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Parco archeologico dei Campi Flegrei: al castello di Baia prorogata la mostra fotografica “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea e in Sicilia” che racconta, partendo dagli anni ’50, le prime fasi pionieristiche dell’archeologia subacquea in Italia. Nuovo accordo col museo Archeologico nazionale di Napoli

Il castello di Baia, sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei (foto Pafleg)

Doveva fare da battistrada, dal 24 maggio 2019, come una preview che anticipava, essendone complemento necessario, la grande mostra “Thalassa. Meraviglie dei Mari della Magna Grecia e del Mediterraneo”, inaugurata al museo Archeologico nazionale di Napoli il 12 dicembre 2020. Ma il successo riscontrato, ha convinto la direzione dei parco archeologico dei Campi Flegrei di prorogare al 9 marzo 2020 la mostra fotografica “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea ed in Sicilia”, allestita all’interno del Castello Aragonese di Baia. La mostra, che il Parco Archeologico dei Campi Flegrei ha affidato a Teichos Archeologia, che ne ha curato la progettazione e la realizzazione, racconta, partendo dagli anni ’50, le prime fasi pionieristiche dell’archeologia subacquea in Italia, particolarmente nell’area Flegrea ed in Sicilia, con le grandi scoperte che ne sono derivate e che hanno dato impulso alla ricerca scientifica in questo campo e alla relativa applicazione delle tecnologie più avanzate, nonché alla nascita di strumenti di tutela specifici, fino a giungere alla costituzione della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana da parte di Sebastiano Tusa (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/12/30/al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-la-mostra-thalassa-meraviglie-sommerse-dal-mediterraneo-vetrina-delle-scoperte-dellarcheologia-subacquea-dal-1950-ad-oggi-viaggi/) .

Al castello di Baia la mostra fotografica “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea e in Sicilia” (foto Pafleg)

Proprio in occasione di questa proroga si rafforza la collaborazione tra Campi Flegrei e museo Archeologico nazionale di Napoli con una promozione congiunta che prevede l’applicazione di una scontistica sul biglietto di ingresso ai due istituti culturali. Nel dettaglio le tariffe speciali, offerte fino al 16 marzo prossimo, saranno le seguenti: il MANN applicherà lo sconto di due euro sul biglietto intero a tutti coloro che in biglietteria presenteranno il ticket di ingresso a uno dei siti del circuito flegreo o la “myfleg card” (l’abbonamento annuale del Parco Archeologico). Il parco archeologico dei Campi Flegrei invece, concederà la tariffa agevolata sia sul biglietto singolo (2 euro anziché 4 euro) sia su quello integrato (4 euro anziché 8 euro) a tutti coloro che alle biglietterie dei siti presenteranno il ticket del Mann o l’abbonamento annuale OpenMann. Contestualmente alla proroga, nell’ambito del programma “Il Parco della Scuola”, verranno proposti dei laboratori didattici gratuiti sul tema del mare a cura dei funzionari del Parco Archeologico. L’iniziativa è rivolta a studenti della scuola primaria e secondaria. I laboratori saranno costruiti attraverso l’attività pratica e il gioco, per condividere l’esperienza educativa con curiosità e creatività. Per maggiori informazioni è possibile inviare una mail al seguente indirizzo: pa-fleg.comunicazione@beniculturali.it

Il percorso multimediale della mostra “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea e in Sicilia” al castello di Baia (foto Pafleg)

Il percorso della mostra, che utilizza materiali video e fotografici d’epoca, con allestimenti multimediali e sensoriali, accompagna il visitatore in una realtà virtuale immersiva per un’esperienza unica ed evocativa. Il luogo in cui è ospitata la mostra, il museo Archeologico dei Campi Flegrei, collocato nel Castello di Baia, non è solo una suggestiva cornice ma esso stesso un elemento integrante e fondamentale di quanto accaduto in quegli anni. La mostra è un racconto fatto di documenti d’archivio, foto d’epoca e lettere dei protagonisti della ricerca subacquea, provenienti dagli archivi delle soprintendenze del ministero per i Beni e le Attività Culturali, da Istituti specializzati, da archivi privati, dalle Soprintendenze della Regione Siciliana. Spiega, attraverso i relitti ritrovati, come la ricerca sia riuscita a comprendere i flussi migratori e i rapporti commerciali lungo le coste, le relazioni tra i popoli, come siano stati individuati quei punti di partenza e di arrivo di genti, merci ed idee che hanno caratterizzato la storia del Mediterraneo, le sue città portuali, le mete del commercio, che sin dall’antichità sono stati luoghi nevralgici dei processi di trasformazione culturale. Il compianto Sebastiano Tusa, assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, ha lavorato con passione al progetto, agli eventi collegati e a questa stessa mostra, realizzata anche grazie alle sue fondamentali indicazioni. Questo appuntamento costituisce perciò anche un primo grande omaggio e un riconoscimento sentito rivolto alla memoria di un grande archeologo e soprattutto di un grande uomo.

Il museo Archeologico nazionale di Napoli chiude il 2019 con un record: con 673mila visitatori stracciato con un +10% il già straordinario 2018. E nel mondo 4 milioni di persone hanno ammirato i tesori del Mann. Giulierini: “Sempre più Museo Archeologico Nazionale”. Molte le iniziative per le festività

Visitatori in fila anche a Natale per entrare al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

La locandina dell’offerta ExtraMann

Il Mann batte il Mann. Così dopo il già straordinario 2018, il museo Archeologico nazionale di Napoli ha battuto se stesso segnando un nuovo record a chiusura del 2019: 673mila visitatori, +10% rispetto al 2018, raggiungendo il numero più alto di ingressi mai registrati. Numeri speciali cui vanno aggiunti i visitatori fidelizzati, cioè gli abbonati OpenMann: sono ottomila, infatti, i titolari di card che garantisce un anno di ingressi. “Si chiude l’anno del record assoluto di visitatori nella storia del Mann, con un incremento del 10 per cento nel 2019 rispetto al già straordinario dato del 2018”, commenta il direttore Paolo Giulierini. “Con orgoglio, che voglio condividere con la città e il mio staff, possiamo definirci sempre più ‘il Museo Archeologico Nazionale’ , il primo del Paese come forza attrattiva, custode dell’antichità classica e ambasciatore dell’Italia del mondo. I nostri tesori, per lo più provenienti dagli sterminati depositi, quest’anno sono stati ammirati in tutti i continenti da 4 milioni di persone, dalla Russia agli States ed alla Cina, grazie a una politica che ci porta quotidianamente a dialogare con le più grandi istituzioni internazionali. Nel 2020, saremo testimonial anche alle olimpiadi di Tokyo. Tornando a Napoli, che sta vivendo un felice momento per il turismo, proprio in virtù di essere il museo pubblico largamente più visitato, abbiamo puntato molto sulla rete con i tanti siti Extramann. L’obiettivo è di crescere insieme, e i risultati già si vedono. Un ringraziamento va alla Regione Campania per aver sostenuto mostre importanti come ‘Canova e l’antico’ e alla Direzione Generale Musei del Mibact. Per concludere, abbiamo lavorato quest’anno con otto cantieri aperti, per costruire un Mann più bello, fruibile al 100 per cento, ed anche in questi giorni di festa non si è fermata l’opera di riallestimento delle sale pompeiane. Nel 2020, vi aspettiamo con la nuova sezione preistoria, le grotte di Lascaux per la prima volta in Italia, gli Etruschi al Mann e la grande mostra sui Gladiatori. Mi fa piacere inoltre ricordare la nascita di Mann in Campus con la Federico II, progetto pilota in Italia definito con il rettore e neo ministro Gaetano Manfredi. Apriremo le porte agli studenti già nel corso di questo anno accademico”.

La locandina della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” dal 12 dicembre 2019 al 9 marzo 2020

Nella sala 90 del Mann è allestita la mostra “Maresistere” (foto Mann)

Una tavola della guida per bimbi “Thalassa. Tra mare e stelle” (foto Mann)

Intensa la programmazione delle feste natalizie al Mann: nel Salone della Meridiana, allestita la mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, che presenta quattrocento reperti sulle antiche civiltà del Mediterraneo, con un focus (stazione Neapolis) dedicato anche al porto di Napoli. All’esposizione, che sta ottenendo un ampio successo di pubblico e critica (partita, sulla pagina Facebook del Mann, la campagna social #Occhioathalassa per condividere scatti dei capolavori più amati dai visitatori), sono legati tre percorsi di approfondimento: “Pe’ terre assaje luntane”, viaggio fotografico che racconta l’emigrazione ischitana verso le Americhe; “Carte. La rappresentazione del mondo da Omero a Mercatore”, nuova occasione di valorizzazione del patrimonio della Biblioteca del MANN; “Maresistere”, originalissima creazione di Roxy in The Box, che ricostruisce, nella sala 90 dell’Archeologico, la stanza di un napoletano trasferitosi ad inizio Novecento negli States. Sempre per promuovere l’exhibit sulle meraviglie sommerse dal Mediterraneo, sarà in dono all’infopoint dell’Archeologico, a partire dal 6 gennaio 2020, il racconto illustrato per bambini (6/10 anni) “Thalassa. Tra mare e stelle”. Questa particolare guida kids (ideazione e curatela: Servizi Educativi del Mann; testi: Roberta Bellucci e Antonio Coppa; illustrazioni originali ad acquerello: Marianna Canciani) permette ai piccoli visitatori ed ai loro genitori di addentrarsi in un itinerario tematico attraverso le opere del Mann (una selezione di capolavori sia inclusi nella mostra “Thalassa”, sia normalmente esposti nelle collezioni del Museo). E il giorno dell’Epifania, previsto un ulteriore regalo: per favorire la presenza di famiglie con bambini al Mann, soltanto un genitore pagherà l’ingresso, mentre l’altro accederà gratuitamente.

Nell’atrio del Mann è allestito “Presepe Felix”, a cura dell’Associazione Presepistica Napoletana (foto Mann)

La locandina della mostra al Mann “Vincendo il tempo” di Riccardo Dalisi

Il lago Poopo: è l’immagine di Mauricio Lima scelta come “testimonial” della mostra “Capire il cambiamento climatico – Experience exhibition” al Mann

Il museo Archeologico nazionale di Napoli inizierà il 2020 anche all’insegna dell’attenzione all’arte contemporanea: in Atrio e nella collezione Farnese, con un corollario nel Giardino delle Fontane, presentata al pubblico la mostra “Vincendo il tempo” di Riccardo Dalisi; nella Sala del Toro Farnese, possibile sorridere e riflettere con i quaranta fotomontaggi di “Fuga dal Museo”, realizzati da Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla; nella sezione degli Affreschi, nuovo sguardo al paese del dragone con “Il contemporaneo per l’archeologia. Artisti cinesi al MANN”. Da non perdere (per ragazzi, e non solo), l’experience exhibition “Capire il cambiamento climatico”, progettata in collaborazione con National Geographic Society per conoscere cause ed effetti del riscaldamento globale. In atmosfera natalizia, da ammirare in Atrio il suggestivo “Presepe Felix” (a cura dell’Associazione Presepistica Napoletana e con il sostegno della Regione Campania), accostato agli scatti di “Fotografare il MANN tutto l’anno” ed alle tavole del calendario 2020 della Scuola Italiana di Comix. Per trovare un trait d’union immaginifico tra i visitatori di tutti gli istituti culturali del mondo, sino alla conclusione delle feste sarà in calendario la personale di Massimo Pacifico, “Effetto Museo”. Possibile ammirare collezioni permanenti ed esposizioni del Mann durante tutte le giornate festive: aperture straordinarie il 31 dicembre (ore 9-14) ed il 1° gennaio (ore 14-19.30), consueti orari (ore 9-19.30) nelle altre date. Il 5 gennaio 2020, per l’iniziativa ministeriale #Domenicalmuseo, l’ingresso sarà gratuito. Sino al 12 gennaio, inoltre, sarà OpenMannFest: presso la biglietteria del Museo, gli abbonamenti annuali saranno venduti a prezzi promo (15 euro per adulti, 30 per famiglie, 10 per young; nell’opzione “Academy”, per studenti universitari iscritti a qualsiasi corso di laurea o scuola di specializzazione, senza limiti di età, il costo è di 5 euro).

Al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, vetrina delle scoperte dell’archeologia subacquea dal 1950 ad oggi. Viaggio con quattrocento reperti alla scoperta del Mediterraneo nelle sue varie accezioni: cultura, economia, società, religiosità, natura e paesaggio. La mostra esempio di collaborazione tra enti scientifici, amministrativi e privati

Le “costellazioni” illuminano e indicano il percorso della grande mostra “Thalassa” nel Salone della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

La locandina della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” dal 12 dicembre 2019 al 9 marzo 2020

Le costellazioni indicano ancora la via. Ieri guidavano i navigli dei popoli che dalle sponde del Mediterraneo affrontavano il mare alla ricerca di approdi dove intessere rapporti commerciali, fondare nuove città, conquistare territori. Oggi, sospese nel “cielo” del Salone della Meridiana del museo Archeologico nazionale di Napoli, indicano ai visitatori della grande mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” (fino al 9 marzo 2020) la “rotta” per scoprire i tesori restituiti dal mare. E non sono costellazioni qualsiasi: sono proprio quelle scolpite sul globo sorretto dall’Atlante Farnese, capolavoro marmoreo del II sec. d.C. conservato al Mann, fulcro attorno al quale si sviluppa l’esposizione, dove la grande scultura è mostrato in un modo nuovo e insolito. “Un paravento riflettente”, spiega Simona Ottieri della Gambardellarchitetti che ha curato l’allestimento, “mostra, come in un caleidoscopio, le costellazioni contenute nella parte superiore della meravigliosa scultura. In un unico sguardo è così possibile vedere l’Atlante da più punti di vista”.

Le sculture ritrovate nei fondali della Grotta Azzurra a Capri (foto Mann / Giorgio Albano)

La grande mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, che rappresenta una vera e propria summa di quanto svelato dalla disciplina dell’archeologia subacquea dal 1950 sino ad oggi, raccoglie circa quattrocento reperti, provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali. Centro simbolico della mostra – come si diceva – è l’Atlante Farnese: il percorso di visita, infatti, con particolarissimi artifici allestitivi e giochi di luce, segue le costellazioni rappresentate nella parte superiore della scultura, assecondando, in una suggestiva rotta artistica tra passato e presente, il modus dei naviganti antichi che orientavano il proprio viaggio seguendo il cielo. Filo conduttore di questo originale itinerario è la scoperta del Mediterraneo che, sin dalle radici storiche più remote delle civiltà occidentali, era interpretato (e vissuto) secondo diverse accezioni: cultura, economia, società, religiosità, natura e paesaggio sono termini legati, da sempre, al Mare Nostrum.

La locandina della mostra “Poseidonia città d’acqua: archeologia e cambiamenti climatici” a museo Archeologico nazionale di Paestum dal 4 agosto 2019 al 31 gennaio 2020

La firma del protocollo d’intesa per la mostra “Thalassa” nel luglio 2018 tra Paolo Giulierini (per il museo Archeologico nazionale di Napoli e il Parco Archeologico dei Campi Flegrei), Sebastiano Tusa, purtroppo scomparso tragicamente nel marzo 2019 (per l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – Regione Sicilia) e Salvatore Agizza (per Teichos- servizi e tecnologie per l’archeologia)

Così il tema dell’interconnessione (di dimensioni temporali, discipline, contenuti scientifici e linguaggi della comunicazione) ha caratterizzato il progetto espositivo di “Thalassa”, sin dalla sua genesi: la mostra è nata, infatti, nel più ampio framework di collaborazione tra il Mann e l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana; questa sinergia è stata resa possibile grazie all’impegno del prof. Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, scomparso tragicamente nella sciagura aerea di marzo 2019. “Teichos. Servizi e tecnologie per l’archeologia” ha elaborato il progetto scientifico dell’esposizione, curata da Paolo Giulierini, Sebastiano Tusa, Salvatore Agizza, Luigi Fozzati e Valeria Li Vigni. L’exhibit è stato promosso anche in rete con il parco archeologico di Paestum, sede della mostra “gemella” “Poseidonia. Città d’acqua” su archeologia e cambiamenti climatici (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/09/30/a-paestum-la-mostra-poseidonia-citta-dacqua-archeologia-e-cambiamenti-climatici-che-racconta-i-disastri-ambientali-futuri-scavando-nel-passato-remoto-e-la-storia-del-terri/), e con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che ospita il percorso espositivo su “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area flegrea e in Sicilia”. La mostra ha ottenuto il patrocinio morale di ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania, Comune di Napoli e Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale (Napoli-Salerno-Castellammare di Stabia), università di Salerno, università “L’Orientale” e università Suor Orsola Benincasa di Napoli. L’esposizione è stata realizzata anche in collaborazione con la Scuola Archeologica di Atene, l’università di Bari, l’università “Parthenope”, ENEA ed INGV.

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

“Thalassa non è solo una mostra sul Mediterraneo antico”, spiega il direttore del Mann, Paolo Giulierini, “ma è, soprattutto, un esempio di metodo. Segna la fine dei biechi personalismi e mette al centro della questione la ricerca scientifica, il sostegno tra enti statali e territoriali, l’apporto delle Università, le professionalità dei giovani archeologi, le azioni innovative di aziende tecnologiche di natura privata. Le costellazioni del cosmo celeste dell’Atlante Farnese, simbolo della mostra, non sono dunque solo un riferimento alle rotte nel mondo antico ma, per noi, equivalgono ad una guida verso un nuovo corso. Quando l’alchimia dell’alleanza riesce, allora si raggiungono questi fondamentali risultati. Per questo non posso che ringraziare di cuore anzitutto il compianto Sebastiano Tusa, inventore della Soprintendenza del Mare, promotore dell’iniziativa e del protocollo tra Mann e Regione Sicilia. A lui e alla sua umanità sono dedicati l’esposizione e il catalogo. Analoga gratitudine va al Presidente Nello Musumeci e al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che da anni sostiene l’attività del nostro museo. Accanto a loro voglio sottolineare il lavoro dei tanti funzionari della Regione Sicilia, del direttore della Fondazione Federico II Patrizia Monterosso, i generosi prestiti e la collaborazione incondizionata dei soprintendenti Teresa Cinquantaquattro e Luigi la Rocca che permettono di far luce su anni di attività scientifica, fino alle clamorose scoperte delle navi del porto di Napoli nonché dei Direttori dei tanti Istituti autonomi: Fabio Pagano (Parco Archeologico dei Campi Flegrei), Gabriel Zuchtriegel (Parco Archeologico di Paestum), Carmelo Malacrino (Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria), Eva degli Innocenti (Museo Archeologico Nazionale di Taranto). A questi si aggiungono i tanti musei ed enti prestatori nazionali ed internazionali. Ed ancora voglio ricordare Cherubino Gambardella del Dipartimento di Architettura dell’Università Vanvitelli per le linee guida sull’allestimento, il Comune di Napoli, NextGeosolutions, Coelmo, ETT, Snav, Unicocampania, Città del Gusto Gambero Rosso. Un ringraziamento a parte va a Teichos, nella persona di Salvatore Agizza, per aver sostenuto buona parte del peso scientifico, curatoriale e organizzativo dell’intera operazione, Federico Baciocchi per il suo talento artistico e Luigi Fozzati, che si è fatto carico di raccordare tutti gli aspetti di curatela scientifica e di coordinamento editoriale della mostra, ad Electa per la stampa della guida e del catalogo e ai miei solerti colleghi del Mann”.

Il singolare allestimento a specchi che permette di apprezzare l’Atlante Farnese in tutte le sue sfaccettature (foto Graziano Tavan)

La mostra si snoda nel Salone della Meridiana presentando molte sezioni con temi legati al Mediterraneo antico, nelle quali dialogano reperti archeologici riemersi dalle acque, tecnologia, ricostruzioni: dai tesori al commercio, dal mito all’economia, dalla vita di bordo alle ville d’otium fino ai rinvenimenti nelle acque profonde il visitatore potrà avere un quadro aggiornato dello stato dell’arte dell’archeologia subacquea del Meridione. L’esposizione prosegue con una seconda sezione, ubicata nell’area sotterranea della Metropolitana, che accoglie nuove scoperte provenienti dall’area portuale di Neapolis. “Thalassa – continua Giulierini – disegna, nel complesso, rotte culturali di connessione tra tanti siti campani, del Meridione in genere e di altri paesi mediterranei. Si tratta di una connessione storica che però deve rafforzare l’idea che il Mare Nostrum è un ponte e non una separazione. In questo senso vanno intese anche le collaterali a questa mostra, che ci parlano di migranti napoletani e Ischitani fra fine Ottocento e primi del Novecento. Di più: il mare può essere una fonte di ispirazione letteraria e poetica da Omero in poi. Così andranno inquadrate le prossime presentazioni di libri di grandi autori che hanno scritto di mare, come Erri De Luca. Il mare è avventura, fascino dell’esotico, crocevia di culture: ed ecco la mostra su Corto Maltese che abbiamo ospitato al Mann qualche mese fa, nel quadro del progetto Obvia e della collaborazione con il Comicon Napoli, o la ragione della presenza di un Festival dedicato alla distesa blu che accompagnerà i giorni iniziali della mostra”.

“Il mare è, infine, ambiente da tutelare: nel percorso si succedono le fasi antiche e quelle future del Mediterraneo mentre, praticamente a fianco, la mostra “Capire il cambiamento climatico”, realizzata con il National Geographic, ci parla di quanto le plastiche e le altre forme di inquinamento insidino le nostre acque (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/10/09/il-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-scende-in-campo-per-lambiente-con-la-mostra-capire-il-cambiamento-climatico-experience-exhibition-mix-tra-il-linguaggio/) . Alla fine del ragionamento possiamo concludere che tutti noi abbiamo un compito da svolgere: ripescare la pagella che si era portato dietro il bambino tragicamente annegato qualche mese fa. Questa pagella, in realtà, non lo riguarda: riguarda noi. Siamo noi sotto esame, ora: non avremo altre occasioni per dimostrare che anche la cultura può far crescere le persone, attraverso una ricerca che ci porti ad una maturazione non solo contenutistica ma etica. Anche noi possiamo dare un senso al nostro lavoro se lavoriamo per aprire le menti, insegnando che il mare deve essere esplosione di vita, non riferimento di morte. Oggi credo che, tutti insieme, con questa importante fatica, abbiamo intrapreso una buona rotta, seguendo la costellazione del Sapere che, guarda caso, è legato nell’etimo a sapidus, dunque salato e pertanto saporito. Ancora una volta – conclude Giulierini – torna in ballo il mare e ci dice di dare un senso a questa conoscenza, perché non sia insipida e priva di obiettivi finali”.

Alcuni reperti del prezioso carico della nave di Antikythera, naufragata tra il 70 e il 60 a.C. recuperati tra il 1900 e il 1901, e conservati al museo Archeologico nazionale di Atene (foto Graziano Tavan)

“Thalassa”: una mostra che crea rete. Il messaggio di tutela e valorizzazione del Mare nostrum, alla base del progetto scientifico di “Thalassa”, ha determinato la creazione di una rete sinergica tra soggetti pubblici e privati, che hanno cooperato, a differenti livelli, alla realizzazione della mostra. Il percorso sulle “Meraviglie sommerse del Mediterraneo” è stato anticipato da altri due importanti appuntamenti espositivi, caratterizzati da una grafica promozionale “Verso Thalassa”: da aprile a settembre del 2019, in collaborazione con il Salone del Fumetto Comicon e nell’ambito del progetto universitario “Obvia-Out of Boundaries Viral Art Dissemination”, è stata in calendario al MANN la mostra “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”, celebrazione della creatività artistica di Hugo Pratt; ancora, da maggio a settembre, la Sala del Plastico di Pompei ha ospitato l’incursione dello street artist Blub, noto per aver rappresentato, su sportellini di ferro arrugginiti nei centri storici cittadini, personaggi famosi con la maschera da sub (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/06/02/lo-street-artist-blub-invade-il-cuore-di-napoli-con-ritratti-famosi-in-maschera-da-sub-e-al-mann-presenta-la-mostra-blub-larte-sa-nuotare-dove-le-sue-opere-dialogano-con-i/). Una meditazione sulla necessità di difendere l’ambiente marino è rappresentata dalla mostra “Capire il cambiamento climatico” che, sino al 31 maggio 2020, mostrerà al pubblico cause ed effetti del riscaldamento globale. Non soltanto arti visive, ma anche spettacolo: in tre giorni di eventi (5/8 dicembre 2019, con corollario prenatalizio il 20 dicembre), l’Archeologico ha promosso la kermesse “Muse al Museo. Speciale Thalassa”, una produzione FestivalMANN con perfomance e concerti ispirati al mare (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/12/04/muse-al-museo-speciale-thalassa-al-museo-archeologico-di-napoli-musica-spettacolo-e-performance-dedicati-al-mare-in-attesa-della-grande-mostra-sulle-meraviglie-sommerse-d/).

L’esposizione a Villa San Michele ad Amacapri sull’isola di Capri

La locandina dell’offerta ExtraMann

Questa focalizzazione programmatica, che ha anticipato la mostra nei tempi e nei contenuti, ha consentito di pianificare una comunicazione integrata fra diversi istituti culturali: se con il Parco Archeologico di Paestum è in corso un progetto di valorizzazione social delle mostre “Poseidonia. Città d’acqua” (a Paestum sino al 31 gennaio 2020), “Capire il cambiamento climatico” (all’Archeologico sino al prossimo 31 maggio) e “Thalassa”, anche tutti gli altri musei statali, che custodiscono opere con soggetto marino, saranno invitati a promuovere le proprie collezioni con un’unica grafica riferita alla mostra del MANN. La rete degli istituti culturali, abbracciati dal mare simbolico di “Thalassa”, coinvolgerà anche un altro importante monumento storico-artistico della nostra regione: la Villa San Michele ad Anacapri. La dimora del medico e scrittore Axel Munthe, oggi sede permanente delle istituzioni svedesi, è un capolavoro di architettura perfettamente integrato nel paesaggio dell’isola azzurra (il giardino della Villa è stato premiato come più bel Parco d’Italia nel 2014/2015): al suo interno, è presente una pregevole collezione di vasi, anfore ed oggetti artistici, tra cui figurano anche riproduzioni delle opere del MANN. Assecondando, dunque, una matrice culturale comune (Axel Munthe era uno studioso di archeologia e la sua Villa riflette, nell’assetto museale, questa passione) e una vocazione mediterranea condivisa, il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, e la soprintendente di Villa San Michele Kristina Kappelin, hanno firmato una convenzione che promuoverà una scontistica integrata tra i due siti. L’iniziativa è stata inserita nel più ampio quadro di eventi organizzati per ricordare i 70 anni dalla scomparsa di Axel Munthe. In occasione di “Thalassa” anche la rete Extramann si rafforzerà: ogni visitatore dei 16 siti partner (per l’elenco degli istituti aderenti, consultare https://www.museoarcheologiconapoli.it/en/extramann-partner/) potrà richiedere alla biglietteria del MANN un ingresso ridotto (9 euro), mostrando il ticket di uno degli istituti del circuito. Viceversa, il biglietto dell’Archeologico e la card Open Mann daranno diritto all’ ingresso scontato del 25% in tutti i siti Extramann.

Dal mondo della cultura all’imprenditoria: sempre seguendo le rotte della navigazione, a partire dai primi giorni di programmazione della mostra “Thalassa” e per tutto il 2020, sarà attivo l’accordo tra la compagnia SNAV ed il MANN. Non soltanto una convenzione di tipo commerciale, che consentirà uno sconto biunivoco ai visitatori del MANN ed ai clienti di SNAV, ma anche una comunicazione integrata nel moderno circuito on board delle unità della compagnia e nei video all’interno del Museo: un particolare spot spiegherà a visitatori e clienti che “L’arte ti fa viaggiare con SNAV” ed “Al MANN si arriva in aliscafo”. E sempre dal settore imprenditoriale campano provengono altre azioni di supporto alla mostra “Thalassa”: l’azienda COELMO, specializzata nella produzione di gruppi elettrogeni anche a basso impatto ambientale, ha dato un contributo alla realizzazione dell’esposizione, aderendo alla campagna a favore del Mecenatismo promossa con Artbonus. Ancora COELMO, in occasione della manifestazione Nauticsud 2020 (8/16 febbraio), brandizzerà il proprio stand anche con la grafica di “Thalassa”, allestendo un corner multimediale per diffondere i video in mostra. Infine, l’organizzazione della Mostra d’Oltremare per Nauticsud 2020 promuoverà, in rete con il MANN, una scontistica integrata per visitatori del Museo e della fiera, diffondendo anche contenuti multimediali di “Thalassa” nell’esposizione nautica curata da Afina. Dal Mecenatismo alla rete con il territorio: il Consorzio Unicompania metterà in vendita, da metà dicembre, il Ticket integrato del trasporto pubblico con la grafica dell’esposizione sulle “Meraviglie sommerse dal Mediterraneo”. Città del Gusto Napoli/Gambero Rosso, in qualità di partner ed in occasione del vernissage della mostra “Thalassa”, proporrà un percorso di degustazione di food e wine, selezionando protagonisti di eccellenza per promuovere la cultura gastronomica del territorio. L’azienda Next Geosolutions ha dato supporto per la realizzazione dei pannelli in mostra e dei video dedicati alle esplorazioni subacquee. ETT ha fornito i contenuti multimediali nella sezione “Relitti” dell’esposizione “Thalassa”.

Museo Archeologico nazionale di Napoli da record: in 11 mesi già 650mila visitatori. E dicembre promette altri successi: dopo “Muse al Museo”, ecco la grande mostra “Thalassa. Meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, poi “Fotografare il Mann tutto l’anno”, il calendario 2020 “ARCHEmiti femminili”, “OpenHeArt. Quattro laboratori per una mostra”, e l’accordo con il teatro San Carlo. Le offerte di OpenMann: già 8mila iscritti

Una lunga fila di visitatori in attesa di entrare al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

L’invito alla presentazione della mostra “Thalassa. Meraviglie sommerse dal Mediterraneo”

Manca poco meno di un mese alla fine dell’anno, ma il museo Archeologico nazionale di Napoli conta già 650mila visitatori dal 1° gennaio del 2019: una soglia lusinghiera, che supera di gran lunga le 613mila presenze registrate il 31 dicembre del 2018. E il ricco programma di dicembre promette nuove cifre da record. Mentre con l’Immacolata si è chiusa la settimana della la kermesse “Muse al Museo. Speciale Thalassa”, un produzione FestivalMANN con la direzione artistica di Andrea Laurenzi (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/12/04/muse-al-museo-speciale-thalassa-al-museo-archeologico-di-napoli-musica-spettacolo-e-performance-dedicati-al-mare-in-attesa-della-grande-mostra-sulle-meraviglie-sommerse-d/), si avvicina al grande evento del 12 dicembre quando è in programma l’inaugurazione della mostra “Thalassa. Meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, il cui progetto scientifico è stato promosso da “Teichos. Servizi e Tecnologie per l’Archeologia”: nel suggestivo allestimento dell’exhibit, saranno presentati al pubblico 400 straordinari reperti, che racconteranno il Mare nostrum tra cultura, economia, folclore e paesaggio. Peculiarità dell’esposizione, che ha determinato una variegata rete di collaborazioni con istituzioni museali e privati, l’analisi delle conquiste dell’archeologia subacquea, tra rigore metodologico ed applicazione delle nuove tecnologie. “Thalassa” nasce nel più ampio framework di collaborazione con l’Assessorato alla Cultura ed all’Identità Siciliana della Regione Siciliana: la mostra non sarebbe stata possibile senza il contributo del famoso archeologo Sebastiano Tusa, scomparso nella sciagura aerea dello scorso marzo in Etiopia (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/03/11/archeologia-in-lutto-nel-disastro-aereo-del-boing-737-precipitato-in-etiopia-e-morto-larcheologo-sebastiano-tusa-siciliano-doc-docente-di-paletnologia-e-archeologia-marina-ha-creato-la-so/).

La locandina che promuove OpenMann, l’abbonamento annuale al museo Archeologico nazionale di Napoli

Raggiunta anche la quota delle 8mila sottoscrizioni per l’abbonamento annuale OpenMANN. A un anno esatto dal primo lancio dell’abbonamento annuale OpenMANN, cui hanno aderito ben 8mila iscritti, la manifestazione “Muse al Museo” è stata l’occasione per promuovere l’OpenMANN Fest: dal 1° dicembre 2019 al 12 gennaio 2020, infatti, è possibile sottoscrivere la card, direttamente in biglietteria, a prezzi scontati (15 euro per adulti, 30 euro per famiglie composte da due over 25, 10 euro per young). La card OpenMANN, presentata di recente anche in versione Academy (rivolta a studenti universitari ed iscritti a scuole di specializzazione, con un prezzo simbolico 5 euro, ferme le gratuità previste dalla legge), permetterà di accedere illimitatamente al Museo per 365 giorni dalla data di prima attivazione, includendo tutti gli eventi in calendario, comprese le grandi mostre del 2020: “Thalassa. Meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, “Lascaux 3.0” (dal prossimo 31 gennaio), “Gli Etruschi al MANN” (dal 13 febbraio), “I Gladiatori” (dall’8 aprile) e “Capire il cambiamento climatico” (sino al 31 maggio). Nel prossimo anno, sarà anche la collezione permanente del Mann ad ampliarsi, non soltanto con la riapertura della sezione “Preistoria e protostoria”, ma anche con il restyling delle sale dedicate agli Affreschi ed agli oggetti della vita quotidiana di Pompei, Ercolano e delle città vesuviane.

“Fotografare il Mann tutto l’anno”: due piccole visitatrici scoprono l’antichità grazie ai supporti didattici della collezione (foto De Riccardis)

“Fotografare il Mann tutto l’anno”: uno splendido cratere in primo piano con la fuga delle sale sfocate sullo sfondo (foto Codispoti)

Due appuntamenti con la creatività contemporanea connotano questa settimana: lunedì 9 dicembre 2019 vernice dell’esposizione “Fotografare il MANN tutto l’anno”, a cura dell’Associazione Flegrea Photo, seguita dalla presentazione del calendario 2020 del museo Archeologico nazionale di Napoli, realizzato da Barbara Ciardo per la Scuola Italiana di Comix. Anno che va, anno che viene: nell’atrio del museo Archeologico nazionale di Napoli, da lunedì 9 dicembre 2019 al 13 gennaio 2020, sono in programma due mostre dedicate, rispettivamente, al 2019 ed al 2020. Sono quaranta artisti dell’Associazione Flegrea Photo a proporre il percorso “Fotografare il MANN tutto l’anno”: il Museo è raccontato attraverso l’obiettivo di chi, con uno sguardo particolare, ha ammirato le collezioni permanenti, ha seguito la peculiarità dei percorsi espositivi proposti, ha partecipato agli eventi culturali in calendario. I fotografi, peraltro tutti titolari dell’abbonamento annuale OpenMann (lanciata sino al prossimo 12 gennaio la possibilità di rinnovo al prezzo promo di 15 euro per adulti), si sono mescolati al pubblico del Museo per fermare non soltanto momenti simbolo dell’anno che sta per terminare, ma anche attimi di quotidianità vissuti all’Archeologico: non mancheranno, naturalmente, immagini dedicate alla collezione Magna Grecia (uno splendido cratere in primo piano con la fuga delle sale sfocate sullo sfondo, così come due piccole visitatrici che scoprono l’antichità grazie ai supporti didattici della collezione), ma sarà il culto del dettaglio a rappresentare un trait d’union fra le fotografie in mostra. Dal bookshop (dove due turisti si abbracciano mentre scelgono un catalogo) e dalla biglietteria (una ragazza è in fila, ma ciò che colpisce è il nastro che ha tra i capelli), si arriverà poi alle sale, per scoprire la magia dei bronzi della Villa dei Papiri, l’inquietudine perenne delle figure rappresentate negli affreschi, lo spettacolare assetto del Salone della Meridiana: non sempre, nelle immagini, saranno ritratti i visitatori, ma saranno le opere e gli spazi stessi a prendere vita, per raccontare un anno (ed anche un tempo indefinito), che al Museo è stato pieno di vita.

La copertina del calendario 2020 del Mann “ARCHEmiti femminili” di Barbara Ciardo

Il mese di Luglio del calendario 2020 del Mann realizzato da Barbara Ciardo

Anche per il 2020, è confermata la sinergia tra il Mann e la Scuola Italiana di Comix, definita nell’ambito del progetto universitario Obvia: sono esposte in Atrio tutte le dodici tavole del calendario del museo Archeologico nazionale di Napoli, realizzato dall’artista Barbara Ciardo (napoletana, classe 1983). Il calendario, intitolato significativamente “ARCHEmiti femminili”, è un viaggio colorato tra storie, leggende e tesori del patrimonio culturale (anche immateriale), sulla scorta del concetto di immaginazione attiva proposto da Carl Jung, per cui dalle forme astratte scaturisce una visione ragionata e compiuta della Bellezza. Così Barbara Ciardo, tesaurizzando la raffinata prassi di contaminazione creativa da sempre realizzata dalla Scuola Italiana di Comix, dedica ogni mese alle donne che hanno popolato la cultura ed il folclore occidentale (e non solo): riferimento imprescindibile la Sirena Partenope, figura sinuosa stagliata tra un sereno cielo notturno ed il Castel dell’Ovo, per giungere al mito babilonese di Inanna, che celebrava la potenza creatrice del femminile; non mancheranno l’appello al potere dell’inconscio con la raffigurazione di Ecate sulle soglie di un mondo sconosciuto e l’inno a chi, come Cassandra, aveva il coraggio di affermare al mondo il proprio concetto di consapevolezza. Immagine guida di “ARCHEmiti” è l’Artemide Efesia, la splendida scultura (II sec. d.C.) della collezione Farnese del Mann, simbolo della fecondità femminile. “Un nuovo calendario scandirà il 2020 del MANN, frutto dell’arte di Barbara Ciardo e sul solco di una solida tradizione avviata dal progetto universitario Obvia- Out of boundaries viral art dissemination”, commenta Paolo Giulierini, direttore del Mann. “L’arte per l’arte, reinterpretazione delle opere del MANN e non solo, oltre le mura, oltre i confini per proporre una visione human centred. A questo viaggio creativo ben si combina, in Atrio, il racconto fotografico realizzato, nel 2019, dagli artisti dell’Associazione Flegrea Photo: guardiamo verso il futuro, tenendo ben fermo quanto fatto sinora”.

Rilievo con testa femminile proveniente da Palmira e conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Ma non è finita. Un evento simbolico per dare inizio alla sinergia tra il museo Archeologico nazionale di Napoli ed il Teatro San Carlo: in occasione dell’opera “Pikovaja Dama -La Dama di Picche” (la prima è in cartellone l’11 dicembre 2019), sarà in mostra temporanea al Lirico napoletano un prezioso reperto con testa femminile appartenente alle collezioni del Mann. La scelta del capolavoro in esposizione non è casuale: il pregevole rilievo proviene da Palmira ed è databile tra la fine del II secolo d.C. ed i primi decenni del III secolo d.C. L’opera, verosimilmente, doveva completare un monumento funerario, del tipo a camera ipogeico o a torre. A destra del volto, da riferirsi alla defunta, si scorgono le tracce di un’iscrizione in aramaico palmireno. Se la vicenda di un antico reperto permette di ricollegare, ancora una volta, la storia passata a quella presente (il precoce interesse per il sito di Palmira ci spinge a lanciare un monito sempre attuale per la tutela del patrimonio culturale in aree di crisi), è il fil rouge tra storia, arte e musica ad avvicinare MANN e San Carlo. Un legame ideale, infatti, unisce i due istituti, le cui origini affondano nell’illuminata politica culturale di Carlo III di Borbone: a un anno di distanza dalla fondazione del Teatro che porta il suo nome, nel 1738, il sovrano si fece fautore degli scavi che identificarono a Resina il sito dell’antica Ercolano, portando alla luce per prime proprio le strutture della scena del teatro. Un decennio dopo fu la volta di Pompei. Lo stesso Mozart, nel 1770, visitò Pompei e l’Herculanense Museum di Portici, ricavandone probabilmente le suggestioni che sarebbero riemerse più tardi con la composizione del “Flauto magico”. Parte integrante dell’azione di Carlo III, ripresa poi dal figlio Ferdinando, fu proprio la costruzione museografica, che si concentrò dapprima presso le residenze reali di Portici e Capodimonte per poi identificare nel Palazzo degli Studi di Napoli la sede di quello che sarebbe diventato il Real Museo Borbonico nel 1816, oggi Museo Archeologico Nazionale. Le collezioni stesse del MANN rimandano per più di un aspetto al teatro e alla musica: gli strumenti musicali rinvenuti nei siti vesuviani e le iconografie di mosaici, affreschi, pitture vascolari, sculture recano frequenti rimandi alla musica antica e ai diversi ambiti in cui era praticata.

Sulla scorta di questa matrice culturale condivisa, la convenzione tra MANN e San Carlo, promossa nell’ambito del progetto universitario Obvia- Out of boundaries viral art dissemination, seguirà diversi filoni operativi: da una parte, l’esposizione temporanea di reperti in occasione di alcune importanti opere in cartellone al San Carlo (dopo la “Dama di picche”, anche il “Flauto magico” tra marzo ed aprile 2020, così come il “Maestro di Cappella” nel giugno del prossimo anno prevedranno un’exhibit di capolavori del MANN) e l’organizzazione, da parte del Lirico partenopeo, di workshop e flash mob dedicati alla musica nelle sale dell’Archeologico. Un secondo ed importante piano sarà rappresentato dalla promozione di un biglietto integrato (Formula Duetto) che, al costo di 18 euro, consentirà, nell’arco temporale di 3 giorni, di partecipare alle visite guidate al Teatro di San Carlo e di accedere al Mann nei periodi di Natale e Pasqua. Ultima articolazione dell’accordo sarà la scontistica per determinate categorie di utenti: per i titolari di abbonamento OpenMANN sarà possibile acquistare i biglietti al botteghino del San Carlo con lo sconto del 10%; ancora, gli abbonati alla stagione concertistica e sinfonica del San Carlo potranno sottoscrivere card annuali a prezzi promo (15 euro per adulti; 30 euro per una coppia di over 25).

Un laboratorio dell’esposizione “OpenHeArt. Quattro laboratori per una mostra”, in programma a Villa Pignatelli- Casa della Fotografia (foto Mann)

Costruire una mostra, in ogni suo tassello: dalla realizzazione delle opere al progetto di allestimento, dalla grafica alla comunicazione. Lo hanno fatto 44 giovani napoletani inoccupati, dai 18 ai 29 anni, adesso protagonisti dell’esposizione “OpenHeArt. Quattro laboratori per una mostra”, in programma a Villa Pignatelli- Casa della Fotografia da sabato 7 dicembre 2019 (apertura al pubblico: ore 11) sino al 6 gennaio 2020. Il progetto “OpenHeArt” ha rappresentato l’occasione per esprimere energie creative e scoprire la vena artistica che è in ognuno di noi, costruendo una rete di collaborazioni virtuose nel territorio regionale (e non solo). Realizzato dal museo Archeologico nazionale di Napoli e dal Polo museale della Campania, in collaborazione con il Laboratorio Irregolare di Antonio Basiucci, l’associazione AZTeCA, l’associazione Pianoterra, l’associazione OcchiAperti, Incontri Internazionali d’arte ed il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’università di Salerno (vincitore del bando Prendi Parte! Agire e pensare creativo ideato dalla Direzione Generale Creatività contemporanea e rigenerazione urbana del Mibact), “OpenHeArt” ha avuto lo scopo di promuovere l’inclusione culturale dei giovani nelle aree a rischio di marginalità economica e sociale. Quattro i laboratori iniziati nel febbraio 2019 ed in programma per tutto l’anno: Photo Lab – Laboratorio fotografico a cura di Antonio Biasiucci per la realizzazione delle opere da esporre; Graphic Design Lab – Laboratorio di grafica, condotto da Alessandro Leone per la progettazione ed esecuzione del materiale di comunicazione; Videomaking Lab – Laboratorio di produzione video, guidato da Ra¬ffaele Iardino per la documentazione audiovisiva del percorso creativo; Exhibition Lab – Laboratorio di allestimento, con un percorso portato innanzi da Denise Maria Pagano per la progettazione e l’allestimento della mostra conclusiva. Dal 7 dicembre 2019, in esposizione a Villa Pignatelli, vi saranno non soltanto otto portfolio, montati su dei leggii e realizzati dagli aspiranti artisti di “OpenHeArt”, ma anche cento scatti realizzati nel corso del laboratorio di fotografia “Irregolare” di Antonio Biasiucci. Libero il tema delle opere presentate nell’exhibit: scopo dell’esposizione, infatti, non sarà soltanto mostrare il complesso iter che porta all’individuazione ed alla scelta di un’immagine fotografica, ma anche la necessaria integrazione di profili professionali diversi per l’allestimento di un’esposizione. Dalle idee ai fatti: l’obiettivo di “OpenHeArt”, progetto curato da Andrea Milanese e Denise M. Pagano, è proporre nuove ipotesi di inclusione in un tempo di rilancio delle industrie culturali e creative.

“Muse al Museo. Speciale Thalassa”: al museo Archeologico di Napoli musica, spettacolo e performance dedicati al mare in attesa della grande mostra sulle “meraviglie sommerse dal Mediterraneo”

La locandina di “Muse al Museo – Speciale Thalassa” al museo Archeologico nazionale di Napoli

Musica, spettacolo e performance dipinti di blu: sarà dedicata al mare l’edizione 2019 di “Muse al Museo. Speciale Thalassa”, una produzione FestivalMann (direzione artistica: Andrea Laurenzi) per attendere l’inizio della grande mostra sulle “meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, in calendario dal 12 dicembre 2019 all’Archeologico. Dal 5 all’8 dicembre 2019, con un corollario prenatalizio venerdì 20, le sale del museo Archeologico nazionale di Napoli diventeranno il suggestivo scenario per raccontare il mare nostrum, grazie a un sapiente connubio tra le Arti. Apertura simbolica della kermesse, giovedì 5 dicembre 2019 (alle 17, sala del Toro Farnese) con il concerto “Il mare di mezzo”: un viaggio emozionante, tra musica e parole, per rappresentare il Mediterraneo delle dissonanze e delle migrazioni; protagonisti di questo percorso melodico saranno Luca Lanzi (voce e chitarra acustica del gruppo “Casa del vento”), Francesco Moneti e Stefano Cisco Bellotti (entrambi storici componenti dei Modena City Ramblers). Dall’inizio del XXI secolo, il mar Mediterraneo si è andato delineando come “mare di mezzo”: una distesa d’acqua che divide due continenti molto distanti dal punto di vista economico, sociale e culturale. “Mare di Mezzo” è, così, il titolo di un progetto musicale di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti dei movimenti migratori nel Mediterraneo.

Gli acrobati e gli artisti “Tipi da spiaggia” saranno itineranti nelle sale del Mann

Venerdì 6 dicembre 2019 (due repliche: alle 15.30 e 17.30), gli acrobati e gli artisti “Tipi da spiaggia” saranno itineranti nelle sale del Mann: i performer costruiranno un “gioco teatrale” che, con stile cartoon, descriverà le avventure grottesche della famiglia Marino, alla ricerca (quasi beckettiana) di un surreale lido del terzo millennio. La ricerca del mare è il motivo scatenante che muove una famiglia eccentrica ed un insolito bagnino nel nuovo lavoro dei “Tipi da spiaggia”: una performance itinerante, in stile cartoon ed in chiave comica, racconta le vicissitudini della famiglia Marino, guidata dal brillante bagnino Attilio alla ricerca del lido “Baracca”. La musica, sempre presente, crea l’atmosfera di un’estate senza tempo, in cui tutti, interpreti e pubblico, sono “Tipi da spiaggia”, tra sogni, ironia e convenzioni sociali. Nello stesso pomeriggio, dalle 15.30 alle 19, nella sala del Mosaico di Alessandro e nella Sezione Numismatica, Alessandro Fiori e Druga saranno i “Cantautori al Museo”, che condurranno il pubblico a scoprire affascinanti pagine musicali ispirate alla cultura mediterranea. Alessandro Fiori, cantante e virtuoso violinista, nella sua carriera ha inciso numerosi dischi e collaborato con importanti artisti della musica italiana indipendente come Marco Parente, Paolo Benvegnù e Andrea Chimenti. Druga (Andrea Franchi) ha pubblicato tre album a nome proprio: “Lei o contro di lei” (2012); “Il Topo” (2015); “Tanz!” (2015). Nella sua produzione, si avvale di importanti contributi di musicisti di diversa estrazione, quali: Paolo Benvegnù, Guglielmo Ridolfo Gagliano (Negrita), Donald Renda (Annalisa, Antiplastic), Serena Altavilla (Solki, Band del Brasiliano, Calibro 35), Samantha “Sadi” Bertoldi, Leila Ferchichi.

Al Mann la prima italiana del “Read and play Trainspotting” con Irvine Welsh

Attesissimo fuori programma cult, organizzato in rete con l’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, sarà la prima italiana del “Read and play Trainspotting” con Irvine Welsh: dalle 21, nella sala del Toro Farnese, l’autore del bestseller Trainspotting dialogherà con il giornalista Damir Ivic, per poi dedicarsi a suggestive selezioni musicali in mood anni Ottanta e Novanta. Irvine Welsh, scrittore e drammaturgo scozzese, ha acquisito notorietà internazionale grazie al suo primo romanzo Trainspotting (1993) ed alla trasposizione cinematografica (1996) di Danny Boyle. Nella sua carriera, Welsh ha raccolto consensi sia da parte della critica che del pubblico, per la sua capacità di descrivere atmosfere e situazioni in modo crudo, immediato, emozionante: ex punk ed ex tossicodipendente, ha iniziato la carriera di scrittore quando era ai servizi sociali, sviluppando una spiccata sensibilità nel tratteggiare le contraddizioni della vita contemporanea. Completeranno la perfomance, l’installazione tematica del visual artist Francesco Taddeucci ed un intermezzo sonoro con Vincenzo Cipolletta.

Il gruppo di disegnatori Becoming X creerà una “graphic novel” in diretta al Mann

L’attore Giuseppe Cederna

Per i più piccoli (e non solo), sabato 7 dicembre 2019 (dalle 10 alle 17, in “corner creativi” allestiti in diverse sale museali), il gruppo di disegnatori Becoming X creerà una “graphic novel” in diretta, sfidando la fantasia dei visitatori con una divertente ed estemporanea versione a fumetti delle opere del Mann con soggetto marino (l’evento è promosso in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli). Becoming X è un gruppo di disegnatori, illustratori, designer e molto altro ancora, che da qualche tempo organizza dei live drawing (ma potremmo chiamarle anche “estemporanee”), producendo lavori originali realizzati con stili molto vari (fumetto manga, tradizionale, grafica art). Alle 17.30, nella sala del Toro Farnese, spettacolo “Da questa parte del mare” di e con Giuseppe Cederna: il lavoro, tratto dal libro postumo di Gianmaria Testa (prefazione: Erri De Luca), è una riflessione accorata sul tema delle migrazioni moderne. Trait d’union della pièce il continuo rimando tra la musica e le parole, la biografia e l’album omonimo di Gianmaria Testa: Giuseppe Cederna, che ha condiviso spesso il palcoscenico con Testa, costruirà così un percorso quasi metateatrale, in cui la vita dell’artista (interprete, cantante e scrittore) cercherà di trovare le risposte alle più importanti domande che caratterizzano il nostro tempo. Giuseppe Cederna esordisce come attore cinematografico nel 1982 con “Cercasi Gesù” di Luigi Comencini. Tra le sue interpretazioni più note, quella del soldato Antonio Farina, follemente innamorato di una prostituta, nel film “Mediterraneo”. Nella sua carriera, ha interpretato film di grandi registi come Gianni Amelio, Mario Monicelli. Nello spettacolo “Da questa parte del mare” costruisce un percorso poetico e musicale ispirato alla biografia ed alla carriera di Gianmaria Testa.

La Rasenna Brass Band al Mann

Domenica 8 dicembre 2019 sarà una giornata di festa all’insegna della musica: dalle 15.30, sarà itinerante, nelle sale del Mann, la Rasenna Brass Band, specializzata nella contaminazione melodica, tipica delle sonorità mediterranee: quintetto di ottoni aretino nato nel 2014, si è sempre cimentato in un vasto repertorio, dalla musica barocca a quella contemporanea, passando per il jazz e il blues. Il nome del gruppo rimanda all’antica denominazione delle comunità etrusche di epoca villanoviana. Dalle 15.30 alle 19 (Villa dei Papiri e Collezione Pompeiana), Tommaso Novi e Lorenzo Polidori, “Cantautori al Museo”, presenteranno ai visitatori il proprio repertorio. Tommaso Novi inizia la sua carriera nel gruppo “I Gatti Mezzi”, con i quali ha vinto il Premio Ciampi, finalista al Premio Tenco e candidato ai Nastri d’Argento. Ironico e geniale ha collaborato con Dario Fo, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Gipi, Ascanio Celestini. Lorenzo Polidori afferma di suonare la chitarra “Fingerstyle”, assemblando vari stili musicali come il Ragtime, il Country, il blues, la musica folk e pop. I suoi brani inediti spaziano tra questi generi e sono influenzati anche dalla musica tradizionale italiana. Polidori si ispira ad artisti come Tommy Emmanuel, GerethPearson, Merle Travis, ChetAtkins e Jerry Reed.

Fuoriprogramma natalizio al Mann con Rita Ceccarelli e Flowin’ Gospel

Conclusione dello speciale Thalassa “Muse al Museo”, con un fuori programma tutto natalizio, venerdì 20 dicembre 2019: alle 17.30, nella sala del Toro Farnese, overture con Rita Ceccarelli e Flowin’ Gospel, cui seguirà l’esibizione del coro americano United Voices per salutare l’inizio delle festività. Flowingospel è una Worship Band di Contemporary gospel, con base a Napoli. Il progetto nasce dall’idea di Rita Ciccarelli, (cantante gospel napoletana con esperienza decennale di cori gospel, vincitrice nella categoria Best New Artist 2013 per i Gospel Music Awards of Italy). United Voices è un collettivo di artisti indipendenti degli Stati Uniti nord-orientali. Il coro è composto da artisti di livello internazionale, con oltre 15 anni di esperienza collettiva. Il gruppo è stato fondato da Danton Whitley, molto famoso nel mondo del Gospel americano. La partecipazione agli eventi di “Muse al Museo”, in orario di apertura del Mann, è compresa nel biglietto di ingresso (dalle 17, tariffa Happy Mann 9 euro). Solo per la performance Read and Play Trainspotting con Irvine Welsh (6 dicembre ore 21) è prevista una quota di partecipazione e prenotazione obbligatoria (consultare la pagina evento Facebook).

Al via a Paestum la XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico: allo stand del Mann l’anteprima della grande mostra “Thalassa. Meraviglie sommerse del Mediterraneo”, quattrocento reperti riemersi dalle acque che dialogano con tecnologia e ricostruzioni

La XXII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo archeologico si tiene a Paestum dal 14 al 17 novembre 2019

Dodici eventi unici al mondo tutti in una Borsa, 70 tra conferenze e incontri, con la partecipazione di 300 relatori e 100 operatori dell’offerta: al via la XXII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si svolgerà a Paestum, tra Centro Espositivo Savoy Hotel, Basilica, Museo nazionale, Parco archeologico da giovedì 14 a domenica 17 novembre 2019. Promossa e sostenuta da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, Parco Archeologico di Paestum, ideata e organizzata dalla Leader srl con la direzione di Ugo Picarelli, la BMTA si conferma un format di successo, testimoniato dalle prestigiose collaborazioni di organismi internazionali quali UNESCO, UNWTO e ICCROM: per quattro giorni sarà l’occasione di incontro e di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale e al patrimonio per gli addetti ai lavori, per gli operatori turistici e culturali, per i viaggiatori, per gli appassionati, oltre che opportunità di business con il Workshop con i Buyer esteri selezionati dall’ENIT e i Buyer nazionali dell’offerta del turismo culturale ed archeologico.

L’efebo in bronzo, uno dei tesori recuperati dal relitto di Antykithera, oggi conservato al museo Archeologico nazionale di Atene

Parte dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, il viaggio del Mann verso la mostra “Thalassa. Meraviglie sommerse del Mediterraneo”: non è un caso, infatti, che l’esposizione, in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 5 dicembre 2019 al 9 marzo 2020, trovi un primo ed importante momento di divulgazione proprio nell’ambito della prestigiosa manifestazione di Paestum. Dal 14 al 17 novembre 2019 lo stand del Mann racconta al pubblico del Salone, tramite pannelli e video promo, i contenuti, le caratteristiche e le innovazioni tecnologiche che hanno portato alla realizzazione della mostra “Thalassa”: quattrocento reperti, provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali (tra queste, il museo Archeologico di Atene, che presta circa trenta opere provenienti dal famoso relitto di Antikythera, prima imbarcazione scoperta nel Mediterraneo proprio agli albori del Novecento) tracceranno la natura polisemantica di un Mare nostrum che, già nell’antichità, aveva un profondo valore simbolico, culturale ed economico.

La firma del protocollo d’intesa per la mostra “Thalassa” nel luglio 2018 tra Paolo Giulierini (per il museo Archeologico nazionale di Napoli e il Parco Archeologico dei Campi Flegrei), Sebastiano Tusa, purtroppo scomparso tragicamente nel marzo 2019 (per l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – Regione Sicilia) e Salvatore Agizza (per Teichos- servizi e tecnologie per l’archeologia)

“Thalassa non è solo una mostra sul Mediterraneo antico ma è, soprattutto, un esempio di metodo”, spiega il direttore del Museo, Paolo Giulierini, che ha inaugurato lo stand. “Al centro del nostro lavoro ci sono la ricerca scientifica, il sostegno tra enti statali e territoriali, l’apporto delle Università, le professionalità dei giovani archeologi, le azioni innovative di aziende tecnologiche private. Le costellazioni del cosmo celeste dell’Atlante Farnese, simbolo della mostra, non sono dunque solo un riferimento alle rotte nel mondo antico ma, per noi, equivalgono ad una guida verso un nuovo corso. Nelle molte sezioni troverete temi legati al Mediterraneo antico, nelle quali dialogano reperti archeologici riemersi dalle acque, tecnologia, ricostruzioni: dai tesori al commercio, dal mito all’economia, dalla vita di bordo alle ville d’otium fino ai rinvenimenti nelle acque profonde il visitatore potrà avere un quadro aggiornato dello stato dell’arte dell’archeologia subacquea del Meridione. Vi saranno naturalmente anche le nuove scoperte provenienti dall’area portuale di Neapolis. “Thalassa” disegna, nel complesso, rotte culturali tra tanti siti campani, del Meridione e di altri paesi mediterranei. Si tratta di una connessione storica che però deve rafforzare l’idea che il Mare Nostrum sia un ponte e non una separazione. In questo senso vanno intese anche le mostre collaterali, che ci parlano di migranti napoletani e Ischitani fra fine Ottocento e primi del Novecento”.

Una nereide su pistrice proveniente dalla villa romana imperiale sommersa del Pausilypon (Posillipo) di età augustea, sarà esposta in “Thalassa” (foto Mann)

Elmo in bronzo dal relitto della nave romana di Albenga (foto soprintendenza Archeologia della Liguria)

Molteplici, dunque, i filoni tematici che saranno approfonditi dalla mostra “Thalassa”: se un focus ad hoc sarà dedicato all’archeologia subacquea, dagli albori degli studi negli anni Cinquanta del Novecento (tra i primi ritrovamenti, le statue del porto di Baia, le migliaia di lucerne dal porto di Pozzuoli, l’elmo dal relitto di Albenga) alla sperimentazione tecnologica del terzo millennio (grazie a robot e strumentazioni raffinate, è possibile oggi conoscere la ricchezza degli abissi del Tirreno), l’esposizione si connoterà come una vera e propria enciclopedia, per immagini, della vita e della cultura antica dedicata al mare. Indispensabile, per delineare questa summa di significati, l’analisi dei carichi delle imbarcazioni che sono affondate in epoca antica: in “Thalassa”, sarà possibile ammirare raffinati gioielli in oro, pregiate coppe di vetro, parti di statue bronzee ed oggetti della vita di bordo del relitto di Antykithera, così come sezioni di nave ed anfore vinarie del relitto rinvenuto nel 1990 a largo di Punta Licosa.

La dea Lakshmi in avorio proveniente da Pompei di età tiberiana (foto Mann)

Cratere a figure rosse della seconda metà del V sec. a.C. (foto Mann)

Il mare era, dunque, la via per eccellenza dei commerci, la sconfinata distesa d’acqua che veniva solcata da costa a costa o con traversate più lunghe: a questa dimensione sarà legata la presenza, nel percorso di visita, di utensili per la preparazione e conservazione del cibo, anfore per il trasporto di olio, vino e garum, così come di lingotti di piombo che, dalla penisola iberica, raggiungevano Roma, testimoniando la ricchezza dei più importanti mercati delle province romane; eccezionale l’esposizione di lingotti in oricalco, prezioso materiale citato da Platone nei racconti su Atlantide. Eppure il Mediterraneo era, per gli antichi, non soltanto trait d’union, reale e simbolico, tra popolazioni diverse (testimoniano una suggestiva prassi di contaminazione culturale l’applique d’oro del sito protostorico di Vivara, le coppette del II millennio a.C. provenienti dal relitto di Lipari, la dea Lakshmi in avorio proveniente da Pompei), ma base per il sostentamento delle comunità locali: nella sezione dedicata a “Il mare e le sue risorse”, saranno esposti strumenti provenienti da Pompei, Ercolano e dalle acque di Pantelleria, utilizzati per pesca di cetacei, tonno e corallo; su un’anfora saranno leggibili addirittura resti di pesce, forse garum. Naturalmente, il Mare Nostrum sarà anche raccontato attraverso i luoghi dell’otium, grazie alle sculture ritrovate sui fondali della Grotta Azzurra, ninfeo di età romana, così come ai raffinati affreschi provenienti da Pompei, Ercolano e Stabiae.

La mostra “Corto Maltese. Un viaggio straordinario” al Mann

Eppure la mostra “Thalassa” andrà oltre la matrice archeologica, per promuovere un messaggio dall’alto valore culturale e didattico, ben incardinato nella programmazione culturale dell’Archeologico, come sottolinea il direttore Paolo Giulierini: “Il mare è anche avventura, fascino dell’esotico, crocevia di culture: per questo ‘Verso thalassa’ abbiamo ospitato la mostra su Corto Maltese nel quadro del progetto Obvia e questo spiega il calendario di eventi che accompagnerà i giorni iniziali dell’ esposizione. Il mare è, infine, ambiente da tutelare: nel percorso si succedono le fasi antiche e quelle future del Mediterraneo mentre, praticamente a fianco, la mostra -Capire il cambiamento climatico-, realizzata con il National Geographic, ci parla di quanto le plastiche e le altre forme di inquinamento insidino le nostre acque”. Il progetto espositivo di “Thalassa” è nato nel più ampio framework di collaborazione con l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana: questa rete di ricerca è stata resa possibile dall’impegno del prof. Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, scomparso tragicamente nella sciagura aerea di marzo 2019. “Teichos. Servizi e tecnologie per l’archeologia”, ancora, ha promosso l’esposizione, che è stata realizzata anche in sinergia con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei. La mostra ha ottenuto il patrocinio morale di: ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania, Comune di Napoli ed Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale (Napoli-Salerno-Castellammare di Stabia).