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Padova. Al Palazzo Bo, in presenza e on line, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”: esperienze recenti di ricostruzioni virtuali, dalla ricostruzione dei siti archeologici polesani al teatro romano di Aquileia, dal Tempietto longobardo di Cividale al Capitolium di Verona. Ecco il programma

Giovedì 12 marzo 2026, alle 9, in Aula Nievo di Palazzo Bo dell’università di Padova, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”, che si può seguire anche in streaming alla pagina youtube.com/dbcunipd: incontro nazionale dedicato alle nuove frontiere di sviluppo delle ricostruzioni digitali dei siti archeologici e delle architetture storiche. Studiosi di diversi enti di ricerca italiani presenteranno varie esperienze recenti di ricostruzioni virtuali e il percorso metodologico che intercorre tra la ricerca e la trasmissione visuale delle conoscenze. La giornata sarà aperta dalla prima presentazione pubblica delle ricostruzioni dei siti archeologici di Corte Cavanella, San Basilio e Frattesina in Polesine, cui hanno contribuito il dipartimento dei Beni culturali dell’ateneo patavino e l’università Ca’ Foscari di Venezia in un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Parco Delta del Po Veneto. Hanno coordinato le attività la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza e la direzione regionale Musei nazionali del Veneto. La giornata di studi vuole mettere a confronto metodi e prospettive della divulgazione scientifica nel campo dell’archeologia e dell’architettura.

Ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia (foto unipd-cnr)

IL PROGRAMMA. Modera la giornata il prof. G. Salemi. Alle 9, saluti istituzionali e Introduzione: G. Valenzano, M. S. Busana (UniPD-dBC); G. Muraro (fondazione Cariparo); P. Massaro (parco regionale veneto Delta del Po); A. Rosignoli (soprintendenza ABAP Verona Rovigo Vicenza); 9.30, J. Bonetto, A. Zara, E. Faresin, A. Facchi, G. Falezza, G. Gambacurta, S. Paltineri, C. Previato, G. Iadicicco, N. Pollon, V. Cremasco, D. Pagella (università di Padova; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; direzione regionale Musei nazionali Veneto; università Ca’ Foscari di Venezia; Rendering Studio: “L’antico Polesine tra ricerca e comunicazione digitale: San Basilio, Corte Cavanella, Adria”; 10.10, L. Cardarelli, P. Bellintani, W. de Neef, M.L. Pulcini, P. Salzani, A. Cardarelli (Sapienza università di Roma; soprintendenza per i Beni culturali – Provincia autonoma di Trento – CPSSAE; Otto-Friedrich-Universität Bamberg; direzione regionale Musei nazionali Veneto; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; Fondazione Sapienza – Istituto italiano di Preistoria e Protostoria): “Il grande villaggio del Bronzo finale di Frattesina (Fratta Polesine – Ro). Dalla ricerca sul campo alla ricostruzione digitale”; 10.40, A.R. Ghiotto, G. Furlan, E. Faresin, S. Berto, K. Mendola (università di Padova; CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale): “Roma La ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia e del “Campo romano” di Schio”; 11.10, M. Baioni, C. Mangani, G. Maltese (museo Archeologico della Valle Sabbia, Gavardo – Bs; museo Archeologico Platina, Piadena-Drizzona – Cr; museo civico Archeologico “G. Rambotti”, Desenzano del Garda – Bs): “Il sito UNESCO delle palafitte: dalla ricerca alla sfida della valorizzazione attraverso la realtà virtuale”; 11.30, coffee break; 11.50, C. Guarnieri, M. Toffanin (università di Padova; Archivio di Stato di Rovigo): “Ricerche al cuore del Santo. Indagando attorno alle perdute barriere liturgiche della Basilica di Sant’Antonio di Padova”; 12.20, L. Galeazzo, F. Panarotto (università di Padova): “Ricostruire la periferia d’acqua di Venezia: storia e trasformazioni delle isole lagunari in un’infrastruttura geospaziale 3D”; 12.50, discussione; pausa pranzo.

Verona Time Machine: con gli smartglass alal scoperta della Verona romana in Realtà Aumentata (foto artglass)

Alle 15, A. Giordano, E. Svalduz, G. Guidarelli, R. A. Bernardello, P. Borin, F. Panarotto, M. Perticarini, M. Rossi (università di Padova; università di Brescia; musei di Palazzo dei Pio): “Dalla storia alla rappresentazione: città e architetture invisibili”; 15.30, M. S. Busana, I. Carpanese, N. Dalla Pozza, A. Padoan, A. Vacilotto (università di Padova): “CArD3d – Carta Archeologica Digitale Tridimensionale del Veneto: un prototipo di webApp per far conoscere il patrimonio archeologico regionale attraverso le ricostruzioni virtuali”; 16, L. Villa (Stiftung pro Kloster S. Johann, Müstair): “Raccontare il Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli”; 16.30, A. Scuderi, M. R. Bertoncini, M. Tramonti, A. Tricomi (Capitale Cultura Group/ARtGlass Imprese Culturali e Creative; associazione ArcheoNaute Onlus): “Verona Per una fruizione accessibile del Capitolium di Verona: l’esperienza in realtà aumentata di Verona Time Machine”; 17, E. Demetrescu, T. Ismaelli, S. Berto, S. Bozza (CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale, Roma): “Ricostruire come pratica scientifica: dal dato stratigrafico al modello interpretativo”; 17.30, P. Basso, N. Del Barba (università di Verona): “La ricostruzione delle mura tardoantiche nel settore meridionale di Aquileia”; 18, discussione.

 

Padova. A Palazzo Liviano conferenza di Greta Schonhaut, restauratrice, su “Ricomporre frammenti: dalle microstorie di pittura pompeiana alla ricostruzione del sé” in occasione della mostra “Microstorie di pittura pompeiana” al museo di Scienze archeologiche ed Arte

In occasione della mostra “Microstorie di pittura pompeiana” mercoledì 4 marzo 2026, alle 17, al museo di Scienze archeologiche ed Arte di Palazzo Liviano a Padova, conferenza di Greta Schonhaut, restauratrice e psicologa-psicoterapeuta specializzata I.C.C.R.O.M. già docente perii consiglio d’Europa, su “Ricomporre frammenti: dalle microstorie di pittura pompeiana alla ricostruzione del sé” illustrando il progetto pilota del parco archeologico di Pompei “Un modello nuovo per il recupero della collettività e dell’individuo attraverso la cura dei beni culturali. Il progetto pilota “. A seguire visita guidata alla mostra con ingresso gratuito.

Padova. Per la Giornata mondiale della Lingua Greca, al Liviano “Nel nome di Elena: da Omero a Ritsos. Parole e melodie fra antico e moderno”: letture e musica greca dal vivo con Neochori e Thenis Mavros

In occasione della Giornata mondiale della Lingua Greca, studenti e studentesse dell’università di Padova, in collaborazione con la sezione di Grecistica del dipartimento dei Beni culturali, invitano tutti a un evento di poesia, musica e convivialità per celebrare la lingua, la letteratura e la musica greche nelle sue mille declinazioni, dall’antico al contemporaneo. Appuntamento sabato 7 febbraio 2026, dalle 18, in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano in piazza Capitaniato 7 a Padova, con “Nel nome di Elena, da Omero a Ritsos. Parole e melodie fra antico e moderno”: letture e musica greca dal vivo con Neochori e Thenis Mavros. Insieme per celebrare un patrimonio coinvolgente e uno strumento sempre attuale per comprendere e dare forma alla nostra identità e cultura mediterranea ed europea. La serata sarà dedicata alla bellezza dirompente e rivoluzionaria di Elena e animata dalle letture, a cura degli studenti e delle studentesse, di passi a lei dedicati nella letteratura in greco, da Omero a Ritsos. Le letture si alterneranno dalla musica greca moderna suonata dal vivo da Thenis Mavros e dal gruppo Neochori. Letture a cura di Riccardo Bertelli, Giulia Bolzonello, Giulia Criscuolo, Giorgia Odigitria Cuccia, Sofia D’Urso, Matteo Pio Monteleone, Lorenzo Rocca, Benedetta Scapin, Francesco Secci, Maria Speziani, Matilde Taroni. Con la partecipazione di Monica Baggio, Stefano Caneva, Alessandra Coppola, Sara Minuto, Francesco Scalora.

 

Padova. A Palazzo Maldura, in presenza e online, il seminario “Il Colosseo: dallo scavo archeologico allo studio degli elevati alla modellazione HBIM: conoscenza per la tutela e la valorizzazione”

Martedì 3 febbraio 2026, dalle 14 alle 16, nel Salone di Palazzo Maldura in piazzetta G. Folena 1 a Padova, il seminario “Il Colosseo, dallo scavo archeologico, allo studio degli elevati, alla modellazione HBIM: conoscenza per la tutela e la valorizzazione”, organizzata nell’ambito dell’insegnamento di “Studio e valorizzazione dei contesti di età romana” (prof.ssa Maria Stella Busana) per la Scuola di specializzazione in Beni archeologici e del dottorato di ricerca in Storia, critica e conservazione dei Beni culturali del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Sarà possibile seguire l’incontro anche da remoto al link: https://unipd.zoom.us/j/2792828587. Intervengono Federica Rinaldi (direttrice del museo nazionale Romano), Barbara Nazzaro (architetto, responsabile tecnico del Colosseo, parco archeologico del Colosseo); Angelica Pujia (restauratrice, responsabile Ufficio Restauro, parco archeologico del Colosseo); Fabiano Fumagalli (architetto, collaboratore parco archeologico del Colosseo); Dario Rose (archeologo, collaboratore parco archeologico del Colosseo).

Padova. All’Orto Botanico il convegno “Neumann 100. 1925-2025: dal collezionismo alla ricerca”, a 100 anni dall’acquisizione da parte dell’università di Padova dell’intera collezione con reperti di interesse antropologico, paletnologico, archeologico, geologico, paleontologico e mineralogico. Ecco il programma

Al teatro Botanico all’Orto botanico di Padova, lunedì 26 gennaio 2026, dalle 9.30 alle 18, il convegno “Neumann 100. 1925-2025: dal collezionismo alla ricerca”, organizzato da Centro di Ateneo per i Musei, dipartimento dei Beni culturali, dipartimento di Geoscienze, dipartimento di Biologia, museo della Natura e dell’Uomo, museo di Scienze archeologiche e d’Arte. La partecipazione è gratuita, previa registrazione al form di prenotazione. Il convegno è dedicato a Eugenio Neumann (1847-1928), commerciante triestino, che nel corso della sua vita raccolse una straordinaria collezione con decine di migliaia di beni. In contatto anche con antiquari toscani, collezionisti francesi, studiosi tedeschi e di altri ambiti internazionali, partecipò in prima persona a numerose indagini nelle grotte del Carso, raccogliendo presso la sua abitazione di Trieste molti reperti di interesse antropologico, paletnologico, archeologico, geologico, paleontologico e mineralogico. A cento anni dall’acquisizione dell’intera collezione da parte dell’università di Padova, avvenuta nel 1925, il convegno intende riportare l’attenzione sulle diverse anime di questa raccolta, confluita poi nei vari musei scientifici ora riuniti nel museo della Natura e dell’Uomo e anche nel museo di Scienze Archeologiche e d’Arte. Agli interventi del convegno seguono due visite guidate: al museo di Scienze Archeologiche e d’Arte di Palazzo Liviano, e alle collezioni di Antropologia e di Geologia e Paleontologia del museo della Natura e dell’Uomo.

PROGRAMMA. Teatro Botanico Orto Botanico, 9.30-13: saluti dei direttori dei seguenti Dipartimenti: Beni Culturali; Biologia e Geoscienze; e del presidente del CAM. Interventi: Menegazzi A. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), Zara A. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Cercando Neumann nel Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte: dall’acquisizione del 1925 all’identificazione delle serie archeologiche”; Molinari S. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), Nalesso D. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), “La riscoperta della mineralogia di Neumann: collezione di mineralizzazioni rare e georisorse di difficile identificazione”; Dalla Longa E. (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), Tasca G. (museo civico “Federico De Rocco” di San Vito al Tagliamento, Pordenone), Carrara N. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), “Cercando Neumann nelle collezioni di Antropologia del MNU: tra reperti, carte e cartoni”; Pizzato F.A. (dipartimento Culture e Civiltà, università di Verona e IAUB – Institut d’Arqueologia de la Universitat de Barcelona), “La preistoria dal salotto all’università: Eugenio Neumann e la cultura materiale della scienza dilettante del suo tempo”; Cupitò M. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Il ripostiglio di “Trieste – Corso Greinitz” al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte dell’Università di Padova: un’acquisizione Neumann?”; Zara A. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Faresin E. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Mantovani V. (Independent Researcher), Mazzocchin S. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Eugenio Neumann al Museo del Liviano: studio multidisciplinare di due reperti di età romana”; Moser S. (Institute of Mediterranean and Oriental Cultures, Polish Academy of Sciences, Varsavia), “Non solo Padova: reperti dalle collezioni Neumann nei Musei Civici di Trieste”; Vinazza M. (dipartimento di Archeologia, università di Lubiana), Dalla Longa E. (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), “Le ramificazioni della storia delle ricerche. Il territorio di Škocjan (San Canziano del Timavo, Slovenia orientale) dalle ricerche Neumann ad oggi”; 13-14.30, pausa pranzo libera. Pomeriggio, 14.30-16, Arbulla D. (funzionario direttivo, conservatore del museo civico di Storia naturale di Trieste), “Caverna Pocala: un secolo di scavi, collezioni e scoperte da Neumann ad oggi”; Fornasiero M. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), Del Favero L. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), “Cercando Neumann nella collezione paleontologica del MNU tra dubbi e certezze”; discussione e dibattito. Dalle 16 alle 18, visite guidate al museo di Scienze Archeologiche e d’Arte e alle collezioni di Antropologia, Geologia e Paleontologia del museo della Natura e dell’Uomo.

 

Padova. A Palazzo Maldura il seminario “Una missione archeologica in Afghanistan: racconto di un’esperienza e prospettive di ricerca” con Massimo Vidale e Guido Furlan, dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, e Italo Bettinardi, libero professionista

Nell’ambito dell’insegnamento di Metodologia della ricerca archeologica tenuto dal prof. Massimo Vidale (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova) venerdì 19 dicembre 2025, dalle 16.30 alle 18.30, nell’aula B di Palazzo Maldura a Padova, Massimo Vidale e Guido Furlan, dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, e Italo Bettinardi, libero professionista, terranno un seminario sul tema “Una missione archeologica in Afghanistan: racconto di un’esperienza e prospettive di ricerca”. Sono invitati a partecipare tutti gli interessati.

Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale per “Un tè al Museo” incontro “Armonie perdute. I suoni dell’antichità” con Mario La Rosa (università di Padova): un viaggio sensoriale nel tempo, alla scoperta di come suonavano il mondo e la vita quotidiana nell’antichità

Per millenni, la musica e i suoni hanno scandito ogni aspetto dell’esistenza umana: dal sacro al profano, dal lavoro alla festa, dalla guerra ai riti funebri. Ma quali melodie risuonavano davvero nell’antica Grecia, a Roma o nei villaggi dell’Età del Bronzo? E quali strumenti venivano utilizzati? Come suonava il mondo nell’antichità? Se ne parla domenica 14 dicembre 2025, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro), nell’incontro “Armonie perdute. I suoni dell’antichità”, per il ciclo di incontri “Un Tè al Museo”, unisce la piacevolezza di un momento conviviale all’approfondimento di temi legati al patrimonio archeologico e alla storia antica. Per questo nuovo appuntamento, il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine invita il pubblico a un viaggio sensoriale nel tempo, alla scoperta di come suonavano il mondo e la vita quotidiana nell’antichità. A guidare i visitatori e le visitatrici in questo affascinante percorso di riscoperta sarà Mario La Rosa, archeologo e dottorando al dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Attraverso l’analisi delle fonti letterarie, iconografiche e, soprattutto, dei rari reperti archeologici, il Dott. La Rosa svelerà i segreti degli antichi strumenti musicali, come il flauto di Pan e la cetra ad esempio, e ne ricostruirà il ruolo sociale, religioso e culturale. L’iniziativa ricade nell’ambito del progetto MUSE — MUSical Ecosystems of Ancient Northern Italy (XIII B.C. – VII C.E.) PRIN 2022 DD 104 — Codice Progetto: 2022W2CBXS Dipartimento dei Beni Culturali – Università degli Studi di Padova. Come di consueto, “Un Tè al Museo” propone una formula di dialogo informale e rilassato, offrendo ai partecipanti una tazza di tè caldo per favorire la condivisione e il confronto attorno a temi che uniscono passato e presente. Sarà un’occasione unica per riflettere non solo sulla musica in sé, ma anche sulla capacità dei suoni di evocare e ricostruire contesti storici lontani. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti: 0425 668523, drm-ven.museofratta@cultura.gov.it.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale presentazione del progetto “Patricom. I patrimoni delle comunità: nuove narrazioni per un turismo culturale sostenibile in Veneto” promosso dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova con Scatola Cultura. Ecco il programma

Una nuova risorsa digitale per un turismo culturale sostenibile e di comunità nel territorio rodigino. È la piattaforma Patricom che sarà presentata domenica 16 novembre 2025, alle 16.30, in sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Adria, in via Badini 59 ad Adria (Ro), nell’ambito del progetto “Patricom. I patrimoni delle comunità: nuove narrazioni per un turismo culturale sostenibile in Veneto” promosso dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova in partenariato con l’impresa culturale Scatola Cultura. Il programma: I LUOGHI DEL CINEMA NEL POLESINE, nuove narrazioni per un turismo sostenibile. Presentazione pubblica dei testi e delle videointerviste sul cinema del Polesine realizzati nell’ambito della ricerca. A cura di Giulia Lavarone, Farah Polato e Martina Nisticò, con la collaborazione del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria. ARCHEOVENETO, il portale per conoscere l’archeologia nel Veneto. Presentazione pubblica del portale web dedicato al patrimonio archeologico regionale, con particolare riferimento alla provincia di Rovigo. A cura di Jacopo Bonetto, Andrea Raffaele Ghiotto e Vittoria Scaroni, con la collaborazione della Regione del Veneto, la direzione regionale Musei nazionali del Veneto e le soprintendenze Archeologia Belle arti e Paesaggio con sede a Padova Verona e Venezia. Interverrà all’incontro Stefania Paiola, in rappresentanza dell’impresa culturale Scatola Cultura. Alle 18 verrà offerto un piccolo rinfresco a tutti i presenti. Sono invitati a partecipare tutti gli interessati.

Padova. Ai musei Eremitani la conferenza “Un legame inaspettato tra Padova, Venezia…e il giovane Pigorini studioso di numismatica” con Michele Asolati (unipd), quinto appuntamento del ciclo “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)” a cura di Michele Cupitò e Silvia Paltineri (unipd). E a Palazzo Zuckermann la mostra “Medaglie incomparabili…di…sublime antichità” curata da Asolati

Giovedì 13 novembre 2025, alle 17.30, in sala del Romanino, ai Musei Eremitani di Padova, la conferenza “Un legame inaspettato tra Padova, Venezia…e il giovane Pigorini studioso di numismatica” con Michele Asolati, numismatico del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, quinto appuntamento del ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, organizzato dalle cattedre di Preistoria e Protostoria ed Etruscologia e antichità italiche, del dipartimento di Beni culturali dell’università di Padova, in collaborazione con il Comune e i Musei Civici di Padova e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Il prof. Michele Asolati, numismatico del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova

Luigi Pigorini è stato il padre fondatore della Paletnologia in Italia tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del XX secolo, guadagnandosi in questo modo fama internazionale e anche la nomina a Senatore del Regno nel 1912. “Meno noto”, spiega Asolati, “è il fatto che, accanto agli studi preistorici, in giovane età aveva coltivato un vivo interesse anche in campo numismatico. Tale interesse era indirizzato sia alle serie antiche, in particolare romane, sia soprattutto verso la moneta moderna di produzione emiliana, specie della famiglia Farnese. Esito di questa attenzione dedicata alla moneta e ad altre categorie di manufatti di interesse numismatico, quali per esempio i sigilli, sono state numerose pubblicazioni monografiche e su riviste italiane, date alle stampe soprattutto durante il periodo in cui fu direttore del regio museo d’Antichità di Parma che conservava una ricca collezione di monete antiche, medievali e moderne. Non a caso il Catalogo generale del regio museo d’Antichità di Parma, del quale Pigorini pubblicò innanzi tutto nel 1868 l’Appendice I, esordisce proprio con il repertorio delle monete italiane: la recensione del volume, apparsa sul Bullettino di Numismatica Italiana edito nel giugno del 1868, plaude all’Egregio Conservatore del R. Museo d’antichità di Parma, il sig. D. L. Pigorini, già noto come valente nummografo, e al Catalogo stesso, terminando con l’augurio che l’egregio signor Dott. Luigi Pigorini trovi degli imitatori negli altri Conservatori dei Musei Nazionali”.

Monete conservate nel Medagliere del museo Archeologico dii Parma, nel Complesso della Pilotta (foto complesso pilotta)

“I suoi lavori in questo campo e la sua funzione al museo di Parma”, continua Asolati, “gli permisero di prendere e coltivare contatti con molti dei più importanti studiosi italiani della moneta antica e post-antica, contatti dei quali si conserva traccia nell’epistolario conservato presso il Fondo Pigorini dell’università di Padova, nonché in molti altri epistolari dei suoi corrispondenti. Proprio da questa documentazione emerge come Pigorini abbia avuto relazioni significative anche con l’ambiente dei numismatici veneti, specie veneziano e padovano. A Venezia fu in contatto con Vincenzo Lazari, direttore del museo Correr e notissimo studioso di moneta veneziana e italiana in genere, mentre a Padova fu in relazione epistolare con la dirigenza dell’allora neonato museo Bottacin, una istituzione civica con una spiccata vocazione numismatica. Conobbe in questo modo sia il fondatore del Museo, Nicola Bottacin, sia il primo conservatore, Carlo Kunz. Tale legame con il museo Bottacin ha ancora oggi un riscontro materiale che va oltre lo scambio epistolare, perché Pigorini, secondo il costume dell’epoca, cedette a questo istituto molte monete romane repubblicane e medievali e moderne di zecche italiane del museo d’Antichità di Parma. Di queste è possibile rintracciare ancora oggi la connessione con il Pigorini numismatico grazie ai registri e agli inventari del museo Bottacin di Padova. Per questo motivo – conclude Asolani – una parte è di questi esemplari è stata esposta alla mostra dedicata al collezionismo numismatico padovano, intitolata “Medaglie incomparabili…di…sublime antichità. La cultura della moneta antica a Padova tra Cinquecento e Novecento” (Padova, Palazzo Zuckermann, 26 settembre-16 novembre 2025)”.

Mostra “Medaglie incomparabili…di…sublime antichità. La cultura della moneta antica a Padova tra Cinquecento e Novecento”. Da uno straordinario tesoro antico disperso al collezionismo numismatico del XIV secolo, fino alle collezioni che ancora oggi alimentano e rendono preziose le raccolte delle istituzioni cittadine. È forte il legame di Padova con il mondo della moneta antica. Ed oggi a testimoniarlo, portando alla luce anche preziosi documenti e reperti inediti, sono tre pilastri culturali della città: il Comune di Padova con i Musei civici, l’università di Padova con il dipartimento dei Beni culturali e la Biblioteca del Seminario vescovile di Padova. Insieme presentano la mostra “Medaglie incomparabili…di…sublime antichità. La cultura della moneta antica a Padova tra Cinquecento e Novecento”, realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. L’esposizione, ospitata a Palazzo Zuckermann fino al 16 novembre 2025, propone di ripercorrere la tradizione numismatica del territorio illustrando con monete, medaglie, coni, manoscritti, fotografie e libri a stampa, non solo le collezioni ancora oggi presenti a Padova, ma anche il rapporto con la cultura padovana e veneta, ancora oggi radicata e vitale.

Altino (Ve). Al parco archeologico avviata la nuova campagna di scavo alla ricerca del foro romano. Durerà due mesi. La direttrice Marianna Bressan: “Per la prima volta indagheremo il cuore monumentale di Altino romana”

Parco archeologico di Altino: partita la prima indagine archeologica alla ricerac del foro romano (foto parco archeologico altino)

17 anni dopo l’aero-fotointerpretazione che ha fotografato la città sepolta. Tre anni dopo l’avvio della procedura di espropriazione. Un anno e mezzo dopo l’istituzione del Parco archeologico. Sei mesi dopo la conclusione dell’espropriazione…  Il 6 novembre 2025 la prima bennata alla ricerca del foro romano di Altino. Il parco archeologico di Altino – parte dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna – ha dato l’avvio alla nuova campagna di scavi concentrata nell’area che, secondo le indagini predittive, avrebbe ospitato il foro della città di età romana. Questa campagna è la prima ad insistere su un’area così centrale dell’antico abitato e si aggiunge agli scavi già effettuati in anni recenti nell’Area archeologica del decumano (2022-2024). La ricerca è promossa e condotta direttamente dal parco archeologico di Altino (Ve) con un finanziamento dedicato da parte della direzione generale Musei, e vede coinvolti, oltre allo staff tecnico del Parco, il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e alcuni specialisti archeologi liberi professionisti. Come è consuetudine e non appena gli scavi restituiranno risultati significativi, il parco archeologico di Altino organizzerà un appuntamento di scavi aperti al pubblico: un momento di incontro e divulgazione che riscuote sempre grande interesse e che rientra nel continuo impegno del Parco per valorizzare e rendere accessibile la ricerca archeologica nella sua dimensione più viva e partecipata.

Massimo Osanna, direttore generale dei Musei (foto mann)

“Nei musei e parchi archeologici la ricerca non è un’attività accessoria, ma un aspetto fondante della loro missione”, afferma il direttore generale Musei, Massimo Osanna. “Attraverso lo studio e lo scavo archeologico possiamo far progredire la conoscenza del nostro patrimonio e garantire forme più adeguate di tutela, di fruizione e di accessibilità. Quando i risultati vengono tempestivamente comunicati, Musei e Parchi si trasformano in luoghi vivi, in costante aggiornamento e in dialogo continuo con i propri pubblici. Per questo il Ministero della Cultura ha destinato fondi specifici a campagne di scavo in numerosi Parchi archeologici nazionali, promuovendo anche le attività svolte in collaborazione con Università e istituti di ricerca. Un impegno che consolida il ruolo del Sistema museale nazionale come laboratorio di conoscenza e innovazione”.

Marianna Bressan direttore dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della laguna (foto drm-veneto)

“Con questi scavi indagheremo per la prima volta il cuore monumentale di Altino romana”, interviene Marianna Bressan, direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna e del parco archeologico di Altino. “Di questa parte di città si conosce solo una sorta di radiografia, restituita attraverso l’interpretazione delle tracce del remote sensing e delle prospezioni geofisiche. Ora abbiamo la possibilità di dare sostanza, attraverso lo scavo stratigrafico, a quanto previsto con le indagini non invasive. L’interesse della ricerca è dunque duplice: da un lato, testare l’efficacia delle previsioni prodotte dagli strumenti tecnologici, dall’altro, naturalmente, conoscere la consistenza delle tracce sepolte e decrittarne la complessità per scrivere un nuovo capitolo della storia di Altino”.

Pubblico numeroso agli appuntamenti “Scavi aperti” nel parco archeologico di Altino (foto vlman)

Le ricerche si concentreranno in particolare nella zona meridionale del foro. Lo scavo ha infatti l’obiettivo di approfondire i risultati del progetto realizzato tra il 2007 e il 2009 dall’università di Padova in collaborazione con la Soprintendenza e la Regione del Veneto, che aveva individuato, tramite l’interpretazione di foto aeree e satellitari e prospezioni geofisiche sul terreno, l’assetto urbanistico dell’antica città, mappandone strade, isolati, edifici pubblici. In particolare la ricognizione era riuscita a individuare le tracce del cuore monumentale del centro abitato: il foro, i due teatri e, subito fuori dal perimetro urbano, l’anfiteatro, riconoscibile dalla sua forma tipicamente ellittica. I terreni interessati dagli scavi sono di recente acquisizione demaniale e per la prima volta saranno oggetto di scavo archeologico. Questo aspetto rende la ricerca la più significativa per il sito, nel quale, soprattutto negli ultimi anni, non sono mancati gli scavi, diretti dal Parco o dati in concessione alle università Ca’ Foscari di Venezia e di Padova.

Veduta da drone del quartiere residenziale augusteo nell’area archeologica di Altino (foto Samir Sayed Abdellattef e Giacomo Vidoni / drm-veneto)

La durata prevista dello scavo è di due mesi e si attendono risultati interessanti dal punto di vista archeologico. “Le indagini da remoto lavorano su grandi scale e fotografano ampie superfici per restituire un quadro d’insieme orizzontale”, aggiunge Bressan, “lo scavo, per limiti oggettivi di tempi e costi, si concentra in un settore molto ridotto rispetto ai grandi monumenti che ambisce a indagare. Per contro, permetterà di scendere verticalmente e di conoscere le successive fasi di attività antropica nel settore, restituendo così la successione storica degli eventi. Sarà interessante inoltre verificare la consistenza dei resti archeologici sepolti, onde valutarne in futuro la valorizzazione nel contesto di una nuova area archeologica aperta al pubblico”. Lo scavo si articolerà in tre fasi: un primo momento – affidato al team della prof. Rita Deiana, direttrice del Centro interdipartimentale di Ricerca per i Beni culturali dell’università di Padova – in cui si effettuerà una nuova serie di prospezioni da aria e da terra, per posizionare il saggio di scavo nel punto più strategico; successivamente gli archeologi della ditta Malvestio s.n.c., affiancando la direzione del Parco, si occuperanno della campagna di scavo vera e propria, cui seguirà la restituzione dei risultati accompagnata dai rilievi topografici e dallo studio dei reperti mobili raccolti durante lo scavo.