Archivio tag | museo archeologico nazionale di Napoli

Napoli. L’attesa è finita. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” curata da Massimo Osanna e Jacopo Tabolli

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_inaugurazione_locandinaL’attesa è finita. Domani, venerdì 16 febbraio 2024, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, proveniente dal Quirinale dove ha riscontrato uno straordinario successo di pubblico. Si potranno ammirare le oltre 20 statue e statuette bronzee, insieme a diverse monete ed ex voto rinvenuti nel 2022 nel santuario termale etrusco-romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Si), già esposte a Roma, insieme a quattro reperti inediti, scoperti recentemente: una donna orante, un pesciolino di cristallo, un rene (ex voto) e un monumentale donario, con iscrizione bilingue, latina ed etrusca. Alla cerimonia inaugurale, alle 17, all’Auditorium del Mann, interverranno Massimo Osanna, direttore generale Musei e direttore ad interim del Mann; Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio; Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni; Jacopo Tabolli, coordinatore scientifico dello scavo, dell’università per Stranieri di Siena.

roma_quirinale_mostra-gli-dei-ritornano_allestimento_foto-mic

I bronzi di San Casciano esposti nella sala del Bronzino al Quirinale della mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” (foto mic)

siena_unistranieri_convegno-dentro-il-santuario_sangiuliano_foto-unistranieri-siena

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano al convegno “Dentro il Sacro. Multiculturalismo e plurilinguismo nello scavo del Bagno Grande a San Cascino dei Bagni” a Siena (foto unistranieri-siena)

La tappa napoletana della mostra dei bronzi di San Casciano era stata annunciata a dicembre 2024 dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: “Questi reperti eccezionali, che ci parlano di un passato in cui i mondi romano ed etrusco si riconoscevano nelle medesime tradizioni, hanno la capacità di riconnetterci alle nostre più antiche radici. In attesa del loro ritorno nel luogo da cui sono emersi, dove verranno ospitati in un museo per il quale abbiamo già acquistato l’edificio in cui ogni tipo di pubblico potrà comprendere il significato di questa scoperta straordinaria, ora sarà Napoli ad accogliere Gli dei ritornano. I visitatori del Mann avranno così l’opportunità di ammirare questi tesori, restituiti a noi dalla terra e dall’acqua in cui erano celati”.

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_laboratori_osanna-tabolli_foto-mann

Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, curatori della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, nei laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Poi, un mese fa, a metà gennaio 2024, i bronzi di San Casciano sono arrivati nei laboratori del museo Archeologico nazionale di Napoli per i lavori preliminari all’allestimento della mostra, affidati alle cure di Mariateresa Operetto (responsabile laboratorio restauro del Mann), Laura Forte (funzionaria archeologa del Museo), Wilma Basilissi (Istituto Centrale per il Restauro) e Salvatore Siano (CNR). Peculiare lo stato di conservazione dei reperti che, preservati nell’acqua calda, recano importanti iscrizioni in etrusco e latino. Queste straordinarie testimonianze permettono di ricostruire i rituali e i culti delle divinità venerate nel grande santuario termale del Bagno Grande. “È un’occasione unica per uno straordinario viaggio nel tempo che, dopo la tappa al Quirinale, si amplia adesso a Napoli con ulteriori manufatti”, ha anticipato Massimo Osanna, che cura la mostra con Jacopo Tabolli. “Con i bronzi di San Casciano si inaugurano adesso anche nuove sale del Mann, appena restaurate, destinate ad ospitare le mostre temporanee del Museo”.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro di Carmelo lo Curto “L’Arcangelo insussistente. Una tela di Luca Giordano ritrovata nei depositi di Palazzo Abatellis”

napoli_scaffale-del-mann_libro-l-arcangelo-insussistente_di-carmelo-lo-curto_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Napoli nuovo appuntamento con “Lo scaffale del Mann” mercoledì 14 febbraio 2024, alle 16, in sala Conferenze, per la presentazione del libro di Carmelo lo Curto “L’Arcangelo insussistente. Una tela di Luca Giordano ritrovata nei depositi di Palazzo Abatellis”. Interviene Angela Luppino, del nostro Ufficio Museologia e documentazione storica. Il libro. La scoperta di un dipinto creduto perduto da settant’anni, dimostra che la reale esistenza delle cose dipende da come le chiami. Un dipinto inventariato come opera di un ignoto “tardo manierista siciliano del sec. XVII» si è rivelato essere un dipinto di Luca Giordano, protagonista assoluto della pittura barocca, un’opera di primo piano da tempo cercata dagli studiosi che si aggiunge allo sterminato catalogo dell’artista napoletano noto tra i contemporanei col soprannome di “Luca fa presto” per le straordinarie capacità di inventare ed eseguire pale d’altare e grandi affreschi con “stupenda prestezza”.

San Valentino all’Archeologico di Napoli: “Caccia all’amore”, gioco in coppia alla ricerca degli amori mitici nel Mann

napoli_mann_san-valentino-2024_locandinaPronti per la caccia all’amore? Appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli mercoledì 14 e sabato 17 febbraio 2024, alle 11 e alle 16.30, per un gioco in coppia alla ricerca degli amori mitici nel Mann. Prenotazione su www.eventbrite.it. I partecipanti attraverseranno le sezioni principali del Museo per individuare un amore mitico attraverso indizi, enigmi, indovinelli e altre prove da superare. L’evento è organizzato dai Servizi Educativi del Museo con finalità naturalmente didattica. In questo caso sono rivolti ad un pubblico adulto. Grazie agli esperti del Mann, i visitatori potranno rintracciare, nelle collezioni, opere a tema amoroso. Non sarà difficile, data la moltitudine dei reperti esposti che declinano in modo diverso il motivo passionale: essendo una caccia al tesoro, il pubblico dovrà seguire le regole del gioco, dunque intuire di che opera si tratta partendo da indizi e quiz tematici.

Seoul (Corea). Aperta al The Hyundai Seoul la mostra “Pompeii” organizzata dal Mann e promossa dall’IIC di Seul per celebrare i 140 anni delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Corea: 127 reperti e 8 contenuti multimediali raccontano gli ultimi giorni di Pompei

seul_iic_mostra-pompei_allestimento_1_foto-iic-seul

Allestimento della mostra “Pompeii” a Seoul (Corea) dal 13 gennaio al 6 maggio 2024, organizzata dal Mann (foto iic-seul)

seul_iic_mostra-pompei_locandinaGli ultimi giorni di Pompei in mostra a Seul per celebrare i 140 anni delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Corea. Il 13 gennaio 2024 è stata inaugurata, al The Hyundai Seoul, la mostra “Pompeii”, promossa dall’Istituto italiano di Cultura di Seoul e dall’Ambasciata d’Italia in Corea, primo evento di un anno speciale per entrambe le nazioni. La mostra sarà aperta fino al 6 maggio 2024 e segna il ritorno in Corea dei reperti archeologici di Pompei dopo 10 anni.

seul_iic_mostra-pompei_allestimento_4_foto-iic-seul

Allestimento della mostra “Pompeii” a Seoul (Corea) dal 13 gennaio al 6 maggio 2024, organizzata dal Mann (foto iic-seul)

seul_iic_mostra-pompei_allestimento_7_foto-iic-seul

Allestimento della mostra “Pompeii” a Seoul (Corea) dal 13 gennaio al 6 maggio 2024, organizzata dal Mann (foto iic-seul)

La mostra, organizzata dal museo Archeologico nazionale di Napoli, The Chosunilbo (uno dei più grandi quotidiani della Corea) e CCOC (agenzia specializzata, nota per l’organizzazione annuale della mostra Bologna Illustrators Exhibition a Seoul), offre una straordinaria opportunità di esplorare la ricca storia dell’antica Roma, attraverso 127 reperti archeologici, tra cui affreschi, statue e reperti fossili dell’era greco-romana. In aggiunta, la mostra presenta 8 contenuti multimediali forniti dal museo Archeologico nazionale di Napoli, creando un’esperienza espositiva tridimensionale per il pubblico.

seul_iic_mostra-pompei_allestimento_5_foto-iic-seul

Allestimento della mostra “Pompeii” a Seoul (Corea) dal 13 gennaio al 6 maggio 2024, organizzata dal Mann (foto iic-seul)

seul_iic_mostra-pompei_allestimento_6_foto-iic-seul

Allestimento della mostra “Pompeii” a Seoul (Corea) dal 13 gennaio al 6 maggio 2024, organizzata dal Mann (foto iic-seul)

La città di Pompei fu tragicamente distrutta il 24 ottobre del 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio. In modo paradossale, l’eruzione vulcanica ha preservato la città in modo sorprendente, consentendo agli archeologi di svelare dettagli della vita quotidiana e dei tesori preziosi della civiltà antica. Particolarmente suggestivi sono i “calchi umani”, che verranno esibiti insieme a video immersivi, portando gli spettatori negli ultimi istanti di Pompei.

Napoli. Anteprima dei bronzi di San Casciano “in cura” nei laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale dove saranno esposti dal 15 febbraio nella mostra “Gli dei ritornano”. La presentazione del direttore ad interim Massimo Osanna

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_laboratori_osanna-tabolli_foto-mann

Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, curatori della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, nei laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

 

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_laboratori_restauro_foto-mann

Fasi di restauro della donna orante scoperta recentemente nel Bagno grande di San Casciano nei laboratori di restauro

Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano due settimane all’apertura della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli, e nei laboratori di restauro fervono le attività preparatorie con i preziosi reperti affidati agli esperti del Mann. È stato proprio Massimo Osanna, direttore ad interim del Mann, e curatore della mostra insieme al professore Jacopo Tabolli (docente di Etruscologia all’università per Stranieri di Siena), a presentare i risultati del lavoro svolto finora, presenti Mariateresa Operetto (responsabile laboratorio restauro del Mann), Laura Forte (funzionaria archeologa del Museo), Wilma Basilissi (Istituto Centrale per il Restauro) e Salvatore Siano (CNR) (vedi Napoli. Iniziati al laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale i lavori preliminari per la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” che aprirà il 15 febbraio nelle nuove sale restaurate | archeologiavocidalpassato). Quella al museo Archeologico nazionale di Napoli sarà la seconda tappa dopo quella al Quirinale (vedi Il 2024 porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” dopo il successo al Quirinale. Bilancio dello scavo nel 2023 e presentazione del progetto CADMO (museo Archeologico, area archeologica e Hub Internazionale di ricerca) | archeologiavocidalpassato). E a Napoli ci saranno quattro reperti inediti, scoperti recentemente: una donna orante, un pesciolino di cristallo, un rene (ex voto) e un monumentale donario, con iscrizione bilingue, latina ed etrusca.

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_laboratori_restauro-statua-orante_foto-mann

Fasi di restauro della donna orante scoperta recentemente nel Bagno grande di San Casciano nei laboratori di restauro

Nel servizio della TGR Campania (vedi https://www.rainews.it/tgr/campania/video/2024/01/al-mann-i-bronzi-di-san-casciano–8f68b404-5c22-4643-820e-05e0d61ac73b.htmlin anteprima le opere in restauro nei laboratori del Mann. Tra cui la splendida figura femminile che è l’ultima rinvenuta nella località termale toscana dove si continua a scavare dopo la grande scoperta del 2022. I bronzi di San Casciano dei Bagni sono stati esposti finora solo al Quirinale e la mostra al museo Archeologico di Napoli è l’occasione per vedere nuovi pezzi finora inediti. La scoperta racconta l’età di passaggio tra Etruschi e Romani nell’attuale Toscana. Le opere in bronzo sono datate tra II secolo a.C. e I secolo d.C. Raffigurano divinità cui ci si rivolgeva per la protezione della propria salute in quel territorio già allora celebre per le sorgenti termali. Nel servizio intervista a Massimo Osanna, direttore generale Musei. Saranno esposte dal 15 febbraio al 30 giugno 2024.

Bologna. Al museo civico Archeologico Giulierini presenta il suo libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” (Rizzoli)

libro_L-Italia-prima-di-Roma-Sulle-tracce-degli-antichi-popoli-italici_copertina

Copertina del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici”

Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, presenta al museo civico Archeologico di Bologna la sua ultima fatica editoriale “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” (Rizzoli). Appuntamento sabato 20 gennaio 2024, alle 17, in sala Risorgimento. L’ingresso è libero, ma solo fino ad esaurimento posti disponibili. “L’Italia prima di Roma”. Il nostro Paese ci appare il più delle volte come l’erede per eccellenza della civiltà romana. Non c’è nulla di più vero, ma se ci mettessimo in viaggio percorrendo l’Italia da nord a sud scopriremmo che prima ancora che Italiani siamo stati Italici: in ogni regione la toponomastica, i monumenti, i reperti archeologici, le tradizioni etnografiche, persino le abitudini alimentari e culinarie raccontano la storia di popoli antichi che a partire dall’Età del ferro si sono frequentati, confrontati, scontrati. Celti, Veneti, Liguri, Etruschi, Sardi, Latini, Sanniti, Lucani, Piceni, Campani, Punici, Enotri, Siculi e molti altri hanno lasciato ovunque nella penisola tracce profonde, preziose per capire com’era l’Italia prima dell’avvento di Roma. Con la competenza dell’esperto e il passo avvincente del divulgatore, Paolo Giulierini ci accompagna in un viaggio affascinante, ci presenta gli Italici che siamo stati, ne approfondisce il rapporto con il territorio, le modalità insediative, la religione, la lingua e la scrittura, senza tralasciare il fondamentale incontro con i Romani e quello che ne è seguito. Corredato da immagini, questo libro è al tempo stesso un saggio sulla meravigliosa complessità della storia del nostro Paese e una guida per innamorarsi, oltre che di tutte le sue bellezze, anche delle genti che lo hanno abitato in tempi remoti, e che ancora oggi ci parlano: non solo di loro ma anche di noi, da sempre popolo in cammino che a ogni tappa aggiunge un viandante alla carovana.

Napoli. Iniziati al laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale i lavori preliminari per la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” che aprirà il 15 febbraio nelle nuove sale restaurate

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_arrivati-ai-laboratori_foto-mann-massimo-osanna

I bronzi di San Casciano nel laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli affidati alle cure del personale tecnico specializzato (foto mann / massimo osanna)

Sono arrivati al Mann. Per ora nei laboratori del museo Archeologico nazionale di Napoli. Sono i bronzi di San Casciano che dal 15 febbraio al 30 giungo 2024 saranno i protagonisti – come aveva annunciato a fine anno il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano (vedi Il 2024 porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” dopo il successo al Quirinale. Bilancio dello scavo nel 2023 e presentazione del progetto CADMO (museo Archeologico, area archeologica e Hub Internazionale di ricerca) | archeologiavocidalpassato) della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”. Le statue e statuette bronzee, gli ex-voto e le migliaia di monete ritrovate nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni sono nel laboratorio di restauro del Mann dove sono iniziati i lavori preliminari all’allestimento della mostra. Peculiare lo stato di conservazione dei reperti che, preservati nell’acqua calda, recano importanti iscrizioni in etrusco e latino. Queste straordinarie testimonianze permettono di ricostruire i rituali e i culti delle divinità venerate nel grande santuario termale del Bagno Grande.

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_arrivati-ai-laboratori_1_foto-mann-massimo-osanna

I bronzi di San Casciano nel laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann / massimo osanna)

“I reperti ritrovati a San Casciano, a giudizio di molti esperti”, ha affermato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, “sono tra i più importanti rinvenimenti archeologici italiani e ci permettono di riconnetterci con le nostre più antiche radici. La mostra a Napoli rappresenta un momento eccezionale per ammirare questi tesori restituiti dalla terra e dall’acqua e vivere l’esperienza unica del contatto visivo ed emozionale con testimonianze di un passato in cui il mondo romano e quello etrusco si riconoscevano attraverso riti sacri legati al termalismo e alla purificazione del corpo e dello spirito”.

roma_quirinale_mostra-gli-dei-ritornano_allestimento_osanna-mattarella_foto-mic

Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, illustra al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”

“È un’occasione unica per uno straordinario viaggio nel tempo che, dopo la tappa al Quirinale, si amplia adesso a Napoli con ulteriori manufatti”, ha aggiunto il direttore generale Musei del ministero della Cultura, Massimo Osanna, che cura la mostra con Jacopo Tabolli. “Con i bronzi di San Casciano si inaugurano adesso anche nuove sale del Mann, appena restaurate, destinate ad ospitare le mostre temporanee del Museo”.

#domenicaalmuseo. Anche la prima del 2024 con oltre 14mila ingressi conferma il Colosseo il monumento più visitato d’Italia

roma_colosseo_alfonsina-russo_gennaro-sangiuliano_foto-parco

Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, in visita al Colosseo accompagnato da Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

Il Colosseo si conferma il monumento più visitato d’Italia anche nella prima domenica del 2024 a ingresso gratuito. Lo conferma in una nota il ministro alla Cultura, Gennaro Sangiuliano. “La prima #domenicalmuseo del 2024 è stata un successo”, commenta il ministro. “Anche questa volta, numerosi italiani e turisti stranieri hanno approfittato dell’ingresso libero per trascorrere l’ultimo giorno delle Festività in un luogo della cultura statale. Un risultato che conferma i numeri importanti registrati nel 2023 e che dimostra una volta di più il legame forte tra i visitatori e il patrimonio di arte e bellezza della nostra Nazione. I musei e i luoghi della cultura rappresentano i punti della geografia identitaria dell’Italia e la risposta del pubblico testimonia l’apprezzamento per il nostro lavoro di ampliamento dell’offerta. Ringrazio le lavoratrici e i lavoratori in servizio oggi nelle strutture museali”.

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.299; Pantheon 13.486; Foro Romano e Palatino 6.483; area archeologica di Pompei 4.363; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.300; Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini 2.686; museo nazionale Romano – Palazzo Massimo 1.748; museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano 1.578; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.246; museo nazionale Romano – Palazzo Altemps 1.026.

Il 2024 porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” dopo il successo al Quirinale. Bilancio dello scavo nel 2023 e presentazione del progetto CADMO (museo Archeologico, area archeologica e Hub Internazionale di ricerca)

roma_quirinale_mostra-gli-dei-ritornano_allestimento_foto-mic

I bronzi di San Casciano esposti nella sala del Bronzino al Quirinale della mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” (foto mic)

BDSC _ Social_ Card _ 1206Il 2024, a fine gennaio, porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano”, proveniente dal Quirinale dove ha riscontrato uno straordinario successo di pubblico. Le oltre 20 statue e statuette bronzee, insieme a diverse monete ed ex voto rinvenuti nel 2022 nel santuario termale etrusco-romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Si), potranno così continuare ad essere ammirate in attesa della realizzazione del museo loro preposto nel Palazzo dell’Arcipretura di San Casciano, acquisito dallo Stato per ospitare queste antiche testimonianze del passato. L’esposizione, curata da Jacopo Tabolli, direttore scientifico degli scavi al “Santuario Ritrovato” del “Bagno Grande” di San Casciano dei Bagni e professore di Etruscologia dell’università per Stranieri di Siena, e da Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del Mic, sarà allestita al Mann per tre mesi. “Questi reperti eccezionali, che ci parlano di un passato in cui i mondi romano ed etrusco si riconoscevano nelle medesime tradizioni, hanno la capacità di riconnetterci alle nostre più antiche radici”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “In attesa del loro ritorno nel luogo da cui sono emersi, dove verranno ospitati in un museo per il quale abbiamo già acquistato l’edificio in cui ogni tipo di pubblico potrà comprendere il significato di questa scoperta straordinaria, ora sarà Napoli ad accogliere Gli dei ritornano. I visitatori del Mann avranno così l’opportunità di ammirare questi tesori, restituiti a noi dalla terra e dall’acqua in cui erano celati”.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_3_foto-mic

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

Nel 2022 è stata la scoperta archeologica dell’anno: oltre 20 statue di bronzo in perfetto stato di conservazione, ex voto e altri oggetti, ma anche cinquemila monete in oro, argento e bronzo, rimasti immersi, e in qualche modo protetti, nei fanghi delle calde acque termali del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si) per più di duemila anni (vedi San Casciano dei Bagni (Si). Dai fanghi della sorgente termale del Bagno Grande del santuario etrusco-romano emergono oltre 20 statue in bronzo, molti ex-voto, cinquemila monete in oro argento e bronzo di oltre duemila anni fa. L’archeologo Tabolli: si riscrive la storia della statuaria antica e della romanizzazione del territorio. È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace del 1972 | archeologiavocidalpassato). Lo scavo promosso dal ministero della Cultura e dal comune toscano è coordinato del prof. Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena. Poi nel 2023, mentre proseguiva la campagna di scavo, i bronzi di San Casciano sono stati premiati alla Borsa mediterranea del turismo archeologico con l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, come miglior scoperta archeologica 2022 nel mondo, ed è stata la prima volta per una scoperta italiana (vedi Paestum. Per la prima volta assegnato all’Italia l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico: la 9a edizione va alla scoperta delle “24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana”, riaffiorate dal fango a San Casciano dei Bagni (provincia di Siena). La consegna del premio al sindaco di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti e a Jacopo Tabolli responsabile scientifico | archeologiavocidalpassato). E al Quirinale, nella sala del Bronzino, è stata aperta la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano”, prima dal 22 giugno al 29 ottobre, poi prorogata al 22 dicembre 2023.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_area-di-scavo-2023_foto-uni-stranieri-siena

L’area di scavo a San Casciano dei Bagni alla fine della campagna 2023 (foto uni stranieri siena)

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_presentazione-progetto-cadmo_locandinaIL PROGETTO CADMO. A giugno 2023 il ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR), nell’ambito dei Fondi ordinari per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE), ha decretato di finanziare il progetto presentato dall’università per Stranieri di Siena denominato CADMO-Centro di Archeologia per le Diversità e le Mobilità preromane. L’ammontare complessivo del progetto presentato è di 3 milioni di euro. Il progetto, che nasce attorno allo scavo del Bagno Grande, prevede la nascita a San Casciano di un museo Archeologico, di un’Area archeologica e di un Hub Internazionale di ricerca. Il progetto, che prevede quattro azioni principali, è stato presentato il 29 dicembre 2023 a San Casciano di Bagni nell’incontro “Verso un hub internazionale di Archeologia”. La prima è dedicata alla nascita di una sede dell’università per Stranieri di Siena a San Casciano dei Bagni: una proiezione dell’ateneo senese sul territorio della provincia che non ha precedenti e che costituisce una sfida nel rapporto tra la ricerca e le comunità, con un laboratorio permanente legato allo scavo e una foresteria che accolga studiosi e studiose che partecipano alle attività di ricerca. Si tratterà di un luogo accogliente, anche per le famiglie, quando molto spesso la ricerca archeologica è profondamente impari proprio per le difficoltà legate all’accoglienza dei bambini di chi fa ricerca sui cantieri di scavo. La seconda azione sarà dedicata ad incentivare percorsi internazionali di ricerca, di mobilità, per archeologi stranieri che verranno a studiare e a portare avanti i loro progetti connessi con le attività del Centro CADMO dell’università per Stranieri di Siena nell’Hub di Ricerca di San Casciano dei Bagni. Si tratta di un programma innovativo di Visiting Fellowship volto a fare del centro un vero incubatore di ricerca internazionale. La terza azione sarà dedicata alle applicazioni multidisciplinari di analisi su scavo (dalle acque termali all’ambiente dell’antichità). La quarta azione recupera la centralità dell’“archeologia civica” così come vissuta a San Casciano dei Bagni fin dall’inizio dello scavo nel 2019. L’obiettivo è quello di consolidare il legame tra la conoscenza e la società in cui si svolge il progetto, fornendo alle comunità locali approcci pratici e politici alla conservazione di beni culturali e paesaggi e all’abitare.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_team-di-scavo_foto-uni-stranieri-siena

Il team di scavo a San Casciano dei Bagni alla fine della campagna 2023 (foto uni stranieri siena)

LO SCAVO NEL 2023. Lo scavo del Santuario ritrovato ha raggiunto quest’anno un’estensione di circa 400 mq, raggiungendo una profondità dal piano di campagna in alcuni punti di oltre quattro metri. Emanuele Mariotti, direttore dello scavo, racconta: “Anche la campagna di scavo 2023 ha riservato sorprese straordinarie, confermando come il sito del Bagno Grande sia, nel suo complesso, un contesto ricchissimo che va ben al di là dei singoli oggetti o dei singoli bronzi. Grazie al lavoro encomiabile di decine di archeologhe e archeologi, la ricerca si è arricchita di nuovi dati, suggestioni e nuovi interrogativi. Il cantiere, durante i 4 mesi di scavo, si è ulteriormente ingrandito, abbracciando le aree intorno all’edificio sacro con la grande vasca votiva. La topografia del luogo si è arricchita e chiarita, mostrando nuove strutture e bellissime murature che andranno a valorizzare sempre di più il sito, anche in ottica di un futuro parco archeologico-termale. Allo stesso tempo, l’acqua continua ad essere la vera protagonista di questo luogo: l’acqua e la grande vasca votiva, dove, ancora sui bordi e dai bordi, esposte e poi celate dagli eventi della storia, spesso drammatici, nuove testimonianze e reperti come la statua marmorea di Apollo sauroctono e il donario bilingue etrusco/latino, ci parlano di arte, divinità, cure, persone e soprattutto di incontro tra la cultura etrusca e il mondo romano”.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_frammenti-statua-apollo_foto-uni-stranieri-siena

I frammenti della statua di Apollo scoperti a San Casciano dei Bagni nella campagna 2023 (foto uni stranieri siena)

APOLLO. La prosecuzione dello scavo all’interno del tempio ha portato al rinvenimento, sul bordo della vasca sacra, di parti spezzate di una meravigliosa statua in marmo, quasi integralmente ricomponibile, pertinenti ad un Apollo Sauroctonos (Apollo con la lucertola). La statua fu spezzata al momento della chiusura del santuario agli inizi del V secolo d.C. Questo è il tempo infatti in cui tutto il luogo di culto fu chiuso ritualmente, probabilmente per effetto della cristianizzazione diffusa del territorio. Mentre il deposito votivo fu protetto con la deposizione delle grandi colonne di travertino che ornavano il portico del tempio, la statua di culto di Apollo fu spezzata, frammentata e i pezzi quasi sparpagliati e poi coperti dalle massicciate di abbandono del sito. In parallelo con quanto sappiamo e osserviamo ancora oggi – la “contestazione della statua” coincide con un momento di profonda trasformazione e di grandi interrogativi politici e sociali.

Napoli. Il museo Archeologico nazionale chiude il 2023 con oltre 550mila visitatori: +25% rispetto al 2022. Il dg Musei Massimo Osanna: “Eventi di qualità e collezioni storiche per un dialogo sempre più stretto con il pubblico”

napoli_mann_depositi-museali-delle-cavaiole_giulierini-tra-le-teste-antiche_foto-graziano-tavan

Paolo Giulierini, direttore del Mann, nei depositi sotterranei delle Cavaiole (foto graziano tavan)

Al museo Archeologico nazionale di Napoli ci sono tutti gli elementi per poter esultare: numeri da record di visitatori, nuovi allestimenti, grandi eventi. Peccato che a fare il bilancio di un 2023 particolarmente positivo non ci sia il vero artefice di tutto questo, il direttore Paolo Giulierini, che a novembre 2023 ha lasciato per fine mandato, e che in molti confidano in un suo ritorno, vincitore del prossimo bando di concorso al posto di direttore alla guida del Mann. “Il 2024 inizia con ottimi auspici per il Museo e per la città”, commenta il direttore generale Musei del ministero della Cultura, Massimo Osanna: “la programmazione di eventi culturali di qualità e la valorizzazione delle collezioni storiche permetteranno di costruire un dialogo sempre più stretto con cittadini e turisti. Speriamo che il 2024 ci premi, facendo archiviare definitivamente la battuta di arresto determinata dal Covid”.

napoli_mann_visitatori-dicembre-2023_foto-mann

Visitatori all’ingresso del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

napoli_mann_sezione-campania-romana_porticato-chiuso-da-statua-equestre-marco-nonio-balbo_foto-graziano-tavan

Sezione Campania Romana al Mann: il portico chiuso dalla statua equestre di Marco Nonio Balbo (foto graziano tavan)

Oltre 550mila visitatori al museo Archeologico nazionale di Napoli nel 2023: il trend di presenze è in crescita di circa il 25% rispetto al 2022, quando al Mann sono stati registrati 441mila ingressi. L’anno appena trascorso è stato segnato dell’inaugurazione del nuovo allestimento della Sezione Campania Romana, che presenta oltre duecento reperti in sale non risultate fruibili negli ultimi quarant’anni (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale l’attesa è finita: dopo 50 anni, apre la sezione Campania Romana delle sale monumentali occidentali. Oltre duecento reperti dalle città vesuviane e dall’area flegrea. L’invito del direttore Giulierini | archeologiavocidalpassato).

napoli_mann_cantiere-a-vista-restauro-mosaico-di-alessandro_foto-graziano-tavan

Restauro mosaico di Alessandro al Mann: il cantiere a vista (foto graziano tavan)

A novembre scorso, è stata avviata la fase esecutiva del restauro del Mosaico di Alessandro: il cantiere è oggi visibile al pubblico (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre il “cantiere trasparente”: il pubblico potrà seguire in diretta il restauro del mosaico di Alessandro. Un video racconta l’operazione di ribaltamento conclusa con successo | archeologiavocidalpassato).

napoli_mann_lavori-depositi-cavaiole_1_foto-livia-pacera

Lavori ai depositi Cavaiole del Mann (foto livia pacera)

napoli_mann_lavori-depositi-cavaiole_2_foto-livia-pacera

Lavori ai depositi Cavaiole del Mann (foto livia pacera)

Si lavora alacremente anche nei depositi: nei sotterranei denominati “Cavaiole” fervono le attività di catalogazione e risistemazione degli innumerevoli manufatti custoditi (vedi Napoli. Alla scoperta dei depositi sotterranei delle Cavaiole, interessati da un intervento di 12 milioni di euro: intervista al direttore Paolo Giulierini e video della passeggiata con l’architetto Amanda Piezzo | archeologiavocidalpassato).