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18 maggio 2019: Notte Europea dei Musei: ingresso al costo simbolico di 1 euro. E Festa dei Musei sul tema “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”. Ecco il programma dell’Egizio di Torino, dell’Archeologico di Napoli, degli Archeologici del Polo della Calabria, dei Civici di Pavia, e dei parchi archeologici del Colosseo, di Pompei e di Ercolano

18 maggio 2019: Giornata internazionale dei Musei sul tema “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”

Notte dei Musei: ingresso simbolico a 1 euro

Dopo il successo delle passate edizioni, sabato 18 maggio 2019 si celebra la quarta edizione della Festa dei Musei, grande evento nazionale organizzato dal ministero per i Beni e le attività culturali nel terzo fine settimana di maggio. Per l’occasione, i musei, i complessi monumentali, le aree e i parchi archeologici proporranno un ricco calendario di iniziative e attività aperte al pubblico. Qui di seguito ne presentiamo alcune. La sera molti istituti aderiranno alla quindicesima edizione della Notte Europea dei Musei, con tre ore di apertura straordinaria serale e ingresso al costo simbolico di 1 euro. L’iniziativa, patrocinata dal Consiglio d’Europa e da Icom, coinvolge nella stessa sera 3200 musei in 30 Paesi, con lo scopo di promuovere l’identità culturale europea in tutti gli Stati dell’Unione. Come tema di riflessione per la giornata, la Direzione generale musei condivide con Icom Italia il tema della Giornata internazionale dei Musei “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”, traduzione italiana del tema proposto per la Conferenza generale di Kyoto 2019. La Giornata Internazionale dei Musei 2019 si concentrerà sul nuovo ruolo dei musei come attori attivi nelle loro comunità di riferimento. Il ruolo dei musei nella società sta cambiando. I musei continuano a reinventarsi nella loro ricerca per diventare più interattivi, partecipativi, orientati alla comunità, flessibili, adattabili e mobili; sono diventati centri che funzionano come hub culturali in cui creatività e conoscenza sono affiancate e dove i visitatori possono anche co-creare, condividere e interagire. Pur preservando le loro missioni primarie – raccolta, conservazione, comunicazione, ricerca, esposizione – i musei hanno trasformato le loro pratiche per rimanere più vicini alle comunità di riferimento. Oggi i musei cercano modi innovativi per affrontare questioni sociali contemporanee. Agendo a livello locale, i musei possono difendere e mitigare i problemi globali, affrontando le sfide della società contemporanea in modo proattivo. Come istituzioni nel cuore della società, i musei hanno il potere di stabilire un dialogo tra culture, costruire ponti per un mondo pacifico e contribuire allo sviluppo sostenibile. Mentre i musei crescono sempre di più nel loro ruolo di hub culturali, essi stanno anche trovando nuovi modi per valorizzare le loro collezioni, le loro storie e le loro eredità, creando tradizioni che avranno un nuovo significato per le generazioni future e rilevanza per un pubblico contemporaneo sempre più diversificato a livello globale.

Festa dei Musei al museo Egizio di Torino

Giornata internazionale dei Musei al museo Egizio di Torino. Il 18 maggio 2019, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei promossa da Icom, il museo Egizio rimarrà aperto straordinariamente fino alle 23 e a partire dalle 18.30 l’ingresso al museo sarà per tutti a 5 euro. Durante la serata saranno disponibili dei mini tour guidati gratuiti dal titolo: “Umanisti o scienziati?”, una visita di 40 minuti, guidata da egittologi, dedicata alla mostra temporanea Archeologia Invisibile e alla nuova area restauro al secondo piano del museo. Nel corso della guida i visitatori comprenderanno come le scienze naturali e l’archeologia siano intimamente connessi tra loro. Giunti all’area restauro sarà possibile vedere un restauratore a lavoro su di un sarcofago e fargli tutte le domande, anche le più curiose, sul suo lavoro! Visite dalle 18.30 alle 22 ogni 30 minuti. Le prenotazioni ai tour avverranno la sera stessa, al desk in Ipogeo.

La Notte dei Musei ai musei Civici di Pavia

Pavia e le grandi civiltà del passato, tra Collezionismo privato e il lavoro dell’Archeologo. Sabato 18 maggio 2019, ai Musei Civici di Pavia, alle 21.30, un tour inedito tra le sale della Sezione Archeologica + la visione del capolavoro di Giorgio De Chirico “Gli Archeologi”, esposto nella mostra temporanea “De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose”. Il focus della visita guidata: la figura e l’attività dell’Archeologo, la sua missione e la riscoperta del mondo antico nell’età moderna e contemporanea. Il tour avrà inizio nella mostra, dove verrà illustrata ai visitatori la celebre opera di De Chirico, e subito dopo proseguirà nella Sezione Archeologica. Ritrovo: Biglietteria dei Musei Civici di Pavia. Costo: 4 euro + biglietto d’ingresso al Museo e Mostra 6 euro (10 euro complessive). Max 25 persone. Prenotazione obbligatoria: visiteguidate@vieniapavia.it / 375 570 9240

Una spettacolare immagine dall’alto del Colosso, icona di Roma

Il Parco archeologico del Colosseo fa il punto su arte e benessere. Frequentare i luoghi d’arte fa bene. A tutti, senza dubbio. Ma alcune categorie di visitatori possono trarre benefici particolari dall’osservazione delle opere d’arte e dal partecipare ad attività realizzate all’interno di contesti storici e archeologici, luoghi capaci di suscitare nuovi stimoli cognitivi. In tale ambito, studi recenti – pubblicati in occasione del convegno dedicato al tema dal Fresco Parkinson Institute Italia nel 2018 – concordano sul fatto che le persone affette dalla malattia di Parkinson rientrino a tutti gli effetti tra questi potenziali beneficiari. Per fare il punto della situazione sul binomio ormai irrinunciabile tra arte e benessere, fisico e psichico, il Parco archeologico del Colosseo ha ideato e organizzato sabato 18 maggio 2019 dalle 9.30, nella sede della Curia Iulia nel Foro Romano, il convegno “Salus per Artem – Salute per mezzo dell’arte”. Una giornata di incontri, laboratori e buone pratiche per affrontare il tema dei principi e degli effetti dell’arteterapia per il Parkinson, per dare voce non solo ai protagonisti di questo nuovo approccio alla cura delle malattie neurodegenerative ma anche alle persone interessate dalla malattia offrendo un segnale ancora più forte di attenzione, ascolto e inclusione. “Abbiamo pensato che la Giornata internazionale dei Musei di Icom fosse il giorno più adatto per approfondire il tema della frequentazione dei luoghi d’arte come terapia parallela all’assunzione di medicinali e anche come forma di riscatto per le categorie di pubblico più svantaggiate”, afferma Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo e aggiunge: “non a caso, per questa edizione 2019, il Museo è definito un HUB culturale, ovvero uno spazio sempre più inclusivo, capace di coinvolgere le categorie di visitatori più “fragili”, concretamente calato nella realtà della comunità locale”. Ed è proprio con questo spirito che il Parco archeologico del Colosseo ha sviluppato a partire da quest’anno il progetto di riabilitazione “Park-in-PArCo”, condotto in collaborazione con l’associazione Parkin Zone Onlus nell’ambito de “Il PArCo fuori dal PArCo”. Il progetto rientra in un più ampio quadro di attività affinché venga garantita una sempre maggiore accessibilità a tutte le fasce della popolazione, in un’ottica di inclusione e apertura. Nei primi sei mesi le persone con malattia di Parkinson hanno avuto modo di partecipare ad attività riabilitative (yoga, teatro, Dance Well, e altro) negli spazi del Museo Palatino e della Curia Iulia al Foro Romano, seguite da un team di professionisti. Le attività proseguiranno anche per tutta l’estate anche all’aperto, sulla terrazza del Tempio di Venere e Roma e nella splendida cornice della Vigna Barberini.

La locandina del convegno “Salus per artem” alla Curia Iulia del Foro Romano

Il convegno nasce da un’idea di Andrea Schiappelli con Francesca Boldrighini, Elisa Cella, Giulia Giovanetti, Federica Rinaldi e Francesca Pandolfi. Tra i relatori del convegno si segnalano, per la prima sessione, Antonio Pisani, Fondazione santa Lucia e UniRoma2, Michele Meglio, IRCCS Neuromed, Parkin Zone Onlus, e Nicola Modugno neurologo e direttore di Parkin Zone Onlus che discuteranno di Parkinson, degli aggiornamenti nel trattamento della malattia e delle terapie riabilitative artistiche. Annalisa Cicerchia di UniRoma2 tratteggerà il quadro generale sul binomio cultura-salute nel nostro Paese. La seconda sessione si concentrerà sulle esperienze nazionali nel campo delle terapie artistiche. Ad aprirla Gabriella Cetorelli, con un intervento sulle attività della Dg Musei del MiBAC in tema di accessibilità del patrimonio statale. Giulia Maria Paola Baldassarre del Fresco Parkinson Institute, insieme al ballerino di fama internazionale Roberto Casarotto, parleranno invece della Dance Well. A seguire il racconto delle attività organizzate con l’Associazione Parkinson Parthenope, “ParkinArte” a Palazzo delle Esposizioni e il percorso riabilitativo al Parco archeologico del Colosseo. Il convegno diventerà inoltre, nella sua sessione finale, un’occasione di incontro tra i pazienti e le associazioni regionali, con Parkinson Giovanile Roma PGR Onlus, Azione Lazio Parkinson, Azione Parkinson Ciociaria, e Bradirapidi Onlus. In chiusura si terrà una classe di Dance Well, aperta a tutti i presenti. Dance Well è un progetto nato nel 2013 a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, nell’ambito del progetto europeo ACT YOUR AGE per la promozione del dialogo intergenerazionale e dell’invecchiamento attivo attraverso l’arte della danza è sostenuto dal Comune di Bassano con la sua Casa della danza e in partnership con il Nederlandse Dansagen Festival di Maastricht (Olanda) e il Dance House Lemesos (Cipro). Dance Well ha come obiettivo l’inclusione e il benessere, attraverso la danza contemporanea, di persone con il Parkinson.

I laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli

La mostra “Corto Maltese. Un viaggio straordinario” al Mann

Festa dei Musei e Notte dei Musei al MANN. “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”: sarà questo il tema della “Festa e notte dei Musei 2019”, quarta edizione dell’appuntamento annuale che il Mibac dedica alla promozione del patrimonio culturale italiano. Sabato 18 maggio il museo Archeologico nazionale di Napoli parteciperà alla manifestazione garantendo tre ore di apertura serale (dalle 20 alle 23, con ultimo ingresso alle 22) al costo simbolico di 1 euro, salvo le gratuità previste dalla legge: così, anche dopo il tramonto, sarà possibile visitare le collezioni permanenti e le tre esposizioni temporanee in programma ( “Canova e l’antico”; “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”; “Nel Vulcano. Cai Guo-Qiang e Pompei”). In coerenza con il fil rouge tematico del 2019, l’Archeologico di Napoli dedicherà al futuro della tradizione le due tipologie di eventi in calendario sabato prossimo: in tre turni (ore 20.30; 21.15; 22) sarà possibile partecipare agli appuntamenti “Dietro le quinte. Il restauro in diretta”, visitando le diverse sezioni dei laboratori del Mann; alle 21, ancora, percorso guidato all’esposizione “Corto Maltese. Un viaggio straordinario” per riscoprire, in collaborazione con Comicon, l’arte di Hugo Pratt. Entrambi gli eventi, per cui è obbligatoria la prenotazione (contattare, da lunedì a venerdì, i Servizi Educativi del Museo al numero 081/4422124; sabato, rivolgersi all’infopoint del Mann: 081/4422149), declineranno, in maniera diversa, il motivo della valorizzazione del patrimonio, in proiezione verso il domani: se le attività di restauro sono imprescindibili per conservare e difendere la bellezza degli antichi reperti, la magia dell’opera di Hugo Pratt riesce a coniugare il concetto di classico con il moderno linguaggio del fumetto. I visitatori, che parteciperanno alla “Festa dei Musei e Notte dei Musei 2019”, saranno invitati a condividere la loro esperienza sulle piattaforme social del Mann, utilizzando gli hashtag #FestadeiMusei2019 #NottedeiMusei #IMD2019 #MiBAC #museitaliani. Domenica 19 maggio 2019 sarà un’altra giornata ad accesso gratuito all’Archeologico, nell’ambito della campagna ministeriale #IoVadoAlMuseo: dopo il record presenze del 12 maggio (8.372 ingressi, dato più alto mai registrato), cittadini e turisti avranno non soltanto la possibilità di trascorrere il tempo libero al MANN, ma anche di partecipare all’OpenMann Fest. In biglietteria, infatti, sarà venduta la card di abbonamento annuale a prezzi promo (15 euro per adulti; 13 per giovani dai 18 ai 25 anni; 30 per famiglie di due adulti over 25 anni); ogni mille visitatori, ancora, sarà data in cadeau una tessera OpenMann.

Alla Palestra Grande di Pompei la mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”

È “Festa dei Musei” nei siti archeologici vesuviani del Parco archeologico di Pompei. Il 18 maggio 2019, nell’ambito dell’iniziativa promossa dal ministero dei Beni e delle Attività culturali le aree archeologiche di Pompei, la Villa San Marco a Stabia, la Villa di Poppea ad Oplontis e l’Antiquarium di Boscoreale saranno aperti in via straordinaria per la “Notte Europea dei Musei”, dalle 20,30 alle 22,30 (chiusura biglietterie alle ore 22) con ingresso a 1 euro (gratuito a Stabia e per i minori di 18 anni, come da normativa vigente).
Doppia opportunità per i visitatori di POMPEI che potranno accedere sia dall’ingresso di Piazza Anfiteatro sia da Porta Marina con il pagamento di un biglietto unico per i due itinerari. Da Piazza Anfiteatro sarà possibile visitare presso la Palestra Grande l’allestimento dei reperti provenienti dalla località Moregine, una scelta di reperti organici dell’area vesuviana e la mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, dove sono esposti, in un elegante percorso di stili e civiltà, monili provenienti da Delos e dalle altre Cicladi, accanto a gioielli rinvenuti nei siti archeologici vesuviani. Entrando da Porta Marina, si potrà accedere all’Antiquarium, edificio dell’’800 che ospita mostre temporanee quali “Alla ricerca di Stabiae” e “Tesori sotto i lapilli”, oltre alla mostra permanente al piano terra “Sacra Pompeiana”, dedicata ai santuari urbani ed extraurbani. La visita si concluderà in alcuni ambienti della Villa Imperiale dove sono allestiti ricostruzioni di arredi e oggetti d’uso.

Villa San Marco a Stabia di notte

A STABIA, sarà visitabile la villa San Marco (I sec. a.C. – I sec. d.C.), tra le più grandi ville romane residenziali della zona, con una superficie di 11.000 mq, illuminata per l’occasione.

La Villa di Poppea a Oplontis di notte

A OPLONTIS è prevista l’apertura della Villa di Poppea, tra i più splendidi esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppea Sabina, moglie dell’imperatore Nerone.

Nell’Antiquarium di Boscoreale la mostra “Il villaggio protostorico di Longola”

Mentre all’Antiquarium di BOSCOREALE oltre alla visita del museo, è proposta la novità della mostra “Il villaggio protostorico di Longola” dedicata all’ antico insediamento perifluviale attivo dalla media Età del Bronzo fino al VI sec. a.C., unico per l’ Italia meridionale e rinvenuto casualmente nel 2000 durante i lavori per l’impianto di depurazione di Poggiomarino-Striano. La mostra espone reperti connessi alle principali attività produttive, e non solo, dell’abitato di Longola, tra cui per la prima volta sono esposte al pubblico due piroghe monossili rinvenute nell’area della darsena del villaggio, e alcuni esemplari di mangiatoie per animali e ruote di carro, viva testimonianza della vita quotidiana degli abitanti.

La locandina de La Notte dei Musei al Parco archeologico di Ercolano

Notte Europea dei Musei 2019 al Parco Archeologico di Ercolano. Nell’ambito della Festa dei Musei 2019, il Parco Archeologico di Ercolano aderisce anche quest’anno alla quindicesima edizione della Notte Europea dei Musei che si terrà il 18 maggio 2019: manifestazione a carattere nazionale, patrocinata dal Consiglio d’Europa e da Icom e che coinvolge migliaia di musei di 30 paesi di tutta Europa con lo scopo di promuovere l’identità culturale europea. Il tema proposto quest’anno dall’Icom per la Giornata internazionale dei Musei (IMD) è “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”. La sera del 18 maggio 2019, a partire dalle 19.45 e fino alle e 24 (ultimo ingresso da corso Resina alle 22.30) il Parco archeologico di Ercolano sarà accessibile in una visita suggestiva al chiaro di luna con visite guidate, condotte da guide turistiche accompagnate dal personale di vigilanza del Parco, che guideranno nel Parco in un itinerario che toccherà i principali edifici del sito archeologico, con partenze ogni 10 minuti. L’ingresso avverrà esclusivamente da corso Resina, il biglietto avrà un costo simbolico di 1 euro e potrà essere acquistato esclusivamente la sera del 18 maggio presso la biglietteria del Parco. La biglietteria sarà in funzione dalle 19.45 fino alle 23 con ultimo ingresso da corso Resina alle 22.30. La Direzione si riserva per ragioni di sicurezza del monumento e salvaguardia dell’ordine pubblico di chiudere l’accesso anche prima dell’orario indicato. “Ripartono così le aperture serali del Parco Archeologico di Ercolano con una stagione densa di appuntamenti che renderemo noti prossimamente”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Rinnoveremo la formula della visita in notturna, guide esperte multilingue, illuminazione artistica di grande effetto e con fantasiose sorprese che renderanno davvero unica quest’esperienza. Nostri partner saranno, oltre all’Herculaneum Conservation Project, la Regione Campania con SCABEC, il Comune di Ercolano, il MAV e la Pro Loco Herculaneum”. Per la Notte dei Musei i visitatori avranno il piacere di visitare eccezionalmente aperti anche di notte la mostra “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”, collezione di circa 100 preziosi monili e una scelta degli arredi delle case della città antica in esposizione all’Antiquarium del Parco e il Padiglione che custodisce la barca romana rinvenuta a Ercolano sull’antica spiaggia con una serie di oggetti collegati al mare e alle attività marinare. Per la serata saranno accessibili le aree di parcheggio degli Istituti scolastici Iovino e Rodinò e di Villa Favorita, ma non il parcheggio comunale di via dei Papiri Ercolanesi.

La locandina della Giornata dei Musei all’Archeologico “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Ecco i musei del Polo museale della Calabria, diretto da Antonella Cucciniello, che hanno aderito alla Giornata Internazionale dei Musei 2019 di sabato 18 maggio 2019. Il museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di VIBO VALENTIA partecipa alla celebrazione della Giornata Internazionale dei Musei 2019 con iniziative mirate a mettere in rete le competenze degli artisti del territorio, le associazioni ed i cittadini. Il programma di sabato 18 maggio 2019: alle 15.30, “La ceramica di Gerocarne tra tradizione e innovazione”, laboratorio con il ceramista Domenico Sabatino, l’artista Antonio La Gamba e gli artisti della bottega Limen; alle 17, laboratorio dedicato a Unione Ciechi e Ipovedenti; alle 18, concerto del coro “Voci di luce” dell’Unione Ciechi ed Ipovedenti di Catanzaro: “Un viaggio tra cultura, integrazione e conoscenza dell’altrui”.

La Giornata dei Musei a Crotone e Capo Colonna

L’evento consentirà di visitare sia il museo Archeologico nazionale di CROTONE, sia il museo Archeologico nazionale di CAPO COLONNA con orario continuato dalle 9 alle 23. E per le famiglie con bambini tra i 6 e i 12 anni al museo di via Risorgimento verrà organizzato il laboratorio didattico Archeogiocando: un modo divertente di far scoprire la storia e l’archeologia in maniera istruttiva, ma allo stesso tempo in maniera creativa. L’attività, che verrà svolta all’interno del museo, è gratuita con prenotazione obbligatoria (tel. 0962.23082; email: pm-cal.crotone@beniculturali.it). I partecipanti saranno coinvolti in una visita tematica e permetterà loro di avere un primo approccio con i reperti del museo che possono essere connessi con i giochi e i passatempi antichi. Subito a seguire si entrerà nel vivo dei giochi antichi, andando a riprodurne alcuni (in particolare utilizzando gli astragali!). L’intento è quello di imparare giocando! Le attività saranno condotte da personale dell’ufficio didattico del Polo Museale della Calabria e si svolgeranno in due momenti alle 10.30 e alle 16.30.

La Giornata dei Musei a Scolacium

Il museo di KAULONÍA aderisce alla Notte Europea dei Musei, promossa dal Mibac, con un’apertura straordinaria dalle 20 alle 23 e la proposta di una visita guidata alle sale espositive. In particolare, verranno messi in evidenza reperti costituiti da offerte di armi fatte alla divinità, in virtù di un voto o di un sacrificio propiziatorio, ed altarini domestici, quali strumenti della pratica quotidiana del culto, che attestano come, nel corso dei secoli, essi abbiano rappresentato la manifestazione di una prassi religiosa, pur con forme diverse, che è tutt’ora in uso. Ingresso a 1 euro. Al museo del Territorio di Palazzo Nieddu a Locri, che fa parte dei musei e parco Archeologico nazionale di LOCRI (Reggio Calabria), dalle 20 alle 23, “Nella notte dei Musei la Locride si racconta”. Al museo e parco Archeologico nazionale di SCOLACIUM (Roccelletta di Borgia, Catanzaro), dalle 9 alle 20, “Caccia al Tesoro Archeologica”, scoprire i tesori del parco attraverso un’innovativa caccia al tesoro con codici QR.; dalle 20 alle 23, al museo Archeologico nazionale di Scolacium, e non al parco per ragioni di sicurezza, apertura straordinaria serale per la Notte Europea dei Musei.

Per la Festa dei musei 2018 giornata-evento al museo Archeologico nazionale di Altino: si presenta l’esposizione temporanea su Altino tardo antica e altomedievale, anteprima della futura nuova sezione del museo, accompagnata dalla colazione medievale alla scoperta dei sapori dei secoli bui

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino (Venezia)

Festa dei musei 2018: giornata evento al museo Archeologico nazionale di Altino (Venezia)

Elisa Possenti (università di Trento)

Il logo dell’associazione Companatiche

Quanto lontano e quanto vicino è il Medioevo nei nostri piatti? La domanda viene spontanea studiando i ricettari dei cuochi medievali. Ma prima ancora di avere la risposta, l’osservazione che fa Antimo, medico bizantino, nel De observatione ciborum (511 d.C.), fondamentale trattato di dietetica (“A noi, invece, che ci nutriamo con cibi vari, con numerose ghiottonerie e bevande diverse, conviene controllarci, in modo che l’eccesso non ci faccia male, e che diminuendo le quantità, restiamo in salute”), non sembra che siano passati 15 secoli! Comunque, per scoprire quanto lontano e quanto vicino è il Medioevo in cucina l’appuntamento è al museo Archeologico nazionale di Altino domenica 20 maggio 2018,  quando, in occasione della Festa dei musei e nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio, per la prima volta sarà illustrato al pubblico un nutrito nucleo di testimonianze archeologiche di Altino nell’età tardoantica e alto medioevale: oggetti di prestigio e di uso quotidiano, nonché le tracce materiali della cristianità, risalenti ai secoli dal IV al VII d.C. “Grazie alla collaborazione della prof.ssa Elisa Possenti”, spiega Francesca Ballestrin, archeologa del museo di Altino, “è stato possibile esporre temporaneamente un nucleo di reperti archeologici molto significativi per la storia di Altino nei secoli compresi tra il IV e il VII d.C., una sorta di anteprima di quanto in futuro sarà compreso nella sezione tardoantica e altomedievale del Museo”. Si comincia alle 11, con la colazione medievale proposta dall’associazione Companatiche (costo 13 euro; è richiesta la prenotazione a companatiche@gmail.com), cui seguirà alle 12 la conversazione su Altino medievale con Elisa Possenti, docente di Archeologia Cristiana e Medievale all’università di Trento.

La rappresentazione di un convivium in una corte medievale

Marta Sperandio e Francesca Lamon (Companatiche)

Scopriamo sapori e saperi della colazione medievale con le protagoniste, Francesca Lamon e Marta Sperandio, responsabili di Companatiche. “Il Medioevo non concepisce il fatto che si possano portare le vivande in successione una dopo l’altra come oggi avviene”, spiegano. “Così sulla tavola troviamo i vassoi dai quali ogni convitato prenderà la propria porzione e affida al galateo di ognuno la capacità di comportarsi con… giusta equità. Dietro questo tipo di servizio c’è una idea forte: ognuno deve decidere che cosa vuole mangiare, ognuno deve seguire il proprio desiderio. È un po’ il sistema moderno del buffet perché ognuno ha una propria “complessione”, come dicevano i medici medievali, e così il piatto viene composto autonomamente e ciascuno sceglie il vino a seconda dell’estro momentaneo, magari allungandolo con acqua o scaldandolo o raffreddandolo”. Ma tutti devono stare al proprio posto e non tutti ricevono le stesse pietanze. “C’è una gerarchia anche a tavola”, continuano: “chi sta nei posti con poca visibilità e di scarso prestigio riceve un cibo più modesto rispetto a chi siede alla prima mensa, vicino al padrone di casa”. In coda di taula arrivano “piccoli pesci e altre quisquilie, mentre alla prima mensa se ne servivano di magnifici”.

Il pane rappresenta l’alimento basilare della dieta medievale

La focaccia è un cibo antico

Il pane rappresenta l’alimento basilare della dieta medievale. Così si assaggia la focaccia di farine di grano tenero locali che, nel Medioevo, la si usava al posto dei piatti: il “piatto” di pane ci ricorda molto la pizza. Con la focaccia un profumato prosciutto cotto in crosta, che conserva i succhi e i profumi di erbe e spezie. Maestro Martino (sec. XV) nel suo “De arte coquinaria” così ci racconta la ricetta del prosciutto cotto: “Pianta il coltello in mezzo del presutto, et ponilo al naso; se ‘l coltello ha bono odore il presutto è bono, et così per lo contrario. Et se tu lo voi cocere et che duri più tempo cotto, togli di bon vino biancho, overo aceto, et altrettanta acqua, ma meglio serrebe senza acqua; et nel dicto vino fa’ bollire il presutto tanto che sia mezo cotto. Et dapoi levalo dal focho, et lassa el presutto nel brodo che sia fredo. Et dapoi caccialo fore, et in questo modo serà bono et durarà un bono tempo”. Nel menù medievale non mancano le verdure o meglio “le erbe”, che devono mantenere il colore desiderato sia alle erbe, come prezzemolo e basilico, sia alle foglie: biete, spinaci… Companatiche faranno assaggiare la salsa di senape con le spezie. Carne e pesce sono sempre accompagnati con una salsa appropriata. Le salse sono importanti per dare sapore e aiutare a digerire. “Oggi”, intervengono Francesca e Marta, “ci limitiamo a preparane solo poche come le salse verdi per i bolliti. Nel Medioevo erano invece tantissime, spesso a base di frutta (prugne secche, uva passa, more, ciliege), agro-dolci, sempre legate da mandorle pestate o da mollica di pane e ovviamente, speziate”.

I caratteristici struffoli napoletani

I medici medievali consigliano di mangiare la frutta fresca e la verdura cruda all’inizio del pranzo perché l’acidità della frutta “apre lo stomaco” e, non essendo cotta, si ha tutto il tempo per digerirla. Dopo le mele, la colazione medievale chiude con le palline dolci. “I dolci medievali europei sono soprattutto biscotti secchi, panpepati, frutta cotta e frittelle ma le varie conquiste, le Crociate e soprattutto gli scambi commerciali tra Oriente e Occidente,  contribuiscono alla diffusione della cultura dello zucchero, molto utilizzato nella cultura alimentare del mondo islamico”. Le palline dolci fritte e addolcite con miele, zucchero e confettini ancor oggi si trovano a Napoli come “struffoli” e in Centro Italia come “cicerchiata” perché simili a piccoli ceci. Questa la ricetta araba del 1226: “Per questo piatto si fa una pasta consistente, quando è lievitata se ne prendono pezzi grandi come nocciole e si friggono nell’olio di sesamo. Poi si immergono nello sciroppo e si cospargono con zucchero finemente macinato”.

Attila distrusse Altino nel 452 d.C.

Altino tardoantica e altomedievale. “Le notizie storiche su Altino tardoantica ritraggono la città come un centro caratterizzato da sistemi di difesa monumentali, popoloso e dotato di numerosi edifici religiosi, tra cui la chiesa episcopale”, spiega Francesca Ballestrin. “La sua importanza è tra l’altro sottolineata dalle fonti scritte che annoverano passaggi ripetuti in città dell’imperatore e della sua corte, almeno fino alla presa e distruzione di Altino da parte di Attila nel 452 d.C. Fonti leggermente più tarde, però, fanno presupporre che almeno fino alla fine del sesto secolo d.C. il centro mantenesse il proprio sistema difensivo e che l’episcopato altinate fosse ancora attivo, fino al trasferimento a Torcello, collocato tradizionalmente entro la metà del VII secolo d.C., ma probabilmente concluso solo agli inizi dell’XI. La presa longobarda della città, invece, dovrebbe risalire ai primi anni di regno del re Rotari, nel 635 o nel 639 d.C.”.

L’archeologa Francesca Ballestrin

Rispetto alle fonti scritte i dati archeologici su Altino tardoantica e altomedievale sono numericamente molto scarsi e non sono ancora stati localizzati né gli edifici di culto cristiani né la sede del potere pubblico. Le ricerche sul campo finora sono state limitate solo a porzioni di alcune aree urbane e lo sfruttamento agricolo dell’area nei secoli ha probabilmente in parte comportato l’asporto degli strati più superficiali dei depositi archeologici, comprensivi dei livelli tardoantichi e altomedievali. “Dai dati archeologici in nostro possesso”, continua Ballestrin, “si ricava nel complesso l’immagine di una città caratterizzata da un aspetto urbanistico di un certo livello e decoro e da un ruolo istituzionale e militare di rilievo. L’abbandono della necropoli alto imperiale coincise con la realizzazione di nuovi sepolcreti organizzati in piccoli gruppi nelle vicinanze del perimetro urbano. Tra la fine dell’età antica e l’inizio del medioevo Altino probabilmente si caratterizzava come un centro cosmopolita, in contatto con le aree più lontane del Mediterraneo orientale e che mantenne un ruolo di rilievo all’interno della compagine statale bizantina almeno fino a quando si trovò nell’area di cerniera tra i territori longobardi e le rotte che dal Mediterraneo orientale risalivano le coste dell’Adriatico. Tra VIII e XI secolo, infine, Altino fu oggetto di un’intensa attività di spoglio, che disperse quasi totalmente i suoi resti monumentali”.

La necropoli nordorientale di Altino lungo la via Annia

Un esempio di fibula tardoantica a testa di cipolla

Placchetta di cintura in ferro con agemina di argento (VII sec.) da Altino

Che cosa vedremo in questa esposizione temporanea su Altino tardoantica e altomedievale? Gli oggetti presentati sono organizzati in cinque sezioni. Nella prima, “Struttura e militarizzazione della società”, una Testa fittile di membro della famiglia imperiale di età costantiniana (300-360 circa) , alcune fibule in bronzo a testa di cipolla (databili tra la fine del III e gli inizi del V secolo d.C.), guarnizioni di cintura (IV-V secolo d.C.). La seconda sezione illustra la “Cristianizzazione”, testimoniata da simboli della religione, come il chrismon, monogramma di Cristo formato dalle lettere greche Chi (X=CH) e Rho (p=R), su una placca traforata in bronzo (IV-VI sec) o su due lucerne fittili V-VI secolo, o come l’anellino in bronzo con castone decorato da una croce. La terza sezione si sofferma su “Assetto urbanistico ed economico”: troviamo piatti e scodelle in terra sigillata o lucerne di produzione africana. E ancora anfore per il trasporto di salse, vino o conserve di olive di produzione nord-africana. Con la quarta sezione scopriamo “Le necropoli”:  la tomba 162 (inizi-prima metà del IV secolo d.C.) dalla necropoli a nord-est dell’Annia, ad esempio, presenta una sepoltura a inumazione con corredo costituito da una coppa in ceramica, una lucerna in ceramica, un balsamario di vetro e un follis (moneta di bronzo coniata per la prima volta in seguito alla riforma di Diocleziano del 294 d.C. inizialmente del peso di 10 gr, ridotto a circa 1,5 gr poco prima del 348 d.C.) del 307 d.C. Mentre la tomba 741 (fine del IV secolo d.C.) è una sepoltura a incinerazione con corredo costituito da un’olletta in ceramica grezza e da un’olletta in ceramica comune, un piccolo rocchetto in bronzo e una moneta del 383-388. più ricca la tomba 8 (IV-inizi V secolo d.C.) dalla necropoli lungo il Sioncello: sepoltura a inumazione con corredo costituito da due orecchini in bronzo (non esposti), una fibula in bronzo, una collana con vaghi in pasta vitrea e ambra, un’olletta in ceramica depurata, un asse spezzato della seconda metà del II sec. a.C. L’esposizione temporanea chiude con la quinta sezione “Gli ultimi secoli” dove spiccano un pettine in osso e ferro a doppia fila di denti (V-VII secolo d.C.); un anello bizantino dell’VIII-X secolo con iscrizione in greco chaire techousa (gioisci di aver partorito); e un medaglione aureo dogale del IX-X secolo d.C.

Festa dei Musei 2018 dedicata ai “Musei iperconnessi: nuovi approcci, nuovi pubblici”. Al Muciv di Roma Eur visite guidate nelle tre sedi. Venerdì “Per terra e per mare” lo staff racconta sei oggetti straordinari per ripercorrere i viaggi e gli spostamenti dell’uomo fra epoche e continenti diversi

Festa dei musei 2018: eventi nel week end al Museo delle Civiltà a Roma Eur

In occasione della terza edizione della Festa dei Musei 2018 dedicata al tema “Musei iperconnessi: nuovi approcci, nuovi pubblici” e della Notte europea dei Musei 2018 il Museo delle Civiltà di Roma Eur nel week end 19-20 maggio 2018 propone una serie di visite guidate alle collezioni nelle sue diverse sedi dell’Eur. Museo preistorico etnografico “Luigi Pigorini”: ore 19.30, visita guidata alle collezioni africane a cura di Gaia Delpino; 20.30, visita guidata all’esposizione sullo scavo neolitico del villaggio subacqueo de “La Marmotta”, a cura di Mario Mineo; 21, visita guidata alle collezioni del museo d’arte orientale “G.Tucci, a cura di Gabriella Manna. Museo delle arti e tradizioni popolari “Lamberto Loria”: ore 19, visita guidata alle collezioni del museo, a cura di Francesco Aquilanti; 20, visita guidata agli apparati decorativi del Palazzo delle Tradizioni popolari e del palazzo delle Scienze, a cura di Anna Sicurezza; 21, visita guidata alle collezioni del museo, a cura di Marisa Iori. Museo dell’alto medioevo “Alessandra Vaccaro”: ore 21, visita guidata alle collezioni del museo, a cura di Ilenia Bove.

Cartolina con il carro da vino della campagna romana: un esemplare è al museo delle Arti e delle tradizioni popolari a Roma Eur

Orme di Laetoli: furono trovate in Tanzania e risalgono a circa 3.7 milioni di anni fa

Lo staff del MuCiv racconta … “Per terra e per mare”: sei oggetti straordinari per ripercorrere i viaggi e gli spostamenti dell’uomo fra epoche e continenti diversi. Visita guidata tematica, venerdì 18 maggio 2018, alle 16.30. Biglietto ridotto: 5 euro. “Carro da vino della campagna romana”: è il primo dei sei oggetti straordinari, si trova al museo delle Arti e tradizioni popolari “Lamberto Loria”, piano terra, dove si illustrano i sistemi di trasporto. “All’arba quanno spunta er sole d’oro … me sento n’armonia qui drento ar petto e tutt’allegro monto sur caretto” così cantava il carrettiere che giungeva a Roma con il suo carico di botti di vino. Accompagnato da un fedele cagnolino, riparato dalla cappotta aveva viaggiato tutta la notte per rifornire le osterie della città con il vino dei Castelli. Con “Camminando … camminando … l’Uomo è arrivato in [quasi] tutto il mondo. Le orme di Laetoli e altre storie” si passa al secondo piano del museo Preistorico etnografico “Luigi Pigorini”. Dalla sua prima comparsa in Africa, Homo sapiens, raggiunge in “poco” tempo gli altri continenti. Vi giunge camminando, su due piedi, un modo altamente efficiente, e certamente ecosostenibile, per la percorrenza di lunghe distanze. L’andatura bipede ha una storia molto più antica della nostra specie, anzi possiamo dire che è un carattere che condividiamo con tutti i nostri antenati. Le orme di Laetoli (esposte al Pigorini) sono una importante e “parlante” testimonianza di questa modalità di locomozione. Furono trovate in Tanzania e risalgono a circa 3.7 milioni di anni fa. Vengono attribuite ad un gruppo di Australopitechi (Australopithecus afarensis, la specie di cui fa parte anche Lucy) che si muovevano insieme affondando i piedi su un terreno ricoperto di cenere bagnata che si è poi solidificata, “catturando” in modo indelebile il loro passaggio.

Una delle cinque piroghe monossili, rinvenute nel sito neolitico sommerso in località “La Marmotta” presso Anguillara Sabazia nelle acque del lago di Bracciano

La canoa Sopakarina utilizzata dai popoli dell’Oceania

Sempre al secondo piano del museo Preistorico etnografico “Luigi Pigorini”, la terza tappa: “Le piroghe della Marmotta. Spostarsi sull’acqua, migrare, colonizzare”. Una delle principali vie di locomozione per spostarsi, migrare, viaggiare nell’antichità, è stata l’acqua dei fiumi, dei laghi e dei mari. La testimonianza archeologica più antica, a nostra disposizione, di questi spostamenti è il ritrovamento di cinque piroghe monossili, rinvenute nel sito neolitico sommerso in località “La Marmotta” presso Anguillara Sabazia nelle acque del lago di Bracciano. La copia 1:1 della prima di queste piroghe, la “Marmotta1”, ha dimostrato di potere affrontare la navigazione più impegnativa, quella per mare. Partendo da Milazzo in Sicilia è stata in grado di navigare anche su ampi tratti di mare aperto alla media oraria di 4 km ora, arrivando, infine, con un tratto di navigazione in Oceano Atlantico, a Lisbona in Portogallo dopo ben 800 km di navigazione nel mediterraneo. La quarta tappa ci porta nella sala Oceania al primo piano del “Pigorini” dove c’è “Sopakarina.  Una canoa dell’Oceania”. Osservando le stelle, il Sole, la Luna, le correnti marine, gli uccelli e i venti, i popoli del Pacifico colonizzarono l’Oceania con le proprie imbarcazioni. In questo percorso parleremo della canoa Sopakarina esposta nel nostro museo e usata durante la celebrazione del rito Kula per spostarsi di isola in isola nell’arcipelago Kiriwina unendo in un rapporto di scambi cerimoniali le comunità locali. Passando nella sala America, sempre al primo piano del “Pigorini”, troviamo per la quinta tappa il “Cesto da trasporto nel bacino dell’Orinoco e dell’Amazzonia”. Per trasportare tutti i prodotti ricavati nella foresta tropicale le donne yanomami confezionano particolari ceste che poi portano sulle spalle assicurandone la cinghia sulla fronte. Il cesto è un prolungamento del loro corpo e del loro sé, e come tale, riceve lo stesso motivo pittorico che ne decora la pelle.

La sala delle necropoli longobarde al museo dell’Alto medioevo a Roma Eur

L’ingresso del museo dell’Alto medioevo “Alessandra Vaccaro” a Roma Eur

L’ultima tappa ci porta al museo dell’Alto medioevo “Alessandra Vaccaro”, sala Castel Trosino, dove possiamo ammirare “Due staffe longobarde”. Da quando l’uomo ha iniziato ad addomesticare i cavalli – circa dal VI millennio a.C. – questo animale è rimasto presente in molti ambiti della vita umana. Nel corso del tempo l’uomo ha ideato equipaggiamenti per cavalcare via via sempre più sofisticati allo scopo di rendere l’uso del cavallo sicuro, confortevole e perfettamente rispondente ai diversi scopi cui l’animale fu destinato: di lavoro, bellici, agricoli, ricreativi, sportivi. Tra le invenzioni che hanno segnato una svolta epocale tanto nell’impiego del cavallo quanto nella locomozione umana rientra senza dubbio quella delle staffe metalliche, destinate all’appoggio del piede.

Alla scoperta di Adria etrusca: pubblicate tutte le tutte le testimonianze scrittorie in lingua etrusca della città di Adria e dei siti del suo territorio. Nella Festa dei Musei si presenta il volume del Corpus Inscriptionum Etruscarum su “Atria et Ager Atrianus” a cura di Andrea Gaucci

Il IV volume del Corpus Inscriptionum Etruscarum dedicato ad Adria e al suo territorio, a cura di Andrea Gaucci

Adria etrusca svela i suoi segreti. Pubblicate finalmente tutte le testimonianze scrittorie in lingua etrusca della città di Adria e dei siti del suo territorio, dagli ultimi decenni del VI sec. a.C. fino al II sec. a.C. quando la città passò gradatamente nella sfera culturale di Roma. Un lavoro, durato anni, che ha letteralmente passato al setaccio il materiale esposto e tutto quello contenuto nei ricchissimi depositi del museo Archeologico nazionale di Adria. L’opera, che viene presentata sabato 19 maggio 2018 fa parte di un più vasto lavoro di raccolta di tutta la documentazione epigrafica dell’Etruria padana coordinato dal prof. Giuseppe Sassatelli inserito all’interno del progetto editoriale del Corpus Inscriptionum Etruscarum, il cui primo volume fu edito nel 1893-1902. L’importante appuntamento, dunque, sabato 19 maggio al museo Archeologico nazionale di Adria che così parteciperà alle iniziative previste nell’ambito della Festa dei musei 2018 e della Notte dei musei 2018, in occasione dell’ Anno Europeo del Patrimonio.

Festa e notte dei musei 2018 ad Adria: il manifesto con gli eventi

Il prof. Andrea Gucci

Adria Etrusca: finalmente la spiegazione e la pubblicazione delle iscrizioni sui vasi etruschi del museo che ci rivelano il nome degli antichi abitanti di Adria, l’origine delle loro famiglie, gli Dei da loro onorati, le pratiche di scambio e di commercio con il mondo greco, veneto, celtico e, poi, romano. I testi graffiti sui vasi rinvenuti nell’abitato e nelle sepolture dell’antica città di Adria ci danno una fervida e concreta testimonianza del passato di uno dei più importanti porti dell’Adriatico dalle sue più antiche vicende del VI secolo fino alla completa romanizzazione della comunità nel II-I sec. a.C. Il programma. Dalle 16.30 alle 18.30,  Archeonautica, attività di scavo stratigrafico in cassone per bambini e famiglie. Evento per bambini e ragazzi dai 7 ai 12 anni e le loro famiglie, a cura di Street Archaeology. Info costi e prenotazioni: 349 1703284, oppure presso il museo: 0426 21612. Alle 17, presentazione del Corpus di Iscrizioni Etrusche di Adria  (CIE Atria et Ager Atrianus, di Andrea Gaucci, Università di Bologna). Evento speciale di Archeologia a due voci a cura  delle professoresse Anna Marinetti e Giovanna Gambacurta (università di Venezia Ca’ Foscari). Introduce Giuseppe Sassatelli. Ingresso gratuito all’evento. Seguirà una visita guidata a cura del prof. Gaucci. Dalle 19.30 alle 22.30, apertura straordinaria serale e guida ai depositi del museo, a cura della direzione. Ingresso al costo simbolico di 1 euro.

Festa dei Musei. Il Polo Museale della Calabria propone “Musei in Contes(x)t: raccontare l’indicibile

Il logo dell’iniziativa del Polo museale della Calabria per la Festa dei Musei

Il Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon, aderisce alla Festa dei Musei con una ricca programmazione che coinvolge le sedi presenti nel territorio calabrese. Le iniziative, promosse di concerto dal direttore del Polo e dai direttori dei musei, si terranno sabato 20 e domenica 21 maggio 2017 e verteranno sul tema Musei in Contes[x]t: raccontare l’indicibile. Ecco il programma.

La sede del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia

Museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia  (Vibo Valentia): Festa e notte dei Musei 2017. Sabato 20 maggio 2017, alle 19, al Castello Normanno Svevo concerto del conservatorio di musica “F.Torrefranca” di Vibo Valentia: diretti dal maestro Antonio La Torre si esibiscono il Quartetto hermoso composto da Domenica Franzè (violino); Lorenzo Albanese (fisarmonica); Matteo Milanese (contrabbasso); Gianluca Cusaco (percussioni); e il Quintetto di fisarmoniche costituito da Luca Colantonio (1 fisarmonica); Lorenzo Albanese (2 fisarmonica); Gianni Gagliardi (3 fisarmonica); Antonio Saulo (4 fisarmonica); Giuseppe Gualtieri (5 fisarmonica) con la partecipazione in qualità di solisti del soprano Angela Romeo e del tenore Saverio Alessio diretti. Sabato 20 e domenica 21 maggio 2017, l’associazione artistico-culturale “Nove Art”  di Vibo Valentia partecipa all’evento della festa dei Musei con una Mostra Collettiva d’arte, per valorizzare l’arte in tutte le sue forme e, allo stesso tempo, promuovere  gli artisti locali, in una versione culturale strategica che vuole l’arte al servizio del territorio. Arte e territorio, per stimolare la partecipazione e contribuire allo sviluppo culturale della città. Espongono: Amalia Alia, Giuseppe Barillaro,  Francesca Buffone, Italo Cosenza,  Saverio Di Francia, Tonino Denami, Loredana Elia, Lena Emanuele, Celeste Fortuna, Domenico Garrì, Antonino Gaudioso, Antonio Giannini, Beniamino Giannini, Giuseppe Giannini, Paola Ecoart Siciliano, Patrizia Tamburro, Antonio Tambuscio, Grazia Varone.

Museo e parco Archeologico nazionale di Scolacium (Roccelletta di Borgia, Catanzaro): domenica 21 maggio 2017, alle 17.30, conferenza/incontro su “Lievito Madre – Il fermento del pane” da un reportage di Andrea Imbrauglio. Partecipano: Gregorio Aversa: direttore Parco Archeologico Scolacium; Andrea Imbrauglio, autore del progetto.

Museo nazionale Archeologico della Sibaritide (Cassano all’Ionio, Cosenza): sabato 20 maggio 2017, visite guidate con apertura straordinaria dalle 20 alle 23. Domenica 21 maggio 2017, visite guidate. Alle 17.30, al museo Archeologico, concerto del conservatorio di musica “F.Torrefranca” di Vibo Valentia diretto dal maestro Antonio La Torre con il Quartetto hermoso composto da Domenica Franzè (violino); Lorenzo Albanese (fisarmonica); Matteo Milanese (contrabbasso); Gianluca Cusaco (percussioni); e con il Quintetto di fisarmoniche costituito da Luca Colantonio (1 fisarmonica); Lorenzo Albanese (2 fisarmonica); Gianni Gagliardi (3 fisarmonica); Antonio Saulo (4 fisarmonica); Giuseppe Gualtieri (5 fisarmonica) con la partecipazione in qualità di solisti del soprano Angela Romeo e del tenore Saverio Alessio diretti. Alle 17, al parco archeologico, Caccia al tesoro di Smindiride di Sibari.

Il museo Archeologico nazionale dell’antica Kaulon a Monasterace

Museo Archeologico e parco archeologico dell’antica Kaulon (Monasterace, Reggio Calabria): sabato 20 maggio 2017, dalle 9 alle 12, “Didattica al museo: il reperto archeologico dal positivo al negativo” a cura dei Servizi educativi del museo Archeologico di Kaulon; dalle 20 alle 23, visite guidate al museo Archeologico.

Museo Archeologico nazionale di Crotone (Crotone): sabato 20 maggio 2017, dalle 9.30 alle 13, laboratori e didattica per bambini; dalle 17 alle 20, incontro col direttore del museo Gregorio Aversa e visite guidate. Domenica 21 maggio 2017, dalle 9 alle 19.30, apertura ordinaria.

Museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone): sabato 20 maggio 2017, dalle 9 alle 20, apertura ordinaria; dalle 20 alle 23, apertura straordinaria serale. Domenica 21 maggio 2017, dalle 9 alle 19, apertura ordinaria.

Museo Archeologico Lametino (Lamezia Terme, Catanzaro): sabato 20 maggio 2017, dalle 9 alle 13, apertura ordinaria; dalle 19 alle 23, apertura straordinaria.