Archivio tag | film “Askòs. Il canto della sirena”

Loreo (Ro). Aspettando Adrikà, rassegna internazionale del cinema archeologico, al teatro sociale il film “Askos, il canto della sirena” e “Incontro con l’antico. Una singolare vicenda nel cuore della Magna Grecia” con Simonetta Bonomi

A Loreo aspettando la prima edizione Adrikà, rassegna internazionale del cinema archeologico “Adria e Delta del Po” (12-13-14 settembre 2025), promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria con il museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) e la consulenza del Festival della comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) e Archeovisiva. Giovedì 11 settembre 2025, al Teatro sociale di Loreo (Ro), alle 21, proiezione del film “Askòs, il canto della Sirena”, seguita alle 22, dall’incontro con l’archeologa Simonetta Bonomi, già soprintendente Archeologia del Veneto, della Calabria e del Friuli Venezia Giulia.

Il film “Askòs – Il canto della Sirena” di Antonio Martino

Apre la serata, alle 21, fuori concorso il film “Askòs, il canto della Sirena” di Antonio Martino (Italia 2023, 62’). Nel 1983 in un bosco fuori la città di Crotone, un contadino, trova per caso una tomba antica e tra i tanti reperti rinvenuti trova anche un oggetto a forma di uccello, poi volgarmente definito dal contadino la “Papera”. Molto presto scopre che l’oggetto potrebbe avere un valore economico, cosi lo rivende ad un ricettatore di Bari per 10 milioni di lire e una mucca. Subito dopo viene portato in Svizzera e acquistato da un gruppo di multinazionali del farmaco per 400 milioni di lire. Successivamente, attraverso altri passaggi, l’oggetto viene acquistato dal Getty Museum di Malibù per 2 miliardi di lire. La “Papera” in realtà è un Askòs, un reperto funerario magno-greco risalente al IV-V secolo A.C. Rappresenta una sirena (arpia) e costituisce uno dei rari oggetti che possono essere legati direttamente alla dottrina di Pitagora, che fondò la scuola di sapere proprio a Crotone. I segreti della civiltà magno greca, relativi alla storia di Crotone, restano ancora un mistero. Nonostante sia un’area di altissimo interesse archeologico i siti di interesse vengono abbandonati a se stessi. Gli anni Ottanta, periodo in cui la sirena fu rinvenuta clandestinamente, erano gli anni della piena industrializzazione del territorio crotonese. La cultura del denaro, del progresso e del materialismo sfrenato, che stava cambiando radicalmente il territorio crotonese negli ultimi 70 anni, non considerò l’archeologia una cosa importante, la quale venne ignorata oppure distrutta per favorire la costruzione di strade e di infrastrutture. Questo favorì la nascita di bande di tombaroli, che in contatto con ricettatori internazionali, iniziarono il traffico di reperti archeologici. Quattro personaggi raccontano la storia dal loro punto di vista, offrendo una visione diversificata del problema dell’archeologia e dell’importanza di proteggere il patrimonio ancora nascosto nel sottosuolo, costantemente minacciato da scavi illegali e commercio clandestino.

Segue, alle 22, “Incontro con l’antico. Una singolare vicenda nel cuore della Magna Grecia”: interviene Simonetta Bonomi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria dal 2009 al 2015, con una solida carriera nelle ricerche di archeologia greca e romana e direttrice del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Ha condotto progetti di valorizzazione, partecipato a importanti studi (come quelli su Frattesina e vetri antichi) e coordinato scavi nel Friuli-Venezia Giulia. Al Teatro del Centro Sociale di Loreo, Simonetta Bonomi parlerà della sua esperienza come soprintendente per i Beni archeologici della Calabria. Ingresso gratuito.

Noto (Sr). Al museo Antropologico di Testa dell’Acqua “MATcinemArt”: aperitivo e proiezione del film “Askòs – Il canto della Sirena”, terzo appuntamento itinerante del XIV Festival della Comunicazione del Cinema Archeologico di Licodia Eubea

noto_MATcinemArt_aperitivo-e-film_locandinaUn aperitivo al tramonto, un’atmosfera magica, un film avvincente, scritto e diretto magistralmente, tanta bella gente tutta quanta insieme. Ecco gli ingredienti di “MATcinemArt”, terzo appuntamento itinerante inserito nella programmazione del XIV Festival della Comunicazione del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (9-13 ottobre 2024). Quando? Domenica 15 settembre 2024, a partire dalle 19, al museo Antropologico MAT di Testa dell’Acqua (Noto, Sr). L’evento, in collaborazione con l’Ecomuseo degli Iblei, rientra nella ricca programmazione del festival di Licodia Eubea che dal 2011 ospita appassionatamente documentari e film d’autore che esplorano la storia, le civiltà antiche, le scoperte archeologiche e i complessi legami fra il patrimonio culturale e le comunità. Si inizia dunque alle 19 con l’aperitivo al tramonto, e alle 20 proiezione del film documentario “Askòs. Il canto della Sirena” di Antonio Martino (Italia, 2023, 63′) che affronta il delicato tema del trafugamento e del traffico illecito dei beni culturali: fenomeno diffuso, radicato e sommerso, noto come “archeomafia”.

film-askos-il-canto-della-sirena_di-antonio-martino

Il film “Askòs. Il canto della Sirena” di Antonio Martino

“Askòs. Il canto della Sirena”. Nel 1983 in un bosco fuori la città di Crotone, un contadino, trova per caso una tomba antica e tra i tanti reperti rinvenuti trova anche un oggetto a forma di uccello, poi volgarmente definito dal contadino la “Papera”. Molto presto scopre che l’oggetto potrebbe avere un valore economico, cosi lo rivende ad un ricettatore di Bari per 10 milioni di lire e una mucca. Subito dopo viene portato in Svizzera e acquistato da un gruppo di multinazionali del farmaco per 400 milioni di lire. Successivamente, attraverso altri passaggi, l’oggetto viene acquistato dal Getty Museum di Malibù per 2 miliardi di lire. La “Papera” in realtà è un Askòs, un reperto funerario magno-greco risalente al IV-V secolo A.C. Rappresenta una sirena (arpia) e costituisce uno dei rari oggetti che possono essere legati direttamente alla dottrina di Pitagora, che fondò la scuola di sapere proprio a Crotone. I segreti della civiltà magno greca, relativi alla storia di Crotone, restano ancora un mistero. Nonostante sia un’area di altissimo interesse archeologico i siti di interesse vengono abbandonati a se stessi. Gli anni Ottanta, periodo in cui la sirena fu rinvenuta clandestinamente, erano gli anni della piena industrializzazione del territorio crotonese. La cultura del denaro, del progresso e del materialismo sfrenato, che stava cambiando radicalmente il territorio crotonese negli ultimi 70 anni, non considerò l’archeologia una cosa importante, la quale venne ignorata oppure distrutta per favorire la costruzione di strade e di infrastrutture. Questo favorì la nascita di bande di tombaroli, che in contatto con ricettatori internazionali, iniziarono il traffico di reperti archeologici. Quattro personaggi raccontano la storia dal loro punto di vista, offrendo una visione diversificata del problema dell’archeologia e dell’importanza di proteggere il patrimonio ancora nascosto nel sottosuolo, costantemente minacciato da scavi illegali e commercio clandestino.

Il documentario di Antonio Martino, scritto con Francesco Mollo e prodotto da Lago Film in collaborazione con Solaria Film, ha già ottenuto il premio “ArcheoVisiva” nell’ottobre 2023 alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico; il premio Università di Firenze alla VI edizione del Firenze Archeofilm nel marzo 2024, e nel maggio 2024 una menzione speciale per la sceneggiatura alla XII edizione dell’Agon Festival di Atene

Firenze. Il film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu ha vinto il premio Firenze Archeofilm assegnato dal pubblico. Ecco tutti gli altri premi assegnati ai film presentati nell’edizione 2024

firenze_archeofilm_2024_premiazioni_foto-AV

Un momento delle premiazioni della VI edizione di Firenze archeofilm 2024 al cinema La Compagnia (foto AV)

Domenica 10 marzo 2024, ore 18: è arrivato il momento della cerimonia di premiazione che, dopo 5 giorni di programmazione (6-10 marzo 2024) e 88 film da tutto il mondo, chiude la VI edizione di “Firenze Archeofilm”, il festival di Archeologia Arte e Ambiente organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al Cinema La Compagnia di Firenze e diretto da Giuditta Pruneti.

film_Franco-Mezzena-l-archeologia-raccontata-con-il-sorriso_di-Nicola-Castangia_Andrea-Fenu

Frame del film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di di Nicola Castangia e Andrea Fenu (foto AV)

firenze_archeofilm_2024_premiazioni_Nicola-Catangia_Andrea-Fenu_Giorgio-M;urru_con-Franco-Mezzena_foto-AV

Premio Firenze Archeofilm: Nicola Castangia, Andrea Fenu e Giorgio Murru con Franco Mezzena (foto AV)

Vincitore del “Premio Firenze Archeofilm” attribuito dal pubblico, in qualità di giuria popolare, il film di Nicola Castangia e Andrea Fenu (consulente scientifico Giorgio Murru) “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” (Italia 2021, 42’). Franco Mezzena, scopritore dell’area megalitica di Saint Martin de Corleans ad Aosta, racconta la sua avvenuta nel 1969 e, con il suo sorriso luminoso, ci fa viaggiare tra mito e realtà trascinandoci nel mondo del megalitismo e tra le entusiasmanti avventure degli Argonauti, di Cadmo, di Giasone e della figura di Ercole sollecitando, con maestria e profonde conoscenze, il confronto tra il sito megalitico di Aosta e la Sardegna preistorica. Il Premio è stato consegnato direttamente nelle mani dei registi e alla presenza dello stesso Franco Mezzena, protagonista del film.

film-Askòs-il-canto-della-Sirena_di-Antonio-Martino

Frame del film “Askòs. Il canto della Sirena” di Antonio Martino

Ad “Askòs. Il canto della Sirena” di Antonio Martino (Italia 2023, 63’) è stato conferito invece il “Premio Università di Firenze”. Dopo aver fatto il giro del mondo l’Askos delle Murge, un prezioso reperto trafugato nel 1988 e venduto per 10 milioni di lire e una mucca, torna a casa nel museo Archeologico di Crotone. Quattro personaggi raccontano le loro vite trascorse insieme all’archeologia e il loro legame con questo difficile recupero.

firenze_archeofilm_2024_premiazioni_rettrice-Petrucci- e-studenti_foto-AV

La giuria degli studenti dell’università di Firenze con la rettrice Alessandra Petrucci

La giuria degli studenti dell’università di Firenze, composta da ben 80 studentesse e studenti, ha assegnato il “Premio Studenti UniFi” a “Quell’incosciente di Zeno” del regista Davide Ludovisi (Italia 2023, 29’). Nel 1923 Italo Svevo pubblica “La Coscienza di Zeno”. Che cos’ha di speciale quel romanzo che lo rende ancora attuale? Tre personaggi: uno scrittore (Mauro Covacich), una professoressa di Letteratura contemporanea (Maria Cristina Benussi) e il responsabile del Museo Sveviano (Riccardo Cepach) nella loro Trieste si interrogano con ironia sul perché un romanzo tanto improbabile continui a essere un punto di riferimento nella letteratura italiana e internazionale. Il Premio “Studenti UniFi” è stato consegnato dai ragazzi alla presenza della magnifica rettrice Alessandra Petrucci.

film_Sapiens-ou-la-naissance-de-l-art_di-Pascal-Goblot

Frame del film “Sapiens ou la naissance de l’art” di Pascal Goblot

Il miglior film di archeologia preistorica secondo la giuria del Premio “Museo e Istituto fiorentino di Preistoria” è stato infine il film francese “Sapiens ou la naissance de l’art” di Pascal Goblot (Francia 2023, 70’). Per decenni si e creduto che l’inizio dell’arte in Europa risalisse a 20.000 anni fa con Lascaux, poi 36.000 anni fa con Chauvet. Recenti indagini stanno tuttavia mettendo in discussione una serie di certezze. I dipinti più antichi risalirebbero a quasi 45.000 anni fa! E non in Europa ma dall’altra parte del mondo: in Indonesia. Il film va alla ricerca delle origini dell’arte e della nostra stessa.

Licodia Eubea (Ct). Alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico la giuria di qualità premia il film “Askòs” e il pubblico “Il Rinascimento nascosto”. Al prof. Ieranò il premio Antonino Di Vita

licodia-eubea_festival-2023_lo-staff_foto-graziano-tavan

Lo staff della XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (foto graziano tavan)

Alla fine tutti sul palco per un grazie corale allo staff che dietro i vulcanici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttore artistici, hanno permesso che la XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico girasse al meglio in ogni suo aspetto, senza lasciare al caso il minimo dettaglio. E l’applauso tributato dal pubblico che ha assiepato il Teatro della Legalità di Licodia Eubea (Ct) ne è stato il riconoscimento, giunto al termine della cerimonia di premiazione, momento clou dell’ultima sera.

licodia-eubea_festival-2023_premio-archeoclub_foto-graziano-tavan

Il sindaco di Licodia Eubea Sandro Randone, al centro, con il premio Archeoclub. Da sinistra, Lorenzo Daniele, Angela Roberto, Santo Randone, Giacomo Caruso, Alessandra Cilio e l’assessore Giuliana Pepi (foto graziano tavan)

 

film_il-rinascimento-nascosto_presenze-africane-nell-arte_di-Cristian-Di-Mattia

Frame del film “Il Rinascimento nascosto. Presenze africane nell’arte” di Cristian Di Mattia

Premio Archeoclub d’Italia. Il pubblico ha mostrato di apprezzare molto i film proposti, e la classifica finale ha decretato il vincitore con pochi decimali di differenza. Il premio è stato assegnato al film “Il Rinascimento nascosto. Presenze africane nell’arte” di Cristian Di Mattia (Italia 2023, 90’), che ha ottenuto una votazione media di 9,4. Davanti al film “Sari, sei metri di eleganza” di Diego D’Innocenzo (Italia 2023, 40’) con voto medo 9.1, e terzi ex aequo “Isatis” di Alireza Dehghan (Iran 2021, 75’) e “Uomini e dei: il mare e il sacro” di Massimo D’Alessandro (Italia 2023, 42’) con voto medio 8.8. Il premio è stato consegnato da Angela Roberto, presidente dell’Archeoclub d’Italia di Agrigento.

licodia-eubea_festival-2023_premio-archeovisiva_foto-graziano-tavan

La consegna del Premio AudioVisiva 2023 per il film “Askòs. Il canto della sirena”. Da sinistra, Dionysia Kopana, Lada Laura, Francesco Mollo e Antono Martino (foto graziano tavan)

Premio Archeovisiva. Viene conferito dalla giuria internazionale di qualità, composta dalla regista greca Dionysia Kopana e dalla direttrice del Festival internazionale del cinema archeologico di Spalato Lada Laura, presenti in sala, e dalla regista bolognese Sabrina Monno collegata in video. Il premio è stato assegnato al film “Askòs. Il canto della sirena” di Antonio Martino (Italia 2023, 62’): dopo aver fatto il giro del mondo l’Askòs delle Murge, un prezioso reperto trafugato nel 1988, torna a casa nel museo Archeologico nazionale di Crotone. Quattro personaggi raccontano le loro vite trascorse insieme all’archeologia e il loro legame con questo difficile recupero. Il premio è stato consegnato da Lada Laura al regista Antonio Martino e allo sceneggiatore Francesco Mollo, presenti in sala.

film-Askòs-il-canto-della-Sirena_di-Antonio-Martino

Frame del film “Askòs, il canto della Sirena” di Antonio Martino

Ecco la motivazione: “È un film caratterizzato da un approccio registico sensibile e da una profonda conoscenza del linguaggio cinematografico. L’autore adopera con maestria e attenzione le immagini di repertorio e le integra nel racconto in un modo organico che valorizza il lato emozionale della storia. La musica, sapientemente scelta, completa l’atmosfera del film, aggiungendo profondità al racconto.

La regista greca Dionysia Kopana e la direttrice del Festival internazionale del cinema archeologico di Spalato Lada Laura, membri della Giuria internazionale di Qualità alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico, per archeologiavocidalpassato.com fanno un bilancio della loro esperienza di giurati. “Abbiamo visto molti film, film molto belli”, spiega Dionysia Kopana, “ecco perché per noi non è stato facile decidere qual è il migliore ecco perché abbiamo deciso di dare una menzione speciale a un cortometraggio e abbiamo deciso di dare il premio al film Askos perché abbiamo scoperto che si trattava di un tema molto molto speciale, e per me è stato moto interessante il modo in cui ha inserito nel film il materiale d’archivio. L’archivio è la mia materia. E mi è piaciuto molto che fosse così: un film su come la vita moderna cambia il vecchio modo di vivere”. Continua Lada Laura: “Sul film che doveva essere premiato quest’anno al Festival sono totalmente d’accordo con Dionysia. È un film che valorizza la tradizione e tutti gli sforzi della popolazione locale, degli abitanti, e mostra il loro attaccamento e il loro sentimento per il patrimonio culturale. E tutte le battaglie che devono affrontare. E alla fine dà loro la grande soddisfazione di avere ciò che appartiene a loro a casa loro”.

film-In-the-beginning_di-Shaun-Clark

Frame del “In the beginnig” di Shaun Clark

Come accennava Dionysia Kopana, per la prima volta la giuria di qualità ha assegnato anche una menzione speciale, andata al film “In the beginnig” di Shaun Clark (Gran Bretagna 2022, 11’): il grido rivolto al mondo di una donna avvolta dall’oscurità testimonia la ricerca senza tempo della propria identità e del proprio posto nel mondo nel susseguirsi delle epoche. La giuria ha apprezzato “l’immaginazione e l’approccio creativo”.

“Abbiamo anche deciso”, spiega Lada Laura, “perché ci sono film di durata diversa, argomenti diversi, approcci diversi, abbiamo avuto la libertà di assegnare una menzione speciale al film “In the beginnig” perché ha un approccio fantasioso, creativo e fresco, molto semplice, e noi pensiamo che se lo meriti, che sia giusto”.

licodia-eubea_festival-2023_premio-antonino-di-vita_foto-graziano-tavan

Maria Antonietta Rizzo Di Vita consegna il Premio Antonino Di Vita 2023 a Giorgio Ieranò dell’università di Trento (foto graziano tavan)

Premio Antonino Di Vita. Assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico artistico e archeologico. Il premio è stato consegnato da Maria Antonietta Rizzo Di Vita a Giorgio Ieranò, professore ordinario di Letteratura greca all’università di Trento, saggista e traduttore teatrale, ma anche giornalista e apprezzato comunicatore culturale per case editrici come Feltrinelli, Einaudi e La Terza. I suoi ambiti di ricerca spaziano dalla mitologia alla lirica corale greca e al teatro e alla sopravvivenza dell’antico nelle letterature moderne. Ecco la motivazione. “Per la grande capacità di raccontare con acutezza ed efficacia il mondo antico e i miti che lo popolano alla luce del nostro tempo, dando così vita a un fruttuoso dialogo fra epoche, offrendo spunti di riflessione inediti su quella pluralità di atteggiamenti, tensioni e sentimenti che caratterizzano da sempre l’animo umano”.