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Napoli. Alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti l’incontro internazionale di Studi “Comunicare la Cultura Materiale del Mediterraneo Antico”: due giorni dedicati al confronto su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale. Ecco il programma

Il dibattito sul ruolo del patrimonio culturale nello sviluppo socio-culturale, nella qualificazione o riqualificazione del territorio e dell’ambiente sociale ha assunto nel tempo una sempre maggiore importanza nei programmi degli enti per la tutela e la valorizzazione e degli enti di ricerca. Comunicare la cultura materiale costituisce una delle sfide più complesse, rispetto alla quale si sono fatti negli ultimi decenni enormi progressi, con una significativa sensibilizzazione degli addetti ai lavori e grazie alla centralità che il tema ha assunto nell’ambito delle Digital Humanities. Il 14 e 15 ottobre 2026 alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli, in via Mezzocannone 8, si terrà l’Incontro Internazionale di Studi “Comunicare la Cultura Materiale del Mediterraneo Antico”, dedicato al confronto su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale. La discussione verterà su casi di studio, esperienze condotte in siti, parchi e musei archeologici, e sulle sperimentazioni sviluppate da enti e gruppi di ricerca, valorizzando la sinergia tra archeologia, comunicazione museale e Digital Humanities.

L’avvicinamento del pubblico e delle comunità locali alla cultura materiale dei centri del Mediterraneo antico è essenziale non solo affinché esse possano conoscere e riappropriarsi del proprio passato, ma anche perché possano garantire il loro contributo alla conservazione e alla trasmissione nel tempo di un patrimonio culturale di cui sono custodi. Ciò può avvenire solo attraverso l’attuazione di strategie comuni per la disseminazione e trasmissione delle conoscenze sulla cultura materiale a tutti i livelli. L’incontro di studi si connette al progetto di ricerca SiDiCumaFleg – sistemi digitali per la conoscenza e la valorizzazione della cultura materiale dei Campi Flegrei in età romana in corso presso il Dipartimento di Studi Umanistici, avente come obiettivo lo sviluppo di un sistema integrato di conoscenze finalizzato alla tutela e alla valorizzazione della cultura materiale dei Campi Flegrei (Na, Campania) e incentrato su quei manufatti che rappresentano la ricchezza culturale di questo territorio e delle sue comunità tra III sec. a.C. e V sec. d.C. I Campi Flegrei costituiscono dunque il punto di partenza di una riflessione che vuole però coinvolgere studiosi ed esperti di comunicazione impegnati nelle diverse aree del Mediterraneo, per confrontarsi su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale.

La discussione si concentrerà sulle strategie della comunicazione e trasmissione di evidenze materiali spesso difficili da raccontare al grande pubblico, attraverso la sinergia tra archeologia, comunicazione museale e Digital Humanities.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE 2026. Napoli, Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli: alle 10.30, saluti: ANDREA MAZZUCCHI, magnifico rettore dell’università di Napoli “Federico II”; EDOARDO MASSIMILLA, componente interno del Consiglio di Amministrazione dell’università di Napoli “Federico II”; GIANLUCA GIANNINI, direttore del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”; ROSALBA DI MEGLIO, coordinatrice del CdLM in Archeologia del Mediterraneo dell’università di Napoli “Federico II”. Introduzione ai lavori: CARMELA CAPALDI, università di Napoli “Federico II”, ANTONELLA CIOTOLA, università di Napoli “Federico II”: “SiDiCuMaFleg. Una risorsa digitale per la cultura materiale dei Campi Flegrei”. SEZIONE I – Musei: progetti e orientamenti, presiede EMMANUEL BOTTE, Centre Jean Bérard UAR 3133 CNRS-EFR. Alle 11, LUIGINA TOMAY, direzione regionale Musei nazionali della Campania, “Raccontare la cultura materiale ai visitatori dei musei. Qualche esempio dalla rete dei Musei nazionali della Campania”; 11.30, FRANCESCO SIRANO, museo Archeologico nazionale di Napoli, “Comprendere, partecipare, appartenere. Il MANN accessibile”; 12, MARIA RISPOLI, museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, “Dal museo al territorio: governance, partecipazione ed educazione al patrimonio nel Museo Archeologico di Stabia”; 12.30, FRANCESCO MUSCOLINO, musei nazionali di Cagliari, “La Sardegna e il Mediterraneo: strategie di comunicazione e nuovi allestimenti nei Musei Nazionali di Cagliari”; 13, Refreshment break. SEZIONE II — Territorio e parchi archeologici: progetti e orientamenti, presiede RAFFAELLA BONAUDO, musei nazionali di Matera. Alle 14, ASTRID D’EREDITÀ, parco archeologico del Colosseo, “Oltre la vetrina. Raccontare la cultura materiale sui social del Parco Archeologico del Colosseo”; 14.30, TIZIANA D’ANGELO, parchi archeologici di Paestum e Velia, “Che chic l’archeologia. Raccontare le storie del Mediterraneo antico ai Parchi archeologici di Paestum e Velia; 15, MARINA CASO, parco archeologico di Ercolano, “La cultura materiale di Herculaneum nella prospettiva futuristica di Amedeo Maiuri”; 15.30, SIMONE MARINO, parco archeologico di Ercolano, “Il patrimonio culturale dell’antica Ercolano nell’orbita di un ecosistema digitale”; 16, LUCA DI FRANCO, GIANCARLO DI MARTINO, ROSARIA GAROFALO, musei e parchi archeologici di Capri, “La cultura materiale dell’antica Capri tra ricerca e valorizzazione museale”; 16.30, MARCO MIANO, MARTA POLLIO, STEFANIA TUCCINARDI, università di Messina, “La villa di Damecuta, 1937-2027: un secolo di ricerche in un GIS”; 17, MARIA LUISA TARDUGNO, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio area metropolitana di Napoli, “I depositi del Rione Terra di Pozzuoli: archeologia nascosta e strategie per comunicare la cultura materiale”.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026. Napoli, Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli. SEZIONE I – Musei: progetti e orientamenti, presiede CARLO RESCIGNO, Scuola Superiore Meridionale. Alle 9, SARA AIRÒ, STELLA FALZONE, AGNESE LOJACONO, AMBRA MORTELLARO, ALESSANDRA VIVACQUA, museo Archeologico nazionale di Taranto, “Raccontare la cultura materiale. Le strategie di comunicazione delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MarTA”; 9.30, LUANA TONIOLO, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e museo delle Civiltà, “La materia della memoria: oggetti e cultura materiale a Villa Giulia”; 10, LAURA PETACCO, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, “Comunicare il tempo di Roma. Il progetto multimediale L’eredità di Cesare e la conquista del tempo come strategia di valorizzazione dei Fasti Capitolini; 10.30, Coffee break. SEZIONE III – Cultura materiale e archeologia urbana, presiede CARLO RESCIGNO, Scuola Superiore Meridionale. Alle 11,  GIULIA BOETTO, Centre Camille Jullian, CNRS, Aix Marseille Université, “Comunicare la cultura marittima: relitti di navi in museo, Italia ed Europa a confronto”; 11.30, GIULIANA BOENZI, DANIELA GIAMPAOLA, STEFANO IAVARONE, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, “Conoscere, documentare, comunicare il paesaggio urbano costiero di Napoli antica”; 12.15, GIOVANNA BALDASARRE, ANNA CAPARRO, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, “Napoli sottosopra: raccontare l’archeologia al grande pubblico. Il progetto di tutela attiva e comunicazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli”; 12.45, ALBERT RIBERA, Institut Català d’Arqueologia Clàssica, “Valentia, la storia di una città romana ricostruita e spiegata attraverso la ceramica”; 13.15, Refreshment break. SEZIONE IV – Studio e comunicazione nell’era del digitale, presiede: LUCA CERCHIAI, università di Salerno. Alle 14.30, MACARENA BUSTAMANTE, Universidad de Granada, “Digital Humanities e ceramica. L’archivio online Corpus Vasorum Hispanorum”; 15, MARIA TERESA D’ALESSIO con ROSY BIANCO, SARA BOSSI, VALERIO BRUNI, Sapienza, Università di Roma, “I paesaggi urbani di Pompei nell’Atlante digitale della città”; 15.30, MACARENA BUSTAMANTE, Universidad de Granada, ANTONELLA CIOTOLA, università di Napoli “Federico II”, ARIANA PÉREZ, Universidad de Cantabria, ALBERT RIBERA, Institut Català d’Arqueologia Clàssica, CHRISTOPH BAIER, FRANCESCO FERRARA, Österreichisches Archäologisches Institut, “Lo studio di un grande contesto ceramico a Pompei, Regio VII insula 4”. Presiede ALESSANDRO MANNI, università di Napoli “Federico II”. Alle 16, GLORIA OLCESE, università di Milano, “Comunicare la cultura materiale di Ischia: approcci digitali per l’accessibilità e la valorizzazione dell’area artigianale di Santa Restituta di Lacco Ameno e dei palmenti rupestri dell’isola”; 16.30, MATTEO D’ACUNTO, CHIARA IMPROTA, CRISTIANA MERLUZZO, FRANCESCO NITTI, università di Napoli L’Orientale, MARCO CAPURRO, Scuola Normale Superiore di Pisa, “Dalla ricerca alla comunicazione della cultura materiale: le esperienze dell’Università di Napoli L’Orientale tra Terza Missione e digitalizzazione a Cuma e Pithekoussai”; 17, LUCA CERCHIAI, università di Salerno, Presentazione delle comunicazioni scritte.

Giardini Naxos (Me). Al Teatro della Nike il premio “Comunicare l’Antico” nato dalla sinergia con il parco archeologico di Naxos e con Archeoclub Giardini Naxos. Ecco i premiati

Sabato 5 settembre 2026, alle 19, nel Teatro della Nike (parco archeologico di Naxos) a Giardini Naxos (Me), consegna del premio “Comunicare l’Antico” nato dalla sinergia con il parco archeologico di Naxos e con Archeoclub Giardini Naxos – Taormina – Valle Alcantara (Me) nell’ambito della XVI edizione di Naxos Legge – Festival delle narrazioni, della lettura e del libro. Il riconoscimento celebra personalità e realtà che custodiscono, studiano e promuovono la cultura classica e il patrimonio del mondo antico. Dopo i saluti di Adriana Pizzino, direttrice del parco archeologico Naxos Taormina; Salvatore Agatino Bosco, sindaco di Giardini Naxos; Fulvia Toscano, direttrice artistica di Naxos Legge; la consegna dei premi. Conduce la serata la giornalista Francesca Russo. Interventi musicali del maestro Puccio Castrogiovanni. I premiati della IX edizione saranno: Theodoros Terzopoulos, regista teatrale, fondatore e direttore artistico dell’Attis Theatre Company, ispiratore delle Olimpiadi Teatrali e Presidente del relativo Comitato Internazionale; Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e direttrice delegata di importanti istituzioni museali nazionali; il Festival dei Popoli Italici, ideato da Federico Fioravanti e dall’Associazione culturale Arché. Ritirerà il premio Letizia Rosati, assessore alla Cultura del Comune di Rieti; Giorgio Ieranò, traduttore teatrale, saggista e docente di Letteratura greca all’università di Trento, dove dirige il laboratorio di ricerca sul teatro antico “Dionysos”; tourismA – Salone Internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale, manifestazione fiorentina dedicata alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico; Francesco Muscolino, archeologo taorminese e direttore dei musei nazionali di Cagliari; Fabrizio Sudano, archeologo e direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, sede dei celebri Bronzi di Riace.

Castiglione Olona (Va). Al museo della Collegiata il convegno “Archeologia in Valle Olona. Novità e ricerche a Castelseprio e Castiglione” a cura di Luca Polidoro e Laura Marazzi: un aggiornamento scientifico sui nuovi dati emersi dalle indagini

Venerdì 6 febbraio 2026, dalle 9 alle 13, al museo della Collegiata di Castiglione Olona, in via Cardinal Branda 1 a Castiglione Olona (Va), il convegno “Archeologia in Valle Olona. Novità e ricerche a Castelseprio e Castiglione” a cura di Luca Polidoro (Direzione regionale Musei nazionali Lombardia) e Laura Marazzi (Museo della Collegiata di Castiglione Olona), promosso dalla direzione regionale Musei nazionali Lombardia e dal museo della Collegiata di Castiglione Olona. L’incontro intende offrire un aggiornamento scientifico sui nuovi dati emersi dalle indagini, rivolgendosi in particolare ad appassionati, studiosi, professionisti e operatori del settore. Accesso libero e gratuito, senza prenotazione.

PROGRAMMA. Alle 9, saluti istituzionali e apertura dei lavori: Rosario Maria Anzalone, direttore regionale Musei nazionali Lombardia; Giuseppe Scotti, responsabile Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano; Beatrice Maria Bentivoglio-Ravasio, soprintendente ABAP CO, LC, SO, VA. Alle 9.20, Prima sessione: Alfredo Lucioni, già università Cattolica del Sacro Cuore e CSPA Varese, “Castelseprio e Castiglione: ascesa e declino di due centri di potere nel Seprio medievale”; Daniela Locatelli, soprintendenza ABAP CO, LC, SO, VA; Sabrina Luglietti, Matilde Vanetti, Alice Faccin, Federica Pruneri, Archeo Solutions, “Ricerche archeologiche al Museo della Collegiata. Appunti per una storia di Castiglione Olona”; Mauro Reali, liceo Banfi di Vimercate, “Un servo del Municipium Comum, da Castiglione Olona”; 10.15, coffee break. Alle 10.30, Seconda sessione: Luca Polidoro, direzione regionale Musei nazionali Lombardia; Stefania Felisati, Paolo Sbrana, Studio Ar.Te., “Le indagini archeologiche nell’avancorpo della chiesa di San Paolo a Castelseprio”; Federica Matteoni, Chiara Pupella, Marco Sannazaro, Mauro Vassena, università Cattolica del Sacro Cuore, “Quando nasce Castelseprio? Prime considerazioni sulla fase tardoantica della “Casa medievale”; Alexandra Chavarria Arnau, Gian Pietro Brogiolo, Maurizio Marinato, università di Padova, “Nuovi dati sulla chiesa di San Giovanni (campagna di scavo 2025)”; Caterina Giostra, università Cattolica del Sacro Cuore; Delfina Consonni, Leonardo De Vanna, Archeologi liberi professionisti; Mario Rottoli, Elisabetta Castiglioni, Laboratorio di Archeobiologia di Como; Giovanna Bosi, Paola Torri, Marta Mazzanti, università di Modena e Reggio Emilia, “Scavi e ricerche presso la casa-forte: un aggiornamento”; Francesco Muscolino, direzione regionale Musei nazionali Sardegna, “Novità epigrafiche da Castelseprio”; 12.20, discussione conclusiva; 12.40, visita al complesso della Collegiata di Castiglione Olona.

 

Cagliari. Apertura serale dei musei nazionali cin visite guidate alle Cannoniere e conferenza “Francesco Cocco Ortu nelle genealogie dei musei nazionali di Cagliari”

Giovedì 17 luglio 2025 apertura notturna dei musei nazionali di Cagliari alla Cittadella dei Musei. Fino alle 23 ci si può immergere nella storia e nell’arte al Museo archeologico e alla Pinacoteca e seguire le visite guidate alle Cannoniere cinquecentesche a partire dalle 19.

Inoltre dalle 19 alle 21, al Belvedere Giaime e Luigi Pintor, all’Ex Regio Museo in piazza Indipendenza, si terrà l’evento inserito nelle iniziative “Prendas Torradas. Gioielli donati” e “La Musa Euterpe nei luoghi della memoria ritrovata”. La serata dal titolo “Francesco Cocco Ortu nelle genealogie dei musei nazionali di Cagliari” sarà introdotta da Francesco Muscolino, archeologo, direttore dei musei nazionali di Cagliari, e coordinata da Maria Antonietta Mongiu, archeologa e componente del CdA dei musei nazionali di Cagliari. Interverranno Mauro Salis, funzionario storico dell’arte dei musei nazionali di Cagliari; Franco Masala, storico dell’arte, presidente dell’Associazione Amici dei Musei nazionali di Cagliari; Marco Pignotti, storico, docente di Storia contemporanea all’università di Cagliari; Gianluca Scroccu, storico, docente di Storia contemporanea all’università di Cagliari; Nicolò Migheli, sociologo, Cagliari. A seguire si terrà il concerto del Quintetto OCS, con Brani da film, direzione artistica Simone Pittau. Durante l’iniziativa Prendas Torradas e La Musa Euterpe nei luoghi della memoria ritrovata” l’ingresso all’Ex Regio Museo sarà gratuito. L’incontro si terrà alle 19 all’Ex Regio Museo oppure potrà essere seguito da remoto in diretta streaming su Facebook e YouTube.

Cagliari. Nella Cittadella dei Musei “Omaggio a Tuvixeddu”, serata speciale nell’ambito dell’iniziativa “La Musa Euterpe nei luoghi della memoria ritrovata”

Sabato 31 maggio 2025, alle 20, nella Cittadella dei Musei in piazza Arsenale a Cagliari, un meraviglioso “Omaggio a Tuvixeddu”, nell’ambito dell’iniziativa “La Musa Euterpe nei luoghi della memoria ritrovata” a cura di Maria Antonietta Mongiu, archeologa, componente CdA dei Musei nazionali di Cagliari; Francesco Muscolino, direttore dei Musei nazionali di Cagliari; Franco Masala, storico dell’arte, presidente Associazione Amici dei Musei nazionali di Cagliari. L’Omaggio a Tuvixeddu, nato da un’idea di Maria Antonietta Mongiu, si è sviluppato col gruppo di progetto e con gli artisti che si esibiscono pro bono publico in uno dei luoghi fondanti la storia di Cagliari, della Sardegna, del Mediterraneo. La serata e il concerto sono organizzati dal Musei nazionali di Cagliari. Al concerto prenderanno parte Gavino Murgia, Elena Ledda, Federico Fiorio e Karalis Antiqua Ensemble, Mauro Palmas, Gianfranco Meloni, Simone Pittau e l’Orchestra da Camera della Sardegna, Marcello Peghin, Sardinae Atque Urbis Calaris Descriptio, l’università di Cagliari, l’associazione italiana di Cultura Classica e Lia Careddu. Evento gratuito. Per l’occasione il museo Archeologico, la Pinacoteca e le Cannoniere cinquecentesche saranno visitabili fino alle 23. La biglietteria, sita all’interno del museo Archeologico, chiude alle 22.15.

Agrigento-Palermo. “Pulcherrima et plurima spolia”: al via le “Giornate Gregoriane” dedicate al collezionismo e ai collezionisti di antichità in Sicilia tra Settecento e Ottocento e soprattutto al loro influsso sulla cultura e sul costume in Europa

agrigento-palermo_giornate-gregoriane_Pulcherrima-et-plurima-spolia_locandina“Pulcherrima et plurima spolia” è il titolo della 16esima edizione delle “Giornate Gregoriane”, che si tengono tra Agrigento e Palermo il 13 e 14 dicembre 2024. Tema di quest’anno è quello del collezionismo e dei collezionisti di antichità in Sicilia tra Settecento e Ottocento e soprattutto il loro influsso sulla cultura e sul costume in Europa. Le due giornate di studio si soffermeranno sulla nascita delle prime raccolte pubbliche museali e del ruolo svolto da privati che raccolsero opere che altrimenti sarebbero state distrutte o disperse… soprattutto su quelle figure che a loro modo tutelarono il patrimonio storico akragantino (e non solo) e del peso che quelle collezioni, una volta diffuse in tutta Europa, ebbero nella diffusione della cultura classica e dell’interesse verso Agrigento, la Sicilia e l’Italia. Il comitato scientifico è composto da Giuseppe Parello, Roberto Sciarratta, Claudia Lambrugo, Maria Concetta Parello e Maria Serena Rizzo. Del comitato organizzatore fanno parte Maria Concetta Parello, Maria Serena Rizzo e Giuliana Sarà.

PROGRAMMA 13 DICEMBRE: AGRIGENTO, Biblioteca Lucchesiana. Alle 9, saluti istituzionali: Roberto SCIARRATTA, direttore del parco Valle dei Templi; Giuseppe PARELLO, presidente del consiglio del parco Valle dei Templi; Maria Concetta PARELLO, “Le ragioni del convegno”; 9.30, Sac. Angelo CHILLURA, direttore della Biblioteca Lucchesiana, “Nihil solvito. La generosità e lungimiranza del vescovo Lucchesi Palli per il bene comune”; 9.50, Francesco MUSCOLINO, musei nazionali di Cagliari, “La Regia Custodia delle Antichità in Sicilia: protagonisti, normativa, attività”; 10.10, Josy LUGINBÜHL, università di Berna, “Off duty! Collecting antiquities in the Kingdom of the Two Sicilies”; 10.30, Fabrizio SLAVAZZI, università di Milano, “I vasi antichi figurati in età moderna: collezioni, collezionisti, moda e gusto”; 10.50, pausa caffè; 11.10, Claudia LAMBRUGO, università di Milano, William Hamilton in Sicilia: una storia poco nota all’origine della vase hunt siciliana; 11.30, Alessandro PACE, università di Milano, “Ippolito Cafici: più che un collezionista”; 11.50, Stefania PAFUMI, CNR (Istituto di Studi sul Mediterraneo), “Napoli, Il “Biscari ritrovato”: i manoscritti delle “Antichità di Catania” e altri documenti inediti per la storia del collezionismo e dell’archeologia catanese”; 12.10, Giuliana RANDAZZO, università Mediterranea di Reggio Calabria, “Le antichità di Ignazio Paternò Castello principe di Biscari e i disegni dei viaggiatori del Grand Tour settecentesco”; 12.30, Massimo CULTRARO, CNR (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale), “Catania, Una collezione dimenticata. La raccolta del barone Ferdinand von Andrian-Werburg (1835-1914) a Vienna e l’alba degli studi di Preistoria in Sicilia”; 12.50, Stefania SANTANGELO, CNR (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale), “Catania, Emanuele Taranto Rosso ed il “Gabinetto di Storia Naturale ed Archeologia” di Caltagirone (Catania)”; 13.30, pausa pranzo; 15, Rita FERLISI, soprintendenza BB. CC. AA. Agrigento, “Francesco Scaglione: il collezionismo come ossessione, tra archeologia e wunderkammer”; 15.20, Angela Maria MANENTI, parco archeologico e paesaggistico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai, “Un collezionista “minore” della Sicilia meridionale: il canonico G. Pacetto di Scicli (1806-1884), i suoi “Ricordi archeologici di un viaggio eseguito nel territorio di Scicli nell’anno 1867”: legami con i collezionisti dell’isola e non solo”; 15.40, Simone PIAZZA, università Ca’ Foscari Venezia, “Un domenicano alla scoperta di reperti antichi, curiosità naturali e cimeli medievali: i due viaggi in Sicilia di Giuseppe Allegranza (1750-1/52)”; 16, Cristoforo GROTTA, parco Valle dei Templi di Agrigento, Scuola Normale Superiore, “La tutela delle antichità di Agrigento: il caso di studio del tempio D nella narrazione delle risorse archivistiche del XIX secolo”; 16.20, Giovanni SCICOLONE, soprintendenza BB. CC. AA. Agrigento, “Dal sarcofago di Fedra alla collezione del ciantro Panitteri. Storie di raccolte archeologiche di ecclesiastici agrigentini tra Settecento e Ottocento”; 16.40, Silvia CALÒ, università di Bari, “Il viaggio di Victor Baltard in Sicilia tra collezionisti ed eruditi”; 17, pausa caffè; 17.30, Jörg GEBAUER, Staatliche Antikensammlungen und Glyptothek Munich, The Panitteri Vases – Core of the Munich Collections of Antiquities”; 17.50, Jorinde VAN ZUIJLEN, Independent researcher, “The Panitteri Collection: historical and museological contexts”; 18.10 , Donatella MANGIONE, parco Valle dei Templi, Giovanni SCICOLONE, soprintendenza BB. CC. AA. Agrigento, “Indagare un’antica collezione. Reperti archeologici “di famiglia” al Museo Civico di Girgenti”; 18.30, Alessio TOSCANO RAFFA, CNR (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale), “Catania. La città di Licata (Ag) e il dibattito sull’identificazione dell’antica Gela nei secoli XVIII-XIX: collezionisti locali, viaggiatori italiani e stranieri, tra recuperi, doni e acquisti di manufatti antichi”.

PROGRAMMA 14 DICEMBRE: PALERMO, Museo Archeologico A. Salinas. Alle 10.30, saluti: Giuseppe PARELLO, direttore del museo Archelogico Regionale “A.Salinas”; 10.40, Clemente MARCONI, università di Milano, New York University, “Archeologia in Sicilia al tempo dei Borbone: una revisione”; Il ruolo delle collezioni private per la nascita dei grandi musei di Siracusa e Palermo: SIRACUSA. Alle 11, Anita CRISPINO, Agostina MUSUMECI, parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro Villa del Tellaro e Akrai, “Dal Regio Custode Saverio Landolina al Direttore Paolo Orsi: collezioni e collezionisti a Siracusa tra XVIII e XIX secolo e il loro ruolo nella formazione del Museo Nazionale”. PALERMO. Alle 11.30, Francesca SPATAFORA, già direttrice del museo Archeologico regionale “A.Salinas”, “I Borbone e il Museo della Regia Università di Palermo”; 11.50, Roberto GRADITI, ricercatore indipendente, “Collezionismo e massoneria nella Palermo del Settecento”; 12.10, Carla ALEO NERO, soprintendenza BB. CC. AA. di Palermo, Maria Lucia FERRUZZA, museo Archeologico regionale “A.Salinas”, “Il collezionismo palermitano del Marchese Antonio De Gregorio”; 12.30, Caterina GRECO, già direttrice del museo Archeologico regionale “A.Salinas”, “Dai Medici ai Borbone: intrecci collezionistici per la statua di Diana cacciatrice dal Parco della Favorita di Palermo”; 12.50, Alessandra CARRUBBA, museo Archeologico regionale “A. Salinas”, “Così lontani, così diversi… La raccolta orientalista in mostra al Museo Salinas”; 13.10, Antonino CRISA’, Prince Mohammad Bin Fahd University, Arabia Saudita, “Antonino Salinas e il museo nazionale di Palermo: le collezioni numismatiche tra strategie intelligenti ed acquisti mirati (1878)”; 13.30, pausa pranzo; 15, Rosanna EQUIZZI, ricercatrice indipendente, “Dall’Abbazia al Museo: la collezione Archeologica di San Martino delle Scale”; 15.20, Roberto GRADITI, Ricercatore indipendente, Costanza POLIZZI, Museo Archeologico Regionale “A.Salinas”, “Gli Etruschi in Sicilia tra collezionismo e temperie risorgimentale”; 15.40, Sandra RUVITUSO, museo Archeologico regionale “A.Salinas”, “Giovanni D’Ondes Reggio e la Collezione Campolo. Una pagina inedita della storia del Museo Salinas”; 16, Giuliana SARA; museo Archeologico regionale “A.Salinas”, Lucia SCALIA, museo Regionale Palazzo Mirto, “Collezionismo aristocratico e archeologia: dar vasi del Principe di Mirto alle scoperte di von Andrian-Werburg”; 16.20, Lavinia SOLE, università di Palermo, “Il Medagliere del Museo Salnitriano: ricostruzione della collezione numismatica di età greca e romana”; 16.40, Enrico CARUSO, già direttore del parco archeologico Lilibeo – Marsala, “Instancabili peripli – I passaggi dei beni archeologici di Lilibeo dalle collezioni Grignani, Hernandez e Lipari ai musei Salinas di Palermo, Pepoli di Trapani, Lilibeo-Marsala e Whitaker di Mozia”; 17, Francesca SPATAFORA, Conclusioni.

Castelseprio (Va). Scoperto un cimitero medievale riservato a giovani e giovanissimi nell’area della chiesa di San Paolo nel parco archeologico dove sono in corso le nuove indagini archeologiche. Ecco i primi risultati

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Area di scavo nei pressi della chiesa di San Paolo nel parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drmn-lom)

Potrebbe essere un cimitero riservato a giovani o giovanissimi quello riportato alla luce dalle ricerche archeologiche accanto alla chiesa di San Paolo nel parco archeologico di Castelseprio (Va), secondo una consuetudine non inusuale nel Medioevo. Grazie a un finanziamento della direzione generale Musei (ministero della Cultura), sono riprese infatti le indagini archeologiche al parco archeologico di Castelseprio sotto la guida scientifica della direzione regionale Musei nazionali Lombardia, diretta da Rosario Maria Anzalone. Indagato il cimitero medievale presso la chiesa di San Paolo. La campagna di scavi, condotta da archeologi dello Studio Ar.Te. Archeologia e Territorio sotto la direzione di Luca Polidoro, funzionario archeologo della direzione regionale Musei nazionali Lombardia, è in corso dall’inizio di ottobre 2024. È stata indagata un’area di circa 20 mq nell’avancorpo della chiesa di San Paolo.

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Le imponenti vestigia della chiesa di San Paolo nel parco archeologico di Casteseprio (Va) (foto drmn-lom)

Malgrado l’imponenza delle strutture, la chiesa di San Paolo è uno degli edifici del Parco sino ad oggi meno indagati dal punto di vista archeologico. Si ipotizza che sia stata costruita attorno all’XI secolo e frequentata sino ai primi decenni del XVIII secolo, venendo definitivamente abbandonata circa alla metà del Settecento. L’ultima campagna di scavo condotta presso la chiesa è stata svolta tra il 2013 e il 2014 dalla soprintendenza per i Beni archeologici della Lombardia, sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo Francesco Muscolino. In questa occasione è stato possibile appurare l’esistenza di un’area cimiteriale sviluppata davanti all’ingresso. Furono rinvenute 13 sepolture a inumazione contenenti i resti di circa 20 individui, quasi tutti di giovane o giovanissima età. La scarsità dei reperti associati alle tombe, tuttavia, ha reso complessa la loro datazione. Si può ipotizzare che l’uso cimiteriale dell’area sia cominciato probabilmente già nell’Alto Medioevo, prima della realizzazione della chiesa di San Paolo e sia terminato entro l’inizio dell’età moderna, poiché nei verbali delle visite pastorali svoltesi a partire dal XVI secolo non vi è menzione delle sepolture.

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Area di scavo nei pressi della chiesa di San Paolo nel parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drmn-lom)

Con questa nuova campagna di scavo sono proseguite le indagini sull’area, completando lo scavo di un ambiente quadrangolare, già individuato nelle indagini del 2013-2014, posto davanti all’ingresso della chiesa, con accesso mediante scale da Sud e da Ovest. Questa struttura pare essere un’aggiunta successiva all’edificio di culto, forse un avancorpo coperto.

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Sepoltura medievale scoperta nell’indagine archeologica nei pressi della chiesa di San Paolo nel parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drmn-lom)

Le ricerche, inoltre, hanno permesso di individuare un altro settore dell’area cimiteriale indagata nel 2013-2014. Sono state portate alla luce altre 20 sepolture circa, con inumazioni di bambini, ragazzi e qualche adulto. Si potrebbe quindi ipotizzare che nei pressi della chiesa di San Paolo esistesse, almeno in una determinata fase del Medioevo, una zona sepolcrale riservata tendenzialmente ad individui di giovane e giovanissima età. L’uso di seppellire adolescenti e bambini in zone separate rispetto agli adulti non deve stupire: si tratta infatti di una prassi e diffusa in diverse epoche e aree geografiche. Le indagini, inoltre, hanno permesso di individuare resti di strutture di un impianto più antico, precedente alla chiesa e al cimitero: ad ora non è però possibile avanzare ipotesi interpretative e cronologiche.

Porto Torres. In presenza e on line, il convegno internazionale “Navigium Isidis: i culti orientali a Turris Libisonis tra portualità e scambi culturali”: due giorni di incontri, dibattiti e momenti formativi, con oltre trenta studiosi tra esperti dei culti egizi e orientali, epigrafisti, archeologi

Alla fine dell’età Repubblicana e per tutta la durata dell’Impero, si assiste in tutte le province alla diffusione dei culti orientali, fra i quali quello di Iside (con Serapide e Arpocrate) proveniente dall’Egitto tolemaico o quello mitraico ben più distante di origine persiana. Fautori della diffusione di tali culti sono, in primis, i mercatores e navicularii responsabili del commercio nel Mediterraneo e i legionari impegnati nelle frequenti campagne di conquista in Oriente. L’impatto culturale dell’Egitto tolemaico a Roma e nelle province fu rilevante e ben testimoniato dalla presenza di numerosi isei e serapei nei maggiori centri abitati e, soprattutto, nei principali porti e approdi del Mediterraneo. In questo scenario, l’importante Colonia Iulia Turris Libisonis (l’odierna Porto Torres, in provincia di Sassari) custodisce testimonianze di tale fenomeno culturale, fra cui due arae, una di Iside e una di Bastet; si tratta di reperti che innescano utili riflessioni e dibattiti sul ruolo politico e culturale della città, a fronte di nuove indagini e scoperte in situ atte a delineare gradualmente la sua estensione urbanistica. Il Convegno quindi si propone di affrontare la tematica del culto di Iside e dei culti orientali a Turris Libisonis, ma con il precipuo intento di fornire un utile aggiornamento sulle ricerche di ambito archeologico, museale e di navigazione antica che coinvolgono il sito e la Sardegna settentrionale.

porto-torres_convegno-navigium-isidis_locandinaMartedì 5 e mercoledì 6 marzo 2024, in sala “Filippo Canu” a Porto Torres è in programma il convegno internazionale “Navigium Isidis: i culti orientali a Turris Libisonis tra portualità e scambi culturali”. Il Comune di Porto Torres – assessorato alla Cultura e il Centro Studi di Egittologia e Civiltà Copta “J.F.Champollion” con sede a Genova e il Cairo hanno organizzato l’evento in collaborazione con la direzione regionale Musei Sardegna e la soprintendenza ABAP per le Province di Sassari e Nuoro con l’obiettivo di promuovere e valorizzare lo studio della Colonia Iulia Turris Libisonis e dei suoi rapporti con l’Egitto e il Mediterraneo Orientale, evidenziando il ruolo chiave dell’antica città di Porto Torres nel commercio e nella diffusione dei culti orientali durante l’epoca imperiale. All’intensa due giorni di incontri, dibattiti e momenti formativi, ospitati nella sala congressi “Filippo Canu”, in corso Vittorio Emanuele II, prenderanno parte oltre trenta studiosi tra esperti dei culti egizi e orientali, epigrafisti, funzionari archeologi della soprintendenza e docenti universitari provenienti da tutta la Sardegna e dal resto d’Italia. Il congresso, che potrà essere seguito in diretta sulla pagina Youtube del Comune di Porto Torres,  sarà articolato in quattro sezioni: “Culto isiaco e i culti orientali”, martedì 5 dalle 10.30 alle 13.20; “Archeologia, urbanistica e storia del sito”, martedì 5 dalle 14.30 alle 17.30; “Rotte, Commerci, Navigazione e Relitti”, mercoledì 6 dalle 10 alle 13; “Museologia, reperti e monumenti”, mercoledì dalle 14.30 alle 17.40.

porto-torres_convegno-navigium-isidis_locandina.bisL’appuntamento, oltre a delineare un quadro completo delle prerogative che ruotano intorno ai culti orientali, costituirà un’importante occasione per apprendere i risultati dei più recenti studi che coinvolgono il sito di Turris Libisonis e la Sardegna settentrionale. Il convegno è aperto al pubblico e, per l’occasione, l’Antiquarium Turritano di via Ponte Romano, il pomeriggio del 5 marzo 2024, inviterà tutti i partecipanti a prendere parte a visite guidate nel museo e nell’area termale del complesso archeologico limitrofo. Per i più piccoli, inoltre, sono state pensate iniziative apposite. Dalle 17 alle 18.30 si svolgeranno i due laboratori riservati a 30 bambine e bambini dai 5 ai 10 anni: “Coloriamo le maschere romane” a cura di Alessandra Carrieri e “Giochiamo con gli amuleti egizi” curato da Angela Demontis. La richiesta di partecipazione è stata massiccia tanto che in poche ore è stato raggiunto il numero massimo dei partecipanti ammessi. L’evento sottolinea ancora una volta la centralità del territorio turritano nella grande area del Mediterraneo che unisce popoli, culture e tradizioni. Un legame che ha portato il Comune di Porto Torres ad aderire al circuito internazionale de “La Rotta dei Fenici”, uno dei quarantasette itinerari culturali internazionali riconosciuti dal Programma del Consiglio d’Europa grazie al quale i luoghi di antica origine diventano le tappe di un viaggio lungo tutto il Mediterraneo attraverso il quale scambiare conoscenze ed esperienze e valorizzare, in chiave turistica e sostenibile, i patrimoni culturali, naturalistici e archeologici dei Paesi aderenti alla Rotta.

PROGRAMMA MARTEDÌ 5 MARZO 2024. Alle 9.30, saluti istituzionali: Massimo Mulas, sindaco del Comune di Porto Torres; Bruno Billeci, soprintendente ABAP per le province di Sassari e Nuoro; Francesco Muscolino, direttore regionale Musei della Sardegna; Gavino Mariotti, magnifico rettore dell’università di Sassari. PRIMA SEZIONE: “Culto isiaco e i culti orientali”, presiede Giacomo Cavillier. Alle 10.30, breve introduzione del presidente; 10.40, Stefano Giuliani, “Il Pantheon di Turris Libisonis”; Alberto Gavini, “Culti orientali a Porto Torres”; Enrico Dirminti, “L’iconografia di Iside su sigilli egiziani ed egittizzanti dai contesti fenici e punici di Sardegna”; 11.40, pausa caffè; 12, Gianluigi Marras, “Regina Coeli: Iside e Maria”; Rubens D’Oriano, “Sincretismo e tolleranza religiosa nell’antichità mediterranea: una lezione di saggezza del passato”; Giacomo Cavillier, Rosanna Volpe, “Il Progetto “Iside” e le origini del culto nell’Egitto faraonico e tolemaico”; 13, discussione; 13.20, pausa pranzo. SECONDA SEZIONE: “Archeologia, urbanistica e storia del sito”, presiede Gabriella Gasperetti. Alle 14.30, breve introduzione del presidente; 14.40, Gianluigi Marras, “Turris Libisonis e il suo territorio: nuove acquisizioni e prospettive”; Nadia Canu, Antonio Ibba, “Il foro della Colonia Iulia Turris Libisonis: status quaestionis, suggestioni, prospettive della ricerca”; Patrizia Tomassetti, Gabriella Gasperetti, Antonella Pandolfi, Daniela Deriu, “Porto Torres. Ponte Romano: gli scavi della carreggiata, i materiali ritrovati e il progetto di restauro”; 15.40, pausa caffè; 16, Gabriella Gasperetti, Alessandra La Fragola, Patrizia Tomassetti, “Le scoperte e i nuovi progetti nel settore occidentale di Turris Libisonis”; Rossella Colombi, “Trent’anni di indagini nel territorio di Turris: un bilancio”; Enrico Petruzzi, “Porto Torres. Archeologia urbana, digitalizzazione dei dati e pianificazione urbanistica”; 17, discussione e conclusione dei lavori.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 6 MARZO 2024. TERZA SEZIONE: “Rotte, Commerci, Navigazione e Relitti”, presiede Rubens D’Oriano. Alle 10, breve introduzione del presidente; 10.10, Pascal Arnaud, “Tra fiume e mare: appunti sui porti fluvio-marittimi”; Gabriella Gasperetti, “Tracce della navigazione antica nel golfo dell’Asinara”; Paola Ruggeri, “Un Navigium Isidis nel mare di Tibula, nel Golfo dell’Isola di Ercole? Lu Romasinu e la Cencrea del Golfo di Salamina secondo Apuleio, con un’incursione a Sabratha”; 11.10, pausa caffè; 11.30, Nadia Canu, Luca Sanna, “Nuove acquisizioni sul fronte del Riu Mannu: gli scavi preventivi del PIT fluviale al Ponte Romano di Porto Torres”; Alessandra La Fragola, “Iside e ‘gli altri’ in età romana: nuove riflessioni su vecchi ritrovamenti nelle acque del nord Sardegna”; Giovanni Meloni, Alessandro Porqueddu, “Archeologia subacquea nelle Bocche di Bonifacio: le prospettive di ricerca nell’Arcipelago della Maddalena”; 12.30, discussione; 13, pausa pranzo. QUARTA SEZIONE: “Museologia, reperti e monumenti”, presiede Stefano Giuliani. Alle 14.30, breve introduzione del presidente; 14.40, Alessandro Teatini, “I sarcofagi decorati della colonia di Turris Libisonis”; Vincenzo di Giovanni, “Un Adriano portatore di pace da Turris Libisonis?”; Federica Doria, Manuela Puddu, “Le raffigurazioni di Bes al Museo Archeologico di Cagliari”; 15.40, pausa caffè; 16, Elisabetta Grassi, “Verso un museo per tutti. Esperienze di accessibilità al Museo Sanna di Sassari”; Pietro Alfonso, “Analisi e riflessioni su un frammento di statua di tipo demetriaco dal Museo di Alghero”; Antonio Cosseddu, “Comunicare l’archeologia. Linguaggi e strumenti nei musei sardi”; Alessandra D.T. Carrieri, “Dal recupero alla musealizzazione: problemi conservativi dei legni imbibiti”; 17.20, discussione; 17.40, conclusione dei lavori e saluti finali del Comune di Porto Torres e del Centro Studi Champollion.

Cagliari. Conferenza, in presenza e on line, di Massimo Cultraro (Cnr Catania) su “I bronzetti “sardo-feniciani” e le donne di Cagliari. L’inatteso viaggio di Heinrich Schliemann in Sardegna”, sessantottesimo incontro della rassegna “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio”

cagliari_archeologico_dialoghi-di-archeologia_incontro-i-bronzetti-sardo-feniciani_locandinaUn naufragio nella notte, l’approdo a Cagliari, la folgorazione per i bronzetti nuragici, ma anche per le donne sarde, tutti gli ingredienti per una nuova avventura, assolutamente inedita, dell’impareggiabile Heinrich Schliemann. Giovedì 30 novembre 2023, alle 17, nella basilica di San Saturnino in piazza San Cosimo a Cagliari, e in diretta live, l’incontro “I bronzetti “sardo-feniciani” e le donne di Cagliari. L’inatteso viaggio di Heinrich Schliemann in Sardegna” con l’archeologo Massimo Cultraro, primo ricercatore al CNR di Catania e docente Paletnologia e Preistoria egea dell’università di Palermo, 68mo appuntamento della rassegna “Dialoghi di archeologia architettura arte e paesaggio” a cura di Maria Antonietta Mongiu e Francesco Muscolino. Ecco il link per seguire l’evento in streaming https://www.facebook.com/events/321290237507700.

Cagliari. Nella ricorrenza dei 100 anni dalla scomparsa, convegno su “Filippo Nissardi e l’archeologia sarda tra fine Ottocento e inizi Novecento”: due giorni in presenza alla Cittadella dei Musei e in streaming

cagliari_convegno-filippo-nissardi_locandinaLa figura di Filippo Nissardi rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per l’archeologia sarda; la sua instancabile attività, svolta tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e i primi del Novecento all’interno degli uffici delle Antichità e Belle Arti, ha toccato numerosi importanti siti sardi e tematiche centrali nello studio del patrimonio archeologico dell’isola e, in particolare, di quello di ambito pre-protostorico. Nella ricorrenza dei 100 anni dalla scomparsa, si terrà il convegno “Filippo Nissardi e l’archeologia sarda tra fine Ottocento e inizi Novecento” incentrato sulla sua attività e sul contributo dato agli studi di archeologia sarda, nella convinzione che l’analisi delle fonti documentarie relative alla storia delle ricerche risulti imprescindibile per una ricostruzione corretta di contesti, siti e collezioni museali. Il convegno, organizzato congiuntamente dall’università di Cagliari e dall’università di Sassari, e dal Segretariato regionale del Mic per la Sardegna, è in programma venerdì 2 e sabato 3 dicembre 2022 a Cagliari, nella Cittadella dei Musei, in modalità mista in collegamento sulla piattaforma Teams (Partecipa alla conversazione (microsoft.com). Comitato organizzatore: Massimo Casagrande (Segretariato regionale del MIC per la Sardegna), Carla Del Vais (università di Cagliari), Anna Depalmas (università di Sassari).

VENERDÌ 2 DICEMBRE 2022. Alle 9.30, saluto delle autorità: Ignazio Efisio Putzu (direttore del dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali), Massimo Onofri (direttore del dipartimento di Scienze umanistiche e sociali), Patricia Olivo (segretario regionale del MIC per la Sardegna), Monica Stochino (soprintendente ABAP per la città metropolitana di Cagliari e per le province di Oristano e Sud Sardegna), Bruno Billeci (soprintendente ABAP per le province di Sassari e Nuoro), Francesco Muscolino (direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari).

I SESSIONE. Alle 10, Massimo Casagrande (segretariato regionale del MIC), Carla Del Vais (università di Cagliari), Anna Depalmas (università di Sassari) su “Prologo: Filippo Nissardi e l’archeologia sarda tra fine Ottocento e inizi Novecento”; Francesco Muscolino (direttore del museo Archeologico nazionale di Cagliari) su “Vicende inedite o poco note della direzione del Museo di Cagliari nel tardo Ottocento”; Attilio Mastino (università di Sassari), Antonio Maria Corda (università di Cagliari) su “L’amichevole collaborazione di Theodor Mommsen con Filippo Nissardi in ambito epigrafico: la Sardegna esce dalla saecularis ignavia e dalle tenebrae vetustate consecratae. L’incendio della Biblioteca stregata, i calchi scomparsi, l’escursione archeologica a Sorabile, una febbre immaginaria”; Carla Del Vais (università di Cagliari) su “Il Canonico Giovanni Spano e Filippo Nissardi: il Maestro e l’allievo”; Elena Romoli (soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Cagliari e per le province di Oristano e Sud Sardegna) su “Ricerca archeologica, ricognizione sul territorio e documentazione cartografica: nascita e prima strutturazione del sistema e delle metodologie della tutela in Sardegna nel rapporto tra Filippo Vivanet e Filippo Nissardi”; Massimo Casagrande (segretariato regionale del MIC per la Sardegna) su “Filippo Nissardi e Antonio Taramelli, due mondi a confronto”; Raimondo Zucca (università di Sassari) su “Filippo Nissardi e il catalogo della collezione dell’avvocato Efisio Pischedda (Oristano)”.

II SESSIONE. Alle 15, Massimo Casagrande (segretariato regionale del MIC per la Sardegna) su “Filippo Nissardi e il collezionismo”; Patricia Olivo (segretario regionale del MIC per la Sardegna) su “La Sardegna archeologica di fine Ottocento nelle immagini del padre domenicano Peter Paul Mackey”; Giuseppina Manca di Mores (Accademia di Belle arti “M. Sironi” di Sassari) su “Thomas Ashby, Duncan Mackenzie e Filippo Nissardi: gli archeologi inglesi e la Sardegna all’inizio del ’900”; Anna Depalmas (università di Sassari) su “Le ricerche territoriali di Filippo Nissardi nella Sardegna settentrionale”; Gabriella Gasperetti (soprintendenza ABAP per le province di Sassari e Nuoro) su “Porto Torres, nuove scoperte ad oltre un secolo dai rilievi di Filippo Nissardi”; Patrizia Tomassetti (segretariato regionale del MIC), Gabriella Gasperetti (soprintendenza ABAP per le province di Sassari e Nuoro), Luca Doro (independent researcher) su “Un secolo di ricerche. Anghelu Ruju e Palmavera tra indagini passate e prospettive future”; Anna Depalmas, Giovanna Fundoni (università di Sassari), Claudio Bulla (independent researchers) su “Gli interventi Gouin-Nissardi nel santuario di Abini-Teti”; Gianfranca Salis, Anna Piga (soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Cagliari e per le province di Oristano e Sud Sardegna) su “Un’isola nell’isola. Spunti di riflessione sulla Sardegna centro-orientale alla luce dell’attività di Filippo Nissardi”.

SABATO 3 DICEMBRE 2022. III SESSIONE. Alle 9.30, Anna Piga, Alessandro Usai (soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Cagliari e per le province di Oristano e Sud Sardegna) su “Filippo Nissardi e il nuraghe Losa di Abbasanta”; Riccardo Cicilloni (università di Cagliari), Marco Cabras (independent researcher) su “La Giara di Gesturi (Sardegna centro-meridionale): nuove analisi sul paesaggio archeologico dell’età del Bronzo”; Carla Del Vais (università di Cagliari) su “Filippo Nissardi a Tharros: scavi e ricerche nelle necropoli puniche”; Giovanna Pietra (soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Cagliari e per le province di Oristano e Sud Sardegna) su “L’archeologia di Filippo Nissardi a Cagliari. Note a margine di contesti (quasi) inediti dalla necropoli di Tuvixeddu e da via Baylle”; Jacopo Bonetto, Alessandro Mazzariol, Arturo Zara (università di Padova) su “Tra Ottocento e Novecento: Filippo Nissardi a Nora”; Fabio Calogero Pinna (università di Cagliari) su “Filippo Nissardi e le origini dell’archeologia medievale in Sardegna: la scoperta del fondo Pula”; Enrico Dirminti (soprintendenza ABAP per le province di Sassari e Nuoro) su “Gli scarabei in steatite e fayence della Sardegna arcaica: da Filippo Nissardi a nuovi approcci metodologici di studio”; Miriam Napolitano (independent researcher) su “I cassetti della memoria. Filippo Nissardi e la sua collezione di impronte di gemme”; Paolo Filigheddu (independent researcher) su “L’epigrafia punica ai tempi di Filippo Nissardi e oltre: scoperte e valutazioni”.