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“Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” vince l’Aquileia Film Festival 2021. Grande partecipazione per Alberto Angela in collegamento. E ora due serate con film fuori concorso “Il Patriarcato di Aquileia” e “Le città ideali”

L’Aquileia Film Festival dall’alto con le due piazze, Capitolo e Patriarcato, riservate al pubblico (foto fondazione aquileia)
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Alberto Angela protagonista della terza serata dell’archeologia all’Aquileia Film Festival 2021 (foto fondazione aquileia)

“Un’immersione per immagini e suoni nell’archeologia subacquea, divulgata al grande pubblico con un originale impianto narrativo”: comincia così la motivazione con la quale la giuria, composta da Dario Di Blasi (direttore Firenze Archeofilm), Marco D’Agostini (regista), Luca Villa (archeologo), Simonetta Di Zanutto (giornalista e travel blogger), Lorenza Cesaratto (FVG Social Ambassador), ha deciso all’unanimità di premiare vincitore dell’Aquileia Film Festival 2021 “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane, produzione: RAI Cultura; consulenza scientifica: Luca Peyronel. La proclamazione all’interno di una serata speciale, la terza dedicata all’archeologia, con la straordinaria partecipazione di Alberto Angela in collegamento, seguito dalle due piazze di Aquileia riservate al Film Festival tutte esaurite, e più di 4mila utenti unici collegati in streaming da tutta Italia. Ma l’Aquileia Film Festival non si ferma. Lunedì 2 e martedì 3 agosto 2021 sono in programma due serate fuori-concorso moderate dalla scrittrice e giornalista Elena Commessatti. Per tutte le serate è obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare: la procedura è molto semplice, è sufficiente andare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni.

Frame del film “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” di Marco D’Agostini

Lunedì 2 agosto 2021 ci sarà la proiezione in prima assoluta del documentario “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” di Marco D’Agostini (Italia 2021, 50’), prodotto da All e Arlef. Patriae è il viaggio di Carolina, una ragazza di 14 anni che svolge una ricerca sul Patriarcato di Aquileia e raccoglie sul territorio i passaggi più significativi di oltre tre secoli di storia (1077-1420). Dalla fondazione al suo progredire come entità politico-religiosa fluida, sintesi tra centro e periferie, città e contado, fino al suo declino dovuto anche all’alleanza di parte della nobiltà friulana con i veneziani. Nella successione di queste cornici narrative, la protagonista incontra le figure simbolo associabili a ogni periodo, immagina costruzioni e agguati, osserva opere d’arte e monumenti, ascolta le parole degli esperti. Alla proiezione del film seguirà una conversazione con Marco D’Agostini e Angelo Floramo a cura di Elena Commessatti. “Patriae – Viaç tal Patriarcjât di Aquilee”, scrive Marco D’Agostini, “è un docufilm nato da un’idea dall’Associazione Laureati in Lingue (ALL) dell’università di Udine e che poi si è ingrandito diventando una produzione a tre con Informazione Friulana e Arlef e con il supporto di Regione FVG, Fondazione Aquileia, Fondazione Friuli. Fin dall’inizio l’intento è stata la divulgazione alle giovani generazioni di un periodo storico che si conosce poco: il patriarcato di Aquileia (1077-1420). Per farlo abbiamo scelto come protagonista una ragazza di 14 anni (Carolina De Clara) che deve compiere una ricerca scolastica e nel suo viaggio incontra una serie di personaggi e artisti che testimoniano le loro esperienze e le raccontano aneddoti e approfondimenti sul periodo storico di riferimento. Pur avendo una chiave divulgativa, il docufilm è in realtà destinato a tutti gli spettatori interessati ad approfondire un periodo importante e poco conosciuto. Come per Incanto (2019) e altri progetti, ho cercato di utilizzare più linguaggi (doc, animazione, fiction) per dare ritmo, dimensione e profondità alle vicende narrate. Il documentario – continua – è costituito da 3 episodi narrativi che rappresentano le 3 fasi del Patriarcato (nascita e primi cento anni, Aquileia; fase centrale: i castelli e la vita quotidiana; declino e avvento di Venezia) per ognuno dei quali c’è un approfondimento su un Patriarca di riferimento e su aspetti peculiari di questa forma amministrativa-politica originale e unica in Europa. Abbiamo inoltre deciso di utilizzare la lingua friulana per contestualizzare e caratterizzare ancor di più fatti storici e di vita. Tra i “personaggi” coinvolti oltre ai protagonisti Carolina De Clara e Luca De Clara: Angelo Floramo, Fabiano Fantini, Glauco Venier, Claudio Zinutti”. Dopo l’anteprima del 2 agosto 2021 all’Aquileia Film Festival, il docufilm inizierà il suo percorso distributivo in Università, Istituti scolastici, centri culturali, Tv, rassegne e festival, piattaforme online.

Frame del film “Le città ideali” di Amir Muratović

Martedì 3 agosto 2021, sempre alle 21, proiezione del docu-film prodotto da RTV Slovenija che racconta “Le città ideali” per la regia di Amir Muratović (Slovenia 2019 – 2020, 53’). Nella pianura friulana e lungo il confine sloveno, sono nati – in tempi diversi e con motivazioni diverse – molti insediamenti progettati seguendo il modello di città ideale. Una città ideale è un modello utopico che attraversa tutta la storia dell’umanità. In un raggio di quaranta chilometri troviamo Aquileia, Gradisca d’Isonzo, Palmanova, Torviscosa e Nova Gorica: città create a partire da un progetto unitario, innestate su reticoli geometrici di strade, in mezzo a campi infiniti. Nel documentario la storia delle città s’intreccia con la vita dei loro abitanti. A seguire conversazione a cura di Elena Commessatti con il regista del film.

Frame del film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane

Ma torniamo alle premiazioni dell’Aquileia Film Festival 2021 vinto dal film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane, con questa motivazione: “Il lungometraggio è un’immersione per immagini e suoni nell’archeologia subacquea, divulgata al grande pubblico con un originale impianto narrativo. I diversi capitoli legati alla ricerca archeologica in diverse zone d’Italia permettono di svelare originali e profonde storie di vita. Tra queste un giusto e importante tributo è riservato a Nino Lamboglia, figura decisiva per l’archeologia italiana. Dal punto di vista tecnico è utilizzato al meglio lo spettro degli strumenti del linguaggio audiovisivo: regia, fotografia, grafiche animate e montaggio”.

Frame del film “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia e Nathalie Laville

La giuria ha deciso inoltre all’unanimità di premiare con una menzione speciale “Choquechirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnes Molia e Nathalie Laville (Francia 2017, 26’). “Il documentario consente di far conoscere agli spettatori un luogo poco noto ma di grande fascino. Raccontato con un’ottima fotografia e una narrazione coinvolgente, il cortometraggio si insinua in una zona del territorio peruviano mostrando elementi affascinanti e originali. Il tutto in un flusso ritmato e coinvolgente”.

L’università di Macerata lancia “PAST – L’Umanesimo che sa comunicare: Professioni per la comunicazione dell’Antico”, master annuale di II Livello per laureati in discipline umanistiche interessati agli aspetti relativi alla comunicazione e alla divulgazione del passato delle civiltà mediterranee. Bando a luglio. Ecco il comitato scientifico

Si chiama PAST – L’Umanesimo che sa comunicare: professioni per la comunicazione dell’Antico. È il Master annuale di II Livello, promosso dall’università di Macerata, indirizzato a laureati in discipline umanistiche, in possesso di Laurea magistrale presso una Università italiana o straniera riconosciuta, interessati agli aspetti relativi alla comunicazione e alla divulgazione del passato delle civiltà mediterranee. Il bando per la prima edizione di PAST per l’anno accademico 2021-2022 sarà pubblicato a luglio 2021. Il Master promuove la partecipazione – in qualità di docenti – di studiosi ed esperti del settore provenienti dall’Accademia e di professionisti del mondo dell’editoria e dell’imprenditoria. A integrazione della didattica frontale sono previste esercitazioni e attività laboratoriali, seminari e Masterclass di approfondimento. Il tratto distintivo del Master è la forte interazione tra il mondo universitario e della ricerca e il mondo del lavoro, che prevede, tra l’altro, un periodo di stage obbligatorio presso aziende leader del settore. A conclusione del Master lo studente sarà seguito nell’ideazione di un project work in uno degli ambiti definiti nell’offerta formativa (scrittura, audiovisivo, edutainment). Il Master è rivolto sia a giovani che desiderino completare la loro formazione con una declinazione professionalizzante, sia a professionisti che già operano nei settori dei Beni culturali che desiderino maturare e approfondire competenze specifiche nell’ambito della comunicazione e dei Social Media.

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Scorcio del teatro romano di Sabratha in Libia (foto unimc)

Presentazione. Storia e archeologia del Mediterraneo antico sono il focus di questo master che l’università di Macerata dedica a laureati di formazione umanistica e a professionisti del settore dei Beni culturali per farne dei Comunicatori dell’antico. Il Master intende formare figure professionali, altamente qualificate, spendibili negli ambiti del giornalismo scientifico e divulgativo, nella documentaristica storica e nel cinema archeologico, nell’editoria anche digitale e con particolare riferimento all’infanzia, nell’edutainment, nella comunicazione e didattica museale. I profili in uscita potranno mettere a frutto le conoscenze solidamente maturate nell’ambito della storia e dell’archeologia del Mediterraneo antico, al fine di realizzare prodotti culturali a contenuto storico di alta divulgazione scientifica: libri, blog, piattaforme digitali, podcast, fumetti, videogames, film, serie tv, programmi televisivi, documentari, progetti culturali museali.

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Dettaglio dell’arco di Settimio Severo a Leptis Magna in Libia (foto unimc)

Obiettivi. Unire la formazione storica, artistica e archeologica di base con le competenze tecniche e specifiche nella comunicazione dei contenuti di settore a un pubblico eterogeneo è l’obiettivo del master PAST. Il pubblico della comunicazione dell’antico può essere composto da specialisti così come da professionisti di diversa formazione appartenenti a generazioni differenti o con profili socio-culturali variegati. Il percorso di studi del master mira dunque da un lato a rafforzare la conoscenza metodologica e storiografica del passato, attraverso la selezione e l’utilizzo delle fonti, dall’altro a sviluppare la capacità creativa del saper raccontare in maniera efficace utilizzando media e forme espressive diversi. Sono figure professionali altamente qualificate e spendibili in diversi ambiti quelle formate da questo master. Dal giornalismo scientifico e divulgativo alla documentaristica storica e del cinema archeologico, passando per l’editoria (anche digitale) riferita all’infanzia, all’edutainment, alla comunicazione e alla didattica museale. I profili in uscita potranno mettere a frutto le conoscenze solidamente maturate nell’ambito della storia e dell’archeologia del Mediterraneo antico.

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La prof.ssa Simona Antolini (foto unimc)

Vediamo i componenti del comitato scientifico. Simona Antolini (direttore del consiglio direttivo): professore associato all’università di Macerata, è un’epigrafista dell’età romana. È responsabile dello studio delle iscrizioni greche e latine nell’ambito di diverse missioni archeologiche. I suoi principali campi di indagine sono: l’epigrafia municipale dell’Italia medio-adriatica, l’epigrafia rupestre, l’epigrafia in lingua greca e latina della Cirenaica, dell’Illiria meridionale e dell’Epiro, di Creta.

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L’archeologa Giorgia Cappelletti (foto unimc)

Giorgia Cappelletti: laureata in Archeologia e culture del mondo antico a Bologna, ha lavorato come archeologa nella sezione di Preistoria del Muse – Museo delle Scienze di Trento. Oggi scrive testi ed esercizi per le antologie scolastiche Mondadori, svolge laboratori didattici nelle scuole elementari e pubblica libri per bambini con l’editore Erickson. Dal 2019 collabora con il Centro studi Archeostorie®.

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La giornalista archeologa Cinzia Dal Maso (foto unimc)

Cinzia Dal Maso: cammina e scrive di archeologia, comunicazione dei beni culturali, uso contemporaneo del passato, turismo culturale, ecoturismo. Collabora con Repubblica, Il Sole 24 ore e dirige Archeostorie Magazine (www.archeostorie.it), osservatorio sulle forme di comunicazione dei beni culturali e della storia. Con il Centro studi Archeostorie® aiuta musei, istituzioni culturali e imprese a raccontare il proprio patrimonio in modo preciso, coinvolgente, distintivo.

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L’illustratore Andrea Dentuto (foto unimc)

Andrea Dentuto: illustratore per libri, insegnante di disegno, animatore e fumettista, ha iniziato a pubblicare poco dopo aver compiuto 20 anni su riviste a diffusione nazionale, ha realizzato illustrazioni per agenzie pubblicitarie, filmati animati come regista, trasferendosi poi in Giappone per 10 anni, dove ha pubblicato per editori come Mainichi Shinbun e Futabasha.

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Il direttore artistico Dario Di Blasi (foto unimc)

Dario Di Blasi: direttore artistico del Firenze Archeofilm Festival dal 2018, ha guidato dal 1990 al 2017 la Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico a Rovereto e, più di recente, l’Archeo Cine Mann del Museo Archeologico di Napoli. Collabora nell’organizzazione di decine di manifestazioni che coniugano cinema e archeologia in Italia e all’estero.

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Il regista Eugenio Farioli Vecchioli (foto unimc)

Eugenio Farioli Vecchioli: autore e regista televisivo. Si è specializzato in comunicazione della scienza alla SISSA di Trieste. Lavora in TV dal 1998. Dal 2010 la sua attività si è concentrata sulla produzione di documentari dedicati al patrimonio archeologico e storico-artistico. Attualmente è il responsabile editoriale dei programmi di Rai Cultura dedicati al patrimonio culturale e realizzati in collaborazione con il ministero della Cultura.

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Il comunicatore Sandro Garrubbo (foto unimc)

Sandro Garrubbo: museante, docente, autore. Nei beni culturali dal 1987, ha studiato Scienze della Comunicazione. Da 27 anni in servizio al museo Archeologico “Antonino Salinas” di Palermo, è dal 2014 Social Media Strategist dello stesso museo. Insegna “Lab. Professionale di Comunicazione delle Istituzioni Culturali” all’università di Palermo. Coautore di saggi e articoli sulla comunicazione dei beni culturali.

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Il professor Sauro Gelichi (foto unimc)

Sauro Gelichi: professore ordinario di Archeologia Medievale all’università Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa di storia dell’insediamento e della “cultura materiale” nel medioevo. È direttore del CeSAV (Centro Studi di Archeologia Venezia), della SAAME (Centro Interuniversitario per la storia e l’archeologia dell’alto medioevo). È direttore responsabile delle riviste “Archeologia Medievale” e “Rivista di Archeologia”.

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Il professor Anton Giulio Mancino (foto unimc)

Anton Giulio Mancino: professore associato di Storia del cinema all’università di Macerata, collabora con le riviste “Bianco e Nero”, “Cinecritica”, “Cineforum”, “8½”, “Fata Morgana”, il programma di Rai Radiotre “Wikiradio” e il quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Ha redatto numerose voci dell’Enciclopedia del Cinema Treccani e del Dizionario biografico degli italiani e per Einaudi del Dizionario dei registi del cinema mondiale.

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La professoressa Silvia Maria Marengo (foto unimc)

Silvia Maria Marengo: professore ordinario di Storia romana all’università di Macerata, fa parte della XVI commissione dell’Unione Accademica Nazionale per i supplementi ai corpora delle iscrizioni greche e latine. È responsabile del progetto di collaborazione fra l’università di Macerata e l’università di Zagabria per lo studio delle iscrizioni di Salona. La sua attività di ricerca riguarda principalmente la storia romana delle Marche e l’epigrafia della Cirenaica.

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Il professor Emanuele Papi (foto unimc)

Emanuele Papi: professore ordinario di Archeologia classica all’università di Siena, è direttore della Scuola Archeologica italiana di Atene dal 2016. Ha condotto scavi e ricerche a Roma sul Palatino, a Hephaestia (Lemnos) in Grecia, a Dionysias in Egitto, a Thamusida, Lixus, Sala, Zilil e Volubilis in Marocco. Si occupa di Mediterraneo antico, società e città, economia dell’impero romano, storia delle rovine. È autore di diverse monografie.

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Il professor Roberto Perna (foto unimc)

Roberto Perna: professore associato in Archeologia classica all’università di Macerata. Dal 1996 al 2007 incaricato dalla Provincia di Macerata per la consulenza in materia di Beni Culturali: archeologici, storico-artistici ed architettonici. Si occupa di topografia antica e di gestione del patrimonio archeologico e culturale. Ha elaborato e realizzato progetti finalizzati alla tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale in Italia e in Albania.

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Il professor Luca Peyronel (foto unimc)

Luca Peyronel: professore ordinario di Archeologia e Storia dell’arte del Vicino Oriente Antico all’università di Milano, dirige scavi e progetti di ricerca in Turchia, Siria ed Iraq e si occupa soprattutto di economia antica, artigianato, commerci e interazioni culturali del mediterraneo orientale e Asia occidentale durante l’età del bronzo. Ha fondato e coordinato il laboratorio Archeoframe di comunicazione e valorizzazione dei beni culturali dell’università Iulm di Milano.

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La professoressa Jessica Piccinini (foto unimc)

Jessica Piccinini: ha lavorato come Wissenschaftliche Mitarbeiterin all’università di Vienna e ha svolto attività di ricerca in numerose università e istituti, come il Center of Hellenic Studies dell’università di Harvard a Washington DC, la Scuola Archeologica Italiana di Atene. Dal 2018 insegna Storia greca all’università di Macerata. Si interessa di storia politica e religiosa della Grecia Nord-occidentale e dell’Adriatico dall’età arcaica a quella ellenistico-romana.

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Il radiofonico Sebastian Paolo Righi (foto unimc)

Sebastian Paolo Righi: ama ascoltare e raccontare storie, davanti a un microfono o dietro a un mixer. Soprattutto se parlano di arte, sperimentazione, innovazione sociale e culturale. Fondatore e Station Manager di NWRadio e Podcast Producer per NWFactory, ha curato regia e produzione di Branded Podcast e serie narrative di successo quali La Bestia Feroce, La Nube – Disastro a Bophal e Bistory – Storie dalla storia.

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La professoressa Maria Antonietta Rizzo (foto unimc)

Maria Antonietta Rizzo: professore associato di Etruscologia e antichità italiche prima nell’università Carlo Bo di Urbino, poi in quella di Macerata. Ha condotto scavi, restauri e ricerche in Etruria (Cerveteri), in Grecia (Gortina di Creta, Rodi) ed è direttore delle missioni dell’università di Macerata in Libia (Leptis Magna e Sabratha). Direttore della rivista “Libya Antiqua”, ha curato allestimenti di musei, e organizzato mostre e convegni nazionali ed internazionali.

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Il professor Ignazio Tantillo (foto unimc)

Ignazio Tantillo: professore ordinario all’università di Napoli L’Orientale, è uno storico dell’età romana e della tarda antichità. Si interessa di storia politica e culturale dal III al VI secolo, dell’Africa romana e della sua amministrazione civile e militare, di Cassiodoro e dell’Italia Ostrogota,  della città di Leptis Magna e della Tripolitania, della provincia di Creta e di Gortina nel IV secolo d.C., dello statue habit tra II e VI secolo d.C., dell’epigrafia dell’Italia e delle province, latine ed ellenofone.

Appuntamento a Firenze con il X Incontro nazionale di Archeologia Viva: a tu per tu con i protagonisti della ricerca e della divulgazione

L'auditorium del Palacongressi di Firenze gremito per l'Incontro nazionale di Archeologia Viva

L’auditorium del Palacongressi di Firenze gremito per l’Incontro nazionale di Archeologia Viva

L’appuntamento per tutti gli appassionati di archeologia è domenica 2 marzo 2014 al Palazzo dei Congressi di Firenze (ingresso libero) per il X Incontro nazionale di Archeologia Viva, dove è possibile conoscere e incontrare i protagonisti della ricerca e della divulgazione. Anche la decima edizione promossa dalla rivista Archeologia Viva non sembra tradire le aspettative: grandi personaggi per una full immersion che è diventata un appuntamento irrinunciabile per quanti hanno fatto proprio il motto della rivista: “Vivere il passato. Capire il presente”.

Il manifesto della 24. Rassegna di Rovereto

Il manifesto della 24. Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto

Il programma è intenso, si diceva. L’apertura dell’auditorium alle 8. I lavori inizieranno 20 minuti più tardi con il saluto del direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti “Questo nostro decimo incontro”. Alle 8.30, Dario Di Blasi direttore Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico – Fondazione Museo Civico di Rovereto, presenterà il film “L’Italia dei Longobardi” di Eugenio Farioli Vecchioli, prodotto dall’associazione Italia Langobardorum con IULM e Archeoframe, film vincitore del premio “Città di Rovereto-Archeologia Viva” alla XXIV Rassegna di Rovereto dell’ottobre scorso. Alle 9.30, Paolo Brusasco docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’Università di Genova interviene su “La storia rubata: il saccheggio archeologico del Vicino Oriente”. Alle 10, Alessandro Mandolesi docente di Etruscologia e Antichità italiche all’Università di Torino, e Alfonsina Russo soprintendente ai Beni archeologici dell’Etruria Meridionale ci riportano all’attualità italiana con “Tarquinia: la scoperta di una tomba etrusca sulla Via dei Principi”.  Alle 10.30, l’Incontro di Archeologia Viva rende omaggio all’astrofisica Margherita Hack, grande ricercatrice e amica dei lettori della rivista, con Viviano Domenici scrittore, già responsabile delle pagine culturali de “Il Corriere della Sera”: “Omaggio a Margherita Hack. La vita extraterrestre: le indagini della scienza e gli inganni della fantarcheologia”. Alle 11 pausa per incontri e documentazione.

L'archeologo prof. Andrea Carandini, presidente del Fai

Andrea Carandini, presidente del Fai

Si riprende a mezzogiorno, Andrea Carandini docente emerito di Archeologia classica alla “Sapienza” Università di Roma, presidente del FAI, interviene sull’archeologia cristiana e romana: “Su questa pietra… Pietro, dalla casa a Cafarnao alla tomba in Vaticano”. Alle 12.30, intervento di denuncia di Danilo Mazzoleni rettore Pontificio Istituto di Archeologia cristiana, su “Chiese siriane del IV secolo: un patrimonio a rischio di estinzione”. Alle 13, pausa per pranzo, incontri e documentazione.

L'archeologo Valerio Massimo Manfredi

Valerio Massimo Manfredi

Si riprende alle 14, con Massimo Rossi comandante Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico – Guardia di Finanza, che spiega i “Crimini contro la Storia e la Cultura. Il fenomeno dei “falsi rinvenimenti” attraverso le indagini della Guardia di Finanza”. Alle 14.30, Simona Rafanelli direttore museo archeologico “I. Falchi” di Vetulonia, e Cocco Cantini musicista jazz, affrontano un tema poco noto ma molto interessante: “Suoni dal passato: la musica perduta degli Etruschi” in collaborazione con Rete dei Musei della Provincia di Grosseto. Alle 15, l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi, che ha appena pubblicato in due volumi, l’epopea di Ulisse, parla dei “Nostoi: i ritorni e l’Odissea”.  Segue alle 15.30 la pausa per incontri e documentazione.

Alfredo e Angelo Castiglioni

Alfredo e Angelo Castiglioni

Alle 16, si riprende con Jacopo Bonetto docente di Archeologia greca e romana e direttore della scuola di specializzazione in Beni archeologici dell’Università di Padova, illustra una recente scoperta archeologica: “Aquileia, città di frontiera: la grande Domus di Tito Macro riprende vita fra ricerca e valorizzazione”, in collaborazione con Fondazione Aquileia. Alle 16.30, Alfredo e Angelo Castiglioni direttori Centro Ricerche Deserto Orientale denunciano cosa succede dopo il rinvenimento di un sito archeologico importante: “Berenice Pancrisia dalla scoperta archeologica all’assalto dei metal detector”. Alle 17, ultima pausa per incontri e documentazione.

Alberto Angela con Piero Pruneti a Firenze

Alberto Angela con Piero Pruneti a Firenze

Alle 17.30, Cristina Acidini soprintendente Polo Museale Fiorentino e Gino Fornaciari ordinario di Storia della Medicina all’Università di Pisa in “Giovanni dalle Bande Nere: vita e morte (annunciata?) di un capitano di ventura”. Ultimo intervento di un’intensa giornata, alle 18, con Alberto Angela archeologo e scrittore su “I segreti di Michelangelo nella Cappella Sistina”. Alle 18.30 conclusioni e chiusura della manifestazione.