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Aquileia. Presentazione della nuova guida “Aquileia. Una guida” di Elena Commessatti promossa da Fondazione Aquileia. E ricco programma di visite guidate con le “passeggiate lente” proposte nel libro. Intervista all’autrice

aquileia_fondazione_guida-aquileia_presentazione-e-intervista-commessatti_locandinaGiornata speciale sabato 15 aprile 2023 ad Aquileia. Alle 11, al museo Archeologico nazionale di Aquileia presentazione di “Aquileia, una guida”, la nuova guida sulle meraviglie di Aquileia, scritta da Elena Commessatti ed edita dalla libreria turistica editrice Odòs nell’ambito della collana incentro. Modererà l’incontro il giornalista del Messaggero Veneto Oscar D’Agostino che, dopo i saluti istituzionali, dialogherà con l’autrice. Posti limitati. In occasione della presentazione, Aquileia sarà animata tutto il giorno da un ricco programma di visite guidate gratuite che seguono le “passeggiate lente” descritte all’interno della guida. La partecipazione è gratuita, su prenotazione obbligatoria (massimo 25 persone) contattando l’InfoPoint PromoTurismoFVG al numero +39 0431 919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

A Tourisma 2023, tenutasi al centro congressi di Firenze dal 24 al 26 marzo 2023, Elena Commessatti ha presentato in anteprima la nuova guida e ha rilasciato un breve intervento per archeologiavocidalpassato.com. “Sono Elena Commessatti, autrice della guida Aquileia, una guida, edita da Odos. Sono anche la direttrice della collana, perché me lo sono inventata io questo nuovo modo di raccontare l’Italia. Sono 35 titoli dal 2014. La prima è stata “Udine” e poi siamo andati in giro un po’ per l’Italia, con “Palermo”, “Bologna”… Ora è uscita “Aquileia. Una guida”. È una novità, perché non c’è mai stata una guida così. Aquileia aveva bisogno, come patrimonio Unesco, di una guida che accorpasse le scoperte archeologiche, le novità delle università con i nuovi scavi, il prodotto integrato del territorio fatto anche di eccellenze di enogastronomia, di vigneti meravigliosi e di un buon racconto sul vino, la natura che è bellissima ad Aquileia perché ha Grado vicino e la laguna. Lo sapevano bene anche i Romani. È una guida che nasce assolutamente in team con Fondazione Aquileia e Promoturismo del Friuli-Venezia Giulia e il Comune di Aquileia e la Società per la conservazione della Basilica. Perché Aquileia ha dei primati: ha un mondo religioso eccellente con un mosaico che è il mosaico più grande e più esteso dell’Occidente, quello che si è meglio conservato; una basilica che è l’edificio pubblico più antico d’Occidente. Già solo questo basterebbe. Però prima di questo Aquileia è stata la quarta città dell’impero romano, una città importantissima con tanti abitanti, non quanti si credeva: quando io ero bambina si diceva che avesse 200mila abitanti. Ora gli storici e gli archeologi hanno capito che nel massimo splendore contava 50mila abitanti”.

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Ricostruzione di Aquileia romana (foto Società friulana di archeologia)

“Un’Aquileia – continua Commessatti – che a me piace sempre dire – lo leggerete nella guida – che nel IV sec. d.C. quando nacque la chiesa di Aquileia che arriva direttamente da Costantino e da Alessandria, Aquileia era romana nel suo momento di massimo fulgore con il circo, con l’anfiteatro, con un contesto da grande città imperiale. Nella guida troverete, ad esempio, che Costantino si è fidanzato ad Aquileia, ce lo dicono i panegirici latini; troverete come novità tante passeggiate che raccontano l’invisibile attraverso una volontà da parte mia di connettere sempre il museo Archeologico nazionale, che è un museo fondamentale per capire Aquileia, una città invisibile che è diventata una terrestrità orizzontale. Ma Aquileia aveva una solennità tridimensionale. E nel gioco che ho scelto, cioè quello di creare una rubrica in e out all’interno della guida, voi – ad esempio – quando camminate lungo la Via Sacra troverete un richiamo agli oggetti di una stiva di una nave che sono conservati al museo Archeologico nazionale”.

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La Venere di età augustea conservata al museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto graziano tavan)

“Non credo che ci siano tanti altri musei come il museo Archeologico nazionale che sono realizzati solo e unicamente con reperti scavati nel territorio. E il Man ha un quantitativo anche nei magazzini e nei depositi di oggetti e di manufatti: meraviglie che provengono dagli scavi e questo già è una particolarità. Adesso c’è anche un racconto legato alle gioie, e questa è una novità, perché Aquileia ha un riallestimento anche del museo Archeologico nazionale: c’è – ad esempio – la collezione di ambre, che è una delle collezioni più importanti al mondo. La via dell’Ambra racconta proprio bene quanto Aquileia fosse un hub internazionale grazie a questo porto del Mediterraneo, dell’Adriatico dove si univa il Nord con l’Africa, e dove attraverso gli scambi e attraverso le navi arrivavano non solo olio e vino ma arrivavano anche le idee. Infatti camminerete con le mie passeggiate dentro questo racconto della città, troverete che tra i simboli dei mosaici tanti sono africani”.

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La copertina del libro “Aquileia una guida” di Elena Commessatti (editrice Odos)

“La guida è nuova ed è veramente un racconto mai fatto, che è nato così proprio da questa volontà di Fondazione Aquileia di chiedere a me come scrittrice. Io sono una scrittrice di narrativa, mi occupo di cold case e degli invisibili, mi occupo anche di delitti invisibili: in questo caso c’erano dei grandi delitti dell’antichità, perché sui Romani ci sono tante leggende che si possono raccontare e che le fonti documentano, ma in questo caso sono stata chiamata per raccontare la bellezza di questo territorio. E io amo molto l’Arts and Craft, amo molto le arti decorative e gli oggetti, e gli oggetti sono un grande racconto di Aquileia”.

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Il Sepolcreto romano di Aquileia illuminato per le passeggiate serali (foto fondazione aquileia)

 

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L’archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

“Poi finalmente raccontiamo benissimo il sepolcreto che è il mio luogo preferito e invito tutti a venire nelle nostre passeggiate notturne che la Fondazione Aquileia organizza insieme alle guide turistiche, insieme a Cristiano Tiussi che è il direttore di Fondazione Aquileia, archeologo eccezionale, ed è stato con me molto gentile perché mi ha accompagnata a vivere gli spazi, raccontandomi pian piano tutto quello che avrei potuto tradurre con le mie parole. E questo lavoro esiste perché Erika Zanon che è responsabile della comunicazione di Aquileia mi ha invitata a raccontare Aquileia. E la cosa che mi piace sempre dire è che è un unicum, perché ad esempio non c’è Grado, c’è una volontà proprio di tornare all’origine come Giovanni Battista Brusin, che è stato il deus ex machina del Novecento ad Aquileia e degli scavi, perché grazie a lui si è scavato, lui ha scavato il porto, ha trovato il sepolcreto. Lui aveva scritto questa guida nel 1929 solo su Aquileia e la scelta che è stata fatta con Fondazione Aquileia e con Promoturismo FVG e con il Comune è di raccontare unicamente Aquileia, lasciando volontariamente spazio ad altre guide che racconteranno poi la verità storica, perché Aquileia è la mamma di Grado che è la mamma poi di Venezia. Quindi c’è tutto un percorso che ovviamente nel libro abbiamo tratteggiato”.

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L’editore Marco Vertovec

“La parte storica è stata curata da Marco Vertovec, storico, ed è l’editore di queste guide che si chiamano “incentro – Libreria editrice Odos”, editore con sede a Udine, italo-sloveno, e le troverete in tutta Italia. Adesso ad esempio usciamo con “Rimini e le terre malatestiane” e anche con “Bergamo”, ed è un bel racconto, un racconto di turismo contemporaneo, un racconto che viene fatto per il turista straniero. Aquileia – ad esempio – adesso verrà tradotto in tedesco e in inglese, perché solamente la Basilica di Aquileia ha oltre 200mila turisti che la vengono a visitare, e non sono solo italiani. Per cui era necessario un racconto internazionale”.

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Frame del film “La scelta di Maria” con Sonia Bergamasco e Cesare Bocci (foto fondazione aquileia)

“C’è una regola divertente della guida che è la regola delle Top Five, da cui nasce il mio tipo di lavoro. E sempre diamo delle classifiche e diamo dei giudizi partigiani sulle cose perché raccontiamo i cinque luoghi del cuore. In questo caso ad Aquileia abbiamo avuto la gentilezza di Sonia Bergamasco, poetessa, attrice di teatro, di cinema, di televisione, che ha interpretato Maria Bergamas nel film La scelta di Maria, uscito in occasione del centenario del Milite Ignoto: lei ci ha regalato i suoi cinque luoghi del cuore insieme a Cesare Bocci. Insieme a loro ho chiesto a Francesco Tullio Altan, l’inventore della Pimpa, che vive ad Aquileia, di raccontarci i suoi luoghi del cuore insieme alla moglie Mara Chaves, che è un’illustratrice, un’artista, una inventrice di maschere. Poi abbiamo chiesto a Emilio Rigatti, che è un noto scrittore, ciclista, e professore di scuole i suoi luoghi del cuore, che è la Basilica”.

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Visite guidate al cimitero degli eroi ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Abbiamo poi chiesto alle guide autorizzate: e questa è stata un’idea che ho appoggiato fortemente, perché camminando dentro Aquileia mi sono accorta che era un racconto destinato a essere vissuto con la forma delle guide turistiche perché Aquileia non ci sarebbe nel racconto dell’invisibile se non ci fossero le guide turistiche autorizzate. Non le improvvisate. Ma quelle persone che hanno studiato la possibilità di poter essere delle brave storyteller. E così ho deciso di coinvolgere 5 guide turistiche, quelle che più amano il racconto su Aquileia, per chiedere loro quale fosse il loro luogo del cuore. Poi, non da ultimo, sempre nella Top Five, Gigi Delneri che per chi ama il calcio lo ricorda per aver portato il Chievo Verona in Serie A ed è veramente, ed è veramente un aquileiese doc, che mi ha raccontato di quando giocava a calcio nei luoghi del Novecento ad Aquileia, perché Aquileia adesso ha tremila abitanti ma più o meno si è sempre aggirata su questa cifra. E quindi – conclude – un racconto così è un racconto corale, capillare. Io sono stata aiutata da tutte le persone della città sono tremila e tutti sapevano che io per un anno e mezzo sono girata dentro Aquileia con il racconto, e mi hanno molto aiutato. In questa guida ci sono anche i bar, i ristoranti, gli alberghi dove alloggiare e quelle chicche che un turista ha piacere di vivere quando vive ad Aquileia magari per tre giorni”.

Programma delle passeggiate lente

aquileia_museo-paleocristiano_sala-espositiva_foto-fondazione-aquileiaore 9.30 – Dal Porto Fluviale al Museo Paleocristiano di Monastero. Percorso: via Salvemini – Museo paleocristiano. Durata: 1 ora

aquileia_area-archeologica_decumano-aratria-galla_foto-fondazione-aquileiaore 14.30 – Da via Popone al porto, tra i resti fastosi della romanità pubblica aquileiese. Percorso: via Popone – fondo CAL – Mausoleo Candia – Decumano di Aratria Galla – Porto Fluviale. Durata: 1.30 ore

aquileia_area-archeologica_domus-tito-macro_33_foto-fondazione-aquileiaore 15.30 – Nei dintorni della Basilica. Percorso: Domus e Palazzo Episcopale – Fondo Cossar – Domus di Tito Macro. Durata: 1.30 ore

aquileia_archeologico_infilata-delle-sale_foto-fondazione-aquileiaore 15.30 – Dal museo archeologico nazionale al sepolcreto. Percorso: Museo archeologico nazionale di Aquileia – via Roma – via XXIV Maggio – sepolcreto romano. Durata: 1.30 ore

aquileia_cimitero-degli-eroi_11_foto-fondazione-aquileiaore 16.00 – Il Cimitero degli Eroi. Percorso: l’intera visita si svolge all’interno del Cimitero degli Eroi. Durata: 1 ora

aquileia_basilica_cripta-degli-affreschi_foto-fondazione-aquileiaore 16.30 – All’interno della Basilica patriarcale. Percorso: Aula teodoriana sud – Cripta degli affreschi – Cripta degli scavi – Battistero – Südhalle. Durata: 1.30 ore

aquileia_area-archeologica_visite-teatralizzate-per-bambini_foto-fondazione-aquileiaVisite teatralizzate per bambini. Il 15 aprile ci sono in programma anche due appuntamenti per bambini e ragazzi, che li vedranno coinvolti in un vero e proprio “salto nel passato” grazie alla presenza di un personaggio dell’antichità: la matrona Aratria Galla. La partecipazione alle visite teatralizzate è gratuita, su prenotazione obbligatoria al numero +39 375 6562461 o all’email fondazione@radiomagica.org. Ore 15.00 – Visita teatralizzata al Decumano. Fascia d’età: da 5 anni compiuti a 8 anni (accompagnati da un adulto). Durata: 1.00 ora. Ore 16.30 – Visita teatralizzata al Decumano. Fascia d’età: da 9 anni compiuti a 13 anni. Durata: 1.00 ora.

Firenze. A tourismA 2023 anteprima di “Aquilea una guida” di Elena Commessatti, sostenuta da Fondazione Aquileia e PromoTurismoFVG per offrire un nuovo racconto della città

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La copertina del libro “Aquileia una guida” di Elena Commessatti (editrice Odos)

L’appuntamento per l’anteprima è un po’ distante da Aquileia, ma in un posto speciale – Firenze – per un’occasione speciale – tourismA 2023. Sabato 25 marzo 2023, alle 16.30, verrà infatti presentata a Firenze nell’ambito di Tourisma – il salone dell’archeologia e del turismo culturale che si tiene al Palazzo dei Congressi di Firenze, la nuova guida sulle meraviglie di Aquileia, scritta da Elena Commessatti, edita dalla libreria turistica editrice Odòs nell’ambito della collana incentro.  Aquileia una guida è realizzata con il sostegno di Fondazione Aquileia e PromoTurismoFVG, sarà distribuita nelle librerie di tutta Italia dal 29 marzo e verrà presentata al museo Archeologico nazionale di Aquileia, sabato 15 aprile 2023. Aquileia una guida è un lungo racconto dentro un format identico per tutta la collana, con quattro sezioni principali – ‘Ritratto di città’, ‘Visioni d’autore’, ‘Passeggiate lente’, ‘Il meglio di’ – in cui fanno irruzione le Top 5 in stile Nick Hornby di High Fidelity, cioè i ‘Luoghi del cuore’ di artisti, giornalisti, scrittori che hanno vissuto la città o la vivono, per nascita o per adozione. Hanno offerto la propria classifica dei luoghi del cuore di Aquileia: l’illustratore Francesco Tullio Altan, inventore della Pimpa e la moglie Mara Chaves; Sonia Bergamasco e Cesare Bocci gli attori protagonisti del film La scelta di Maria dedicato al milite ignoto; Luigi (Gigi) Delneri storico calciatore e allenatore; Emilio Rigatti, insegnante e scrittore; Sara Zamparo, Anna Sairu, Raffaella Grasselli, Antonella Comelli e Francesca Benvegnù, guide turistiche poliglotte profonde conoscitrici di Aquileia.

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Panorama con papaveri e basilica (foto N. Oleotto)

A firmare le oltre duecentocinquanta pagine dedicate ad Aquileia è Elena Commessatti, scrittrice e giornalista letteraria, si occupa di biografie dimenticate, come quella dell’inventore Arturo Malignani, e di luoghi invisibili che fa vivere in radio (Rai) come sceneggiatrice e conduttrice. Dopo un master in Tecniche della Narrazione alla Scuola Holden, ha vissuto alcuni anni tra redazioni e uffici stampa a Milano. Ha una predilezione per la serialità: la saga noir I libri di Agata Est, dedicata alla vicenda del “Mostro di Udine”, e il format di passeggiate slow Udine “genius loci”. Per Odòs è direttrice editoriale della collana incentro, di cui ha inventato il format, e autrice. Qualche anno dopo Udine una guida, è ora tornata per raccontare Aquileia. Collabora alle pagine culturali del “Messaggero Veneto” dal 1995. Dal 2007 è la voce narrante dell’azienda di furniture design Moroso.

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L’infilata delle sale del museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto A. Chemollo)

Oltre alle ‘Passeggiate lente’, le guide incentro si caratterizzano per un’accurata ricerca delle fonti, come si legge nelle sezioni ‘incentro alla storia’ e ‘Visioni d’autore’, dove si prendono in considerazione i tanti personaggi che hanno vissuto e raccontato la città. Fedele alla struttura del manuale di viaggio classico, la guida incentro porta con sé lo sguardo preparato e laterale dell’autore che accompagna il turista in tanti rivoli e suggestioni, scoperte e camminate, racconti tra letteratura, musica, teatro, cinema che fanno del libro uno strumento di servizio con un’originale visione d’autore. Le guide incentro hanno formato tascabile, veste grafica accattivante, 16 pagine di fotografie e mappa allegata (42×30 cm) dove sono riportati alberghi e ristoranti/caffè/bar e alberghi in cui fermarsi (segnalati con un puntino colorato) e ogni Passeggiata lenta riporta un close-up sulla parte della piantina da consultare.

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Le colonne del foro di Aquileia a veduta d’uccello (foto G. Baronchelli)

“Tanto nel racconto di Aquileia, riconosciuta patrimonio Unesco dal 1998, che vuol dire dell’Umanità, è responsabilità per chi scrive”, così si legge nella prefazione di Elena Commessatti, l’autrice insider de Aquileia una guida, “Perché Aquileia è un mito, e vive in più periodi risorgendo dalle sue rovine come una fenice in una girandola di palingenesi, ma mito rimane, e allora bisogna saperlo spiegare al lettore, senza inganni. Perché Aquileia è una città per la maggior parte invisibile, e allora bisogna volerla raccontare, perché chi ci cammina sopra usi gli occhi della fantasia e si fidi di te. Perché Aquileia vive, certo, ma vive ancora sottoterra e tanto c’è ancora da fare. E allora bisogna saperla evocare, suggerendo i colori giusti, dentro una lunga storia che comincia ancora prima della sua fondazione del 181 a.C., arriva fino a ora e continuerà anche dopo di noi. Le guide incentro propongono un viaggio, assieme agli autori, ricco di aneddoti, leggende, fascinazioni personali che creano percorsi inconsueti e attenti anche al “sentimento” dei luoghi, sempre alla ricerca del genius loci. Sono guide slow per un turista non lento ma esigente che si prende il tempo giusto davanti alle cose belle”.

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Ciclovia Alpe Adria tra Grado e Aquileia (foto N. Brollo)

“Abbiamo voluto offrire al visitatore e ai cittadini di Aquileia un nuovo racconto della città”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “uno sguardo accurato e inedito sul suo patrimonio storico e artistico ma anche sulle eccellenze enogastronomiche e sulla bellezza del paesaggio. È stato un lavoro di squadra che ha coinvolto per molti mesi la Fondazione Aquileia e PromoTurismoFVG, con la collaborazione del Comune di Aquileia, del museo Archeologico nazionale, della Basilica di Aquileia e di molti aquileiesi che hanno accolto e accompagnato la scrittrice alla scoperta del territorio”.

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Vendemmia di un vigneto storico nell’area archeologica delle Grandi Terme e del Teatro romano di Aquileia (foto N. Oleotto)

“Aquileia negli ultimi anni è cambiata”, dichiara il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino. “La sua grande eredità culturale è sempre più valorizzata e molteplici sono le novità per chi si accinge a scoprirla. Aquileia, luogo dell’anima, andava raccontata quindi con parole nuove ma soprattutto emozionali nell’ottica di riuscire a rendere il compendio del nostro patrimonio unitamente alle tante esperienze che si possono vivere sul nostro territorio. Per questo di concerto con tutti gli enti abbiamo deciso di promuovere la realizzazione di questa guida che è il contenitore della bellezza, della natura, e dei saperi e dei sapori che ad Aquileia un visitatore può scoprire”.

Aquileia. Firmato in Repubblica Ceca il protocollo d’intesa per l’ingresso nell’itinerario culturale europeo: così il Cammino culturale dei SS. Cirillo e Metodio, co-patroni d’Europa, riconosciuto nel 2021 dal Consiglio d’Europa, farà tappa ad Aquileia

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A Modrà (Cechia) il presidente di Fondazione Aquileia Roberto Corciulo e la direttrice dell’associazione del Cammino culturale dei Santi Cirillo e Metodio Zuzana Vojtová firmano il protocollo di intesa per l’ingresso di Aquileia nell’itinerario culturale europeo che percorre i luoghi toccati dai Santi, co-patroni d’Europa (foto fondazione aquileia)

Il Cammino culturale dei SS. Cirillo e Metodio farà tappa ad Aquileia: sabato 5 novembre 2022 il presidente di Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, in rappresentanza dell’associazione di scopo che unisce Fondazione Aquileia, Fondazione Società per la conservazione della Basilica e Comune di Aquileia, e la direttrice dell’associazione del Cammino culturale dei Santi Cirillo e Metodio Zuzana Vojtová hanno firmato a Modrá in Cechia, alla presenza del presidente della Regione di Zlín Radim Holiš e dell’europarlamentare on. Martina Dlabajová il protocollo di intesa per l’ingresso di Aquileia nell’itinerario culturale europeo che percorre i luoghi toccati dai Santi, co-patroni d’Europa, durante la loro opera di evangelizzazione. “Aquileia”, sottolinea Roberto Corciulo, “ha compiuto il primo passo per entrare a fare parte dell’associazione del Cammino culturale dei santi Cirillo e Metodio, riconosciuto nel 2021 dal Consiglio d’Europa. Nella Repubblica Ceca e in Slovacchia sono già stati creati più di mille chilometri di sentieri, in Friuli Venezia Giulia lavoreremo insieme ai referenti dei cammini già riconosciuti e a PromoTurismoFvg per realizzare le azioni necessarie a collegare gli itinerari e a offrire ai pellegrini e ai turisti un nuovo percorso culturale e di fede. La firma di questo accordo, oltre ad avere un profondo valore spirituale, sancisce la volontà di lavorare in rete, sia a livello locale sia a livello transnazionale, e di iniziare un percorso di scambio e confronto culturale di respiro europeo per la valorizzazione territoriale. La trasferta nella regione di Zlín”, aggiunge Roberto Corciulo, “è stata anche un’occasione importante per visitare alcuni luoghi di pellegrinaggio lungo il percorso e confrontarsi sugli strumenti di accoglienza. Ci tengo a ringraziare il console onorario della Repubblica Ceca Paolo Petiziol e l’on. Martina Dlabajová per aver agevolato l’incontro tra Aquileia e questo significativo cammino culturale”. “Il Cammino di Cirillo e Metodio è un’enorme opportunità per valorizzare la ricchezza culturale e storica della Moravia. Fin dall’inizio ho sostenuto i valori europei che i Santi Cirillo e Metodio incarnavano già nel IX secolo”, sottolinea l’eurodeputata Martina Martina Dlabajová, “e che ancora oggi, come co-patroni d’Europa rappresentano. La cooperazione con altri Paesi europei è molto importante e la firma del protocollo con Aquileia segna sicuramente l’inizio di una lunga e proficua collaborazione che sarà motivo di gioia per i pellegrini e i turisti provenienti da tutta Europa”.

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La Basilica di Aquileia da drone con piazza Capitolo e piazza Patriarcato: le lastre di pietra di Aurisina bianca riproducono la sagoma dell’impianto edilizio antico (foto fondazione aquileia)

“I santi Cirillo e Metodio sono arrivati ad Aquileia e sono stati ospitati nella nostra città nel loro viaggio verso Venezia e Roma”, ricorda Andrea Bellavite, direttore della Fondazione Società per la Basilica di Aquileia. “Oggi riprendiamo questi rapporti che affondano le loro radici nel IX secolo e proseguiamo ricostruendo amicizia e ospitalità”. “Un’operazione importante”, afferma il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, “che unitamente alle tante messe in campo negli ultimi anni racconta Aquileia quale centro di interscambio e rafforza la valorizzazione della nostra immensa eredità culturale frutto di un’ibridazione culturale e spirituale bimillenaria. La valorizzazione di questo itinerario è per noi tutti motivo di grande riflessione e stimolo per lavorare ancora più alacremente su progetti capaci di avvicinare popoli, apparentemente diversi tra loro ma, nella realtà, decisamente vicini per le assonanze culturali che li legano. In questi giorni tragici e complessi sono importanti progettualità come queste dove il dialogo, la condivisione e il confronto fra i popoli hanno un senso ancora più profondo”.

Aquileia. Per le Giornate europee del Patrimonio open – day dei cantieri di scavo, passeggiate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale, conferenze e visite guidate. Tra le novità di quest’anno gli appuntamenti culturali nell’ambito del Festival Non Siamo Atlantide

aquileia_giornate-europee-del-patrimonio_locandinaIl 23-24-25 settembre 2022, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, Aquileia si anima con l’Open – Day ai cantieri di scavo, aperture straordinarie, visite guidate, archeologia sperimentale e musica grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – Museo archeologico nazionale di Aquileia, Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, Università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, Associazione Nazionale per Aquileia, Fondazione Radio Magica.

Si comincia VENERDì 23 SETTEMBRE 2022 alle 18 con la conferenza-concerto “Il FVG e i suoi confini mobili dal 1500 al 1950” della Trieste Flute Association nell’ambito della rassegna Flute Festival 2022, a cura del Comune di Aquileia, in piazza Capitolo. Ingresso libero senza prenotazione.

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Mosaico fotografico con alcuni eventi previsti nel ricco programma delle Giornate europee del Patrimonio ad aquileia (foto fondazione aquileia)

SABATO 24 SETTEMBRE 2022 gli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia e delle università accoglieranno i cittadini e gli appassionati nelle aree archeologiche e nei cantieri di scavo: nel foro, nell’area del decumano di Aratria Galla e delle mura a zig-zag, al teatro e alle grandi terme, negli antichi mercati, al fondo Cal, alla domus dei putti danzanti, al porto fluviale, alla Domus di Tito Macro e sulla sua sponda orientale dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18 senza prenotazione e con ingresso gratuito. Apertura prolungata serale del museo Archeologico nazionale (10 – 22). E a partire dalle 19 biglietto di ingresso speciale a 1 euro.

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Il manifesto del progetto Veri ad Aquileia per al costruzione di un forno romano antico per la produzione del vetro

Al fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati ci sarà spazio per l’archeologia sperimentale con l’accensione a cura di Officina Temporis di un forno vetrario, unico del suo genere in Italia e costruito come una struttura romana, realizzato grazie a un finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto V.E.R.I. del Comitato Nazionale Italiano dell’AIHV (Association Internationale pour l’Histoire du Verre). Durante la giornata si potrà anche assistere alle prove di soffiatura del vetro e lavorazione “a mosaico” con i maestri Nicola Moretti e Giovanni Nicola, esperimenti con vetro di riciclo. Ingresso libero. Orario: 10.30 – 12.30 / 15 – 18.30. A cura di: Fondazione Aquileia e Pro Loco Aquileia.

“In viaggio ad Aquileia con Radio Magica” (9.30 / 16) a cura di: Fondazione Radio Magica e Fondazione Aquileia nell’ambito del progetto “In viaggio con Radio Magica”. Ritrovo in piazza Capitolo (statua Lupa Capitolina). Passeggiate teatralizzate per bambini e ragazzi (5-9 anni e 10-13 anni) nelle aree archeologiche, muniti di passaporto parlante e accompagnati da illustri personaggi della Storia. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria a: fondazione@radiomagica.org – +39 3738694556.

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Esperienza di vendemmia all’interno dell’area archeologica di Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Il vino incontra la storia” (9 – 12) a cura di: Fondazione Aquileia. Ritrovo nell’area archeologica delle Grandi Terme (via XXIV Maggio). Esperienza di vendemmia all’interno del vigneto storico tra le Grandi Terme e l’antico Teatro di Aquileia. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria: +39 3317481829 – ufficiostampa@fondazioneaquileia.it

“Un viaggio nella storia di Aquileia, millenario crocevia di popoli e culture” (10.30) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo all’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia – via Giulia Augusta, 11.
Visita guidata alla scoperta dei segreti e degli splendori di Aquileia ai tempi dell’Impero Romano: 12 euro a persona + 5 euro ingresso Basilica e cripte. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

Tavola rotonda “Aquileia-Assisi, arte e turismo per quale sostenibilità spirituale?” (14 – 15) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia e Festival Non Siamo Atlantide. Coordina: Uniud – Dipartimento Studi Umanistici e del Patrimonio. Ritrovo al museo Archeologico nazionale. Relatori: Andrea Bellavite (Direttore Fondazione So.Co.Ba.), Nicolò Anesa (PhD Candidate Università di Udine-Trieste), Cristina Lambiase (Esperta One Planet Network). Modera: Andrea Zannini, Professore ordinario Università di Udine. Ingresso libero.

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Visite guidate alla Domus di Tito Macro ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Benvenuti nella domus di Tito Macro” (alle 15) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo: Ingresso della Domus di Tito Macro (fondo Cossar). Visita guidata a una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia. A seguire un emozionante viaggio nel tempo nella Domus e Palazzo Episcopale. Ingresso 10 euro a persona + 2 euro per l’ingresso alla Domus e Palazzo Episcopale. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

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Visite guidate al cimitero degli eroi ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

Cimitero degli eroi: open day (15.30 – 18) a cura di: Pro Loco Aquileia in collaborazione con ministero della Difesa – Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti. Un viaggio accompagnati nella storia più recente della città, attraverso le vicende che hanno portato alla creazione di questo “luogo della memoria”. Ingresso libero senza prenotazione.

Il “giardino segreto” di Giandomenico Bertoli (16 – 18) a cura di: Associazione nazionale per Aquileia e Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del FVG. Visita al giardino della casa del canonico Bertoli e illustrazione dei materiali antichi reimpiegati nelle sue murature. Ingresso libero senza prenotazione.

Arte, storia, e orme dentro la bellezza del sito Unesco (17) a cura di: Festival Non Siamo Atlantide e Fondazione Aquileia. Ritrovo a piazza Patriarcato. Conversazione a cura di Cristina Lambiase con Rita Auriemma, Archeologa, ricercatrice e professore aggregato presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, e Deisa Centazzo, Artista naturalista. Ingresso libero senza prenotazione.

aquileia_giornate-europee-del-patrimonio_archeologico_mirabilia_1_foto-fondazione-aquileiaMirabilia, capolavori a confronto (18 / 20.45) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia.
Ritrovo al museo Archeologico nazionale. Visita guidata dedicata a un inedito itinerario di visita centrato sulla preziosa coppa in cristallo di rocca del Tesoro della Basilica di San Marco a Venezia, in dialogo con i reperti del museo. Ingresso al prezzo speciale di 1 euro. Prenotazione obbligatoria a: bookshopmanaquileia@gmail.com – +39 0431 91016.

Concerto “Ensemble Thomas Schippers” cultomusica2022 (19.30) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia. Ritrovo al museo Archeologico nazionale. Concerto seguito da degustazione di vini offerta dall’azienda Scarbolo. Ingresso al prezzo speciale di 1 euro. Prenotazione obbligatoria a: bookshopmanaquileia@gmail.com – +39 043191016.

In viaggio ad Aquileia con Radio Magica (20.30) a cura di Fondazione Radio Magica e Fondazione Aquileia nell’ambito del progetto “In viaggio con Radio Magica”. Ritrovo in viale della Stazione n.2. Passeggiata teatralizzata per adulti alla scoperta di Aquileia attraverso un originale dialogo in tre tappe con altrettanti personaggi del passato che hanno reso eterna la memoria della città. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria a: fondazione@radiomagica.org – +39 3738694556.

DOMENICA 25 SETTEMBRE 2022 “Alba dell’equinozio in basilica” (alle 6) a cura di: Fondazione So.Co-Ba. Ritrovo alla Basilica Patriarcale. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria: comunicazione@basilicadiaquileia.it

Laboratori per bambini (9.30 – 12) a cura di: Pro Loco Aquileia e festival Non Siamo Atlantide. Ritrovo in piazza Patriarcato. Attività sui temi dell’Agenda ONU 2030 con ambiente e creatività, giochi e piccole sfide. Partecipazione gratuita. Per info: www.nonsiamoatlantide.com

Apertura straordinaria museo Paleocristiano di Aquileia (10 – 14) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia. Ritrovo in piazza Monastero. Ingresso gratuito.

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Lavorazione e soffiatura del vetro ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

Lavorazione sperimentale di vetro con forno romano (10.30 – 12.30 / 15 – 18.30) a cura di: Fondazione Aquileia, Pro Loco Aquileia. Ritrovo in area archeologica Fondo Pasqualis. Accensione e manutenzione del forno a cura di Officina Temporis; soffiatura e lavorazione ‘a mosaico’ con i maestri Nicola Moretti e Giovanni Nicola, esperimenti con vetro di riciclo. Ingresso libero.

Benvenuti nella domus di Tito Macro (alle 10.30) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo all’ingresso della Domus di Tito Macro (fondo Cossar). Visita guidata a una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia. A seguire un emozionante viaggio nel tempo nella Domus e Palazzo Episcopale. Ingresso: 10 euro a persona + 2 euro per l’ingresso alla Domus e Palazzo Episcopale. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

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Visite guidate al museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Caccia al reperto: animali, ambiente e simboli paleocristiani (alle 11) a cura di: museo Archeologico nazionale di Aquileia e festival Non Siamo Atlantide. Ritrovo al museo Paleocristiano. Attività didattica per bambini e famiglie: un viaggio tra indovinelli e giochi alla scoperta di epigrafi e mosaici. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 91016 – museoaquileiadidattica@cultura.gov.it

Lo scrigno segreto (alle 15) a cura di: PromoTurismoFVG. Ritrovo all’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia – Via Giulia Augusta, 11. Laboratorio all’interno del museo Archeologico nazionale per i piccoli visitatori (5-10 anni) che verranno accompagnati nel mondo dei gioiellieri e decoratori, tra gemme e cammei, bronzi, ambre e avori. Ingresso: 15 euro laboratorio bambini, 7.50 euro laboratorio bambini con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

Aquileia porta del Mediterraneo (alle 15) a cura di PromoTurismoFVG. Ritrovo all’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia in via Giulia Augusta, 11. Visita guidata al nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale che conserva preziose testimonianze e reperti della città antica. Ingresso: 12 euro visita guidata + 7 euro ingresso al Museo. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Prenotazione obbligatoria a: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it

Al via la XII edizione di Aquileia Film Festival con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto. E la conversazione con Paolo Mieli che presenta il libro “La terapia dell’oblio”

Con una serata-evento dedicata al centenario del Milite Ignoto il 27 luglio 2021 prende il via la dodicesima edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm e con Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Fvg, PromoTurismoFvg, Regione FVG, Fondazione So.Co.Ba. e il prezioso sostegno di Solaris Yachts (vedi XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato | archeologiavocidalpassato). “Evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. L’evento per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia. La prenotazione è obbligatoria su www.fondazioneaquileia.it.

Frame del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” (foto fondazione aquileia)

Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” ( Italia 1921, durata 77’. Federazione Cinematografica Italiana e Unione Fototecnici: formato originale 35mm (4/3), lunghezza 1680 m.; lingua: muto) in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli nel 2006-2007 a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il film sarà accompagnato dal vivo dalle note di Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. Il 28 ottobre 1921 Maria Bergamas, madre di un fante italiano disperso sul fronte della prima guerra mondiale, sceglie tra undici bare con le salme di soldati non identificati quella del Milite Ignoto, in una cerimonia che si tiene all’interno della Basilica di Aquileia. Il feretro, caricato su un convoglio speciale, parte alla volta di Roma, dove viene tumulato il 4 novembre al Vittoriano. Riprese effettuate dal 28 ottobre al 4 novembre 1921 a Trieste, Aquileia, Grado, Udine, Codroipo, Pordenone, Sacile, Conegliano, Venezia, Mestre, Montegrotto, Pontelagoscuro, Ferrara, Firenze, Arezzo, Orvieto, Roma, Napoli, Milano, Genova, Bergamo, Catania, Messina, Torino.

Copertina del libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” di Paolo Mieli
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Paolo Mieli, giornalista e storico

La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Si partirà dai temi del film, dal Milite Ignoto, e poi si parlerà del suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli. I percorsi storici, le vie della storia sono costellate di manipolazioni e dimenticanze, talvolta casuali, ma più spesso determinate dalla volontà di legittimare ideologie e giustificare regimi. Talvolta prevale il bisogno di dimenticare perché il ricordo è insopportabile: sono i meccanismi psicologici di difesa che ognuno porta dentro di sé e che ci aiutano a liberarci di un passato troppo invadente che non ci consente di vivere annullando i vincoli costrittivi. C’è poi un contrasto insanabile fra storia e memoria, ovvero fra il ricordo personale dei fatti e una ricostruzione più oggettiva e riflessa. Della “terapia dell’oblio” fanno parte delle curiose amnesie, come quella della Rivoluzione napoletana del 1799 che la restaurazione della monarchia borbonica condannò alla distruzione di tutti i documenti, in modo da non lasciarne traccia. In questo caso, come in tanti altri, si trattò di una “terapia dell’oblio” utile alla conservazione di un potere che si autolegittima. La “terapia dell’oblio” indispensabile nelle persone, pericolosa quando viene esercitata dalle istituzioni, e comunque utile contro gli “eccessi della memoria” che possono rovinare le vite personali come quelle dei popoli. Oggi sembra necessaria una somministrazione sapiente di dimenticanza anche in ambito storico e politico. Alla fine del Purgatorio di Dante, le anime dirette in Paradiso lavano i propri peccati nel fiume Lete per rimuovere le cose cattive del passato. Ma attenzione: riconoscono prima i loro peccati. 

A Palazzo Meizlik di Aquileia apre la mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” che celebra quel filo ancora inesplorato che unisce la Basilica della Natività a Betlemme e la Basilica di Aquileia, entrambe tappa e meta di pellegrinaggi, entrambi siti Patrimonio dell’Umanità

La locandina della mostra “Da Aquileia a Betlemme. Un mosaico di fede e bellezza” a Palazzo Meizlik dall’11 luglio al 30 settembre 2021
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Mappa delle vie di cammino medievali (foto fondazione aquileia)

C’è un filo ancora inesplorato di fede e bellezza che unisce la Basilica della Natività a Betlemme e la Basilica di Aquileia, entrambe tappa e meta di pellegrinaggi, entrambi siti Patrimonio dell’Umanità. A celebrare la rinascita della Basilica della Natività di Betlemme e la storia dell’evoluzione della Basilica di Aquileia la mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” che apre a Palazzo Meizlik domenica 11 luglio 2021, alle 18, alla presenza di S.E. Mons. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme; di S.E. Anastas, delegato di Palestina all’Unesco; del presidente della Fondazione Aquileia e sindaco Emanuele Zorino e dei curatori.  La mostra è organizzata da Fondazione Aquileia, Bethlehem Development Foundation, Alto Comitato Presidenziale per gli Affari religiosi in Palestina e per il restauro della Basilica della Natività, Comune di Aquileia, Fondazione per la Conservazione della Basilica di Aquileia con il patrocinio del Ministero della Cultura e il sostegno di Piacenti spa. La mostra, che rimarrà aperta fino al 30 settembre 2021, è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (apertura straordinaria lunedì 12 luglio 2021, in occasione dei SS. Patroni) e il biglietto d’ingresso alla mostra (6 euro) comprende anche l’ingresso alla Basilica di Aquileia, alla cripta affreschi e alla cripta scavi per permettere ai visitatori di proseguire il percorso alla scoperta delle meraviglie della Basilica di Aquileia. Al bookshop della mostra è disponibile il catalogo arricchito dai testi dei curatori e da un ricco repertorio fotografico (15 euro) e il dvd “Le meraviglie di Betlemme” (10 euro).

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La navata centrale della Basilica di Aquileia con il più esteso mosaico pavimentale dell’Occidente (foto G. Baronchelli)

 

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Emanuele Zorino, presidente Fondazione Aquileia

“Con questa mostra”, evidenzia Emanuele Zorino, presidente della Fondazione Aquileia, “confermiamo l’impegno nel raccontare la centralità della splendida civitas nella storia della Cristianità e nel rapporto vivissimo con il Mediterraneo e con l’Oriente. In una fase post-pandemica complicata per l’economia globale, la Fondazione Aquileia ha voluto scommettere su un’iniziativa che mette al centro l’indagine storico-archeologica come occasione per porre nuovi quesiti alla comunità scientifica, ma anche come strumento concreto per il rilancio turistico del territorio e per l’affermazione del dialogo interculturale, rivendicandone al tempo stesso la funzione di deterrente alle angosce contemporanee e alle nuove minacce di conflitto”.

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Basilica della Natività a Betlemme: la stella d’argento che segna il luogo della nascita di Gesù nella grotta della Natività (foto fondazione aquileia)

 

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S.E. Issa Kassissieh, membro del Comitato Presidenziale Palestinese per il Restauro della Basilica della Natività

S.E. Issa Kassissieh, membro del Comitato Presidenziale Palestinese per il Restauro della Basilica della Natività “La mostra”, sottolinea S.E. Issa Kassissieh, membro del Comitato Presidenziale Palestinese per il Restauro della Basilica della Natività, “valorizza la chiesa della Natività restaurata in tutta la sua bellezza artistica e significato storico, e ancor di più nel suo messaggio spirituale. In un momento in cui il mondo lotta contro una pandemia la Natività ci ricorda ancora della nascita e rinascita di Gesù, e con Lui germogliano nuova vita e nuove speranze. È con umiltà, e allo stesso tempo con orgoglio, che il popolo Palestinese presenta Betlemme e la sua chiesa al mondo: crediamo fermamente che attraverso la bellezza e il potere dell’arte, della storia, della cultura e della fede possiamo davvero promuovere la conoscenza tra culture, rafforzare il dialogo interreligioso, ed essere di ispirazione per il progresso delle generazioni future”.

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Ipotesi ricostruttiva dell’Aula Sud della Basilica di Aquileia, vista da Ovest (foto fondazione aquileia)

 

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Salvo Barrano, curatore della mostra “Da Aquileia a Betlemme”

 

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Luca Villa, curatore della mostra “Da Aquileia a Betlemme”

“Aquileia e Betlemme”, spiegano Salvo Barrano e Luca Villa, i curatori della sezione aquileiese, “poste in due aree opposte del Mediterraneo, appaiono significativamente accomunate dal ruolo preminente nell’irradiazione e nell’affermazione del Cristianesimo, come suggeriscono le testimonianze monumentali che vi sono conservate. Sia il santuario sorto sulla Grotta di Gesù sia il complesso della città adriatica appaiono entrambi edificati in epoca costantiniana, agli inizi del IV secolo d.C. Sul luogo della Natività venne eretta, per volere dello stesso imperatore Costantino, una grande basilica, un complesso che ebbe da subito un’estrema rilevanza nel mondo cristiano, divenendo meta di pellegrinaggi da ogni parte dell’impero, come accadde anche per tutti gli altri luoghi della Terra Santa che conservavano traccia della vita e della passione di Cristo. Negli stessi anni ad Aquileia il vescovo Teodoro innalzava, alla guida di una fervente e benestante comunità locale, uno dei più antichi ed importanti complessi paleocristiani dell’Occidente, dove si conservano straordinarie testimonianze dell’arte cristiana, prima fra tutte il più esteso mosaico pavimentale dell’Occidente”.

La Basilica di Aquileia da drone con piazza Capitolo e piazza Patriarcato: le lastre di pietra di Aurisina bianca riproducono la sagoma dell’impianto edilizio antico (foto fondazione aquileia)
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Basilica della Natività a Betlemme: la basilica giustinianea vista da sud dopo il restauro del tetto (foto fondazione aquileia)

L’accostamento tra i due siti – e in particolare tra la Basilica della Natività di Betlemme e la Basilica di Aquileia – si deve all’interesse delle recenti scoperte nella Basilica della Natività, avvenute nel corso del sapiente restauro condotto a partire dal 2013 dall’azienda italiana Piacenti spa, eccellenza nel restauro. Ai lavori di Betlemme, finanziati grazie all’impegno dell’Autorità Palestinese, hanno fatto seguito ricerche accurate, che hanno evidenziato straordinarie analogie nella genesi e nell’evoluzione dei due complessi.

Basilica della Natività a Betlemme: i mosaici conservati nel muro settentrionale della navata centrale (foto fondazione aquileia)
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Basilica della Natività a Betlemme: restauratori al lavoro sul mosaico pavimentale della basilica costantiniana (foto fondazione aquileia)

Il percorso espositivo si snoda in due sezioni: la sezione Betlemme, curata da Taisir Hasbun, Alessandro Fichera e Tommaso Santi si avvale del progetto di scavo e restauro durato dieci anni come di un filo che permette di ricucire attraverso testi, foto e video la storia del monumento più antico della Cristianità per concludersi con un video dove viene letteralmente svelata la Basilica nella sua ritrovata bellezza.

Basilica di Aquileia: la cripta degli affreschi (foto G. Baronchelli)
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Area archeologica della Domus e palazzo episcopale di Aquileia: il pavimento musivo dell’aula absidata (foto G. Baronchelli)

La sezione Aquileia, curata dagli archeologi Salvo Barrano e Luca Villa conduce direttamente alle origini dell’arte cristiana indagando in profondità il rapporto tra queste due città, separate da oltre duemila miglia. Si focalizza sui grandiosi mosaici di età costantiniana nel primo impianto della basilica di Aquileia realizzata dal Vescovo Teodoro e prosegue con il racconto dell’evoluzione della basilica cristiana nei secoli arricchito di contenuti multimediali.

Aquileia. Tutti i venerdì “Passeggiata con il Direttore” alla Domus di Tito Macro, una delle più grandi dimore romane del Nord Italia. Iniziativa gratuita, prenotazione obbligatoria. Il programma di marzo

La domus di Tito Macro ad Aquileia (foto fondazione Aquileia)

Tutti i venerdì “passeggiata con il Direttore” alla Domus di Tito Macro ad Aquileia:  l’archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, accompagnerà cittadini e visitatori alla scoperta di una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia. La nuova struttura di protezione e valorizzazione, che si estende per 1700 metri quadrati, ripropone i volumi della dimora che tra I sec. a.C. e I sec. d.C. dovette appartenere da un certo Tito Macro, facoltoso abitante di Aquileia.  Guidati dal direttore i visitatori scopriranno com’era la vita in una ricca domus romana e come si disponevano gli ambienti con i meravigliosi pavimenti a mosaico. Programma marzo 2021 “Passeggiata con il Direttore” alla Domus di Tito Macro: tutti i venerdì, 5/03 – 12/03 – 19/03 – 26/03, alle 14.30. L’iniziativa è gratuita, con prenotazione obbligatoria: tel. 320-0342258, mail: domus.titomacro@gmail.com.

L’area archeologica di Aquileia riaperta in sicurezza (foto fondazione Aquileia)

Con la riapertura dei luoghi della cultura, Aquileia è pronta ad accogliere tutti nel pieno rispetto di tutte le norme del distanziamento sociale. Dal lunedì al venerdì sono aperte le aree archeologiche, la Basilica di Aquileia con il Battistero e la Südhalle, la Domus e il Palazzo episcopale, il museo Archeologico nazionale di Aquileia e l’info-point di PromoTurismoFvg. Tutti le informazioni sugli orari al link www.fondazioneaquileia.it/it/visita-aquileia. Norme di sicurezza Covid-19: è vietata la partecipazione alle visite guidate a tutte le persone con temperatura corporea oltre i 37,5 °C o che presentino sintomi influenzali; la partecipazione alla visita guidata è consentita per un numero massimo di 20 persone; è obbligatorio mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1 metro; è obbligatorio indossare sempre una mascherina, anche in stoffa, per la protezione del naso e della bocca; è obbligatorio l’uso del gel igienizzante messo a disposizione presso le entrate. Per ragioni di sicurezza sanitaria è necessario lasciare i propri dati che verranno conservati per 15 giorni e poi eliminati. Il personale della Fondazione Aquileia vi richiederà pertanto nome cognome e recapito telefonico.

#iorestoacasa. L’ottava “pillola video” proposta dalla Fondazione Aquileia ci porta a conoscere gli affreschi dell’abside della Basilica Patriarcale di Aquileia descritti dalla storica dell’arte Enrica Cozzi

L’ottava “pillola video” promossa dalla Fondazione Aquileia, aderendo alla campagna del Mibact #iorestoacasa, ci porta ancora all’interno della basilica patriarcale di Aquileia alla scoperta degli “affreschi dell’abside”, descritti dalla prof.ssa Enrica Cozzi, docente di Storia dell’Arte medievale all’Università degli Studi di Trieste. “La decorazione dell’abside centrale della basilica di Aquileia”, spiega la storica dell’arte, “arriva a completamento dei lavori architettonici dell’intera basilica. Possiamo datarla in modo abbastanza preciso tra il 1027 e il 1031: il 1031 ci viene dato da una serie di testimonianze ma anche dalla lunga iscrizione che scorre nella zona mediana dell’abside”. Si tratta di un affresco storico: “Al centro troneggia la maiestas virginis con la Vergine seduta con il Bambino entro mandorla, circondata dai simboli degli Evangelisti. Ma la cosa veramente singolare e importante qui ad Aquileia è che sui lati del catino absidale oltre i Santi locali, da Ermacora protovescovo con il diacono Fortunato al secondo vescovo Ilario con Tarsiano, e a San Marco, compaiono altri personaggi in dimensioni minori che sono dei personaggi storici: c’è ovviamente il patriarca Popone con il nimbo quadrato a significare che è un personaggio vivente ma anche è il committente degli affreschi. E poi compaiono le figure dell’imperatore vivente Corrado II il Salico, della moglie l’imperatrice Gisella e del figlioletto Enrico qui incoronato (sarebbe diventato re come Enrico III) anche se all’epoca era un adolescente. Infine c’è un altro personaggio, sulla sinistra, quasi completamente perduto: si tratta dell’imperatore Enrico II che all’epoca era già morto da alcuni anni, ma era troppo importante per la storia di Popone e la storia di Aquileia”.

#iorestoacasa. La settima “pillola video” proposta dalla Fondazione Aquileia ci porta all’interno della Basilica Patriarcale di Aquileia e della Cripta degli Scavi, accompagnati dall’archeologo Luca Villa

La settima “pillola video” promossa dalla Fondazione Aquileia, aderendo alla campagna del Mibact #iorestoacasa, ci porta all’interno “della Basilica Patriarcale di Aquileia e della Cripta degli Scavi”, accompagnati dall’archeologo Luca Villa. “In poca tardo-antica, all’inizio del IV sec.”, spiega Villa, “la città, ampliata e cinta da mura, aveva ancora come suo centro politico-amministrativo il foro. Ma stavano nascendo altri luoghi, all’interno della città, destinati a diventare importanti soprattutto nei secoli successivi. La basilica attuale di Aquileia sorge proprio sull’area dell’antico nucleo episcopale fondato qui proprio in età paleocristiana. E quello di Aquileia – possiamo dire – è in Occidente il nucleo episcopale più esteso e meglio conservato che ad oggi noi conosciamo. Sappiamo che questo complesso è riconducibile al vescovo Teodoro proprio perché ci sono delle iscrizioni musive che ricordano l’operato del vescovo e il fatto che lo stesso vescovo abbia costruito e dedicato la basilica – si dice nell’iscrizione – grazie all’aiuto della comunità cristiana di Aquileia. Probabilmente le piccole aule di culto del periodo teodoriano non erano più adatte a ospitare una folla di cristiani che diventava sempre più importante e numerosa, e quindi già pochi decenni dopo la sua costruzione si dovette pensare ad ampliare questo complesso episcopale. E infatti venne costruita, nel settore settentrionale del primo nucleo, una nuova grande basilica, una basilica che era più del doppio delle aule di culto degli inizi del IV sec. Nella visita al complesso degli scavo si possono notare questi livelli che danno una scansione proprio della crescita di questa zona della città. È davvero un luogo dove, come un pozzo, si può discendere nel passato e vedere la stratificazione dell’Aquileia a partire dalla città romana (si possono ammirare i resti delle case del primo periodo imperiale) e sopra ancora la basilica della metà del IV sec.”.

Ad Aquileia in prima assoluta il film “Incanto” che, seguendo gli studi di don Pressacco, ci aiuta a collegare l’Aquileia del I secolo d.C. con Alessandria d’Egitto e a interpretare la nascita e la diffusione del Cristianesimo Aquileiese

Il manifesto del film “Incanto” di Marco D’Agostini

“Incanto”: non poteva essere scelto titolo più indicato per il film di Marco D’Agostini: un viaggio di scoperta attraverso la ricerca storica e le intuizioni di don Pressacco, uno dei protagonisti della scena culturale friulana di fine Novecento, che ci aiuta a collegare l’Aquileia del I secolo d.C. con Alessandria d’Egitto e a interpretare la nascita e la diffusione del Cristianesimo Aquileiese. Ecco dunque l‘incanto della basilica e dei suoi splendidi mosaici testimonianza di fede prima ancora che di arte unica. Ecco l’incanto dei ritmi, delle musiche, dei canti che da questa basilica sono stati elementi di identità di un’intera comunità cristiana. Per iniziativa della Fondazione Aquileia, con il patrocinio del Comune di Aquileia, martedì 30 luglio 2019, alle 21, verrà proiettato in prima assoluta sul grande schermo in piazza Capitolo “Incanto”, l’ultimo documentario del regista Marco D’Agostini nato da un progetto dell’Associazione culturale don Gilberto Pressacco e prodotto da Agherose. Il film è stato realizzato con il sostegno di Fondo per l’Audiovisivo del FVG, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Fondazione Aquileia, CIRF dell’Università di Udine, patrocinato dalla Società Filologica Friulana e distribuito da Forum editrice. In caso di pioggia la proiezione si svolgerà nella Sala Romana affacciata su piazza Capitolo.

Un dettaglio del pavimento musivo della basilica di Aquileia

Un momento delle riprese del film “Incanto” in basilica di Aquileia

“L’idea del documentario “Incanto” – spiega la produzione Agherose – prende le mosse da una ricognizione sull’operato della figura di don Gilberto Pressacco (1945-1997) protagonista della scena culturale friulana di fine Novecento per le sue originali idee sulle origini e la diffusione del Cristianesimo Aquileiese e per le sue attività di rilievo in campo musicologico e corale. Questi temi, apparentemente localistici, sono in realtà di ampio interesse vista l’importanza storica della città di Aquileia e la diffusione di un insieme di canti corali e danze nelle comunità rurali friulane, portatori di un sistema ritualistico originale e rappresentativo di una pluralità di cristianesimi in tutto il bacino del Mediterraneo. In questo senso, raccontare Gilberto Pressacco è raccontare un caleidoscopio di suggestioni, un gioco di rimandi continuo: dagli studi in ambito musicale – partendo da una delle specificità del canto corale di area aquileiese – fino al tema della danza sacra e popolare. Di ritmo in ritmo, di nota in nota, fino alla ricerca dei lontani ascendenti di queste particolarità, Pressacco con la sua ricerca ha riannodato fili dispersi e sparpagliati dal tempo, giungendo a collegare Aquileia con Alessandria d’Egitto che durante il I sec. d.C. era la vera capitale del Mediterraneo”.

La casa colonica di Turrida di Sedegliano dove don Gilberto Pressacco ha vissuto la sua infanzia

Don Gilberto Pressacco

Turrida di Sedegliano è un piccolo centro che sorge a qualche centinaio di metri dal fiume Tagliamento. È qui che Gilberto Pressacco ha vissuto i suoi primi anni assorbendo i ritmi e la cultura di una civiltà contadina oggi scomparsa. Ed è qui che Pasquale Pressacco insieme a fratelli, racconta le atmosfere, la vita in famiglia, il carattere di Gilberto bambino. Durante il loro racconto, Pasquale e i fratelli mostrano le foto un po’ sgualcite e invecchiate, la camera rimasta quella di un tempo, gli spazi dove erano soliti giocare. Questa descrizione del personaggio è arricchita dalle immagini del Tagliamento, luogo dei giochi ma anche dei primi lavori, e dalle testimonianze di Sandro Azaele, prima allievo e poi amico di Pressacco, e da Gianpaolo Gri, compagno di studi e oggi antropologo ed esperto proprio di quella vita contadina che non c’è più.

Ricostruzione di Aquileia romana (foto Società friulana di archeologia)

Lo straordinario pavimento musivo della basilica di Aquileia (foto Fondazione Aquileia)

“Dopo aver introdotto a livello biografico il “personaggio” don Gilberto Pressacco”, continua la produzione, “il film documentario procede su una doppia linea narrativa. Da una parte le ricerche legate al cristianesimo aquileiese e dall’altra alcuni aneddoti di vita ad arricchire il percorso. Nella parte centrale del documentario, quindi, il prete friulano diventerà il tramite attraverso il quale scoprire la sua affascinante ricerca, ricca di suggestioni e approfondimenti storico-religiosi. Rifacendosi anche ad altri studi e collegando spunti e conoscenze anche del campo musicologico, Gilberto Pressacco elaborò una teoria singolare e suggestiva: Aquileia e il territorio della bassa friulana sono stati la culla di una comunità religiosa di “terapeuti” proveniente da Alessandria d’Egitto che ha portato in questo territorio un primo Cristianesimo, probabilmente divulgato direttamente da San Marco. Una teoria che anche all’interno del documentario trova un contrappunto critico da parte di una studiosa e ricercatrice, Emanuela Colombi, docente di Cristianesimo delle origini all’università di Udine. Insieme a Luca De Clara (storico ed insegnante) siamo ad Aquileia, dove vengono illustrati alcuni aspetti cruciali della ricerca di don Pressacco ad un gruppo di studenti. Insieme a loro ci muoviamo all’interno della Basilica di Santa Maria Assunta e tra gli scavi nella zona dei mercati, in cui giovani archeologi stanno operando. Questo percorso è arricchito e intervallato da brevi sequenze di disegno animato che approfondiscono alcuni aspetti della ricerca visualizzando i contenuti e rendendo il tutto fruibile ad un ampio pubblico. Attraverso l’animazione infatti, viviamo le atmosfere del primo secolo dopo Cristo. Con una serie di disegni animati accompagniamo il tragitto di una nave mercantile lungo il mar Adriatico e vediamo sbarcare ad Aquileia, insieme alle merci, un gruppo di uomini con tuniche bianche. Sono loro i terapeuti che opereranno nella città romana e nelle altre zone della bassa friulana. Le immagini d’animazione sono arricchite da suoni, rumori e voci che provengono dalla notte dei tempi. In una sovrapposizione tra passato e presente, alla città di Aquileia del I sec. d.C. con i suoi 200mila abitanti si fondono i mosaici della Basilica giunti intatti fino a noi, testimoni proprio della vita e delle pratiche religiose del tempo; la zona dei mercati, oggi importante sito archeologico; il porto fluviale, luogo strategico per lo scambio di commerciale ma anche culturale”.

Dettaglio del pavimento musivo della basilica di Aquileia

Il coro Candotti di Sedegliano

“Altro elemento chiave che funge da contrappunto alla narrazione è la musica e il canto corale. Le sequenze di un coro che sta provando alcuni canti tradizionali all’interno di una chiesetta con affreschi del ‘500 del medio Friuli (Santa Marizza), sono l’occasione che ci permette di ascoltare l’intensità del canto polifonico e nello specifico del canto a due cori (es. Scjarazzule Marazzule). La musica corale, con alcune versioni anche di canto gregoriano, ritornerà a cadenzare il racconto fondendosi e costituendo il supporto decisivo per dimensionare con intensità le immagini del territorio della bassa friulana (Aquileia, Grado, Palazzolo dello Stella, Codroipo). Alle immagini di oggi si succederanno anche frammenti di materiali audiovisivi d’archivio che mostrano la direzione del coro e le lezioni-concerto dello stesso Gilberto Pressacco che ha messo in luce più di altri l’originalità del cantare “popolare” e “sacro”. In questo contesto, la testimonianza di Claudio Zinutti, successore alla direzione del coro Candotti, e Milvio Trevisan, suo assistente, saranno fondamentali per approfondire l’aspetto umano e di insegnamento. Nell’ultima parte, coincidente con il racconto dell’ultimo periodo di vita e ricerca di don Gilberto Pressacco, i testimoni incontrati lungo il cammino, tracciano un bilancio della ricerca e dell’importanza del territorio friulano e della sua cultura. Un territorio spesso dimenticato, ma ricco di storia e originalità. Anche in questo caso”, si conclude la presentazione di “Incanto”, “Aquileia e infine Grado, sono i luoghi principali nei quali Sandro Azaele e Luca De Clara, espongono con forza e chiarezza l’importanza del passato da cui proveniamo. Passato ricco di confronto tra culture diverse, originalità musicale e incanto artistico”.