Vicenza. Nei sabati di gennaio visite guidate nell’area archeologica di Corte dei Bissari, nel cuore antico della città, sotto la Basilica Palladiana: dai Veneti antichi ai Romani e ai Longobardi

Dai Veneti antichi ai Romani e ai Longobardi: le loro tracce si possono scoprire nell’area archeologica di Corte dei Bissari, piccolo gioiello di storia nel cuore di Vicenza. Per tutti i sabati di gennaio, annuncia la soprintendenza Archeologia belle arti e Paesaggio di Verona Vicenza e Rovigo, alle 14.45 e alle 15.15, sono organizzati due turni di visite guidate proposta dalla Cooperativa sociale Scatola cultura per conto dei Musei Civici di Vicenza. Il costo della visita è di 4 euro. È consigliata la prenotazione al 3774360180 o scrivendo una email a didattica.museivicenza@scatolacultura.it. L’accesso sarà consentito nel rispetto delle normative Covid vigenti. E alle 15.45, visite guidate anche alla mostra “La fabbrica del Rinascimento” in Basilica. “Doppia occasione da non perdere”, suggeriscono gli organizzatori. Info e tariffe allo 0444326418, info@mostreinbasilica.it

Incastonata all’interno della Basilica palladiana, l’area archeologica di Corte Bissari si presenta come un vero e proprio palinsesto della storia di Vicenza dalla fondazione dei Veneti antichi all’età rinascimentale. Il sito è di particolare interesse per la ricostruzione urbanistica di un settore residenziale dell’antica Vicetia, all’epoca adiacente al Foro cittadino. Attraverso le visite guidate il visitatore può immergersi nella realtà viva di un’epoca lontana, ripercorrendo la strada romana attraverso le strutture antiche e un’accurata selezione di materiali archeologici, recuperati nel corso dello scavo.

L’area archeologica ha un’estensione di 150 metri quadrati ed è dotata di passerella da cui si possono vedere reperti con inserti a pavimento in vetro trasparente che permettono di apprezzare quanto rimane della strada romana. Il percorso è arricchito da un apparato didattico essenziale articolato in titoli, sottotitoli e didascalie, anche in lingua inglese. Nell’area sono state recuperate non solo le strutture antiche conservate, ma anche una selezione dei materiali archeologici rinvenuti nel corso dello scavo, esposti in alcune vetrine dedicate rispettivamente all’età protostorica (VII-II secolo a.C.), alla prima romanizzazione (II-I secolo a.C.) e all’età romana e tardo-romana (I-V secolo d.C.). Una vetrina, posizionata in corrispondenza della ricostruzione della sepoltura longobarda, ospita una preziosa crocetta aurea.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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