Verona. Al museo di Storia naturale, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, convegno dedicato a far conoscere e approfondire le ricerche scientifiche in corso nel territorio sui temi della sostenibilità ambientale
Mercoledì 22 aprile 2026, dalle 10 alle 18, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il museo di Storia naturale di Verona ospita un convegno dedicato a far conoscere ed approfondire le ricerche scientifiche in corso nel territorio. La partecipazione è libera e aperta al pubblico (ingresso fino a esaurimento dei posti disponibili). L’iniziativa – realizzata grazie alla collaborazione tra i Musei civici di Verona – museo di Storia naturale e il dipartimento di Biotecnologie dell’università di Verona, viene ospitata nella sala conferenze “Sandro Ruffo”, a Palazzo Pompei, e nasce con l’intenzione di sensibilizzare scuole, cittadini e istituzioni sui temi della sostenibilità ambientale, promuovendo una maggiore consapevolezza sull’importanza di un utilizzo responsabile delle risorse naturali e sulla tutela della biodiversità. Nel corso del convegno, ricercatori ed esperti del museo di Storia naturale di Verona e del dipartimento di Biotecnologie dell’università di Verona, presentano studi, progetti e ricerche in corso legate agli ecosistemi locali, offrendo uno sguardo concreto sulle sfide ambientali attuali e sulle possibili soluzioni per il futuro. La sessione pomeridiana è dedicata in modo particolare ai monitoraggi nella città di Verona.
Programma del convegno. Alle 10, Sessione mattutina: Giovanni Dal Corso e Elisa Fasani, “Vivere dove altri non possono: piante iper-accumulatrici e strategie di sopravvivenza nei suoli contaminati”; Claudio Zaccone, “Radici nel Futuro: il ruolo del suolo nel sequestro del carbonio e nella mitigazione del cambiamento climatico”; Elodie Vandelle e Matteo Dainese, “Biodiversità del suolo: la salute delle piante si costruisce alla radice”; Matteo Ballottari, “Vita al limite della luce: i cianobatteri nelle grotte della Lessinia”; Silvia Lampis, “PFAS, ecosistemi e microorganismi: le potenzialità della biodiversità nascosta”. Alle 16, Sessione pomeridiana: Leonardo Latella, “Monitorare la biodiversità in ambiente urbano: la fauna”; Sebastiano Andreatta, “Come le piante si adattano all’ambiente urbano: scomparse e nuovi arrivi a Verona”; Massimo Saracino e Nicoletta Martinelli, “Antichi “equilibri”: uomo e ambiente 4000 anni fa”.
Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari, primo incontro del 2026 del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca. Ecco il programma
Giovedì 19 marzo 2026, alle 17, nella Sala Conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia Naturale di Verona, ripartono gli incontri del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca: sette appuntamenti, distribuiti da marzo a dicembre, grazie ai quali conoscere testi di recente pubblicazione scritti e curati da specialiste e specialisti i cui interessi di ricerca intrecciano i terreni di indagine del Museo di Storia Naturale, con un occhio di particolare riguardo per il taglio comunicativo, interdisciplinare e storicizzato del sapere scientifico. Gli incontri si svolgono il giovedì pomeriggio, tra le 17 e le 18.30. Ogni intervento, della durata di un’ora e mezza, è strutturato in maniera seminariale e discorsiva, con una breve presentazione dell’opera, un dialogo con uno o più discussants e uno spazio finale dedicato alle domande del pubblico. L’iniziativa è realizzata dai Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona e con il patrocinio della Società Italiana di Storia della Scienza. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il programma. 19 marzo 2026, ore 17, “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre, 2025). Discutono con con i curatori Leonardo Latella (Musei Civici di Verona) e Antonio Guerreschi, già presidente del Comitato Scientifico Centrale del CAI. 30 aprile 2026, ore 17, “Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati (UTET, 2025). Discutono con l’autore Massimo Saracino (Musei Civici di Verona) e Mara Migliavacca (Università di Verona). 14 maggio 2026, ore 17, “Morituri. La vera storia dei gladiatori” di Luca Fezzi e Marco Rocco (Garzanti, 2024). Discutono con Luca Fezzi, uno degli autori, Francesca Morandini (Musei Civici di Verona) e Patrizia Basso (Università di Verona). 17 settembre 2026, ore 17, “Veneti in Egitto.
Tra i Faraoni e l’Unesco” di Silvana A. Bianchi e Giamberto Bochese (Cierre, 2023). Discutono con gli autori Andrea Tenca (Musei Civici di Verona) e Simonetta Ponchia (Università di Verona). 8 ottobre 2026, ore 17, “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra Alessandra Pizzato (Carocci, 2025). Dialogo tra curatori e autori del volume. 19 novembre 2026, ore 17, “Prima delle STEM. L’educazione scientifica nella storia d’Italia” di Chiara Martinelli (Junior, 2025). Discutono con l’autrice Fedra Alessandra Pizzato (Università di Verona) e Roberta Silva (Università di Verona). 17 dicembre 2026, ore 17: “Una scomoda eredità. L’africano negli studi antropologici fra Otto e Novecento” di Paola Zagatti (CLUEB, 2024). Discutono con l’autrice Monica Ghidoni (Musei Civici di Verona) e Anna Maria Paini (Università di Verona).

Copertina del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre Edizioni)
Si inizia dunque giovedì 19 marzo 2026, alle 17, nella Sala Conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia Naturale di Verona, con la presentazione del libro “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” a cura di Alberto Carton e Cristian Ferrari (Cierre Edizioni). I curatori dialogheranno assieme a Leonardo Latella, responsabile delle collezioni scientifiche del museo di Storia naturale di Verona, e Antonio Guerreschi, già presidente del Comitato Scientifico Centrale del CAI. Il libro esplora il mondo del ghiaccio e dei ghiacciai in Trentino considerandoli come ampi ecosistemi di alta quota e analizzando la loro evoluzione nel tempo. Utilizzando come filo conduttore i ghiacciai e le loro forme più nascoste, anche celate nel sottosuolo, l’opera racconta la storia di questi ambienti unici e fragili, seguendo l’evoluzione nel tempo della loro morfologia e di quella delle zone circostanti. La narrazione scientifica, arricchita da mappe storiche, da rilievi cartografici recenti e da pregevoli confronti fotografici, si intreccia con il racconto delle prime esplorazioni alpinistiche e con storie di uomini e donne che sui ghiacciai hanno vissuto e combattuto. Il testo pone l’attenzione sulle dinamiche di questi ecosistemi e su come la loro fragilità porti a interrogarsi sulle implicazioni ecologiche legate agli effetti dei cambiamenti climatici, con la formazione di nuovi ambienti e la perdita di biodiversità. Un viaggio che, attraverso le mutazioni della natura, invita a riflettere sulla relazione tra il nostro futuro e il destino delle montagne. La presentazione del libro accompagna la mostra “Ghiacciai Nascosti”, visibile al Museo di Storia Naturale fino al 12 aprile 2026.
Verona. Al Centro Polifunzionale di Quinzano al via ciclo di incontri su “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”, quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano. Ecco il programma
Dal 24 febbraio al 26 maggio 2026, alle 20, nella sala “Garonzi” del Centro Polifunzionale, in via Quinzano 24D a Verona, al via ciclo di incontri su “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”, articolato in quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano per offrire un quadro aggiornato e approfondito delle ricerche del passato, in corso e future sulla preistoria dell’area quinzanese, uno dei contesti più significativi per la ricostruzione delle prime fasi di antropizzazione del territorio comunale di Verona. Gli appuntamenti sono promossi dalla Circoscrizione 2ª, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, i Musei Civici di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza. Il ciclo di conferenze rappresenta un’occasione di divulgazione scientifica e valorizzazione del patrimonio archeologico locale, favorendo il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e cittadinanza, e restituendo centralità a Quinzano come luogo chiave per la comprensione delle origini più antiche di Verona. Attraverso il contributo di studiosi e ricercatori che hanno dedicato parte significativa delle loro ricerche all’analisi del sito, verranno affrontati temi legati all’insediamento umano nel Neolitico, alle pratiche funerarie, alla cultura materiale e alle più recenti metodologie di analisi applicate ai reperti archeologici e antropologici.
Il programma è stato presentato dal consigliere comunale Pietro Trincanato, su delega dell’assessora alla Cultura Marta Ugolini, insieme ad Andrea Rosignoli soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; e a Leonardo Latella e Massimo Saracino dei Musei Civici di Verona – museo di Storia Naturale. “Un calendario di appuntamenti di particolare interesse”, evidenzia il consigliere Pietro Trincanato, “che non solo arricchisce gli eventi in programmazione in Circoscrizione 2^ ma è anche la prova tangibile della forza delle collaborazioni, essendo il risultato di un fattivo lavoro di squadra fra istituzioni di ogni livello. Una proposta che mira a valorizzare la storia del nostro territorio da una prospettiva che è assolutamente originale. Siamo abituati a vedere Verona soltanto per la sua monumentalità. Nella realtà c’è tutto un mondo non solo da valorizzare ma anche da scoprire per la straordinaria e bellezza”. “È un’occasione estremamente importante”, sottolinea il soprintendente Andrea Rosignoli, “un momento di restituzione alla cittadinanza e, in particolare, alle comunità locali, perché Quinzano è una delle zone più interessanti dal punto di vista delle ricerche archeologiche paleontologiche. Le ex cave hanno restituito ormai decenni fa dei reperti di notevole interesse, ma anche in tempi molto più recenti, a partire dal 2023, attraverso uno scavo della soprintendenza, sono emersi nuovi resti ancora in fase di studio. Questo ciclo di quattro conferenze, quindi, presenterà le anteprime e i primi risultati. L’aspetto veramente suggestivo è che sembrano essere i resti del primo insediamento stabile del territorio veronese, quindi le origini della città risalenti a circa 7000 anni fa”.
Programma. Martedì 24 febbraio 2026, Nicoletta Martinelli & Massimo Saracino (Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale), “Dalle cave di Quinzano al progetto VBQ: archeologia e innovazione nella preistoria di Verona”; martedì 3 marzo 2026, Emanuela Cristiani (università “La Sapienza” di Roma) & Irene Dori (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza), “Vivere a Quinzano durante il Neolitico. Cosa raccontano le ossa”; martedì 31 marzo 2026, Paola Salzani (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza), “Alle origini di Quinzano: nuovi dati dagli scavi della Soprintendenza Archeologica”; martedì 26 maggio 2026, Marika Ciela (università di Trento), “Tra forme e gesti. Le ceramiche di Quinzano e le comunità neolitiche del Veronese (VI–V millennio a.C.)”.
Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Storia naturale del viaggio di Marco Polo in Oriente” di Francesco Mezzalira, quarto incontro del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona”
Giovedì 25 settembre 2025, alle ore 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, col quarto appuntamento, riprendono dopo la pausa estiva gli incontri del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona” con la presentazione del libro “Storia naturale del viaggio di Marco Polo in Oriente” di Francesco Mezzalira (TGBook 2024). L’autore discuterà assieme a Luca Ciancio (università di Verona) e a Leonardo Latella (musei civici di Verona) in merito alle interessanti e talvolta bizzarre vicende zoologiche e botaniche che il celebre viaggiatore veneziano ebbe modo di vivere durante il suo viaggio e di raccontare nel Milione. Il racconto del viaggio di Marco Polo in Oriente come documento della flora e della fauna dell’Asia nel XIII secolo. Il libro propone un nuovo, originale e accurato studio botanico e zoologico complessivo del Milione con una proposta critica di identificazione delle specie di piante e animali descritte in una delle opere più interessanti e ricche di fascino della letteratura medioevale. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa realizzata dai Musei civici di Verona – museo di Storia naturale di Verona e Servizio Biblioteche specialistiche e Archivi storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza.
Verona. Al museo di Storia Naturale presentazione del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo, primo degli incontri “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona” a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca

Con la presentazione del libro “Achille Forti. Botanica fotografia e arte” di Claudia Addabbo prendono il via giovedì 27 marzo 2025, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale a Palazzo Pompei in lungadige Porta Vittoria 9 a Verona, gli incontri “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona” realizzati dal museo di Storia naturale di Verona e dal Servizio Biblioteche specialistiche e Archivi storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza. Un’occasione per presentare al pubblico testi di recente e recentissima pubblicazione scritti e curati da specialiste e specialisti i cui interessi di ricerca intrecciano i terreni di indagine del museo di Storia naturale, con un occhio di particolare riguardo per il taglio comunicativo, interdisciplinare e storicizzato del sapere scientifico. In programma, nel 2025, sette appuntamenti a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca. In un’ottica di disseminazione del sapere e di interdisciplinarietà all’interno di Musei, Archivi e Biblioteche come hubs culturali e punti di incontro per la cittadinanza, e nell’ambito delle attività in corso e relative allo sviluppo del progetto per la nuova sede di Biblioteche e Archivi presso la Palazzina di Comando dell’ex Arsenale, “La Biblioteca di Nemo” mette in contatto istituzioni museali e universitarie, autrici e autori di volumi relativi alle scienze naturali e alla loro storia, studiose e studiosi, non solo con lo scopo di far conoscere le opere presentate, ma anche di vivere il Museo come esperienza partecipativa a 360 gradi. Gli incontri si svolgono il giovedì pomeriggio, tra le 17 e le 18.30: in programma, nel 2025, sette appuntamenti. Ogni intervento, della durata di un’ora e mezza, sarà strutturato in maniera seminariale e discorsiva, con una breve presentazione dell’opera, un dialogo con uno o più discussants e uno spazio finale dedicato alle domande del pubblico.

Si comincia dunque 27 marzo 2025, alle 17, con la presentazione del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo (ETS, 2024). Saluti istituzionali e presentazione della rassegna: Marta Ugolini, assessore a Cultura, Turismo, Rapporti con l’Unesco; Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici; Emanuela Gamberoni, dipartimento Culture e Civiltà università di Verona; Elena Canadelli, presidente Società Italiana di Storia della Scienza; Leonardo Latella, responsabile delle Collezioni naturalistiche del museo di Storia naturale di Verona; Fausta Piccoli, responsabile del Servizio Biblioteche e Archivi Storici e Fotografici dei Musei. Discutono con l’autrice Andrea Campalto (Musei Civici di Verona) e Gian Paolo Romagnani (Università di Verona).

Copertina del libro “Achille Forti. Botanica, fotografia e arte” di Claudia Addabbo (ETS)
Achille Forti. Botanica, fotografia e arte. Il libro racconta la figura e l’opera del botanico veronese Achille Forti attraverso un’ampia galleria di immagini, testi e oggetti d’arte e di scienza. Vissuto a Verona tra il 1878 e il 1937, si laureò nel 1900 in Scienze naturali all’università di Padova, studiando con alcuni grandi naturalisti del tempo, tra i quali Pier Andrea Saccardo, Caro Massalongo e Giovanni Battista De Toni. Dedicò la sua vita allo studio delle alghe, ma fu anche un mecenate appassionato di arte, storia e fotografia, al centro di una fitta rete di collaborazioni e scambi con studiose e studiosi del suo tempo. Legato a Verona e a Padova, Forti designò come erede universale la prima, lasciando all’università di Padova le sue collezioni botaniche e i suoi volumi e opuscoli relativi all’algologia e alle scienze naturali. Attraverso lo sguardo e l’attività di Achille Forti si delineano immagini e percorsi inediti della scienza e della cultura italiana, di scienza tra Otto e Novecento.
CALENDARIO DEGLI INCONTRI
17 aprile 2025, alle 17, “Ripensare l’Antropocene. Oltre natura e cultura” di Paola Govoni, Maria Giovanna Belcastro, Alessandra Bonoli, Giovanna Guerzoni (Carocci, 2024). Discutono con le autrici Luca Ciancio (università di Verona) e Massimiliano Badino (università di Verona). 15 maggio 2025, alle 17, “Roma preistorica” di Alessandro Guidi (Carocci, 2024). Discutono con l’autore Massimo Saracino (Musei Civici di Verona) e Alfredo Buonopane (università di Verona). 25 settembre 2025, alle 17, “Storia naturale del viaggio di Marco Polo in Oriente” di Francesco Mezzalira (Tg Book, 2024). Discutono con l’autore Leonardo Latella (Musei Civici di Verona) e Luca Ciancio (università di Verona). 23 ottobre 2025, alle 17, “Da cimeli a beni culturali. Fonti per una storia del patrimonio scientifico italiano” a cura di Elena Canadelli e Paola Bernadette Di Lieto (Editrice Bibliografica, 2024). Discutono con le autrici Nicoletta Martinelli (Musei Civici di Verona) e Fedra Alessandra Pizzato (università di Verona). 20 novembre 2025, alle 17, “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro e Fedra Alessandra Pizzato (Carocci, 2025). Dialogo tra curatori e autori del volume. 18 dicembre 2025, alle 17, “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello (Hoepli, 2024). Discutono con l’autore Monica Ghidoni (Comune di Verona) e Pietro Schirò (università di Verona).
Verona. Il museo di Storia naturale presenta “NatureCulture. Storie di scienza, musei e ambienti”, nuova collana di pubblicazioni monografiche incentrata sull’evoluzione storica del pensiero scientifico. I volumi disponibili in open access
A Verona nasce una nuova pubblicazione scientifica: “NatureCulture. Storie di scienza, musei e ambienti”, incentrata sull’evoluzione storica del pensiero scientifico. La nuova collana di pubblicazioni monografiche del museo di Storia naturale di Verona sarà presentata venerdì 4 ottobre 2024 nella sala “Sandro Ruffo” del museo, dalle 16 alle 18. Alle 16, i saluti di benvenuto; alle 16.15, Andrea Tenca (Musei Civici di Verona) presenta la collana; 16.30, lectio di Gianluca Solla (università di Verona); 17.15, interventi di Cora Ariane Dröscher (università di Firenze) e Mauro Mandrioli (università di Modena e Reggio Emilia). Seguirà una tavola rotonda con Luca Cianco (università di Verona) e Leonardo Latella (Musei Civici di Verona). La pubblicazione esplora diversi ambiti, tra cui la storia delle scienze naturali, delle discipline umanistiche ambientali, dei musei di storia naturale e delle varie pratiche scientifiche condotte, promuovendo un approccio interdisciplinare per analizzare in modo completo e articolato l’intersezione dinamica tra Natura e Cultura. Tutti i saggi in NatureCulture sono sottoposti a un rigoroso processo di peer review, nel rispetto delle best pratices COPE (Comitato per l’etica della pubblicazione), garantendo così il rigore accademico e l’integrità del contenuto. Inoltre la collana segue un modello open access, fornendo accesso illimitato ai suoi contributi accademici. Questo approccio è in linea con l’impegno a favorire un’ampia diffusione della conoscenza, incoraggiando l’accessibilità e il coinvolgimento di un pubblico diversificato interessato alle sfumature storiche dell’indagine scientifica. I volumi della collana sono disponibili in open access – in formato pdf – su sito del Museo. Fanno parte del Comitato Scientifico: Marco Bresadola, università di Ferrara; Elena Canadelli, università di Padova; Simona Casonato, museo della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano; Maria Conforti, università di Roma La Sapienza; Pietro Corsi, Oxford Centre for the History of Science, Medicine, and Technology; Cora Ariane Dröscher, università di Firenze; Floriana Giallombardo, Archivio di Stato di Palermo; Mauro Mandrioli, università di Modena e Reggio Emilia; Francesco Mezzalira, ricercatore indipendente; Daniela Monaldi, università di York – Canada; Alessandra Passariello, Stazione Zoologica di Napoli; Riccardo Rao, università di Bergamo; Giovanna Residori, museo Miniscalchi-Erizzo di Verona; Niccolò Scaffai, università di Siena; Gianluca Solla, università di Verona; Luigi Turri, università di Verona; Ezio Vaccari, università dell’Insubria; Gian Maria Varanini, università di Verona.
Verona. Al museo di Storia naturale il convegno “Pratiche fotografiche. Documentare, misurare e divulgare nelle scienze tra Otto e Novecento” che esplora l’intricato intreccio tra tecnologia e visione del mondo nel suo sviluppo storico all’interno del contesto della storia della scienza

Le pratiche fotografiche al centro di un convegno al museo di Storia naturale di Verona. Un’opportunità, in programma venerdì 14 giugno 2024, con inizio alle 10, per approfondire le tecniche del documentare, misurare e divulgare nelle scienze tra Otto e Novecento. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili. Il convegno “Pratiche fotografiche. Documentare misurare e divulgare nelle scienze tra Otto e Novecento” è promosso dalle Biblioteche dei Musei Civici di Verona, in collaborazione con la Scuola di dottorato del dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona, ed è patrocinata dalla Società Italiana di Storia della Scienza. L’evoluzione della fotografia scientifica e la sua introduzione come strumento di riproduzione visiva dei dati scientifici ha trasformato radicalmente il modo di percepire e comprendere il mondo che ci circonda. Il convegno si propone di esplorare questo intricato intreccio tra tecnologia e visione del mondo attraverso lo studio del suo sviluppo storico all’interno del contesto della storia della scienza. Dai primi scatti di scintille elettriche alla documentazione antropologica nei territori coloniali, dalla documentazione zoologica alle ricostruzioni tramite foto editing, la fotografia ha infatti affrontato una gamma sterminata di soggetti e contesti scientifici, declinandosi tanto come pratica di laboratorio quanto come strumento di ricerca sul campo. Tuttavia non è, come spesso si ritiene, un mezzo neutro e neutrale per catturare la realtà; è piuttosto una pratica intrinsecamente soggettiva, influenzata dalle prospettive e dalle interpretazioni degli individui che la utilizzano. I casi di studio che vengono presentati mettono in luce, infatti, come la fotografia sia stata e resti ancora oggi una pratica diffusa in diverse aree di ricerca, in ciascuna delle quali assume specificità e rivela problematiche affascinati relative al nostro concetto di scienza e alla costruzione dei “fatti” scientifici.
Programma della giornata. Alle 10, avvio dei lavori e saluti istituzionali. Alle 10.30, Keynote: Florike Egmond (Leiden University, The Netherlands), “Visual traditions: depicting Bolca fish fossils in drawing and photography”, introduce Luca Ciancio (università di Verona). Alle 11.15, SESSIONE 1 – Fotografare la scienza in atto, modera Elena Canadelli, università di Padova. Interventi: Daniela Monaldi (York University, Canada), “Vedere l’invisibile. Scienziate e fotografia nella storia della fisica”; Alessandra Passariello (Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli), “Fotografare processi: le tecniche autoradiografiche nei quaderni di laboratorio di Jean Brachet”. Alle 12.30, SESSIONE 2 – La fotografia naturalistica, modera Leonardo Latella (Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale). Interventi: David Ceccarelli (università di Roma Tor Vergata), “L’alterazione visuale nella fotografia paleontologica: un contributo italiano”; Claudia Addabbo (Centro di Ateneo “Orto Botanico” università di Padova), “Istantanee di natura. Achille Forti e la fotografia botanica nel primo Novecento”. Alle 15, SESSIONE 3 – Fotografare la “devianza”, modera Gianluca Solla (università di Verona). Interventi: Monica Ghidoni (Comune di Verona), “Fotografia e psichiatria: pose e sguardi per una scienza in costruzione”; Michele Di Giorgio, ricercatore indipendente, “Teorie e pratiche di fotografia criminale, segnaletica e giudiziaria. Umberto Ellero e la Scuola di polizia scientifica”. Alle 16, SESSIONE 4 – Documenti visuali oltre la scienza, modera Luca Ciancio (università di Verona). Interventi: Agnese Ghezzi (Scuola IMT Alti Studi Lucca), “Un’iconografia umana. Fotografia e antropologia in Italia, tra scienze naturali e sociali (1861-1911)”; Fedra Alessandra Pizzato (università di Verona e IAUB Barcelona), “L’obiettivo dell’archeologia: immaginari visuali nei fondi Halbherr e Van Deman”; Elena Cadamuro (università di Genova), “Eva era africana? La scoperta di “Eva mitocondriale” nelle pratiche visuali dei rotocalchi italiani”
Verona. Al museo civico di Storia naturale giornata di studi “Francesco Zorzi (1900-1964). L’uomo e lo studioso” celebra lo storico direttore del museo di Storia naturale di Verona in occasione del 60° anniversario dalla morte
Sono tanti gli interventi nella giornata di studi “Francesco Zorzi (1900-1964). L’uomo e lo studioso” in programma venerdì 24 maggio 2024 nella sala “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, per celebrare lo storico direttore del museo di Storia naturale di Verona in occasione del 60° anniversario dalla morte, con un evento organizzato in collaborazione con l’associazione Naturalisti Veronesi “Francesco Zorzi” e l’associazione Consiglieri Emeriti del Comune di Verona, e patrocinato dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, di cui Zorzi fu tra i fondatori, dalla Fondazione Fioroni, di cui fu il primo direttore, e dall’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Partecipa all’iniziativa la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili in sala. Non è necessaria la prenotazione.
Programma della giornata. Alle 10, accoglienza dei partecipanti; 10.30, saluti delle autorità e introduzione alla giornata della direttrice dei Musei Civici Francesca Rossi. SESSIONE MATTUTINA, modera Alessandra Aspes, già museo di Storia Naturale: 10.45, Fedra Alessandra Pizzato, università di Verona, “‘Na scaiéta se strenze in le man. Francesco Zorzi combattente, animatore e guida tra ricerca e impegno socio-politico”; 11, Leonardo Latella, museo di Storia naturale di Verona, “Zorzi, Pasa e Ruffo: il trio che ha fatto grande il Museo di Verona”; 11.15, Nicoletta Martinelli, museo di Storia naturale di Verona, “Zorzi e le palafitte: gioie e dolori di una relazione ventennale”; 11.30, Massimo Saracino, museo di Storia naturale di Verona, “Le indagini di Zorzi sull’età del Ferro veronese fra castricoli e Atestini”; coffee break; 12, Antonio Curci, università di Bologna, “Tra un piroscafo e l’altro… Le ricerche di Francesco Zorzi alle Tremiti e la loro attualità”; 12.15, Fiorenza Gulino, università di Pavia, Cristiano Putzolu, università di Bologna, Paola Salzani, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Vicenza e Rovigo, Umberto Tecchiati, università di Milano, “Gli scavi dell’Università di Milano (2019-) nel villaggio preistorico delle Colombare di Negrar a settant’anni dalla sua scoperta”; 12.30, discussione e chiusura sessione mattutina. SESSIONE POMERIDIANA: alle 15, presentazione del libro “Francesco Zorzi e la ricostruzione del Museo Civico di Storia Naturale di Verona” di Ettore Curi, introduce Silvano Zavetti, associazione Consiglieri Comunali Emeriti del Comune di Verona, dialoga con l’autore Federico Melotto, direttore Fondazione Fioroni; 16, Margherita Frigo Sorbini, associazione Naturalisti Veronesi “Francesco Zorzi”, “Francesco Zorzi, una vita per la divulgazione delle Scienze Naturali”; 16.15, presentazione del montaggio di filmati “Zorzi in Super 8”, a cura di Massimo Saracino, museo di Storia naturale di Verona; 16.30, chiusura dei lavori.

Francesco Zorzi, paletnologo, storico direttore del museo civico di Storia naurale di Verona (foto comune vr)
Francesco Zorzi nacque il 2 luglio 1900 a Verona. La sua giovinezza fu segnata da eventi importanti: prese parte alla prima guerra mondiale come volontario nei reparti d’assalto, conquistando una medaglia d’argento dal valore militare, nel 1920 divenne funzionario della Civica Amministrazione e il 16 dicembre 1930 entrò a far parte del personale del museo civico di Storia naturale di Verona come assistente, quando era allora direttore Vittorio Dal Nero con cui instaurò una profonda amicizia. Nel 1933 succedette a quest’ultimo con la carica di conservatore del museo di Storia naturale con funzioni direttive, cercando di trasformare il Museo secondo le sue vedute: da semplice organismo statico e raccoglitore di materiali, sistemazione che rispecchiava la tradizione museologica ottocentesca di cui Dal Nero fu portavoce, a centro dinamico in cui si svolgevano attività di ricerca e didattiche.
Durante i primi anni del suo nuovo incarico cercò di ampliare lo spazio destinato alle collezioni del Museo, in quanto palazzo Pompei allora era sede anche del Liceo Artistico, dell’Accademia Cignaroli e della Galleria d’Arte Moderna, riuscendo, dopo numerose trattative, nel suo intento. Contemporaneamente al suo lavoro da direttore, Zorzi portò avanti anche le sue ricerche, orientandosi in particolare verso la Paletnologia, allo scavo metodico e allo studio della zona palafitticola di Barche di Solferino, i cui importanti risultati vennero da lui pubblicati solo nel 1940. Stessa sorte toccò alle ricerche intraprese nei depositi archeologici identificati nelle cave di Quinzano, in cui rintracciò anche un antico occipitale umano fossile. Con l’avvento della seconda guerra mondiale, i suoi studi dovettero subire una battuta d’arresto momentanea, in quanto Zorzi fu impegnato in prima persona nel conflitto, prima come ufficiale di Commissariato addetto alla Croce Rossa Italiana e poi dal settembre del 1943 nella Resistenza.
Finita la guerra, iniziò il periodo più fecondo e produttivo per Zorzi: divenne direttore del Museo, si dedicò alla sua risistemazione (il palazzo aveva subito gravi danni a causa dei bombardamenti), impostando ex novo le collezioni didattiche, arricchendo quelle di studio, consolidando i laboratori di ricerca e la biblioteca, prima praticamente inesistenti, nel 1946 fondò la Società Naturalisti Veronesi, nel 1951 ottenne la libera docenza in Paletnologia e inoltre riprese in modo attivo le sue ricerche di stampo preistorico, spesso in collaborazione con l’amico e collega Angelo Pasa. Tra le campagne di studio svolte assieme dai due naturalisti, una delle più importanti e gratificanti fu quella che fecero in Puglia, poiché fruttò non solo il ritrovamento di significativi giacimenti con industrie e faune del Paleolitico, ma soprattutto condusse nel 1962, all’interno della Grotta Paglicci presso Rignano Garganico, all’importantissima scoperta delle prime pitture parietali paleolitiche rinvenute in Italia. Non trascurò però il territorio veronese, dove condusse ricerche archeologiche sia su necropoli e palafitte della pianura, sia su insediamenti e siti ricchi di resti litici della Lessinia.
Durante gli ultimi anni di vita fu afflitto da una grave malattia, che lo portò a lasciare il suo amato lavoro nel dicembre del 1963; morì l’11 maggio 1964 a Verona, solo pochi mesi prima dell’inaugurazione del nuovo Museo per cui Zorzi aveva tanto lavorato.

Il Fondo Zorzi conservato al museo civico di Storia naturale di Verona (foto comune vr)
Fondo Zorzi, 1964. Acquisizione: gli ultimi anni di vita di Francesco Zorzi furono interamente dedicati alla ricostruzione del Museo e al riallestimento della parte espositiva in vista della riapertura al pubblico. Nel 1963 tuttavia fu costretto dalla malattia ad abbandonare il lavoro, morì nel 1964 lasciando in Museo tutto il suo patrimonio di studi, ricerche e corrispondenza. Consistenza e composizione: Zorzi lasciò in Museo una serie di cartelle numerate progressivamente ma senza una organizzazione cronologica o tipologica del materiale. Si è deciso perciò un riordino, tuttora in corso, che ha prodotto finora 16 faldoni di archivio così suddivisi: materiale che riguarda siti di scavo preistorici e romani, corrispondenza, appunti, bibliografie, manoscritti, segnalazioni, fotografie, cartoline, disegni, contabilità, fatture.










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