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Torino. Al museo Egizio doppia visita guidata con curatore “Una statua sonora”: Federico Poole guida i partecipanti alla scoperta di Hel, “signora della casa”

La statua di Hel, di epoca ramesside, conservata al museo Egizio di Torino, apre le mostre del progetto “Nel laboratorio dello studioso” (foto museo egizio)

Cosa c’è di più bello che ascoltare le storie degli oggetti dalla viva voce di chi fa ricerca ogni giorno? Ogni reperto può celare mille storie e gli studiosi possono rivelarcele in modo appassionante e coinvolgente e farci sentire più vicini ai tesori che il museo Egizio di Torino custodisce nelle sale e nei magazzini. Appuntamento giovedì 10 giugno 2021, alle 13, e mercoledì 16 giugno 2021, alle 16.30, con “Una statua sonora”, visita guidata con curatore. Federico Poole, curatore del museo Egizio e della rivista scientifica RIME, guiderà i partecipanti alla scoperta di Hel, “signora della casa”, una statua “sonora” di epoca Ramesside. Grazie ad altri reperti a essa connessi sarà possibile viaggiare con la mente e avvicinarsi all’arte egizia del periodo, i culti religiosi e agli strumenti musicali rituali. I partecipanti saranno inseriti in gruppi di massimo 20 persone. A ogni partecipante sarà consegnata una radio guida con auricolari monouso per rispettare le distanze di sicurezza. Costo: 7 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione online obbligatoria: https://egizio.museitorino.it/eventi/visita-guidata-con-curatore-una-statua-sonora/.

Federico Poole si occupa dell’editoria scientifica del museo e dirige la Rivista del Museo Egizio. Ha curato la mostra temporanea “Il Nilo a Pompei” (2016). Fra i suoi interessi di studio vi sono i rapporti di dipendenza nell’antico Egitto, l’ideologia funeraria, gli ushabti e la ricezione di elementi culturali egiziani nella Campania antica. Sapete però che aveva altri sogni nel cassetto? Conosciamo il suo lavoro da vicino in questa intervista.

Torino. Conferenza egittologica on line al museo Egizio con il curatore Johannes Auenmüller sui bronzi utilizzati come cosiddette “bare votive” per resti di mummie animali

Il museo Egizio di Torino è attualmente impegnato in un progetto interdisciplinare che mira a studiare approfonditamente tutte le mummie animali e gli oggetti correlati presenti nella collezione torinese. Un contesto di studio nell’ambito del quale sono venuti alla ribalta anche gli oggetti in bronzo. Il tema viene affrontato martedì 18 maggio 2021, alle 18, nella conferenza egittologica online “A New Look at Old Bronzes: some technological observations on bronze votive coffins for animal mummies”, tenuta dal curatore Johannes Auenmüller. La conferenza si terrà in inglese e verrà introdotta dal curatore Federico Poole. L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Bara votiva di anguilla in bronzo conservata al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Nel corso della conferenza il curatore si concentrerà proprio su questa categoria di manufatti: innanzitutto fornirà una panoramica della gamma di bronzi utilizzati come cosiddette “bare votive” per resti di mummie animali e, in secondo luogo, verranno presentate una serie di osservazioni per fare luce sulla sofisticata tecnica di fabbricazione di questi oggetti realizzati tramite fusione cava. A questo proposito verrà presa in esame e discussa in modo più dettagliato una “bara votiva di anguilla” che mostra notevoli lavori di riparazione secondaria, anche tramite il confronto con reperti simili.

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L’egittologo Johannes Auenmüller, curatore del museo Egizio di Torino

Johannes Auenmüller è un curatore del museo Egizio. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Egittologia presso la Free University Berlin e ha svolto ricerche sulla tecnologia della fusione del bronzo all’università di Bonn. Ha insegnato in diverse università, tra cui quella di Münster e Monaco di Baviera (Germania), partecipando inoltre a scavi archeologici in Austria, Egitto (Dahshur & Elephantine) e Sudan (Amara West). Tra i suoi interessi principali ci sono la sociologia e la prosopografia regionale dell’Egitto faraonico, la tecnologia della produzione di metalli e della fusione del bronzo, l’archeologia degli insediamenti e le iscrizioni faraoniche rupestri in Nubia.

Torino. Il 26 aprile riapre il museo Egizio con un nuovo progetto espositivo dedicato alla ricerca (“Nel laboratorio dello studioso”, mostre bimestrali) e un rinnovato impianto di illuminazione. Prenotazione obbligatoria

L’annuncio sul sito del museo della riapertura del museo Egizio di Torino lunedì 26 aprile
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Immagini 3D dei sarcofagi egizi nella mostra “Archeologia invisibile” al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Il museo Egizio di Torino pronto a riaprire lunedì 26 aprile 2021 con un nuovo progetto espositivo “Nel laboratorio dello studioso”, un ciclo di mostre bimestrali per scoprire il dietro le quinte della propria attività di ricerca. Lunedì 26 aprile 2021 il museo Egizio è dunque pronto ad accogliere nuovamente il pubblico, oltre che con la sua ricca collezione e la mostra temporanea “Archeologia Invisibile”, anche con un nuovo progetto espositivo e un impianto di illuminazione rinnovato e potenziato per una migliore esperienza di visita. Per l’ingresso in museo sarà obbligatoria la prenotazione online con almeno un giorno di anticipo: sull’apposita sezione del sito (https://museoegizio.it/tickets-shop) i visitatori potranno scegliere la fascia oraria preferita e dovranno poi presentarsi all’ingresso con il biglietto elettronico. L’orario di apertura osservato sarà quello ordinario: il lunedì dalle 9 alle 14 e dal martedì alla domenica dalle 9 alle 18.30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Resta in vigore il tariffario promozionale già sperimentato lo scorso febbraio: il prezzo d’ingresso è stato fissato a 12 euro, con biglietto ridotto a 10 euro; il ridotto studenti (15-18 anni e universitari) resta a 2 euro, così come il Ridotto Junior a 1 euro per la fascia 6-14 anni. Mantenuto il Family Ticket, dedicato ai nuclei composti da due adulti e due minorenni, al costo di 24 euro. In osservanza delle prescrizioni di sicurezza le visite guidate di gruppo, sempre acquistabili online, saranno limitate alla partecipazione di un massimo di 20 persone.

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Il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco (foto museo Egizio)

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Evelina Christillin, presidente del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

“Poter riaprire il Museo significa poter restituire alla collettività un luogo e un patrimonio che appartengono a tutti, e non possiamo che essere lieti di ciò”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio. “Nel farlo intendiamo dare ancora una volta centralità alla ricerca e alla biografia degli oggetti, come testimoniato dal progetto espositivo Nel laboratorio dello studioso, che mette al centro l’incessante lavoro che il museo svolge per indagare e rendere sempre più accessibile la propria collezione”. “Siamo pronti e soprattutto felici di accogliere nuovamente nelle sale i visitatori”, aggiunge la presidente, Evelina Christillin, “ritenendo che i musei rappresentino un servizio pubblico essenziale, ci auguriamo di poterlo fare con continuità e sempre all’insegna della sicurezza. Nei mesi di chiusura, dalla primavera 2020 a oggi, non abbiamo mai interrotto la nostra attività: dalla ricerca, alle mostre, al rinnovamento degli spazi espositivi, abbiamo continuato a lavorare a numerosi progetti: in particolare l’implementazione dell’impianto illuminotecnico, che offrirà al pubblico una visione assai più efficace dei reperti del Museo”.

Il pubblico può tornare a visitare le sale del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La riapertura del 26 aprile 2021 permetterà infatti ai visitatori di apprezzare il rinnovato impianto di illuminazione implementato dal Museo: gli interventi riguardano in particolare l’inserimento di nuove luci interne ed esterne alle vetrine che permettono una migliore illuminazione dei reperti e, in particolare, di poterne osservare anche i più piccoli dettagli, come incisioni e bassorilievi. Le luci installate, di ultima generazione, garantiscono inoltre una ottimale conservazione dei reperti, con caratteristiche ad hoc a seconda dei materiali e del tipo di oggetto. Un progetto strategico fortemente voluto dall’istituzione iniziato durante i difficili mesi della pandemia e i cui lavori, dopo un’accelerazione durante la chiusura, sono quasi giunti a compimento.

La copertina del progetto espositivo “Nel laboratorio dello studioso” del museo Egizio di Torino

In occasione della riapertura sarà possibile visitare il nuovo progetto espositivo del museo Egizio, “Nel laboratorio dello studioso”: un ciclo di mostre allestita in uno spazio al primo piano, per mettere sotto la lente di ingrandimento una serie di reperti della collezione e offrire ai visitatori un approfondimento inedito sulle storie che custodiscono e sulle ricerche realizzate da curatori e studiosi. Ogni due mesi la mostra sarà dedicata a un reperto diverso, che verrà indagato dal punto di vista archeologico, storico, attraverso studi e analisi, e in collegamento con altri oggetti. A rimanere sempre al centro della scena sarà la ricerca: “Nel laboratorio dello studioso” nasce infatti con lo scopo di avvicinare il visitatore all’attività scientifica che quotidianamente si svolge sugli oggetti esposti nelle sale e custoditi nei magazzini. Il primo oggetto protagonista della mostra è la statua di Hel: di epoca Ramesside (XIX dinastia, 1279-1213 a.C. circa), rappresenta una donna seduta su uno sgabello con cuscino, che stringe nella mano sinistra un fiore di loto e nella destra una collana di perline con contrappeso metallico, detta menat, uno strumento musicale rituale usato nel culto della dea della sensualità, Hathor. Oltre all’oggetto “protagonista” della mostra, sono presenti altre quattro vetrine che approfondiscono i temi evocati dalla statua di Hel: in particolare le caratteristiche dell’arte e dell’attività scultorea del periodo, ma anche i culti religiosi e gli strumenti musicali rituali come la menat e il sistro.

La statua di Hel, di epoca ramesside, conservata al museo Egizio di Torino, apre le mostre del progetto “Nel laboratorio dello studioso” (foto museo egizio)
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L’egittologo Federico Poole

L’esposizione dedicata alla statua di Hel, che durerà fino al 27 giugno 2021, è a cura di Federico Poole, curatore al museo Egizio dal 2013. All’interno del dipartimento Collezione e Ricerca, Poole si occupa dell’editoria scientifica del museo e dirige la Rivista del Museo Egizio. Ha curato la mostra temporanea “Il Nilo a Pompei” (2016) e ha collaborato all’allestimento della collezione egiziana del museo Archeologico nazionale di Napoli. Ecco il calendario delle prossime mostre che saranno realizzate nello spazio de “Nel laboratorio dello studioso”: luglio-agosto 2021, “Ad Astra, la decifrazione della tavola stellare di Mereru” (a cura di Enrico Ferraris); settembre-novembre 2021, “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha” (a cura di Paolo Marini); novembre 2021 – gennaio 2022, “Gatti, falchi e anguille. I bronzi votivi per mummie animali” (a cura di Johannes Auenmueller); gennaio – marzo 2022, “Un santuario portatile per la dea Anuket” (a cura di Paolo Del Vesco); marzo – maggio 2022, “Il Libro dei Morti di Baki, Scriba del Signore delle Due Terre” (a cura di Susanne Töpfer).

Torino. Conferenza egittologica on line con Federico Poole curatore del museo Egizio su “Il tempo nell’arte egizia” in confronto con l’arte greca

Il tema del tempo è fondamentale per la nostra comprensione dell’arte dell’antico Egitto, non da ultimo perché è al cuore di una importante differenza fra questa e l’arte tradizionale occidentale sviluppatasi a partire dall’arte greca. Giovedì 4 febbraio 2021, alle 18, il museo Egizio di Torino presenta la conferenza egittologica online “Il tempo nell’arte egizia” tenuta dal curatore Federico Poole. La conferenza si terrà in italiano e verrà introdotta da Alessia Fassone, curatrice del Museo. L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Rilievo egizio con una scena “in movimento” (foto museo egizio)

Mentre l’arte greca è costruita idealmente intorno al punto di vista dell’osservatore, e quindi congela il movimento nell’istante in cui questo viene colto, in una scena o in un soggetto, come in uno scatto fotografico. L’arte faraonica ha adottato invece un’altra strategia, producendo immagini che, persino quando raffigurano la realtà in movimento, sembrano ignorare o almeno leggere diversamente la dimensione del tempo, e che noi, figli di un’altra estetica, spesso percepiamo dunque come “statiche”. La conferenza affronterà questo e altri aspetti della categoria del tempo come chiave interpretativa dell’arte dell’antico Egitto.

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L’egittologo Federico Poole

Federico Poole è curatore al museo Egizio dal 2013. Si occupa dell’editoria scientifica del museo e dirige la Rivista del Museo Egizio. Ha curato per il museo la mostra temporanea “Il Nilo a Pompei” (2016) e ha collaborato all’allestimento della collezione egiziana del museo Archeologico nazionale di Napoli.

Torino. Conferenza egittologica con Susanne Töpfer, curatrice della collezione di papiri del museo Egizio, una delle più importanti al mondo, su “La Collezione Papiri di Torino: passato, presente e futuro”. Diretta streaming

La collezione del museo Egizio di Torino conta circa 700 manoscritti e oltre 17mila frammenti di papiro, che documentano più di 3000 anni di cultura materiale scritta in 7 scritture e 8 lingue. Come ce ne prendiamo cura? Risponderà a questa domanda Susanne Töpfer che coordina un team internazionale di studiosi impegnato a decifrarne i contenuti, analizzarne lo stato conservativo e renderli accessibili a tutti noi, nella nuova conferenza egittologica “La Collezione Papiri di Torino: passato, presente e futuro”. Appuntamento giovedì 10 dicembre 2020, alle 18, Susanne Töpfer, curatrice e responsabile della collezione papirologica del Museo. L’incontro sarà introdotto da Federico Poole, curatore del Museo, sarà in lingua italiana e verrà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Una pagina del sito web del museo Egizio “Turin Papyrus Online Platform” (foto museo Egizio)

Il museo Egizio ospita – si è detto – una delle più significative collezioni di papiri al mondo, che comprende circa 700 manoscritti, interi o riassemblati, e oltre 17mila frammenti di papiro, che documentano più di 3000 anni di cultura materiale scritta in sette scritture e otto lingue. Alcuni papiri sono stati ben conosciuti e studiati fin dal loro arrivo nel 1824 con la collezione di Bernardino Drovetti; ma molti dei papiri custoditi nei depositi sono ancora oggi sconosciuti, e il loro contenuto è in fase di studio, se non ancora tutto da scoprire. La conferenza si propone quindi di presentare le ricerche in corso sui papiri torinesi con la guida di Susanne Töpfer , che illustrerà passato, presente e futuro della collezione papirologica del museo Egizio.

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Susanne Töpfer, responsabile della collezione papirologica del museo Egizio di Torino

Susanne Töpfer è la curatrice responsabile della collezione papirologica del museo Egizio dal 2017. Nel suo ruolo di curatore coordina anche la “Turin Papyrus Online Platform” e i progetti di ricerca riguardanti i papiri di Torino; inoltre gestisce la sezione torinese del progetto “Crossing Boundaries”. Laureatasi all’università di Lipsia nel 2007, ha ottenuto il dottorato in Egittologia all’università di Heidelberg nel 2013. Prima di entrare a far parte del museo Egizio, ha lavorato come assistente di ricerca al museo Egizio di Lipsia e al “Book of the Dead Project” dell’università di Bonn. Come ricercatrice e postdoc all’università di Heidelberg è stata editor di numerosi testi sulla magia, il lessico e i rituali dell’antico Egitto e ha prodotto numerose pubblicazioni sugli stessi argomenti.

Torino, in biblioteca a leggere i papiri egizi e a scrivere in geroglifico. Il museo Egizio promuove “PAPIROTOUR. L’Antico Egitto in biblioteca”, mostra itinerante nelle 12 biblioteche cittadine, e incontri con gli esperti egittologi su papiri e dintorni

La pesatura del cuore: dettaglio del papiro con il libro dei Morti conservato al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

In biblioteca a leggere i papiri egizi e a scrivere in geroglifico come gli scribi dei faraoni. Succede a Torino, per un anno. In occasione del 150° anniversario dell’istituzione del Servizio Biblioteche, il museo Egizio di Torino inaugura il “PAPIROTOUR. L’Antico Egitto in biblioteca”, una mostra itinerante che dal 10 aprile 2019 al 30 marzo 2020 farà tappa in 12 biblioteche della città di Torino, un mese in ciascuna sede. In parallelo alle sue mostre che valicano i confini di quattro continenti, il museo Egizio presenta un progetto speciale pensato per avvicinare i cittadini al proprio patrimonio culturale e stimolare l’interesse e la passione per una delle più affascinanti civiltà del passato. Sviluppato in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, PapiroTour raggiungerà i quartieri della città più distanti dal centro per offrire un progetto inclusivo che trova proprio nelle biblioteche un nuovo pubblico a cui l’Egizio ha deciso di fare anche un altro regalo: a tutti i possessori della tessera Biblioteche Civiche sarà riservata la gratuità d’ingresso al museo per tutta la durata della mostra e fino al 31 dicembre 2020. Con PapiroTour, il museo Egizio intende rinforzare il legame con il territorio attraverso le Biblioteche Civiche, frequentate da un pubblico molto eterogeneo e attento all’offerta culturale della città: sono 298.165 i tesserati, di cui oltre 10mila si sono iscritti nel 2018.

Evelina Christillin, presidente del museo Egizio di Torino

“La collaborazione tra il museo Egizio e le Biblioteche Civiche come presìdi sul territorio”, dichiara l’assessore alla Cultura Città di Torino, Francesca Leon, “rafforza le azioni di coinvolgimento del pubblico e contribuisce a diffondere la conoscenza della civiltà egizia fra i cittadini; questo progetto può rappresentare un modello di accordo da seguire anche per altre istituzioni museali, un’occasione di conoscenza e avvicinamento dei cittadini al patrimonio culturale”. E la presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin, spiega: “Il percorso che il museo Egizio ha intrapreso in questi anni si sviluppa attraverso quella molteplicità di attività a cui un’istituzione culturale è, per sua natura, chiamata. Così come l’esposizione della collezione non può prescindere da studio, ricerca scientifica e conservazione, l’opera di promozione al pubblico deve ambire a ben più che al mero incremento dei visitatori. Noi abbiamo infatti il dovere di stimolare l’ampliamento del nostro bacino di utenza in un’ottica di inclusione sociale e avvicinamento a chi ha minori opportunità di accesso alla cultura. Nascono così i nostri progetti con i detenuti, con il sistema ospedaliero, quelli dedicati ai migranti, fino a questa nuova iniziativa che ci porta nelle biblioteche civiche torinesi e che risponde all’obiettivo essere un punto di riferimento per la comunità avvicinandoci a essa”.

La Galleria dei Sarcofagi al museo Egizio di Torino

Il museo Egizio custodisce a Torino una collezione di oltre 36mila reperti, di cui 3300 esposti nelle sale museali a cui si aggiungono oltre 11mila reperti nei depositi visitabili. La straordinaria raccolta di statue, papiri, sarcofagi e oggetti di vita quotidiana consente al visitatore un viaggio nel tempo attraverso più di 4mila anni di storia, arte, archeologia, alla scoperta di una delle più affascinanti civiltà del passato. In omaggio al patrimonio librario cittadino, il tema centrale della mostra è il papiro, la scoperta dei geroglifici e di altre forme di scrittura egizia; il percorso espositivo si sviluppa infatti intorno al Libro dei Morti di Taysnakht, una specie di guida di viaggio per accompagnare il defunto verso l’aldilà. La lunga teca (circa due metri) verrà affiancata ad otto grandi pannelli con immagini e testi che spiegano gli aspetti peculiari del reperto e della civiltà egizia. L’oggetto in mostra è una fedelissima replica dell’originale, realizzata nell’ambito di “Liberi di Imparare”, un progetto nato da una collaborazione con la Casa Circondariale Lorusso-Cutugno di Torino, i cui detenuti hanno prodotto copie straordinariamente verosimili sotto la guida dei curatori del museo Egizio. Il nome “Libro dei Morti”, coniato a metà dell’Ottocento dall’archeologo tedesco Karl Richard Lepsius, indica un insieme di formule a cui gli antichi Egizi si affidavano per affrontare il pericoloso viaggio nel regno di Osiride.

Il papiro di epoca tolemaica della collezione Drovetti con il Libro dei Morti conservato al museo Egizio di Torino

Durante la mostra, nelle biblioteche, saranno proposti appuntamenti di approfondimento con i curatori del museo e altre attività per adulti e bambini. La rete delle Biblioteche Civiche Torinesi conta 18 sedi e un Bibliobus itinerante, con tre punti presso la Casa Circondariale “Lorusso-Cutugno” e l’Istituto Penale per i Minorenni “Ferrante Aporti”. Ai servizi di prestito e alla biblioteca digitale, si aggiungono ogni mese incontri, gruppi di lettura e altre attività. Ecco le tappe della mostra: 10 aprile – 4 maggio 2019, biblioteca civica “Don Lorenzo Milani”; 7 maggio – 9 giugno 2019, biblioteca civica “Primo Levi”; 12 giugno – 29 giugno 2019, biblioteca civica centrale; 2 luglio – 26 luglio 2019, biblioteca civica musicale “Andrea Della Corte”; 3 agosto – 1° settembre 2019, mausoleo della “Bela Rosin”; 3 settembre – 28 settembre 2019, biblioteca civica “Italo Calvino”; 2 ottobre – 26 ottobre 2019, biblioteca civica “Cesare Pavese”; 5 novembre – 23 novembre 2019, punto di servizio bibliotecario “I ragazzi e le ragazze di Utøya”; 27 novembre 2019 – 4 gennaio 2020, biblioteca civica “Dietrich Bonhoeffer”; 10 gennaio – 31 gennaio 2020, biblioteca civica “Natalia Ginzburg”; 5 febbraio – 29 febbraio 2020, biblioteca civica “Rita Atria”; 4 marzo – 29 marzo 2020, biblioteca civica “Villa Amoretti”.

L’ostrakon con la danzatrice dipinta, uno dei pezzi più famosi conservati al museo Egizio di Torino

Esempi di amuleti dell’Antico Egitto conservati al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

La splendida cassetta di Kha conservata al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Un piccolo “esercito” di ushabti al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Appuntamenti speciali con i curatori del museo Egizio. Martedì 16 aprile 2019, ore 15.30, biblioteca civica “Don Lorenzo Milani”: Alessia Fassone su “Del papiro non si butta via nulla: un materiale multiuso”. L’impiego più conosciuto del papiro è legato alla fabbricazione della carta, ma gli utilizzi di questa pianta sono molteplici e spaziano dalla vita quotidiana al corredo funerario. Martedì 14 maggio 2019, ore 17, biblioteca civica “Cascina Marchesa”: Daniela Galazzo su “Gli ostraka figurati di Deir El-Medina”. Gli ostraka sono piccoli pezzi di ceramica o pietra, usati dagli antichi Egizi per scrivere e disegnare. Ritrovati nel villaggio degli operai di Deir el-Medina, sono una preziosa testimonianza dell’arte non ufficiale dell’antico Egitto. Giovedì 23 maggio 2019, ore 17, biblioteca civica “Primo Levi”: Paolo Marini su “L’arte nell’antico Egitto e il Rinascimento faraonico”. Un viaggio “lungo migliaia di anni” porterà alla scoperta delle bellezze dell’arte egizia fino all’VIII secolo a.C. In questo periodo, noto come Rinascimento faraonico, si recuperano modelli artistici del passato, così come secoli dopo fecero i fiorentini del XV secolo. Mercoledì 12 giugno 2019, ore 17, biblioteca civica centrale: Enrico Ferraris su “La cassetta di Kha”. Un viaggio nel mondo dei colori e nelle tecniche pittoriche degli artigiani Egizi, oggi possibile grazie alle indagini scientifiche condotte sui reperti della collezione. Martedì 16 luglio 2019, ore 17, biblioteca civica musicale “Andrea Della Corte”: Enrico Ferraris su “Il libro dei Morti di Merit”. Oltre al Libro dei Morti di Kha, rinvenuto nella sua tomba nel 1906, esiste un secondo papiro funerario meno noto, attribuito alla moglie Merit e oggi conservato a Parigi. Lunedì 5 agosto 2019, ore 20.30, mausoleo della “Bela Rosin”: Paolo Marini su “La magia nei testi funerari dell’antico Egitto: la formula per vivificare gli ushabti”. Nei Libri dei Morti del Nuovo Regno (1539 – 1077 a.C.) si trova la formula per “vivificare” gli ushabti. Queste statuette, raffiguranti il defunto, sono pronte a lavorare per lui nell’Aldilà. Mercoledì 25 settembre 2019, ore 17.30, biblioteca civica “Italo Calvino”: Tommaso Montonati su “Prima dei libri dei Morti: i testi dei sarcofagi”. Un incontro alla scoperta degli “antenati” del Libro dei Morti: 1185 formule che supportavano i defunti nel viaggio nell’Aldilà, nel Medio Regno (1980 – 1700 a.C.). Martedì 8 ottobre 2019, ore 17, biblioteca civica “Cesare Pavese”: Federico Poole su “Esiste la maledizione del faraone?”. Ha ispirato film, romanzi, articoli di giornale e inchieste… Ma esiste veramente la maledizione del faraone? Giovedì 7 novembre 2019, ore 17, biblioteca civica “Francesco Cognasso”: Divina Centore su “Fiori e alberi sacri nell’antico Egitto: tra simbolismo e materialità”. L’interesse pratico e religioso degli Egizi per la flora si manifesta in molte delle evidenze materiali che ci sono pervenute: fiori, ghirlande e alberi assumono importanti significati simbolici. Mercoledì 20 novembre 2019, ore 17, punto di servizio bibliotecario “I ragazzi e le ragazze di Utøya”: Federica Facchetti su “Gli amuleti”. Indossato sia in vita che dopo la morte, un amuleto poteva allontanare o prevenire il male. Dal materiale e dalla forma dipendeva il suo potere magico: il Libro dei Morti ci spiega come usarli. Martedì 3 dicembre 2019, ore 17, biblioteca civica “Dietrich Bonhoeffer”: Susanne Töpfer su “Il libro dei Morti di Kha”. Scritto in geroglifici corsivi da uno scriba con una calligrafia nitida e precisa, e illustrato da vignette a colori di ottima qualità, il Libro dei Morti di Kha, è una preziosa testimonianza delle credenze religiose egizie. Mercoledì 22 gennaio 2020, ore 17, biblioteca civica “Natalia Ginzburg”: Paolo Del Vesco su “I testi funerari riprodotti sulle pareti delle tombe”. Formule e preghiere per i defunti non furono scritte solo su papiro, ma anche sulle pareti delle tombe di faraoni e alti funzionari. Insieme leggeremo alcuni passi di questi testi millenari. Martedì 11 febbraio 2020, ore 17, biblioteca civica “Rita Atria”: Beppe Moiso su “Elementi architettonici sui papiri”. I papiri non riproducono solo formule magiche ma anche elementi architettonici o sezioni di tombe: si tratta di documenti rarissimi e fondamentali per conoscere questa antica civiltà. Giovedì 5 marzo 2020, ore 15.30, biblioteca civica “Villa Amoretti”: Alessia Fassone su “Gli ostraka erano solo la brutta copia dei papiri?”. Certo che no! Anzi alcuni rivelano contenuti molto interessanti dal punto di vista sia storico che artistico nonostante la natura “riciclata” del materiale.

Torino, incontro con l’egittologo Ciampini alla scoperta dei sarcofagi lignei del museo Egizio, trovati dalla Missione archeologica italiana in Egitto diretta da Schiaparelli a Assiut e Gebelein

Planimetria e cronologia della Missione archeologica italiana in Egitto diretta da Ernesto Schiaparelli nella mostra “Missione Egitto” del 2017 all’Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

L’egittologo Ernesto Schiaparelli scoprì la tomba di Nefertari nel 1904

Era il 1903 quando Ernesto Schiaparelli, dal 1894 direttore del museo Egizio di Torino, inaugurava la Missione archeologica italiana (Mai) in Egitto che in meno di vent’anni avrebbe portato a straordinarie scoperte, non ultime la splendida tomba di Nefertari, la sposa di Ramses II, considerata tra le più belle della Valle delle Regine, e la tomba dell’architetto reale Kha, trovata intatta col suo ricco corredo funerario. La Mai promosse campagne di scavo a Eliopoli, Ermopoli, Giza, Valle delle Regine, Deir el-Medina, Assiut, Bahnasa e Gebelein, mettendo insieme una collezione di 30mila reperti, oggi vanto del museo Egizio di Torino, in grado di testimoniare ed illustrare tutti i più importanti aspetti dell’Antico Egitto, dagli splendori delle arti agli oggetti comuni di uso quotidiano.

Operai impegnati nello scavo del sito di Gebelein (foto Archivio museo Egizio di Torino)

L’egittologo Emanuele Ciampini di Ca’ Foscari

Proprio da Assiut e Gebelein proviene una nutrita serie di sarcofagi, datati a un periodo precedente al Nuovo Regno, che fa parte della collezione di antichità del museo Egizio di Torino, che giovedì 21 febbraio 2019, alle 18, ospiterà la conferenza “Tra i sarcofagi lignei del Museo Egizio”, tenuta dal professor Emanuele Ciampini, professore associato di Egittologia all’università Ca’ Foscari di Venezia; dirige la Missione Archeologica Italiana in Sudan – Jebel Barkal ed è autore di saggi e studi legati alla filologia e al pensiero religioso faraonico. La conferenza, a ingresso libero fino a esaurimento dei posti, sarà introdotta dal curatore Federico Poole, sarà tenuta in lingua italiana, e verrà anche trasmessa via streaming sulla pagina Facebook del Museo.

Dettaglio di un sarcofago ligneo conservato al museo Egizio di Torino

La Galleria dei Sarcofagi al museo Egizio di Torino

Questi sarcofagi lignei offrono un ricco e variegato quadro della cultura egizia tra l’Antico e il Medio Regno, un periodo che vede il formarsi di modelli che entreranno a far parte della coscienza più profonda della civiltà egizia. La presentazione di questi materiali permetterà di delineare le caratteristiche di un processo evolutivo del pensiero antico, in particolar modo legato a espressioni religiose che forniscono un quadro articolato, e che permettono ancora oggi di riconoscere l’evoluzione di un pensiero religioso complesso.