Bosa-Cabras (Or). Al via il Festival dell’Archeologia, quattro giorni di incontri e approfondimenti promossi dalla Fondazione Mont’e Prama. Ecco il programma
La Fondazione Mont’e Prama si prepara a inaugurare il Festival dell’Archeologia, che prende il via martedì 17 giugno 2025 con un calendario fitto di incontri e approfondimenti, tra la Planargia e il Sinis, fino al 20 giugno 2025. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.
L’apertura è prevista a Bosa, martedì 17 giugno 2’25, alle 20, nell’ex Convento dei Cappuccini, con una serata dedicata alla storia antica del territorio e all’eredità medievale del castello Malaspina. Dopo i saluti delle autorità, interverranno gli studiosi Attilio Mastino e Antonio Corda su “Bosa e la Planargia in età antica”, seguiti da Franco Giuliano Rolando Campus, con una riflessione sulle fortificazioni medievali sarde “Rocche fortificate medievali della Sardegna e il castello Malaspina di Bosa”. Presenta e conduce Ambra Pintore. La conclusione dell’incontro, alle 22, sarà affidata al Quintetto Atlantico, con Enzo Favata, Daniele di Bonaventura, Marcello Peghin, Salvatore Maltana, U.T. Gandhi.
Da mercoledì 18 giugno 2025, il Festival si trasferisce al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras per tre serate tematiche. La prima, con inizio alle 20.30, è dedicata alle grandi mostre internazionali della Fondazione Mont’e Prama, con la partecipazione dei curatori di alcuni dei principali musei europei: Carme Rovira Hortalà, curatrice museo Archeologico della Catalunia di Barcellona; Manfred Nawroth, curatore Neues Museum di Berlino; Natalia Demina, curatrice museo Ermitage di San Pietroburgo; Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Presenta e coordina Nicoletta Buffon, amministratore delegato di Villaggio Globale International. Verranno inoltre presentate le esposizioni realizzate in Sardegna, tra cui “Il ritorno dei Giganti”, a cura di Anthony Muroni; “Aristocrazie sarde ed etrusche nel mondo mediterraneo”, a cura di Paolo Giulierini; una mostra su Tharros al museo Diocesano Arborense di Oristano, con Silvia Oppo, Luca Cheri, Ilaria Orri, Nicoletta Camedda, Viviana Pinna, Maria Mureddu; “Sulle spalle dei Giganti. La Preistoria moderna di Costantino Nivola”, con Luca Cheri e Giorgio Murru. Presenta e conduce Ambra Pintore. La serata sarà introdotta da un intervento musicale del duo Federica Urracci & Alessio Sanna.
Giovedì 19 giugno 2025, il Festival affronta i temi di identità, narrazione storica e accessibilità. Alle 20.30, lo scrittore Francesco Grasso dialogherà con l’archeologa Maria Emanuela Alberti sull’immaginario mediterraneo nei romanzi storici “Isole nella storia. Le radici della Sicilia nei romanzi storici”. Seguirà “La Carta di Ustica e la collaborazione tra la Fondazione Sebastiano Tusa e la Fondazione Mont’e Prama” con Anthony Muroni, Valeria Li Vigni, Massimo Cultraro e Giorgio Murru; per poi concludere con l’incontro “Non toccarmi. Uso e accessibilità del corpo nelle opere d’arte” a cura di Claudio Pescio e Roberta Scorranese. Presenta e conduce Ambra Pintore. Introduzione e intervallo musicale a cura di Chiara Effe.
Il Festival si chiuderà venerdì 20 giugno 2025 con una serata interamente dedicata all’archeologia sarda e mediterranea. Alle 20.30, “Relazioni tra Sardegna nuragica, Egeo e Mediterraneo orientale” con Massimo Cultraro, Raimondo Zucca, Carlo Tronchetti e Anna Paola Delogu; “Prospezioni archeologiche nella laguna di Cabras” con Rita Auriemma, Piergiorgio Spanu e Maria Mureddu; “Indagini archeologiche nel nuraghe Cannevadosu di Cabras” con Raimondo Zucca, Nicoletta Camedda e Maura Vargiu; “Spazi di lavoro, spazi di preghiera. La vita quotidiana a Tharros attraverso le ricerche dell’Università di Bologna” a cura di Anna Chiara Fariselli; “Città e paesaggio costiero: le ricerche dell’Università di Cagliari” a cura di Carla Del Vais. Presenta e conduce Ambra Pintore. Introduzione e intervallo musicale a cura di Ilaria Porceddu e Emanuele Contis.
Milano. Al museo civico Archeologico l’incontro Giganti prima dei Giganti – La statuaria preistorica in Sardegna” promosso da Fondazione Mont’e Prma con Cagliari Calcio e FASI
Sabato 12 aprile 2025, alle 10.30, nella sala conferenze del civico museo Archeologico di Milano nuova tappa della campagna di comunicazione della Fondazione Mont’e Prma congiunta con Cagliari Calcio e FASI – Federazione delle associazioni Sarde in Italia in occasione dell’incontro di calcio di Serie A Inter – Cagliari. Dopo i saluti istituzionali di Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama; Stefano Melis, direttore generale del Cagliari Calcio; e Bastianino Mossa, presidente della FASI, la conferenza “Giganti prima dei Giganti – La statuaria preistorica in Sardegna” a cura di Giorgio Murru e Nicola Castangia. Segue “Il Parco Archeologico Naturale della Penisola del Sinis” a cura di Ilaria Orri. È richiesta la registrazione su Eventbrite.
Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” ultimo mese per la mostra “Mont’e Prama 1974/2024”: un incontro a 360 gradi con otto sculture di “Giganti” in un legame simbolico con il luogo d’origine

La mostra dei Giganti “Mont’e Prama 1974/2024” nella Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (foto nicola castangia)
Aprile 2025 sarà l’ultimo mese per visitare l’esposizione dei Giganti “Mont’e Prama 1974/2024” nell’attuale Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or). La mostra, inaugurata nel mese di marzo 2024 in occasione dei 50 anni dalla grande scoperta, ha affascinato numerosi visitatori, e si prepara a lasciare spazio a un nuovo progetto espositivo. La mostra offre un incontro a 360 gradi con otto sculture di “Giganti” e sei modelli di nuraghe. La statuaria di Mont’e Prama risale all’Età del Ferro (950-730 a.C.), un periodo che, in Sardegna e nel Mediterraneo, fu caratterizzato da profondi cambiamenti. I personaggi delle sculture raffigurano arcieri, guerrieri e pugilatori. Altrettanto notevoli sono i modelli di nuraghe, apprezzabili sia nella loro forma più semplice che in quella con torri multiple.

Dettaglio dei Giganti nella mostra “Mont’e Prama 1974/2024” nella Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (foto nicola castangia)
Nel mese di aprile 2025 ci sarà una mostra temporanea in cui verranno presentati i risultati di restauro degli ultimi tre colossi che, per la prima volta, verranno rimessi in piedi, grazie al lavoro della soprintendenza di Cagliari e Oristano. A partire da maggio 2025 i Giganti torneranno ad essere protagonisti in un ambiente espositivo che li accoglierà in una veste rinnovata. Sarà l’occasione per approfondire nuovi aspetti di queste straordinarie testimonianze della cultura nuragica.

I Giganti nella Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras dialogano all’esterno con Mont’e Prama (foto nicola castangia)
“Ci prepariamo a salutare un progetto ammirevole che ci ha dato la possibilità di stravolgere il modo di comunicare una delle più grandi scoperte simbolo della nostra cultura, attraverso una disposizione in cui i colossi di pietra rivolgono lo sguardo verso Mont’e Prama”, afferma entusiasta Anthony Muroni, presidente della Fondazione. “La Sala del Paesaggio è un luogo magico, in cui la luce naturale si fa strada tra le statue, creando un dialogo tra il passato e il presente. L’orientamento dei Giganti verso Mont’e Prama ha contribuito a creare un legame simbolico con il luogo d’origine, affascinando il pubblico per l’opportunità di poter ammirare le statue da ogni angolazione, a 360 gradi. L’esperienza della visita, unita alle serate speciali, ha avuto un grande successo e siamo felici del riscontro ricevuto – continua Muroni – Questa esposizione ha avuto il suo impatto emotivo sui visitatori e non si tratta semplicemente di una vetrina artistica, ma di una finestra sulla storia millenaria della Sardegna. Sono tante le novità di questa nuova stagione, a partire dalla ricostituzione della famiglia dei Giganti, a cui si aggiungeranno altri tre fratelli, a seguito dell’operazione di restauro. Seguirà l’inaugurazione della mostra al museo nazionale D’arte della Catalogna a Barcellona il 16 aprile 2025”.
Prorogata la mostra “Sulle spalle dei giganti. La Preistoria moderna di Costantino Nivola” in corso al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or) e al museo Nivola di Orani (Nu): ricostruito per la prima volta il rapporto tra Nivola e la Preistoria della Sardegna

Allestimento della mostra “Sulle spalle dei giganti” al museo civico “Giovanni Marongiu” a Cabras (Or) (foto andrea mignogna)
La Fondazione Mont’e Prama e la Fondazione Nivola annunciano la proroga, fino a martedì 22 aprile 2025, della mostra “Sulle spalle dei giganti. La Preistoria moderna di Costantino Nivola” in corso al museo civico Giovanni Marongiu di Cabras e al museo Nivola di Orani. Attraverso un percorso suggestivo che mette a confronto alcuni capolavori della scultura e dell’architettura eneolitica e nuragica e alcune fondamentali opere di Costantino Nivola, la mostra – curata da Giuliana Altea, Antonella Camarda, Luca Cheri, Anna Depalmas e Carl Stein, storico collaboratore dell’artista – ricostruisce per la prima volta il rapporto tra Nivola e la Preistoria della Sardegna. Nel contesto dell’allestimento, le opere di Costantino Nivola sono per la prima volta poste accanto alle fonti che lo hanno ispirato, grazie a una serie di importanti prestiti provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali.

Allestimento della mostra “Sulle spalle dei giganti” al museo Nivola di Orani (Nu) (foto andrea mignogna)
Il titolo della rassegna allude, oltre che alle monumentali statue ritrovate a Mont’e Prama, all’aforisma medievale secondo cui noi siamo, rispetto agli antichi, come nani sulle spalle dei giganti: riusciamo a vedere più lontano di loro, ma solo perché possiamo elevarci grazie alla loro grandezza. E la scultura di Costantino Nivola (Orani 1911 – Long Island 1988) si ispira fin dagli inizi agli anonimi maestri della Preistoria sarda. Allestita in contemporanea in due sedi, il museo Nivola (Orani) e il museo civico G. Marongiu (Cabras), “Sulle spalle dei giganti” mette a confronto l’opera di Nivola con le testimonianze della Preistoria sarda che lo hanno influenzato, presentate attraverso reperti originali, fotografie, e installazioni multimediali a cura del Visual Computing Group del CRS4. Un’occasione unica per esplorare il legame tra Nivola e la sua terra, grazie anche a un gruppo di opere chiave dell’artista provenienti da collezioni private americane e italiane.

Allestimento della mostra “Sulle spalle dei giganti” al museo civico “Giovanni Marongiu” a Cabras (Or) (foto andrea mignogna)
“L’interesse del pubblico”, dichiara Giuliana Altea, presidente della Fondazione Nivola, “ha confermato come la mostra rappresenti un progetto di collaborazione, tra istituzioni e discipline, felicemente riuscito. È attraverso esperienze come questa che si riesce a mettere insieme aspetti diversi del nostro patrimonio culturale, in un incontro capace di gettare nuova luce su ciascuno di essi. Il prolungamento della mostra darà l’opportunità di visitarla a quanti finora non hanno potuto vederla, in attesa del catalogo che documenta il progetto con saggi di storici dell’arte e archeologi e schede delle opere esposte, e che verrà pubblicato a breve”.

Allestimento della mostra “Sulle spalle dei giganti” al museo Nivola di Orani (Nu) (foto andrea mignogna)
“Sulla scia dei risultati estremamente positivi avuti da settembre ad oggi”, precisa Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama, “di comune accordo abbiamo deciso di prorogare il periodo di permanenza della mostra. Siamo convinti che l’intesa con la Fondazione Nivola abbia rappresentato un esempio di come il lavoro in sinergia possa contribuire, in modo decisivo, a generare un impatto positivo e duraturo sul territorio contribuendo alla sua crescita e a quella dell’intera isola. Il successo ottenuto testimonia il valore di un percorso che unisce la straordinaria arte di Costantino Nivola con le radici profonde della preistoria sarda, in particolare il dialogo con i Giganti di Mont’e Prama. Visti i numerosi visitatori che la mostra ha attratto, riteniamo che sia importante offrire la possibilità di apprezzarla ancora per un periodo più lungo, consentendo a un pubblico sempre più ampio di immergersi in questo affascinante viaggio tra arte, storia e cultura”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia approfondimento della storia dei Giganti di Mont’e Prama con Giorgio Murru e le foto di Nicola Castangia
Domenica 16 marzo 2025, alle 11, nella sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la Fondazione Mont’e Prama, in occasione dell’incontro di calcio del Cagliari all’Olimpico con la Roma, propone un incontro speciale in collaborazione con il museo Etru. Dopo i saluti istituzionali della direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Luana Toniolo, e del presidente della Fondazione Mont’e Prama, promotrice dell’iniziativa, Anthony Muroni, intervengono Stefano Melis, direttore generale del Cagliari Calcio, nell’ambito della campagna di comunicazione congiunta intrapresa per promuovere l’archeologia sarda in occasione degli incontri di Serie A; e Antonio Maria Masia, presidente dell’associazione dei Sardi di Roma “Il Gremio”. È un’opportunità per approfondire la storia dei Giganti di Mont’e Prama attraverso il racconto di Giorgio Murru, direttore dell’Area scientifica e didattica della Fondazione, su “Cinquant’anni di storie e ricerche”, e le suggestive immagini di Nicola Castangia. Segue un approfondimento sul parco archeologico naturale del Sinis, a cura dell’archeologa Ilaria Orri.
Archeologia in lutto. È morto a 84 anni l’archeologo veronese Franco Mezzena, scopritore dell’area megalitica di Saint-Martin-de-Corleans ad Aosta. La sua esperienza e umanità narrate nel film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu. Il ricordo delle istituzioni

L’archeologo Franco Mezzena davanti alla più famosa stele megalitica dell’area di Saint-Martin-de-Corleans ad Aosta (foto graziano tavan)
Un infarto gli ha tolto il sorriso per sempre. È morto nella notte fra sabato 14 e domenica 15 settembre 2024, Franco Mezzena, l’archeologo veronese scopritore dell’area megalitica di Saint-Martin-de-Corleans ad Aosta. Aveva 84 anni. I funerali si sono svolto martedì 17 settembre 2024, nella chiesa di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta. Lascia il figlio Marcello. Nato a Verona nel 1940, dopo il diploma di maturità scientifica è diventato assistente al museo di Storia naturale della città scaligera dal 1957 al 1967: ancora oggi il suo nome, nel Veronese, è legato a un riparo a lui intitolato. Ha integrato la sua formazione nelle Scienze naturali nelle università di Padova e Modena. Per un cinquantennio ha eseguito ricerche e scavi nel Veronese, nel Gargano e in Sicilia, con speciale riguardo all’arte preistorica.

Riparo Mezzena (Avesa, Verona) negli anni Cinquanta del Novecento: Franco Mezzena è il personaggio seduto col cappello bianco (foto musei verona)
Il museo civico di Storia Naturale di Verona, “appresa con tristezza della recente scomparsa di Franco Mezzena, illustre archeologo di fama internazionale, che collaborò anche con il nostro Museo” lo ricorda così: “La sua passione giovanile per la preistoria lo portò a scoprire, negli anni ‘50 del XX secolo, un riparo sotto roccia paleolitico nella valle di Avesa a lui dedicato e indagato dal 1957 da lui stesso, dal direttore Francesco Zorzi e dal geologo Angelo Pasa. Proprio in quegli anni, durante la sua formazione universitaria, iniziò il suo sodalizio col museo di Storia naturale di Verona, durato fino al 1967, nel corso del quale ebbe modo di partecipare alla scoperta e agli scavi di importanti siti nel veronese e nel Gargano. Di lui il direttore Zorzi aveva una grande stima e un affetto quasi paterno. Alla sua famiglia le nostre più sincere condoglianze”.

L’archeologo Franco Mezzena osserva l’area di Saint-Martin-de-Corleans musealizzata ad Aosta (foto graziano tavan)
Mezzena era arrivato in Valle d’Aosta come sergente alla scuola militare alpina di Aosta e durante quel periodo ritrovò le prime testimonianze riferibili all’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans. Nel 1969 fu il primo, insieme alla moglie Rosanna Mollo, anche lei fine archeologa, scomparsa nel 2013, a individuare ad Aosta le prime testimonianze riferibili all’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, da lui scavate poi per oltre un ventennio. Contemporaneamente agli scavi promosse e coordinò un’esplorazione sistematica del territorio valdostano che portò a individuare una serie di notevoli insediamenti protostorici dei Salassi, dal fondovalle all’alta montagna.

L’archeologo Franco Mezzena (foto società valdostana di Preistoria e Archeologia)
“Con profonda tristezza abbiamo appreso che nella notte ci ha lasciati Franco Mezzena, l’archeologo che ha scoperto la straordinaria Area megalitica di Aosta”, scrive la società valdostana di Preistoria e Archeologia. “Tutto ebbe inizio il 10 giugno del 1969, quando un luccichìo in mezzo alla terra sollevata da una benna, attirò l’occhio e l’intuito di questo grande archeologo: era un torques! Da lì, per oltre vent’anni, Mezzena, con il supporto della moglie Rosanna Mollo, anche lei archeologa, e di un’équipe che, nel tempo, si trasformò in una vera e propria scuola di archeologia per decine di giovani archeologi, coordinò le indagini su un sito di importanza scientifica internazionale”.

1980: area-megalitica di Saint-Martin-de-Corleans: Franco Mezzena con un gruppo di studenti (alla sua destra, Graziano Tavan; in basso, a sinistra, il figlio Marcello) (foto vettorel)
Ho avuto la fortuna e l’onore non solo di conoscerlo, ma di partecipare – come allievo dell’istituto di Archeologia dell’università di Padova – per quattro anni – tra fine anni Settanta e inizio anni Ottanta del secolo scorso alla campagna internazionale di scavo nell’area megalitica di Saint-Martin-de-Corleans. Con lui lo scavo non era solo momento di ricerca e di conoscenza, ma anche di incontro, di socializzazione. La sua umanità era pari alla sua professionalità. Ogni giorno era una lezione sul campo. E nel fine settimana, tutti insieme attorno al fuoco per condividere la polenta valdostana nel grande paiolo.

Franco Mezzena e Graziano Tavan davanti alla chiesetta di Saint-Martin-de-Corleans ad Aosta (foto graziano tavan)
L’ho rivisto nel 2016. L’occasione era speciale: la recente apertura del parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans (vedi Dolmen, tombe megalitiche, stele antropomorfe: apre ad Aosta il parco archeologico di Saint Martin de Corleans, sito megalitico unico in Europa scoperto nel 1969: 6mila anni di storia dell’uomo dall’aratura sacra alle sepolture romane | archeologiavocidalpassato). Tornare dopo più di 35 anni in quell’area megalitica è stata un’emozione forte. Il professore mi ha fatto da guida nel sito musealizzato, condividendo anche la convinzione che il “salvataggio” del dolmen. Delle tombe megalitiche e delle stele antropomorfe ne aveva sicuramente garantito una fruizione pubblica in sicurezza, ma il fascino di quello scavo che con un unico colpo d’occhio ti permetteva di vedere in sequenza dall’aratura sacra alla necropoli romana si era perso per sempre.

Premio Firenze Archeofilm: Nicola Castangia, Andrea Fenu e Giorgio Murru con Franco Mezzena (foto AV)
L’ultima sua uscita pubblica nel marzo 2024, a Firenze, alla sesta edizione del Firenze Archeofilm festival, in occasione della proiezione del film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso”, regia di Nicola Castangia e Andrea Fenu (consulente scientifico Giorgio Murru). Nel 2023, con grande entusiasmo aveva infatti accolto la proposta di realizzare, nell’ambito del gemellaggio dell’area megalitica aostana con il Menhir museum di Laconi (OR), in Sardegna, il documentario che film ha vinto il primo premio della sesta edizione del Firenze Archeofilm festival. A Franco Mezzena sono stati consegnati due premi: il primo da parte del regista Nicola Castangia, dal presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni e dal direttore scientifico Giorgio Murru; il secondo da parte di Maddalena Chelini, museo Fiorentino di Preistoria. A ricordare l’uomo è Piero Pruneti, direttore della rivista Archeologia Viva, con cui Mezzena collaborava: “Se n’è andato un intero pezzo di memoria storica aostana e nazionale. Collaboratore di Archeologia Viva, ricordiamo uno dei suoi primi articoli sulla rivista dei primi anni Ottanta. Bravissimo, semplice e, appunto, sempre sorridente. Addio Franco!”.
Il film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” (Italia 2021, 42’). Franco Mezzena, scopritore dell’area megalitica di Saint Martin de Corleans ad Aosta, racconta la sua avvenuta nel 1969 e, con il suo sorriso luminoso, ci fa viaggiare tra mito e realtà trascinandoci nel mondo del megalitismo e tra le entusiasmanti avventure degli Argonauti, di Cadmo, di Giasone e della figura di Ercole sollecitando, con maestria e profonde conoscenze, il confronto tra il sito megalitico di Aosta e la Sardegna preistorica.

L’archeologo Franco Mezzena (foto AV)
Il cordoglio delle istituzioni. L’assessorato regionale dei Beni e Attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali esprime profonda tristezza per la scomparsa dell’archeologo Franco Mezzena, grande conoscitore della Preistoria valdostana, appassionato ricercatore e scopritore dell’Area megalitica di Aosta. “Fu realmente un archeologo iconico – sottolinea l’assessore Jean-Pierre Guichardaz – la cui dedizione e l’instancabile impegno hanno segnato e ispirato decine di giovani ricercatori che ebbero la fortuna di lavorare con lui ad Aosta”. La soprintendente ai Beni e le Attività culturali, Laura Montani aggiunge: “Oggi abbiamo perso un maestro: il suo fine intuito e le sue vastissime conoscenze hanno permesso alla Valle d’Aosta di conoscere più a fondo le proprie radici”.
Anche il Comune di Laconi piange la scomparsa del professore Franco Mezzena illustre studioso della statuaria preistorica: “Abbiamo avuto modo di apprezzare la sua conoscenza e la grande passione per la statuaria preistorica nella sua ultima visita al Menhir Museum in occasione della sottoscrizione dell’accordo di programma tra Comune di Laconi e la Regione Valle d’Aosta attraverso il Menhir Museum e il sito di Saint Martin. Il mondo della Archeologia perde un grande maestro che lascia comunque una grande eredità di cui anche noi faremo tesoro. Arrivederci professore…”. E il museo civico Cetona: “Con Franco Mezzena, scomparso pochi giorni fa ad Aosta, se ne va una figura di archeologo “romantico e irregolare”, per usare le parole con cui Bianchi Bandinelli definì Umberto Calzoni, che ha unito al rigore della ricerca sul campo una lucida capacità interpretativa e una non convenzionale lettura dei processi storici”.

L’area megalitica di Saint-Martin-de-Corleans ad Aosta nel 1980 (foto soprintendenza valle d’aosta)
Il museo Archeologico Lomellino di Gambolò (Pv) ricorda con affetto e riconoscenza Franco Mezzena: “Mezzena più volte è stato ospite a Gambolò, al nostro museo, per conferenze, in cui ha avuto anche modo di raccontare la straordinaria area megalitica da lui scoperta. Lo abbiamo anche avuto come guida d’eccezione proprio sul cantiere di scavo di Aosta, ormai una trentina di anni fa e fu un’esperienza unica ed emozionante ascoltare il suo racconto. Siamo stati fra i fortunati che hanno potuto passeggiare con lui in quel sito, molto prima che nascesse il museo aostano. Anzi, ci raccontava Mezzena, allora non si sapeva bene cosa fare, lì avrebbe dovuto sorgere un supermercato, i cui lavori di sbancamento misero in luce il sito. Si pensava a una soluzione tipo un sotterraneo per conservare e musealizzare il sito. Capendone l’importanza, la Regione Valle d’Aosta e i suoi tecnici hanno saputo invece realizzare il museo che oggi valorizza un sito archeologico quasi unico”.
Pompei. All’auditorium degli Scavi evento promosso dalla Fondazione Mont’e Prama alla scoperta dell’affascinante mondo dell’archeologia preistorica sarda

I giganti di Mont’e Prama protagonisti a Pompei. Sabato 27 aprile 2024, alle 11, all’auditorium degli Scavi di Pompei, evento della Fondazione Mont’e Prama dedicato alla scoperta dell’affascinante mondo dell’archeologia preistorica sarda. Iscrizione gratuita (non obbligatoria) all’evento al link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-fondazione-monte…. Si scopriranno i tesori del parco archeologico naturale della Penisola del Sinis, insieme alle archeologhe Ilaria Orri, Nicoletta Camedda e Maria Mureddu. Infine, i partecipanti saranno coinvolti dal racconto appassionato di Giorgio Murru, direttore dell’Area scientifica e didattica, e le magiche fotografie di Nicola Castangia. Programma: alle 11, i saluti Istituzionali di Angelandrea Casale, associazione internazionale “Amici di Pompei”; Anthony Muroni, Fondazione Mont’e Prama; Jack Devecchi, Dinamo Basket; e Bastianino Mossi, FASI; 11.30, “Dall’età preistorica al fenomeno Mont’e Prama” a cura di Maria Mureddu, curatrice dell’area archeologica di Mont’e Prama; “L’antica città di Tharros: epicentro del Sinis in età punica e romana” a cura di Ilaria Orri, curatrice dell’area archeologica di Tharros; 12, “Tra sacralità e ritualità: l’Ipogeo di San Salvatore” a cura di Nicoletta Camedda, curatrice dell’Ipogeo di San Salvatore; “Promozione e gestione del parco archeologico naturale del Sinis” a cura di Giorgio Franco Murru, responsabile dell’area scientifica e didattica della Fondazione Mont’e Prama.
Aquileia. Al museo Archeologico nazionale due conferenze (Giganti e fate, e il Parco del Sinis) per scoprire il ricco patrimonio archeologico della Sardegna a cura della Fondazione Mont’e Prama ospite della Fondazione Aquileia
La Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con il Cagliari Calcio e la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia – FASI, avrà l’onore di essere ospite della Fondazione Aquileia, sabato 17 febbraio 2024, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Aquileia. L’ingresso è gratuito ma i posti per accedere sono limitati. Prenotazioni al link: https://www.eventbrite.it/e/811162919127?aff=oddtdtcreator. Aprono i saluti istituzionali di Marta Novello, direttore del museo Archeologico nazionale di Aquileia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia; Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama; Stefano Melis, direttore Business e Media del Cagliari Calcio; Bastianino Mossa, presidente Fasi. Seguono due conferenze a tema archeologico e culturale: “Giganti e Fate. Un viaggio nell’archeologia preistorica della Sardegna” a cura di Giorgio Murru e Nicola Castangia, e “Il parco archeologico naturale della penisola del Sinis” a cura di Ilaria Orri. Un’opportunità imperdibile per scoprire il ricco patrimonio archeologico della Sardegna.
Cagliari. Al Teatro Doglio “Sardegna Mediterranea. Un viaggio straordinario tra archeologia, storia e scienza”, una tre giorni di incontri, dibattiti, interviste, dialoghi, letture e approfondimenti

Tre giorni di dibattiti, incontri e dialoghi con importanti personalità del mondo della cultura italiana. Tra i tanti nomi presenti, l’attore Gian Carlo Giannini, l’ex presidente della Camera Luciano Violante, il segretario della CEI Giuseppe Baturi, il presidente della Fondazione MAXXI Alessandro Giuli, lo storico Franco Cardini, i giornalisti Pietrangelo Buttafuoco e Marco Ferrante. Al Teatro Doglio di Cagliari, dal 12 al 14 di ottobre 2023, va in scena “Sardegna Mediterranea. Un viaggio straordinario tra archeologia storia e scienza”, una tre giorni di incontri, dibattiti, interviste, dialoghi, letture e approfondimenti con la presenza di personalità di spicco che racconteranno al pubblico l’isola sotto diversi angoli di lettura, considerando sempre la sua posizione strategica al centro del Mare Nostrum, luogo di scambi, di incontri e di contaminazioni culturali. Tre giorni intensi che dalla mattina proseguiranno fino a tarda serata con delle proposte di grande interesse e suggestione. Lunghissimo l’elenco degli ospiti che animeranno la manifestazione promossa dalla Fondazione Mont’e Prama con il ministero della Cultura, la Regione Sardegna, la Regione Siciliana, il Comune di Cagliari, le Università di Cagliari e Sassari, la Fondazione di Sardegna e la Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine. Un programma ricchissimo che rappresenta anche un ponte con la Sicilia, l’altra grande isola italiana, e i cui legami con la Sardegna saranno oggetto di un interessante dibattito con i rappresentanti delle due regioni. E ancora spazio sulla scoperta e valorizzazione delle navi di Olbia, la scommessa dell’Einstein Telescope e le altre grandi infrastrutture di ricerca, l’archeologia dello spazio, la Carta di Firenze e il ruolo di pace per il Mediterraneo, la Rotta dei Fenici, la Battaglia delle Egadi e la prima guerra punica. Insomma, tantissimi contenuti che spaziano dalla storia alla scienza, alla stretta attualità, fino al grande tema di fondo, ovvero l’archeologia, non solo dal punto di vista della ricerca, tutela e valorizzazione ma anche come straordinario veicolo di promozione dei territori. Nel corso della manifestazione anche uno spazio dedicato alle scuole che vedrà come protagonista il Convitto Nazionale di Cagliari (giovedì 12 ottobre 2023, alle 11.30, con la proiezione del docufilm “Cosa si aspettano dal futuro e dallo spazio le giovani generazioni”, venerdì 13 ottobre 2023, alle 11.30, con l’incontro dedicato alle onde gravitazionali e alla scoperta dell’universo con Einstein Telescope).

Un momento della presentazione di “Sardegna Mediterranea” a Cagliari (foto fondazione mont’e prama)
“Sardegna mediterranea”, afferma Anthony Muroni, presidente Fondazione Mont’e Prama, “sarà una finestra sul futuro del mare che unisce i popoli e racconta una storia antichissima. Il connubio fra archeologia e ricerca e più in generale fra cultura e scienza è la strada che dobbiamo percorrere affinché la valorizzazione e la promozione dei siti storici non sia disgiunta da uno studio continuo e da una interazione con le altre realtà che agiscono nel nostro stesso ambito. Le altissime collaborazioni attivate per questo evento – a partire da quella con Fondazione Leonardo Civiltà delle macchine – ne sono la prova”. E Luciano Violante, presidente Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine: “Dobbiamo far capire agli italiani quanto sia importante nella nostra storia e nella nostra cultura la scienza. Non è un caso che il maggior numero dei premi Nobel italiani sia stato assegnato a scienziati e in minor numero a letterati. Non che gli studi classici non abbiano importanza ma è fondamentale far capire che la scienza è una caratteristica dell’identità italiana. Ecco perché la partecipazione degli studenti a Sardegna Mediterranea è un fatto positivo e di buon augurio per il futuro”.
PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 12 OTTOBRE 2023. Alle 10.30, inaugurazione e presentazione di “Sardegna Mediterranea”: Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari; Andrea Biancareddu, assessore alla Cultura Regione Sardegna; Giuseppe Fasolino, assessore della Programmazione e Bilancio Regione Sardegna; Monica Stochino, direttore Segretariato regionale Sardegna del MiC; Bruno Billeci, soprintendente ABAP di Sassari e Nuoro; Giacomo Spissu, presidente Fondazione di Sardegna; Francesco Mola, rettore università di Cagliari; Gavino Mariotti, rettore università di Sassari; Luciano Violante, presidente Fondazione Leonardo. Introduce e modera: Anthony Muroni, presidente Fondazione Mont’e Prama. Alle 12, presentazione del Protocollo Fondazione Monte Prama/ Fondazione Leonardo con Luciano Violante presidente Fondazione Leonardo e Anthony Muroni presidente Fondazione Mont’e Prama che dialogano con Pietrangelo Buttafuoco. Alle 15.30, “La Fondazione Mont’e Prama” con Alberto Moravetti, presidente consiglio scientifico Fondazione Mont’e Prama; Francesco Feliziani, direttore dell’Ufficio scolastico regionale; Giorgio Murru, direttore scientifico Sardegna Mediterranea; Francesco Sardara, amministratore delegato Dinamo Basket; Stefano Melis, managing director Area Business & Media Cagliari Calcio. Coordina Jimmy Spiga. Alle 16.30, “Geopolitica, strategia, interessi nel mondo subacqueo” a cura di Vincenzo Pisani, Fondazione Leonardo. Alle 18, “Il genio di una rivista”: presentazione di “Civiltà delle Macchine”. Dialogo fra Marco Ferrante e Antonio Iannizzotto. Alle 18.30, “Il mediterraneo in guerra” con lo storico Franco Cardini. Alle 21.30, “Le mie invenzioni”: Ivan Scinardo intervista Gian Carlo Giannini. Introduce Ginevra Leganza.
PROGRAMMA DI VENERDÌ 13 OTTOBRE 2023. Alle 10, “La Sardegna incontra la Sicilia” con Andrea Mario Biancareddu, assessore alla Cultura Regione Sardegna; Francesco Scarpinato, assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana: Monica Stochino, direttrice Segretariato regionale del MiC e soprintendente ABAP per Cagliari, Oristano e Sud Sardegna; Bruno Billeci, soprintendente ABAP di Sassari e Nuoro; Roberto La Rocca, soprintendenza del Mare della Regione Siciliana; Anna Occhipinti, direttrice del Parco del Lilibeo a Marsala. Alle 11.30, “Paesaggi di mare. Il patrimonio archeologico subacqueo tra ricerca, formazione e valorizzazione” con Rita Auriemma, dipartimento Beni culturali – università del Salento. Alle 12.15, “Nuove tecnologie a servizio della ricerca e della valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo” con Luigi Coluccia, dipartimento Beni culturali – università del Salento. Alle 16, “L‘Archeologia Subacquea in Sardegna. Risultati e Prospettive” con Gabriella Gasperetti, soprintendenza ABAP di Sassari e Nuoro; Ignazio Sanna, sommozzatore. A seguire “Tra Terra e Mare. Nuove ricerche della SABAP per CA e OR sud Sardegna” con Monica Stochino, direttrice Segretariato regionale del MiC e soprintendente ABAP per Cagliari, Oristano e Sud Sardegna. Intervengono Gianfranca Salis, Giovanna Pietra, Chiara Piro. Alle 17.15, “Le navi di Olbia. La scoperta e il progetto di valorizzazione” con Bruno Billeci, soprintendente ABAP di Sassari e Nuoro; Rubens Doriano, archeologo; Gabriella Gasperetti, soprintendenza ABAP di Sassari e Nuoro; Alessandra Carrieri, restauratrice, soprintendenza ABAP di Sassari e Nuoro. Alle 18.30, “Comprendere il passato dell’universo per interpretarne il futuro: Einstein Telescope e le altre grandi infrastrutture di ricerca” con Federica Govoni, direttrice dell’Osservatorio astronomico di Cagliari; Alessandro Cardini, direttore della sezione di Cagliari dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare; Simonetta Di Pippo, università Bocconi di Milano. Modera Carlo Fusi. Letture di Graziano Piazza. Alle 21.30, “Archeologia dello Spazio”: dialogo tra Luciano Violante, Silvano Tagliagambe e Antony Muroni. Introduce Pietrangelo Buttafuoco. Letture di Viola Graziosi.
PROGRAMMA DI SABATO 14 OTTOBRE 2023. Alle 10, “La Carta di Firenze. Un ruolo di pace per il Mediterraneo”. Introduce Silvano Tagliagambe, filosofo. Intervengono: mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo metropolita di Cagliari e segretario della CEI; Enrico Trantino, sindaco di Catania; Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari. Presenta e modera Susi Ronchi. Alle 11.30, “La storia ci appartiene. La Festa internazionale della storia di Bologna” con la storica Beatrice Borghi, università di Bologna; Rolando Dondarini, storico, ordinario di Storia medioevale all’università di Bologna. Alle 15.30, “1284 La Meloria. Storia di una battaglia” con lo storico Enrico Basso, università di Torino. Alle 16.15, “La Rotta dei Fenici: nuovi scenari del turismo culturale mediterraneo tra valorizzazione e strategie” con Antonio Barone, direttore Rotta dei Fenici; Roberto La Rocca, soprintendenza del Mare della Regione Siciliana; Rita Auriemma, università del Salento; Tiziana Pisani, Comune di Marciana, Isola d’Elba; Valter Cabasino, sindaco di Pula; Elisabetta di Bernardo, vice sindaco di Carloforte. Alle 17.45, “241 a.C. La Battaglia delle Egadi nella prima Guerra Punica” con Attilio Mastino, storico, già rettore università di Sassari. Alle 19.30, saluti di chiusura di “Sardegna Mediterranea”: Anthony Muroni dialoga con Alessandro Giuli, presidente della Fondazione MAXXI.







Venticinque anni fa, il 5 dicembre 1998, l’Unesco riconosceva l’eccezionale valore universale di Aquileia e inseriva l’“area archeologica e Basilica patriarcale di Aquileia” nella Lista del Patrimonio dell’Umanità. Le motivazioni a fondamento dell’iscrizione si riferiscono al fatto che Aquileia è stata una delle più grandi e più ricche città dell’Impero romano e che potenzialmente la sua struttura urbanistica potrebbe essere riportata alla luce estesamente, poiché ancora oggi giace per buona parte sotto i campi agricoli. E poi c’è il complesso della basilica patriarcale di Aquileia, che testimonia il ruolo decisivo di Aquileia nella diffusione del Cristianesimo in un’ampia area dell’Europa. Il 5, 6, 7 dicembre 2023 la Fondazione Aquileia, in collaborazione con il Comune di Aquileia, la Basilica di Aquileia, la direzione regionale Musei FVG – museo Archeologico nazionale di Aquileia, PromoTurismoFVG organizza tre giornate di incontro, aperte al pubblico, per una riflessione e confronto tra istituzioni e operatori sui principale temi del settore culturale – dalla gestione alla valorizzazione, comunicazione, accessibilità e didattica – e per fare rete con i siti Unesco del Friuli Venezia Giulia in prospettiva futura anche in vista dell’importante traguardo di GO! 2025.


L’apertura dei lavori alle 14 nella sede dell’azienda Ca’ Tullio con la conferenza “UN NUOVO PIANO DI GESTIONE PER IL SITO UNESCO DI AQUILEIA: DOPO 5 ANNI COSA È CAMBIATO?”, sulla presentazione dell’aggiornamento del piano di gestione del sito UNESCO di Aquileia: il Piano di Gestione è uno strumento di programmazione, pianificazione e coordinamento tra gli istituzioni e gli enti che si occupano del sito UNESCO di Aquileia, e come tale ha un valore fondamentale per stabilire i passaggi che nei prossimi cinque anni dovranno essere compiuti in direzione di un obiettivo condiviso: la creazione di un parco archeologico vivo e integrato nel tessuto urbano e sociale esistente. Coordina Paolo Mosanghini, vice direttore del Messaggero Veneto. Intervengono Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Cristiano Tiussi, direttore, e Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia; Laura Acampora, funzionario archeologo, ufficio UNESCO del ministero della Cultura; Andrea Pessina, soprintendente ad interim Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG; Marco Valle, responsabile del dominio di ricerca Innovation in Culture, Society and Public Administration; Silvia Soldano, Program Manager; Roberta De Bonis Patrignani, Ricercatore senior, della Fondazione Links; Ramon Pascolat, architetto, Studio mod. Land.
Seguirà alle 15.15 la tavola rotonda RICERCA, CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO DI AQUILEIA”, dedicata all’attività di ricerca archeologica, restauro, conservazione e valorizzazione intraprese dai numerosi enti, università ed istituzioni sul territorio. Coordina Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva. Intervengono: Serena Di Tonto, funzionario archeologo, Sabap FVG; Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia; Luca Villa, presidente dell’associazione nazionale per Aquileia; Giuseppe Cuscito, Centro di Antichità Altoadriatiche; Marta Novello, direttrice museo Archeologico nazionale di Aquileia; Annarita Lepre, MAN Aquileia; Marina Rubinich, professore associato di Archeologia classica dell’università di Udine; Federica Fontana, professore associato di Archeologia classica all’università di Trieste; Patrizia Basso, professore ordinario di Archeologia classica dell’università di Verona; Jacopo Bonetto, professore ordinario di Archeologia classica dell’università di Padova; Andrea Ghiotto, professore associato di Archeologia classica dell’università di Padova; Daniela Cottica, professore associato di Archeologia classica dell’università Ca’ Foscari di Venezia; Anna Caterino, restauratrice, Gruppo Mosaicisti di Ravenna; Luisa Fogar, restauratrice, A.Re.Con. Arte Restauro Conservazione; Alessandro Volpini, comandante del Nucleo TPC del Friuli Venezia Giulia.
Chiuderà la giornata tavola rotonda “LA GESTIONE DI SITI ARCHEOLOGICI: 2 ESPERIENZE ITALIANE” con l’illustrazione dell’esperienza di gestione della Fondazione Mont’e Prama in relazione al “Sistema di valorizzazione integrata territoriale del Sinis – Terra di Mont’e Prama” e della Fondazione RavennAntica. Coordina: Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva. Intervengono: Anthony Muroni, presidente di Fondazione Mont’e Prama; Francesca Masi, direttore di Fondazione RavennAntica.
La giornata di mercoledì 6 dicembre 2023 si aprirà con due panel: il primo, alle 9.30, è la tavola rotonda “LA RETE DEI SITI UNESCO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA: confronto tra piani di gestione, strategie di valorizzazione e sinergie future” al quale parteciperanno i rappresentanti della Regione Friuli Venezia Giulia, di Aquileia, Cividale del Friuli, Palmanova, Palù di Livenza e Fondazione Dolomiti, del Parco delle Prealpi Giulie e della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Coordina Stefano Grimaz, chairholder cattedra UNESCO dell’università di Udine. Intervengono: Marisa Dovier, direzione centrale cultura e sport della Regione Friuli Venezia Giulia; Roberto Corciulo, presidente Fondazione Aquileia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Daniela Bernardi, sindaco di Cividale del Friuli; Silvia Savi, assessore Cultura Turismo e grandi eventi, rapporti con le associazioni di riferimento, del Comune di Palmanova; Mara Nemela, direttore della Fondazione Dolomiti UNESCO; Dino Salatin, sindaco del Comune di Caneva – Sito Palafitticolo Palù di Livenza; Antonio del Fiol, sindaco del Comune di Polcenigo – Sito Palafitticolo Palù di Livenza; Stefano Santi, direttore del parco naturale delle Prealpi Giulie; Alessandro Tollon, consigliere della Camera di commercio di Pordenone-Udine.
Alle 11.15, è la tavola rotonda “VERSO LA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA GO! 2025”. Coordina Gioia Meloni, giornalista. Intervengono: Anna Del Bianco, direttore della direzione centrale Cultura e sport della Regione Friuli Venezia Giulia; Marco Marinuzzi, Project Manager GO! 2025 di GECT GO / EZTS GO; Stojan Pelko, direttore di Zavod GO! 2025; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Patrizia Artico, assessore a GO! 2025 del Comune di Gorizia; Comune di Nova Gorica. Seguirà la presentazione degli itinerari culturali e quelli riconosciuti dal Consiglio d’Europa che si intrecciano con il territorio di Aquileia con la tavola rotonda “GLI ITINERARI CULTURALI DEL CONSIGLIO D’EUROPA: PROSPETTIVE DI SVILUPPO INTERNAZIONALE”. Coordina: Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva. Intervengono: Antonio Barone, direttore Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa – La Rotta dei Fenici; Dana Danova, presidente del comitato direttivo Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa – Cyril and Methodius Route; Aleksandra Grbic/Viola Gaudiano, Project Manager AERS Associazione Europea Romea Strata; Cristiano Tiussi, presidente Roman Roads Heritage – Iter Romanum. Segue inaugurazione della mostra dedicata al “Cammino culturale del consiglio d’Europa dei SS. Cirillo e Metodio”
Nel pomeriggio, a partire dalle 14, tavola rotonda “NEW MEDIA, EVENTI CULTURALI E INCLUSIVITA’ PER UN’EFFICACE DIFFUSIONE DELLA CONOSCENZA” con la presentazione delle attività di diffusione della conoscenza del patrimonio culturale – dai podcast al manuale di viaggio “Aquileia una guida” all’Aquileia Film festival, i concerti nella basilica e le mostre. Coordina: Giulia Pruneti, giornalista Archeologia Viva. Intervengono: Andrea W. Castellanza, NWFactory.media, “Nuove forme di comunicazione digitale: il podcast Aquileia Città Frontiera”; Elena Commessatti, scrittrice e giornalista, “Strumenti per un turismo slow: il manuale di viaggio Aquileia una guida”; Erica Zanon, responsabile area Promozione e Comunicazione di Fondazione Aquileia, “Divulgare attraverso il cinema: Aquileia Film Festival – La scelta di Maria – Le donne di Pasolini”; Annalisa de Franzoni e Ilaria Fedele, MAN Aquileia, “Un ciclo di eventi espositivi al MAN di Aquileia: Mirabilia, capolavori a confronto”; Sara Zamparo, Responsabile concerti della Basilica di Aquileia, “La musica in Basilica”; Morena Maresia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG, “Parole per comprendere e per comprendersi. Educazione, partecipazione e inclusione culturale tra i mosaici della Basilica di Aquileia”.
Seguiranno le sessioni dedicate al tema della rievocazione storica, alla presentazione del progetto Creattivo#4 – arte e impresa FVG in cammino, sviluppato da Maravee Projects e al tema dell’accessibilità e didattica nei luoghi della cultura. Tavola rotonda “ACCESSIBILITA’ E DIDATTICA NEI LUOGHI DELLA CULTURA”. Coordina: Giulia Pruneti, giornalista Archeologia Viva. Intervengono: Alessia del Bianco, Area Cultura, “PromoTurismoFVG”; Elena Braidotti, MAN Aquileia, “Omnibus. Il museo per tutti – museo Archeologico nazionale di Aquileia”; Anna Maria Viganò, responsabile progetto Basilica per Tutti della Basilica di Aquileia, “Aquileia per tutti – Basilica di Aquileia”; Elena Rocco, Ideatrice di Radio Magica, ricercatrice universitaria e Segretario Generale di Fondazione Radio Magica, “Storytelling digitale per i più piccoli: la Mappa Parlante di Aquileia”; Luciana Mandruzzato, archeologa, “Le attività degli Open day e Archeologia sperimentale”; Angela Borzacconi, direttore, “Attività didattica al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli”; Elisa Morandini, direttore, “Accessibilità al Museo Cristiano del Duomo di Cividale”; Francesca Masi, direttore, “Un caso studio esterno: RavennAntica per la didattica”. Tavola rotonda “PROMUOVERE IL TERRITORIO ATTRAVERSO LA RIEVOCAZIONE STORICA NEI SITI UNESCO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA”. Coordina: Giulia Pruneti, giornalista Archeologia Viva. Intervengono: Markus Maurmair, consigliere Regione Friuli Venezia Giulia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia “Tempora in Aquileia”; Daniela Bernardi, sindaco di Cividale, “Palio di San Donato”; Silvia Savi, assessore Cultura Turismo e grandi eventi, Rapporti con le associazioni di riferimento, “Palma alle armi – Comune di Palmanova”; Polonca Vodopivec, coordinatrice di progetti europei; Tanja Dimitrijević, coordinatrice di progetti europei, “RIMROM – Comune di AjdovŠčina”. Conferenza “PROGETTO CREAttivo #4 – arte e impresa FVG in cammino”. Coordina: Sabrina Zannier, ideatrice del progetto Maravee Projects. Intervengono: Roberto Corciulo, presidente Fondazione Aquileia; Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia; Gian Piero Brovedani, direttore Scuola Mosaicisti del Friuli; Azienda Legnolandia; Azienda Gervasoni; Fabio Turchini, presidente Eupragma – Your Evolution Partner.
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