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Per la Festa della Mamma il museo Archeologico nazionale di Napoli propone un focus sull’Afrodite Sosandra proveniente dalle Terme di Baia, una delle grandi sculture “al femminile”

Per la Festa della Mamma il museo Archeologico nazionale di Napoli ci fa riscoprire le grandi sculture “al femminile” del Mann: e con Serena Venditto del Mann nel video di Mauro Fermariello facciamo la conoscenza della cosiddetta Afrodite Sosandra proveniente dalle Terme di Baia. Afrodite, dea dell’Amore della grazia della sensualità, qui presenta una veste decisamente diversa, molto più pudica, molto più costumata: è l’Afrodite Sosandra. “Sosandra” significa salvatrice degli uomini, colei che con la sua purezza salva e protegge le anime degli uomini. L’originale si trovava sull’acropoli di Atene proprio all’ingresso ed era opera dello scultore greco Calamide.

Afrodite Sosandra, copia romana da originale di Calamide, proveniente dalle Terme di Baia e conservata al Mann (foto Mann)

La replica romana di Afrodite Sosandra conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli viene dalle Terme di Baia. “Osservandola – spiega Venditto – possiamo dedurre una serie di caratteristiche: il braccio poggiato sulla spalla crea un panneggio molto rigido. Si chiama panneggio architettonico proprio perché dà quasi l’idea di una struttura architettonica, di una colonna, di un pilastro. E anche la forma del viso, proto classica, cioè che non ha ancora la dolcezza e la morbidezza del classico ma tutta una serie di rigidità che appartengono all’arte tardo-arcaica, allo stile severo (480-450 a.C.), è particolare: palpebre un po’ inspessite, bocca molto pronunciata. Un’altra caratteristica di questa statua è che in realtà non è terminata. Ce ne accorgiamo dalla superficie della scultura che non è danneggiata dal tempo ma semplicemente non ha ricevuto l’ultimo lavoro di pulizia, di lisciatura. Ciò non è strano perché alle terme di Baia si trovavano delle officine di scultori che producevano statue in marmo praticamente per tutta la Campania e per le ville in particolare dei nobili romani che sul litorale flegreo erano tante di livello assolutamente altissimo, erano anche di livello imperiale. Colpisce la purezza dello sguardo, la nobiltà che trasuda dall’immagine di questa Afrodite così innocente quasi fiera ma al tempo stesso così compenetrata nello sguardo dell’osservatore”.

#iorestoacasa. Il museo Archeologico nazionale di Napoli propone una visita virtuale della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” con un secondo video della sezione “Acque profonde” sullo straordinario ritrovamento dei rostri della Battaglia delle Egadi

Il dodicesimo rostro in bronzo a 80 metri di profondità nel mare di Levanzo (foto Luca Palezza)

Il manifesto della mostra “I pionieri dell’archeologia subacquea in area flegrea e in Sicilia” (foto Graziano Tavan)

Dalle isole Eolie alle Egadi: ecco una nuova esplorazione nelle profondità del mare proposto dal museo Archeologico nazionale di Napoli continuando la visita virtuale della sezione “Acque profonde” della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”. Oggi conosceremo lo straordinario ritrovamento dei rostri della Battaglia delle Egadi: https://it-it.facebook.com/MANNapoli/videos/249597042858837/. Dal 2005, nelle acque intorno all’isola di Levanzo, grazie alla collaborazione tra la soprintendenza del Mare e la RPM Nautical Foundation, sono state avviate ricerche sistematiche per l’identificazione esatta del luogo ove fosse avvenuta la battaglia delle Egadi tra Cartaginesi e Romani. Già negli anni ’60 del secolo scorso, Cecè Paladino e altri pionieri delle attività subacquee in Sicilia avevano recuperato centinaia di ceppi d’ancora romani lungo la costa orientale di Levanzo: i ceppi erano indizio della presenza di una flotta. La ricerca sistematica, ancora in corso con l’ausilio di sommozzatori e nave oceanografica e ROV (veicolo subacqueo filoguidato ad una profondità di 80 metri), ha messo a segno risultati di grande rilievo scientifico: sono stati individuati, infatti, i primi rostri in bronzo relativi alle navi da guerra impiegate nello scontro navale del 241 a.C. Nell’estate del 2019, il numero dei rostri ritrovati è salito a 19: inoltre, è stata scoperta una concrezione metallica riconducibile ad una spada, la prima arma di un soldato.

Il cosiddetto Rostro Egadi 4 con decorazione di Vittoria alata sormontante iscrizione con i nomi dei due questori, ripescato nelle acque di Levanzo, area della battaglia delle Egadi, e conservato nell’Antiquarium di Pantelleria (foto Soprintendenza del Mare)

Area della battaglia delle isole Egadi tra romani e cartaginesi

La storia delle ricerche nel mare delle Egadi, ad opera del professore Sebastiano Tusa, è stata illustrata e proposta da “Teichos. Servizi e Tecnologie per l’Archeologia” in occasione dell’anticipazione de ” I pionieri dell’archeologia subacquea in area flegrea e in Sicilia” (Baia, 24 maggio 2019 – 9 marzo 2020), che doveva fare da battistrada, come una preview che anticipava, essendone complemento necessario, la grande mostra “Thalassa. Meraviglie dei Mari della Magna Grecia e del Mediterraneo”. La mostra, che il parco archeologico dei Campi Flegrei ha affidato a Teichos Archeologia, che ne ha curato la progettazione e la realizzazione, racconta, partendo dagli anni ’50, le prime fasi pionieristiche dell’archeologia subacquea in Italia, particolarmente nell’area Flegrea ed in Sicilia, con le grandi scoperte che ne sono derivate e che hanno dato impulso alla ricerca scientifica in questo campo e alla relativa applicazione delle tecnologie più avanzate, nonché alla nascita di strumenti di tutela specifici, fino a giungere alla costituzione della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana da parte di Sebastiano Tusa.

Il museo Archeologico nazionale di Napoli mette on line ogni mercoledì “Fuoriclassico: la rassegna sulla contemporaneità ambigua dell’antico”: si parte con Luciano Canfora, che parla di Aristofane e Tucidide. Poi Massimo Cacciari, Cristina Cattaneo, Mariangela Gualtieri e tanti altri

Un’agorà virtuale per conoscere grandi Maestri della cultura contemporanea: ogni mercoledì, dal 6 maggio 2020, sulla pagina Facebook del museo Archeologico nazionale di Napoli saranno presentati alcuni incontri della rassegna “Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico”: Luciano Canfora, Massimo Cacciari, Mariangela Gualtieri e Cristina Cattaneo saranno alcuni dei protagonisti della versione web, pensata anche per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado e dell’Università. Un appuntamento online per ritrovare gli eventi più significativi delle edizioni 2018 e 2019 della manifestazione: “Fuoriclassico incarna alla perfezione l’identità del nostro museo, raccontando il mondo degli antichi in un dialogo coinvolgente e curioso con il contemporaneo”, dichiara Paolo Giulierini, direttore del Mann, “abbiamo deciso di aprire alla fruizione online di questi contenuti, immaginandoli anche come supporto ed ulteriore stimolo per i tanti studenti impegnati nella preparazione a distanza”. La rete tra le associazioni culturali A voce alta ed Astrea, Sentimenti di giustizia e l’organizzazione dell’ufficio Museologia e Documentazione storica del Mann, hanno creato, nel corso di un triennio, un interessante dialogo tra mondi, tempi e linguaggi spesso destinati a non entrare in contatto (letteratura, filosofia, diritto, teatro, musica, storia antica, archeologia, cinema, arti visive). Un’occasione da cogliere al volo non soltanto per chi non ha potuto assistere agli incontri o per chi vuole ritrovare le riflessioni di grandi pensatori contemporanei, nel magico (e adesso virtuale) scenario del Toro Farnese del Mann.

Luciano Canfora al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Carlo Arace)

Taglio (digitale) del nastro, mercoledì 6 maggio 2020, con la video-lezione di Luciano Canfora: dalla storiografia di Tucidide alla commedia di Aristofane, un percorso imperdibile per comprendere, grazie ad una voce autorevole e colta, la perenne attualità dei classici. A seguire, la programmazione continuerà ad essere ricchissima: spazio a letteratura, teatro e filosofia, con Massimo Cacciari, che racconterà l’Eneide anche grazie all’intensa interpretazione di Anna Bonaiuto (l’evento sarà online 13 maggio 2020). La meditazione su nostos/reditus sarà affidata a Hisham Matar e Rossana Valenti, con un reading di Enzo Salomone (20 maggio 2020), mentre il dramma dei migranti sarà rappresentato nel confronto multidisciplinare tra il medico legale ed anatomopatologa Cristina Cattaneo (Direttrice del Centro LABANOF dell’università di Milano ed autrice del libro “Naufraghi senza volto”), la giornalista e scrittrice Cristina Soffici, il fotografo Antonio Biasiucci (27 maggio 2020). Giustizia ed immoralismo saranno le parole chiave dell’incontro web (3 giugno 2020) con Gennaro Carillo ed Ulderico Pomarici; sotto il segno di Ovidio, sarà condotta la lezione di Alessandro Barchiesi, con letture di Elena Bucci (10 giugno 2020). Dalla stagione 2019-2020, che aveva come filo conduttore il corpo, saranno riproposti gli incontri con la poetessa Mariangela Gualtieri, i professori Victor Stoichita e Corrado Bologna, per concludere con una meditazione sulle Antigoni nella lettura di Elena Bucci e Diana Matar. In autunno, con la riapertura delle scuole, la proposta online di Fuoriclassico si arricchirà di lezioni ed interventi inediti, ad integrazione di una didattica che, si spera, si possa finalmente svolgere di nuovo ‘in presenza’.

Il museo Archeologico nazionale di Napoli celebra i “Giorni della Forza”: una settimana di maratona virtuale sotto il segno di Lucas partendo dalla mostra MANN@Hero che ha legato, per la prima volta, eroi dell’antichità e Star Wars: tour virtuali, videoclip, album per bimbi, cartoline e annulli filatelici

MannHero: una grafica della mostra a Napoli (foto Mann)

MannHero: una grafica della mostra a Napoli (foto Mann)

Che la forza sia con te! In tutto il mondo, da oggi 4 maggio 2020 sino a domenica prossima 10 maggio 2020, saranno celebrati, tramite il web, i “Giorni della Forza” e la saga di Star Wars: per l’Italia, l’inizio dei festeggiamenti sotto il segno di George Lucas coincide con il primo giorno della Fase 2 della gestione dell’emergenza Coronavirus. Il museo Archeologico nazionale di Napoli partecipa alla maratona planetaria, rigorosamente digitale, dedicata a Guerre Stellari: e se per questo lunedì 4 maggio 2020, più che mai, la frase augurale “Che la forza sia con te” ha un valore non soltanto cinematografico ed artistico, ma sociale ed esistenziale, l’Istituto si affida alle proprie piattaforme web per lanciare un messaggio di coraggio rivolto agli internauti. “Molti si interrogheranno sul legame tra il museo Archeologico e le Guerre Stellari”, interviene il direttore del Mann, Paolo Giulierini, “ma se si legge Luciano di Samosata, retore greco del II sec. d.C., già nella cultura classica si parla di un conflitto ante litteram tra Seleniti ed Elioti, abitanti della Luna e del Sole. Tutti questi elementi sono antecedenti innegabili della mitologia di Lucas: con la mostra “MANN@Hero. Gli eroi del mito dall’antichità a Star Wars”, il museo ha valorizzato il legame tra arte antica e contemporaneità”.

Era infatti il 4 maggio 2018 (il giorno della saga di Star Wars) quando nelle sale del museo Archeologico nazionale di Napoli veniva inaugurata la mostra “MANN@Hero. Gli eroi del mito dall’antichità a Star Wars”. La storia che la mostra MANN@HERO ha voluto raccontare si concentra sulla struttura di base degli eroi e si proietta nel parallelismo tra due realtà che ad un primo sguardo sembrano così distanti, ma che approfondite appartengono entrambe ad una galassia vicina vicina. E lo fa analizzando, con rigore scientifico e nel dettaglio, alcune macro tematiche imprescindibili per gli eroi classici e per quelli di Star Wars che comunicano il vero cuore pulsante della mostra: gli eroi sono uomini. La famiglia, la formazione, le imprese, l’ira, la giustizia e la gloria dei vinti saranno gli snodi fondamentali che legheranno empaticamente i protagonisti antichi e quelli della saga di George Lucas, immergendo il visitatore in una atmosfera senza precedenti.

La locandina della settimana web dedicata alla mostra “Mann@Hero”

L’annullo filatelico emesso in occasione della mostra “Mann@Hero” (foto Mann)

Il festeggiamento virtuale parte il 4 maggio 2020 dalle piattaforme ufficiali dell’Archeologico e dal sito dedicato http://www.mannhero.com, proponendo, in primis, un tour in versione web dell’exhibit “MANN@hero” (2018): la mostra, in un unicum allestitivo, ha accostato l’iconografia classica ai linguaggi della fantascienza, valorizzando anche importanti reperti provenienti dai depositi del Museo e mai ammirati dal pubblico. E non solo: la celebrazione di Star Wars permette al MANN di veicolare contenuti inediti, rivolti agli appassionati della saga ed ai più piccoli. Sul sito http://www.mannhero.com, infatti, nella sezione delle illustrazioni COMICS digitali, è caricato un albo a fumetti, scaricabile online e contenente le principali sculture del Museo in versione digitale: se i bambini possono effettuare il download delle immagini per colorarle, i più grandi hanno a disposizione la app, che, grazie al ricorso alla realtà aumentata, permette di ritrovare ed approfondire i contenuti della mostra. Accanto alla tecnologia, le curiosità: con pochi click, si visita la sezione completa di cartoline realizzate da Poste Italiane in occasione della mostra, ritrovando anche i due annulli filatelici dedicati.

Per concludere il “viaggio stellare”, l’inedito videoclip musicale di Speaker Cenzou (Vincenzo Artigiano): il lavoro si intitola significativamente “Siamo a casa” e forse, nei primi giorni di Fase 2, questa affermazione ci spinge a dare maggiore valore anche alla nostra vita al di fuori dalle mura domestiche. “Siamo a Casa” è il secondo video estratto da “BC20 Director’s Cut” ed è – spiegano i promotori – “un fan tribute alla saga cinematografica di Star Wars: tutti gli elementi, i nomi, i trademark e i loghi presenti e coperti da copyright sono proprietà dei legittimi titolari”.

#iorestoacasa. Per la prima volta online , il progetto “La genesi del #MANN. Un viaggio con ilCartastorie | Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli| Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli in quattro video”- Ecco gli altri due docufilm: “Il tempo dell’impero” e “Venuti. Le stanze vuote”

Frame del docufilm “Il tempo dell’impero” del progetto “La genesi del #MANN. Un viaggio con ilCartastorie – Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli in quattro video” (video Mann)

Per la prima volta online, il progetto “La genesi del #MANN. Un viaggio con ilCartastorie | Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli| Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli in quattro video”. Dopo aver mostrato i primi due docufilm (“Alcubierre. Scavando tra le carte” e “Il Passeggero artista”: vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/04/26/iorestoacasa-per-la-prima-volta-online-il-progetto-la-genesi-del-mann-un-viaggio-con-ilcartastorie-museo-dellarchivio-storico-del-banco-di-napoli-museo-dellarchivio-storico-del-banco-di/), oggi completiamo la visione del progetto con gli altri due video. Cominciamo con “Il tempo dell’Impero”. Regia: Damiano Falanga per Fondazione il Cartastorie. Consulenza scientifica: Andrea Milanese, Sergio Riolo, Daniela Savy. Produzione: museo Archeologico nazionale di Napoli. Durata: 4’. Anno di produzione: 2018 – Nazione: Italia. Il video è stato realizzato nell’ambito del progetto Obvia e della rete Extramann.

La narrazione, che fa perno sui documenti dell’Archivio Storico del Banco di Napoli riguardanti il salario dell’orologiaio del Real Museo, si propone di abbracciare, nella prospettiva di un impiegato minore, la svolta che il decennio francese rappresentò per Napoli, per gli aspetti esteriori del potere regio e per la nuova funzione che la cultura e la bellezza classica svolsero nel contesto dell’Impero napoleonico. Il volto della città cambia e si muove tutt’intorno al Museo, che, insieme al suo monumentale orologio, scandisce il nuovo tempo dell’Europa.

Frame del docufilm “Venuti. Le stanze vuote” del progetto “La genesi del #MANN. Un viaggio con ilCartastorie – Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli in quattro video” (video Mann)

Con il quarto docufilm “Venuti. Le stanze vuote”, completiamo la presentazione online, che per la prima volta ha messo in rete il ciclo “La genesi del #MANN. Un viaggio con ilCartastorie | Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli in quattro video”. Regia e musiche: Damiano Falanga. Testi: Andrea Zappulli. Ricerche: Claudia Grossi. Con: Paolo Giulierini, Sabrina Iorio, Sergio Riolo. Voce narrante: Paola Maria Cacace. Consulenza scientifica: Andrea Milanese, Sergio Riolo, Daniela Savy. Produzione: museo Archeologico nazionale di Napoli. Realizzazione: Fondazione ilCartastorie. Anno di produzione: 2019. Nazione: Italia. Il video è stato realizzato nell’ambito del progetto Obvia e della rete Extramann.

Due documenti del Banco di San Giacomo nell’Archivio Storico del Banco di Napoli illustrano alcuni momenti del soggiorno napoletano dell’antiquario e archeologo Marcello Venuti. I due pagamenti, estinti tra aprile e settembre del 1736, evidenziano il trasferimento del cavalier Venuti da una casa in via San Mandato a un’abitazione situata fuori la Porta di Chiaia. Uno di questi pagamenti, inoltre, conferma i rapporti tra Marcello Venuti e l’ordine dei cavalieri di Santo Stefano, suggerendo un avvicendamento tra uno dei “balì” dell’ordine e l’antiquario cortonese nella casa di San Mandato. Questi aspetti, squisitamente privati, sono il pretesto per narrare, sullo sfondo di una vicenda ordinaria di affitti e traslochi, il grande contributo fornito dall’archeologo cortonese alla scoperta e all’approfondimento dell’antico nei primi anni del regno di Carlo III.

1° maggio col Mann: il lavoro degli antichi misurato sentendosi parte dell’Universo. Ecco il Menologium rusticum Colotianum

Il Menologium rusticum Colotianum (I sec. d.C.) conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

“In questo 1° maggio 2020”, propone lo staff del Mann, “ammiriamo ancora un reperto valorizzato in occasione della mostra “MANN on the moon”, organizzata al museo Archeologico nazionale di Napoli per i cinquant’anni dallo sbarco sulla luna: si tratta del Menologium rusticum Colotianum, un particolarissimo parallelepipedo del I sec. d.C. (appartenente alla Collezione Farnese), che riportava, per ogni mese, il numero dei giorni, definendo la durata delle ore di luce e della notte, le fasi lunari, l’elenco delle divinità celebrate, le feste religiose ed anche le lavorazioni agricole. L’osservazione della natura, per gli antichi, accompagnava la vita quotidiana: ed è affascinante pensare che il tempo, anche quello del lavoro, fosse misurato sentendosi sempre parte dell’Universo!”.

#iorestoacasa. Il museo Archeologico nazionale di Napoli mette online la grande mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”. Il direttore Giulierini guida alla scoperta dei tesori dell’archeologia subacquea

La locandina della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” dal 12 dicembre 2019 al 9 marzo 2020

Partiamo alla scoperta della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, chiusa al 9 marzo 2020 e on line dal 24 aprile 2020. Ci guida il Direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, che ha curato l’esposizione con Salvatore Agizza, Lugi Fozzati, Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni. La grande mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, una vera e propria summa di quanto svelato dalla disciplina dell’archeologia subacquea dal 1950 sino a oggi, ha presentato circa quattrocento reperti, provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali. Filo conduttore di questo originale itinerario è la scoperta del Mediterraneo che, sin dalle radici storiche più remote delle civiltà occidentali, era interpretato (e vissuto) secondo diverse accezioni: cultura, economia, società, religiosità, natura e paesaggio sono termini legati, da sempre, al Mare Nostrum. La mostra è nata, infatti, nel più ampio framework di collaborazione tra il Mann e l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana; questa sinergia è stata resa possibile grazie all’impegno del prof. Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, scomparso tragicamente nella sciagura aerea di marzo 2019. L’exhibit è stato promosso anche in rete con il parco archeologico di Paestum, sede della mostra “gemella” “Poseidonia. Città d’acqua” su archeologia e cambiamenti climatici, e con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che ospita il percorso espositivo su “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area flegrea e in Sicilia”. La mostra ha ottenuto il patrocinio morale di ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania, Comune di Napoli e Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale (Napoli-Salerno-Castellammare di Stabia), università di Salerno, università “L’Orientale” e università Suor Orsola Benincasa di Napoli. L’esposizione è stata realizzata anche in collaborazione con la Scuola Archeologica di Atene, l’università di Bari, l’università “Parthenope”, ENEA ed INGV.

1° maggio social al museo Archeologico nazionale di Napoli: dal mosaico fotografico “Mann at work” tra passato e presente, al Menologium rusticum Colotianum

Una squadra osserva l’obiettivo in un attimo di riposo, durante le operazioni di trasporto della statua di Ferdinando I, scolpita da Antonio Canova: foto del 1927 dall’Archivio Fotografico del Mann

Impegno, attenzione, spirito di squadra: valori caratteristici del lavoro, ieri come oggi. Il museo Archeologico nazionale di Napoli celebrerà il 1° maggio 2020 in versione social: e sceglierà di presentare, agli appassionati di Facebook ed Instagram, un interessante viaggio per immagini tra passato e presente. Risale al 1927, infatti, un suggestivo scatto dischiuso dall’Archivio Fotografico del Mann: una squadra osserva l’obiettivo in un attimo di riposo, durante le operazioni di trasporto della statua di Ferdinando I, scolpita da Antonio Canova. A questa splendida immagine d’epoca, in un mosaico che diviene una sorta di melting pot temporale, saranno abbinate tre istantanee del reportage fotografico di Paolo Soriani, che ha seguito le attività di spostamento dei reperti dal Mann all’Ermitage di San Pietroburgo, in occasione della grande mostra “Pompei. Uomini, dei, eroi”, allestita al museo russo: le immagini di Soriani hanno corredato l’Annual Report 2018 del Mann. Le composizioni fotografiche, che saranno postate venerdì 1° maggio 2020 sui canali social del MANN, sottolineeranno quanto, alle soglie del terzo millennio, l’evoluzione tecnologica debba essere accompagnata da fattori di perenne importanza: la passione, l’intelligenza e la cooperazione degli uomini. A conclusione della giornata, sempre sulle piattaforme online dell’Istituto, sarà possibile ammirare un reperto valorizzato in occasione della mostra “Mann on the moon”, organizzata al museo Archeologico nazionale di Napoli per i cinquant’anni dallo sbarco sulla luna: si tratta del Menologium rusticum Colotianum, un particolarissimo parallelepipedo del I sec. d.C. (appartenente alla Collezione Farnese), che riportava, per ogni mese, il numero dei giorni, definendo la durata delle ore di luce e della notte, le fasi lunari, l’elenco delle divinità celebrate, le feste religiose ed anche le lavorazioni agricole (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/07/18/mann-on-the-moon-il-museo-archeologico-di-napoli-celebra-i-cinquantanni-dallo-sbarco-sulla-luna-con-una-mostra-tra-archeologia-e-scienza/).

#iorestoacasa. Il museo Archeologico nazionale di Napoli porta on line gli “Incontri di Archeologia”: le meraviglie della collezione Magna Grecia e un cold-case nella collezione Egizia. Per il Politecnico di Milano, con il lockdown, il Mann è stato il Museo d’Italia più attivo su Fb

La locandina dell’iniziativa del museo Archeologico nazioanale di Napoli “Incontri di archeologia”

Un abbraccio reale, e non virtuale, dopo una carrellata di eventi, conferenze, squarci suggestivi sulle collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli: si conclude con un’istantanea del direttore Paolo Giulierini e di una parte della squadra del Mann il videospot degli “Incontri di Archeologia”, la storica rassegna, giunta alla XXV edizione ed organizzata dai Servizi Educativi dell’Istituto, che da giovedì 30 aprile 2020 avrà nuovi appuntamenti online sulla pagina Facebook del Museo. Dopo essere stato riconosciuto il Museo d’Italia più attivo su Facebook secondo la rilevazione del Politecnico di Milano per il periodo di lockdown (sono stati 188, infatti, i post realizzati nel solo mese di marzo 2020), il Mann intensifica la propria offerta online. Primo appuntamento con la lezione di Marialucia Giacco sulla collezione Magna Grecia; il 7 maggio, sarà la volta della Sezione Egizia con l’intervento di Rita di Maria. Le sorprese non si fermeranno qui: da metà maggio, infatti, la Mann Tv presenterà, in postproduzione, tutti gli Incontri di Archeologia presentati nella programmazione culturale 2019/2020 del Museo. L’appuntamento? Sempre il giovedì, alle 16, sulla pagina Facebook del Mann.

Il cratere di Altamura, uno dei capolavori della collezione Magna Grecia del Mann (foto Graziano Tavan)

Il direttore del Mann Paolo Giulierini con Marialucia Giacco, curatrice della collezione Magna Grecia (foto Graziano Tavan)

Primo appuntamento degli “Incontri di Archeologia” online (giovedì 30 aprile, ore 16) con Marialucia Giacco, responsabile scientifico della Collezione Magna Grecia del MANN: la funzionaria traccerà un percorso suggestivo fra le oltre 400 opere che testimoniano le caratteristiche insediative, le strutture sociopolitiche, il retroterra religioso ed artistico nella Campania di epoca preromana. Meraviglia nelle meraviglie, da ammirare anche con le nuove tecnologie digitali, le quattordici sale del Museo in cui è ospitata la Collezione: gli ambienti sono caratterizzati da pregiati sectilia a motivi geometrici e mosaici di età romana, sottoposti in questi anni ad un intervento di manutenzione e pulizia, che ha restituito alle superfici la vivacità dei colori delle diverse qualità di marmo.

La collezione Egizia del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Giovedì 7 maggio 2020, ancora, si potrà seguire, sempre su Facebook, la conferenza di Rita Di Maria su “Un cold case: il collezionismo egittologico di Giuseppe Picchianti e Angelica Drosso”: in simultanea (ore 16), l’intervento sarà condiviso sui canali social di Mann, Archivio di Stato di Napoli, Archivio di Stato di Livorno ed Archivio del Museo Galileo-Istituto e Museo di Storia della Scienza (ARMU) di Firenze. Una rete virtuale che, ai tempi del Coronavirus, permetterà al mondo della cultura di fare squadra: i tre istituti, infatti, hanno concesso in prestito, autorizzandone la divulgazione online, i documenti utili per la ricerca scientifica del Mann.

Il cosiddetto Naoforo farnese apre la sezione Egizia del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

La Sezione Egizia del museo Archeologico nazionale di Napoli consta di un importante nucleo di reperti provenienti da collezioni private, come quella Picchianti: nel 2016, in occasione del nuovo allestimento della Collezione, una definitiva verifica presso l’Archivio di Stato di Napoli ha dato una imprevedibile svolta alla “sfida”, rimasta aperta per ben 34 anni, con i Picchianti; il fascicolo ritenuto distrutto dal fuoco nel 1943, infatti, era miracolosamente riapparso dalle sue ceneri e, con esso, pochi, ma fondamentali frammenti dell’avventura egiziana dei due collezionisti. I nuovi dati emersi dalle ricerche nell’Archivio di Stato napoletano hanno consentito di aprire nuove piste di studio, prima presso l’Archivio di Stato di Livorno, i cui documenti hanno fornito le date di arrivo a Livorno della Collezione e della permanenza dei Picchianti nel lazzaretto di S. Leopoldo, e poi presso l’Archivio del Museo Galileo-Istituto e Museo di Storia della Scienza (ARMU) di Firenze, che ha rivelato un aspetto inedito della sedicente contessa Angelica Drosso Picchianti quale venditrice di animali esotici vivi.

#iorestoacasa. Per la prima volta online , il progetto “La genesi del #MANN. Un viaggio con ilCartastorie | Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli| Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli in quattro video”- Ecco i primi due docufilm: “Alcubierre. Scavando tra le carte” e “Il Passeggero artista”

Frame del video “Alcubierre. Scavando tra le carte” del progetto “La genesi del #MANN. Un viaggio con ilCartastorie | Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli in quattro video” (foto video Mann)

Per la prima volta online, il progetto “La genesi del #MANN. Un viaggio con ilCartastorie | Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli| Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli in quattro video”. Ecco i primi due video. Cominciamo con “Alcubierre. Scavando tra le carte”. Regia e montaggio: Damiano Falanga – Testi di Andrea Zappulli – Supervisione: Sergio Riolo– Voce narrante: Andrea Cioffi – Ricerche: Luigi Abetti, Sabrina Iorio, Raffaele Di Costanzo, Andrea Zappulli –Supporto alla ricerca bibliografica e iconografica: Carla Glorioso e Benedetta Moricola – Produzione ilCartastorie– Anno di produzione: 2018 – Nazione: Italia – Si ringrazia il Parco Archeologico di Ercolano. Il lavoro è stato realizzato nell’ambito del progetto #Obvia e della rete #Extramann.

Il docufilm presenta, con una narrazione in prima persona, la figura dell’ingegnere militare che fu artefice dell’inizio della grande stagione archeologica napoletana, definendo il principio della passione di Carlo di Borbone per i reperti classici. All’interno del cortometraggio sono presenti, alternate alle immagini nel Parco Archeologico di Ercolano, le scritture dell’Archivio Storico del Banco di Napoli relative ai pagamenti assegnati ad Alcubierre e a coloro che si occuparono degli scavi e della loro divulgazione presso le corti europee. I pagamenti agli incisori, incaricati di ricopiare fedelmente le meraviglie sepolte dall’eruzione del Vesuvio, il funzionamento della Real Stamperia, i viaggi effettuati da Alcubierre per ispezionare gli scavi, che si andavano incessantemente allargando da Ercolano alle località di Pompei e Stabia, sono solo alcune delle notizie riscontrabili nei documenti che restituiscono particolari inediti sulla vita dell’ingegnere e sulla nascita dell’archeologia a Napoli. Il progetto è stato realizzato anche grazie al tirocinio, finanziato dalla Fondazione Banco di Napoli, di due studentesse dell’università Federico II di Napoli.

Frame del docufilm “Il passeggero artista” del progetto “La genesi del #MANN. Un viaggio con ilCartastorie | Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli in quattro video” (foto video Mann)

Il secondo appuntamento con il ciclo “La genesi del #MANN. Un viaggio con ilCartastorie | Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli in quattro video” è con il video “Il Passeggero artista”. Regia: Damiano Falanga per Fondazione IlCartastorie– Produzione: Museo Archeologico Nazionale di Napoli – Consulenza scientifica: Andrea Milanese, Sergio Riolo, Daniela Savy – Anno di produzione: 2018 – Nazione: Italia. Il docufilm è stato realizzato nell’ambito del progetto #Obvia e nella rete #Extramann.

Un documento dell’Archivio Storico del Banco di Napoli sulle spese di viaggio di Giovanni Antonio Aloja, incisore di alcuni tra i più bei rami delle Antichità di Ercolano, è lo spunto per un’immersione nel clima di entusiasmo che i primi scavi archeologici suscitarono a Napoli durante il regno di Carlo III. Il cocchiere dell’ufficio del Regio Corriere racconta la sua esperienza di viaggio insieme al talentuoso incisore e le sue reazioni innanzi ai reperti che da Ercolano si copiano e si trasportano al Real Museo di Portici.