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Napoli. Al museo Archeologico nazionale per gli “Incontri di Archeologia” la conferenza “Donne e violenze di guerra nell’età antica” di Mariarosaria Barbera e Paola Miniero a due giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle Donne

Per gli “Incontri di Archeologia” al museo Archeologico nazionale di Napoli giunti alla XXXI edizione, l’appuntamento di giovedì 27 novembre 2025, alle 17, all’auditorium del Mann, che cade a due giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle Donne, propone la conferenza “Donne e violenze di guerra nell’età antica” di Mariarosaria Barbera e Paola Miniero. Le relatrici guideranno i partecipanti attraverso le evidenze archeologiche e storiche, per esplorare insieme come la violenza di genere si manifestasse nei contesti bellici dell’antichità, costruendo ponti e spunti di riflessione per il nostro presente. La violenza ha radici profonde e lo studio della Storia ci fornisce gli strumenti per conoscerle, analizzarle e superarle. La cultura è cura, la conoscenza è prevenzione. Gli oggetti che il Museo custodisce, traccia materiale delle culture del passato, ci ricordano come la condizione femminile sia stata da sempre oggetto di lotta e narrazione. Per non dimenticare e per far sì che la storia non si ripeta, ecco l’importante appuntamento del ciclo “Incontri di Archeologia”.

Napoli. Al via al museo Archeologico nazionale “Incontri di Archeologia”, in presenza e in streaming, su progetti di ricerca, nuovi allestimenti, koinè culturale del territorio: apre il direttore Sirano che racconta “I preziosi arredi lignei dalla Villa dei Papiri”. Ecco il programma della XXXI edizione

I progetti di ricerca, i nuovi allestimenti, la koinè culturale del territorio: sono questi i temi su cui si sviluppa la trentunesima edizione degli “Incontri di Archeologia”, al via al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 30 ottobre 2025 (in auditorium alle 17 e in diretta streaming e in differita sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del MANN) con ben 22 appuntamenti in programma fino al 28 maggio 2026. Gli Incontri di Archeologia sono progettati e organizzati da Giovanni Vastano (responsabile Servizi Educativi del Mann) con Annamaria Di Noia, Elisa Napolitano e Angela Rita Vocciante. Ingresso libero e gratuito sino a esaurimento posti. “Gli Incontri di Archeologia rappresentano un caposaldo del palinsesto culturale del nostro Museo, una preziosa agorà per appassionati di arte antica e non solo: con un format ben riconoscibile dal pubblico, tra divulgazione e dibattito, ogni conferenza si configura come narrazione originale offerta alla condivisione del pubblico. I sentieri scientifici multidisciplinari, aperti dagli Incontri, mostrano quanto l’archeologia sia una disciplina non solo al passo con il presente, ma soprattutto protesa verso il futuro”, commenta il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano.

Gamba di tripode in legno modanato con impiallacciatura in avorio dalla Villa dei Papiri: parte superiore della gamba decorata con scena di Amorino abbigliato come Attis che raccoglie pigne presso un pino (foto luigi spina / archivio mann)

Pavimento in opus sectile dalla Villa dei Papiri (foto mann)

Come da tradizione, è la conferenza del direttore a inaugurare gli Incontri di Archeologia: per avviare l’edizione 2025/2026, Francesco Sirano ha scelto di raccontare “I preziosi arredi lignei dalla Villa dei Papiri”, ricostruendone le caratteristiche e il contesto. In previsione del nuovo allestimento della Sezione, altri due incontri saranno dedicati alla Villa dei Papiri: in prospettiva museografica, ne parleranno Marialucia Giacco e Marco Magni (giovedì 18 dicembre 2025), mentre Floriana Miele, Stella Pisapia e Grete Stefani si soffermeranno sui pavimenti, capaci di svelare le tante storie legate alla Villa (16 aprile 2026).

Allestimento della sezione “Domus. Gli arredi di Pompei” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino / mann)

Il Mann che arricchisce la propria offerta culturale, tra nuovi progetti espositivi, permanenti e temporanei: sarà questo il fil rouge delle conferenze di Andrea Milanese e Ruggero Ferrajoli, che illustreranno il progetto scientifico del nuovo allestimento degli arredi di Pompei (6 novembre 2025); ancora Raffaella Bosso e Bianca De Divitiis (11 dicembre 2025) seguiranno la lunga scia culturale tracciata dalla Sirena Parthenope, protagonista della mostra in programma al Mann;

Mani conservate nei depositi seminterrati del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Amanda Piezzo ed Emanuela Santaniello evocheranno suggestive “memorie dal sottosuolo” emerse nel corso dei lavori negli ambienti seminterrati (26 gennaio 2026); anche in relazione alla prossima apertura della sezione numismatica, Massimiliano Clemenza, Stefano Nisi ed Emanuela Spagnoli presenteranno uno studio archeometrico sugli argenti dei denari di Ercolano e sul piombo dei sigilli medievali (26 febbraio 2026); infine, Amanda Piezzo, Mariateresa Operetto e Manuela Valentini ripercorreranno con il pubblico le fasi del complesso restauro e del nuovo allestimento del Mosaico di Alessandro (28 maggio 2026). Non solo grandi esposizioni archeologiche, ma anche percorsi che presentano al pubblico itinerari scientifici meno noti: Andrea Milanese, Ruggiero Ferrajoli e Domenico Pino parleranno delle collezioni grafiche e fotografiche del Mann, i cui documenti hanno permesso di ricostruire la fortuna delle città vesuviane sin dalle prima campagne di scavo nel cuore del XVIII secolo (19 febbraio 2026).

Antefissa a testa femminile di tipo dedalico dal Santuario della dea Marica a Minturno (foto mann)

Come ogni anno, un incontro è incentrato sul patrimonio della Biblioteca del Mann: ne parlerà Vittoria Minniti, con un focus sulla storia della famiglia Carafa di Maddaloni (12 marzo 2026). Tante le conferenze riservate ai progetti di ricerca che partono dal ricco patrimonio archeologico della Campania: Giovanni Di Brino e Carlo Rescigno parleranno del museo Archeologico “George Vallet” di Piano di Sorrento (5 febbraio 2026); Carlo Rescigno illustrerà i nuovi studi che legano Cuma e Crotone (9 aprile 2026); nella lettura di Rita Cioffi, il santuario alla foce del Garigliano si configurerà come occasione per riscoprire il trait d’union tra Minturno e il Mann, all’ombra della dea Marica (5 marzo 2026); il santuario della dea Iside a Benevento sarà raccontato da Rosanna Pirelli, partendo dalle ricerche di Champollion sino agli studi più recenti (26 marzo 2026); ancora, la storia della più antica colonia romana della Campania, Calvi Risorta, sarà ripercorsa da Luana Toniolo per descrivere il progetto del nuovo museo di Cales (7 maggio 2026); una nuova carta archeologica per scoprire l’isola di Capri sarà illustrata da Luca Di Franco, Cecilia Giorgi e Maria Rosaria Perrella; infine,  Paolo Baronio, Carmela Capaldi, Luca Cerchiai, Giulia Morpurgo, Carlo Rescigno e Antonella Tomeo parleranno dei nuovi percorsi espositivi per valorizzare il museo di Santa Maria Capua Vetere (21 maggio 2026).

Collezione Santangelo: didrammo della zecca di Parthenope con il tipo della Sirena sul retro (foto mann)

Non mancheranno, infine, gli appuntamenti dedicati a uno specifico tema di ricerca: la classica incursione teatrale di Giovanni Greco, con una performance sul celebre incontro fra il mito di Medea e la scrittura di Pier Paolo Pasolini (20 novembre 2025); per ricordare la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il focus di Mariarosaria Barbera e Paola Miniero su quanto il fenomeno fosse radicato nell’antichità; l’influsso della cultura napoletana in Jean-François Champollion grazie alla ricostruzione di Rita di Maria (4 dicembre 2025); la nuova declinazione di archeologia musicale nella lettura di Alessandra D’Eugenio (15 gennaio 2026); il mito nelle monete dell’antica Neapolis con Renata Cantilena (22 gennaio 2026).

Roma. A Palazzo Patrizi Clementi, sede Sabap, presentazione del libro “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” di Mariarosaria Barbera (Edizioni Espera): un lavoro impegnativo e doloroso, ma affascinante per l’attualità delle vicende che racconta

Dopo la presentazione nel 2023 del suo libro “Donne al potere in Oriente e Occidente fra Tardoantico e Medioevo”, Mariarosaria Barbera torna a Palazzo Patrizi Clementi con la sua ultima fatica “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica”. Appuntamento mercoledì 8 ottobre 2015, alle 16.30, nella Sala delle Colonne doriche di Palazzo Patrizi Clementi in via cavalletti 2 a Roma, sede della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, per la presentazione del libro fatica “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” di Mariarosaria Barbera (Edizioni Espera), un lavoro impegnativo e doloroso, ma affascinante per l’attualità delle vicende che racconta. Introduce la soprintendente Margherita Eichberg. Dialogano con l’autrice Rossella Rea, già direttrice dell’Anfiteatro Flavio, e Roberto Petriaggi, direttore della Rivista Archaeologia Maritima Mediterranea. Ingresso libero, consentito fino ad esaurimento posti.

Copertina del libro “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” di Mariarosaria Barbera

“Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” si ricollega alla contemporaneità delle violenze di genere, laddove le donne sono viste come oggetti, ‘prede’, bottini di guerra e ricompense per la vittoria e la conquista. Violenze che si ricollegano ai temi della giustizia, del possesso e del potere. Sete di prevaricazione, di dominio, di un’egemonia perversa degli uomini in una società prevalentemente maschilista e patriarcale. La donna è sempre stata assoggettata all’uomo, dedita alla cura dei figli e della casa, mentre l’uomo belligerante prendeva tutti i tributi e la gloria per la sua mascolinità, che si tramutava in prepotenza. Fino ad annientare e annullare la figura femminile (“rapite, uccise, sacrificate o ridotte in schiavitù”). Tuttavia esiste una duplicità che stravolge l’ordine controvertendo quasi le gerarchie. Le donne, spesso umiliate e abusate fisicamente, giungono al punto di riprendersi la scena, fino ad arrivare ad essere fondamentali, a ricoprire un ruolo centrale risolutivo, come parte attiva in guerra, pur restando nella retroguardia e non agendo in prima linea. Diventano guida e sostegno per gli uomini (si pensi ad Andromaca che dà consigli al marito Ettore nell’Iliade di Omero); fino ad essere ‘riconosciute’ e onorate. Uno spiraglio che si apre sullo scenario bellico nel Mediterraneo. Dunque, come era stato per “Donne al potere in Oriente e Occidente fra Tardoantico e Medioevo”, l’obiettivo che si pone Barbera sembra essere, attraverso lo studio, la ricerca e un excursus in parallelo storico, da profonda e competente conoscitrice qual è dell’universo femminile, quello di far cadere i tabù che vogliono considerare ancestrali epoche più remote, mostrandone viceversa tutta la modernità e la portata simbolica nell’esempio e nel messaggio che lasciano. Spaziando fra lo scenario greco e quello romano e passando per i più celebri autori dell’età antica (come Erodoto, Plutarco, Tucidide o Aristofane). Abbiamo un mondo femminile complesso: figure mitologiche come le Amazzoni o le Furie o Erinni. Si va dalle mediatrici e operatrici di pace, ad altre che invece hanno indotto alla guerra (non mancano schede di approfondimento all’interno del volume). Contribuiscono a volte all’andamento della guerra. Teti, madre di Achille, fornisce armi al figlio per la guerra di Troia. Guerra roba da uomini e donne ridotte in schiavitù in uno stato d’inferiorità, nell’anonimato. Quasi prive di diritto perché era consuetudine che appartenessero agli uomini e al vincitore. Tanto che Nicole Loreaux e Pascal Payen arrivano a parlare di narrazioni femminili “fuggitive e opache”, oscurate, sempre in fuga e nell’ombra, la cui presenza però si percepisce. Fino ad ispirare una certa iconografia peculiare, specifica e tipica. Prigioniere di guerra, poche si ribellarono e poche furono ‘risparmiate’ dall’abuso, tanto fisico che psicologico. Tutto per una semplice scelta politica, di strategia per la supremazia. Una lotta per il potere, a cui fa eco la richiesta di giustizia e di pace.

L’archeologa Mariarosaria Barbera

Archeologa, Mariarosaria Barbera ha diretto anche la soprintendenza speciale di Roma e il parco archeologico di Ostia Antica (che ha ottenuto anche il Marchio del Patrimonio Europeo). Autrice di oltre un centinaio di pubblicazioni scientifiche, tra cui anche tre monografie: “Donne romane in esilio a Ventotene. L’opposizione femminile tra Augusto e Domiziano” (2021), nel 2022 “Donne al potere in Oriente e Occidente fra Tardoantico e Medioevo” e la terza, del 2023, “Impronte di donne. Realtà femminili nell’antichità classica”. Ed è proprio l’impronta che queste donne lasciano il fulcro di questi testi e che sarà oggetto di dibattito nella presentazione del libro. Con una dedica speciale “A tutte le donne che hanno sofferto e soffrono per le violenze di guerre”. Da qui si partirà, quale fulcro nodale. Per non dimenticare.

Torino. Per Salone OFF 2025, al museo Egizio incontro con Mariarosaria Barbera, autrice del libro “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” (Edizioni Espera), in dialogo con il direttore Christian Greco

Nell’ambito del Salone internazionale del Libro OFF 2025, appuntamento al museo Egizio di Torino: martedì 13 maggio 2025, alle 18.30, in sala conferenze, incontro con Mariarosaria Barbera, autrice del libro “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” (Edizioni Espera), in dialogo con il direttore Christian Greco. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/donne-e-violenze-di-guerra…. Nei giorni successivi all’evento, la conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. Dalla più remota antichità, le violenze di guerra hanno accompagnato e segnato la vita delle donne, madri, mogli, figlie dei guerrieri impegnati ad attaccare i nemici e a difendere la patria e la famiglia. Nell’età antica il bacino del Mediterraneo, così come le regioni centro e nord-europee assoggettate all’impero romano, sono state teatro di guerre sanguinose e battaglie memorabili che, oltre a definire storia e destini dei Paesi e popoli di lingua greca e latina, hanno visto la partecipazione in massa della componente femminile della società. Le donne si presentano soprattutto come vittime delle sconfitte militari, private della libertà e finanche dei figli, in un mondo privo di convenzioni sullo stato dei prigionieri, ma scavando nelle fonti antiche, s’individuano anche figure di mediatrici e operatrici di pace, né mancano le ispiratrici di guerre, non sempre consapevoli. Infine, si dedica una sezione alle donne che alle guerre hanno partecipato attivamente, sia combattendo con ogni mezzo a difesa della loro città assediata dai nemici, sia prendendo le armi per contrastare potenti nemici che ne minacciavano confini e trono.

Pompei. Doppio appuntamento con l’Associazione internazionale Amici di Pompei: presentazione del libro “Donne e violenze di guerra” di Mariarosaria Barbera e conferenza di Antonio De Simone sulla cosiddetta villa di Augusto di Somma Vesuviana 

pompei_biblioteca_amici_donne-e-violenze_berg-miniero_locandinaL’inizio della primavera viene celebrato dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS con un doppio appuntamento. Si inizia giovedì 20 marzo 2025, alle 17, nella biblioteca del parco archeologico di Pompei “Giuseppe Fiorelli” (via Plinio, 4): le archeologhe Ria Berg e Paola Miniero presentano il libro “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” di Mariarosaria Barbera (Ed. ESPERA 2024).  All’incontro sarà presente l’autrice, archeologa, già soprintendente in vari siti italiani e direttore del parco archeologico di Ostia, che ha al suo attivo altre tre monografie sulla dimensione femminile nel mondo antico.

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L’archeologa Mariarosaria Barbera

Il libro. Dalla più remota antichità, le violenze di guerra hanno accompagnato e segnato la vita delle donne, madri, mogli, figlie dei guerrieri impegnati ad attaccare i nemici e a difendere la patria e la famiglia. Nell’età antica il bacino del Mediterraneo, così come le regioni centro e nord-europee assoggettate all’impero romano, sono state teatro di guerre sanguinose e battaglie memorabili che, oltre a definire storia e destini dei Paesi e popoli di lingua greca e latina, hanno visto la partecipazione in massa della componente femminile della società. Le donne si presentano soprattutto come vittime delle sconfitte militari, private della libertà e finanche dei figli, in un mondo privo di convenzioni sullo stato dei prigionieri, dove secondo “una legge universale ed eterna, in una città presa dai nemici in stato di guerra, tutte le cose, persone e beni, appartengono ai vincitori”; e dove si distinguono forme di violenza e pulizia etnica solitamente riservate alle prigioniere. Ma scavando nelle fonti antiche, s’individuano anche figure di mediatrici e operatrici di pace, né mancano le ispiratrici di guerre, non sempre consapevoli. L’ampio panorama delineato accoglie e restituisce significativi episodi del mito e della grande letteratura greca e romana, a partire dai poemi omerici e dai tragici dell’età classica utili a integrare le spesso avare notizie di storici e cronachisti. Infine, si dedica una sezione alle donne che alle guerre hanno partecipato attivamente, sia combattendo con ogni mezzo a difesa della loro città assediata dai nemici, sia prendendo le armi per contrastare potenti nemici che ne minacciavano confini e trono, come nel caso di non pochissime regine “guerriere”, capaci di levare – talvolta guidare – eserciti in lotta contro imperi potenti, dai Persiani ai Romani. Anche qui, il mito soccorre con il ricordo delle Amazzoni, le guerriere a cavallo che Erodoto introduce nella Storia, rielaborando e reinterpretando il modello di società dell’Asia centrale non troppo distanti dall’area di lingua greca affacciata sul Mediterraneo.

pompei_auditorium_amici_villa-di-augusto_de-simone_locandinaSi prosegue venerdì 21 marzo 2025, alle 17, all’Auditorium degli Scavi di Pompei l’archeologo Antonio De Simone, docente dell’università Suor Orsola Benincasa, terrà la conferenza “La cosiddetta villa di Augusto a Somma Vesuviana”. Il professore renderà noti gli ultimi risultati degli scavi di Somma Vesuviana, da lui effettuati, che hanno portato alla luce una grande villa romana, nota come “Villa di Augusto”. Emersa in località Starza della Regina, è stata scavata a partire dal 2002 grazie all’impegno dell’università di Tokyo in collaborazione con l’università Suor Orsola Benincasa. La Villa nasce tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C. e viene seppellita dall’eruzione del Vesuvio del 472, nota con il nome di eruzione di Pollena. Le ricerche svolte negli ultimi anni mostrano che la Villa sorge sui resti di una precedente struttura sepolta dall’eruzione del 79.

Roma. Allo Spazio Gangemi presentazione del libro “Lettere d’amore dalla via Appia” curato da Rita Paris

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Copertina del libro “Lettere d’amore dalla via Appia” a cura di Rita Paris (Gangemi editore)

Giovedì 23 gennaio 2025, alle 16.30, nella sala mostre & convegni di Spazio Gangemi, in via Giulia 142 a Roma, presentazione del libro “Lettere d’amore dalla via Appia” curato da Rita Paris ed edito da Gangemi Editori che ripercorre la storia del misterioso carteggio d’amore custodito a lungo dall’Appia Antica e oggi esposto nel Casale di Santa Maria Nova. Le lettere, ritrovate fortuitamente nel 1999 all’interno di tubuli di piombo ai piedi del cosiddetto Sepolcro Dorico, ci hanno consegnato un racconto emozionante: la storia d’amore tra Ugo e Letizia, un rapporto appassionato e clandestino affidato alla memoria dell’Appia alla fine degli anni ’20 (vedi Libri sotto l’albero. È uscito il libro “Lettere d’amore dalla Via Appia” di Rita Paris (Gangemi editore), che ha integralmente trascritto il contenuto dell’intero carteggio | archeologiavocidalpassato). Nel corso dell’evento verrà trattata la storia del curioso rinvenimento e dello studio storico che ne è seguito. Interverranno: Mariarosaria Barbera, già dirigente Mibact e della soprintendenza Archeologica di Roma; Simone Quilici, direttore del parco archeologico dell’Appia Antica; e Rita Paris, curatrice del volume.

Napoli. A Palazzo Reale, negli spazi della soprintendenza, presentazione del libro “Impronte di donna. Realtà femminili nell’antichità classica” di Mariarosaria Barbera (edizioni Espera): una panoramica sulle donne “speciali”, quelle che sono riuscite a lasciare traccia di sé

napoli_palazzo-reale_libro-impronte-di-donna_di-mariarosaria-barbera_locandinaMercoledì 19 giugno 2024, alle 16, in sala “Giovanni Carbonara” a Palazzo Reale a Napoli, , all’interno dei nuovi spazi della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, presentazione del libro “Impronte di donna. Realtà femminili nell’antichità classica” di Mariarosaria Barbera (edizioni Espera). Con l’autrice intervengono Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli; Teresa Elena Cinquantaquattro, segretario regionale MiC per la Campania; Paola Miniero, già funzionario archeologo MIC.

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Copertina del libro “Impronte di donna. Realtà femminili nell’antichità classica” di Mariarosaria Barbera

Impronte di donna. Realtà femminili nell’antichità classica. Il libro intende fornire una panoramica sulle donne “speciali”, quelle che, pur nella condizione di minorità cui la società antica e le sue leggi le costringevano, sono riuscite a lasciare traccia di sé, della loro vita e spesso delle loro capacità. Dopo un necessario accenno ai periodi più remoti, quando la protostoria diventa storia e viene narrata affiancando alla cultura materiale il supporto delle fonti scritte, si segue essenzialmente lo sviluppo della società greca e di quella romana, nel rapporto con il genere femminile e soprattutto con un certo numero di donne rappresentative della condizione, dei suoi disagi e delle sue conquiste. I primi tre capitoli offrono un inquadramento generale rispetto alle donne riassuntivamente definibili “etrusche e italiche”, poi a quelle greche e romane, rilevando similitudini e differenze delle condizioni sociali e giuridiche. Il concetto di “donna greca”, infatti, presenta sensibili variazioni nel tempo e nello spazio, in dipendenza dalle diverse geografie e diversi sistemi statuali, fino a giungere una certa omologazione legata a nascita e diffusione della cultura ellenistica. Risulta più ampio lo spettro delle donne romane, presentate (ove occorra insieme con le consorelle della Grecia e dell’Oriente ellenistico) anche nel rapporto con la vita pubblica: il sacerdozio delle Vestali, il lavoro spicciolo ma anche imprenditoriale, la medicina, le humanae litterae, lo spettacolo, lo sport e la politica, nella quale molte donne si distinsero dalla monarchia all’avanzato periodo imperiale, lasciando il segno. Il volume si conclude con un focus sull’età tardoantica, quando l’irrompere del cristianesimo modifica gli equilibri politici e sociali, anche invertendo il percorso di autonomia femminile da tempo intrapreso e definendo la nuova condizione della donna cristiana, in un rapporto complesso e mutevole con i valori e le esigenze di autoconservazione della classe dirigente, legata ai vecchi culti.

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L’archeologa Mariarosaria Barbera

Mariarosaria Barbera, archeologa di grande esperienza con una carriera ricca di successi nella gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico in diverse regioni italiane, ha dedicato la sua carriera allo studio e alla valorizzazione del patrimonio archeologico, con importanti incarichi in Campania, Sardegna, Toscana e Roma. Ha riaperto musei e complessi monumentali, coordinato progetti significativi come il Museo delle Navi a Fiumicino e il rinnovato Museo Ostiense, e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti come il Marchio del Patrimonio Europeo dalla Commissione Europea.

Il 2024 porterà al parco archeologico di Ostia antica l’apertura del museo Ostiense con il nuovo allestimento nel Casone del Sale, dove è stato istituito nel 1945, previsto dal progetto del 2021: interventi strutturali sulla palazzina, e restauro di tutte le opere già esposte e di quelle che qui troveranno posto

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Museo Ostiense: render della sala VII – La gente (foto studio Balletti&Sabbatini)

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Rilievo fotografico delle opere da esporre nel nuovo allestimento del museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

L’obiettivo era di riaprirlo per l’estate 2023. Il nuovo museo Ostiense sarà con ogni probabilità un regalo del 2024. Prime delle festività 2023 proprio in vista dell’allestimento del nuovo museo Ostiense il Servizio Restauro, con le restauratrici del Parco Antonella Docci e Daniela Tarica, ha presentato le attività di documentazione fotografica dei recenti lavori di restauro specialistico realizzato su un consistente ed eterogeneo corpus di opere. La campagna fotografica è stata eseguita dal fotografo del Parco, Giulio Sanguinetti. Sono più di cento, infatti, le opere sulle quali si è intervenuti: gruppi scultorei, statue, sarcofagi, rilievi e numerosi ritratti, tra i quali, quello di un giovane rinvenuto nella domus di Amore e Psiche e la testa di Antonino Pio che ha la particolare forma concava alla base, tipica dei ritratti realizzati per essere incassati nel corrispondente alloggiamento della statua per la quale erano destinate. A breve avranno inizio le delicate operazioni di imballaggio, con tecnici specializzati, per consentire la movimentazione in sicurezza e l’allestimento di tutte le opere che faranno parte del nuovo museo ostiense.

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Interventi strutturali sul Casone del Sale, sede del museo Ostiense (foto parco ostia antica

Il museo Ostiense fu creato nel 1865 dall’archeologo Pietro Ercole Visconti per esporre i reperti che si andavano scoprendo negli scavi. A tal fine venne ristrutturato il “Casone del Sale”, un grande magazzino realizzato intorno al 1571; un’iscrizione in onore di Pio IX, posta sull’attuale facciata del Museo, celebra la conclusione dei lavori (1868). Con l’Unità d’Italia si preferì spostare i reperti nel Castello di Giulio II, dove furono allestite cinque sale sul piano degli spalti (1878). l museo Ostiense riaprì i battenti nell’edificio del Casone del Sale nel 1945. Pochi mesi dopo, nel 1946, moriva Guido Calza, che ne aveva curato l’allestimento insieme all’architetto Italo Gismondi, accogliendo le numerose straordinarie opere rinvenute negli anni ’38-‘42. Un altro intervento di ampliamento del museo si ebbe nel 1962. All’allestimento lavorò nuovamente Italo Gismondi, insieme a Raissa Gourevich Calza e a Maria Floriani Squarciapino. Il museo così rinnovato ospitava non solo le opere di scultura provenienti dagli scavi, ma anche alcune pitture e gli oggetti “minori” per dimensioni, non certo per importanza: in particolare bronzetti e avori, gioielli e vetri.

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Museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica: spostamento delle opere (foto parco ostia antica)

Nel 2021 è stato presentato il progetto del nuovo museo Archeologico di Ostia Antica a cura di Mariarosaria Barbera e Paola Olivanti (vedi https://bollettinodiarcheologiaonline.beniculturali.it/…). I lavori viaggiano su due binari: da una parte un importante intervento strutturale sulla palazzina che ospita il museo Ostiense; dall’altra il restauro di tutte le opere già esposte, nonché di quelle che troveranno posto nel nuovo percorso espositivo del Museo. Le opere sono in restauro, tra gli altri, nei locali dell’Antiquarium ostiense, che fino a prima della pandemia era impiegato per le conferenze. L’ampia vetrata consente di vedere le operazioni in corso sulle opere. La primissima operazione è stata quella di “svuotare” il Museo dalle sue opere. Le operazioni sono state molto delicate e in molti casi anche complicate, per via delle dimensioni e della fragilità delle sculture in marmo. Tutto il “trasloco” è stato seguito dal Servizio di Restauro del Parco.

La Fondazione museo civico di Rovereto pubblica il programma dell’edizione 2022 del film festival RAM – Rovereto – Archeologia – Memorie, dedicato al patrimonio culturale materiale e immateriale, con il focus “Sguardi al femminile”: 62 film in concorso per 4 premi tecnici più quello del pubblico, e due film fuori concorso. E poi incontri al bistrot e al circolo ed eventi speciali a teatro

rovereto_rassegna-RAM_locandina-2022Con la pubblicazione del programma la Fondazione museo civico di Rovereto inizia a scoprire le carte dell’edizione 2022 del film festival RAM – Rovereto – Archeologia – Memorie, dedicato al patrimonio culturale materiale e immateriale, a Rovereto dal 28 settembre al 2 ottobre 2022, con il focus “Sguardi al femminile”: un riflettore puntato sul ruolo delle donne nella storia, su parità di genere e opportunità attraverso testimonianze di registe, archeologhe, scrittrici, anche da zone di crisi e da quei paesi in cui cultura e formazione non sono scontate, soprattutto per le donne. La formula del Festival prevede proiezioni, incontri, corsi di formazione, visite alla scoperta del territorio. Il Teatro Zandonai, gioiello settecentesco della città, ospita le proiezioni dei film, gli eventi speciali e gli archeobook brunch. Ma la settimana del festival è anche occasione per scoprire il centro storico e il territorio attraverso gli appuntamenti del festival diffuso.

rovereto_rassegna-RAM_immagine-web-locandinaI film. Il programma dei film si articola in cinque giornate di proiezioni. In calendario 62 film (9 dei quali per il focus Sguardi al femminile) suddivisi nelle quattro sezioni che concorrono ad altrettanti premi assegnati da giurie composte da professionisti che operano nel campo del cinema, della cultura e della tutela del patrimonio. : 16 in concorso per il premio CINEMA ARCHEOLOGICO e la menzione speciale Archeoblogger, con tre prime nazionali; 17 in concorso per il premio CULTURA ANIMATA con 4 prime nazionali, 1 europea e 1 assoluta; 16 in concorso per il premio SGUARDI DAL MONDO e la menzione speciale CinemA.Mo.Re con 2 prime nazionali e 2 assolute; 13 in concorso per il premio L’ITALIA SI RACCONTA con 1 prima nazionale e 2 assolute. Tutti i film concorrono al premio “RAM film festival”, decretato dal pubblico in sala tramite votazione. Le mattinate di mercoledì, giovedì e venerdì sono dedicate alle scuole che hanno partecipato al progetto CINEMaSCUOLA. Due momenti sono dedicati in particolare al cinema d’animazione, venerdì pomeriggio e sabato mattina.

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Frame del film “Power of Rome” di Giovanni Troilo con Edoardo Leo

Gli eventi. Due serate speciali la sera: venerdì 30 settembre 2022, alle 20.30, al teatro Zandonai, proiezione del film fuori concorso “Power of Rome” di Giovanni Troilo (Italia, 2022, 83′). Saranno presenti il regista Giovanni Troilo e gli autori Luca Lancise e Donato Dallavalle. Il film è stato ideato per il compleanno di Roma del 2022 e interpretato da Edoardo Leo in cui si intreccia fiction e documentario. Sabato 1° ottobre 2022, alle 20.30, al teatro Zandonai, “Donne valorose”: Serena Dandini accompagna il pubblico alla scoperta delle molte donne esempi di forza, di valore, di straordinario contributo all’umanità, partendo dal suo libro “Il catalogo delle donne valorose”.

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Copertina del libro “Archeosocial 2.0” di Antonia Falcone

Durante la settimana, incontri informali con ospiti d’eccezione, per una chiacchierata davanti a un aperitivo o per un brunch. Per “Incontri al bistrot” di Alfio Ghezzi al Mart, mercoledì 28 settembre 2022, alle 17.30, “Patrimonio in ostaggio” con Lorenzo Pella, comandante del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine, e con Giuseppe Guastella, giornalista di cronaca giudiziaria del Corriere della Sera. Modera Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Venerdì 30 settembre 2022, alle 17.30, “Donne che minacciano il potere” con Mariarosaria Barbera, archeologa e autrice di libri sulle donne nell’antichità. Modera Marco Perinelli, archeologo e giornalista. Per “Incontri al circolo”, giovedì 29 settembre 2022, alle 17.30, nello storico locale del Circolo operaio nel quartiere di Santa Maria, “La legge della spada” con Andrea Rossini, esperto di scherma storica. Modera Maurizio Battisti, archeologo Fondazione Museo Civico di Rovereto. Per “Archeobook brunch”, sabato 1° ottobre 2022, alle 12, un momento informale immersi tra archeologia e libri nella sala bar del teatro Zandonai, “L’archeologia che riscrive il web” con Antonia Falcone, archeologa e autrice di “Archeosocial 2.0” (2018). Domenica 2 ottobre 2022, alle 12, nella sala bar del teatro Zandonai, “L’uomo preistorico era anche una donna” con Enza Elena Spinapolice, archeologa, insegna Preistoria e protostoria del Mediterraneo e Archeologia e culture del Paleolitico all’università di Roma La Sapienza.

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La copertina del libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan (Marsilio Arte)

A chiudere il programma degli incontri, domenica 2 ottobre 2022, al pomeriggio, l’appuntamento con Maurizio Zulian e Graziano Tavan, autori del volume sull’Egitto fresco di stampa “Nella terra di Pakhet”. Alle 17.30, al teatro Zandonai, Graziano Tavan intervista Maurizio Zulian sui viaggi compiuti per realizzare il volume “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” (Marsilio, 2022), con particolare attenzione alla zona di Amarna.

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Il regista Alberto Castellani al Museo Guimet di Parigi per le riprese del film “Afghanistan” (foto media venice)

Ma non è finita, al teatro Zandonai c’è un’ultima chicca nel programma del RAM 2022. Dopo la premiazione del film vincitore del premio del pubblico (i film premiati dalle giurie tecniche erano stati invece annunciati alle 10.30 nella sala bar del teatro Zandonai), anteprima assoluta fuori concorso del film “Afghanistan. Tracce di una cultura sfregiata” di Alberto Castellani (Italia, 2022, 52′), consulenza scientifica: Massimo Vidale, Anna Filigenzi, Luca Maria Olivieri, Mohammed Fahim Rahmi (vedi “Afghanistan: tracce di una cultura sfregiata”: il regista veneziano Alberto Castellani svela in anteprima il suo nuovo film che racconta di un Paese martoriato, un popolo umiliato, una cultura millenaria e un patrimonio archeologico ricchissimo a rischio; con il contributo dei massimi esperti in materia | archeologiavocidalpassato).

Torino. Al museo Egizio per “Incontro con gli autori” presentazione in presenza e on line del libro di Mariarosaria Barbera “Donne romane in esilio a Ventotene”

torino_egizio_conferenza_donne-romane-in-esilio-a-ventotene_barbera_locandinaNuovo appuntamento con l’autore al museo Egizio di Torino. Lunedì 9 maggio, alle 18, incontro con la prof.ssa Mariarosaria Barbera, già direttore del parco archeologico di Ostia antica, che presenterà il suo libro “Donne romane in esilio a Ventotene” (Ultima Spiaggia editore) in dialogo con il direttore del museo, Christian Greco. L’incontro è in presenza nella sala Conferenze del museo Egizio. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. È gradita la prenotazione scrivendo una email a comunicazione@museoegizio.it. Il posto in sala verrà riservato fino alle 18. Per l’accesso è necessario indossare la mascherina FFP2. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo (https://www.youtube.com/watch?v=qT_AWAO6Yjs).

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Mariarosaria Barbera

Costruita a Ventotene per lo svago della famiglia imperiale, la Villa di Punta Eolo, lussuosa ma battuta dai venti, divenne presto la prigione a cui gli imperatori, da Augusto a Domiziano, destinarono le donne scomode della loro famiglia. Alle figlie, mogli, nipoti, prive di diritti politici in quanto donne e condannate a un esilio in più casi seguito dalla morte, si preferì imputare accuse di natura sessuale, a copertura di attività politiche e comportamenti che risultavano ostili al potere. Sullo sfondo di Ventotene e della sua Villa, prendono vita in questo libro le storie di donne come Giulia, figlia di Augusto, di sua figlia Agrippina Maggiore, di Ottavia moglie di Nerone e di altre che, come loro, tentarono di opporsi a un potere sempre più invasivo al quale il Senato e il popolo romano finirono con l’asservirsi totalmente. Insieme con esse, sfilano i ritratti degli uomini che le condannarono, a partire da Augusto fino a Nerone e Domiziano.