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San Casciano dei Bagni (Si). Dal serpente agatodemone in bronzo alle uova di gallina, dagli ex voto in foglia d’oro alle statue in bronzo, dalle monete alle iscrizioni etrusche e latine: presentati gli eccezionali risultati della campagna 2024 nella vasca grande del santuario etrusco e romano del Bagno Grande: in febbraio li vedremo su Rai Cultura seconda puntata di “Italia, Viaggio nella Bellezza”

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San Casciano dei Bagni, scavi 2024: vasca sacra, recupero del serpente agatodemone in bronzo (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

Dal temenos alla vasca più antica, dalle lucerne agli unguentari, bronzetti votivi, ex voto in foglia d’oro, un serpente agatodemone in bronzo protettore della fonte sacra, quattro nuove statue, strumenti di rito e ancora monete, e nuove eccezionali iscrizioni in etrusco e in latino, e infine reperti organici come uova frutta pigne. La terza campagna di scavo nel santuario etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Si) non ha deluso le aspettative. Anzi.

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Il ministro Giuli al centro del gruppo di autorità intervenute alla presnetazione dei risultati della campagna 2024 nel Bagno Grande del santuario etrusco e romano a San Casciano dei Bagni (foto comune san casciano)

Come dimostrano gli eccezionali risultati illustrati nel piccolo borgo senese presenti Alessandro Giuli, ministro della Cultura; Agnese Carletti, sindaco di San Casciano; Eugenio Giani, presidente Regione Toscana; Luigi La Rocca, capo dipartimento Tutela del MIC; Massimo Osanna, direttore generale Musei del MIC; Tomaso Montanari, rettore università per Stranieri di Siena; Gabriele Nannetti, soprintendente ABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. Con l’occasione è stata presentata l’anteprima della nuova puntata del programma di Rai Storia “Italia, viaggio nella Bellezza” dedicata a questo straordinario luogo di culto dal titolo “Oltre il bronzo- Lo scavo di San Casciano dei Bagni” e firmata da Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli, che andrà in onda su Rai Storia a febbraio 2025.

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Campagna 2024: panoramica dell’area di scavo del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (foto SABAP-SI Comune di San Casciano dei Bagni Unistrasi)

Lo scavo del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni è in concessione di scavo al Comune di San Casciano dei Bagni, da parte della direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio e nasce in collaborazione con la Soprintendenza ABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e il coordinamento scientifico dell’Università per Stranieri di Siena. Gli interventi di conservazione e restauro avvengono in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Restauro.

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Scavo del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni: foto di gruppo a fine campagna 2024 (foto ludovico salerno)

Hanno preso parte alla campagna di scavo 2024 più di 80 studenti e studentesse di archeologia provenienti da università di tutto il mondo. Il gruppo interdisciplinare e internazionale di ricerca e studio coinvolge oltre 90 specialisti di varie discipline. Al progetto stanno inoltre lavorando numerosi professionisti esterni e interni al Ministero della Cultura che si occupano della progettazione e dell’esecuzione degli interventi architettonici e di restauro necessari alla conservazione e alla tutela delle strutture archeologiche e dei reperti. Lo scavo beneficia del finanziamento economico, oltre che del Comune di San Casciano dei Bagni, del Centro CADMO dell’università per Stranieri di Siena e della soprintendenza APAB per le province di Siena Grosseto e Arezzo, anche del contributo di Robe Cope per Vaseppi Trust, di Friends of Florence, del Gruppo E, di Iren e di Heureka Ambiente. La locale associazione archeologica Eutyche Avidiena assicura un fondamentale contributo alla vita e alla logistica dello scavo, oltre ad aver guidato più di 5000 visitatori nelle passeggiate archeologiche alla scoperta del patrimonio culturale di San Casciano dei Bagni.

In questo video prodotto dal ministero della Cultura le interviste per il Tg con alcuni protagonisti alla presentazione dei risultati della campagna di scavo 2024 a San Casciano dei Bagni: al ministro della Cultura, Alessandro Giuli; al direttore generale Musei del MIC, Massimo Osanna; al sindaco di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti; al rettore dell’università per Stranieri di Siena – UniStraSi, Tomaso Montanari; al capo dipartimento Tutela del MIC, Luigi La Rocca; al professore associato di Civiltà dell’Italia preromana ed Etruscologia, Jacopo Tabolli.

“Questo è un progetto”, dichiara il ministro Giuli, “che nasce in una comunità straordinaria con dei ritrovamenti di rilievo non locale, ma nazionale e aggiungo internazionale, e che ci inducono come ministero della Cultura a sostenere tutto il progetto con la sindaca Carletti affinché i beni ritrovati e l’area archeologica vengano valorizzati e la struttura museale prenda forma nel più breve tempo possibile. Si tratta di un progetto di grandissimo rilievo per noi”. E il dg Musei Osanna: “Si presenta oggi il progetto museale del nuovo museo di San Casciano, un museo che sarà in un palazzo storico ma che ovviamente è collegato con il parco archeologico. Un bel progetto in un palazzo storico ma un progetto allestitivo contemporaneo all’insegna delle tecnologie, della multimedialità e soprattutto dell’accessibilità”. Entusiasta il sindaco Agnese Carletti: “Una grande soddisfazione oggi per la comunità di San Casciano dei Bagni avere qui il ministro Alessandro Giuli, insieme al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il rettore dell’università per Stranieri di Siena Tommaso Montanari, presenza che per noi significano quanto tuti questi enti continuano a credere nel progetto di San Casciano dei Bagni che per noi è fondamentale, e fondamentale è che vada avanti nel più breve tempo possibile”. “Come università per Stranieri di Siena”, interviene il rettore Montanari, “acquistiamo il primo edificio fuori delle mura di Siena e lo facciamo qui a San Casciano dei Bagni. Sarà una foresteria e sarà un hub della ricerca archeologica. Crediamo che accanto alla conoscenza dei contesti archeologici, dei contesti antichi si debba vivere il contesto attuale e che il nesso tra la città dei vivi a San Casciano e la città degli studiosi e la città degli scavi debba essere rinforzato. Per cui essere qua ha anche questo significato: accanto alla ricerca la cosiddetta terza missione, cioè la ricaduta sociale della conoscenza che si costruisce”. E il capo dipartimento Tutela La Rocca: “Oggi ci immergiamo di nuovo in questo straordinario contesto archeologico ma anche paesaggistico di San Casciano dei Bagni dove le campagne di scavo condotte tra i mesi di giugno e di ottobre di quest’anno hanno consentito il rinvenimento di altri reperti archeologici di straordinaria importanza perché la vasca grande e il fango delle acque termali che ha conservato perfettamente i reperti antichi ha consentito di scoprire nuove statue di bronzo che arricchiscono la conoscenza di questo santuario, e anche numerosissimi reperti organici, in particolare uova frutta pigne, che arricchiscono la nostra conoscenza sulla tipologia delle offerte che venivano dedicate agli dei per ottenere la guarigione dalle malattie”. Conclude il direttore scientifico dello scavo Tabolli: “La campagna di scavi del 2024 è stata particolarmente fortunata. Con oltre 90 studenti e studentesse da tutto il mondo abbiamo indagato insieme alla soprintendenza il cuore del deposito votivo, le offerte che per oltre 800 anni furono poste all’interno della vasca sacra. E quest’anno la grande novità è nel tipo di offerte: abbiano oggetti in oro, tra cui una meravigliosa corona, anelli, foglie d’oro stesse, e poi centinaia di uova, alcune delle quali integre che dimostrano la velocità con cui furono deposte nell’acqua calda e poi allo stesso tempo il senso del potere di generazione che ha l’acqua stessa. E sul fondo della vasca, a oltre 4.80 metri di profondità, un’intera stratificazione di serpenti in bronzo il senso stesso della natura della sorgente”.

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San Casciano dei Bagni, scavi 2024: dettaglio testa maschile di bronzo (foto alessandra fortini / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

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San Casciano dei Bagni, scavi 2024: monete (foto claudia petrini / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

L’estensione delle indagini e l’ampliamento dell’area di scavo nel santuario del Bagno Grande hanno portato tra giugno e ottobre 2024 al rinvenimento del temenos, il muro di recinzione dello spazio sacro, che racchiudeva più edifici tra i quali il tempio costruito attorno alla grande vasca sacra. Un edificio più antico, o forse un grande recinto, costruito in blocchi di travertino, già in età etrusca circondava la sorgente del Bagno Grande, definendo lo spazio sacro del culto, almeno dal III secolo a.C. Lo scavo ha ora messo in luce gran parte della vasca più antica, che fu poi ricostruita tra i regni degli imperatori Tiberio e Claudio, forse a seguito di un prodigio associato alla caduta di un fulmine. Se all’esterno del tempio sono stati portati alla luce gli strati di vita e, soprattutto, i resti di doni e cerimonie che avvennero nel corso dei secoli, con deposizioni di lucerne, unguentari di vetro, bronzetti votivi, ex voto anatomici in terracotta dipinta e perfino foglie d’oro, è all’interno della vasca sacra che la stratificazione dei doni votivi continua a restituire un contesto assolutamente unico, protetto dall’acqua termale e dal fango argilloso. Dopo un complesso lavoro di gestione dell’acqua proveniente dalla sorgente, alla profondità di quasi 5 metri, lo scavo ha raggiunto nuove sequenze stratigrafiche.

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San Casciano dei Bagni, scavi 2024: Emanuele Mariotti, Jacopo Tabolli e Ada Salvi con orante (foto claudia petrini / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

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San Casciano dei Bagni, scavi 2024: lamina d’oro con iscrizione (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

Ancora una volta sono le offerte in metallo pregiato a costituire l’elemento caratterizzante del deposito votivo. Quattro nuove statue e poi braccia, teste votive e gambe iscritte, assieme a strumenti del rito, come un’elegante lucerna, o un piccolo toro in bronzo, a richiamare quel mondo agro-pastorale così importante in questo contesto e già rappresentato dal bassorilievo all’interno della vasca sacra. E ancora monete di età repubblicana e imperiale, ormai più di 10.000, rinvenute nel santuario del Bagno Grande. Ma accanto al bronzo, il rinvenimento di una corona e di un anello d’oro si associa alla moltiplicazione di aurei romani. Sono metalli preziosi, tra cui gemme, ambra e altri gioielli, che legano il dono per le capacità terapeutiche delle acque calde alle pratiche divinatorie che nel santuario dovevano certamente trovare il loro fulcro.

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San Casciano dei Bagni, scavi 2024: recupero statua corpo nudo maschile è offerto esattamente a metà, come reciso dal collo ai genitali da un taglio chirurgico (foto emanuele mariotti / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

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San Casciano dei Bagni, scavi 2024: bimbo augure, con iscrizione in etrusco sulla gamba destra, e ella mano sinistra una palla (foto claudia petrini / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

Nuove, eccezionali iscrizioni rinvenute sono in Etrusco e in Latino. Appaiono voti che recano il nome etrusco di Chiusi, Cleusi, accanto a dediche alle Ninfe e alla Fonte calda, Flere Havens in Etrusco, giuramenti sulla Fortuna e sul Genio dell’Imperatore. Un eccezionale corpo nudo maschile è offerto esattamente a metà, come reciso dal collo ai genitali da un taglio chirurgico. Dedicato da un Gaio Roscio alla Fonte Calda, questo mezzo corpo testimonia forse la guarigione della parte immortalata nel bronzo. Un bimbo augure, un piccolo sacerdote della fine del II secolo a.C., con una lunga iscrizione in etrusco sulla gamba destra, reca nella mano sinistra una palla, con i classici pentagoni cuciti, che ancora ruota tra le dita: forse un elemento divinatorio, da far ruotare in un rito. Il gesto dell’offerente è reso da una statua femminile, quasi identica a quella rinvenuta nel 2022, con eleganti trecce che ricadono sul petto e deposta su un lato. Le teste votive sono eleganti ritratti proto-imperiali, con la prima dedica in Latino alla fonte, sul collo di una testa, i cui tratti sembrano quasi ricordare Cesare, che menziona anch’essa la Fonte.

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San Casciano dei Bagni, scavi 2024: dettaglio serpente agatodemone in bronzo (foto alessandra fortini / SABAP-SI Comune San Casciano Unistrasi)

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San Casciano dei Bagni, scavi 2024: uovo integro (foto alessandra fortini / SABAP-SI Comune San Casciano Unistrasi)

Nella stratificazione del deposito – che fu rapida, come ci suggerisce la conservazione di migliaia di frammenti di uova in alcuni casi rinvenute intere, o praticamente integre con il tuorlo ancora visibile all’interno, la cui deposizione rimanda ai riti di rinascita e rigenerazione – si alternano strati di offerte, scaglie di travertino e piani d’argilla. E ancora pigne, rametti tagliati e decorati con intrecci vegetali, a ricordare come le acque salutifere debbano essere in qualche modo “nutrite” dalla forza rigenerante della natura. Alla base di grandi tronchi lignei, infissi in verticale nel deposito, in uno dei punti focali della vasca più antica, lo scavo ha portato alla luce una serie di serpenti in bronzo, concentrati nella profondità del deposito. Di forme diverse, presentano misure di scale differenti: dai piccoli serpentelli ad un esemplare di oltre 90 cm, quasi la mensura honorata, la misura perfetta di tre piedi romani, barbuto e cornuto. Si tratta, con ogni probabilità, di un serpente agatodemone, il più grande ad oggi rinvenuto – se ne conoscono in bronzo al museo Archeologico nazionale di Napoli e al British Museum a Londra – protettore della sorgente e detentore di un ruolo fondamentale nelle pratiche divinatorie, come si può osservare in molti altri contesti del Mediterraneo antico. La varietà delle offerte votive, che ricalca quanto già emerso nel 2022 e, allo stesso tempo, lo arricchisce e lo completa, offre uno squarcio ulteriore sul significato e suo ruolo di questo luogo di culto e cura, dove il rapporto col sacro, tra umano e divino, è forse percepito come diretto, quasi affidato al continuo scorrere delle acque calde e al genius loci nella forma del serpente agatodemone.

 

Tutto questo verrà raccontato nella puntata del programma di Rai Storia “Italia, viaggio nella Bellezza”, dal titolo “Oltre il bronzo, lo scavo di San Casciano dei Bagni” e firmata da Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli, che andrà in onda su Rai Storia a febbraio 2025 e racconterà le nuove scoperte e i nuovi filoni della ricerca, sempre più interdisciplinare, che sta ricostruendo con sempre maggiori dettagli il passato sacro di questo meraviglioso paesaggio termale, a partire dalle nuove statue in bronzo: dai corpi femminili e maschili, tra cui una bellissima figura in preghiera, alcuni lasciati come dono nella loro metà esatta, fusa con la precisione di un taglio chirurgico, agli animali, come una serie di serpenti bronzei di forme e dimensioni diverse, come un serpente barbuto e crestato, lungo quasi un metro. È quello che gli antichi chiamavano agatodèmone, lo spirito buono e profetico della sorgente incarnato in un corpo di rettile. Non solo oggetti in bronzo, ma anche dei preziosissimi materiali organici perfettamente conservati. Centinaia di uova deposte nell’acqua. E ritrovate nel fango. Alcune intatte. Ciò che di più raro possa emergere da uno scavo, segno tangibile di un dono che forse allude anch’esso alle capacità generatrici della vasca sacra.

Reggio Calabria. Il museo Archeologico nazionale fa il punto sui risultati del progetto Check up Bronzi, alla fine della prima campagna di verifica e monitoraggio dello stato di salute dei Bronzi di Riace e di Porticello, condotta da MArRC, Icr e Unige

reggio-calabria_archeologico_check-up-bronzi-di-riace_presentazione -bilancio-monitoraggio_locandinaSi chiude mercoledì 18 settembre 2024, la campagna 2024 di verifica e monitoraggio dello stato di salute dei Bronzi di Riace custoditi al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Il progetto Check up Bronzi, nato dalla collaborazione tra il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) e l’università di Genova, ha permesso l’avvio di una campagna di controllo delle condizioni conservative dei Bronzi di Riace e di Porticello dallo scorso mese di aprile. In questi 5 mesi si sono tenuti 4 sopralluoghi – nella prossima settimana si terrà il quinto e ultimo – svolti dall’équipe scientifica impegnata in una serie di indagini autoptiche e diagnostiche nella sala Bronzi. Un progetto di “conservazione preventiva”, che attraverso questa prima fase servirà a pianificare tutte le azioni volte alla di prevenzione dei fenomeni di degrado e gli interventi di manutenzione necessari a garantire la corretta conservazione delle opere. Per raccontare questo primo step di attività, il MArRC ha organizzato un incontro che si terrà mercoledì 18 settembre 2024, alle 10.30, in piazza Paolo Orsi. All’incontro interverranno Fabrizio Sudano, direttore MArRC, Luigi Oliva, direttore ICR, e il prof. Paolo Piccardo, delegato del rettore dell’università di Genova. La conferenza ha lo scopo di presentare alla stampa e al pubblico l’impegno del MArRC per la tutela e la valorizzazione dei Bronzi di Riace, le attività di verifica/monitoraggio, le indagini diagnostiche svolte finora e la fruttuosa collaborazione con gli enti coinvolti nel progetto.

Reggio Calabria. Penultima opportunità per seguire i lavori di monitoraggio dei Bronzi di Riace

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Penultimo appuntamento, ieri 1° luglio e oggi 2 luglio 2024, con la campagna di verifica e monitoraggio dei Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. L’équipe di esperti del MArRC, dell’istituto centrale per il Restauro e dell’università di Genova è impegnata in questi giorni in indagini autoptiche e diagnostiche in sala bronzi. Nel mese di luglio 2024 martedì 2 è l’unico giorno per seguire i lavori in corso del team scientifico attraverso le vetrate di piazza Paolo Orsi. Prossimo appuntamento martedì 2 Luglio 2024. Prossimo e ultimo appuntamento CHECK-UP BRONZI 2024: 16-17-18 settembre 2024.

Reggio Calabria. Nuova opportunità per seguire i lavori di monitoraggio dei Bronzi di Riace

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Monitoraggio dello stato di salute dei Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

reggio-calabria_archeologico_check-up-bronzi_giugno-2024_locandinaNuovo step della campagna di verifica e monitoraggio dei Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. L’équipe di esperti del MArRC, dell’istituto centrale per il Restauro e dell’università di Genova è impegnata in questi giorni in indagini autoptiche e diagnostiche in sala bronzi. Nel mese di giugno 2024, martedì 18 è l’unico giorno per seguire i lavori in corso del team scientifico attraverso le vetrate di piazza Paolo Orsi. Prossimo appuntamento martedì 2 Luglio 2024.

Napoli. All’inaugurazione al Mann della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” Agnese Carletti, sindaco di San Casciano ai Bagni, spiega come una scoperta archeologica può cambiare la vita, le prospettive, il futuro di un piccolo borgo

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Il suggestivo allestimento della mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

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Jacopo Tabolli. Agnese Carletti e Massimo Osanna al Mann (foto graziano tavan)

Quando una scoperta archeologica può cambiare la vita, le prospettive, il futuro di un piccolo borgo. Succede a San Casciano dei Bagni, borgo in provincia di Siena, territorio noto fin dall’antichità per le sue fonti termali. E proprio nel Bagno grande, nel 2022, è emersa parte del santuario etrusco e romano eretto attorno ad una vasca costruita in blocchi di travertino, profonda oltre quattro metri. La vasca esisteva già in età etrusca e poi fu ristrutturata e ingrandita durante il regno dell’imperatore Tiberio (I secolo d.C.) e accolse offerte votive fino al IV secolo d.C. Dal fango sono cominciati ad affiorare bronzi votivi in eccezionale stato di conservazione: oltre venti statue e statuette, migliaia di monete in bronzo ed ex-voto anatomici raccontano una storia di devozione, di culti e riti ospitati in luoghi sacri dove l’acqua termale era usata anche a fini terapeutici. E per San Casciano dei Bagni è iniziata una nuova “vita” come ha ben sintetizzato il sindaco Agnese Carletti che in un accorato intervento all’inaugurazione della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli fino al 30 giugno 2024, seconda tappa dopo la presentazione al Quirinale, parla dei “Bronzi” con affetto e riconoscenza, intesi come dei “cittadini illustri” tornati per dare lustro al paese.

“Questa è una giornata importante per San Casciano dei Bagni – esordisce Carletti – perché il progetto partito da un Comune piccolo, di neanche 1500 abitanti, qualche anno fa per volontà delle amministrazioni comunali che hanno sposato il progetto, l’hanno portato avanti anno dopo anno, finanziandolo, portando pian piano tutti a crederci, oggi arriva in un posto così prestigioso, e per noi è un onore veramente e un piacere. Infatti i Bronzi, dopo essere stati accolti nelle stanze del Palazzo del Quirinale, oggi li affidiamo per un po’ a questa città magnifica e a questo museo prestigioso. I nostri Bronzi, i Bronzi di San Casciano dei Bagni, ormai sono famosi e famosi in tutto il mondo. L’Apollo, il giovane efebo malato, il putto, persino l’orante esposta qui per la prima volta, non sono però soltanto dei pezzi in mostra e che lasciano senza parole, sono personaggi che noi abbiamo imparato a conoscere, a San Casciano ci siamo affezionati a loro. Sono personaggi della nostra storia sconosciuti fino a qualche tempo fa, e che lo scavo archeologico del Bagno grande in concessione al Comune di San Casciano dei Bagni ha fatto riemergere dall’acqua calda insieme alle loro antiche fragilità, le loro antiche speranze, che abbiano anche scoperto non sono poi tanto diverse dalle nostre nonostante i duemila anni trascorsi.

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Statua di donna orante (II sec. a.C.) scoperta a San Casciano dei Bagni (foto graziano tavan)

“E quindi se è il fuoco l’elemento primordiale al quale sono legati molti tesori di questo museo – continua il sindaco di San Casciano -, è l’acqua quello che invece ha custodito i tesori di San Casciano, acqua termale sulla quale San Casciano fonda la sua storia, la sua economia, acqua che non distrugge ma crea rigenera mantiene, e quindi c’è una cosa che io spero di riuscire a trasmettervi stamane: per la comunità che ho l’onore di rappresentare nel suo insieme i Bronzi sono soltanto un pezzettino – ovviamente al momento il più entusiasmante e tangibile – di un progetto molto più grande che darà nuova linfa, nuova vita al nostro piccolo comune: un grande museo, un hub di ricerca universitaria internazionale, un parco archeologico termale è quello che infatti, insieme a tutti gli enti e alle istituzioni che ci accompagnano, vogliamo realizzare. E a questi enti io mi rivolgo veramente con profonda gratitudine perché riuscire a ragionare insieme su un obiettivo comune Ministero, università, istituto centrale per il Restauro – ma anche la Regione Toscana ci sta supportando, ma anche mecenati privati e il mondo delle associazioni -, non è facilissimo e stiamo cercando di farlo credo dando il buon esempio di una modalità di lavoro che può funzionare e che potrebbe essere più spesso utilizzata.

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Il team di scavo a San Casciano dei Bagni alla fine della campagna 2023 (foto uni stranieri siena)

“San Casciano è un borgo bellissimo, scarsamente popolato, che vive i problemi che vivono i piccoli borghi di tutte le realtà italiane. Ma grazie alla ricerca archeologica, alla quale abbiano volutamente dato vita alcuni anni fa, già da qualche tempo vi si respira un’aria diversa, un’aria frizzante, un’aria che nel tempo si è trasformata anche in grande fermento. È bellissimo passare in piazza in estate all’ora del tramonto e trovare le decine di archeologi e archeologhe provenienti da tutto il mondo che si incontrano con la comunità della quale ormai fanno parte, parlando anche in lingue diverse. Sono persone che lavorano perché credono che la cultura sia ricerca continua capace di generare relazioni professionali e sociali, oltre che efficace nel produrre ricchezza diffusa. E parlando di relazione e collaborazione noi istituzioni stiano cercando di dare il buon esempio anche a livello locale. Infatti stiano cercando di guardare a questa opportunità superando anche i confini dei singoli Comuni. Insieme ai sindaci dei 10 Comuni della Valdichiana senese, andremo a presentare a fine marzo il progetto di candidatura per la capitale italiana della Cultura 2026 essendo entrati tra i 10 finalisti come territorio unito, ricco di storia cultura e anche visione del futuro europeo (a marzo 2024 il ministero ha scelto L’Aquila come capitale della Cultura 2026, ndr).

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Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

“Quindi nessuno si salva da solo. Lo sapevano Etruschi e Romani che nel santuario incredibilmente convivevano. Ma quel modello di relazione tra realtà differenti vogliano praticarlo anche noi in questa sfida culturale nel nostro piccolo. Certi che grazie al lavoro condiviso quando i Bronzi torneranno nella loro casa a San Casciano saremo anche pronti per accoglierli nel miglior modo possibile. Nel frattempo – conclude Agnese Carletti – li consegniamo a questa città, li consegniamo a voi chiedendovi di entrare a far parte di questa squadra che giorno dopo giorno si arricchisce di nuovi soggetti. E vi chiediamo di raccontare a tutti questa storia che credo sia poi lo spirito di tutto il lavoro che stiamo facendo e vi invito ovviamente a San Casciano dei Bagni per veder quello che oggi vi raccontiamo e di cui vedete una parte”.

Roma. All’Istituto Centrale per il Restauro presentazione delle opere d’arte rimpatriate dagli Stati Uniti d’America dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, tra cui 600 reperti archeologici

roma_istituto-centrale-per-il-restauro_prsentazione-opere-rimpatriate-dagli-usa_locandinaMartedì 28 maggio 2024, alle 11, a Roma, all’Istituto Centrale per il Restauro, nella sala conferenza Ex Carcere Femminile in via di San Michele 25, si svolgerà la presentazione delle opere d’arte rimpatriate dagli Stati Uniti d’America dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale. Tra le opere recuperate figurano 600 reperti archeologici (arco temporale IX secolo a.C. – II secolo d.C.), 14 beni numismatici (un Tetradramma da Naxos, una moneta in argento e dodici monete archeologiche in oro), 4 beni d’antiquariato (dipinti olio su tela), 2 pergamene manoscritte e un copioso materiale bibliografico (oltre 1000 documenti). Nel corso della presentazione interverranno il Comandante dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, Gen. D. Francesco Gargaro; il Capo dell’Unità per la Lotta al Traffico delle Antichità della Procura di Manhattan, Col. Matthew Bogdanos; il Comandante Unità Mobili e Specializzate dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Massimo Mennitti; l’Ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, Jack Markell; l’Executive Associate Director of U.S. Homeland Security Investigations, Katrina Berger. Saranno presenti, tra gli altri, il direttore generale Musei del MiC Massimo Osanna e il direttore generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio del MiC, Luigi La Rocca. Concluderà il Sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi.

Reggio Calabria. Progetto check up Bronzi: al museo Archeologico nazionale al via la campagna di manutenzione programmata sui Bronzi di Riace, grazie a un accordo con l’Istituto Centrale per il Restauro. L’ultimo intervento risale al 2009-2013

reggio-calabria_archeologico_check-up-bronzi-2024_locandinaAl via la campagna di manutenzione programmata sui Bronzi di Riace. Nell’ambito di un accordo quadro tra il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), è partita una nuova campagna di verifica e controllo dello stato di conservazione dei Bronzi di Riace e di Porticello. Nel marzo 2023 Museo e ICR hanno condiviso un programma di verifiche, strumentali e visive dello stato di conservazione dei reperti custoditi in Sala Bronzi, con le prime attività di controllo svolte già nel mese di settembre 2023. Le funzionarie del MArRC Barbara Fazzari, responsabile del Laboratorio di Restauro, e Daniela Costanzo, responsabile dell’Ufficio Collezioni, hanno coordinato e curato i rapporti tra il Museo e l’ICR e, insieme al direttore Fabrizio Sudano, seguiranno in prima persona i lavori in sala Bronzi. Il cronoprogramma della prima fase delle attività di verifica e monitoraggio predisposto in accordo con l’Istituto Centrale per il Restauro, prevede, nei mesi tra aprile a settembre 2024, una media di due/tre giorni di attività svolti dal gruppo di esperti che sarà impegnato in indagini autoptiche e diagnostiche sui Bronzi di Riace e di Porticello. Il primo sopralluogo è previsto per il 15 e 16 aprile 2024, seguiranno gli altri incontri fissati dal 27 al 30 maggio 2024, dal 17 al 18 giugno 2024, dal 1 al 3 luglio 2024 e dal 16 al 18 settembre 2024.

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Uno dei due Guerrieri adagiato durante i restauri a Palazzo Campanella a Reggio Calabria (foto soprintendenza beni archeologici)

L’ultimo intervento di restauro sui Bronzi di Riace, che risale agli anni 2009-2013, è stato effettuato presso la sede del Consiglio Regionale della Calabria a Palazzo Campanella grazie alla collaborazione tra l’Istituto Centrale per il Restauro e l’allora soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria. Le due statue, rientrate al Museo la notte del 21 dicembre del 2013, in questi anni sono state oggetto di interventi di manutenzione ordinaria e controlli strumentali da parte dei restauratori e degli archeologi del MArRC.

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I tecnici, dopo i lunghi restauri, hanno riscontrato nei Bronzi microfratture che li rendono estremamente fragili (foto soprintendenza beni archeologici)

“Una grande opportunità per il MArRC”, esordisce Fabrizio Sudano. “A dieci anni dall’ultimo intervento di restauro sui Bronzi di Riace, avviamo una campagna di verifica e monitoraggio indispensabile per pianificare i futuri interventi di manutenzione e restauro sui nostri capolavori più pregiati. Abbiamo studiato e proposto all’ICR una modalità di indagini il più possibile attenta alle esigenze del visitatore, che potrà osservare da piazza Paolo Orsi le attività di check up in sala Bronzi. Visitatore che è sempre più attento alle problematiche di conservazione e restauro e potrà così essere informato direttamente dai professionisti del restauro e comprendere il perché ma soprattutto come si interviene su un bene di una tale importanza”. “Fin dall’arrivo delle preziose sculture bronzee al museo nazionale di Reggio Calabria (1983), l’Istituto Centrale per il Restauro”, commenta il direttore delegato, arch. Giorgio Sobrà, “ha progettato e messo in atto campagne di studio, ricerca e restauro volte alla loro salvaguardia e conservazione, congiuntamente con i colleghi reggini. Assolutamente attuale è, al riguardo, il pensiero di Giovanni Urbani, poi ripreso da Michele Cordaro, circa la prioritaria necessità di prevenire il deterioramento dei materiali costitutivi dei beni culturali per mezzo di un’accurata politica di manutenzione e di un controllo costante delle condizioni ambientali. Nel solco di questa tradizione, l’ICR mette dunque a disposizione la propria decennale esperienza, al fine di definire le migliori strategie di conservazione per queste opere straordinarie”.

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I Bronzi di Riace esposti nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

“Le verifiche sullo stato di conservazione dei Bronzi di Riace e Porticello”, commenta Barbara Fazzari, “rientrano in uno dei concetti più importanti del restauro moderno, ovvero la conservazione preventiva, che consiste nel pianificare tutte quelle azioni volte a prevenire i fenomeni di degrado, in modo tale che le opere abbiano sempre meno bisogno di essere restaurate. Accompagnati dagli esperti dell’ICR condivideremo infatti le strategie per minimizzare le possibili cause di alterazione dei bronzi, programmando tutte le attività di verifica e monitoraggio e gli interventi di manutenzione necessari a garantirne la corretta conservazione nel tempo”. “Le prime indagini videoendoscopiche che abbiamo condotto all’interno delle due statue”, ricorda Roberto Ciabattoni, responsabile scientifico del progetto per l’ICR, “hanno permesso di attuare, nel corso degli anni nuovi protocolli di intervento, primi per tecnologia applicativa, che hanno consentito lavorazioni remotizzate all’interno di manufatti. In questa nuova campagna di approfondimento scientifico, si metteranno a punto, in collaborazione con i professori Paolo Piccardo e Roberto Spotorno dell’università di Genova (UNIGE), dipartimento di Chimica e Chimica industriale, gruppo di ricerca Metal, delle procedure specifiche per gli approfondimenti diagnostici sulle leghe metalliche”.

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La sala asettica che ospita i Bronzi di Riace nel museo nazionale Archeologico di Reggio Calabria (foto marrc)

“La tutela delle collezioni è un obiettivo prioritario per ogni istituto di cultura”, prosegue Daniela Costanzo, “ma naturalmente l’importanza dei Bronzi di Riace esige una particolare attenzione per la salvaguardia di questi capolavori e la loro trasmissione alle generazioni future. Si tratta di un lavoro quotidiano e silenzioso, svolto di norma quando il Museo è chiuso al pubblico, ma in questo caso, vista la complessità delle attività da svolgere, abbiamo cercato un equilibrio tra le esigenze di tutela e quelle di fruizione pubblica, riducendo al minimo l’interdizione al pubblico della sala Bronzi”. “Le superfici delle sculture bronzee”, ricordano infine i restauratori dell’ICR Francesca Angelo, Davide Fodaro e Livia Sforzini, “rivelano la loro lunga storia, a partire dal momento dell’esecuzione, passando per la giacitura in ambiente marino e attraverso i vari interventi conservativi cui sono state sottoposte. L’obiettivo della presente campagna di verifica e controllo mira a rilevare, comprendere e registrare, con metodologie integrate, la complessità delle patine presenti, morfologicamente diversificate e composite, al fine di poter monitorare nel tempo le superfici con la massima attenzione, proseguendo gli studi le ricerche per definire al meglio i protocolli conservativi mediante azioni dirette e indirette”. L’attività di monitoraggio diventa quindi un momento di scambio con il pubblico che così può comprendere quanto sia delicato e complesso il lavoro fatto per mantenere ciò che ci è stato tramandato, acquisendo una maggiore sensibilità sul concetto di salvaguardia e prevenzione del patrimonio archeologico. Nelle giornate di attività del team scientifico, i visitatori avranno la possibilità di seguire i lavori in corso attraverso le vetrate di piazza Paolo Orsi e di approfondire vari aspetti relativi agli studi e al restauro dei Bronzi attraverso i contenuti multimediali appositamente predisposti. Inoltre, grazie alla collaborazione con la società Coopculture, concessionario dei servizi aggiuntivi del MArRC, i visitatori che acquisteranno il biglietto per le date in cui il progetto Check-up sarà all’opera, potranno utilizzare lo stesso titolo di accesso per entrare in sala Bronzi, entro 30 giorni dalla prima data di visita.

Napoli. Aperta al museo Archeologico nazionale la mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” con gli straordinari ritrovamenti del 2022 e le novità del 2023 nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni. Gli interventi di Sangiuliano, Osanna, Tabolli e Carletti

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Il suggestivo allestimento della mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

Gli azzurri pastello che virano al verde acqua con riflessi di luce che si fanno strada dalla superficie della piscina creano un’atmosfera particolare attorno ai bronzi etruschi che sembrano fluttuare nelle acque calde verso il fondo della vasca sacra del santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, dove sono stati trovati, duemila anni dopo, coperti e protetti da uno strato di fango. È questo l’ambiente, raccolto e suggestivo, che dal 16 febbraio al 30 giugno 2024 accoglierà i visitatori del museo Archeologico nazionale di Napoli che saliranno al terzo piano per accedere alle nuove sale – appena restaurate e recuperate alla nuova fruizione espositiva (qui, fino a qualche mese fa, c’era la sala conferenze) – dove è allestita la mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, che presenta al pubblico gli straordinari ritrovamenti effettuati nell’estate 2022 e le novità venute alla luce nel 2023 nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni: un viaggio attraverso i secoli alla scoperta del paesaggio delle acque calde tra Etruschi e Romani nel territorio dell’antica città-stato etrusca di Chiusi.

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Locandina della mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 16 febbraio al 30 giugno 2024

La mostra, curata da Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, è stata presentata per la prima volta al Palazzo del Quirinale tra giugno e dicembre del 2023, grazie all’iniziativa della Presidenza della Repubblica (vedi Il 2024 porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” dopo il successo al Quirinale. Bilancio dello scavo nel 2023 e presentazione del progetto CADMO (museo Archeologico, area archeologica e Hub Internazionale di ricerca) | archeologiavocidalpassato). Il nuovo allestimento al museo Archeologico nazionale di Napoli, arricchito da nuovi reperti provenienti dallo scavo della scorsa estate, è stato progettato da Guglielmo Malizia e Chiara Bonanni. Il catalogo è a cura di Treccani, con la sponsorizzazione tecnica di Intesa Sanpaolo. Hanno inoltre finanziato lo scavo e i restauri per la mostra Friends of Florence, Ergon, Robe Cope per Vaseppi, Banfi srl e il Castello di Fighine.

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Auditorium del Mann: presentazione della mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano”. Da sinistra, Jacopo Tabolli, Massimo Osanna, Gennaro Sangiuliano, Luigi La Rocca, Agnese Carletti (foto graziano tavan)

La mostra, presentata ufficialmente il 16 febbraio 2024 in auditorium del Mann alla presenza del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il direttore generale Musei e direttore ad interim del Mann Massimo Osanna, il direttore generale SABAP Luigi La Rocca, il direttore dello scavo Jacopo Tabolli, e il sindaco di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti, è promossa dal ministero della Cultura, ed è stata realizzata grazie alla collaborazione tra una pluralità di istituzioni preposte alla ricerca, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio. Organizzata dalla direzione generale Musei del MiC, l’esposizione presenta al pubblico i risultati degli scavi archeologici del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni. Gli scavi sono in concessione al Comune di San Casciano dei Bagni dalla direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio del Mic, con la tutela della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Siena Grosseto e Arezzo. Il coordinamento scientifico è dell’università per Stranieri di Siena. I restauri sono avvenuti con il supporto dell’Istituto Centrale del Restauro.  

La scelta del Mann per la seconda tappa della mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” non è casuale, come spiega ad archeologiavocidalpassato.com il dg musei Massimo Osanna.

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Massimo Osanna, direttore generale Musei, e co-curatore della mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” (foto graziano tavan)

“Questa mostra nasce da un ambizioso progetto di ricerca – ricorda – e, come spesso dovrebbero essere le mostre cioè mostre che nascono dalla ricerca della conoscenza, questa esposizione nasce da uno scavo straordinario fatto da un’équipe internazionale coordinata da Jacopo Tabolli per l’università degli Stranieri di Siena insieme al ministero della Cultura, una mostra che raccoglie e racconta questa straordinaria avventura della scoperta dei bronzi di San Casciano. La prima tappa – continua – è stata quella romana ospitata, ed è veramente un orgoglio, nel Palazzo del Quirinale. Dopo Roma si è deciso di portarla a Napoli, perché Napoli è il grande museo archeologico italiano, e dove – tra l’altro – il contatto con l’Antico dal Settecento ha significato moltissimo per la città e per l’Europa”.

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Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

“E come i bronzi vesuviani, gli oggetti delle eruzioni, sono venuti fuori all’improvviso, dopo un evento catastrofico, così anche i bronzi di San Casciano vengono fuori per un evento, un evento meno catastrofico ovviamente dell’eruzione, ma altrettanto d’impatto per questi materiali: un fulmine (in età tiberiana, ndr) cade nel santuario e richiede delle azioni espiatorie. I grandi bronzi e anche molti ex voto vengono deposti sacralmente nella fonte sacra alla dea, la dea della Fonte, e questo li ha preservati per sempre, fino a quando gli archeologi non li hanno scoperti. Quindi – conclude – un riaffiorare dell’Antico attraverso gli oggetti che si soni salvati dal naufragio del passato che, come a Pompei, ci restituisce cose straordinarie”.

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Il ministro Gennaro Sangiuliano, al centro, accompagnato dal dg sabap Luigi La Rocca (a sinistra) e dal dg musei Massimo Osanna (a destra) alla mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al Mann (foto mann / valentina cosentino)

“I Bronzi di San Casciano, esposti dal 16 febbraio 2024 al museo Archeologico nazionale di Napoli”, interviene il ministro Sangiuliano, “offrono alla nostra comunità un frammento di storia sepolta e anche l’emozione di questa scoperta, definita dagli esperti una delle più rilevanti degli ultimi tempi. Si tratta di uno scavo giovane, siamo certi che le ricerche condotte dal ministero della Cultura, con il coinvolgimento di tanti atenei, coordinati dall’università per Stranieri di Siena, ci regalerà nel prossimo futuro molte nuove scoperte. Abbiamo già proceduto all’acquisto di un palazzo cinquecentesco nel centro storico di San Casciano e ciò renderà possibile presto l’apertura di un museo che diventerà la nuova casa di questi reperti. La ferma volontà di mantenere il legame inscindibile delle scoperte con il territorio è parte costitutiva del progetto di valorizzazione dell’identità delle nostre comunità locali. I musei sono punti cardinali della nostra identità e memoria. La mostra al Mann, fra i più importanti musei archeologici al mondo – chiude Sangiuliano -, testimonia l’importanza per il ministero della Cultura di questo progetto e ribadisce come il patrimonio sia di tutti”.

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Jacopo Tabolli. Agnese Carletti e Massimo Osanna al Mann (foto graziano tavan)

Particolarmente orgogliosa che il progetto di San Casciano dei Bagni venga ospitato a Napoli, all’interno delle prestigiose sale del museo Archeologico nazionale, è il sindaco di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti, che guarda già avanti. “Questa scoperta per San Casciano rappresenta un punto di partenza innanzitutto per costruire il futuro di un piccolo comune di neanche 1500 abitanti”, spiega Agnese Carletti ad archeologiavocidalpassato.com. “E questo scavo è uno scavo che l’amministrazione ha voluto, ha finanziato, ha portato avanti. Pian piano ha portato tutti anche a credere in questa attività. E se oggi siamo qui è anche grazie alla squadra che pian piano siamo riusciti a costruire e insieme a questa squadra – quindi università per Stranieri di Siena – stiamo realizzando i prossimi step, cioè la realizzazione di un museo, un hub di ricerca universitaria internazionale e il parco archeologico”.

Vediamo allora come si è giunti alla scoperta archeologica premiata alla XXV Borsa mediterranea del turismo archeologico a Paestum come “scoperta internazionale dell’anno 2022” col 9° International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Assad” (Paestum. 9° International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2023 promosso da Bmta e Archeo: ecco le 5 scoperte archeologiche del 2022 candidate. Egitto: a Saqqara trovata piramide regina Neith, 300 sarcofagi e 100 mummie del Nuovo Regno; Guatemala: tracce del più antico calendario Maya; Iraq: nel bacino idrico di Mosul una città dell’Età del Bronzo; Italia: a San Casciano dei Bagni dal fango 24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana; Turchia: a Midyat una grande città sotterranea di 2000 anni fa | archeologiavocidalpassato).

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Jacopo Tabolli osserva una statua femminile con dedica in etrusco allo scavo al Bagno Grande del santuario termale etrusco-romano di San Casciano (foto uni-stranieri siena)

“Lo scavo è iniziato nel 2019”, ricorda Jacopo Tabolli ad archeologiavocidalpassato.com, “scavo che ha portato nel 2021 e 2022 al rinvenimento di una grande vasca sacra all’interno di un tempio tetrastilo, che è stato costruito probabilmente nel III sec. a.C. e sopravvive fino agli inizi del V sec. d.C. Anno dopo anno stiamo scavando il deposito all’interno della vasca sacra che ha vari momenti di chiusura, cioè momenti in cui il materiale sacro all’interno del santuario viene raccolto e deposto all’interno del fango caldo. Il primo grande momento è in età tiberiana, alla fine, quindi all’inizio del I sec. d.C., momento in cui probabilmente dopo la caduta di un fulmine viene raccolto il materiale del santuario e posato all’interno della grande vasca. E poi su questa deposizione più antica per oltre 400 anni i romani continueranno a fare deposizioni sempre in bronzo, soprattutto sotto la forma di moneta (vedi San Casciano dei Bagni (Si). Dai fanghi della sorgente termale del Bagno Grande del santuario etrusco-romano emergono oltre 20 statue in bronzo, molti ex-voto, cinquemila monete in oro argento e bronzo di oltre duemila anni fa. L’archeologo Tabolli: si riscrive la storia della statuaria antica e della romanizzazione del territorio. È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace del 1972 | archeologiavocidalpassato.

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Statua di donna orante (II sec. a.C.) scoperta a San Casciano dei Bagni (foto graziano tavan)

“I nuovi materiali esposti all’interno delle sale meravigliose del Mann – spiega Tabolli – raccontano della prosecuzione dei restauri e dello scavo. Da una parte la figura dell’orante femminile, rinvenuta nel 2022, ma parte di un complesso processo di restauro coordinato dalla soprintendenza di Siena e dall’istituto centrale del Restauro, e poi un donario bilingue, una rarissima iscrizione in etrusco e in latino che testimonia la coesistenza di comunità plurilingui all’interno del santuario, un messaggio di accoglienza del santuario. Per l’anno prossimo (2024, ndr) lo scavo ovviamente continuerà dalla fine di giugno per oltre 4 mesi, con studenti e studentesse da tutto il mondo. Il nostro obiettivo – conclude – è sempre quello: non solo di continuare lo scavo del deposito votivo ma di comprendere l’evoluzione topografica del santuario, un santuario-sorgente che si lega all’acqua calda”.

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I bronzi di San Casciano esposti nelle nuove sale del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann / valentina cosentino)

Dall’età del bronzo fino all’età imperiale, la grande tradizione di produzioni in bronzo di quest’area dell’Etruria è raccontata in un percorso ricco di suggestione: come l’acqua calda delle sorgenti termali si fa vortice e diviene travertino, così il visitatore scopre come le offerte in bronzo incontrino l’acqua calda, non solo a San Casciano dei Bagni, ma anche in una moltitudine di luoghi sacri del territorio. Oltre venti statue e statuette, migliaia di monete in bronzo ed ex-voto anatomici narrano una storia di devozione, di culti e riti in luoghi sacri dove l’acqua termale era usata anche a fini terapeutici. L’eccezionale stato di conservazione delle statue ha permesso di tramandare lunghe iscrizioni in etrusco e latino che restituiscono nuovi dati sul rapporto tra Etruschi e Romani, sui culti presso le sorgenti termali e sulle divinità qui venerate.

Napoli. L’attesa è finita. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” curata da Massimo Osanna e Jacopo Tabolli

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_inaugurazione_locandinaL’attesa è finita. Domani, venerdì 16 febbraio 2024, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, proveniente dal Quirinale dove ha riscontrato uno straordinario successo di pubblico. Si potranno ammirare le oltre 20 statue e statuette bronzee, insieme a diverse monete ed ex voto rinvenuti nel 2022 nel santuario termale etrusco-romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Si), già esposte a Roma, insieme a quattro reperti inediti, scoperti recentemente: una donna orante, un pesciolino di cristallo, un rene (ex voto) e un monumentale donario, con iscrizione bilingue, latina ed etrusca. Alla cerimonia inaugurale, alle 17, all’Auditorium del Mann, interverranno Massimo Osanna, direttore generale Musei e direttore ad interim del Mann; Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio; Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni; Jacopo Tabolli, coordinatore scientifico dello scavo, dell’università per Stranieri di Siena.

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I bronzi di San Casciano esposti nella sala del Bronzino al Quirinale della mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” (foto mic)

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Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano al convegno “Dentro il Sacro. Multiculturalismo e plurilinguismo nello scavo del Bagno Grande a San Cascino dei Bagni” a Siena (foto unistranieri-siena)

La tappa napoletana della mostra dei bronzi di San Casciano era stata annunciata a dicembre 2024 dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: “Questi reperti eccezionali, che ci parlano di un passato in cui i mondi romano ed etrusco si riconoscevano nelle medesime tradizioni, hanno la capacità di riconnetterci alle nostre più antiche radici. In attesa del loro ritorno nel luogo da cui sono emersi, dove verranno ospitati in un museo per il quale abbiamo già acquistato l’edificio in cui ogni tipo di pubblico potrà comprendere il significato di questa scoperta straordinaria, ora sarà Napoli ad accogliere Gli dei ritornano. I visitatori del Mann avranno così l’opportunità di ammirare questi tesori, restituiti a noi dalla terra e dall’acqua in cui erano celati”.

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Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, curatori della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, nei laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Poi, un mese fa, a metà gennaio 2024, i bronzi di San Casciano sono arrivati nei laboratori del museo Archeologico nazionale di Napoli per i lavori preliminari all’allestimento della mostra, affidati alle cure di Mariateresa Operetto (responsabile laboratorio restauro del Mann), Laura Forte (funzionaria archeologa del Museo), Wilma Basilissi (Istituto Centrale per il Restauro) e Salvatore Siano (CNR). Peculiare lo stato di conservazione dei reperti che, preservati nell’acqua calda, recano importanti iscrizioni in etrusco e latino. Queste straordinarie testimonianze permettono di ricostruire i rituali e i culti delle divinità venerate nel grande santuario termale del Bagno Grande. “È un’occasione unica per uno straordinario viaggio nel tempo che, dopo la tappa al Quirinale, si amplia adesso a Napoli con ulteriori manufatti”, ha anticipato Massimo Osanna, che cura la mostra con Jacopo Tabolli. “Con i bronzi di San Casciano si inaugurano adesso anche nuove sale del Mann, appena restaurate, destinate ad ospitare le mostre temporanee del Museo”.

Napoli. Anteprima dei bronzi di San Casciano “in cura” nei laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale dove saranno esposti dal 15 febbraio nella mostra “Gli dei ritornano”. La presentazione del direttore ad interim Massimo Osanna

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Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, curatori della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, nei laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

 

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Fasi di restauro della donna orante scoperta recentemente nel Bagno grande di San Casciano nei laboratori di restauro

Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano due settimane all’apertura della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli, e nei laboratori di restauro fervono le attività preparatorie con i preziosi reperti affidati agli esperti del Mann. È stato proprio Massimo Osanna, direttore ad interim del Mann, e curatore della mostra insieme al professore Jacopo Tabolli (docente di Etruscologia all’università per Stranieri di Siena), a presentare i risultati del lavoro svolto finora, presenti Mariateresa Operetto (responsabile laboratorio restauro del Mann), Laura Forte (funzionaria archeologa del Museo), Wilma Basilissi (Istituto Centrale per il Restauro) e Salvatore Siano (CNR) (vedi Napoli. Iniziati al laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale i lavori preliminari per la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” che aprirà il 15 febbraio nelle nuove sale restaurate | archeologiavocidalpassato). Quella al museo Archeologico nazionale di Napoli sarà la seconda tappa dopo quella al Quirinale (vedi Il 2024 porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” dopo il successo al Quirinale. Bilancio dello scavo nel 2023 e presentazione del progetto CADMO (museo Archeologico, area archeologica e Hub Internazionale di ricerca) | archeologiavocidalpassato). E a Napoli ci saranno quattro reperti inediti, scoperti recentemente: una donna orante, un pesciolino di cristallo, un rene (ex voto) e un monumentale donario, con iscrizione bilingue, latina ed etrusca.

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Fasi di restauro della donna orante scoperta recentemente nel Bagno grande di San Casciano nei laboratori di restauro

Nel servizio della TGR Campania (vedi https://www.rainews.it/tgr/campania/video/2024/01/al-mann-i-bronzi-di-san-casciano–8f68b404-5c22-4643-820e-05e0d61ac73b.htmlin anteprima le opere in restauro nei laboratori del Mann. Tra cui la splendida figura femminile che è l’ultima rinvenuta nella località termale toscana dove si continua a scavare dopo la grande scoperta del 2022. I bronzi di San Casciano dei Bagni sono stati esposti finora solo al Quirinale e la mostra al museo Archeologico di Napoli è l’occasione per vedere nuovi pezzi finora inediti. La scoperta racconta l’età di passaggio tra Etruschi e Romani nell’attuale Toscana. Le opere in bronzo sono datate tra II secolo a.C. e I secolo d.C. Raffigurano divinità cui ci si rivolgeva per la protezione della propria salute in quel territorio già allora celebre per le sorgenti termali. Nel servizio intervista a Massimo Osanna, direttore generale Musei. Saranno esposte dal 15 febbraio al 30 giugno 2024.