Milano. A Palazzo Litta l’incontro “LA FORMA DELL’ABITARE ROMANO. Nuove evidenze archeologiche alle Grotte di Catullo” di Sirmione, per il ciclo “Dove si fa la storia. Studi e ricerche”
La ricerca archeologica in Lombardia produce continue e sorprendenti scoperte. Questo fondamentale lavoro di studio e conoscenza trova un importante momento di restituzione al pubblico grazie al ciclo di incontri “Dove si fa la storia. Studi e ricerche”, che mira a diffondere tra studiosi, operatori del settore e semplici appassionati le più recenti (e in certi casi assai rilevanti) scoperte. Martedì 17 marzo 2026, alle 17.30, a Palazzo Litta in corso Magenta 24 a Milano, l’incontro “LA FORMA DELL’ABITARE ROMANO. Nuove evidenze archeologiche alle Grotte di Catullo” di Sirmione. PRENOTA IL TUO POSTO Prima dell’incontro è prevista una visita guidata a Palazzo Litta, con ritrovo alle 16.30 nelle immediate adiacenze della portineria. L’itinerario dura circa cinquanta minuti e include le sale del piano nobile e la spettacolare Sala degli Specchi, uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo.
Milano. A Palazzo Litta al via il ciclo “Dove si fa la storia. Studi e ricerche”, tre incontri sulle scoperte archeologiche in Lombardia: focus sulle incisioni rupestri in Valle Camonica, le Grotte di Catullo e il borgo fortificato di Castelseprio. Ecco il programma
Con l’incontro sulle ricerche archeologiche nei parchi di Naquane e Cemmo (Bs) parte martedì 3 marzo 2026, alle 17.30, a Palazzo Litta in corso Magenta 24 a Milano, il ciclo “Dove si fa la storia. Studi e ricerche”, tre incontri sulle scoperte archeologiche in Lombardia che mirano a diffondere tra studiosi, operatori del settore e semplici appassionati le più recenti (e in certi casi assai rilevanti) scoperte. La ricerca archeologica in Lombardia produce continue scoperte. Un lavoro costante grazie al quale si possono consolidare conoscenze acquisite o rimodulare ipotesi interpretative. Nell’ambito delle numerose attività della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia le indagini di scavo, spesso svolte in collaborazione con soprintendenze e università, rivestono particolare importanza. Questo fondamentale lavoro di studio e conoscenza trova un importante momento di restituzione al pubblico in questo ciclo di incontri. Prima di ciascun incontro è prevista una visita guidata a Palazzo Litta, con ritrovo alle ore 16.30 nelle immediate adiacenze della portineria. L’itinerario dura circa cinquanta minuti e include le sale del piano nobile e la spettacolare Sala degli Specchi, uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo.
Si inizia martedì 3 marzo 2026, alle 17.30, con “SEGNI, SILENZI E SCOPERTE. Ricerche archeologiche nei parchi di Naquane e Cemmo”. I parchi nazionali di Cemmo e Naquane sono luoghi imprescindibili per conoscere delle incisioni rupestri in Valle Camonica. Tra le diverse indagini, si segnala lo scavo a monte della Roccia 1. Modera l’incontro: Maria Giuseppina Ruggiero (direttrice dei siti statali in Valle Camonica), prenderanno parola gli studiosi Alberto Marretta, Paolo Rondini, Fausto Simonotti e Guglielmo Strapazzon. PRENOTA IL TUO POSTO. Prima dell’incontro è prevista una visita guidata a Palazzo Litta, con ritrovo alle 16.30 nelle immediate adiacenze della portineria. L’itinerario dura circa cinquanta minuti e include le sale del piano nobile e la spettacolare Sala degli Specchi, uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo.
Si prosegue martedì 17 marzo 2026, alle 17.30, con “LA FORMA DELL’ABITARE ROMANO. Nuove evidenze archeologiche alle Grotte di Catullo”. La grandiosa villa romana costruita alle estreme propaggini della penisola di Sirmione è da sempre luogo di studio e fonte di scoperte per gli studiosi. Modera l’incontro: Barbara Bianchi (funzionario archeologo). PRENOTA IL TUO POSTO.
Si chiude martedì 31 marzo 2026, alle 17.30, con “CASTELSEPRIO. CROCEVIA DI POPOLI E CULTURE. Novità dalle ultime ricerche”. L’antico borgo fortificato di Castelseprio è stato oggetto di numerose campagne di scavo in tempi recenti e il sottosuolo non smette di fornire elementi di ricerca agli studiosi. Modera l’incontro: Luca Polidoro (direttore del parco archeologico e antiquarium di Castelseprio). PRENOTA IL TUO POSTO.
Vigevano (Pv). Al museo Archeologico nazionale della Lomellina nel Castello Sforzesco, dopo un impegnativo restauro, apre la mostra “Regina. Sperimentatrice geniale”: 108 opere tra sculture, disegni e collage ripercorrono la straordinaria parabola creativa di Regina Cassolo
Dal 26 febbraio 2026, al museo Archeologico nazionale della Lomellina (MANLo), apre l’allestimento “Regina. Sperimentatrice geniale”. Negli spazi restaurati per l’occasione del Castello Sforzesco di Vigevano, il museo Archeologico nazionale della Lomellina dedica a Regina Cassolo un grande allestimento che ne ripercorre la straordinaria parabola creativa. La mostra valorizza 108 opere tra sculture, disegni e collage, mettendo in luce la forza innovativa di un’artista capace di anticipare le avanguardie e di fondere sperimentazione, materia e poesia. Con un progetto reso possibile da interventi di ristrutturazione e restauro per quasi 300.000 euro, l’allestimento raccoglie 41 sculture e circa 65 tra disegni e collage, con l’obiettivo di restituire al pubblico la modernità di una delle voci più originali del panorama artistico del Novecento. Obiettivo del progetto, a cura della direttrice del museo Stefania Bossi con Valentina Cane e Michele Tavola e con il contributo di un comitato scientifico, è quello di evidenziare la cultura artistica maturata da Regina nelle diverse fasi evolutive della sua carriera, ricostruendone le esperienze a partire dalla formazione accademica fino agli sviluppi più moderni dovuti all’incontro con le avanguardie, rielaborate con intelligenza e originalità. Il percorso espositivo è articolato in quattro sezioni tematiche: Regina in breve: un’introduzione alla vita e alla carriera dell’artista, dalla formazione accademica ai primi tentati-vi di emancipazione artistica, fino agli sviluppi maturi dell’astrazione; I materiali di Regina: la tensione costante tra radici classiche e ricerca sperimentale che si evince attraverso l’utilizzo innovativo dei materiali; Il Futurismo secondo Regina: l’adesione al movimento con una declinazione personale e indipendente che vede l’uso dell’alluminio al centro della sperimentazione; Regina e la natura: la ricerca della sintesi attraverso gli erbari. L’esposizione è corredata da un catalogo per i tipi di Emuse, in cui confluiscono saggi di approfondimento e accurati apparati. Il volume è stato finanziato da Fondazione Monte di Lombardia, Società Storica Vigevanese, Istituzioni riunite ETS Mede, Sicam e Rotary club Vigevano Mortara. Fondazione Monte di Lombardia ha finanziato anche le descrizioni certificate Descrivendo presenti in mostra per consentire l’accessibilità rispetto alle forme di disabilità visiva.
“È con grande soddisfazione”, afferma il direttore dei Musei statali lombardi Rosario Maria Anzalone, “che giungiamo all’inaugurazione di questa importante esposizione nei rinnovati ambienti del primo piano del MANLo a Vigevano. Il lungo percorso progettuale, avviato nel 2024 con l’accordo di comodato delle opere con il Comune di Mede e la riqualificazione degli spazi nello straordinario complesso sforzesco, trova così il suo più naturale compimento. Ringrazio di cuore le istituzioni e le persone coinvolte per l’alacre lavoro di questi anni, orientato a offrire al pubblico un racconto ricco e sfaccettato di un artista speciale: Regina. Sperimentatrice geniale costituisce una concreta occasione di rilancio per il nostro museo, sul quale stiamo investendo con l’intento di supportare la comunità lomellina. Siamo pronti ad accogliere i visitatori che vorranno condividere con la città e il nostro istituto questa splendida esperienza espositiva”.
Milano. A Palazzo Litta presentazione del libro “La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)” di Carla Pagani (SAP Libri): lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dalla Romanizzazione (fine II sec. a.C.) agli anni di Mediolanum capitale dell’impero d’Occidente e sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.)
Mercoledì 18 febbraio 2026, alle 17, nella Sala Azzurra di Palazzo Litta, in corso Magenta a Milano, presentazione del libro “La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)” di Carla Pagani (SAP Libri). Il volume, rendiconto scientifico di consistenti lavori di restauro curati dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano, presenta lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dalla Romanizzazione del centro insubre (fine II sec. a.C.) agli anni che vedono Mediolanum capitale dell’impero d’Occidente e sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.). Presentano il libro Irene Bragantini dell’università di Napoli “L’Orientale” e Furio Sacchi dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. All’evento, moderato da Federica Giacobello dell’università del Molise e organizzato in collaborazione con la direzione regionale Musei nazionali della Lombardia e la direzione di Palazzo Litta, sarà presente l’autrice. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Copertina del libro “La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)” di Carla Pagani
La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi. Il libro presenta lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dall’entrata del capoluogo insubre sotto l’influenza politica di Roma (fine II sec. a.C.), arrivando agli anni che vedono l’elezione di Mediolanum a capitale dell’impero d’Occidente e la sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.). La ricerca prende in considerazione 30 aree urbane oggetto di indagini archeologiche sistematiche da parte della soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Milano dagli inizi degli anni ’80 del Novecento fino ad oggi, mettendo in particolare risalto i contesti di rinvenimento e la loro affidabilità cronologica. Raramente conservati sulle pareti degli edifici originari, gli affreschi e gli stucchi decorati vengono quasi sempre rinvenuti in condizioni precarie e frammentarie, che richiedono anche tempestivi interventi di restauro sul campo per garantirne il recupero e la conservazione, i cui metodi operativi e i risultati vengono sinteticamente descritti dall’Autrice. Organizzata cronologicamente, la lettura di sintesi tiene conto delle principali vicende storico-urbanistiche e culturali della città e del territorio, e le decorazioni vengono messe necessariamente in rapporto con Roma e l’area vesuviana, ma anche con le esperienze artistiche dei centri della Cisalpina e delle aree provinciali. Per ampliare il potenziale informativo dei resti pittorici, lo studio ne prende in considerazione l’intero processo produttivo, dagli aspetti tecnico-esecutivi, quali le tecniche murarie e la composizione delle malte e dei pigmenti attraverso le indagini archeometriche, all’analisi formale e stilistica, arrivando a proporre una sequenza crono-tipologica delle decorazioni, di cui vengono evidenziate le caratteristiche e le peculiarità locali. Ne esce un quadro d’insieme che, seppure ancora lacunoso, si rivela ricco di stimolanti novità per la ricostruzione dei sistemi pittorici praticati dalla società nella vita domestica, pubblica e religiosa dell’antica Mediolanum.
Sirmione (Bs). “Dal Castello Scaligero alle Grotte di Catullo”: visita guidata unica alla scoperta dei due gioielli
“Dal Castello Scaligero alle Grotte di Catullo”: sabato 7 febbraio 2026 a Sirmione (Bs) visita guidata unica per scoprire i due gioielli storici di Sirmione: il Castello Scaligero e le Grotte di Catullo. Alle 11, partenza dal Castello Scaligero, e alle 12.30 tappa alle Grotte di Catullo. Partecipazione con prenotazione e acquisto del titolo d’ingresso: 030 916157 o drm-lom.grottedicatullo@cultura.gov.it. Acquistando il Biglietto Cumulativo al prezzo di 20 euro c’è l’opportunità di visitare anche la Villa Romana di Desenzano entro 7 giorni. Un’occasione imperdibile per scoprire tre dei più straordinari siti monumentali del lago di Garda.
Castiglione Olona (Va). Al museo della Collegiata il convegno “Archeologia in Valle Olona. Novità e ricerche a Castelseprio e Castiglione” a cura di Luca Polidoro e Laura Marazzi: un aggiornamento scientifico sui nuovi dati emersi dalle indagini
Venerdì 6 febbraio 2026, dalle 9 alle 13, al museo della Collegiata di Castiglione Olona, in via Cardinal Branda 1 a Castiglione Olona (Va), il convegno “Archeologia in Valle Olona. Novità e ricerche a Castelseprio e Castiglione” a cura di Luca Polidoro (Direzione regionale Musei nazionali Lombardia) e Laura Marazzi (Museo della Collegiata di Castiglione Olona), promosso dalla direzione regionale Musei nazionali Lombardia e dal museo della Collegiata di Castiglione Olona. L’incontro intende offrire un aggiornamento scientifico sui nuovi dati emersi dalle indagini, rivolgendosi in particolare ad appassionati, studiosi, professionisti e operatori del settore. Accesso libero e gratuito, senza prenotazione.
PROGRAMMA. Alle 9, saluti istituzionali e apertura dei lavori: Rosario Maria Anzalone, direttore regionale Musei nazionali Lombardia; Giuseppe Scotti, responsabile Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano; Beatrice Maria Bentivoglio-Ravasio, soprintendente ABAP CO, LC, SO, VA. Alle 9.20, Prima sessione: Alfredo Lucioni, già università Cattolica del Sacro Cuore e CSPA Varese, “Castelseprio e Castiglione: ascesa e declino di due centri di potere nel Seprio medievale”; Daniela Locatelli, soprintendenza ABAP CO, LC, SO, VA; Sabrina Luglietti, Matilde Vanetti, Alice Faccin, Federica Pruneri, Archeo Solutions, “Ricerche archeologiche al Museo della Collegiata. Appunti per una storia di Castiglione Olona”; Mauro Reali, liceo Banfi di Vimercate, “Un servo del Municipium Comum, da Castiglione Olona”; 10.15, coffee break. Alle 10.30, Seconda sessione: Luca Polidoro, direzione regionale Musei nazionali Lombardia; Stefania Felisati, Paolo Sbrana, Studio Ar.Te., “Le indagini archeologiche nell’avancorpo della chiesa di San Paolo a Castelseprio”; Federica Matteoni, Chiara Pupella, Marco Sannazaro, Mauro Vassena, università Cattolica del Sacro Cuore, “Quando nasce Castelseprio? Prime considerazioni sulla fase tardoantica della “Casa medievale”; Alexandra Chavarria Arnau, Gian Pietro Brogiolo, Maurizio Marinato, università di Padova, “Nuovi dati sulla chiesa di San Giovanni (campagna di scavo 2025)”; Caterina Giostra, università Cattolica del Sacro Cuore; Delfina Consonni, Leonardo De Vanna, Archeologi liberi professionisti; Mario Rottoli, Elisabetta Castiglioni, Laboratorio di Archeobiologia di Como; Giovanna Bosi, Paola Torri, Marta Mazzanti, università di Modena e Reggio Emilia, “Scavi e ricerche presso la casa-forte: un aggiornamento”; Francesco Muscolino, direzione regionale Musei nazionali Sardegna, “Novità epigrafiche da Castelseprio”; 12.20, discussione conclusiva; 12.40, visita al complesso della Collegiata di Castiglione Olona.
Sirmione (Bs). Anche nelle festività di dicembre visite guidate gratuite alle Grotte di Catullo
Prima di chiudere l’anno, ci sono ancora alcune opportunità per visite guidate gratuite alle Grotte di Catullo di Sirmione (Bs) durante le festività. Appuntamento sabato 20 dicembre 2025, alle 15, e sabato 27 dicembre 2025, alle 12 e alle 15. Il servizio è gratuito previo acquisto di titolo d’ingresso alle Grotte di Catullo, il numero massimo di partecipanti per ciascun gruppo è di 40 persone. Prenotazioni allo 030 916157 o alla mail drm-lom.grottedicatullo@cultura.gov-it
Castelseprio (Va). Al parco archeologico, nell’area della chiesa di San Giovanni, il team dell’università di Padova ha scoperto un edificio di epoca gota e una sepoltura dell’età del Ferro, e i resti di un edificio del V-VI secolo con silos e tracce di attività artigianali. Visite guidate il 2 novembre

Campagna 2025 dell’università di Padova: veduta zenitale dell’area della chiesa di San Giovanni del parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drm-lom)
Campagna 2025: le indagini archeologiche dell’università di Padova nell’area della chiesa di San Giovanni nel parco archeologico di Castelseprio (Va) riportano alla luce i resti di un edificio di epoca gota e una sepoltura dell’età del Ferro. Trovata anche una stele funeraria romana dedicata a un soldato dell’età imperiale. Continuano a sorprendere le ricerche archeologiche al parco archeologico di Castelseprio, antica città fortificata distrutta nel 1287 durante una guerra con Milano. Nelle scorse settimane sono infatti emersi nuovi ritrovamenti che vanno ad aggiungersi a quelli annunciati la scorsa estate, di grande importanza per datare le origini dell’insediamento.
Le scoperte sono state effettuate dall’équipe dell’università di Padova, diretta dalla professoressa Alexandra Chavarria Arnau e composta da docenti e studenti, da alcuni anni concentrati sul principale edificio di culto dell’antico abitato, la basilica di San Giovanni. Tra i più sorprendenti rinvenimenti troviamo un’iscrizione funeraria romana, riusata per coprire una sepoltura medievale e dedicata a un soldato vissuto in epoca imperiale. Nel Parco erano già stati trovati altri reperti analoghi della stessa epoca. Questa ulteriore scoperta aiuterà gli studiosi a comprendere le ragioni della loro presenza a Castelseprio e nelle zone limitrofe, tema sul quale esiste da diverso tempo un complesso dibattito. Durante gli scavi, l’équipe di Padova ha sempre permesso ai visitatori del Parco di seguire in diretta il lavoro degli archeologi. Nelle prossime settimane, la direzione del parco organizzerà visite guidate e incontri per illustrare le nuove scoperte, a partire dall’iscrizione del soldato romano, già esposta presso l’Antiquarium. La prima data sarà domenica 2 novembre 2025, durante le consuete passeggiate con l’archeologo insieme al direttore del Parco (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata: parcoarcheologico.castelseprio@cultura.gov.it).

Il team dell’università di Padova, diretto dalla professoressa Alexandra Chavarria Arnau, impegnato nella campagna 2025 a Castelseprio (Va) (foto drm-lom)
Gli archeologi hanno inoltre portato alla luce i resti di un edificio del V-VI secolo con silos e tracce di attività artigianali, più antichi della costruzione della chiesa, datata ad epoca longobarda, e utili per capire la vita quotidiana delle persone che abitavano queste terre agli inizi del Medioevo. Inaspettata è stata anche la scoperta di una sepoltura dell’età del Ferro: una grande fossa contenente un’urna, frammenti di ceramica e pezzi di metallo fuso, risalente al VI secolo a.C., che conferma quanto antichi siano gli insediamenti in quest’area. Questi ritrovamenti permetteranno di comprendere meglio le fasi più antiche della vita del sito, dove memorie protostoriche, romane e altomedievali si intrecciano in un racconto unico e suggestivo. “Il lavoro di ricerca che stiamo promuovendo nelle aree archeologiche statali della Lombardia sta dando importanti risultati”, afferma il direttore regionale Rosario Maria Anzalone. “Oltre alle ville romane sul Lago di Garda e ai siti della Valle Camonica, un luogo che sta restituendo novità ed evidenze di estremo interesse scientifico è proprio il parco archeologico di Castelseprio. I miei più sentiti complimenti al team di lavoro, nella convinzione che la ricerca sia un pilastro della valorizzazione culturale e – pertanto – con l’auspicio di proseguire su questa strada”.

Campagna 2025 dell’università di Padova: lo scavo nell’area della chiesa di San Giovanni del parco archeologico di Castelseprio (Va) (foto drm-lom)
Il direttore del parco archeologico, Luca Polidoro, sottolinea l’importanza di proseguire gli studi, che continuano a offrire nuove informazioni: “Queste scoperte rappresentano una grande soddisfazione, non solo per il loro valore scientifico, ma anche perché, insieme agli altri ritrovamenti della scorsa estate, confermano la bontà della strategia adottata dalla direzione regionale Musei nazionali Lombardia: investire nella ricerca scientifica e promuovere progetti di scavo, sia condotti dai nostri funzionari sia in concessione ministeriale con le università italiane”. “Castelseprio è una fonte di scoperte straordinaria e ci rende orgogliosi del nostro territorio”, dichiara il sindaco Silvano Martelozzo. “Invito tutti i nostri cittadini a partecipare alle prossime visite guidate con il personale del ministero della Cultura per farsi raccontare tutti i dettagli sulle nuove scoperte”.
Salò (Bs). Al Palazzo della Magnifica Patria il convegno “Le Ville Romane del Lago di Garda” e sabato visite alla Villa Romana di Desenzano del Garda e alle Grotte di Catullo di Sirmione
Venerdì 17 ottobre 2025, al Palazzo della Magnifica Patria di Salò (Bs), il convegno “Le Ville Romane del Lago di Garda”, organizzato dalla direzione regionale Musei nazionali Lombardia con il coordinamento scientifico di Barbara Bianchi e la preziosa collaborazione di Gian Pietro Brogiolo e Flora Berizzi, in collaborazione con il Comune di Salò, gli Atenei di Brescia e Salò e l’associazione Storico-Archeologica della Riviera del Garda. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali alle 9.30. Il giorno seguente sabato 18 ottobre 2025 sarà dedicato alle visite alla Villa Romana di Desenzano del Garda (mattina) e alle Grotte di Catullo di Sirmione (pomeriggio). PER ISCRIVERSI AL CONVEGNO E ALLA VISITA GUIDATA. Il territorio del Garda, caratterizzato dal bacino lacustre e dalle colline moreniche disposte nell’immediato entroterra, conserva numerose testimonianze di edifici residenziali romani costruiti in un arco di tempo compreso tra la fine del I secolo a.C. e i primi decenni del I secolo d.C. e successivamente modificati nel tempo. Le ville situate sulle sponde del lago rivestono un interesse particolare nell’ambito dell’architettura residenziale di età romana per la varietà delle soluzioni architettoniche adottate, per il ricco apparato decorativo, per il lungo excursus cronologico e perché è possibile l’identificazione di alcuni dei loro proprietari. I complessi abitativi dell’entroterra, dotati in taluni casi di estesi impianti produttivi, non solo contribuiscono a completare il quadro insediativo ma concorrono a tratteggiare la complessità delle dinamiche di un territorio dotato di una rete di collegamenti a lungo raggio e particolarmente felice, oltre che per la bellezza del paesaggio, per le opportunità produttive.
17 ottobre 2025, programma del convegno a Salò, Palazzo della Magnifica Patria. Alle 9.30, saluti istituzionali: Sergio Onger (presidente ateneo di Brescia), Andrea Crescini (presidente ateneo di Salò); Carlo Zani (ateneo di Brescia); Rosario Maria Anzalone (direzione regionale Musei nazionali Lombardia); 10, apertura dei lavori. Interventi: Rosario Maria Anzalone (direzione regionale Musei nazionali Lombardia): “Le grandi ville romane del Lago di Garda: strategie di ricerca e obiettivi di valorizzazione”; Elisabetta Roffia (già Ispettore centrale MiC): “In attesa dell’edizione delle Grotte di Catullo. Novità e riconsiderazioni sull’edificio. Problemi aperti e spunti di ricerca sulle ville lacustri gardesane”; Furio Sacchi (università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Barbara Bianchi (direzione regionale Musei nazionali della Lombardia), Sara Lenzi (università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Luca Polidoro (direzione regionale Musei nazionali della Lombardia): “Tra realtà e finzione: l’ostentazione del marmo e delle pietre colorate in alcune ville romane del Garda”; Guglielmo Strapazzon (Indagini geofisiche): “Oltre lo scavo: indagini geofisiche alla Villa romana di Desenzano del Garda e alle Grotte di Catullo a Sirmione”; Serena Solano (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le provincie di Bergamo e Brescia): “Nuove ville romane del Garda bresciano: il difficile equilibrio tra conservazione, valorizzazione e sviluppo del territorio”; 13, pausa pranzo; 15, Cristina Bassi (Umst soprintendenza per i Beni e le Attività culturali – Provincia Autonoma di Trento): “I modi del vivere nell’Alto Garda trentino tra utilitas et voluptas”; Vincenzo Tinè (soprintendente SABAP per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia), Patrizia Basso (università di Verona), Gianni De Zuccato (già soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza): “La villa di Negrar di Valpolicella fra ricerca e valorizzazione”; Simone Don (museo civico Archeologico della Valtenesi): “Società e ville del Garda alla luce dell’epigrafia”; Gian Pietro Brogiolo (università di Padova, già professore ordinario di Archeologia Medievale): “Dopo la fine delle ville gardesane”; 17.30, tavola rotonda finale aperta non solo ai relatori, ma anche ad altri studiosi partecipanti al convegno: Alexandra Chavarria Arnau (università degli Studi di Padova), Giovanna Falezza (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza), Raphael Hidalgo Prieto (Universidad Pablo de Olavide Sevilla), Carla Sfameni (CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale), Fabrizio Slavazzi (università di Milano).
18 ottobre 2025, Visita guidata. Alle 9.30, ritrovo alla Villa Romana di Desenzano del Garda (Bs). Nel corso della mattinata visita alla villa romana di Desenzano del Garda e trasferimento in battello alle Grotte di Catullo per una visita pomeridiana (ore 15). Pausa pranzo libera dalle 13.30 alle 15 circa.
Milano. A Palazzo Litta al via via i talk di “Fuochi”, tre appuntamenti dedicati ai musei. Apre Giovanni Carrada su “Raccontare il museo”. Ecco il programma
Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18, a Palazzo Litta a Milano. Al via i talk di “Fuochi”, tre appuntamenti dedicati ai musei, pensati per approfondire temi culturali in maniera leggera e coinvolgente. I tre incontri sono in programma il 2, 16 e 30 ottobre 2025, sempre di giovedì quindi, sempre alle 18, nella Sala Azzurra al primo piano di Palazzo Litta in corso Magenta 24 a Milano. Un viaggio alla scoperta del patrimonio culturale della regione custodito nei musei della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, dei capolavori d’arte e del loro significato. Prima di ciascun appuntamento, alle 17, è possibile partecipare ad una visita accompagnata nelle sale del piano nobile di Palazzo Litta. Il punto ritrovo è nel cortile, presso la portineria.
Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18: “PERCHÈ NON PARLI?”. Raccontare il museo con Giovanni Carrada. Autore televisivo, Giovanni Carrada ha lavorato con un grande maestro della divulgazione scientifica come Piero Angela ed è autore di libri e progetti culturali. Si parlerà di come progettare allestimenti efficaci dal punto di vista del pubblico, analizzando il senso profondo del museo, oggi “risorsa per l’anima”.
Giovedì 16 ottobre 2025, alle 18: “DALLA TAVOLA ALLA STORIA”. Cultura e alimentazione con Maddalena Fossati. Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione, incontreremo Maddalena Fossati, direttrice della storica rivista La Cucina Italiana. In dialogo con l’agronomo Nicola Castoldi, si discuterà di tradizioni alimentari e di produzioni di eccellenza nei luoghi della cultura. Emblematici i casi di Certosa di Pavia, con il podere di riso e granturco, e delle Grotte di Catullo a Sirmione, con l’oliveto storico.
Giovedì 30 ottobre 2025, alle 18: “COSE NOSTRE”. Beni culturali e criminalità con Alberto Nobili. L’ultimo talk vede protagonista Alberto Nobili, ex-magistrato già sostituto procuratore presso la Procura di Milano. Sarà l’occasione per discutere su come le mafie si servono dei beni culturali e le strategie in atto per contrastare le pratiche illecite. Tra il 2022 e oggi sono state eseguite centinaia di “verifiche dell’interesse culturale” su opere d’arte confiscate.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)















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