Torino. Il 26 aprile riapre il museo Egizio con un nuovo progetto espositivo dedicato alla ricerca (“Nel laboratorio dello studioso”, mostre bimestrali) e un rinnovato impianto di illuminazione. Prenotazione obbligatoria


Immagini 3D dei sarcofagi egizi nella mostra “Archeologia invisibile” al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)
Il museo Egizio di Torino pronto a riaprire lunedì 26 aprile 2021 con un nuovo progetto espositivo “Nel laboratorio dello studioso”, un ciclo di mostre bimestrali per scoprire il dietro le quinte della propria attività di ricerca. Lunedì 26 aprile 2021 il museo Egizio è dunque pronto ad accogliere nuovamente il pubblico, oltre che con la sua ricca collezione e la mostra temporanea “Archeologia Invisibile”, anche con un nuovo progetto espositivo e un impianto di illuminazione rinnovato e potenziato per una migliore esperienza di visita. Per l’ingresso in museo sarà obbligatoria la prenotazione online con almeno un giorno di anticipo: sull’apposita sezione del sito (https://museoegizio.it/tickets-shop) i visitatori potranno scegliere la fascia oraria preferita e dovranno poi presentarsi all’ingresso con il biglietto elettronico. L’orario di apertura osservato sarà quello ordinario: il lunedì dalle 9 alle 14 e dal martedì alla domenica dalle 9 alle 18.30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Resta in vigore il tariffario promozionale già sperimentato lo scorso febbraio: il prezzo d’ingresso è stato fissato a 12 euro, con biglietto ridotto a 10 euro; il ridotto studenti (15-18 anni e universitari) resta a 2 euro, così come il Ridotto Junior a 1 euro per la fascia 6-14 anni. Mantenuto il Family Ticket, dedicato ai nuclei composti da due adulti e due minorenni, al costo di 24 euro. In osservanza delle prescrizioni di sicurezza le visite guidate di gruppo, sempre acquistabili online, saranno limitate alla partecipazione di un massimo di 20 persone.

Il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco (foto museo Egizio)

Evelina Christillin, presidente del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)
“Poter riaprire il Museo significa poter restituire alla collettività un luogo e un patrimonio che appartengono a tutti, e non possiamo che essere lieti di ciò”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio. “Nel farlo intendiamo dare ancora una volta centralità alla ricerca e alla biografia degli oggetti, come testimoniato dal progetto espositivo Nel laboratorio dello studioso, che mette al centro l’incessante lavoro che il museo svolge per indagare e rendere sempre più accessibile la propria collezione”. “Siamo pronti e soprattutto felici di accogliere nuovamente nelle sale i visitatori”, aggiunge la presidente, Evelina Christillin, “ritenendo che i musei rappresentino un servizio pubblico essenziale, ci auguriamo di poterlo fare con continuità e sempre all’insegna della sicurezza. Nei mesi di chiusura, dalla primavera 2020 a oggi, non abbiamo mai interrotto la nostra attività: dalla ricerca, alle mostre, al rinnovamento degli spazi espositivi, abbiamo continuato a lavorare a numerosi progetti: in particolare l’implementazione dell’impianto illuminotecnico, che offrirà al pubblico una visione assai più efficace dei reperti del Museo”.

La riapertura del 26 aprile 2021 permetterà infatti ai visitatori di apprezzare il rinnovato impianto di illuminazione implementato dal Museo: gli interventi riguardano in particolare l’inserimento di nuove luci interne ed esterne alle vetrine che permettono una migliore illuminazione dei reperti e, in particolare, di poterne osservare anche i più piccoli dettagli, come incisioni e bassorilievi. Le luci installate, di ultima generazione, garantiscono inoltre una ottimale conservazione dei reperti, con caratteristiche ad hoc a seconda dei materiali e del tipo di oggetto. Un progetto strategico fortemente voluto dall’istituzione iniziato durante i difficili mesi della pandemia e i cui lavori, dopo un’accelerazione durante la chiusura, sono quasi giunti a compimento.

In occasione della riapertura sarà possibile visitare il nuovo progetto espositivo del museo Egizio, “Nel laboratorio dello studioso”: un ciclo di mostre allestita in uno spazio al primo piano, per mettere sotto la lente di ingrandimento una serie di reperti della collezione e offrire ai visitatori un approfondimento inedito sulle storie che custodiscono e sulle ricerche realizzate da curatori e studiosi. Ogni due mesi la mostra sarà dedicata a un reperto diverso, che verrà indagato dal punto di vista archeologico, storico, attraverso studi e analisi, e in collegamento con altri oggetti. A rimanere sempre al centro della scena sarà la ricerca: “Nel laboratorio dello studioso” nasce infatti con lo scopo di avvicinare il visitatore all’attività scientifica che quotidianamente si svolge sugli oggetti esposti nelle sale e custoditi nei magazzini. Il primo oggetto protagonista della mostra è la statua di Hel: di epoca Ramesside (XIX dinastia, 1279-1213 a.C. circa), rappresenta una donna seduta su uno sgabello con cuscino, che stringe nella mano sinistra un fiore di loto e nella destra una collana di perline con contrappeso metallico, detta menat, uno strumento musicale rituale usato nel culto della dea della sensualità, Hathor. Oltre all’oggetto “protagonista” della mostra, sono presenti altre quattro vetrine che approfondiscono i temi evocati dalla statua di Hel: in particolare le caratteristiche dell’arte e dell’attività scultorea del periodo, ma anche i culti religiosi e gli strumenti musicali rituali come la menat e il sistro.


L’egittologo Federico Poole
L’esposizione dedicata alla statua di Hel, che durerà fino al 27 giugno 2021, è a cura di Federico Poole, curatore al museo Egizio dal 2013. All’interno del dipartimento Collezione e Ricerca, Poole si occupa dell’editoria scientifica del museo e dirige la Rivista del Museo Egizio. Ha curato la mostra temporanea “Il Nilo a Pompei” (2016) e ha collaborato all’allestimento della collezione egiziana del museo Archeologico nazionale di Napoli. Ecco il calendario delle prossime mostre che saranno realizzate nello spazio de “Nel laboratorio dello studioso”: luglio-agosto 2021, “Ad Astra, la decifrazione della tavola stellare di Mereru” (a cura di Enrico Ferraris); settembre-novembre 2021, “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha” (a cura di Paolo Marini); novembre 2021 – gennaio 2022, “Gatti, falchi e anguille. I bronzi votivi per mummie animali” (a cura di Johannes Auenmueller); gennaio – marzo 2022, “Un santuario portatile per la dea Anuket” (a cura di Paolo Del Vesco); marzo – maggio 2022, “Il Libro dei Morti di Baki, Scriba del Signore delle Due Terre” (a cura di Susanne Töpfer).
Torino. Al museo Egizio Anna Consonni del museo Egizio di Firenze su “Gli annessi economici nord del Ramesseum: nuove prospettive di ricerca. Gli scavi italiani nel quadro della Missione franco-egiziana”. Conferenza on line in collaborazione con Acme

Dal 2017 un gruppo di ricerca italiano è associato agli scavi condotti dalla Missione franco-egiziana sull’area del Ramesseum, diretta da Christian Leblanc nell’ambito della missione archeologica francese di Tebe Ovest (MAFTO), in partnership con il Centro di Studi e Documentazione sull’Antico Egitto (CEDAE, Egyptian Ministry of Antiquities), l’associazione per la salvaguardia del Ramesseum (ASR) e il Centro di Egittologia Francesco Ballerini (CEFB). Martedì 13 aprile 2021, alle 18, il museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME (associazione amici collaboratori del museo Egizio di Torino) presenta la conferenza egittologica online “Gli annessi economici nord del Ramesseum: nuove prospettive di ricerca. Gli scavi italiani nel quadro della Missione franco-egiziana”, tenuta da Anna Consonni, curatrice della sezione “Museo Egizio” presso il museo Archeologico nazionale di Firenze, che si focalizzerà sugli scavi italiani al Ramesseum. La conferenza si terrà in italiano e sarà introdotta da Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’incontro verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Agli archeologi italiani è stata affidata in particolare la ripresa degli scavi negli “annessi nord”, una serie di strutture in mattoni crudi, che coprono un’area di circa 12mila mq ed erano parte del complesso economico-amministrativo del Tempio. La destinazione originaria di questi ambienti, indagati nei secoli passati in modo non esaustivo, non è in molti casi ancora chiara. Allo stesso modo necessita di essere meglio definita la dinamica complessa di riutilizzo che l’area ha subito a partire dal Terzo Periodo Intermedio. Le nuove ricerche, condotte con l’ausilio di moderne metodologie e un approccio multidisciplinare, hanno già consentito di raccogliere nuove interessanti informazioni.

L’archeologa Anna Consonni, curatrice del museo Egizio di Firenze
Anna Consonni si è laureata in Egittologia all’università di Milano e specializzata nella stessa università in Preistoria e Protostoria, e ha conseguito il dottorato in Egittologia all’università di Pisa con una tesi sulle ceramiche provenienti dai contesti funerari presenti sull’area del Tempio di Milioni di Anni di Amenhotep II a Luxor (Egitto). Ha partecipato a numerosi scavi preistorici e protostorici in Italia, sia da libero professionista che in collaborazione con Università e Istituti di Ricerca, partecipando inoltre a diverse missioni archeologiche in Egitto. Dal 2018 al 2020 è stata funzionario archeologo al museo Archeologico nazionale di Taranto dove è stata curatore delle sezioni dedicate alla Preistoria-Protostoria e alla cultura indigena, e responsabile dell’area operativa “Educazione e Ricerca, Servizi al Pubblico” e dei Servizi educativi. Da gennaio 2021 è in servizio al museo Archeologico nazionale di Firenze, come curatore della sezione “Museo Egizio”.
Torino. Il museo Egizio lancia un nuovo progetto di didattica a distanza per le scuole, oltre 200 le classi già prenotate: un’esperienza digitale a misura di studente
Vivere l’esperienza al museo è impossibile a causa di grandi distanze? Forse un’alternativa c’è: il museo Egizio di Torino propone alle scuole, oltre alle visite in presenza, un’esperienza didattica digitale altrettanto coinvolgente. Per rispondere al complesso momento vissuto dal sistema scolastico italiano per effetto dell’emergenza sanitaria, il museo Egizio promuove infatti una nuova iniziativa dedicata alla formazione degli studenti. Si tratta di un innovativo progetto di didattica a distanza sviluppato in collaborazione con esperti nell’ambito dell’insegnamento e della didattica virtuale: non una semplice lezione online, ma una vera e propria esperienza digitale a misura di studente, da vivere in classe con la guida di un egittologo. Oltre 200 le classi già prenotate. Ciò che è nato come sperimentazione per far fronte all’emergenza Covid, si è trasformata in una occasione di sviluppo dell’area didattica che, anche quando le scuole potranno ritornare al museo Egizio in presenza, sarà possibile continuare rivolgersi a nuovi pubblici: infatti, potranno essere raggiunte scuole ovunque, superando eventuali problemi di mobilità. La didattica a distanza è inoltre disponibile in altre lingue.

“L’iniziativa mira a rafforzare l’alleanza tra Scuole e Museo, pur nella consapevolezza della funzione insostituibile del ‘vivere’ gli spazi espositivi”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio. “Quello che proponiamo è un approccio integrato non alternativo alla visita museale. Si è lavorato molto per raccontare gli oggetti, narrarne la biografia, mettere in relazione artefatti situati in luoghi fisici diversi, facendo ricorso a modalità narrative innovative. La collezione ritrova anche in questo modo la sua dimensione pubblica, indagando e sperimentando un modello di didattica nuovo che mette in dialogo materiale e immateriale, e restituendo al museo il suo ruolo educativo e formativo”. Ed Evelina Christillin, presidente del museo Egizio, aggiunge: “Il museo Egizio ha da sempre dedicato grande attenzione all’offerta formativa per le scuole, accogliendo migliaia di studenti ogni anno. Per questo abbiamo fortemente voluto sviluppare questo progetto di didattica, integrato e digitale, che ci permette di riprendere le attività museali a favore degli istituti scolastici. L’iniziativa in questa prima fase ha già raccolto un grande interesse e apprezzamento, come dimostrano le oltre 230 classi da tutta Italia che hanno effettuato una prenotazione: un dato incoraggiante che ci spinge a continuare a lavorare in questa direzione, sviluppando nuovi percorsi e contenuti, che in futuro vogliamo poter proporre anche alle scuole secondarie superiori”.


Un egittologo tiene il corso in collegamento live con gli studenti (foto museo egizio)
L’esperienza avviene nel corso di un collegamento live con un egittologo: oltre a esplorare alcuni elementi di base sulla cultura faraonica, viene offerta agli studenti l’opportunità di scoprire nel dettaglio i reperti della collezione e di interagire con gli esperti del Museo, per diventare protagonisti attivi dell’incontro. Contributi video, animazioni e grafiche realizzate ad hoc rendono più coinvolgente ed efficaci i contenuti, mentre sono stati previsti anche dei momenti di “motricità” in tema egizio per i ragazzi, al fine di rendere meno statica la fruizione del corso. Inoltre, ciascun percorso didattico è accompagnato da un Vademecum, ispirato ai contenuti specifici dell’incontro, che organizza e approfondisce i temi trattati mediante materiali destinati agli studenti da utilizzare prima, durante e dopo il collegamento con l’egittologo. Due i moduli attualmente disponibili, entrambi rivolti alle scuole primarie: il percorso “Storie di acqua, di terra e di sabbia. Vita quotidiana in Egitto” conduce alla scoperta del territorio, del clima e delle abitudini degli antichi abitanti della Valle del Nilo, mentre il percorso “Storie dell’altro mondo. Religione e culti funerari” offre un focus speciale sui culti e sui riti funerari della cultura faraonica. Gli insegnanti interessati possono trovare la descrizione del format didattico, le modalità di fruizione e il dettaglio dei contenuti nell’apposita sezione dedicata alle scuole del sito web del Museo Egizio (https://egizio.museitorino.it/categoria/scuole/), sviluppata in collaborazione con il concessionario dei servizi museali.
Torino. Al museo Egizio incontro on line con Silvia Giorcelli Bersani e Filippo Carlà-Uhnik autori del volume “Monsieur le professeur… Correspondances italiennes 1853-1888. Theodor Mommsen, Carlo, Domenico, Vincenzo Promis” in dialogo col direttore Greco


La copertina del libro “Monsieur le professeur… Correspondances italiennes 1853-1888. Theodor Mommsen, Carlo, Domenico, Vincenzo Promis” (Ed. Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, Paris 2018)
Nei decenni centrali del XIX secolo, al momento dell’unificazione italiana e tedesca, Torino e Berlino avevano anche stabilito stretti legami scientifici. All’Accademia delle Scienze di Berlino, Theodor Mommsen stava lavorando al grande progetto del Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), il cui quinto volume contiene iscrizioni piemontesi. Mommsen visitò più volte il Piemonte, ma, come in ogni altro luogo, si affidò principalmente all’aiuto di studiosi locali considerati degni della sua fiducia, tra cui l’architetto e storico Carlo Promis. Lunedì 29 marzo 2021 alle 18 il museo Egizio di Torino ospita la presentazione del volume “Monsieur le professeur… Correspondances italiennes 1853-1888. Theodor Mommsen, Carlo, Domenico, Vincenzo Promis” (Ed. Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, Paris 2018), attraverso un dialogo tra gli autori Silvia Giorcelli Bersani e Filippo Carlà-Uhnik, e il direttore del museo Egizio Christian Greco. La conferenza sarà in lingua italiana e verrà trasmessa in streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del museo Egizio.

Nel volume gli autori Silvia Giorcelli Bersani e Filippo Carlà-Uhink ripercorrono le intense collaborazioni scientifiche condivise tra Torino e Berlino nei decenni centrali del XIX secolo. L’Accademia delle Scienze di Torino non fu soltanto il luogo di riferimento per gli studiosi che desideravano avvicinare la straordinaria collezione egizia da poco acquistata ma anche la sede di numerosi progetti culturali di grande rilevanza. Tra questi la compilazione del volume del Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL) a opera del grande storico ed erudito tedesco Theodor Mommsen. Torino e Berlino condividevano intense collaborazioni scientifiche e certamente la raccolta delle iscrizioni latine esistenti in Piemonte mobilitò le migliori intelligenze locali. Mommsen scendeva spesso in Piemonte per censire le epigrafi e per partecipare alle sedute dell’Accademia delle Scienze di Torino, di cui era socio. Egli poteva contare sull’aiuto di molti studiosi locali e soprattutto di Carlo Promis, docente di architettura al Politecnico, fine studioso di antichità e maestro dell’epigrafia piemontese: Carlo Promis, il fratello Domenico e il nipote Vincenzo, erano al centro di una straordinaria rete di intellettuali di alto profilo, tra i quali Prospero Balbo, Amedeo Peyron, Costanzo Gazzera, Ariodante Fabretti e altri. Il volume presenta l’edizione critica della corrispondenza tra Mommsen e i tre Promis e ricostruisce lo scenario politico e culturale nel quale nacque il volume delle iscrizioni romane piemontesi, ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile per gli studi di storia romana e di epigrafia latina.

La prof.ssa Silvia Giorcelli Bersani dell’università di Torino
Silvia Giorcelli Bersani insegna Storia romana ed Epigrafia latina all’università di Torino e, dall’anno 2020/21, Storia delle donne romane. Studia i processi di romanizzazione in area cisalpina con particolare riferimento alle strutture istituzionali, sociali, religiose delle comunità urbane; si interessa di ricezione del passato romano tra XVI e XX secolo, con attenzione alla storiografia e alle antichità sabaude. Ha presieduto il Comitato Pari Opportunità e il Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo torinese ed è attualmente presidente del corso di laurea magistrale in Archeologia e Storia antica e vicedirettrice della Scuola di Scienze Umanistiche. Per il volume “L’impero in quota. I Romani e le Alpi” (2019) ha vinto il Premio Itas del Libro di montagna 2020 (sezione Vita e Storie di montagna) e il Premio Mario Rigoni Stern 2020.

Il prof. Filippo Carlà-Uhink dell’università di Potsdam (foto kaya neutzer)
Filippo Carlà-Uhink è dal 2018 professore ordinario di Storia antica all’università di Potsdam (Germania). Laureato in Lettere classiche all’università di Torino, ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze dell’Antichità all’università di Udine e l’abilitazione al ruolo di professore in Germania alla Technische Universität Dresden nel 2016. I suoi filoni di ricerca principali sono la storia sociale ed economica del mondo antico, la storia culturale e della mentalità e la ricezione dell’antico nella cultura popolare moderna e contemporanea.

Il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco (foto museo Egizio)
Christian Greco è direttore del museo Egizio dal 2014. Ha guidato e diretto il progetto di ri-funzionalizzazione, il rinnovo dell’allestimento e del percorso espositivo, concluso il 31 marzo 2015, che ha portato alla trasformazione dell’Egizio, da museo antiquario a museo archeologico. Formatosi principalmente in Olanda, è un egittologo con una grande esperienza in ambito museale: ha curato moltissimi progetti espositivi e di curatela in Olanda, Giappone, Finlandia, Spagna e Scozia. Alla direzione del museo Egizio ha sviluppato importanti collaborazioni internazionali con musei, università ed istituti di ricerca di tutto il mondo. La sua forte passione per l’insegnamento lo vede coinvolto nel programma dei corsi dell’università di Torino e di Pavia, della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, della New York University di Abu Dhabi e della Scuola IUSS di Pavia con corsi di cultura materiale dell’antico Egitto e di museologia. Il lavoro in campo archeologico è particolarmente importante: è stato membro dell’Epigraphic Survey of the Oriental Institute of the University of Chicago a Luxor e, dal 2015, è co-direttore della missione archeologica italo-olandese a Saqqara. Al suo attivo ha molteplici pubblicazioni divulgative e scientifiche in diverse lingue e numerose partecipazioni a convegni internazionali di egittologia e di museologia come keynote speaker.
Torino. Al museo Egizio il prof. Yuval Goren dell’università Ben Gurion del Negev presenta gli strumenti scientifici per “decodificare” i segreti dell’archivio delle Tavolette di Amarna. Conferenza on line in collaborazione con Acme

Fin dalla loro scoperta, le tavolette di Amarna hanno fornito informazioni significative sulle interazioni politiche e culturali tra l’Egitto e il Vicino Oriente durante il periodo del Nuovo Regno. Il professor Yuval Goren ne parla martedì 9 marzo 2021, alle 18, nella conferenza egittologica on line promossa dal museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME: “Texts, Archaeology and Science. Material Investigations of the Amarna Tablets and other Ancient Near Eastern Texts Unveiling Levantine Egyptian Interactions”. La conferenza si terrà in lingua inglese e sarà introdotta da Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

I dati archeologici così come quelli storici indicano l’esistenza di un sistema amministrativo egiziano a Canaan, che controllava le città-stato satellite, le quali mantenevano a loro volta un limitato grado di autonomia. Tuttavia l’origine di numerose tavolette ci è sconosciuta: all’interno di questo contesto di ricerca archeologica, l’applicazione di tecniche scientifiche allo studio dei materiali archeologici è sempre più importante. Utilizzando metodi analitici adeguati è possibile scoprire importanti informazioni come la provenienza delle materie prime, i processi di fabbricazione e le tecnologie applicate agli oggetti, la persistenza di particolari tradizioni e interazioni culturali. La conferenza presenterà i risultati di un progetto di ricerca in corso, che mira a utilizzare tali strumenti scientifici per “decodificare” i segreti dell’archivio di Amarna e di altri importanti archivi e testi del Vicino Oriente antico.

Il prof. Yuval Goren (foto Dani-Machlis / Ben Gurion University)
Yuval Goren è professore di archeologia all’università Ben Gurion del Negev dal 2016. Nel 1992 ha conseguito il dottorato di ricerca all’università Ebraica di Gerusalemme e ha lavorato per diversi anni come capo del laboratorio petrografico presso l’Autorità israeliana per le antichità. Goren ha avviato e diretto il corso di laurea in Archeologia e Archeomateriali e del Laboratorio di microarcheologia comparata all’università di Tel Aviv. All’università Ben Gurion del Negev ha istituito il corso Track for Archaeomaterials and Conservation Sciences (TACS). La sua ricerca si concentra sulle prime tecnologie e sulla provenienza di ceramiche, intonaci e oggetti metallici, per il cui studio utilizza metodi mineralogici, strutturali e geochimici. Goren ha diretto gli scavi archeologici dei siti di età Calcolitica nel deserto del Negev occidentale in Israele e nella città del I millennio a.C. a Tel Sochoh. Dal 2019 co-dirige i nuovi scavi al santuario calcolitico di Ein Gedi nel deserto della Giudea.
Piemonte in zona arancione. Da oggi il museo Egizio è chiuso al pubblico, ma l’attività non si ferma. Disponibile un nuovo virtual tour (gratuito) al cuore della collezione: è possibile scoprire da remoto le sale di Deir el-Medina e della tomba di Kha, tra modelli 3D e approfondimenti video

Da lunedì 1° marzo 2021 la Regione Piemonte passa in zona arancione. Ciò significa che il museo Egizio di Torino, come le altre istituzioni culturali della regione, è costretto a chiudere di nuovo le porte al proprio pubblico. “Ma il museo non si ferma”, assicura il direttore Christian Greco. “La ricerca continua, anzi non si è mai fermata; come continua il dialogo con il nostro pubblico attraverso il sito web e i canali social”. È il museo digitale (rinnovato sito web, piattaforma dei papiri, le schede di 3500 reperti già disponibili, gli incontri on line) che si affianca al museo fisico: “E questo non lo dobbiamo vedere come una situazione contingente, ma rappresenta il futuro: il museo integrato, dove ricerca e comunicazione concorrono a rafforzare la conoscenza delle collezioni e l’approfondimento delle tematiche dell’antico, della conservazione, della promozione, della valorizzazione, del coinvolgimento del territorio”. In questa filosofia si inserisce la proposta del museo Egizio di Torino di implementazione degli strumenti digitali a disposizione del suo pubblico, che non significa solo appassionati ma anche studiosi e studenti: da oggi è infatti disponibile un nuovo virtual tour (all’indirizzo https://virtualtour.museoegizio.it/ ), assolutamente gratuito, che permette di visitare da remoto le sale che costituiscono il vero fiore all’occhiello della collezione torinese, quelle dedicate al villaggio di Deir el-Medina e alla tomba di Kha, che custodiscono reperti preziosissimi frutto degli scavi novecenteschi della Missione Archeologica Italiana. A partire da una serie di foto panoramiche a 360 gradi in alta definizione, il tour virtuale ricostruisce gli ambienti dedicati ai reperti provenienti dalla tomba intatta dell’architetto Kha e di sua moglie Merit, e dal villaggio degli artigiani e degli operai di Deir el-Medina.

Il virtual tour è il frutto di quasi un anno di lavoro curato da Federico Taverni e Nicola Dell’Aquila, responsabili del patrimonio fotografico dell’Egizio, che durante il lockdown hanno riflettuto su come comunicare al meglio le collezioni. Oltre a potersi muovere tra le vetrine, l’utente ha a disposizione molteplici strumenti che ampliano l’esperienza di visita: a partire da una serie di modelli 3D (circa dieci) degli oggetti esposti, realizzati attraverso la tecnica della fotogrammetria e che offrono la possibilità di osservare i reperti con una precisione e un dettaglio inediti. “Il famoso papiro di Kha, lungo 14 metri”, ricordano ad esempio i due curatori, “è stato scansionato con 45 fotografie, che permettono di ingrandire ogni particolare: uno strumento utile per rispondere a ogni curiosità, ma anche agli interessi degli esperti”.

Tra i reperti disponibili vale la pena di citare la cappella di Maia, nella quale è possibile “entrare” per la prima volta, per osservare da vicino le variopinte pitture. Posizionando il cursore lungo il percorso è inoltre possibile accedere a ben 18 video di approfondimento, per scoprire le sale e i reperti più importanti guidati dalle parole e dalla voce dei curatori del Dipartimento Collezione e Ricerca. Il virtual tour permette inoltre di visualizzare alcune fotografie storiche e di accedere ad ulteriori contenuti tramite i database del Museo. I contenuti video sono disponibili in italiano, inglese, francese e tedesco, così come la navigazione, disponibile anche in arabo.

“Questo nuovo strumento è un ulteriore passo nello sviluppo delle nostre attività online, ed è il primo a mettere in dialogo più piattaforme: navigando tra le vetrine è infatti possibile accedere a una molteplicità di risorse del museo, compresi il database della collezione quello della collezione papiri”, dichiara il direttore Greco. “Il virtual tour rappresenta inoltre un tassello di una strategia più ampia volta a sviluppare e accrescere i progetti di digitalizzazione delle collezioni del Museo, assicurando sempre l’accesso a un pubblico il più ampio possibile: perché il patrimonio che custodiamo sia davvero patrimonio della collettività”. E la presidente Evelina Christillin: “In questa fase lo sviluppo di contenuti fruibili online è fondamentale per continuare a raggiungere i nostri pubblici, da quello accademico, fortemente internazionale, a quello costituito dalle tante famiglie e dagli appassionati che ci seguono sui nostri canali digitali. Un obiettivo rientra a pieno nelle finalità di questo virtual tour, che ha inoltre il merito di essere stato sviluppato interamente dal nostro staff, con una qualità fotografica di altissimo livello”.
Torino. Al museo Egizio il prof. Morales, direttore del Middle Kingdom Theban Project, illustra i lavori recenti della spedizione dell’università di Alcalá a Deir el-Bahari. Conferenza on line in collaborazione con Acme

Negli ultimi quattro anni, la missione archeologica dell’Università di Alcalá e il “Middle Kingdom Theban Project”, coordinato dalla stessa università, hanno istituito un team multidisciplinare di esperti che hanno condotto scavi archeologici, lavori epigrafici e di conservazione in diverse tombe nell’area di Deir el-Bahari, con l’obiettivo principale di migliorare la nostra conoscenza della storia dell’ultima parte dell’undicesima dinastia e dell’inizio del cosiddetto “periodo classico”. Martedì 9 febbraio 2021, alle 18, ne parlerà il professor Antonio J. Morales, direttore del “Middle Kingdom Theban Project” nella conferenza “Early Middle Kingdom elite officials and royal strategies at Thebes: recent works by the University of Alcalá Expedition at Deir el-Bahari” (“Funzionari d’élite del Primo Medio Regno e strategie reali a Tebe: lavori recenti della spedizione dell’Università di Alcalá a Deir el-Bahari”) promossa dal museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME. La conferenza si terrà in lingua inglese e sarà introdotta da Christian Greco, direttore del museo Egizio. La conferenza verrà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Nei primi due anni di lavoro (2015-2016) il team ha iniziato a scavare la parte superiore dei cortili nei complessi del nobile Henenu (TT 313 / MMA 510) e del visir Ipi (TT 315 / MMA 516). Nei due anni successivi la spedizione ha registrato un aumento significativo nel numero di monumenti indagati: si sono infatti aggiunti i complessi funerari del supervisore dell’harem Djari (TT 366 / MMA 820) e del visir Dagi (TT 103 / MMA 807) ad Asasif, nonchè l’intero settore orientale nelle colline settentrionali di Deir el-Bahari, dove si trovano la tomba di Neferhotep (TT 316 / MMA 518), due tombe “non finite” (MMA 519- 520) e un grande complesso (MMA 521) il cui scavo è stato lasciato incompleto da Winlock e che devono ancora essere documentate e studiate. Nel corso della conferenza verranno dunque illustrati gli obiettivi principali del progetto e le strategie messe in atto per la documentazione, lo studio e la pubblicazione delle scoperte relative a questi monumenti di Deir el-Bahari e Asasif.

L’egittologo Antonio J. Morales
Antonio J. Morales è assistant professor di Egittologia al dipartimento di Storia antica dell’università di Alcalá. In precedenza è stato docente di Egittologia e ricercatore associato alla Freie Universität di Berlino, ricercatore di post-dottorato all’università di Heidelberg e assistente ricercatore all’università di Mainz. Morales ha inoltre partecipato a diverse spedizioni in Egitto ed è attualmente il direttore del “The Middle Kingdom Theban Project”, che si svolge nelle necropoli di Deir el -Bahari e Asasif a Tebe (oggi Luxor). Autore di numerosi articoli su riviste scientifiche, ha curato un volume sulla birra nel mondo antico (Siviglia 2001), co-curato un volume sulla regalità divina (Philadelphia 2011), e realizzato una monografia sui testi delle piramidi dedicati alla dea Nut (Amburgo 2017); la sua ultima pubblicazione, che apparirà negli Harvard Egyptological Studies, è sull’archeologia del Medio Regno.
Torino. Al museo Egizio nuova audioguida multimediale sul proprio smartphone con i Qr Code. Dall’8 al 12 febbraio ingressi a prezzi promozionali. Prenotazioni on line


Al museo Egizio audioguida multimediale con i Qr Code
A guidare i visitatori tra le sale del museo Egizio di Torino sarà anche lo stesso direttore Christian Greco, in voce. Da lunedì 8 febbraio 2021 parte un nuovo servizio: l’audioguida direttamente sullo smartphone personale, con la voce del direttore e dei curatori dell’Egizio, grazie ai nuovi Qr Code che saranno collocati lungo il percorso. Basterà infatti inquadrarli con lo smartphone per ascoltare con i propri auricolari una introduzione generale all’inizio di ogni sala e approfondimenti speciali in corrispondenza di molti oggetti: descrizioni, storie e curiosità grazie ai quali il pubblico avrà a disposizione una audioguida multimediale, da fruire in autonomia e in tutta sicurezza.

Nuova promozione per gli ingressi dall’8 al 12 febbraio 2021. Già aperte le prenotazioni online. Gli orari di apertura restano invariati (lunedì 9-14, dal martedì al venerdì 9-18.30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura), mentre entra in vigore un nuovo tariffario promozionale. Il prezzo d’ingresso è stato fissato a 12 euro, con biglietto ridotto a 10 euro; il ridotto studenti (15-18 anni e universitari) resta a 2 euro, così come il Ridotto Junior a 1 euro per la fascia 6-14 anni. Le nuove tariffe, ancora scontate rispetto a quelle in vigore prima della pandemia da Covid-19, intendono offrire un incentivo al pubblico che per molti mesi ha dovuto rinunciare ai musei. A grande richiesta viene inoltre mantenuto il Family Ticket, dedicato ai nuclei composti da due adulti e due minorenni, al costo di 24 euro. In osservanza delle prescrizioni di sicurezza le visite guidate di gruppo saranno limitate alla partecipazione di un massimo di 15 persone con due possibili opzioni di tour: uno di 50 minuti a 40 euro e l’altro di 90 minuti a 70 euro, sempre acquistabili online. Tra i servizi più apprezzati, il Museum Shop e la caffetteria situata al primo piano, saranno regolarmente attivi.
Piemonte in zona “gialla”: lunedì 1° febbraio riapre il museo Egizio dopo quasi tre mesi di chiusura. E per cinque giorni l’ingresso sarà gratuito

Il Piemonte passa in zona “gialla” a basso rischio contagio. E il museo Egizio di Torino è già pronto a riaprire le porte ai visitatori lunedì 1° febbraio 2021 dopo quasi tre mesi di chiusura. E lo fa con un’iniziativa speciale: dal 1° al 5 febbraio, infatti, la visita del museo sarà gratuita con obbligo di prenotazione online. L’orario di apertura osservato sarà quello ordinario: il lunedì dalle 9 alle 14 e dal martedì al venerdì dalle 9 alle 18.30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. A partire da sabato 30 gennaio 2021, sull’apposita sezione del sito (https://museoegizio.it/tickets-shop) sarà possibile prenotare l’ingresso: i visitatori potranno scegliere la fascia oraria preferita e dovranno presentarsi all’ingresso con il biglietto elettronico. Un modo per accogliere il pubblico e per ritornare a fornire un servizio davvero inclusivo e per tutti: questa la scelta del direttore Christian Greco e della presidente Evelina Christillin che, insieme a tutta la squadra del Museo, vogliono celebrare così un primo passo verso un ritorno alla normalità, con un richiamo all’articolo 9 della Costituzione Italiana, che pone la ricerca e la cura del patrimonio culturale fra i compiti fondamentali della Repubblica. Per quanto riguarda le prescrizioni di sicurezza necessarie per entrare al museo Egizio, permangono quelle adottate nei mesi passati: sarà in vigore la misurazione della temperatura e obbligo di indossare la propria mascherina. Lungo il percorso saranno disponibili dispenser di gel igienizzante, mentre le sale avranno una capienza contingentata nel rispetto della distanza fisica prevista per la sicurezza dei visitatori.

Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)
“Tornare a offrire un servizio così importante come quello di visita delle nostre collezioni è per noi un passaggio importantissimo e un motivo di grande contentezza, che ci auguriamo di poter svolgere con continuità e sempre all’insegna della sicurezza”, afferma il direttore Christian Greco. “Con il medesimo spirito di servizio che caratterizza tutto il nostro lavoro abbiamo inoltre deciso di aprire gratuitamente per tutta la prima settimana: per vivere insieme al nostro pubblico il graduale ritorno alla normalità, e far sì che questo sia anche all’insegna della cultura. Perché un museo non è un luogo sospeso, avulso dal contesto sociale di cui è invece parte integrante, e noi vogliamo porci al fianco della comunità, in particolare in questo momento”.

Evelina Christillin, presidente del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)
“Il Museo Egizio non si è mai fermato”, aggiunge la presidente, Evelina Christillin, “ma ora siamo davvero pronti a ripartire a pieno regime e siamo felici di accogliere di nuovo i visitatori nelle nostre sale, ritenendo che i musei rappresentino un servizio pubblico essenziale. In questi mesi di grande complessità abbiamo consolidato nuove modalità di lavoro e di contatto con il pubblico ma senza rinunciare ai progetti propri di un museo, ossia, oltre alla ricerca, le mostre e il rinnovamento degli spazi espositivi: a questo proposito abbiamo in cantiere nuovi progetti, che vedranno la luce nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e che stanno richiedendo un grande sforzo da parte di tutta la Fondazione. Per questo vorrei ringraziare non solo tutto il personale, ma allo stesso modo anche i nostri soci fondatori, che non ci hanno mai fatto mancare la loro disponibilità e il loro sostegno”.



Commenti recenti