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Verona. Al museo civico di Storia naturale la conferenza “Agricoltura e allevamento nell’età del Bronzo alpina” col prof. Umberto Tecchiati (università di Milano), promossa dall’associazione Naturalisti veronesi con I-Muv

Martedì 5 maggio 2026, alle 17.30, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, la conferenza “Agricoltura e allevamento nell’età del Bronzo alpina” col prof. Umberto Tecchiati (università di Milano), promossa dall’associazione Naturalisti veronesi in collaborazione con i musei civici di Verona. L’accesso è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’intervento affronta il tema delle pratiche agricole e zootecniche nell’arco alpino durante l’età del Bronzo, con particolare riferimento al territorio del Trentino-Alto Adige. Attraverso alcuni casi di studio significativi, basati su dati archeologici, archeobotanici e archeozoologici, vengono analizzate le strategie di sfruttamento delle risorse ambientali adottate dalle comunità protostoriche. L’attenzione è rivolta all’organizzazione economica degli insediamenti, alla gestione degli animali domestici e alla coltivazione dei cereali, nonché al ruolo di tali attività nella costruzione del paesaggio alpino. I risultati contribuiscono a una migliore comprensione delle modalità di adattamento umano a un ambiente di montagna e delle dinamiche socio-economiche che caratterizzano la protostoria alpina.

L’archeologo Umberto Tecchiati (università di Milano)

Umberto Tecchiati è professore associato di Preistoria ed Ecologia preistorica al dipartimento di Beni culturali e ambientali all’università di Milano. Archeologo della preistoria, è specialista di archeologia alpina e archeozoologia, ambiti nei quali ha sviluppato un approccio fortemente interdisciplinare. Le sue ricerche si concentrano sullo studio delle società preistoriche e protostoriche dell’Italia settentrionale, con particolare attenzione al rapporto tra comunità umane, ambiente e risorse.

 

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati (UTET Università), secondo incontro del 2026 del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca

Giovedì 30 aprile 2026, al museo civico di Storia naturale di Verona, secondo incontro del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca: sette appuntamenti, distribuiti da marzo a dicembre, grazie ai quali conoscere testi di recente pubblicazione scritti e curati da specialiste e specialisti i cui interessi di ricerca intrecciano i terreni di indagine del Museo di Storia Naturale, con un occhio di particolare riguardo per il taglio comunicativo, interdisciplinare e storicizzato del sapere scientifico. Appuntamento, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale, presentazione del libro “Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati (UTET Università) che affronta lo studio del passato preistorico con una prospettiva nuova, ambientale e aperta a intrecci multidisciplinari. L’incontro è realizzato dai Musei civici di Verona – museo di Storia naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza. L’autore dialogherà con Massimo Saracino, della Sezione di Preistoria del museo di Storia naturale di Verona, e Mara Migliavacca, dell’università di Verona. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Copertina del “Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati

Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia. Oggetto di questo manuale-trattato è la relazione delle società preistoriche e protostoriche italiane con il loro ambiente tra il X e il I millennio a.C. con riferimento all’impatto che queste ebbero su di esso nella costruzione del paesaggio culturale e nello sfruttamento delle risorse naturali. All’inizio dell’Olocene, comunità piccole e mobili, che basavano la propria sussistenza su caccia e raccolta, esercitavano un debole impatto sull’ambiente, ma, a partire dal VI millennio a.C., l’agricoltura comportò un uso più intenso e continuativo delle risorse del suolo in territori circoscritti. Vi si aggiunse, dal IV millennio a.C., la coltivazione di miniere di rame e attività metallurgiche. La ricostruzione della storia di questa lunga relazione, basata su evidenze archeologiche e bioarcheologiche, riflette l’evoluzione di strumenti metodologici appropriati e di approcci estesi a numerosi ambiti naturalistici. Sussistenza, deforestazione, sistemi irrigui, connettività, tecniche, stili alimentari, mobilità, estrazione mineraria, edilizia, artigianato, scambi e conflitti sono analizzati alla luce dei reperti, mostrando una preistoria e protostoria vive e attuali, non cristallizzate in un’astratta “antichità”.

 

Verona. A Quinzano la conferenza “Alle origini di Quinzano: nuovi dati dagli scavi della soprintendenza Archeologica” con Paola Salzani (Sabap-Vr), terzo del ciclo di quattro incontri “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”

Martedì 31 marzo 2026, alle 20, nella Sala “Garonzi” del Centro Polifunzionale della 2ª Circoscrizione, in via Quinzano 24/D a Verona, la conferenza “Alle origini di Quinzano: nuovi dati dagli scavi della soprintendenza Archeologica” con Paola Salzani della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, terzo del ciclo di quattro incontri “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche” organizzato dalla 2ª Circoscrizione del Comune di Verona in collaborazione con i Musei civici di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, per offrire al pubblico un quadro aggiornato e approfondito delle ricerche del passato, in corso e future sulla preistoria dell’area quinzanese, uno dei contesti più significativi per la ricostruzione delle prime fasi di antropizzazione del territorio comunale di Verona. “È un’occasione estremamente importante – sottolinea il soprintendente Andrea Rosignoli –, un momento di restituzione alla cittadinanza e, in particolare, alle comunità locali, perché Quinzano è una delle zone più interessanti dal punto di vista delle ricerche archeologiche paleontologiche. Le ex cave hanno restituito ormai decenni fa dei reperti di notevole interesse, ma anche in tempi molto più recenti, a partire dal 2023, attraverso uno scavo della soprintendenza, sono emersi nuovi resti ancora in fase di studio. Questo ciclo di quattro conferenze, quindi, presenta le anteprime e i primi risultati. L’aspetto veramente suggestivo è che sembrano essere i resti del primo insediamento stabile del territorio veronese, quindi le origini della città risalenti a circa 7000 anni fa”.

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari, primo incontro del 2026 del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca. Ecco il programma

Giovedì 19 marzo 2026, alle 17, nella Sala Conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia Naturale di Verona, ripartono gli incontri del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca: sette appuntamenti, distribuiti da marzo a dicembre, grazie ai quali conoscere testi di recente pubblicazione scritti e curati da specialiste e specialisti i cui interessi di ricerca intrecciano i terreni di indagine del Museo di Storia Naturale, con un occhio di particolare riguardo per il taglio comunicativo, interdisciplinare e storicizzato del sapere scientifico. Gli incontri si svolgono il giovedì pomeriggio, tra le 17 e le 18.30. Ogni intervento, della durata di un’ora e mezza, è strutturato in maniera seminariale e discorsiva, con una breve presentazione dell’opera, un dialogo con uno o più discussants e uno spazio finale dedicato alle domande del pubblico. L’iniziativa è realizzata dai Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona e con il patrocinio della Società Italiana di Storia della Scienza. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il programma. 19 marzo 2026, ore 17, “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre, 2025). Discutono con con i curatori Leonardo Latella (Musei Civici di Verona) e Antonio Guerreschi, già presidente del Comitato Scientifico Centrale del CAI. 30 aprile 2026, ore 17, “Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati (UTET, 2025). Discutono con l’autore Massimo Saracino (Musei Civici di Verona) e Mara Migliavacca (Università di Verona). 14 maggio 2026, ore 17, “Morituri. La vera storia dei gladiatori” di Luca Fezzi e Marco Rocco (Garzanti, 2024). Discutono con Luca Fezzi, uno degli autori, Francesca Morandini (Musei Civici di Verona) e Patrizia Basso (Università di Verona). 17 settembre 2026, ore 17, “Veneti in Egitto.
Tra i Faraoni e l’Unesco”
di Silvana A. Bianchi e Giamberto Bochese (Cierre, 2023). Discutono con gli autori Andrea Tenca (Musei Civici di Verona) e Simonetta Ponchia (Università di Verona). 8 ottobre 2026, ore 17, “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra Alessandra Pizzato (Carocci, 2025). Dialogo tra curatori e autori del volume. 19 novembre 2026, ore 17, “Prima delle STEM. L’educazione scientifica nella storia d’Italia” di Chiara Martinelli (Junior, 2025). Discutono con l’autrice Fedra Alessandra Pizzato (Università di Verona) e Roberta Silva (Università di Verona). 17 dicembre 2026, ore 17: “Una scomoda eredità. L’africano negli studi antropologici fra Otto e Novecento” di Paola Zagatti (CLUEB, 2024). Discutono con l’autrice Monica Ghidoni (Musei Civici di Verona) e Anna Maria Paini (Università di Verona).

Copertina del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre Edizioni)

Si inizia dunque giovedì 19 marzo 2026, alle 17, nella Sala Conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia Naturale di Verona, con la presentazione del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre Edizioni). I curatori dialogheranno assieme a Leonardo Latella, responsabile delle collezioni scientifiche del museo di Storia naturale di Verona, e Antonio Guerreschi, già presidente del Comitato Scientifico Centrale del CAI. Il libro esplora il mondo del ghiaccio e dei ghiacciai in Trentino considerandoli come ampi ecosistemi di alta quota e analizzando la loro evoluzione nel tempo. Utilizzando come filo conduttore i ghiacciai e le loro forme più nascoste, anche celate nel sottosuolo, l’opera racconta la storia di questi ambienti unici e fragili, seguendo l’evoluzione nel tempo della loro morfologia e di quella delle zone circostanti. La narrazione scientifica, arricchita da mappe storiche, da rilievi cartografici recenti e da pregevoli confronti fotografici, si intreccia con il racconto delle prime esplorazioni alpinistiche e con storie di uomini e donne che sui ghiacciai hanno vissuto e combattuto. Il testo pone l’attenzione sulle dinamiche di questi ecosistemi e su come la loro fragilità porti a interrogarsi sulle implicazioni ecologiche legate agli effetti dei cambiamenti climatici, con la formazione di nuovi ambienti e la perdita di biodiversità. Un viaggio che, attraverso le mutazioni della natura, invita a riflettere sulla relazione tra il nostro futuro e il destino delle montagne. La presentazione del libro accompagna la mostra “Ghiacciai Nascosti”, visibile al Museo di Storia Naturale fino al 12 aprile 2026.

 

Verona. Al Centro Polifunzionale di Quinzano al via ciclo di incontri su “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”, quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano. Ecco il programma

Dal 24 febbraio al 26 maggio 2026, alle 20, nella sala “Garonzi” del Centro Polifunzionale, in via Quinzano 24D a Verona, al via ciclo di incontri su “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”, articolato in quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano per offrire un quadro aggiornato e approfondito delle ricerche del passato, in corso e future sulla preistoria dell’area quinzanese, uno dei contesti più significativi per la ricostruzione delle prime fasi di antropizzazione del territorio comunale di Verona. Gli appuntamenti sono promossi dalla Circoscrizione 2ª, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, i Musei Civici di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza. Il ciclo di conferenze rappresenta un’occasione di divulgazione scientifica e valorizzazione del patrimonio archeologico locale, favorendo il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e cittadinanza, e restituendo centralità a Quinzano come luogo chiave per la comprensione delle origini più antiche di Verona. Attraverso il contributo di studiosi e ricercatori che hanno dedicato parte significativa delle loro ricerche all’analisi del sito, verranno affrontati temi legati all’insediamento umano nel Neolitico, alle pratiche funerarie, alla cultura materiale e alle più recenti metodologie di analisi applicate ai reperti archeologici e antropologici.

Il programma è stato presentato dal consigliere comunale Pietro Trincanato, su delega dell’assessora alla Cultura Marta Ugolini, insieme ad Andrea Rosignoli soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; e a Leonardo Latella e Massimo Saracino dei Musei Civici di Verona – museo di Storia Naturale. “Un calendario di appuntamenti di particolare interesse”, evidenzia il consigliere Pietro Trincanato, “che non solo arricchisce gli eventi in programmazione in Circoscrizione 2^ ma è anche la prova tangibile della forza delle collaborazioni, essendo il risultato di un fattivo lavoro di squadra fra istituzioni di ogni livello. Una proposta che mira a valorizzare la storia del nostro territorio da una prospettiva che è assolutamente originale. Siamo abituati a vedere Verona soltanto per la sua monumentalità. Nella realtà c’è tutto un mondo non solo da valorizzare ma anche da scoprire per la straordinaria e bellezza”. “È un’occasione estremamente importante”, sottolinea il soprintendente Andrea Rosignoli, “un momento di restituzione alla cittadinanza e, in particolare, alle comunità locali, perché Quinzano è una delle zone più interessanti dal punto di vista delle ricerche archeologiche paleontologiche. Le ex cave hanno restituito ormai decenni fa dei reperti di notevole interesse, ma anche in tempi molto più recenti, a partire dal 2023, attraverso uno scavo della soprintendenza, sono emersi nuovi resti ancora in fase di studio. Questo ciclo di quattro conferenze, quindi, presenterà le anteprime e i primi risultati. L’aspetto veramente suggestivo è che sembrano essere i resti del primo insediamento stabile del territorio veronese, quindi le origini della città risalenti a circa 7000 anni fa”.

Programma. Martedì 24 febbraio 2026, Nicoletta Martinelli & Massimo Saracino (Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale), “Dalle cave di Quinzano al progetto VBQ: archeologia e innovazione nella preistoria di Verona”; martedì 3 marzo 2026, Emanuela Cristiani (università “La Sapienza” di Roma) & Irene Dori (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza), “Vivere a Quinzano durante il Neolitico. Cosa raccontano le ossa”; martedì 31 marzo 2026, Paola Salzani (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza), “Alle origini di Quinzano: nuovi dati dagli scavi della Soprintendenza Archeologica”; martedì 26 maggio 2026, Marika Ciela (università di Trento), “Tra forme e gesti. Le ceramiche di Quinzano e le comunità neolitiche del Veronese (VI–V millennio a.C.)”.

 

Verona. Al museo di Storia naturale l’incontro “Specie aliene in viaggio: storie e impatti sugli ecosistemi naturali” con Piero Genovesi (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale di Roma) per le conferenze dei Musei civici

Martedì 17 febbraio 2026, alle 17, nella Sala “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, l’incontro “Specie aliene in viaggio: storie e impatti sugli ecosistemi naturali” con Piero Genovesi dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale di Roma, nuovo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per millenni, il trasporto intenzionale e involontario di flora e fauna da parte dell’uomo ha plasmato culture e economie, facilitando la diffusione di risorse agricole e zootecniche che sono ormai elementi fondanti delle nostre culture e delle nostre civiltà. Tuttavia, l’accelerazione degli scambi globali ha trasformato questo fenomeno in una delle principali cause di perdita di biodiversità a livello planetario che sta crescendo in modo esponenziale, con gravissimi impatti anche sulla salute e il benessere delle comunità umane. Capire le cause e gli effetti delle invasioni biologiche ci offre una base essenziale prevenire e mitigare gli effetti negativi di questa minaccia, in modo da mettere al sicuro gli ecosistemi naturali, l’economia e la vita delle persone.

 

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello, ultimo appuntamento dell’anno per il ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca

Giovedì 18 dicembre 2025, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, ultimo appuntamento dell’anno per il ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca, con la presentazione del libro “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello (Hoepli editore). La “Biblioteca di Nemo” quest’anno si è aperta con la presentazione di un libro dedicato ad Achille Forti, naturalista di spicco e illustre mecenate veronese, e si chiude con un’altra figura veronese, fondamentale per la comprensione della sua epoca: il successo delle teorie lombrosiane, a dir poco contraddittorie e discutibili, racconta con straordinaria efficacia la fine dell’Ottocento e riconoscere il loro rapporto con la teoria darwiniana ci permette di comprendere le complesse relazioni tra scienza, società e ideologia. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa è realizzata dai Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona e con il patrocinio della Società Italiana di Storia della Scienza.

Copertina del libro “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello

Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione. Una traduzione traditrice, un’opera capitale per la storia del pensiero e due protagonisti della scienza. L’opera in questione è l’Origine delle specie di Darwin. La traduzione è quella francese, apparsa nel 1862, di Clémence Royer, una filosofa liberale e progressista, che giunse nelle mani di un giovane Lombroso, medico militare in procinto di partecipare alla spedizione per la repressione del banditismo in Calabria. A contatto con un mondo aspro e selvaggio, lo scienziato fu tra i primi – se non il primo – ad applicare concretamente in Italia la teoria di Darwin allo studio della natura. Diventato docente a Pavia e poi a Torino, Lombroso non smise mai di utilizzare l’evoluzione come strumento cognitivo. Da una sorgente lontana scaturivano le gerarchie razziali, le popolazioni, i comportamenti abnormi e criminali, l’inferiorità mentale della donna. È su queste basi che Paolo Mazzarello rilegge la visione antropologica di Lombroso, offrendone un’interpretazione suggestiva e originale, che gli consente anche di gettare nuova luce sulla precoce diffusione in Europa delle teorie darwiniane.

Aosta. Al Mega Museo, per “Aostae 2025”, RICORDI DI SCAVO, giornata di studio in ricordo degli archeologi che hanno trasformato la loro passione in eredità culturale: Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena. Ecco il programma

Per la rassegna Aostae 2025, che celebra i 2050 anni della fondazione di Augusta Praetoria, sabato 8 novembre 2025, dalle 9.30 alle 17, al Mega Museo – Area megalitica, RICORDI DI SCAVO, giornata di studio in ricordo degli archeologi che hanno trasformato la loro passione in eredità culturale. Attraverso la presentazione di studi scientifici e ricordi personali, verranno omaggiati Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena, gli archeologi scomparsi che hanno fatto la storia della soprintendenza regionale e della ricerca archeologica non solo valdostana. I colleghi di una vita, che con loro hanno condiviso scavi, esperienze, studi, fatiche e successi, si riuniranno nel loro ricordo in una giornata di emozioni e memoria.

Quando non c’erano i droni: Franco Mezzena sulla scala per le foto sull’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta all’inizio degli anni Ottanta del Novecento (foto graziano tavan)

Programma. Alle 9.30, caffè di benvenuto; 10, saluti istituzionali; 10.30, L’ARCHEOLOGIA VALDOSTANA TRA PASSATO E FUTURO (sala Civica): tavola rotonda moderata da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Interventi: “Percorrendo la via delle Gallie: gli studi sulla strada e i ponti romani di Bard” di Maria Clara Conti (già università di Torino) e Alessandra Armirotti (soprintendenza Regione Autonoma Valle d’Aosta); “Quattro interpreti dell’archeologia valdostana, tra impegno scientifico e civile” di Andrea Vanni Desideri (università di Firenze); “Une collaboration exemplaire de part et d’autre des Alpes” di François Wiblé (ancien archéologue cantonal du Valais – Suisse); “Incontri ravvicinati: maestri e compagne di viaggio” di Maria Cristina Ronc (già soprintendenza RAVA); “Rosanna Mollo e il grande progetto stratigrafico del foro” di Sandro Caranzano (Centro Studi Archeologici Herakles); “In ricordo di Rosanna Mollo, Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin e Franco Mezzena. I pionieri e i paladini dell’archeologia valdostana” di Gaetano De Gattis (già soprintendenza RAVA); “Dalla pietra all’acqua. Viaggio nella preistoria della Sardegna” di Giorgio Murru (Museo di Laconi – Or); “Un magistero in levare” di Stefano Mammini, (archeologo e giornalista); “Quarant’anni di archeologia, scienza, passione e persone” di Lorenzo Appolonia, (già soprintendenza RAVA); “La fotografia per la promozione della conoscenza dei beni archeologici” di Nicola Castangia (fotografo e libero professionista); “Non citra nec ultra: un’archeologia di frontiera” di Paolo Güll (università del Salento); “Francesco Zorzi e Franco Mezzena tra scavi e scoperte al servizio del Museo di Storia Naturale di Verona” di Massimo Saracino (Musei civici di Verona); 13.30, pausa pranzo; 15, IN RICORDO DEGLI ARCHEOLOGI: dialogo condotto da Alessandra Armirotti, Gianfranco Zidda e Marcello Mezzena. Intervengono i colleghi di una vita: Lorenzo Appolonia, Giorgio Avati, Laura Berriat, Laura Caserta, Elisabetta Corni, Alda Dal Santo, Luciano David, Battista De Gattis, Gaetano De Gattis, Cristina De La Pierre, Roberto Domaine, Nathalie Dufour, Luciano Finessi, Enrichetta Jorioz, Dante Marquet, Francesca Martinet, René Monjoie, Sandra Moschella, Corrado Pedelì, Renato Perinetti, Enrico Peyrot, Sara Pinacoli, Tonino Sergi, Chantal Trèves, Massimo Vantini; 17, momento conviviale.

Verona. Al museo degli Affreschi la conferenza “Anfiteatri. Eredità monumentali e funzioni contemporanee. Il caso del Colosseo” con Barbara Nazzaro (parco archeologico del Colosseo) apre il programma 2025-2026 delle “Conversazioni di archeologia arte e scienza” promosse dai Musei Civici di Verona

Martedì 4 novembre 2025 prende il via il nuovo ciclo di conferenze promosso dai Musei Civici di Verona “Conversazioni di archeologia, arte e scienza”: il progetto, che si avvale, come da tradizione, del supporto degli Amici dei Civici Musei di Verona, prosegue una tradizione cinquantennale di dialogo tra ricerca, patrimonio e cittadinanza, proponendo approfondimenti tematici, presentazioni di volumi e condivisione di progetti espositivi e di ricerca. Gli incontri si svolgeranno nelle sale conferenze di tre sedi museali: museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle” alla Tomba di Giulietta, via Luigi da Porto 5, sala Galtarossa; Galleria d’Arte Moderna Achille Forti a Palazzo della Ragione, cortile Mercato Vecchio 6, sala Scacchi; museo di Storia Naturale, lungadige Porta Vittoria 9, sala “Sandro Ruffo”.  Martedì 4 novembre 2025, alle 17, nella Sala Galtarossa del Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, è in programma dunque il primo appuntamento: “Anfiteatri. Eredità monumentali e funzioni contemporanee. Il caso del Colosseo” con Barbara Nazzaro. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. La conferenza propone un’analisi del Colosseo come monumento simbolico e spazio vivo, illustrandone la gestione contemporanea. Verranno approfonditi i compiti del Parco Archeologico, istituito nel 2017, e il lavoro quotidiano di chi opera per la conservazione e la valorizzazione. Si parlerà della storia antica e recente dell’anfiteatro, dei restauri e delle sfide attuali. Centrale è l’attenzione al pubblico, con servizi accessibili e offerta culturale diversificata. Saranno infine presentati i progetti in corso e le prospettive future.

L’architetto Barbara Nazzaro del parco archeologico del Colosseo

Barbara Nazzaro. Nata in Italia, ma cresciuta in Sudafrica, si è laureata all’università di Roma “La Sapienza” in Architettura e poi specializzata in Restauro dei monumenti. Dal 2000 è funzionario Architetto del ministero della Cultura e si è occupata di tutela e restauro di beni culturali a Siena, Firenze e Roma. Ha scritto pubblicazioni e partecipato a convegni in Italia e all’estero sulla tutela del patrimonio culturale, sulla storia dell’urbanistica e sul restauro di beni architettonici e archeologici. Attualmente è funzionario architetto del parco archeologico del Colosseo e si occupa di conservazione, valorizzazione e restauro; è responsabile tecnico del Colosseo e del Servizio Protezione e prevenzione del Parco; sta seguendo cantieri di restauro al Palatino e al Foro Romano.

Ecco il programma delle conversazioni fino a fine anno. Quelle nel 2026 sarà pronto a breve. Venerdì 14 novembre 2025, alle 17, in sala Galtarossa, museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, “Luoghi, memorie e collezioni dal Rinascimento al Novecento”. Presentazione di Verona Illustrata 2024 con Elena Lissoni, storica dell’Arte. Giovedì 27 novembre 2025, alle 17, sala Scacchi, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Giovedì a Palazzo, “Contemporaneo non-stop. Il respiro della natura | Terra” con Patrizia Nuzzo, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, e Francesco Sandroni, MARCOROSSI Artecontemporanea. Martedì 2 dicembre 2025, alle 17, sala Galtarossa, museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, “Dal conio al marmo: i volti degli imperatori romani nel Rinascimento veronese” con Raffaella Bucolo, Università degli Studi di Verona. Venerdì 5 dicembre 2025, alle 16.30, sala “Sandro Ruffo”, museo di Storia Naturale, “Francesco Zorzi & Franco Mezzena. Un viaggio tra Verona e Aosta nel segno della ricerca e della memoria”. Presentazione del volume Francesco Zorzi (1900-1964). L’uomo e lo studioso a cura di Massimo Saracino, con Massimo Tarantini, SABAP per la città metropolitana di Firenze e provincia di Prato, e Franco Nicolis, già Ufficio Beni Archeologici Provincia Autonoma di Trento. A seguire, proiezione del docu-film Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso di N. Castangia e A. Fenu, vincitore del Premio Firenze Archeofilm 2024 attribuito dal pubblico.

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Storia naturale del viaggio di Marco Polo in Oriente” di Francesco Mezzalira, quarto incontro del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona”

Giovedì 25 settembre 2025, alle ore 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, col quarto appuntamento, riprendono dopo la pausa estiva gli incontri del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona” con la presentazione del libro “Storia naturale del viaggio di Marco Polo in Oriente” di Francesco Mezzalira (TGBook 2024). L’autore discuterà assieme a Luca Ciancio (università di Verona) e a Leonardo Latella (musei civici di Verona) in merito alle interessanti e talvolta bizzarre vicende zoologiche e botaniche che il celebre viaggiatore veneziano ebbe modo di vivere durante il suo viaggio e di raccontare nel Milione. Il racconto del viaggio di Marco Polo in Oriente come documento della flora e della fauna dell’Asia nel XIII secolo. Il libro propone un nuovo, originale e accurato studio botanico e zoologico complessivo del Milione con una proposta critica di identificazione delle specie di piante e animali descritte in una delle opere più interessanti e ricche di fascino della letteratura medioevale. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa realizzata dai Musei civici di Verona – museo di Storia naturale di Verona e Servizio Biblioteche specialistiche e Archivi storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza.