Archivio tag | mostra fotografica “Campi Flegrei. La terra ardente” di Luigi Spina

Bacoli (Na). Al Castello aragonese di Baia (museo Archeologico dei Campi Flegrei) il fotografo Luigi Spina incontra il pubblico e illustra la sua mostra in corso “Campi Flegrei, la terra ardente”

Castello di Baia: mostra di Luigi Spina “Campi Flegrei, terra ardente”: l’anfiteatro flavio di Pozzuoli (foto luigi spina)

Castello di Baia: mostra di Luigi Spina “Campi Flegrei, terra ardente”: il teatro di capo Miseno (foto luigi spina)

C’è tempo fino al 31 gennaio 2026 per visitare la mostra “Campi Flegrei, la terra ardente”, aperta il 20 novembre 2025 al museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia a Bacoli (Na), in cui il fotografo Luigi Spina racconta e interpreta il paesaggio unico dei Campi Flegrei per questo progetto espositivo promosso dal parco archeologico dei Campi Flegrei. Ma domenica 14 dicembre 2025, alle 10.30, c’è la possibilità di incontrare proprio l’autore Luigi Spina al castello aragonese insieme ai soci di Flegrea Photo associazione. “Parlerò dell’indagine fotografica”, anticipa Spina. “I motivi ispiratori, lo scopo di una ricerca di questo tipo, i risvolti sociali e culturali a cui la fotografia può contribuire. Come è stato concepito il libro edito da 5 Continents Editions”. Nelle fotografie di Spina, una sequenza continua di armonie e dissonanze esalta la bellezza dei Campi Flegrei, indiscussa non perché esibita o ostentata, ma proprio per la nota contraddittoria che l’artista non cerca di nascondere, instaurando un processo analitico in cui la ricerca del “bello” lascia spazio a quella del “senso”.

Castello di Baia: mostra di Luigi Spina “Campi Flegrei, terra ardente”: il Tempio di Venere (foto luigi spina)

Castello di Baia: mostra di Luigi Spina “Campi Flegrei, terra ardente”: la Grotta della Dragonara (foto luigi spina)

Attraverso le 25 fotografie selezionate per la mostra, risultato di una ricerca iniziata nel 2020 nei Campi Flegrei, Luigi Spina approfondisce la geografia complessa e stratificata del luogo, nel tentativo di esplorare il precario equilibrio in cui elementi naturali, antiche rovine e occupazione urbana coesistono, tra mimetismo e contraddizione. Ciò che emerge è il racconto di un ambiente aspro e insieme incantevole, in cui le percezioni visive si trasfigurano in sensazioni, nella continua contrapposizione tra la caducità umana e la potenza incontrollabile della natura. Gli scatti ritraggono luoghi quali la Grotta della Dragonara, la Piscina Mirabilis, il Teatro di Miseno, l’Anfiteatro Flavio a Pozzuoli, il Tempio di Apollo sulle rive del Lago Averno e i Templi di Venere e Diana, tutti posti che Spina indaga mentre vaga per le colline sopra Baia, dirigendosi verso Cuma, la prima colonia greca del Mediterraneo occidentale. In questo paesaggio senza uguali per caratteristiche geologiche e vulcaniche, interessato dal fenomeno del bradisismo che lo rende instabile e mai uguale a sé stesso – sempre interessati da attività sismica -, l’archeologia convive con il contemporaneo e svela come, nel corso dei secoli, l’uomo abbia accolto la sfida di provare a domare una terra in continua trasformazione.

Castello di Baia: mostra di Luigi Spina “Campi Flegrei, terra ardente”: veduta del mare verso Procida e Ischia (foto luigi spina)

“L’antico nei Campi Flegrei è contemporaneo per destino”, afferma Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, “perché in questo luogo, sempre vissuto, le “rovine” sono gli accenti che scandiscono il ritmo della vita delle persone. Se il paesaggio dei Campi Flegrei fosse musica sarebbe sicuramente jazz. Una straordinaria sequenza di armoniche dissonanze, scandite da un ritmo sincopato e da un andamento marcatamente swing. La strada da percorrere è quella della ricerca del senso di una terra dalla quale è facile rimanere impressionati. Nella sua ricerca Luigi Spina fa questo senza limitare l’inquadratura per evitare l’inevitabile segno di quella nota (apparentemente) stonata. In questo modo una sequenza di foto può diventare una partitura, una traccia per interpretare una terra, una musica per immagini”.

Castello di Baia: mostra di Luigi Spina “Campi Flegrei, terra ardente”: veduta del golfo di Pozzuoli da via Raimondo Annecchino (foto luigi spina)

Castello di Baia: mostra di Luigi Spina “Campi Flegrei, terra ardente”: il lago d’Averno (foto luigi spina)

“I Campi Flegrei, vicino a Napoli, sono un paesaggio che attrae, stimola e sfida”, afferma Luigi Spina. “La mattina presto o il tardo pomeriggio, in cinque anni, ho percorso vie diverse per avvicinarmi e allontanarmi da questa terra. Le rovine archeologiche, lungo la via da Bacoli verso Pozzuoli, si inframezzano con edifici industriali abbandonati, con infrastrutture che, in alcuni casi, hanno avuto brevi esistenze. Lungo la strada domina il litorale marino contaminato da questo hardware tecnologico ormai spento. La nostra prospettiva, la nostra via di fuga, verso il cosiddetto progresso ha generato nuovi ruderi che si inframezzano con il passato. Una nuova mappa del territorio che bisogna imparare a conoscere per capirla e fotografarla”.

Bacoli (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia “Il Castello dei destini incrociati”: nuovo percorso museale negli spazi del Padiglione Cavaliere; apertura di “In_Pausa Culture Concept Store”, spazio caffè e hub culturale; mostra fotografica “Campi Flegrei, la terra ardente” di Luigi Spina

Giornata speciale quella di giovedì 20 novembre 2025 per il parco archeologico dei Campi Flegrei (Na): alle 11, al museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia c’è “Il Castello dei destini incrociati” che racchiude tre eventi. Nel cuore del Castello, nella sua parte più alta, nobile e antica, si incroceranno infatti i destini di tre progetti che arrivano finalmente a destinazione: l’inaugurazione del nuovo percorso museale negli spazi del Padiglione Cavaliere, a conclusione di importanti interventi di restauro e valorizzazione; l’apertura di “In_Pausa Culture Concept Store”, uno spazio caffè e un hub dedicato alla scoperta del territorio; e l’inaugurazione della mostra fotografica “Campi Flegrei, la terra ardente” di Luigi Spina.

Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei (foto fmcr)

“Il Castello di Baia e il museo Archeologico dei Campi Flegrei sono già la storia di un destino incrociato. La vicenda di un meraviglioso contenitore monumentale che è stato chiamato a svolgere una nuova funzione museale per restituire e raccontare, dal cuore del territorio flegreo, la complessità culturale di una terra centrale per la storia del Mediterraneo antico”, dichiara il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei Fabio Pagano. “Negli ultimi anni il Parco ha riversato straordinarie energie nel perseguimento di importanti obiettivi: cantieri, progetti di ricerca, innovazioni gestionali e nuovi paradigmi interpretativi. Alcuni di questi percorsi giungono a conclusione e si incontrano nel cuore del Parco, nel suo luogo più simbolico. Il Castello dei destini incrociati è il momento in cui le traiettorie intraprese vanno a congiungersi, la giusta finalizzazione di progetti convergenti, un punto di arrivo ma anche un punto di partenza verso nuovi importanti obiettivi che ambiscono a ritagliare al Castello di Baia, e all’intero Parco archeologico dei Campi Flegrei, un rinnovato ruolo all’interno dell’offerta culturale e turistica della Campania”.

La rampa di accesso al Padiglione Cavaliere nel museo Archeologico dei Campi Flegrei al Castello di Baia (foto pafleg)

Inaugurazione del nuovo percorso museale del Padiglione Cavaliere. Il percorso di visita all’interno del museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia si amplia, con l’apertura al pubblico di ambienti e terrazze del Padiglione Cavaliere, il maschio della fortezza, interessato negli ultimi anni da un complesso progetto di restauro e valorizzazione. Gli interventi hanno riguardato il restauro delle superfici, l’abbattimento delle barriere architettoniche mediante la realizzazione di percorsi e servizi dedicati, il consolidamento e restauro strutturale e la rifunzionalizzazione degli ambienti del padiglione comprensiva dell’adeguamento impiantistico.

Gli ambienti esterni del Padiglione Cavaliere nel museo Archeologico dei Campi Flegrei al Castello di Baia, dopo i restauri (foto pafleg)

I lavori, finanziati con fondi PON Cultura e Sviluppo, consolidano il percorso di restauro del Castello aragonese di Baia e di nuovo allestimento del museo Archeologico dei Campi Flegrei, restituiscono alla pubblica fruizione spazi espositivi e monumentali chiusi da anni. Il progetto, frutto del lavoro di progettazione del parco archeologico dei Campi Flegrei con il raggruppamento di professionisti guidato dallo studio CORVINO+MULTARI, è stato articolato in diverse azioni che hanno previsto il restauro dei paramenti murari del Padiglione Cavaliere e la messa in sicurezza dei percorsi, la ricostruzione del V Ponte Levatoio e del volume che si affaccia sul piazzale Nervesa, la ricostruzione del IV Ponte Levatoio e la sistemazione dell’atrio di ingresso al Padiglione, il restauro dei piazzali di copertura, dei camminamenti e dei merli con la demolizione della cisterna, il restauro e adeguamento funzionale delle rampe interne ed esterne della Torre Tenaglia, il restauro degli ambienti romani nella c.d. Torre Mediana, il restauro degli ambienti medioevali nella c.d. Torre Mediana, il restauro della Rampa Pasubio che dal V Ponte Levatoio sale al Padiglione Cavaliere.

La Sala 51 nel Padiglione Cavaliere del museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia con la sezione dedicata a Baia (foto pafleg)

l nuovo itinerario offrirà al pubblico la possibilità di visitare i resti del livello superiore della villa di epoca romana inglobata all’interno del Castello e inaugura la riapertura delle prime sale della sezione museale dedicata a Baia (sale 51-54). Risparmiati dalla costruzione del Castello, a circa 85 metri sul livello del mare, sul punto più alto che la natura offriva direttamente a picco sul golfo di Baia, si conservano i resti di una villa tardo-repubblicana, ristrutturata e ampliata in età giulio-claudia. Il complesso costituisce un esempio delle gloriose residenze baiane ed è forse legata alla figura di Caio Giulio Cesare. Messi in luce in occasione dei primi lavori di restauro della fortezza eseguiti tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila, gli ambienti superiori della villa, che presentano una decorazione pavimentale eccezionalmente conservata, diventano uno spazio espositivo privilegiato per raccontare l’antica Baia. Nell’allestimento rinnovato, è esposta una selezione significativa di reperti provenienti dal mare: storie recuperate, nelle forme di antiche statue o decorazioni architettoniche trasfigurate dal prolungato “letargo” marino, tornano a toccare terra.

Lo spazio ristoro di “In_Pausa Culture Concept Store” nel Castello aragonese di baia (foto pafleg)

Apertura di “In_Pausa Culture Concept Store”. Incastonato tra i bastioni e le rampe del Castello, In-Pausa è un luogo accogliente e luminoso, pensato come spazio di sosta, incontro e scoperta. L’iniziativa si inserisce tra le azioni di valorizzazione previste dal progetto “Insieme. L’archeologia Flegrea unisce” nell’ambito di un Partenariato Speciale Pubblico-Privato (PSPP) in collaborazione con CoopCulture. In_Pausa è un hub dedicato alla scoperta del territorio: uno spazio dove degustare e acquistare prodotti enogastronomici locali, pubblicazioni tematiche e merchandising di qualità, ma anche un punto informativo dove conoscere la storia del Castello, delle sue prigioni e degli altri luoghi di interesse del territorio. In questo spazio sarà, inoltre, possibile acquistare i servizi di accompagnamento all’ingresso di Piscina Mirabilis e Cento Camerelle, insieme alle visite guidate alle prigioni del Castello, creando un legame diretto tra accoglienza, conoscenza e scoperta. In_Pausa mette a valore le risorse culturali, artistiche ed enogastronomiche dell’area flegrea — e non solo — favorendo nuove sinergie nel territorio. L’obiettivo di In_Pausa è offrire al visitatore del Castello un’esperienza esclusiva, capace al tempo stesso di diventare motore di coesione sociale e di rivitalizzazione del territorio. In-pausa ospiterà – inoltre – incontri culturali, mostre ed eventi, sarà un laboratorio aperto e permanente che promuove la partecipazione attiva e l’innovazione sociale.

Inaugurazione della mostra fotografica “Campi Flegrei, la terra ardente. Di Luigi Spina”. Allestita nella Polveriera e in alcuni ambienti del Padiglione Cavaliere recuperati durante il recente restauro per essere destinati a spazi espositivi temporanei, la mostra fotografica di Luigi Spina attraverso 25 scatti    racconta e interpreta il paesaggio unico dei Campi Flegrei. Luigi Spina approfondisce la geografia complessa e stratificata del luogo, nel tentativo di esplorare il precario equilibrio in cui elementi naturali, antiche rovine e occupazione urbana coesistono, tra mimetismo e contraddizione. Ciò che emerge è il racconto di un ambiente aspro e insieme incantevole, in cui le percezioni visive si trasfigurano in sensazioni, nella continua contrapposizione tra la caducità umana e la potenza incontrollabile della natura. Ad accompagnare la mostra, aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2026, il volume edito da 5 Continents Edition completo di tutti gli scatti realizzati da Spina nella sua ricerca dedicata ai Campi Flegrei.