Firenze. A tourismA 2023 anteprima di “Aquilea una guida” di Elena Commessatti, sostenuta da Fondazione Aquileia e PromoTurismoFVG per offrire un nuovo racconto della città

La copertina del libro “Aquileia una guida” di Elena Commessatti (editrice Odos)
L’appuntamento per l’anteprima è un po’ distante da Aquileia, ma in un posto speciale – Firenze – per un’occasione speciale – tourismA 2023. Sabato 25 marzo 2023, alle 16.30, verrà infatti presentata a Firenze nell’ambito di Tourisma – il salone dell’archeologia e del turismo culturale che si tiene al Palazzo dei Congressi di Firenze, la nuova guida sulle meraviglie di Aquileia, scritta da Elena Commessatti, edita dalla libreria turistica editrice Odòs nell’ambito della collana incentro. Aquileia una guida è realizzata con il sostegno di Fondazione Aquileia e PromoTurismoFVG, sarà distribuita nelle librerie di tutta Italia dal 29 marzo e verrà presentata al museo Archeologico nazionale di Aquileia, sabato 15 aprile 2023. Aquileia una guida è un lungo racconto dentro un format identico per tutta la collana, con quattro sezioni principali – ‘Ritratto di città’, ‘Visioni d’autore’, ‘Passeggiate lente’, ‘Il meglio di’ – in cui fanno irruzione le Top 5 in stile Nick Hornby di High Fidelity, cioè i ‘Luoghi del cuore’ di artisti, giornalisti, scrittori che hanno vissuto la città o la vivono, per nascita o per adozione. Hanno offerto la propria classifica dei luoghi del cuore di Aquileia: l’illustratore Francesco Tullio Altan, inventore della Pimpa e la moglie Mara Chaves; Sonia Bergamasco e Cesare Bocci gli attori protagonisti del film La scelta di Maria dedicato al milite ignoto; Luigi (Gigi) Delneri storico calciatore e allenatore; Emilio Rigatti, insegnante e scrittore; Sara Zamparo, Anna Sairu, Raffaella Grasselli, Antonella Comelli e Francesca Benvegnù, guide turistiche poliglotte profonde conoscitrici di Aquileia.

Panorama con papaveri e basilica (foto N. Oleotto)
A firmare le oltre duecentocinquanta pagine dedicate ad Aquileia è Elena Commessatti, scrittrice e giornalista letteraria, si occupa di biografie dimenticate, come quella dell’inventore Arturo Malignani, e di luoghi invisibili che fa vivere in radio (Rai) come sceneggiatrice e conduttrice. Dopo un master in Tecniche della Narrazione alla Scuola Holden, ha vissuto alcuni anni tra redazioni e uffici stampa a Milano. Ha una predilezione per la serialità: la saga noir I libri di Agata Est, dedicata alla vicenda del “Mostro di Udine”, e il format di passeggiate slow Udine “genius loci”. Per Odòs è direttrice editoriale della collana incentro, di cui ha inventato il format, e autrice. Qualche anno dopo Udine una guida, è ora tornata per raccontare Aquileia. Collabora alle pagine culturali del “Messaggero Veneto” dal 1995. Dal 2007 è la voce narrante dell’azienda di furniture design Moroso.

L’infilata delle sale del museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto A. Chemollo)
Oltre alle ‘Passeggiate lente’, le guide incentro si caratterizzano per un’accurata ricerca delle fonti, come si legge nelle sezioni ‘incentro alla storia’ e ‘Visioni d’autore’, dove si prendono in considerazione i tanti personaggi che hanno vissuto e raccontato la città. Fedele alla struttura del manuale di viaggio classico, la guida incentro porta con sé lo sguardo preparato e laterale dell’autore che accompagna il turista in tanti rivoli e suggestioni, scoperte e camminate, racconti tra letteratura, musica, teatro, cinema che fanno del libro uno strumento di servizio con un’originale visione d’autore. Le guide incentro hanno formato tascabile, veste grafica accattivante, 16 pagine di fotografie e mappa allegata (42×30 cm) dove sono riportati alberghi e ristoranti/caffè/bar e alberghi in cui fermarsi (segnalati con un puntino colorato) e ogni Passeggiata lenta riporta un close-up sulla parte della piantina da consultare.

Le colonne del foro di Aquileia a veduta d’uccello (foto G. Baronchelli)
“Tanto nel racconto di Aquileia, riconosciuta patrimonio Unesco dal 1998, che vuol dire dell’Umanità, è responsabilità per chi scrive”, così si legge nella prefazione di Elena Commessatti, l’autrice insider de Aquileia una guida, “Perché Aquileia è un mito, e vive in più periodi risorgendo dalle sue rovine come una fenice in una girandola di palingenesi, ma mito rimane, e allora bisogna saperlo spiegare al lettore, senza inganni. Perché Aquileia è una città per la maggior parte invisibile, e allora bisogna volerla raccontare, perché chi ci cammina sopra usi gli occhi della fantasia e si fidi di te. Perché Aquileia vive, certo, ma vive ancora sottoterra e tanto c’è ancora da fare. E allora bisogna saperla evocare, suggerendo i colori giusti, dentro una lunga storia che comincia ancora prima della sua fondazione del 181 a.C., arriva fino a ora e continuerà anche dopo di noi. Le guide incentro propongono un viaggio, assieme agli autori, ricco di aneddoti, leggende, fascinazioni personali che creano percorsi inconsueti e attenti anche al “sentimento” dei luoghi, sempre alla ricerca del genius loci. Sono guide slow per un turista non lento ma esigente che si prende il tempo giusto davanti alle cose belle”.

Ciclovia Alpe Adria tra Grado e Aquileia (foto N. Brollo)
“Abbiamo voluto offrire al visitatore e ai cittadini di Aquileia un nuovo racconto della città”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “uno sguardo accurato e inedito sul suo patrimonio storico e artistico ma anche sulle eccellenze enogastronomiche e sulla bellezza del paesaggio. È stato un lavoro di squadra che ha coinvolto per molti mesi la Fondazione Aquileia e PromoTurismoFVG, con la collaborazione del Comune di Aquileia, del museo Archeologico nazionale, della Basilica di Aquileia e di molti aquileiesi che hanno accolto e accompagnato la scrittrice alla scoperta del territorio”.

Vendemmia di un vigneto storico nell’area archeologica delle Grandi Terme e del Teatro romano di Aquileia (foto N. Oleotto)
“Aquileia negli ultimi anni è cambiata”, dichiara il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino. “La sua grande eredità culturale è sempre più valorizzata e molteplici sono le novità per chi si accinge a scoprirla. Aquileia, luogo dell’anima, andava raccontata quindi con parole nuove ma soprattutto emozionali nell’ottica di riuscire a rendere il compendio del nostro patrimonio unitamente alle tante esperienze che si possono vivere sul nostro territorio. Per questo di concerto con tutti gli enti abbiamo deciso di promuovere la realizzazione di questa guida che è il contenitore della bellezza, della natura, e dei saperi e dei sapori che ad Aquileia un visitatore può scoprire”.
Aquileia. Firmato in Repubblica Ceca il protocollo d’intesa per l’ingresso nell’itinerario culturale europeo: così il Cammino culturale dei SS. Cirillo e Metodio, co-patroni d’Europa, riconosciuto nel 2021 dal Consiglio d’Europa, farà tappa ad Aquileia

A Modrà (Cechia) il presidente di Fondazione Aquileia Roberto Corciulo e la direttrice dell’associazione del Cammino culturale dei Santi Cirillo e Metodio Zuzana Vojtová firmano il protocollo di intesa per l’ingresso di Aquileia nell’itinerario culturale europeo che percorre i luoghi toccati dai Santi, co-patroni d’Europa (foto fondazione aquileia)
Il Cammino culturale dei SS. Cirillo e Metodio farà tappa ad Aquileia: sabato 5 novembre 2022 il presidente di Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, in rappresentanza dell’associazione di scopo che unisce Fondazione Aquileia, Fondazione Società per la conservazione della Basilica e Comune di Aquileia, e la direttrice dell’associazione del Cammino culturale dei Santi Cirillo e Metodio Zuzana Vojtová hanno firmato a Modrá in Cechia, alla presenza del presidente della Regione di Zlín Radim Holiš e dell’europarlamentare on. Martina Dlabajová il protocollo di intesa per l’ingresso di Aquileia nell’itinerario culturale europeo che percorre i luoghi toccati dai Santi, co-patroni d’Europa, durante la loro opera di evangelizzazione. “Aquileia”, sottolinea Roberto Corciulo, “ha compiuto il primo passo per entrare a fare parte dell’associazione del Cammino culturale dei santi Cirillo e Metodio, riconosciuto nel 2021 dal Consiglio d’Europa. Nella Repubblica Ceca e in Slovacchia sono già stati creati più di mille chilometri di sentieri, in Friuli Venezia Giulia lavoreremo insieme ai referenti dei cammini già riconosciuti e a PromoTurismoFvg per realizzare le azioni necessarie a collegare gli itinerari e a offrire ai pellegrini e ai turisti un nuovo percorso culturale e di fede. La firma di questo accordo, oltre ad avere un profondo valore spirituale, sancisce la volontà di lavorare in rete, sia a livello locale sia a livello transnazionale, e di iniziare un percorso di scambio e confronto culturale di respiro europeo per la valorizzazione territoriale. La trasferta nella regione di Zlín”, aggiunge Roberto Corciulo, “è stata anche un’occasione importante per visitare alcuni luoghi di pellegrinaggio lungo il percorso e confrontarsi sugli strumenti di accoglienza. Ci tengo a ringraziare il console onorario della Repubblica Ceca Paolo Petiziol e l’on. Martina Dlabajová per aver agevolato l’incontro tra Aquileia e questo significativo cammino culturale”. “Il Cammino di Cirillo e Metodio è un’enorme opportunità per valorizzare la ricchezza culturale e storica della Moravia. Fin dall’inizio ho sostenuto i valori europei che i Santi Cirillo e Metodio incarnavano già nel IX secolo”, sottolinea l’eurodeputata Martina Martina Dlabajová, “e che ancora oggi, come co-patroni d’Europa rappresentano. La cooperazione con altri Paesi europei è molto importante e la firma del protocollo con Aquileia segna sicuramente l’inizio di una lunga e proficua collaborazione che sarà motivo di gioia per i pellegrini e i turisti provenienti da tutta Europa”.

La Basilica di Aquileia da drone con piazza Capitolo e piazza Patriarcato: le lastre di pietra di Aurisina bianca riproducono la sagoma dell’impianto edilizio antico (foto fondazione aquileia)
“I santi Cirillo e Metodio sono arrivati ad Aquileia e sono stati ospitati nella nostra città nel loro viaggio verso Venezia e Roma”, ricorda Andrea Bellavite, direttore della Fondazione Società per la Basilica di Aquileia. “Oggi riprendiamo questi rapporti che affondano le loro radici nel IX secolo e proseguiamo ricostruendo amicizia e ospitalità”. “Un’operazione importante”, afferma il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, “che unitamente alle tante messe in campo negli ultimi anni racconta Aquileia quale centro di interscambio e rafforza la valorizzazione della nostra immensa eredità culturale frutto di un’ibridazione culturale e spirituale bimillenaria. La valorizzazione di questo itinerario è per noi tutti motivo di grande riflessione e stimolo per lavorare ancora più alacremente su progetti capaci di avvicinare popoli, apparentemente diversi tra loro ma, nella realtà, decisamente vicini per le assonanze culturali che li legano. In questi giorni tragici e complessi sono importanti progettualità come queste dove il dialogo, la condivisione e il confronto fra i popoli hanno un senso ancora più profondo”.
Al via la XII edizione di Aquileia Film Festival con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto. E la conversazione con Paolo Mieli che presenta il libro “La terapia dell’oblio”

Con una serata-evento dedicata al centenario del Milite Ignoto il 27 luglio 2021 prende il via la dodicesima edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm e con Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Fvg, PromoTurismoFvg, Regione FVG, Fondazione So.Co.Ba. e il prezioso sostegno di Solaris Yachts (vedi XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato | archeologiavocidalpassato). “Evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. L’evento per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia. La prenotazione è obbligatoria su www.fondazioneaquileia.it.

Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” ( Italia 1921, durata 77’. Federazione Cinematografica Italiana e Unione Fototecnici: formato originale 35mm (4/3), lunghezza 1680 m.; lingua: muto) in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli nel 2006-2007 a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il film sarà accompagnato dal vivo dalle note di Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. Il 28 ottobre 1921 Maria Bergamas, madre di un fante italiano disperso sul fronte della prima guerra mondiale, sceglie tra undici bare con le salme di soldati non identificati quella del Milite Ignoto, in una cerimonia che si tiene all’interno della Basilica di Aquileia. Il feretro, caricato su un convoglio speciale, parte alla volta di Roma, dove viene tumulato il 4 novembre al Vittoriano. Riprese effettuate dal 28 ottobre al 4 novembre 1921 a Trieste, Aquileia, Grado, Udine, Codroipo, Pordenone, Sacile, Conegliano, Venezia, Mestre, Montegrotto, Pontelagoscuro, Ferrara, Firenze, Arezzo, Orvieto, Roma, Napoli, Milano, Genova, Bergamo, Catania, Messina, Torino.


Paolo Mieli, giornalista e storico
La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Si partirà dai temi del film, dal Milite Ignoto, e poi si parlerà del suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli. I percorsi storici, le vie della storia sono costellate di manipolazioni e dimenticanze, talvolta casuali, ma più spesso determinate dalla volontà di legittimare ideologie e giustificare regimi. Talvolta prevale il bisogno di dimenticare perché il ricordo è insopportabile: sono i meccanismi psicologici di difesa che ognuno porta dentro di sé e che ci aiutano a liberarci di un passato troppo invadente che non ci consente di vivere annullando i vincoli costrittivi. C’è poi un contrasto insanabile fra storia e memoria, ovvero fra il ricordo personale dei fatti e una ricostruzione più oggettiva e riflessa. Della “terapia dell’oblio” fanno parte delle curiose amnesie, come quella della Rivoluzione napoletana del 1799 che la restaurazione della monarchia borbonica condannò alla distruzione di tutti i documenti, in modo da non lasciarne traccia. In questo caso, come in tanti altri, si trattò di una “terapia dell’oblio” utile alla conservazione di un potere che si autolegittima. La “terapia dell’oblio” indispensabile nelle persone, pericolosa quando viene esercitata dalle istituzioni, e comunque utile contro gli “eccessi della memoria” che possono rovinare le vite personali come quelle dei popoli. Oggi sembra necessaria una somministrazione sapiente di dimenticanza anche in ambito storico e politico. Alla fine del Purgatorio di Dante, le anime dirette in Paradiso lavano i propri peccati nel fiume Lete per rimuovere le cose cattive del passato. Ma attenzione: riconoscono prima i loro peccati.
#iorestoacasa. L’ottava “pillola video” proposta dalla Fondazione Aquileia ci porta a conoscere gli affreschi dell’abside della Basilica Patriarcale di Aquileia descritti dalla storica dell’arte Enrica Cozzi

L’ottava “pillola video” promossa dalla Fondazione Aquileia, aderendo alla campagna del Mibact #iorestoacasa, ci porta ancora all’interno della basilica patriarcale di Aquileia alla scoperta degli “affreschi dell’abside”, descritti dalla prof.ssa Enrica Cozzi, docente di Storia dell’Arte medievale all’Università degli Studi di Trieste. “La decorazione dell’abside centrale della basilica di Aquileia”, spiega la storica dell’arte, “arriva a completamento dei lavori architettonici dell’intera basilica. Possiamo datarla in modo abbastanza preciso tra il 1027 e il 1031: il 1031 ci viene dato da una serie di testimonianze ma anche dalla lunga iscrizione che scorre nella zona mediana dell’abside”. Si tratta di un affresco storico: “Al centro troneggia la maiestas virginis con la Vergine seduta con il Bambino entro mandorla, circondata dai simboli degli Evangelisti. Ma la cosa veramente singolare e importante qui ad Aquileia è che sui lati del catino absidale oltre i Santi locali, da Ermacora protovescovo con il diacono Fortunato al secondo vescovo Ilario con Tarsiano, e a San Marco, compaiono altri personaggi in dimensioni minori che sono dei personaggi storici: c’è ovviamente il patriarca Popone con il nimbo quadrato a significare che è un personaggio vivente ma anche è il committente degli affreschi. E poi compaiono le figure dell’imperatore vivente Corrado II il Salico, della moglie l’imperatrice Gisella e del figlioletto Enrico qui incoronato (sarebbe diventato re come Enrico III) anche se all’epoca era un adolescente. Infine c’è un altro personaggio, sulla sinistra, quasi completamente perduto: si tratta dell’imperatore Enrico II che all’epoca era già morto da alcuni anni, ma era troppo importante per la storia di Popone e la storia di Aquileia”.
Ad Aquileia in prima assoluta il film “Incanto” che, seguendo gli studi di don Pressacco, ci aiuta a collegare l’Aquileia del I secolo d.C. con Alessandria d’Egitto e a interpretare la nascita e la diffusione del Cristianesimo Aquileiese
“Incanto”: non poteva essere scelto titolo più indicato per il film di Marco D’Agostini: un viaggio di scoperta attraverso la ricerca storica e le intuizioni di don Pressacco, uno dei protagonisti della scena culturale friulana di fine Novecento, che ci aiuta a collegare l’Aquileia del I secolo d.C. con Alessandria d’Egitto e a interpretare la nascita e la diffusione del Cristianesimo Aquileiese. Ecco dunque l‘incanto della basilica e dei suoi splendidi mosaici testimonianza di fede prima ancora che di arte unica. Ecco l’incanto dei ritmi, delle musiche, dei canti che da questa basilica sono stati elementi di identità di un’intera comunità cristiana. Per iniziativa della Fondazione Aquileia, con il patrocinio del Comune di Aquileia, martedì 30 luglio 2019, alle 21, verrà proiettato in prima assoluta sul grande schermo in piazza Capitolo “Incanto”, l’ultimo documentario del regista Marco D’Agostini nato da un progetto dell’Associazione culturale don Gilberto Pressacco e prodotto da Agherose. Il film è stato realizzato con il sostegno di Fondo per l’Audiovisivo del FVG, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Fondazione Aquileia, CIRF dell’Università di Udine, patrocinato dalla Società Filologica Friulana e distribuito da Forum editrice. In caso di pioggia la proiezione si svolgerà nella Sala Romana affacciata su piazza Capitolo.
“L’idea del documentario “Incanto” – spiega la produzione Agherose – prende le mosse da una ricognizione sull’operato della figura di don Gilberto Pressacco (1945-1997) protagonista della scena culturale friulana di fine Novecento per le sue originali idee sulle origini e la diffusione del Cristianesimo Aquileiese e per le sue attività di rilievo in campo musicologico e corale. Questi temi, apparentemente localistici, sono in realtà di ampio interesse vista l’importanza storica della città di Aquileia e la diffusione di un insieme di canti corali e danze nelle comunità rurali friulane, portatori di un sistema ritualistico originale e rappresentativo di una pluralità di cristianesimi in tutto il bacino del Mediterraneo. In questo senso, raccontare Gilberto Pressacco è raccontare un caleidoscopio di suggestioni, un gioco di rimandi continuo: dagli studi in ambito musicale – partendo da una delle specificità del canto corale di area aquileiese – fino al tema della danza sacra e popolare. Di ritmo in ritmo, di nota in nota, fino alla ricerca dei lontani ascendenti di queste particolarità, Pressacco con la sua ricerca ha riannodato fili dispersi e sparpagliati dal tempo, giungendo a collegare Aquileia con Alessandria d’Egitto che durante il I sec. d.C. era la vera capitale del Mediterraneo”.
Turrida di Sedegliano è un piccolo centro che sorge a qualche centinaio di metri dal fiume Tagliamento. È qui che Gilberto Pressacco ha vissuto i suoi primi anni assorbendo i ritmi e la cultura di una civiltà contadina oggi scomparsa. Ed è qui che Pasquale Pressacco insieme a fratelli, racconta le atmosfere, la vita in famiglia, il carattere di Gilberto bambino. Durante il loro racconto, Pasquale e i fratelli mostrano le foto un po’ sgualcite e invecchiate, la camera rimasta quella di un tempo, gli spazi dove erano soliti giocare. Questa descrizione del personaggio è arricchita dalle immagini del Tagliamento, luogo dei giochi ma anche dei primi lavori, e dalle testimonianze di Sandro Azaele, prima allievo e poi amico di Pressacco, e da Gianpaolo Gri, compagno di studi e oggi antropologo ed esperto proprio di quella vita contadina che non c’è più.
“Dopo aver introdotto a livello biografico il “personaggio” don Gilberto Pressacco”, continua la produzione, “il film documentario procede su una doppia linea narrativa. Da una parte le ricerche legate al cristianesimo aquileiese e dall’altra alcuni aneddoti di vita ad arricchire il percorso. Nella parte centrale del documentario, quindi, il prete friulano diventerà il tramite attraverso il quale scoprire la sua affascinante ricerca, ricca di suggestioni e approfondimenti storico-religiosi. Rifacendosi anche ad altri studi e collegando spunti e conoscenze anche del campo musicologico, Gilberto Pressacco elaborò una teoria singolare e suggestiva: Aquileia e il territorio della bassa friulana sono stati la culla di una comunità religiosa di “terapeuti” proveniente da Alessandria d’Egitto che ha portato in questo territorio un primo Cristianesimo, probabilmente divulgato direttamente da San Marco. Una teoria che anche all’interno del documentario trova un contrappunto critico da parte di una studiosa e ricercatrice, Emanuela Colombi, docente di Cristianesimo delle origini all’università di Udine. Insieme a Luca De Clara (storico ed insegnante) siamo ad Aquileia, dove vengono illustrati alcuni aspetti cruciali della ricerca di don Pressacco ad un gruppo di studenti. Insieme a loro ci muoviamo all’interno della Basilica di Santa Maria Assunta e tra gli scavi nella zona dei mercati, in cui giovani archeologi stanno operando. Questo percorso è arricchito e intervallato da brevi sequenze di disegno animato che approfondiscono alcuni aspetti della ricerca visualizzando i contenuti e rendendo il tutto fruibile ad un ampio pubblico. Attraverso l’animazione infatti, viviamo le atmosfere del primo secolo dopo Cristo. Con una serie di disegni animati accompagniamo il tragitto di una nave mercantile lungo il mar Adriatico e vediamo sbarcare ad Aquileia, insieme alle merci, un gruppo di uomini con tuniche bianche. Sono loro i terapeuti che opereranno nella città romana e nelle altre zone della bassa friulana. Le immagini d’animazione sono arricchite da suoni, rumori e voci che provengono dalla notte dei tempi. In una sovrapposizione tra passato e presente, alla città di Aquileia del I sec. d.C. con i suoi 200mila abitanti si fondono i mosaici della Basilica giunti intatti fino a noi, testimoni proprio della vita e delle pratiche religiose del tempo; la zona dei mercati, oggi importante sito archeologico; il porto fluviale, luogo strategico per lo scambio di commerciale ma anche culturale”.
“Altro elemento chiave che funge da contrappunto alla narrazione è la musica e il canto corale. Le sequenze di un coro che sta provando alcuni canti tradizionali all’interno di una chiesetta con affreschi del ‘500 del medio Friuli (Santa Marizza), sono l’occasione che ci permette di ascoltare l’intensità del canto polifonico e nello specifico del canto a due cori (es. Scjarazzule Marazzule). La musica corale, con alcune versioni anche di canto gregoriano, ritornerà a cadenzare il racconto fondendosi e costituendo il supporto decisivo per dimensionare con intensità le immagini del territorio della bassa friulana (Aquileia, Grado, Palazzolo dello Stella, Codroipo). Alle immagini di oggi si succederanno anche frammenti di materiali audiovisivi d’archivio che mostrano la direzione del coro e le lezioni-concerto dello stesso Gilberto Pressacco che ha messo in luce più di altri l’originalità del cantare “popolare” e “sacro”. In questo contesto, la testimonianza di Claudio Zinutti, successore alla direzione del coro Candotti, e Milvio Trevisan, suo assistente, saranno fondamentali per approfondire l’aspetto umano e di insegnamento. Nell’ultima parte, coincidente con il racconto dell’ultimo periodo di vita e ricerca di don Gilberto Pressacco, i testimoni incontrati lungo il cammino, tracciano un bilancio della ricerca e dell’importanza del territorio friulano e della sua cultura. Un territorio spesso dimenticato, ma ricco di storia e originalità. Anche in questo caso”, si conclude la presentazione di “Incanto”, “Aquileia e infine Grado, sono i luoghi principali nei quali Sandro Azaele e Luca De Clara, espongono con forza e chiarezza l’importanza del passato da cui proveniamo. Passato ricco di confronto tra culture diverse, originalità musicale e incanto artistico”.
Giornata speciale sabato 15 aprile 2023 ad Aquileia. Alle 11, al museo Archeologico nazionale di Aquileia presentazione di “Aquileia, una guida”, la nuova guida sulle meraviglie di Aquileia, scritta da Elena Commessatti ed edita dalla libreria turistica editrice Odòs nell’ambito della collana incentro. Modererà l’incontro il giornalista del Messaggero Veneto Oscar D’Agostino che, dopo i saluti istituzionali, dialogherà con l’autrice. Posti limitati. In occasione della presentazione, Aquileia sarà animata tutto il giorno da un ricco programma di visite guidate gratuite che seguono le “passeggiate lente” descritte all’interno della guida. La partecipazione è gratuita, su prenotazione obbligatoria (massimo 25 persone) contattando l’InfoPoint PromoTurismoFVG al numero +39 0431 919491 o scrivendo a 






ore 9.30 – Dal Porto Fluviale al Museo Paleocristiano di Monastero. Percorso: via Salvemini – Museo paleocristiano. Durata: 1 ora
ore 14.30 – Da via Popone al porto, tra i resti fastosi della romanità pubblica aquileiese. Percorso: via Popone – fondo CAL – Mausoleo Candia – Decumano di Aratria Galla – Porto Fluviale. Durata: 1.30 ore
ore 15.30 – Nei dintorni della Basilica. Percorso: Domus e Palazzo Episcopale – Fondo Cossar – Domus di Tito Macro. Durata: 1.30 ore
ore 15.30 – Dal museo archeologico nazionale al sepolcreto. Percorso: Museo archeologico nazionale di Aquileia – via Roma – via XXIV Maggio – sepolcreto romano. Durata: 1.30 ore
ore 16.00 – Il Cimitero degli Eroi. Percorso: l’intera visita si svolge all’interno del Cimitero degli Eroi. Durata: 1 ora
ore 16.30 – All’interno della Basilica patriarcale. Percorso: Aula teodoriana sud – Cripta degli affreschi – Cripta degli scavi – Battistero – Südhalle. Durata: 1.30 ore
Visite teatralizzate per bambini. Il 15 aprile ci sono in programma anche due appuntamenti per bambini e ragazzi, che li vedranno coinvolti in un vero e proprio “salto nel passato” grazie alla presenza di un personaggio dell’antichità: la matrona Aratria Galla. La partecipazione alle visite teatralizzate è gratuita, su prenotazione obbligatoria al numero +39 375 6562461 o all’email
Il 23-24-25 settembre 2022, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, Aquileia si anima con l’Open – Day ai cantieri di scavo, aperture straordinarie, visite guidate, archeologia sperimentale e musica grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – Museo archeologico nazionale di Aquileia, Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, Università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, Associazione Nazionale per Aquileia, Fondazione Radio Magica.



Mirabilia, capolavori a confronto (18 / 20.45) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia.


























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