Bologna. Al museo civico Archeologico il direttore del museo Egizio, Christian Greco, presenta “La memoria è il nostro futuro”, pubblicazione ufficiale del bicentenario, in dialogo con Daniela Picchi, responsabile della sezione Egizia

Copertina del libro “La memoria è il nostro futuro. 200 anni di Museo Egizio” a cura di Christian Greco
L’Antico Egitto al museo civico Archeologico di Bologna. Appuntamento giovedì 13 febbraio 2025, alle 18, nella sala conferenze del museo civico Archeologico di Bologna, con il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che racconterà l’Egizio presentando il libro “La Memoria è il nostro futuro”, la pubblicazione ufficiale del bicentenario del museo Egizio, edito da Franco Cosimo Panini Editore. Introduce Paola Giovetti, direttrice del museo civico Archeologico. Dialoga con Greco Daniela Picchi, responsabile della sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Il direttore Christian Greco, il presidente Sergio Mattarella e il ministro Alessandro Giuli nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
La memoria è il nostro futuro. 200 anni di Museo Egizio. Questo libro, curato dal direttore Christian Greco, rappresenta la pubblicazione ufficiale del bicentenario e offre uno sguardo senza precedenti su tutto ciò che ruota attorno al museo Egizio, non limitandosi a una semplice ricostruzione della storia dell’istituzione torinese, delle sue collezioni o della sua fortuna; attraverso una struttura a più voci ogni aspetto della vita del museo Egizio è presentato all’interno del più ampio contesto in cui si trova a esistere. Nelle pagine si alternano gli interventi di curatori del museo Egizio e docenti, ricercatori e curatori provenienti da altre istituzioni nazionali e internazionali, talvolta in dialogo tra loro. I contributi diventano così laboratori nei quali si confrontano idee, visioni e proposte inerenti a un ampio ventaglio di temi: il ruolo del Museo nello sviluppo dell’egittologia, e a sua volta l’impatto che l’evoluzione della disciplina ha avuto e ha ancora ancora oggi sulle sue scelte; l’importanza dell’integrazione tra discipline umanistiche e scientifiche; i rapporti con altre istituzioni museali, con gli studiosi e con il pubblico; l’Egitto immaginato dell’ “egittomania” e quello reale che rivendica una voce nel raccontare la propria storia. Il risultato è un volume che dimostra come futuro e memoria siano strettamente intrecciati.
Torino. Il museo Egizio fa il bilancio del 2024, anno del bicentenario: più di un milione di visitatori, nuove aperture e riallestimenti culminati con la nuova Galleria dei Re e della Cappella rupestre di Ellesiya. E il 2025 porterà la Piazza Egizia
Per il museo Egizio di Torino è tempo di bilanci: il 2024 è stato l’anno del bicentenario, che ha segnato una tappa fondamentale nel rinnovamento del museo Egizio: “Abbiamo inaugurato nuove gallerie e riallestito spazi che arricchiscono l’esperienza di visita, sempre all’insegna della ricerca, dello studio del passato per capire il presente e progettare il futuro. E Il 2025 si preannuncia altrettanto ambizioso: i festeggiamenti per il bicentenario proseguiranno, culminando con l’inaugurazione della Piazza Egizia, che segnerà la conclusione di una serie di trasformazioni architettoniche e curatoriali senza precedenti”, scrivono Evelina Christillin e Christian Greco, rispettivamente presidente e direttore dell’Egizio, nel ringraziare il milione e più di visitatori del 2024 formulando i migliori auguri di un felice anno nuovo con “l’obiettivo di rendere l’istituzione che abbiamo l’onore di dirigere un luogo sempre più aperto, permeabile e accessibile. Un’agorà contemporanea, uno spazio vivo a disposizione di tutti”.

Il direttore Christian Greco, il presidente Sergio Mattarella e il ministro Alessandro Giuli nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Nel 2024 sono stati 1.036.689 i visitatori, compresi i partecipanti agli eventi istituzionali, a fronte dei 1.061.157 ingressi nel 2023. Un risultato non scontato, vista la chiusura al pubblico del Museo di un mese, a cavallo tra giugno e luglio 2024, per poter avviare i cantieri e altri lavori di riallestimento della Galleria dei Re e del Tempio di Ellesiya (vedi Torino. Il museo Egizio chiude un mese per i lavori della copertura della piazza che diventerà il nuovo centro nevralgico del museo | archeologiavocidalpassato). Cantieri che hanno obbligato il museo a riorganizzare i percorsi di visita, a partire dallo scorso aprile (vedi Torino. Al museo Egizio, nell’anno del bicentenario, avviato il riallestimento della Galleria dei Re: fino a ottobre le statue di dei e faraoni sono spostate nell’atrio e sotto le arcate del museo Egizio e dell’Accademia delle Scienze. L’esposizione “Verso la nuova Galleria dei Re” ricorda il loro arrivo, 200 anni fa, con la collezione Drovetti | archeologiavocidalpassato). Il mese che ha registrato un maggiore afflusso di pubblico è stato marzo 2024 (con 117.678 visitatori, +19,3% rispetto all’analogo mese del 2023). L’incremento maggiore di visitatori, rispetto all’analogo mese dell’anno scorso, lo ha registrato novembre con 105.112 (+ 24% rispetto a novembre 2023), complice anche la celebrazione del bicentenario del Museo, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del ministro della Cultura, Alessandro Giuli (vedi Torino. Al museo Egizio il presidente Mattarella col ministro Giuli apre i festeggiamenti per il bicentenario: consegnato alla città e all’Italia il tempio di Ellesiya e riaperta la Galleria dei Re che stupisce e convince anche i più prevenuti | archeologiavocidalpassato). Solo in occasione del Festival 200, una notte bianca e due giorni di eventi ed happening gratuiti in Museo a cavallo tra il 20 e il 22 novembre 2024, hanno fatto ingresso in Museo 23.004 persone (vedi Torino. Al museo Egizio per la tre giorni “speciale compleanno del bicentenario” ben 23mila visitatori: il grazie dello staff | archeologiavocidalpassato). Ottime performance di incremento di visitatori anche per febbraio con 95.532 (+10,3%). Sono 484.394 i follower totali dei social del museo Egizio (con una crescita del 10.9% rispetto al 2023). La reach totale dei post è aumentata del 128% rispetto all’anno precedente, arrivando a 28.082.943 di utenti unici che hanno visto i contenuti pubblicati sui profili ufficiali del museo. Tra le varie piattaforme, è ancora Facebook quella che garantisce la maggiore reach.

Il nuovo allestimento della Galleria dei Re nel museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)
Il più antico museo Egizio al mondo nell’anno del suo bicentenario ha voluto puntare i riflettori sulla natura contemporanea dei musei archeologici, luoghi di scambio culturale e di ricerca, entità vive, in continua evoluzione e in dialogo con la società. È proseguito in questo solco il percorso di rinnovamento, sotto il profilo architettonico e sotto il profilo scientifico e di riallestimento delle collezioni, iniziato con l’inaugurazione della Galleria della Scrittura nel dicembre 2023 (vedi Torino. Al museo Egizio da oggi apre la Galleria della Scrittura, percorso permanente di mille metri quadrati che ospitano 248 reperti, un viaggio in 10 sezioni all’origine delle scritture dell’antico Egitto, a ritroso nel tempo di 4000 anni. L’intervento del direttore Greco per “archeologiavocidalpassato” | archeologiavocidalpassato), e proseguito quest’anno con il riallestimento della Sala Deir-El Medina, la creazione della Sala dei Tessuti, il lancio dei Giardini Egizi sul Roof Garden, la creazione della sala dedicata al corredo della Regina Nefertari, a 120 anni dalla scoperta della sua tomba, e non ultimo l’allestimento permanente di un’ala del museo dal titolo “Materia – Forma del tempo” (vedi Torino. Il presidente Mattarella presenzierà alle celebrazioni del bicentenario del museo Egizio. Il direttore Greco annuncia interventi ed eventi: dalla sala Nefertari (9 agosto) alla Galleria “Materia. Forma del Tempo”, dalla consegna all’Italia del Tempio di Ellesiya (20 novembre) alla nuova Galleria dei Re, dalla piazza Egizia all’Egitto immersivo (2025) | archeologiavocidalpassato). La sintesi plastica del nuovo corso del museo Egizio, che intende coniugare la progettazione architettonica alla ricerca archeologica, è costituita proprio dalla nuova Galleria dei Re (vedi Torino. Il direttore del museo Egizio Christian Greco ci introduce alla nuova Galleria dei Re: ecco l’allestimento “dall’oscurità alla luce” | archeologiavocidalpassato) e dalla Cappella Rupestre di Ellesiya, il cui nuovo ingresso da via Duse, nel retro del Museo, ha rimodellato il palazzo seicentesco dell’ex Collegio dei Nobili e l’esperienza di visita della Cappella.

I pannelli tattili installati al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Il Museo Egizio e il Pnrr. Il Museo ha poi realizzato a settembre 2024 un progetto di accessibilità, con un investimento di 499.767 euro nell’ambito del PNRR. Il progetto è stato realizzato da un gruppo di lavoro interdipartimentale del museo Egizio, in stretta collaborazione con diverse realtà del territorio torinese, coinvolgendo attivamente stakeholder e associazioni di persone con disabilità visive e uditive (UICI di Piemonte e Torino, Istituto dei Sordi) e Fondazione Paideia, in riferimento a persone con bisogni comunicativi complessi. Questo progetto ha reso il museo Egizio più accogliente, dotato di nuovi strumenti e anche di una rinnovata attenzione per tutte le forme di disabilità. “Ogni nostro futuro allestimento terrà conto di queste, sfaccettate, esigenze”, assicura Greco (vedi Torino. Al museo Egizio l’incontro “Il museo risponde: bisogni, ascolto, strumenti” dedicato al racconto e alla condivisione del progetto di accessibilità del museo Egizio, finanziato dal PNRR. Prenotazione obbligatoria. Ecco il programma | archeologiavocidalpassato).
Il Museo fuori dal Museo. L’Egizio ha inoltre consolidato il suo ruolo proattivo nel tessere rapporti con altri enti culturali e produrre eventi di alto profilo, che hanno coinvolto fotografi, artisti, musicisti e scrittori del calibro di Orhan Pamuk, in collaborazione con il Salone del Libro, Gallerie d’Italia Torino e Sistema Musica del Comune di Torino, con cui per la prima volta ha dato vita ad un festival trimestrale di musica classica e jazz dal titolo “Incanto Egizio” (vedi Torino. Nell’anno del bicentenario del museo Egizio, al via “Incanto Egizio: un viaggio in 13 appuntamenti per riscoprire il fascino millenario dell’Egitto e la sua influenza sulla musica classica e contemporanea | archeologiavocidalpassato).

Christian Greco, Evelina Christillin e Michele Coppola alla presentazione del progetto “Paesaggi/Landscapes” alle Gallerie d’Italia di Torino (foto graziano tavan)
La fotografia e la video arte hanno incontrato l’archeologia e l’antico Egitto nell’ambito di “Paesaggi/Landscapes” una installazione immersiva accompagnata da un ciclo di incontri che si sono svolti in Gallerie d’Italia Torino a cavallo tra giugno e settembre 2024, frutto di un accordo triennale tra la Fondazione Museo delle Antichità Egizie e Intesa Sanpaolo, su iniziative di sviluppo e diffusione della cultura e dell’arte (vedi Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025 | archeologiavocidalpassato).

La locandina della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi (Lu) dal 1° agosto 2024 al 2 febbraio 2025, prorogata al 2 aprile 2025
Dal 1° agosto 2024 inoltre è visitabile a Forte dei Marmi (Lucca) la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, che, fino al 2 aprile 2025, propone un viaggio nel tempo, dall’Epoca Predinastica (3900 – 3300 a.C.) all’età greco-romana (332 a.C. – 395 d.C.), attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri, reperti di grande valore provenienti dai depositi del Museo (vedi Forte dei Marmi (Lu). Aperta al Fortino, alla presenza del ministro degli Esteri Tajani, la mostra “Gli Egizi e il dono del Nilo”: 24 preziosi reperti (molti inediti) dal museo Egizio di Torino propongono un viaggio nel tempo, dall’epoca Predinastica all’età greco-romana attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri | archeologiavocidalpassato).
I direttori dei grandi musei internazionali sono stati ancora protagonisti del ciclo di conferenze “What is a Museum?” e sono tornati a Torino a metà dicembre, in occasione del Simposio internazionale “Memory is our future”, che ha visto confrontarsi a una settantina di archeologi, egittologi, studiosi internazionali e di esperti di digital humanities (Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, il convegno internazionale “Memory is our future”: per tre giorni oltre 70 studiosi di fama mondiale si riuniscono per discutere del presente e del futuro della disciplina archeologica e dei musei | archeologiavocidalpassato).
Infine è approdato in libreria “La memoria è il nostro futuro. 200 anni di Museo Egizio” (Franco Cosimo Panini), una pubblicazione scientifica corale, curata dal direttore del Museo, Christian Greco, con interventi di curatori dell’Egizio e di altre istituzioni internazionali, ricercatori, storici ed egittologi. Un libro disponibile anche in inglese, che potrà essere acquistato al bookshop del Museo, ad un prezzo speciale il 6 gennaio 2025.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, il convegno internazionale “Memory is our future”: per tre giorni oltre 70 studiosi di fama mondiale si riuniscono per discutere del presente e del futuro della disciplina archeologica e dei musei
Con il convegno internazionale “Memory is our future”, dalle 9 del 16 dicembre alle 18 del 18 dicembre 2024, , in italiano e in inglese, nella sala Conferenze del museo Egizio con ingresso libero (la prenotazione è obbligatoria su Eventbrite: https://www.eventbrite.com/…/memory-is-our-future…: il simposio sarà disponibile anche dalla pagina YouTube e Facebook, in diretta e in differita), Torino diventa il fulcro del dibattito internazionale non solo sull’archeologia e sull’antico Egitto ma anche sul ruolo dei musei nel XXI secolo. In occasione dei 200 anni del museo Egizio, oltre 70 studiosi di fama mondiale, tra direttori di musei, docenti universitari e altri esperti tra cui archeologi, storici e archivisti, si riuniscono per discutere del presente e del futuro della disciplina archeologica e dei musei. Il simposio rappresenta un’opportunità unica per affrontare i temi più attuali: dagli allestimenti museali alla tutela e valorizzazione del patrimonio, dalla gestione dei siti archeologici alle innovazioni tecnologiche che stanno rivoluzionando la ricerca e la fruizione culturale. Particolare attenzione sarà dedicata alla creazione di nuove narrazioni e linguaggi per coinvolgere pubblici sempre più diversificati. Le 12 tavole rotonde tematiche offriranno approfondimenti su argomenti quali: il ruolo dei musei archeologici oggi, tra ricerca e divulgazione; le sfide dell’esposizione dell’antico Egitto, dagli allestimenti storici alle nuove prospettive museografiche; le tecnologie digitali applicate allo studio di testi antichi e alla conservazione dei reperti; le implicazioni etiche nella gestione del patrimonio culturale globale. Il programma culminerà in una tavola rotonda con la partecipazione di Christian Greco, direttore del museo Egizio, e di alcuni direttori di musei internazionali, in un confronto aperto sulle trasformazioni del ruolo dei musei nel contesto contemporaneo.
Forte dei Marmi (Lu). Prorogata la mostra al Fortino “Gli Egizi e i Doni del Nilo”. Il sindaco Bruno Murzi “Forte dei Marmi si conferma centro culturale di eccellenza”. Piccola visita guidata col curatore Paolo Marini

Bronzetto della dea Iside Lactans di epoca tarda alla alla mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” di Forte dei Marmi (foto graziano tavan)

La locandina della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi (Lu) dal 1° agosto 2024 al 2 febbraio 2025, prorogata al 2 aprile 2025
Quattro mesi di apertura con il tutto esaurito per i turni di visita delle scuole (e molte in lista di attesa) e affluenza continua di visitatori, ha convinto l’amministrazione comunale di Forte dei Marmi a prorogare fino al 2 aprile 2025 la mostra (in un primo momento programmata fino al 2 febbraio 2025) “Gli Egizi e i Doni del Nilo”, a cura di Paolo Marini, ospitata al Fortino e realizzata dal museo Egizio di Torino con la Fondazione Villa Bertelli. “La proroga della mostra”, afferma il sindaco Bruno Murzi, “ci permette di rispondere alla crescente domanda di visite da parte di scuole, famiglie e turisti, consolidando il legame tra offerta culturale e turistica. Quello che inizialmente poteva risultare una difficoltà, la gestione dell’overbooking, si è trasformato in un’opportunità, grazie alla disponibilità della Fondazione Museo Egizio di Torino. Per quanto riguarda l’offerta al mondo scolastico, sono stati prenotati dalle scuole tutti i giorni disponibili dal 4 ottobre 2024 fino al 31 gennaio 2025: si tratta di 133 classi (scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado), per un totale di 2.460 ragazzi e ragazze iscritti, ai quali si aggiungono 260 insegnanti e accompagnatori. E ad oggi in lista d’attesa lista sono presenti 49 scuole per un totale di circa 1000 alunni. Così come sono esauriti fino a gennaio i posti della proposta per famiglie Domenica pomeriggio: missione alla Mostra”.

Forte dei Marmi (Lu): il curatore Paolo marini e il sindaco Bruno Murzi alla mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” (foto graziano tavan)
“Con questa mostra”, sottolinea con soddisfazione il sindaco Bruno Murzi. “Forte dei Marmi ha dimostrato di essere in grado di ospitare eventi di prestigio internazionale, grazie anche al restyling completo del Fortino, realizzato proprio in occasione di questa esposizione. Gli spazi sono ora dotati di sistemi avanzati di climatizzazione, controllo della temperatura e umidità, impianti di sicurezza, connessione Wi-Fi, e un nuovo bookshop che resterà a disposizione per future iniziative culturali. L’Ufficio Informazioni Turistiche è stato inoltre ricollocato all’interno del Fortino per garantire maggiore funzionalità e visibilità. Nei prossimi mesi termineremo tutti gli interventi previsti con la riqualificazione esterna, rendendo così il Fortino un polo culturale espositivo di eccellenza”. “Questa mostra”, conclude il primo cittadino, “è un esempio di come la cultura possa diventare un elemento centrale per l’attrattività del territorio, integrandosi perfettamente con l’offerta culturale di Forte dei Marmi presente grazie alla ricca e diversificata attività annuale di Villa Bertelli che ha raggiunto risultati di eccellenza. Forte dei Marmi è sempre più in grado di offrire, anche fuori stagione, non solo bellezze naturali, shopping e mare, ma anche esperienze culturali di alto livello”.
E allora cerchiamo di conoscere meglio la mostra “Gli Egizi e i Doni del Nilo” con il curatore, l’egittologo Paolo Marini del museo Egizio di Torino: una piccola visita guidata per archeologiavocidalpassato.com.
“Questa mostra attesta i buoni rapporti con il Comune di Forte dei Marmi”, spiega Marini. “col quale abbiamo collaborato sotto il patrocinio di Villa Bertelli. Per noi questa mostra è un traguardo in un anno per il museo Egizio molto importante perché festeggiamo il bicentenario. E in quest’anno abbiamo deciso di preservare quella che è la collezione permanente escludendo prestiti di nostri reperti proprio per conservare al massimo le potenzialità della nostra collezione. La mostra di Forte dei Marmi è l’unica eccezione, anche se c’è da dire che gli oggetti di questa esposizione provengono dai nostri magazzini, per cui la collezione permanente è rimasta nel pieno del suo splendore mentre qui abbiamo selezionato oggetti straordinari per raccontare a Forte dei Marmi una storia che è quella dell’Antico Egitto, una storia lunga 3000 anni con 24 reperti originali dei nostri magazzini e che parlano di arte, di tecniche di lavorazione, di usanze e di credenze. Tutto ciò che riguarda gli antichi Egizi”.
“La mostra -continua Marini – ha un percorso di tipo cronologico. Si parte da un vasetto di età predinastica e si finisce con una maschera di età romana. E lungo questo percorso si possono scoprire tutta una serie di aneddoti e di particolari che riguardano la società egizia, le usanze funerarie, le credenze religiose o anche la vita domestica insieme a questo tutte le tecniche che riguardano la realizzazione di questi oggetti”.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: set completo di vasi canopi in alabastro di Ptahhotep, vissuto durante il Terzo periodo Intermedio (1076 – 722 a.C.) (foto graziano tavan)

Modellino in legno dipinto con artigiani che producono pane e birra, da Assiut (Medio Regno, XII dinastia) conservato al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)
“I pezzi che abbiamo selezionato – sottolinea Marini – sono tutti di straordinaria bellezza e importanza. Sicuramente è diventato emblematico per questa mostra il cartonnage che si trova alle mie spalle, una maschera che proviene da contesto, un contesto scavato da Ernesto Schiaparelli. È una maschera in ottimo stato di conservazione che ci permette di raccontare proprio come viene realizzato il cartonnage, che è un materiale molto utilizzato a partire soprattutto dal Terzo periodo Intermedio nell’Antico Egitto. E in più ci permette di parlare di usanze funerarie. Insieme a questo possiamo sicuramente citare anche gli splendidi vasi canopi di Ptah-hotep in alabastro con iscrizioni geroglifiche con i coperchi che rappresentano le teste dei quattro figli di Horus. Ma anche i modellini in legno del Primo periodo Intermedio e del Medio Regno che rappresentano il viaggio del defunto presso la città sacra di Abydo oppure la scena di panificazione che si trova sempre nella prima sala: qui viene rappresentata con l’uso di personaggi e della strumentazione adeguata questa tecnica di produzione di un elemento fondamentale della dieta egiziana”.
Torino. Al museo Egizio per la tre giorni “speciale compleanno del bicentenario” ben 23mila visitatori: il grazie dello staff


Visitatori all’inizio del percorso permanente del museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Speedy lecture nella Galleria dei Re nel museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)
“23.004 volte grazie, tante quante il numero di persone che ha visitato il Museo Egizio nei tre giorni del Festival 200. È stato il più bel compleanno che potessimo immaginare”: allo staff del museo Egizio bastano 145 battute per esprimere tutta la soddisfazione per il successo di un’iniziativa unica. Non si è trattato, infatti, solo di una notte e due giorni a ingresso gratuito per permettere alla città e agli ospiti di “scoprire” le molte novità, i nuovi allestimenti, e soprattutto la “nuova” Galleria dei Re. Ma nell’arco delle giornate di apertura speciale è stato organizzato un articolato programma di laboratori, performance e conferenze: tutti sold out gli appuntamenti – prenotati on line nei giorni precedenti. Particolarmente gradite le speedy lectures, brevi visite guidate in partenza ogni 20 minuti in punti strategici del museo: era sufficiente fermarsi vicino allo stendardo e attendere qualche minuto il racconto dell’esperto. Bastava aggirarsi tra le sale dei nuovi allestimenti per cogliere i pareri favorevoli dei visitatori: meraviglia e stupore erano palpabili sui loro volti. Ora tutti gli appassionati aspettano l’ultimo capitolo del rinnovamento del museo Egizio per il bicentenario della fondazione: l’apertura della corte Egizia e della sala immersiva. Ma per l’ultimo taglio di nastro di questa lunghissima festa di compleanno bisognerà attendere ancora qualche mese.
Torino. Al museo Egizio il presidente Mattarella col ministro Giuli apre i festeggiamenti per il bicentenario: consegnato alla città e all’Italia il tempio di Ellesiya e riaperta la Galleria dei Re che stupisce e convince anche i più prevenuti

Il direttore Christian Greco (con la presidente Evelina Christillin) illustra al presidente Sergo Mattarella e al ministro Alessandro Giuli la sala dei vasi dell’ala “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)
Un mese e mezzo fa, lo ricordate, in occasione dell’apertura dell’ala “Materia. Forma del tempo”, l’ultimo allestimento del museo Egizio di Torino in ordine di tempo in vista dei festeggiamenti del bicentenario, il direttore Christian Greco aveva descritto la sala delle ceramiche, con l’esposizione di 5mila vasi, un vero coup de théâtre che lascia a bocca aperta il visitatore (vedi Torino. Il direttore Christian Greco ci introduce a “Materia. Forma del tempo”, il nuovo allestimento permanente che indaga la materia nell’antico Egitto, tra legni, pigmenti, vasi in ceramica e oggetti in pietra, dall’Epoca Predinastica (ca. 4000-3100 a.C.) a quella Bizantina (565-642 d.C.) | archeologiavocidalpassato).

Il presidente Sergio Mattarella tra i vasi dell’allestimento “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)
Mercoledì 20 novembre 2024, a rimanere sbalordito davanti a questa monumentale “libreria” di vasi è stato un ospite d’eccezione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che insieme al ministro della Cultura Alessandro Giuli, al ministro del Turismo e delle Antichità dell’Egitto Hurgada Sherif Fathy e al Secretary General of the Supreme Council of the Antiquities of the Arab Republic of Egypt Khaled Mohamed Ismail, ha aperto ufficialmente la tre giorni – 20-22 novembre 2024 – di festeggiamenti per il bicentenario del museo Egizio di Torino (1824 – 2024), la più antica esposizione di antichità egizie del mondo.

Il direttore Christian Greco, il presidente Sergio Mattarella e il ministro Alessandro Giuli nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Ma il direttore Christian Greco non finisce mai di stupire. Perché la festa del bicentenario è coincisa con la conclusione di uno dei cantieri più discussi e più attesi del complesso e articolato progetto architettonico firmato dallo Studio Oma – Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, che prevede una piazza, un giardino e una sala immersiva; nuove gallerie e nuovi servizi (vedi 1824-2024: Bicentenario dell’Egizio di Torino. Il museo cambia pelle con il progetto architettonico di OMA: si apre alla città, con una piazza, un giardino e una sala immersiva; nuove gallerie e nuovi servizi. Ecco il ricco programma delle celebrazioni già iniziate. Greco: “Un nuovo inizio” | archeologiavocidalpassato).

Galleria dei Re: le sfingi contrapposte a ricreare la strada processionale di Luxor (foto graziano tavan)
Parlo della riapertura, dopo il restauro e il riallestimento, della Galleria dei Re: “From darkness to light” non è solo il titolo del progetto, ma è l’effetto – stupefacente – che fa sul visitatore, e che farà alle centinaia di migliaia di persone che dalla sera del 20 novembre 2024 accederanno – magari un po’ prevenuti – alla Galleria dei Re sapendo che non avrebbero più trovato l’allestimento “hollywoodiano” di Dante Ferretti (del quale un po’ tutti ci eravamo innamorati).

Il presidente Sergio Mattarella nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
E sicuramente, come ha provato in anteprima il presidente Mattarella, rimarranno favorevolmente impressionati: la luce domina le due grandi aule, dove sono stati recuperati i soffitti a botte e sono state tolte le tamponature delle finestre che ora permettono l’affaccio su piazza Carignano. La luce accarezza le statue, le avvolge, rimbalza diafana sulle pareti in alluminio dove la teoria di Sekhmet o le sfingi finalmente contrapposte a ricordare la grande strada processionale di Luxor diventano riflessi evanescenti che danno più volume alle sculture.

Effetti speciali sul tempio di Ellesiya al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)
Mercoledì 20 novembre 2024 è stato anche il giorno della restituzione ufficiale del Tempio di Ellesiya alla città e all’Italia, con una consegna simbolica al Capo dello Stato: così il dono del governo egiziano all’Italia per aver contribuito al salvataggio dei templi nubiani non è più un “bene” del museo, ma un “bene” della comunità. A distanza di oltre mezzo secolo – il Tempio di Ellesiya era giunto a Torino nel 1966 – il museo Egizio, nell’ambito del rinnovamento per il bicentenario, ha scelto di rendere accessibile gratuitamente al pubblico la Cappella rupestre, che avrà un suo ingresso indipendente da via Duse e alla fine dei lavori anche dalla corte coperta del Museo – la corte Egizia -, liberamente fruibile dai visitatori.
Ciliegina sulla torta di questa festa speciale, alla vigilia della celebrazione del bicentenario, è stata la conferma per altri quattro anni, fino al 2028, di Evelina Christillin alla presidenza del museo Egizio da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Ed è stato proprio il ministro, nel breve saluto alla stampa, a congratularsi con Christilin per il suo rinnovo alla presidenza dell’Egizio: “Voglio confermare la dichiarazione di amore personale per ciò che rappresenta questo straordinario museo dal valore mondiale e tutta la comunità che gli sta intorno e lo alimenta, lo tiene vivo, lo anima, e ogni giorno lo rende più prezioso”.

Il nuovo allestimento della Galleria dei Re nel museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

La presidente del museo Egizio Evelina Christillin e il direttore Christian Greco (foto graziano tavan)
“Celebrare il bicentenario del Museo Egizio è un esercizio sia di memoria sia di proiezione verso il futuro”, hanno dichiarato la presidente del museo Egizio, Evelina Christillin e il direttore, Christian Greco. “Il progetto architettonico di OMA nasce da una nuova visione del Museo come istituzione di ricerca di livello mondiale e luogo inclusivo dove tutti i visitatori sono invitati a scoprire il mondo dell’antico Egitto. È con grande orgoglio che presentiamo la Galleria dei Re rinnovata e offriamo per la prima volta l’accesso gratuito al Tempio di Ellesiya, che fu a sua volta un dono del governo egiziano al popolo italiano. Basandoci sulla grande trasformazione completata nel 2015, i lavori di ristrutturazione in corso sosterranno il museo Egizio nel nostro obiettivo di aprirci al mondo e raccontare ai visitatori non solo la cultura materiale, ma anche la storia nascosta dei reperti e della civiltà dell’antico Egitto. Per il bicentenario, abbiamo deciso di riflettere sul ruolo del Museo, ponendoci domande difficili: il museo è un luogo di conservazione o di distruzione? Cosa ci manca ancora a 200 anni dalla nostra fondazione? Sono queste domande che hanno guidato la nostra strategia per la prossima fase della storia di questa straordinaria istituzione e collezione”.

Il presidente della Repibblica Sergio Mattarella con il direttore Christian Greco, la presidnete Evelina Christillin e tutto lo staff del museo Egizio di Torino (foto quirinale)
Dal discorso di Christian Greco alla presenza del Presidente della Repubblica: “La squadra – coordinata dalla guidata sapiente e attenta della presidente Evelina Christillin – ha lavorato senza risparmiarsi per trasformare il Museo e perché l’Egizio possa essere: di anch mi Ra dj.t. Ovvero: dotato di vita come il dio sole per sempre”.
Torino. Al museo Egizio più di 20mila visitatori nel ponte di Ognissanti, nonostante le capienze ridotte per i cantieri del bicentenario

Visitatori al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Sono stati 20.716 i visitatori al museo Egizio di Torino nel Ponte di Ognissanti, da giovedì 31 ottobre a domenica 3 novembre 2024. Nonostante le capienze ridotte in Museo ed i cantieri in vista delle celebrazioni del bicentenario, si tratta di numeri in linea con il trend dell’anno scorso. La giornata con maggiore afflusso al Museo è stata sabato 2 novembre, con 6.131 ingressi.
Rovereto (Tn). Per la quarta giornata grandi ospiti al RAM film festival 2024: nel pomeriggio aperitivo con Jacopo Tabolli e i Bronzi di San Casciano, serata speciale Egitto al teatro Zandonai con Christian Greco, direttore del museo Egizio, e il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio”. Ecco tutti i film in cartellone al teatro Zandonai
Grandi ospiti sabato 5 ottobre 2024, quarta giornata del RAM film festival 2024, aperto nel pomeriggio, alle 14.30, con la “scoperta” del giardino della Canonica di San Marco; continuato con l’aperitivo d’autore con ospite Jacopo Tabolli alla scoperta del santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni; e chiuso alla sera, al teatro Zandonai, con “Speciale Egitto”, l’evento più atteso dell’edizione 2024. Ospite del RAM film festival il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che introdurrà il film “Uomini e Dei: Le meraviglie del museo egizio” in occasione del bicentenario della sua apertura.

SPECIALE EGITTO. Alle 20.30, il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio” di Michele Mally (Italia, 2023, 87’). Il premio Oscar Jeremy Irons accompagna il pubblico in una narrazione affascinante che vede al centro della scena i tesori esposti nel museo Egizio di Torino, il più antico museo sulla civiltà egizia (aperto prima di quello del Cairo), che proprio nel 2024 festeggia il suo bicentenario. Reperti, studi scientifici e il dietro le quinte del museo sono narrati in maniera corale da curatori e restauratori così come da esperti e studiosi di importanti istituzioni museali mondiali. Ma il film non si limita a mostrare le collezioni del museo: intreccia storie, personaggi e contesti storici in diversi filoni narrativi per offrire una visione completa e affascinante dell’antico Egitto (vedi Nell’anno del bicentenario della sua fondazione (1824-2024), il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo, con la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica | archeologiavocidalpassato).
APERITIVO AL GIARDINO, alle 18. “Sguardi sulla mobilità antica: genti diverse venute dall’Est al santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”. Incontro con Jacopo Tabolli, archeologo e docente all’università per Stranieri di Siena. Modera Andreas Steiner, direttore di Archeo. L’ospite racconterà la biografia culturale delle statue in bronzo di età etrusca e romana rinvenute a partire dal 2022 nel santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (III secolo a.C. – V secolo d.C.). Un viaggio attraverso comunità plurilingui e multiculturali che fecero di una sorgente termale il loro centro di ritualità permanente. Sono le offerte in bronzo a offrire un quadro complesso di mobilità antica, che lega materie prime, artigiani itineranti, operatori del rito e del culto e la sorgente calda.

Jacopo Tabolli osserva una statua femminile con dedica in etrusco allo scavo al Bagno Grande del santuario termale etrusco-romano di San Casciano (foto uni-stranieri siena)
Jacopo Tabolli è professore associato di Archeologia italica ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e Direttore del Centro di Archeologia per le Diversità e le Mobilità preromane. I suoi campi di interesse riguardano la cultura materiale etrusca e preromana, l’ideologia funeraria e i santuari. Ha partecipato a numerosi scavi, attualmente in particolare lavora al sito di San Casciano dei Bagni e sull’Isola del Giglio (Seascape project).
Ma vediamo meglio il programma delle proiezioni. Al teatro Zandonai “Grue – Drveni Nosači Za Barke” (Croazia/2023/54’); “Askòs – il canto della Sirena” (Italia/2023/63’); “Calattubo. Memorie da salvare” (Italia/2024/33’); “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” (Italia/2024/10’); “Akragas città della bellezza” (Italia/2020/8’); “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis” (Francia/2022/52’); “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (Italia/2023/57’); “Sui tetti di chi dorme” (Italia/2024/15’); “Il corpo e il nome. Gli ignoti delle Fosse Ardeatine” (Italia/2023/53’); “Rosso, i colori dell’arte” (Italia/2023/52’); “Phool Dei” (India/2023-24/8’).
Torino. Al museo Egizio apre una nuova ala, “Materia. Forma del tempo”: più di 6mila reperti tra legno, terracotta e pietra permettono di approfondire le conoscenze sui manufatti egizi, sull’uso dei materiali e le tecniche artigianali nell’antico Egitto

È tutto pronto per “Materia. Forma del tempo”, la nuova ala del museo Egizio di Torino, curata da Enrico Ferraris, dedicata alla materialità dei reperti e alle loro lavorazioni, che sarà aperta al pubblico sabato 5 ottobre 2024. In occasione del bicentenario, il museo Egizio presenta questo nuovo allestimento permanente che combina indagini scientifiche e archeologia sperimentale per approfondire la nostra conoscenza dei manufatti egizi, l’uso dei materiali e le tecniche artigianali nell’antico Egitto, attraverso più di 6mila reperti tra legno, terracotta e pietra.

Al museo Egizio ultimato l’allestimento della nuova ala “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)
“Come è stato realizzato quest’oggetto? Quali materiali hanno usato? Perché questa scelta?”. Grazie a tecnologie all’avanguardia, oggi possiamo risalire alle tecniche di produzione e ai materiali originali utilizzati migliaia di anni fa, permettendoci di interpretare in modo più preciso il loro significato e contesto.

Al museo Egizio ultimato l’allestimento della nuova ala “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)
Questo percorso espositivo, che si snoda per circa 500 metri quadrati distribuiti tra piano terreno e ipogeo, è frutto di un’approfondita ricerca interdisciplinare. Non solo illustra la storia degli oggetti, ma offre una riflessione sui processi creativi e sulle competenze che ne hanno reso possibile la realizzazione, con l’ausilio di moderne tecnologie digitali.
Torino. Il presidente Mattarella presenzierà alle celebrazioni del bicentenario del museo Egizio. Il direttore Greco annuncia interventi ed eventi: dalla sala Nefertari (9 agosto) alla Galleria “Materia. Forma del Tempo”, dalla consegna all’Italia del Tempio di Ellesiya (20 novembre) alla nuova Galleria dei Re, dalla piazza Egizia all’Egitto immersivo (2025)

Christian Greco, direttore del museo Egizio, presenta gli interventi per il bicentenario (foto museo egizio)
Sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 20 novembre 2024 ad aprire ufficialmente la tre giorni di celebrazioni del bicentenario del museo Egizio di Torino (1824-2024). In realtà l’anno del bicentenario è già iniziato nell’ultimo scorcio del 2023 e continuerà per quasi tutto il 2025. A ripercorrere quanto già fatto e ad annunciare il grosso degli eventi che ci aspettano nei prossimi mesi è stato il direttore del museo Egizio Christian Greco.

Galleria della Scrittura al museo Egizio di Torino: l’ingresso (foto graziano tavan)
Galleria della Scrittura. “Il bicentenario è già iniziato”, esordisce Greco, “e noi l’abbiamo iniziato il 19 dicembre 2023 aprendo la prima sala che è la Galleria della Scrittura: con la scrittura declinata in tutte le sue valenze” (vedi Torino. Al museo Egizio da oggi apre la Galleria della Scrittura, percorso permanente di mille metri quadrati che ospitano 248 reperti, un viaggio in 10 sezioni all’origine delle scritture dell’antico Egitto, a ritroso nel tempo di 4000 anni. L’intervento del direttore Greco per “archeologiavocidalpassato” | archeologiavocidalpassato). Il progetto espositivo della Galleria della Scrittura è stato firmato da tre curatori del Museo: Paolo Marini, Federico Poole e Susanne Toepfer, quest’ultima responsabile della Papiroteca del Museo, che ospita una delle più significative collezioni di papiri al mondo.

L’allestimento temporaneo “Verso la nuova Galleria dei Re” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Verso la nuova Galleria dei Re. Per consentire il riallestimento della Galleria dei Re, le statue della Galleria dei Re sono protagoniste dal 23 aprile 2024 di un nuovo allestimento temporaneo nell’atrio e sotto le arcate del museo Egizio e dell’Accademia delle Scienze, dal titolo “Verso la nuova Galleria dei Re” (vedi Torino. Al museo Egizio, nell’anno del bicentenario, avviato il riallestimento della Galleria dei Re: fino a ottobre le statue di dei e faraoni sono spostate nell’atrio e sotto le arcate del museo Egizio e dell’Accademia delle Scienze. L’esposizione “Verso la nuova Galleria dei Re” ricorda il loro arrivo, 200 anni fa, con la collezione Drovetti | archeologiavocidalpassato). L’esposizione, frutto della collaborazione tra le due istituzioni, offrirà fino a ottobre 2024 ai visitatori una suggestione dell’origine del museo, 200 anni fa, quando arrivarono a Torino le grandi sculture di faraoni e divinità. Nel 1823 queste, infatti, assieme a migliaia di reperti della collezione Drovetti, varcarono la soglia del palazzo barocco che oggi ospita il museo Egizio e l’Accademia delle Scienze e furono sistemate al piano terreno e nella corte. Un anno dopo nacque a Torino il primo museo Egizio al mondo.

Una delle sale dello statuario con l’allestimento di Dante Ferretti, per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006 (foto museo egizio)
“Il primo ripensamento – spiega Greco – è stato innanzitutto il basamento, perché forse tutti noi siamo sempre stati colpiti da quell’immagine che ci ha regalato Dante Ferretti, che venne in aiuto del museo nell’anno delle Olimpiadi (2006), arrivavano le delegazioni straniere, non c’erano soldi per rifare il museo, e quindi bisognava regalare un sogno. E questo sogno ce l’ha regalato, che era l’Egitto di Hollywood che rimarrà nella memoria di tutti, ed è documentato sul nostro sito. Però forse – continua – ci siamo dimenticati a essere una relazione intima con le statue a vederle. Oggi le vediamo tutte ribassate, e riusciamo finalmente a vederne i volti”. “Quando ho deciso al progetto della nuova Galleria dei Re– confessa Greco – ho pensato che questo sarà il mio licenziamento! Perché tutti adoravano la Galleria dei Re e in genere un direttore deve venire incontro a quello che vuole il visitatore e invece noi l’abbiamo cambiata”. Il progetto si chiama “Dall’oscurità alla luce”: “Queto è il concetto fondamentale: l’Egitto che torna con la sua luce. Già oggi al tramonto le Sekhmet acquistano una luce particolare che sembra davvero di rivederle nelle loro corti in Egitto”.
Giardino funerario e orto. “Il 1° maggio 2024 abbiamo aperto un piccolo giardino funerario” (vedi Torino. Al museo Egizio apre al pubblico un nuovo allestimento permanente “Giardini egizi: l’orto e il giardino funerario” | archeologiavocidalpassato). “Quello del museo Egizio – spiega Greco – riproduce il giardino funerario proposto nel Djehuty Project dal professor José Manuel Galán, ritrovato difronte a due tombe del Medio Regno (1991-1965 a.C.): una specie di griglia fatta in argilla rialzata con piante messe a dimora dentro questi cubi di terra e utilizzate nei rituali funerari. È l’ultimo omaggio a quelle persone che sotto quella sala riposano perché le mummie sono persone che riposano e mai avrebbero immaginato di essere oggi a Torino e che in quel giardino ritrovano uno degli elementi del paesaggio che hanno perso”. Dall’altra parte c’è un tipico orto così come viene rappresentato in una tomba di Beni Hasan, anch’esso realizzato con una specie di griglia dove si portava l’acqua a mano perché le piante sui diversi terrazzamenti potessero essere annaffiate.

La sala immersiva delle Gallerie d’Italia di Torino con la video-installazione “Paesaggi/Landscapes” (foto graziano tavan)
Paesaggi / Landscapes. “Paesaggi/Landscapes” è l’installazione immersiva, che dal 13 giugno al 12 settembre 2024 si può vedere gratuitamente, al mattino, alle Gallerie d’Italia di Torino, parte del progetto culturale ideato dal museo Egizio in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto. A corollario della video-installazione, e in concomitanza della chiusura del museo Egizio (17 giugno – 12 luglio 2024) per i lavori di copertura del cortile barocco, c’è stato un ciclo di dialoghi a ingresso libero che metterà a confronto fotografi, artisti ed egittologi saranno i protagonisti di “Paesaggi/Landscapes” (vedi Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025 | archeologiavocidalpassato). “È un primo assaggio di quello che vogliamo sia l’Egitto immersivo che vedremo nel 2025”, sottolinea Greco, “ovvero 200 anni dopo la nascita del museo Egizio ci siamo interrogati e ci siamo chiesti: cosa manca al museo Egizio? L’Egitto. E l’ambiente un po’ lo ricreiamo con il giardino e un po’ con un Egitto immersivo, ovvero cercando di far capire come il paesaggio sia un palinsesto in cui l’elemento antropico ha operato cercando di ricostruire il paesaggio”.

Il direttore Greco presenta il manifesto che annuncia l’apertura della sala Nefertari al museo Egizio (foto museo egizio)

La locandina della mostra “Queen Nefertari: eternal Egypt” al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City
Nefertari. Il primo appuntamento del bicentenario è il 9 agosto 2024. Innanzitutto alla sera il museo Egizio avrà l’onore di ospitare il prof. Tarek Tawfik, presidente dell’associazione internazionale degli Egittologi, che parlerà su “La tomba di Nefertari. Incontro con la regina”, In occasione dell’inaugurazione della nuova sala del museo Egizio per il corredo della tomba della regina Nefertari, scoperta 120 anni fa da Ernesto Schiaparelli durante gli scavi della Missione Archeologica Italiana, tra 1903 e 1905. Nefertari, la sposa di Ramses II non si vede al museo Egizio da 8 anni. Ha fatto parte di una mostra itinerante che ha toccato prima l’Ermitage di San Pietroburgo, facendo 2 milioni e mezzo di visitatori (vedi “Nefertari e la Valle delle Regine. Dal museo Egizio di Torino”: all’Ermitage in mostra i capolavori conservati nella città sabauda parte delle ricche collezioni Drovetti e Schiaparelli | archeologiavocidalpassato), poi è andata a Leiden (vedi Il corredo della tomba di Nefertari del museo Egizio di Torino star della mostra “Le Regine del Nilo” a Leiden, in Olanda, prima esposizione temporanea all’estero del direttore Greco | archeologiavocidalpassato), quindi è approdata negli Stati Uniti (vedi Usa. Nonostante il contesto internazionale condizionato dalla pandemia, terza tappa nordamericana della mostra “Le Regine del Nilo” con 250 reperti del museo Egizio di Torino. Al Kimbell Art Museum di Fort Worth (Texas) proposto un nuovo allestimento dal titolo “Queen Nefertari’s Egypt”. Il direttore Greco: “Seguite tutte le operazioni di allestimento da remoto” | archeologiavocidalpassato) e in Canada (vedi Apre al Canadian Museum of History di Gatineau (Ottawa, Québec) la mostra “Queens of Egypt”, con 250 reperti del museo Egizio di Torino: dopo Kansas City e Fort Worth in Texas, i reperti delle collezioni torinesi proseguono il viaggio in Nord America e arrivano in Canada | archeologiavocidalpassato) per 5 anni. Dal 1° agosto 2024 la città di Torino è tappezzata col manifesto che riproduce uno degli oggetti più belli della Tomba di Nefertari, il Pilastro Djed-Zed. Sono state recuperate le vetrine volute da Schiaparelli arricchite da foto che ci riportano alla Valle delle Regine di inizio Novecento.

Christian Greco, direttore del museo Egizio, presenta la nuova galleria “Materia. Forma del Tempo” (foto museo egizio)
Galleria “Materia. Forma del Tempo”. “Un museo deve mettere al centro la materia: ecco quindi una serie di nuove biblioteche che verranno aperte in questa sala – anticipa Greco -. “La biblioteca dei legni: quali legni erano conosciuti nell’Antico Egitto? Quali pigmenti erano conosciuti? Perché i legni sono fondamentali e ci permettono all’interno dell’archeologia di datare, e quindi impareremo a cosa serve la Dendrocronologia. E poi la biblioteca della ceramica per rendere visibile quello che è l’elemento portante in archeologia: senza la ceramica noi non possiamo datare i vari strati. Sono 5600 vasi del museo Egizio che non sono mai stati esposti nella loro totalità, verranno presentati in un vetrinone che come una libreria. Ci sarà una scala che porta al secondo piano per poter vedere tutti i vasi in sequenza, ordinati per topografia – quindi nei luoghi in cui sono stati trovati – e poi in ordine cronologico. E in questo siamo precursori a livello internazionale”.

Il tempio di Ellesiya ricostruito nelle sale del museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)
Tempio di Ellesiya. Il 20 novembre 2024 arriverà al museo Egizio il presidente Mattarella. “Per noi è molto importante che venga il presidente – sottolinea Greco – perché il presidente rappresenta tutti, rappresenta l’unità del nostro Paese. E noi restituiremo al presidente per restituirlo all’Italia il Tempio di Ellesiya, donato dal presidente Nasser all’Italia. Però c’era una cosa che doveva essere portata a termine del progetto iniziato da Silvio Curto: restituire questo tempio alla nazione. Il tempio non è del museo Egizio, il tempio è stato donato all’Italia. Ci sono stati altri tre Paesi che hanno ricevuto un tempio: gli Stati Uniti, i Paesi Bassi e la Spagna. La Spagna ha optato per l’esposizione in un parco, il Metropolitan ce l’ha all’interno del Met ma c’è un cubo di vetro che permette a chi è a Central Park di vedere all’interno, a Leiden si decise di coprire una piazza per rendere questo tempio fruibile. Noi stiamo per avviare i lavori per aprire una porta su via Duse e il tempio sarà fruibile gratuitamente per tutti. Lo consegneremo al Presidente della Repubblica, e dopo, nel pomeriggio del 20 novembre, apriremo il museo fino alle 21 per la comunità scientifica nazionale e internazionale. E poi fino alle 2 di notte avremo una prima notte bianca gratuita. La gratuità e la restituzione a Torino del museo Egizio continueranno poi il 21 e il 22 novembre in un festival di tre giorni che sarà per restituire a tutti il museo che è di tutti. E voglio che sia una festa che coinvolgerà tutti, voglio coinvolgere l’università, il Politecnico, voglio che vengano i giovani e che capiscano che questo museo in primis è loro”.

Christian Greco, direttore del museo Egizio, presenta gli allestimenti multimediali al Tempio di Ellesiya (foto museo egizio)
Il tempio di Ellesiya sarà raccontato. “Ci saranno due modalità in cui il tempio verrà raccontato”, spiega Greco. “Ci sarà un video-mapping sulle superfici del tempio che ci racconterà le varie parti del tempio e poi ci sarà una proiezione che darà una spiegazione invece sulla storia del museo. Una storia – continua Greco – che ci permette di nuovo di raccontare, di declinare una memoria sotto una valenza diversa, perché non esiste una memoria unica. In archeologia si deve dimenticare la parola identità. Non esistono identità, esistono caratteristiche diverse, esistono ibridazioni, e non si può pensare che ci sia un qualcosa di unico, un bianco e un nero, ma ci sono diverse gradazioni”.

Christian Greco, direttore del museo Egizio, presenta il nuovo allestimento della Galleria dei Re (foto museo egizio)
Galleria dei Re. “Innanzitutto recuperiamo l’ingresso monumentale Museum – spiega Greco – con una porta in legno bellissima arricchita di elementi esoterici che ci testimonia anche il sentire di Torino di fine ‘800. Si rivede la volta, si rivedono le due lapidi, una che ci ricorda di Drovetti e l’altra in lettere d’oro che ci ricorda della visita di Jean-Françoise Champollion, e che finalmente saranno esposte. Cambia la concezione: finestre aperte sulla corte interna, finestre aperte su piazza Carignano e luce. Le statue sono tutte abbassate e saranno in un contatto molto più intimo. Da metà piazza Carignano guardando verso il museo, con le luci accese, di sera si riuscirà a vedere le statue all’interno. La statua di Seti II sarà nella luce, con una parete dietro graficata che ci farà vedere da dove lui arriva perché lo sforzo di contestualizzazione lo faremo anche qui. La statua di Seti II è stata trovata difronte alla cappella di Seti II nel gran cortile del Tempio di Karnak. appena si entra dalla porta monumentale di Nectanebo I immediatamente a Nord c’è il suo fratello gemello che si trova al Louvre – il nostro però è più bello – e quindi finalmente ci sarà questo tentativo di contestualizzazione. Lo stesso avverrà con le Sfingi, esposte in una maniera diversa. Non più che guardano il pubblico ma che si guardano loro e che dovranno in prospettiva anche ricordare quel dromos che collegava il tempio di Karnak e il tempio di Luxor”.

Bicentenario museo Egizio: rendering della piazza Egizia, veduta zenitale (foto OMA Rotterdam)
Piazza Egizia. Per consentire tutti i singoli interventi è stato necessario coprire la corte, attraverso un bando internazionale cui hanno partecipato 38 progetti da 34 Paesi. È stato scelto un progetto olandese (vedi Torino. Per le celebrazioni del bicentenario il museo Egizio cambia volto e si apre alla città: il cortile diventa la Piazza Egizia, urbana e coperta con accesso libero al tempio di Ellesija. Ecco i dettagli del progetto dello studio OMA di Rotterdam vincitore del concorso internazionale indetto dalla Compagnia di San Paolo | archeologiavocidalpassato). È una copertura leggera e completamente reversibile, perché non entra nelle pareti e quindi si potrà togliere in qualsiasi momento. È in vetro e acciaio che nell’ottica degli architetti ricorda quella che doveva essere la griglia di scavo. “Questo ci permetterà di avere una piazza”, spiega Greco, “dove avverranno una serie di cose. Ma la piazza con tutti i servizi annessi non sarà pronta per novembre, quando verrà il Presidente della Repubblica, ma sarà completata tra giugno e settembre 2025”. InfoPoint. Nel 2025 ci sarà un infopoint condiviso che sarà museo Egizio e Accademia delle Scienze, “perché il valore è che questo museo continua a essere all’interno di questo palazzo dove l’Accademia delle Scienze ha avuto il primo curatorio dove l’Accademia delle Scienze ancora c’è e dove insieme accoglieremo il pubblico per dire qui c’è un luogo congiunto e ci sono delle cose che si possono fare. Il mio sogno è di poter unire un giorno il patrimonio tangibile e intangibile, Accademia delle Scienze e museo Egizio per tentare assieme di valorizzare questo, quindi non solo le collezioni ma anche il palazzo in cui sono i saperi che si sono accumulati per cercare di far partecipare il museo Egizio a una candidatura Unesco.

Progetto OMA per il museo Egizio di Torino: rendering del bookshop accessibile dalla piazza Egizia (foto OMA Rotterdam)
La copertura della piazza ci ha permesso finalmente di stamponare le arcate del portico che è il portico di un palazzo barocco, così da poter percepire questa idea di interno ed esterno. Ci sarà la libreria, ricordando un po’ i portici di carta di Torino, prima di entrare nella Galleria dei Re. Questa piazza diventerà un luogo in cui chi entra, un po’ in piccolo date le nostre dimensioni, possa decidere dove andare. Si può andare al Tempio di Ellesiya, che è gratuito; si può andare sotto, nell’Egitto immersivo, che è gratuito; si può andare alla Galleria dei Re, o alla Galleria Materia Forma del Tempo; oppure prendere la scala mobile, raggiungere il secondo piano e cominciare il percorso cronologico. Quindi un museo che diventa molto più permeabili”. Continua Greco: “Toglieremo finalmente la scala mobile che porta adesso nell’ipogeo, perché oggi questa scala mobile oscura completamente il muro romano. La nuova scala, molto più leggera, utilizzabile anche per piccole conferenze, permetterà di far vedere tutto il muro romano su cui è costruito tutto l’edificio”.

Progetto OMA: rendering del giardino Egizio al livello -1 della piazza Egizia del museo Egizio di Torino (foto OMA Rotterdam)
Giardino egizio ed Egitto immersivo. Sarà pronto nel 2025. “In molte tombe tebane del Nuovo Regno – riprende Greco – il giardino viene rappresentato come un luogo in cui soggiornare. Così noi ricreeremo un giardino antico egizio e questo giardino è una parte della ricostruzione del paesaggio, perché dal giardino si entrerà in quello che è l’Egitto immersivo. Qui non saranno solo immagini, ma ci saranno anche reperti esposti vicino al loro paesaggio. E lì accanto c’è la sezione della Storia del Museo, anche questa gratuita. È il passato e il futuro del museo in dialogo tra loro”.
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