Archivio tag | Francesco D'Andria

Grandi mostre tra 2022 e 2023. Al museo Archeologico nazionale di Taranto la mostra “ATHENAION: Tarentini, Messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro” di Francesco D’Andria ed Eva Degl’Innocenti. Occasione per mettere a confronto i materiali di Castro con le produzioni artistiche di Taranto

taranto_archeologico_mostra-athenaion_locandina“Athenaion” è una delle grandi mostre che il 2023 eredita dal 2022. La mostra “ATHENAION: Tarentini, Messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro” è stata inaugurata il 20 dicembre 2022 al museo Archeologico nazionale di Taranto dove rimarrà aperta fino al 18 giugno 2023. A cura di Francesco D’Andria (accademico dei lincei, professore emerito dell’università del Salento e direttore degli scavi e del museo Archeologico di Castro) e Eva Degl’Innocenti (direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto), la mostra rappresenta l’occasione per mettere a confronto i materiali di Castro con le produzioni artistiche di Taranto, offrendo ai visitatori anche l’opportunità di conoscere uno dei contesti della Puglia antica in cui maggiormente si manifesta la diffusione della cultura artistica tarantina.

taranto_archeologico_mostra-athenaion_frontone-santuario-di-atena_foto-marta

Mostra “Athenaion”: ricostruzione del frontone del santuario (foto marta)

La mostra è un racconto inedito della città di Taranto perché dal punto di vista scientifico apre un contesto nuovo per la lettura della storia e del suo territorio. Le indagini archeologiche condotte a Castro (LE), nel Salento leccese, a partire dall’anno 2000, in collaborazione tra il Comune di Castro, l’università del Salento e le soprintendenze del ministero della Cultura, tra cui attualmente la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce, hanno permesso di identificare il Santuario di Atena (Athenaion) citato da numerose fonti letterarie, in particolare da Virgilio che, nel libro III dell’Eneide, descrive il primo approdo in Italia dei Troiani in fuga da Troia, guidati da Enea. Gli studi effettuati hanno posto l’attenzione sul ruolo svolto dal luogo sacro come spazio di incontro tra genti diverse, greci, messapi, popoli dell’opposta sponda balcanica, in un punto strategico della navigazione antica, all’ingresso del mare Adriatico.

taranto_archeologico_mostra-athenaion_produzione-artigianale_foto-marta

Mostra “Athenaion”: produzione artigianale e artistica (foto marta)

taranto_archeologico_mostra-athenaion_francesco-d-andria_foto-marta

Il prof. Francesco D’Andria (foto marta)

“Da Taranto sono arrivati commercianti e militari che controllavano l’ingresso nell’Adriatico, ma sono arrivati anche degli artisti che hanno scoperto le potenzialità della pietra leccese”, spiega il prof. Francesco D’Andria. “Ispirati dalla sua duttilità, gli scultori hanno scoperto le infinite possibilità inventando il Barocco leccese. Si ispirano alla loro visione dell’arte, quando si scopre il capitello corinzio fatto di foglie d’acanto. In questo clima di scoperta della natura, gli scultori tarantini inventano a Castro un fregio di 8 metri, probabilmente molto più grande, e incominciano a decorarlo inserendo all’interno alcune figure umane e animali. Questo corrisponde a quello che era la pittura di Taranto e successivamente la ceramica del IV secolo. Esiste un rimando continuo tra gli scultori di Taranto che lavorano a Castro e coloro che hanno lasciato le loro opere a Taranto. Questa mostra è un’occasione unica anche dal punto di vista scientifico. Abbiamo riprodotto la statua di culto dell’Athena rinvenuta a Castro: è la più grande statua mai trovata in Magna Grecia ed è lo straordinario confronto dell’altra statua che abbiamo perso, la statua di Ercole, realizzata da Lisippo, che troneggiava sull’acropoli di Taranto”.

taranto_archeologico_mostra-athenaion_ricostruzione-fregio-a-girali_foto-cnr-ispc

Mostra “Athenaion”: ricostruzione del fregio a girali del santuario (foto tommaso ismaelli / cnr-ispc)

taranto_archeologico_mostra-athenaion_eva-degl-innocenti_foto-marta

La direttrice Eva Degl’Innocenti (foto marta)

“I reperti portati alla luce dagli scavi di Castro, in particolare le sculture prevalentemente in calcare (pietra leccese), ma anche in marmo greco”, sottolinea Eva Degl’Innocenti, “sono la statua colossale di Atena Iliaca e i rilievi a girali abitati (peopled scrolls) che delineano forti connessioni con l’arte di Taranto e sono da attribuire a un’officina di scultori della città dei due mari attivi nella seconda metà del IV sec. a.C. Tali documenti restituiscono riferimenti importanti della grande arte pubblica tarantina che, per la continuità di vita di Taranto stessa, non si è purtroppo conservata. La mostra rappresenta l’occasione per mettere a confronto i materiali di Castro con le produzioni artistiche di Taranto, offrendo ai visitatori anche l’opportunità di conoscere uno dei contesti della Puglia antica in cui maggiormente si manifesta la diffusione della cultura artistica tarantina”.

taranto_archeologico_mostra-athenaion_Atena-da-Castro_ricostruzione-3d_foto-cnr-ispc

Statua 3D della statua colossale di Atena nella hall del MArTa: rilievo di Marco Callieri, Marco Potenziani, Eliana Siotto (foto cnr-ispc)

La collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) e l’Istituto di Scienze e Tecnologie dell’Informazione (ISTI) del Centro Nazionale delle Ricerche (CNR) ha consentito di sviluppare ricerche specifiche sui reperti (rilievi laser 3D e indagini sulle tracce di colore presenti sulle superfici scultoree), con l’applicazione di tecnologie innovative. L’esposizione “Athenaion: Tarentini, Messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro” è corredata anche di ricostruzioni in 3D: tra cui la riproduzione della metà della statua di Atena, creata dal FabLab (laboratorio di artigianato digitale e innovazione) del museo Archeologico nazionale di Taranto, che è esposta nella hall del museo, valorizzata nella sua parte inferiore da una ricostruzione in metallo realizzata dall’artista pugliese Nicola Genco.

taranto_archeologico_mostra-athenaion_allestimento_2_foto-marta

Una sala del MArTa che ospita la mostra “Athenanion” (foto marta)

taranto_archeologico_mostra-athenaion_francesca-riccio_foto-marta

La soprintendente Francesca Riccio

“A Castro il lavoro continua al di là della ricerca sul campo”, ricorda Francesca Riccio, soprintendente ABAP di Brindisi e Lecce: “è allestita un’esposizione permanente dei reperti dove si stanno svolgendo importanti restauri in vista di un’esposizione. I ritrovamenti sono della Soprintendenza, ma sono conservati dal Comune. Insieme al professore D’Andria abbiamo svolto un lavoro di grande sinergia anche con l’Università, con i soggetti privati e la Banca Popolare Pugliese che ha messo a disposizione i fondi per sponsorizzare il lavoro di restauro della statua in tempi strettissimi, grazie anche all’ottimo clima di collaborazione”.

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, nell’ambito del ciclo “Taras e i doni del mare. Oltre la Mostra. Conversazioni sul mare e le sue risorse”, appuntamento on line col prof. Francesco D’Andria (Accademia nazionale dei Lincei) su “Castrum Minervae. Il santuario sul mare”, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale

taranto_mercoiledì-del-marta_castrum-minervae_d-andria_locandinaNuovo appuntamento del ciclo di conferenze “Taras e i doni del mare. Oltre la Mostra. Conversazioni sul mare e le sue risorse” inserito nei “Mercoledì del Marta” con il coordinamento scientifico della direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, e dei professori Danilo Leone e Maria Turchiano dell’università di Foggia. Mercoledì 25 maggio 2022, alle 18, conferenza on line del prof. Francesco D’Andria, Accademia nazionale dei Lincei, professore emerito dell’università del Salento e direttore del museo Archeologico di Castro,  su “Castrum Minervae. Il santuario sul mare”. La conversazione, che sarà introdotta dalla direttrice Eva Degl’Innocenti e dal prof. Danilo Leone, sarà diffusa in diretta on-line sulle pagine Facebook, YouTube e Linkedln del MArTA.

castro_le_castrum-minervae_scavo-di-castro_foto-MArTa

Lo scavo di Castrum Minervae a Castro, nel Leccese (foto MArTa)

La conferenza intende presentare i risultati di una delle più fortunate ricerche archeologiche realizzate in Puglia a partire dal 2000: quella appunto del Santuario di Atena affacciato sul mare di Castro, in provincia di Lecce. “Questa ricerca “, dice il prof. Francesco D’Andria, “ha permesso di identificare a Castro il Santuario di Atena, la dea che protegge i naviganti ed offre loro il dono di interpretare i venti e le correnti”. Posto sul promontorio iapigio, in posizione strategica, da un’altura sul porto, il santuario domina un tratto di mare, sul quale si affacciano i monti Cerauni della costa albanese e le isole di fronte a Corfù. “A questo celebre luogo di culto si riferisce il poeta Virgilio nell’Eneide”, continua il prof. D’Andria, “quando descrive il primo approdo di Enea in Italia, dopo un periglioso viaggio da Troia ormai distrutta dalle fiamme”. Gli scavi hanno riportato alla luce straordinarie opere della scultura antica, come la stessa statua di culto della dea che indossa l’elmo frigio ad indicare, come Enea, la sua origine troiana. A Castro era attiva, nel IV sec. a.C., una officina di scultori tarantini; le loro creazioni, insieme alle offerte votive, alla ceramica, alle iscrizioni attestano la presenza della città bimare lungo le coste del Salento, nel periodo della sua massima fioritura.

Roma. All’Accademia nazionale dei Lincei incontro, in presenza e on line, con Barbara Davidde, soprintendente nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, su “Il relitto alto-arcaico del Canale di Otranto nel quadro dei traffici mediterranei”

Un vaso recuperato dal carico del relitto di Otranto a 780 metri di profondità, e ora in restauro nel Laboratorio della soprintendenza nazionale del Patrimonio naturale subacqueo (foto MIC)

roma_accademia-nazionale-dei-lincei_logoLa soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo ha avviato nel 2021 l’analisi, lo studio e il restauro di parte del carico di un relitto individuato nel 2018-2019 alla profondità di 780 metri, e a 22 miglia dalla costa nel Canale di Otranto, durante le operazioni di archeologia preventiva, preliminari alla realizzazione del gasdotto del TAP (Trans Adriatic Pipeline) (vedi Relitto del Canale di Otranto a 780 metri di profondità: i primi reperti studiati confermano che è un ritrovamento unico, che racconta le fasi più antiche del commercio mediterraneo agli albori della Magna Grecia. Franceschini: più fondi all’archeologia subacquea e si recuperi tutto il carico naufragato | archeologiavocidalpassato). Giovedì 10 marzo 2022, alle 15, l’Accademia nazionale dei Lincei, nella sede di via Longara a Roma, dedica un approfondimento a “Il relitto alto-arcaico del Canale di Otranto nel quadro dei traffici mediterranei”, in presenza (prenotazione obbligatoria, è necessario inscriversi: MODULO ISCRIZIONE) e in streaming (sul canale dei Lincei: https://www.lincei.it/it/live-streaming). Dopo i saluti del linceo Roberto Antonelli, presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei, Barbara Davidde soprintendente nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo parlerà della scoperta del relitto e del patrimonio archeologico subacqueo. A seguire, introdotti e coordinati dal linceo Eugenio La Rocca dell’università La Sapienza di Roma, interverranno i lincei Francesco D’Andria (università del Salento) su “Documenti del commercio arcaico sulle due sponde del Canale di Otranto”, e Michel Gras (Centre National de la Recherche Scientifique – CNRS) su “I relitti di età arcaica tra archeologia e storia”.

Una fase della pulizia di un vaso recuperato dal Relitto alto-arcaico del Canale di Otranto (foto patrimonio subacqueo)

Il relitto di Otranto. L’area del naufragio è caratterizzata dalla presenza di circa 240 manufatti ceramici di provenienza corinzia, cronologicamente riferibili all’età alto-arcaica. Lo studio di una parte di questi materiali (tre anfore corinzie di tipo A, 4 hydriai, tre oinochoai trilobate, una brocca di impasto grossolano, forma comune a Corinto e un pithos frammentario che conservava al suo interno circa 36 skyphoi perfettamente impilati) e dei resti organici (numerosi noccioli di olive sono stati individuati nelle anfore corinzie di tipo A) sta offrendo interessanti dati che contribuiranno a migliorare, e probabilmente a ridisegnare, le conoscenze sui traffici marittimi in Adriatico nei primi decenni del VII sec. a.C. L’intervento, che ha richiesto l’impiego di tecnologie solitamente utilizzate nell’ambito dei lavori della pratica subacquea industriale del comparto “oil & gas”, illustrerà le tecnologie utilizzate per la documentazione del sito archeologico e per il recupero di una piccola porzione del carico, e presenterà i risultati preliminari dello studio e delle analisi dei reperti recuperati, ora in corso di restauro nel Laboratorio della soprintendenza nazionale. Vista l’importanza del rinvenimento, la stessa soprintendenza ha progettato il recupero dell’intero carico e sta valutando le possibilità di finanziamento.

A Taranto il convegno internazionale “Taras e Vatl. Rapporti tra Magna Grecia ed Etruria nel quadro dell’Italia preromana” (in presenza e on line in streaming): tre giorni di riflessioni sulle due grandi aree culturali dell’Italia preromana, quella etrusca largamente diffusa nella Penisola e quella di marca ellenica, con i suoi molteplici rapporti con le culture indigene, della Magna Grecia e della Sicilia

A quasi trenta anni dal XXXIII Convegno di Studi sulla Magna Grecia dal titolo “Magna Grecia Etruschi Fenici”, tenutosi a Taranto nel 1993 (edito nel 1994), torna l’attenzione su questo tema ancora a Taranto nel convegno internazionale “Taras e Vatl. Rapporti tra Magna Grecia ed Etruria nel quadro dell’Italia preromana”, e proprio nel corso del 2021, l’anno del progetto “Taras e Vatl”, a cura di Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA, e di Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, che ha portato alla realizzazione di due mostre: “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto” al museo Archeologico nazionale di Taranto e “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. Alle due mostre avrebbe dovuto far seguito una tavola rotonda su alcuni dei temi toccati. La riflessione scientifica emersa dai progetti espositivi ha suggerito un obiettivo più ambizioso, ovvero quello di confrontarsi, in una prospettiva più ampia, con l’insieme dei rapporti tra le due grandi aree culturali dell’Italia preromana, quella etrusca largamente diffusa nella Penisola e quella di marca ellenica, con i suoi molteplici rapporti con le culture indigene, della Magna Grecia e della Sicilia. Appuntamento dunque dal 17 al 19 novembre 2021, al teatro comunale Fusco di Taranto, col convegno internazionale “Taras e Vatl. Rapporti tra Magna Grecia ed Etruria nel quadro dell’Italia preromana” a cura di Eva Degl’Innocenti e Simona Rafanelli, organizzato dal museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA, dal Comune di Taranto e dal museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia – MuVet. Ingresso gratuito senza prenotazione: convegno in presenza e in diretta on-line sui canali YouTube e Facebook del MArTA. La riflessione si svilupperà all’interno di grandi ambiti tematici.

vetulonia_archeologico_mostra_taras-e-vetl_rafanelli_degl-innocenti_foto-Marta

Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)

francesco-d-andria

Francesco D’Andria )Accademia dei Lincei)

Il programma di mercoledì 17 novembre 2021. Alle 8.45-9.05, saluti istituzionali e apertura dei lavori. SESSIONE 1 – STORIA, LINGUE, SOCIETÀ: presiede: Francesco D’Andria (Accademia Nazionale dei Lincei). Ore 9.10-9.30, Mario Lombardo (Università del Salento) “Tarentini, Italioti, Etruschi: note peregrine”; 9.35-9.55, Flavia Frisone (Università del Salento) “Buone maniere e cattivi maestri. Pratiche sociali e modelli di rappresentazione delle élites fra Etruria e Magna Grecia”; 10-10.20, Gianluca Tagliamonte (Università del Salento) “Mercenari etruschi in Magna Grecia e Sicilia”; 10.25-10.45, Paolo Giulierini (museo Archeologico nazionale di Napoli – MANN) “Gli Etruschi e la Campania. Dalla mostra Gli Etruschi al MANN al progetto La Piana Campana. Una terra senza confini”; 10.45-11, coffee break; 11.05-11.25, Caterina Ingoglia (Università di Messina) “Gli Etruschi e l’area dello Stretto”; 11.30-11.50, Francesca Spatafora (già parco archeologico di Himera, Solunto e Monte Iato) “La Sicilia fenicio-punica tra Cartagine ed Etruria”; 11.55-12.15, Valentina Belfiore (museo Archeologico nazionale d’Abruzzo – Villa Frigerj) “Le teste bifronti etrusche e le porte in età ellenistica. Alcune riflessioni”; 12.20-12.40, Simona Marchesini (Alteritas – Interazione tra i popoli) “Pluralità divina tra Magna Grecia ed Etruria. L’evidenza epigrafica”; 12.45-13.05, Gilles Van Heems (Université Lumière – Lyon 2) “Etrusco campano o etrusco di Campania?”; 13.10-13.40, discussione; 13.40-14.40, lunch break. SESSIONE 2 – TARANTO E L’“ELLENISMO ETRUSCO-ITALICO”: presiede: Maria Cecilia Parra (Università di Pisa). Ore 14.45-15.05, Vincent Jolivet (CNRS-UMR8654, AOrOc) “Destini incrociati: Macedonia, Taranto e l’Etruria nella prima Età ellenistica”; 15-10-15.30, Simona Rafanelli (museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia – MuVet), Eva Degl’Innocenti (museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA) “Una nuova tomba a edicola con gorgoneion da Sovana. Gorgoneia ellenistici al museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA”; 15.35-15.55, Adriano Maggiani (già Università Ca’ Foscari Venezia) “Echi tarantini nella scultura etrusca di Volterra”; 16-16.20, Giuseppina Carlotta Cianferoni (già museo Archeologico nazionale di Firenze) “Da Taranto a Tarquinia: il sarcofago delle Amazzoni”; 16.25-16.45, Carmela Roscino (Università di Bari “Aldo Moro”) “Da Taranto all’Italia: riflessi dello stile apulo medio nella ceramica etrusca e falisca del IV secolo a.C.”; 16.45-17.05, coffee break; 17.10-17.30, Alessandra Coen (Università di Urbino “Carlo Bo”) “La produzione orafa di età tardo classica ed ellenistica tra Etruria e Taranto: un rapporto complesso”; 17.35-17.55, Giovanna Mandara (Ricercatore indipendente) “Ori di Vetulonia. Influenze magno-greche in età ellenistica”; 18-18.20, Maria Luisa Vitobello (European Jewellery Technology Network – EJTN GEIE, Bruxelles) “Primo millennio a.C. Tecniche orafe nel Mediterraneo: analisi comparata e metodologie integrate di autenticazione (composizione dei materiali e tecniche di produzione)”; 18.25-18.45, Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia – ETRU) “Echi Tarantini al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia”; 18.50-19.20, discussione.

grazia-semeraro

Grazia Semeraro (università del Salento)

Programma di giovedì 18 novembre 2021. SESSIONE 3 – PRODUZIONI, FORME ARTISTICHE, ARCHITETTURA: presiede Grazia Semeraro (Università del Salento). Alle 9-9.20, Francesco D’andria (Accademia nazionale dei Lincei) “Echi d’Etruria presso i popoli della Puglia”; 9.25-9.45, Laura Ambrosini (Consiglio nazionale delle Ricerche – CNR, Roma), Domenico Palombi (Sapienza Università di Roma) “I capitelli figurati etruschi. Relazioni e contatti con quelli apuli”; 9.50-10.10, Carlo Rescigno (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”) “Fictilia tecta tra Etruria e Magna Grecia”; 10.15-10.35, Federica Chiesa, Enrico Giovanelli (Università di Milano) “La coroplastica votiva di Capua. L’elaborazione del repertorio iconografico locale alla luce dei modelli greci”; 10.35-10.55, coffee break; 11-11.20, Claudia Noferi (museo Archeologico nazionale di Firenze) “Modellini di maschere teatrali nei corredi funerari di età ellenistica in Etruria meridionale: iconografia, diffusione, produzione, interpretazione e confronti con gli esemplari magno greci”; 11.25-11.45, Alessandro Naso (Università di Napoli “Federico II”) “Vasellame etrusco in bucchero in Puglia e nell’Italia meridionale”; 11.50-12.10, Luigi Michele Todisco (Università di Bari “Aldo Moro”) “Scendere da cavallo. Testimonianze iconografiche tra Attica, Etruria, Magna Grecia”; 12.15-12.45, discussione; SESSIONE 4 – I GRECI, GLI ETRUSCHI E GLI ALTRI. FORME DI INTERAZIONE SOCIO-ECONOMICA E CULTURALE: presiede Adriano Maggiani (già Università Ca’ Foscari Venezia); 12.50-13.10, Fernando Gilotta (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”) “Etruria e mondo coloniale: momenti di incontro in un rapporto sempre aperto”; 13.15-13.35, Andrea Celestino Montanaro (Consiglio nazionale delle Ricerche – CNR, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale – Lecce) “Le popolazioni indigene della Puglia preromana e gli Etruschi. Relazioni culturali e importazioni tra VIII e V secolo a.C.”; 13.40-14.40, lunch break; 14.45-15.05, Grazia Semeraro (Università del Salento) “Bronzi etruschi nei contesti della Messapia: dimensione cerimoniale e fenomeni di interazione nelle società arcaiche”; 15.10-15.30, Carmine Pellegrino (Università di Salerno) “Tra Ionio e Tirreno: mobilità dall’area enotria alla Campania tra l’VIII e il VII sec. a.C.”; 15.35-15.55, Mario Iozzo (museo Archeologico nazionale di Firenze) “Importazioni magnogreche a Chiusi”; 16-16.20, Stéphane Verger (museo nazionale Romano) “Etruschi e Greci d’Italia negli scambi transalpini”; 16.20-16.40, coffee break; 16.45-17.15, discussione.

valentino-nizzo

Valentino Nizzo, direttore del museo etrusco di Villa Giulia

Programma di venerdì 19 novembre 2021. SESSIONE 5 – CULTI E MITI NELLE IMMAGINI: presiede Valentino NIZZO (Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia- ETRU). Ore 9-9.20, Luca Cerchiai (Università di Salerno) “In viaggio per mare, sulla coppa del Sole”; 9.25-9.45, Barbara Arbeid (museo Archeologico nazionale di Firenze) “Identità labili e travestimenti nella ceramica etrusca a figure rosse: due nuovi vasi del Funnel group”; 9.50-10.10, Maria Cecilia Parra (Università di Pisa) “Offerte di piombo fuso e offerenti multipli: paralleli tirrenici nel santuario di Punta Stilo a Kaulonía?”; 10.15-10.35, Giuseppina Gadaleta (Università di Bari “Aldo Moro”) “Gusto e rito tra Magna Grecia e Etruria”; 10.40-11, Lorenzo Mancini (museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA) “L’Oro della Terra. Grifoni e Arimaspi nell’immaginario funerario, tra Mar Nero e Macedonia, Magna Grecia ed Etruria”; 11-11.20, coffee break; 11.25-11.55, discussione; 12-12.30, conclusioni e chiusura dei lavori.