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Il 1° dicembre nell’ex Zuccherificio apre “Classis Ravenna”, nuovo museo della Città e del Territorio a un passo dall’Antico Porto e la basilica di S. Apollinare, per conoscere la storia di Ravenna, dagli etruschi all’esarcato bizantino

L’ex Zuccherificio dal 1° dicembre 2018 ospiterà “Classis Ravenna” il nuovo museo della Città e del Territorio di Ravenna

Il logo del nuovo museo Classis Ravenna

Da luogo esecrato come simbolo di degrado sociale a biglietto da visita di Ravenna e della sua illustre storia antica. Stiamo parlando dell’ex Zuccherificio di Classe che dal 1° dicembre 2018, con la sua trasformazione in museo della Città e del Territorio, denominato con l’antico nome di “Classis Ravenna”, sarà il punto culturale di riferimento per chiunque voglia conoscere compiutamente la storia di Ravenna, dai primi insediamenti alla civiltà etrusca, poi al ruolo importante della città in epoca romana quindi a Ravenna Capitale dell’Esarcato Bizantino. “Classis Ravenna sarà il punto di partenza necessario per ogni visita. Non solo alla contigua area archeologica dell’antico Porto di Classe, ma verso l’intera città”, annuncia Giuseppe Sassatelli, presidente della Fondazione Ravenna Antica, cui il Comune ha demandato la realizzazione e la gestione del nuovo museo, insieme a quelle dell’Antico Porto, della Basilica di Sant’Apollinare e, nel cuore di Ravenna, della Domus dei Tappeti di Pietra, il museo TAMO e la Cripta Rasponi. “Attraverso materiali archeologici il cui valore intrinseco viene esaltato dall’essere proposto in un’ottica unitaria, nonché supportato dai più moderni ausili tecnologici, qui si potranno rivivere tutti gli snodi principali della storia del territorio, dalla preistoria all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto Medio Evo”. L’investimento che il Comune, con il Mibact, la Regione e la locale Fondazione Cassa di Risparmio hanno messo in campo per il recupero e la nuova destinazione del complesso di Classe, supera i 21 milioni di euro. La progettazione del nuovo “Classis Ravenna” è stata affidata all’arch. Andrea Mandara che ha operato al servizio di un comitato scientifico di assoluto prestigio, coordinato dal prof. Andrea Carandini.

Dall’ex zuccherificio al nuovo museo, da area degradata a biglietto da visita di Ravenna

Accade all’area dell’ex Zuccherificio di Classe, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Apollinare, tra i tesori massimi di Ravenna. Qui, nei primi decenni del secolo scorso, 600 operai trasformavano tonnellate di barbabietole in montagne di zucchero che, per nave e ferrovia, raggiungevano l’Italia e l’Europa. Poi il declino, e nel 1962 la chiusura. E, con l’abbandono della produzione, i grandi fabbricati divennero ricettacolo di ogni emarginazione. Data gli anni ’90 l’idea di trasformare un enorme problema in una fondamentale risorsa per il futuro di Ravenna. Sotto le imponenti campate, l’area espositiva si svilupperà su 2800 metri quadrati. Tutto intorno, un’oasi verde di un ettaro e mezzo. “Da qui, si possono facilmente raggiungere altri gioielli ravennati. Innanzitutto la contigua basilica di Sant’Apollinare, ma anche l’Antico Porto, gli scavi di San Severo e tutta la zona ambientale a sud di Classe, dalla pineta all’Ortazzo e l’Ortazzino oggetto”, anticipa il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, “di un progetto di riqualificazione, così come sta avvenendo per la stazione ferroviaria cresciuta a servizio dell’ex Zuccherificio”.

Rendering dell’allestimento dell’ingresso del nuovo museo “Classis Ravenna”

La linea del tempo, che segna il percorso di visita a “Classis Ravenna”, avrà naturalmente nei reperti originali il perno della narrazione. Alcune volte saranno elementi singoli di particolare valore e importanza a avere il ruolo di protagonisti; altre volte saranno gruppi ampi di oggetti, come nel caso del porto di Classe, che può essere illustrato ampiamente grazie alle centinaia di reperti rinvenuti negli ultimi scavi. Gli oggetti della vita quotidiana (anfore, ceramiche, monete) troveranno uno spazio adeguato, accanto ai materiali più significativi dal punto di vista artistico (statue, mosaici ed altro). In questa maniera sarà possibile articolare un racconto che consideri tutte le sfere della comunità e le differenti fasce sociali presenti in città e nel territorio. Sulla linea del tempo si innestano alcune di “aree di approfondimento” su temi specifici, di grande interesse. Una particolare attenzione è dedicata agli apparati didattici ed illustrativi, con ampio ricorso a ricostruzioni grafiche e tridimensionali, filmati, plastici ed altri strumenti. “Classis Ravenna”, sottolinea l’assessore alla Cultura, Elsa Signorino, “non sarà un semplice “contenitore di materiali”, ma sarà anche un attivo centro di ricerca e formazione di altissimo profilo. Qui ampi laboratori per lo studio e per il restauro consentiranno a docenti e studenti dell’università di svolgere le loro attività nell’ambito dei loro percorsi formativi e di ricerca. Il nuovo museo permetterà la conoscenza e la valorizzazione dell’intero patrimonio storico archeologico del territorio attraverso un percorso espositivo innovativo, affascinante e rigoroso capace di coinvolgere e di emozionare i visitatori. Come tutti i musei contemporanei svilupperà una molteplicità di funzioni: attività espositiva, di studio e ricerca, laboratori didattici, laboratori di inclusione digitale per la sperimentazione di start-up innovative. Il tutto con una forte vocazione al territorio”.

TourismA 2018 palcoscenico della cerimonia di consegna del V premio Francovich, assegnato per il 2017 al museo Sannitico di Campobasso (sezione medievale) e alla Domus dei tappeti di pietra di Ravenna. Annunciata l’apertura del museo dell’Antico porto di Classe

La giuria del premio Francovich insieme ai vincitori dell’edizione 2017 sul palco di Tourisma 2018 a Firenze (foto Graziano Tavan)

Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore Beni culturali

Il museo Sannitico di Campobasso (sezione medievale) e la Domus dei tappeti di pietra di Ravenna sono i vincitori del premio Francovich 2017 nella classifica votata rispettivamente dai soci e dal pubblico (non soci). La cerimonia di consegna del premio a TourismA, salone Archeologia e Turismo, che si è confermata palcoscenico privilegiato per il premio “Riccardo Francovich”, riconoscimento istituito nel 2013 dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami) per chi rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione verso un pubblico di non specialisti, individuando anno dopo anno un museo o un parco archeologico che a livello nazionale rappresenti un caso di best practice di allestimento museografico, attività didattico-comunicativa e qualità scientifica “in grado di rappresentare adeguatamente le tematiche dell’archeologia post classica”. Sabato 17 febbraio 2018 nell’auditorium del centro congressi di Firenze, gremito per TourismA 2018, è stato consegnato il premio Francovich, giunto alla V edizione. Sul palco, con il presidente della Sami, Giuliano Volpe, tutta la giuria.  Nella votazione dei soci si è classificato al primo posto il museo provinciale Sannitico di Campobasso – Sezione Medievale per “l’efficace, affascinante presentazione museologica di una delle più importanti scoperte di archeologia barbarica del Meridione”.

Il museo Sannitico di Campobasso, vincitore del premio Francovich 2017 per la sezione medievale

Il museo del Sannio nasce nel 1881 e viene ospitato, insieme alla biblioteca Provinciale, nel Palazzo della Prefettura di Campobasso. Fu l’archeologo Antonio Sogliano a provvedere a una prima catalogazione del materiale, e a pubblicare l’Inventario nel 1889. Da allora il museo e la biblioteca hanno conosciuto vicende alterne e molteplici cambi di sede fino al 1995, quando il museo è stato allestito nei locali del settecentesco Palazzo Mazzarotta, nel centro storico di Campobasso. Al suo interno hanno trovato posto sia l’originaria raccolta provinciale ottocentesca, sia i ritrovamenti avvenuti durante moderni scavi archeologici nella provincia di Campobasso. L’esposizione si articola secondo un criterio cronologico e tematico, per cui per trovare la sezione alto-medievale, premiata dalla Sami, bisogna salire al secondo piano. Qui l’Alto Medioevo è rappresentato dalle ricchissime tombe di cavalieri bulgari ritrovate nella Piana di Bojano: tra queste la ricostruzione integrale della tomba di un guerriero e del suo cavallo con ricche bardature in argento. C’è inoltre una breve sezione con materiali basso medioevali, in particolare ceramiche.

TourismA 2018, la consegna del premio Francovich a RavennAntica (foto Graziano Tavan)

Domus dei tappeti di pietra a Ravenna: mosaici pavimentali di un palazzetto bizantino del V-VI sec.

L’area archeologica dell’antico porto di Classe (Ravenna)

Nella votazione del pubblico al primo posto si è classificata la Domus dei tappeti di pietra di Ravenna, per “il limpido allestimento museale di una ricca domus aristocratica della tarda antichità”. Collocata nella settecentesca chiesa di Santa Eufemia, in un vasto ambiente sotterraneo a circa tre metri sotto il livello stradale, la Domus presenta 14 ambienti  con oltre settecento metri quadri di splendide pavimentazioni a mosaico appartenenti ad un palazzetto bizantino del V – VI secolo d.C. “La Domus non ha vinto solo in virtù della sua bellezza”, è intervenuto il presidente di RavennAntica, Giuseppe Sassatelli, “ma anche e soprattutto perché rappresenta un efficace esempio di restituzione del patrimonio archeologico sotto il profilo progettuale, museologico e gestionale. Questa vittoria è stata possibile grazie al sostegno dei cittadini e a quello degli oltre 850mila visitatori che, fino ad oggi, hanno visitato la Domus. Inoltre, grazie alle attività didattiche rivolte ogni anno alle scuole e attraverso le iniziative dello scorso novembre, realizzate per la ricorrenza dei 15 anni di apertura, tante persone hanno avuto occasione di visitare nuovamente il sito e di apprezzarne le modalità espositive. Il premio Francovich è un riconoscimento che ci darà ancora più energia per le molte ed importanti operazioni che dobbiamo affrontare nel 2018, tra le quali, in particolare, l’inaugurazione del Museo di Classe”. RavennAntica, proprio con la Domus, ha inaugurato la sua fortunata stagione di restituzioni del patrimonio e di buone prassi nell’ambito dei beni culturali. La Fondazione – hanno sottolineato i responsabili -, ha poi consolidato “il suo innovativo sistema gestionale con la successiva messa in valore degli altri monumenti da essa concepiti, realizzati e valorizzati: il museo Tamo, la Cripta Rasponi – Giardini pensili e l’Antico Porto di Classe, entrati a pieno titolo nel circuito dei siti cittadini. Tutto questo in attesa di conseguire l’obiettivo principale della sua mission: l’inaugurazione, come si diceva, nel prossimo autunno, del museo di Classe.

A Firenze apre TourismA, salone di Archeologia e turismo culturale. Per tre giorni incontri e convegni con 250 relatori e ospiti d’eccezione; stand, allestimenti, box poster, laboratori per piccoli e grandi. E in auditorium il 14° incontro nazionale di Archeologia Viva

L’auditorium del centro congressi di Firenze gremito per TourismA (foto Valerio Ricciardi)

Andrea Pessina, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Firenze Pistoia e Prato (foto Valerio Ricciardi, Roma)

Ancora una settimana di attesa per l’edizione 2018 di TourismA, “l’appuntamento con la storia”, parola di organizzatori. Dal 16 al 18 febbraio 2018 al Palazzo dei Congressi di Firenze c’è TourismA, il salone di archeologia e turismo culturale diventato ormai un must per addetti ai lavori e appassionati: in programma convegni e incontri con la partecipazione di 250 relatori e ospiti d’eccezione, fra cui Alberto Angela, Philippe Daverio, Massimo Cacciari, Valerio Massimo Manfredi, Vittorio Sgarbi, Tommaso Cerno, Andrea Carandini, Lucio Caracciolo, Giuliano Volpe, Chiara Frugoni… Negli spazi del Palazzo dei Congressi stand, allestimenti, desk e box poster di realtà culturali, turistiche, economiche italiane ed estere. Novità del 2018 sarà il primo workshop del Turismo Culturale in Italia “AAA Archeologia Arte Ambiente”: un evento B2B riservato all’incontro tra domanda e offerta di itinerari culturali tra professionisti del settore. E ancora laboratori didattici per piccoli e grandi, scuole e famiglie: dalla scheggiatura della pietra allo scavo archeologico, dai geroglifici alla tecnica del mosaico… Con un’anteprima: giovedì 15 febbraio 2018, alle 20.45, inaugurazione ufficiale di “Tourisma 2018” dedicata al Medioevo con Dario Nardella, sindaco di Firenze; Andrea Pessina, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Firenze Pistoia e Prato; Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e “tourismA”. Chiara Frugoni, storica e saggista, già professoressa di Storia medievale alle università di Pisa, Roma e Parigi, interverrà su “Nascere e sopravvivere nel Medioevo, soprattutto a Firenze”. Giuliano Volpe, presidente del consiglio superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici illustrerà il premio “Riccardo Francovich” per la comunicazione del Medioevo, attribuito dalla SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani. E Andrea Macaluso, attore e regista, fondatore dello spazio culturale “Il Lavoratorio” di Firenze, parlerà della “Seconda novella della nona giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio”. Da venerdì 16 febbraio si entrerà nel vivo dei lavori. Intenso il programma dei tre giorni. Vediamo qualche appuntamento da non perdere.

Ricerche nello Swat (Pakistan) dove opera una missione archeologica italiana

Adulis, la Pompei d’Africa, in Eritrea dove lavora una missione archeologica italiana

Antonia Falcone (Professione archeologo)

Protagoniste della prima giornata di TourismA, venerdì 16 febbraio 2018, saranno le missioni archeologiche italiane all’estero in periodo di crisi nella sezione “Spes contra spem” (9.45-13-30), a cura di Ettore Janulardo, della “Sapienza” di Roma, referente Missioni archeologiche italiane all’estero: interverranno Michele Nucciotti, direttore missione archeologica italiana in Armenia dell’università di Firenze (“I paesaggi della Via della Seta in Armenia”); Elisa Iori,  field director Missione archeologica italiana in Pakistan (Swat) (“Archeologia in aree di crisi: scavo e turismo come mobilizzatori sociali. L’esperienza italiana nello Swat”); Romolo Loreto, direttore Missione archeologica italiana nel Regno dell’Arabia Saudita a Dumat al-Jandal (antica Adummatu) (“Le attività della Missione archeologica italiana in Arabia Saudita. Alle origini degli Arabi”); Serena Massa, direttore Missione italo-eritrea “Adulis Project”, e Susanna Bortolotto, architetto del Politecnico di Milano (“Adulis Pompei d’Africa. La missione archeologica italo-eritrea”); Gilberto Montali, direttore Missione archeologica ad Althiburos in Tunisia (“Al di là del mare. Novità dal Nord Africa”). Ma sempre venerdì ci sarà spazio per “Archeosocial. Il potere delle immagini: l’archeologia tra meme e storytelling” (9-18) a cura di Antonia Falcone e Domenica Pate di Professione Archeologo, e Astrid d’Eredità di ArcheoPop; per un “Invito a Malta: i segreti dei templi megalitici” (15.30-16-30) a cura di Malta Tourism Autority; per un viaggio “Dall’Adriatico al Tirreno. Piccoli musei e grandi storie” (9-12.30) a cura di Simona Rafanelli, direttore del museo archeologico “I. Falchi” di Vetulonia, e Elena Rodriguez, direttore del museo Archeologico di Verucchio.

Il manifesto della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” a Napoli dal 21 dicembre 2017 al 25 marzo 2018

Una cosiddetta “Fibula a S” in argento dorato, almandine e pietre, trovata nella necropoli Cella; oggi al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli

L’immagine di San Michele sulla facciata della chiesa di Monte Santangelo (Foggia)

Sabato 17 febbraio 2018, seconda giornata, faremo la conoscenza dei “Longobardi in Italia: eredità e messaggi di un popolo in viaggio” (8.20-13.30) a cura di Associazione Italia Langobardorum: introduce Angela Maria Ferroni, funzionario archeologo, ufficio Unesco MiBACT; modera Cinzia Dal Maso, direttore Archeostorie. Interverranno Mariarosaria Salvatore, archeologa, già dirigente MiBACT (“I Longobardi, un popolo in viaggio dall’Europa del nord all’attenzione mondiale”); quindi si passeranno in rassegna le località del sito Unesco dei Longobardi: “Cividale del Friuli, il primo ducato”, con Luca Villa archeologo, direttore scavi archeologici nel Monastero di Santa Maria in Valle; “Brescia, la sede dell’ultimo re dei Longobardi”, con Francesca Morandini archeologo musei civici d’Arte e Storia di Brescia; “Castelseprio e Torba”, con Sara Masseroli, direttrice parco archeologico di Castelseprio – MiBACT; “Il Ducato di Spoleto e i suoi monumenti longobardi”, con Maria Stovali, responsabile ufficio Unesco – Comune di Spoleto; “Benevento e la continuità dei Longobardi”, con Pasquale Palmieri, architetto – Comune di Benevento; “Il culto di San Michele e il santuario federale dei Longobardi”, con Immacolata Aulisa, docente di Storia del Cristianesimo Antico all’università di Bari “Aldo Moro”. Seguiranno Francesca Morandini, del coordinamento Progetto per Italia Langobardorum, e Paolo Braconi, docente di Antichità romane e di Storia dell’Agricoltura e dell’Alimentazione all’università di Perugia (“A tavola con re Rotari. Cultura e alimentazione dei Longobardi come paradigma per l’integrazione tra popoli”);  e Paolo Giulierini, direttore museo Archeologico nazionale di Napoli (“I Longobardi al Mann”). Chiude la sezione la tavola rotonda “Popoli migranti ieri e oggi. Integrazioni possibili” con Stefano Balloch, presidente Italia Langobardorum, sindaco di Cividale del Friuli; Massimo Cacciari, filosofo, politico e accademico; Lucio Caracciolo, direttore Limes Rivista Italiana di Geopolitica; Tommaso Cerno, già condirettore de La Repubblica. Coordina Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva e TourismA. Ma sabato da non perdere anche l’approfondimento “Sulla strada degli etruschi” (14-18.30), project work “Tra Archeologia Arte Cultura” a cura di Agostino De Angelis, attore e regista teatrale, con Simona Rafanelli, direttore museo di Vetulonia (“I principi etruschi di Caere e Vetulonia al centro del Mediterraneo”); Lorenzo Guzzardi, direttore Polo Regionale di Siracusa per i siti culturali (“Siracusa, Caere e il mondo tirrenico”); Flavio Enei, direttore museo civico del Mare e della Navigazione antica di Santa Marinella (“Gli Etruschi del mare: archeologia subacquea a Pyrgi nel porto dell’antica Cerveteri”); Marcello Tagliente, archeologo (“Incontro con il poeta-archeologo: voci e storie del Mediterraneo, in ricordo di Khaled Al-Asaad”); Lisa Turroni, responsabile didattica Museo interreligioso di Bertinoro (“Fratelli di sangue, fratelli di spirito”); Enzo Dall’Ara, geografo, critico e storico dell’arte (“Lo spazio geofisico, fondamento primario per lo sviluppo degli insediamenti antropici”); Lorenza Altamore, artista Progetto artistico-culturale (“Incontro con gli Etruschi”); Valerio Faccini, fotografo di scena (“Fotografare le rappresentazioni teatrali nei luoghi storico-archeologici”); Desirée Arlotta, presidente associazione culturale ArchéoTheatron di Cerveteri (“Sulla Strada degli Etruschi: un progetto”); Marco Scuotto, presidente associazione culturale Extramoenia di Siracusa (“Raccontare il sito archeologico attraverso la macchina da presa”). E per gli appassionati di preistoria da non perdere “Storie profonde. Le caverne tra scienza e turismo” (14.30-18) a cura dell’istituto italiano di Preistoria e Protostoria con introduzione di Roberto Maggi già soprintendenza Archeologia della Liguria. E quasi in contemporanea (16-18.30) c’è “Archeologia in Oriente. Il contributo degli archeologi italiani: dalla tutela del patrimonio culturale al turismo consapevole” a cura dell’Associazione Nazionale Archeologi.

Il prof. Fabio Martini, archeologo preistorico dell’università di Firenze

Il prof. Carlo Peretto dell’università di Ferrara

Terza giornata di incontri domenica 18 febbraio 2018.  Al mattino “Archeologia e itinerari giudaici” (10-13). Project work “Testimonianze ebraiche e paesaggio nella cuspide orientale della Sicilia in periodo romano e tardoantico” a cura di Archeoclub d’Italia sede di Noto (Sr). Al pomeriggio “Chi siamo? da dove veniamo? Pagine della più antica storia dell’uomo” (13.45-18) a cura di Fabio Martini dell’università di Firenze. Interverranno Nicoletta Volante, università di Siena (“Preistoria e archeologia sperimentale”); Olga Rickards, Cristina Martinez Labarga università di Roma Tor Vergata, Gabriele Scorrano university of Copenaghen (“Il menù dei paleolitici: ricerche sulla paleo dieta”); Pier Francesco Fabbri università del Salento, Domenico Lo Vetro università di Firenze (“Luoghi della memoria: le evidenze funerarie come indicatori biologici e culturali”); Fabio Macciardi California University – Irvine, Fabio Martini università di Firenze (“Preistoria e neuroscienze”); Marta Arzarello università di Ferrara (“Homo faber e la prima tecnologia ovvero quando l’uomo ha cominciato a modificare la materia”); Federica Fontana, Ursula Thun Hohenstein università di Ferrara (“The day after: cambiamenti climatici e nuove strategie comportamentali dopo l’ultima glaciazione”); Carlo Peretto, università di Ferrara (“Perché si studia la Preistoria?”).

Gli spettacolari mosaici della “Domus dei tappeti di pietra” a Ravanna: le è stato assegnato il Premio “Riccardo Francovich” – V edizione

L’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi

Daniele Morandi Bonacossi a Tourisma 2016 (foto Valerio Ricciardi)

Venerdì e sabato pomeriggio, e domenica tutto il giorno, l’auditorium del centro congressi ospita i lavori del 14° incontro nazionale di Archeologia Viva a cura di Piero Pruneti. Venerdì sul palco saliranno, tra gli altri, Andrea Carandini, presidente Fai (“I miei primi ottant’anni! Bilancio di un archeologo”); Franco Marzatico, soprintendente della Provincia di Trento (“Tre metri sopra l’acqua… Palafitte mito e realtà: il Parco archeologico di Fiavè”); Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore (“Il fascino della rovina (abbandonata o restaurata?): il caso del Tempio G di Selinunte”). Invece la soprintendenza Capitolina venerdì parla di “Winckelmann a trecento anni dalla nascita”, mentre sabato di “Traiano a 1900 anni dalla morte dell’imperatore”. Sabato dopo Luciano Canfora, professore emerito Filologia greca e latina all’università di Bari (“Cleofonte deve morire. Teatro e politica in Aristofane”); Vittorio Sgarbi, assessore Beni Culturali – Regione Siciliana (“La bellezza contro la mafia”) e Giuliano Volpe, presidente Consiglio superiore Beni culturali (“Risorgere dalla cenere: la villa tardoantica di Faragola (Ascoli Satriano). Dopo l’incendio, la ricostruzione”), cerimonia di consegna del Premio “Riccardo Francovich” – V edizione, attribuito dalla SAMI – Società Archeologi Medievisti Italiani alla Domus dei Tappeti di Pietra (Ravenna) e al museo provinciale di Campobasso – Sezione Medievale. Giornata clou domenica. Al mattino, Francesco Tiboni, archeologo navale (“Il cavallo di Troia: un inganno venuto dal mare”); Mario Torelli, premio Balzan per l’Archeologia classica (“Alla scoperta di Nuceria: storia di una città fra gli antichi popoli della Campania”); Paolo Giulierini, direttore museo Archeologico nazionale di Napoli, e Massimo Osanna, direttore generale Parco Archeologico di Pompei (“Etruschi in Campania: una vicenda straordinaria e le ragioni di una mostra”); Brando Quilici, regista (“Ramses III: la ricerca di Zahi Hawass sull’“Harem Cospiracy” e un omicidio di 3000 anni fa. Postille ai margini di un film”). Nel pomeriggio, Lucrezia Ungaro, responsabile museo Fori Imperiali – Mercati di Traiano, sovrintendenza Capitolina (“Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa: perché Traiano, perché l’Europa?”); Giulio Magli, archeoastronomo, direttore Dipartimento di Matematica al Politecnico di Milano (“L’archeoastronomia non è un’opinione. Piramidi e stelle: verità e bufale galattiche da Palenque a Giza”); Daniele Morandi Bonacossi, docente di Archeologia e Storia dell’arte del Vicino Oriente antico all’università di Udine, e Antonio Zanardi Landi, presidente Fondazione Aquileia (“Giona da Mossul ad Aquileia. Storia di un mito e di un dramma contemporaneo”).