutti i Paesi europei, fino ad arrivare in America. Alla luce delle ultime due pubblicazioni, i partecipanti si concentreranno su alcuni dei temi legati all’incidenza e all’influenza di questi giacimenti in ambiti che sono rimasti scarsamente esplorati fino a oggi. Pompei ed Ercolano sono due siti archeologici di fondamentale importanza per l’archeologia classica e la storia antica. Da quando nel XVIII secolo cominciarono gli scavi, questi siti non hanno mai smesso di sorprendere il mondo, rivelando la vita e la quotidianità degli antichi romani. Pompei ed Ercolano hanno ispirato l’arte, la letteratura, il cinema e i loro ritrovamenti sono stati e continuano a essere oggetto di studio da parte di specialisti di tutta Europa. Per molto tempo si è pensato che Spagna e America fossero rimaste al margine dell’eco (influsso) culturale scaturito da queste scoperte. Recenti studi smontano quest’idea mostrando un panorama molto differente. Partendo da un capitolo dedicato ai viaggiatori che nel XIX e XX secolo arrivavano a Napoli spinti dall’interesse verso i siti archeologici campani, la monografia Pompeya y Herculano entre dos mundos si pone l’obiettivo di far conoscere al pubblico le indagini svolte dagli specialisti del progetto RIPOMPHEI (Recepción e influjo de Pompeya y Herculano en España e Iberoamérica) che analizzano come le scoperte campane furono accolte e fatte proprie non solo dalla società e dalla cultura spagnola bensì anche da quella dei Paesi latinoamericani. L’opera si propone, inoltre, come stimolo per future prospettive di ricerca oltre che sottolineare il profondo legame culturale che unisce Italia, Spagna e America Latina.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale è arrivata la macchina per rovesciare il mosaico di Alessandro ed esplorarne la parte retrostante e il supporto ligneo: ecco tutti i dettagli della fase esecutiva di un restauro epocale ed indispensabile, visibile al pubblico

La macchina per il ribaltamento del mosaico di Alessandro è arrivata nel cortile del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Alessandro Magno: dettaglio del grande mosaico della battaglia di Gaugamela, proveniente da Pompei e conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
La “grande macchina” è arrivata oggi, 16 ottobre 2023, nel cortile del museo Archeologico nazionale di Napoli. Il restauro del mosaico di Alessandro entra nella fase decisiva. Il mosaico della Battaglia tra Alessandro Magno e Dario di Persia (333 a.C.), capolavoro iconico del Mann e tra i più celebri dell’antichità, è attualmente in restauro nelle sale della collezione Mosaici. Milioni di tessere ed una superficie di eccezionale estensione (5,82 x 3,13 m), proveniente dall’esedra della casa del Fauno, l’opera musiva scoperta nel 1831 è datata tra fine II/ inizi I sec. a.C. Questa speciale macchina è stata progettata per la movimentazione del mosaico, che sarà ribaltato in modo da rendere accessibile il retro dell’opera stessa e indagare lo stato di conservazione del supporto originale.

Lo spostamento del Mosaico di Alessandro nel museo di Napoli nel 1917 (foto archivio mann)
Un’operazione simile, ma a movimento inverso, ha interessato il “gran musaico” quasi un secolo fa. Con un peso stimato di circa 7 tonnellate, era giunto da Pompei a Napoli, al Real Museo Borbonico, nel novembre del 1844, su un carro trainato da sedici buoi. Nel gennaio del 1845 le casse che lo contenevano furono aperte e l’opera ebbe la sua prima collocazione sul pavimento di una sala al piano terra. Dal 1916 fu spostato e sistemato dove si trova attualmente, a parete, nella sezione Mosaici, con una “macchina” in legno che lo sollevò in posizione verticale.

La “macchina” per il ribaltamento del mosaico di Alessandro allestita per i collaudi (foto mann)

I profilati metallici della “macchina” per il ribaltamento del mosaico di Alessandro (foto mann)
Il sistema di movimentazione è costituito da un telaio spaziale di profilati metallici e tiranti di bilanciamento, cui sono ancorate due serie di quattro paranchi ciascuna e relative carrucole di rinvio. Celle di carico e sensori in fibra ottica consentono il monitoraggio continuo delle forze di tiro dei paranchi, in modo da garantire il bilanciamento ad ogni angolo di rotazione e consentire l’eventuale ricalibratura degli sforzi in funzione dello stato deformativo che viene rilevato istantaneamente. La movimentazione sarà manuale, al fine di consentire la continua e costante regolazione delle forze di tiro. Grazie a un cantiere ‘trasparente’ il pubblico e naturalmente la comunità scientifica potranno seguire una nuova ‘grande impresa’, nel nome di Alessandro Magno, che richiederà il ribaltamento della colossale opera.

Restauratori al lavoro nel 2020 sul grande mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Marco Pedicini)
Il restauro del mosaico di Alessandro è articolato in più fasi, che vedono l’alternarsi di progettazione ed esecuzione dei lavori, per un tempo di esecuzione complessivamente pari a circa un anno. Mentre la complessa macchina sta lasciando l’officina di produzione, ci troviamo ora nella seconda fase esecutiva, che prevede appunto il ribaltamento del mosaico. A tal fine è necessario in primis assicurare gli ambienti sottostanti la sala 61, che ospita il mosaico, mediante un sistema di puntellatura tale da sostenere il surplus di carichi che andranno ad aggiungersi a quelli ordinari, ovvero il peso del mosaico ribaltato sul pavimento e quello del sistema di movimentazione. La sala 48, quindi, sottostante la 61 e facente parte della nuova collezione della Campania Romana, è stata liberata dalle opere ivi presenti, che sono state temporaneamente allestite nel corridoio 45, in modo da essere comunque fruibili dal pubblico. Nel Salone della Meridiana è stata realizzata una riproduzione del Mosaico, con ricostruzione del contesto della casa del Fauno qui esposto temporaneamente.

Il grande mosaico della battaglia di Isso tra Alessandro Magno e Dario III dalla Casa del Fauno di Pompei, simbolo del Mann (foto Pedicini Fotografi)
Un restauro epocale e indispensabile. Nata come mosaico pavimentale, l’opera è da oltre un secolo collocata in verticale, scelta fatta in virtù della presunta derivazione iconografica da un dipinto su tavola, ipotesi largamente condivisa dalla comunità scientifica. Dietro la superficie musiva si conservano ancora gli strati di preparazione antichi, ovvero malte realizzate oltre duemila anni fa. Nel corso del tempo il mosaico è stato oggetto di interventi di manutenzione ordinaria, eseguiti prevalentemente dai restauratori del Museo, consistenti in riadesioni puntuali di tessere, velinatura di piccole lesioni che sono andate formandosi, altre operazioni necessarie. Lo stato conservativo è andato, tuttavia, gradualmente peggiorando, ragion per cui da circa una ventina di anni il mosaico è diventato una sorta di ‘sorvegliato speciale’: si sono susseguite indagini diagnostiche e proposte di intervento, finalizzate alla definizione di un restauro complessivo e non più limitato a interventi puntuali.
L’inaccessibilità del retro, infatti, non ha mai permesso di comprendere se e in che misura lo stato di conservazione delle malte originali è connesso ai fenomeni di degrado che si rilevano sulla superficie. Tali fenomeni consistono in: ampia depressione della superficie musiva nella parte centrale del mosaico, stato di generale e diffuso distacco delle tessere e della relativa malta di allettamento dagli strati preparatori sottostanti, rigonfiamenti puntuali in particolare lungo il perimetro, diffuse lesioni soprattutto in corrispondenza della citata depressione centrale. La scelta di intervenire anche sugli strati di preparazione che si trovano sulla parte posteriore del manufatto era pertanto improcrastinabile. Ne consegue che il ribaltamento del mosaico è una operazione propedeutica e necessaria alla esecuzione del restauro, per una conoscenza completa degli strati di sottofondo.

Attività di diagnostica sul mosaico di Alessandro al Mann (foto Pedicini Fotografi)
La messa in sicurezza. L’attuale stato di fatto e i fenomeni di degrado sussistenti, con particolare riferimento al parziale distacco dagli strati sottostanti, hanno richiesto nel 2021 la messa in sicurezza dell’opera con una velinatura, finalizzata alla stabilizzazione della superficie che, come si desume dai rilievi diretti effettuati, risulta distaccata circa per l’80%. La scelta di una velinatura triplice è legata alla necessità di mettere in sicurezza il mosaico in vista della movimentazione.

Maria Teresa Operetto, responsabile del restauro del mosaico di Alessandro, mostra al ministro Gennaro Sangiuliano le fasi dell’intervento (foto graziano tavan)
La squadra del restauro. Questa seconda fase, in continuità con la precedente, è condotta prevalentemente con professionalità interne al MiC, ricorrendo ad incarichi esterni solo per le competenze non rinvenibili all’interno dell’Amministrazione, con la collaborazione tra il Mann, l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) e il parco archeologico del Colosseo, nonché per le indagini diagnostiche l’università del Molise e il Center for Research on Archaeometry and Conservation Science (CRACS), organizzazione accademica formata dal Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse (DiSTAR) dell’università di Napoli “Federico II” e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie (DST) dell’università del Sannio di Benevento. La progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sono state invece oggetto di una procedura di gara aperta, a seguito della quale le prestazioni sono state aggiudicate, secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ad un raggruppamento temporaneo di imprese. Il Progetto esecutivo del sistema di movimentazione meccanica del mosaico è di Studio Berlucchi srl in ATI con Regoli e Radiciotti srl ed Equilibrarte.

La velinatura che copre il mosaico di Alessandro al Mann (foto graziano tavan)
Il cantiere trasparente. Il mosaico verrà restaurato in situ: il cantiere è stato allestito nelle sale espositive con la perimetrazione delle aree oggetto di intervento (sale 60 e 61) mediante pannellature e porte trasparenti e sarà quindi sempre direttamente visibile al pubblico. Solo nelle fasi in cui le lavorazioni da eseguire siano incompatibili con la presenza di visitatori – montaggio del sistema di movimentazione, uso di soventi, ecc. – le sale saranno chiuse al pubblico, ma sarà comunque garantita la visione delle attività in essere per mezzo di appositi supporti audiovisivi, tra cui un video, già installato, che descrive mediante simulazione tridimensionale le operazioni di ribaltamento del mosaico. Oltre la visione diretta del restauro, parte integrante della mostra stessa, saranno organizzati periodicamente focus con gli esperti. Il costo complessivo dell’intervento è pari a circa 700mila euro, in gran parte finanziato con Fondo Sviluppo e Coesione (Piano stralcio cultura e turismo 2014/2020, Delibera CIPE 3/2016), nella cifra è compresa la sponsorizzazione di 200mila euro offerta dall’emittente giapponese The Asahi Shimbun, prevista nell’ambito della collaborazione tra il Mann e il museo nazionale di Tokyo.
Pompei. All’auditorium il workshop “Tempio di Iside a Pompei. Conoscenza, scavo, restauro e fruizione” per presentare gli esiti dei recenti workshop e gli scavi in corso
Un workshop dedicato al Tempio di Iside a Pompei alla sua conoscenza, scavo, restauro e fruizione. Mercoledì 11 ottobre 2023, all’Auditorium degli scavi di Pompei, dalle 11 alle 16, si terrà il workshop “Tempio di Iside a Pompei. Conoscenza, scavo, restauro e fruizione”, organizzata dal parco archeologico di Pompei in collaborazione con l’università Federico II di Napoli, la Scuola Superiore Meridionale e la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio (BAP) di Napoli, per presentare gli esiti dei recenti workshop (maggio 2021, aprile 2023, e scavi in corso) per la conoscenza, lo scavo, il restauro e la fruizione del tempio di Iside. L’evento è aperto al pubblico. Il programma della giornata sarà introdotto dal direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel e dal coordinatore del dottorato di ricerca Acma Carlo Rescigno, e si concentrerà sull’illustrazione degli esiti della campagna di scavo in corso presso il tempio, a cura dei funzionari del Parco. A seguire la prof.ssa Renata Picone, direttrice della Scuola di Specializzazione in Bap di Napoli, interverrà con un contributo su “Il Tempio di Iside a Pompei. Dalla storia dei restauri alle attuali problematiche conservative”. Tra gli interventi, anche un focus speciale su “Il fascino dell’Egitto nel mondo greco-romano” a cura del direttore del museo Egizio di Torino Christian Greco. Previsto anche sopralluogo allo scavo del tempio di Iside.

Il Tempio di Iside agli Scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)
Il Tempio di Iside era dedicato al culto antichissimo (di tipo misterico, cioè riservato ai soli iniziati) della dea egizia, che si diffuse in tutto il Mediterraneo a partire dal III secolo a.C. per il suo messaggio di speranza in una vita oltre la morte. Secondo il mito, infatti, Iside recuperò le parti dello sposo Osiride, ucciso e smembrato da Seth, lo ricompose e gli ridiede la vita. Al centro di un cortile porticato si trova il tempio su alto podio; nello spazio antistante stanno l’altare, la fossa per le offerte e un piccolo edificio (purgatorium) al cui interno una scala porta al bacino cui attingere l’acqua, che si diceva provenisse direttamente dal Nilo. Alle spalle del tempio un’ampia sala era dedicata alle riunioni degli iniziati (ekklesiasterion), mentre in una più piccola (sacrarium) erano visibili pitture che narravano episodi del mito della dea.

Sistro con gatta e fiori di loto rinvenuto il 4 gennaio 1766 nell’ekklesiasterion del Tempio di Iside a Pompei e conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Gli apparati decorativi, le sculture e gli arredi rinvenuti nel santuario sono esposti al museo Archeologico nazionale di Napoli, ma è possibile rivivere in parte l’effetto originario grazie alla ricollocazione in situ di alcune copie di affreschi e di statue.
Napoli. A Palazzo Reale presentazione del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” (Rizzoli) di Paolo Giulierini
Appuntamento venerdì 6 ottobre 2023, alle 19, nella sala Coerenza di Palazzo Reale a Napoli, per la presentazione del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” (Rizzoli) di Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Ingresso libero. Dialogherà con l’autore il prof. Carlo Rescigno.

Copertina del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici”
L’Italia prima di Roma. Il nostro Paese ci appare il più delle volte come l’erede per eccellenza della civiltà romana. Non c’è nulla di più vero, ma se ci mettessimo in viaggio percorrendo l’Italia da nord a sud scopriremmo che prima ancora che Italiani siamo stati Italici: in ogni regione la toponomastica, i monumenti, i reperti archeologici, le tradizioni etnografiche, persino le abitudini alimentari e culinarie raccontano la storia di popoli antichi che a partire dall’Età del ferro si sono frequentati, confrontati, scontrati. Celti, Veneti, Liguri, Etruschi, Sardi, Latini, Sanniti, Lucani, Piceni, Campani, Punici, Enotri, Siculi e molti altri hanno lasciato ovunque nella penisola tracce profonde, preziose per capire com’era l’Italia prima dell’avvento di Roma. Con la competenza dell’esperto e il passo avvincente del divulgatore, Paolo Giulierini ci accompagna in un viaggio affascinante, ci presenta gli Italici che siamo stati, ne approfondisce il rapporto con il territorio, le modalità insediative, la religione, la lingua e la scrittura, senza tralasciare il fondamentale incontro con i Romani e quello che ne è seguito. Corredato da immagini, questo libro è al tempo stesso un saggio sulla meravigliosa complessità della storia del nostro Paese e una guida per innamorarsi, oltre che di tutte le sue bellezze, anche delle genti che lo hanno abitato in tempi remoti, e che ancora oggi ci parlano: non solo di loro ma anche di noi, da sempre popolo in cammino che a ogni tappa aggiunge un viandante alla carovana.

Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano poche ore all’apertura della XXV Borsa mediterranea del turismo archeologico in programma a Paestum da giovedì 2 a domenica 5 novembre 2023 tra Next ex Tabacchificio, area archeologica e museo Archeologico nazionale, Basilica. La BMTA, unico appuntamento al mondo del suo genere, format di successo, che ha trovato la sua migliore realizzazione dal 2021 nella location del Tabacchificio Cafasso, l’attuale Nex, quest’anno celebra il venticinquesimo anniversario, condividendolo con il parco archeologico di Paestum e Velia e la Certosa di Padula, che proprio nel 1998 furono inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco nell’ambito del riconoscimento attribuito al parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, oggi anche Alburni. Numerose le prestigiose iniziative nell’ambito del programma, che prevede 150 tra conferenze e incontri, 20 laboratori e 600 relatori. Fondatore e direttore Ugo Picarelli. Ideata e organizzata dalla Leader srl, titolare del marchio. Vediamo un po’ il programma.

VENERDÌ 3 NOVEMBRE 2023. “I Comuni archeologici Unesco per un turismo culturale esperienziale e sostenibile”, conferenza nell’ambito della celebrazione del 25° anniversario del sito Unesco di Paestum in collaborazione con ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani e con la partecipazione dei Comuni e dei siti archeologici italiani che rientrano nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità (Area Archeologica di Agrigento, Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, I Longobardi in Italia. I luoghi del potere, I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera, Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia, Siracusa e le Necropoli Rupestri di Pantalica, Su Nuraxi di Barumini, Villa Adriana e Villa d’Este – Tivoli, Villa Romana del Casale – Piazza Armerina, Zona Archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia).
VENERDÌ 3 NOVEMBRE 2023. International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”. La BMTA in collaborazione con Archeo, il primo mensile archeologico in Italia, dal 2015 premia le scoperte archeologiche votate dalle principali testate archeologiche internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), arCHaeo (Svizzera), AiD Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Il Premio, alla 9ª edizione e intitolato all’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato alle scoperte archeologiche e ai suoi archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” per la prima volta è conferito a una scoperta italiana, le 24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana ritrovate a San Casciano dei Bagni.
VENERDÌ 3 – SABATO 4 NOVEMBRE 2023. Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo e Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, dal 2021 organizzati annualmente dalla BMTA nel suo ricordo, a seguito dell’assegnazione postuma in occasione della edizione 2019 del Premio “Paestum Mario Napoli”, per onorare la memoria del grande archeologo, dello studioso, dell’amico della Borsa, ma soprattutto dell’uomo del Sud, che ha vissuto la sua vita al servizio delle istituzioni per contribuire allo sviluppo locale e alla tutela del Mare Nostrum. Si svolgeranno: l’“UNESCO Meeting on the Access to Underwater Cultural Heritage” (venerdì 3 novembre) sulla valorizzazione delle destinazioni mediterranee; il Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” (sabato 4 novembre), con Valeria Patrizia Li Vigni Presidente Fondazione Sebastiano Tusa e Mario La Rocca Dirigente generale Dipartimento Regionale Beni Culturali e Identità Siciliana della Regione Siciliana. Premio “Paestum Mario Napoli”, istituito nel 2005 nel nome di “Paestum” e intitolato dal 2018, in occasione del 50° anniversario della scoperta della Tomba del Tuffatore, a Mario Napoli, archeologo e studioso della Magna Grecia, Soprintendente Archeologico di Sa, Av, Bn nel 1964, quando vennero alla luce a Velia la Porta Rosa (singolare complesso costruttivo del II-III sec. a.C.) e nel 1968 a 1,5 km a sud di Paestum nella necropoli di Tempa del Prete, la Tomba del Tuffatore (unica testimonianza in ambito greco di pittura non vascolare, datata al 480 a.C. circa) è assegnato a personalità e organismi, che contribuiscono al dialogo interculturale, alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla promozione del turismo archeologico.
SABATO 4 NOVEMBRE 2023. “Parchi e Musei statali autonomi e Fondazioni: modelli di gestione del patrimonio archeologico a confronto”, conferenza in collaborazione con il ministero della Cultura, in occasione della quale si approfondirà il confronto, nella governance di parchi e musei archeologici, tra istituti statali autonomi e organismi rappresentati dalle Fondazioni, che vedono la partecipazione di Comuni e Regioni, a seguito di concessione ministeriale delle aree archeologiche.



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