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Noto (Sr). Al museo Antropologico di Testa dell’Acqua “MATcinemArt”: aperitivo e proiezione del film “Askòs – Il canto della Sirena”, terzo appuntamento itinerante del XIV Festival della Comunicazione del Cinema Archeologico di Licodia Eubea

noto_MATcinemArt_aperitivo-e-film_locandinaUn aperitivo al tramonto, un’atmosfera magica, un film avvincente, scritto e diretto magistralmente, tanta bella gente tutta quanta insieme. Ecco gli ingredienti di “MATcinemArt”, terzo appuntamento itinerante inserito nella programmazione del XIV Festival della Comunicazione del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (9-13 ottobre 2024). Quando? Domenica 15 settembre 2024, a partire dalle 19, al museo Antropologico MAT di Testa dell’Acqua (Noto, Sr). L’evento, in collaborazione con l’Ecomuseo degli Iblei, rientra nella ricca programmazione del festival di Licodia Eubea che dal 2011 ospita appassionatamente documentari e film d’autore che esplorano la storia, le civiltà antiche, le scoperte archeologiche e i complessi legami fra il patrimonio culturale e le comunità. Si inizia dunque alle 19 con l’aperitivo al tramonto, e alle 20 proiezione del film documentario “Askòs. Il canto della Sirena” di Antonio Martino (Italia, 2023, 63′) che affronta il delicato tema del trafugamento e del traffico illecito dei beni culturali: fenomeno diffuso, radicato e sommerso, noto come “archeomafia”.

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Il film “Askòs. Il canto della Sirena” di Antonio Martino

“Askòs. Il canto della Sirena”. Nel 1983 in un bosco fuori la città di Crotone, un contadino, trova per caso una tomba antica e tra i tanti reperti rinvenuti trova anche un oggetto a forma di uccello, poi volgarmente definito dal contadino la “Papera”. Molto presto scopre che l’oggetto potrebbe avere un valore economico, cosi lo rivende ad un ricettatore di Bari per 10 milioni di lire e una mucca. Subito dopo viene portato in Svizzera e acquistato da un gruppo di multinazionali del farmaco per 400 milioni di lire. Successivamente, attraverso altri passaggi, l’oggetto viene acquistato dal Getty Museum di Malibù per 2 miliardi di lire. La “Papera” in realtà è un Askòs, un reperto funerario magno-greco risalente al IV-V secolo A.C. Rappresenta una sirena (arpia) e costituisce uno dei rari oggetti che possono essere legati direttamente alla dottrina di Pitagora, che fondò la scuola di sapere proprio a Crotone. I segreti della civiltà magno greca, relativi alla storia di Crotone, restano ancora un mistero. Nonostante sia un’area di altissimo interesse archeologico i siti di interesse vengono abbandonati a se stessi. Gli anni Ottanta, periodo in cui la sirena fu rinvenuta clandestinamente, erano gli anni della piena industrializzazione del territorio crotonese. La cultura del denaro, del progresso e del materialismo sfrenato, che stava cambiando radicalmente il territorio crotonese negli ultimi 70 anni, non considerò l’archeologia una cosa importante, la quale venne ignorata oppure distrutta per favorire la costruzione di strade e di infrastrutture. Questo favorì la nascita di bande di tombaroli, che in contatto con ricettatori internazionali, iniziarono il traffico di reperti archeologici. Quattro personaggi raccontano la storia dal loro punto di vista, offrendo una visione diversificata del problema dell’archeologia e dell’importanza di proteggere il patrimonio ancora nascosto nel sottosuolo, costantemente minacciato da scavi illegali e commercio clandestino.

Il documentario di Antonio Martino, scritto con Francesco Mollo e prodotto da Lago Film in collaborazione con Solaria Film, ha già ottenuto il premio “ArcheoVisiva” nell’ottobre 2023 alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico; il premio Università di Firenze alla VI edizione del Firenze Archeofilm nel marzo 2024, e nel maggio 2024 una menzione speciale per la sceneggiatura alla XII edizione dell’Agon Festival di Atene

Licodia Eubea (Ct). Alla terza giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico protagonista è “La Majara” con l’archeologa Anna Raudino. In teatro un ricco programma di proiezioni e la sera in Badia cinema archeologico muto musicato dal vivo

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L’archeologa Anna Raudino

A Licodia Eubea è arrivato il giorno de “La Majara”. La terza giornata della XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) ci farà conoscere l’archeologa Anna Raudino, che si è occupata della gestione di progetti sui beni culturali ed archeologici sia in Italia che all’estero. La sua esperienza, nelle aree remote dei deserti australiani, le ha permesso di vivere e collaborare con le comunità aborigene del luogo raccogliendo testimonianze di una cultura ancora viva. L’esigenza di tutelare la storia del suo territorio e le esperienze in campo museale hanno giocato un ruolo essenziale nell’ideazione del MAT, il museo Antropologico di Testa dell’Acqua in Val di Noto (Sr). Appuntamento alle 19.30, al Teatro della Legalità, con “Incontro con l’autore”: sarà proprio Anna Raudino a spiegarci “La Majara, tra rito e ars herbaria”.

licodia-eubea_festival-2023_mostra-le-majare-in-sicilia_locandinaLa majara è una figura ancestrale la cui origine sembra perdersi nella notte dei tempi. La guaritrice esercitava forme di alchimia e sperimentava empiricamente le qualità degli elementi vegetali, animali e minerali. Un patrimonio che parla la lingua delle donne. Una cultura matriarcale le cui radici affondano nell’epoca preistorica dove la Sapienza femminile era legata ai cicli naturali lunari, connessa alla vegetazione e alla riproduzione stagionale delle risorse necessarie per la sopravvivenza della comunità. Le storie legate a questa guaritrice sono oggi tutelate tra le mura del MAT Museo.

licodia-eubea_festival-2023_vr-experience-la-majara_locandinaSulle Majare in Sicilia durante il Festival di Licodia è presente al Teatro della Legalità un’installazione artistica con la partecipazione attiva del pubblico, curata dal MAT con gli artisti Nicola Indaco, Marilù Cecchini, Salvatore Raudino. E al museo Archeologico “Antonino Di Vita”, su prenotazione al desk del Festival, c’è “VR EXPERIENCE – La Majara” di Sebastiano Deva (Italia 2023, 8’): esperienza immersiva in CG con oculos. Storie ancestrali, Natura e Magia raccontati attraverso la realtà virtuale. Un percorso fantastico guidato dalla Majara che svela le forze dell’umano e dell’universo. L’esperienza immersiva prevede che tutti gli elementi dello scenario, gli ambienti, gli attori e gli effetti vengano ricreati mediante tecniche di modellazione tridimensionale in Computer Grafica, con l’obiettivo di rendere il più possibile realistica la narrazione visiva.

licodia-eubea_festival-2023_film-in-the-beginning_locandinaAnche per la terza giornata, il programma di film in concorso è molto ricco. Si inizia alle 10, con il film in prima regionale “Faragola. Un mondo ritrovato” di Claudio D’Elia (Italia 2022, 19’); alle 1030, ancora in prima regionale, il film “Archaeology 3.0. Making the dead speak” di Stéphane Jacques (Francia 2022, 53’). Alle 11.30, il film in prima nazionale “In the beginning” di Shaun Clark (Regno Unito 2021, 11’). Chiude la mattinata, alle 11.45, il film, in prima nazionale, “The Spider’s Thread” di Yifan Yu (Cina 2022, 7’).

Nel pomeriggio, alle 16, si riprende con il film in prima regionale “Il bambino che sarà cavaliere” di Gianmarco D’Agostino (Italia 2021, 7’). Alle 16.15, il film in prima nazionale “Göbeklitepe Sakinleri / Gli abitanti di Göbeklitepe” di Sedat Benek (Turchia 2020, 69’). Alle 17.30, in prima regionale, il film “Néandertal, dans les pas d’une autre humanité / Neanderthal, in the footsteps of another humanity” di David Geoffroy (Francia 2022, 52’). Alle 18.30 chiude il pomeriggio il film, in prima regionale, “L’incantevole Lucrezia Borgia” di Marco Melluso e Diego Schiavo (Italia 2023, 62’).

licodia-eubea_festival-2023_muti-in-note_locandinaDopo l’incontro con l’Autore, e gli Aperitivi in Badia, alle 21 si passa alla Badia per un evento speciale: “Muti in Note” proiezione di film muti a tema storico e archeologico musicati dal vivo dal M° Salvino Strano. In programma “Gli ultimi giorni di Pompei” di Arturo Ambrosio e Luigi Maggi (1908, 17’); “Cabiria” di Giovanni Pastrone (1914, 15’); “Attraverso la Sicilia” di Piero Marelli (1910, 5’) e “Un amore selvaggio” di Raffaele Viviani (1912, 20’).