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Tivoli (Roma). A Villa Adriana la mostra “Sotto il segno del Capricorno. La pittura in età adrianea”: oltre 500 frammenti fanno il punto sulla pittura murale nella residenza imperiale

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Locandina della mostra “Sotto il segno del Capricorno. La pittura in età adrianea” a Villa Adriana dal 19 dicembre 2024 al 30 marzo 2025

Da giovedì 19 dicembre 2024 al 30 marzo 2025 a Villa Adriana a Tivoli (Roma) si può visitare la mostra “Sotto il segno del Capricorno. La pittura in età adrianea”, che indaga lo stato dell’arte della pittura murale del periodo adrianeo (117-138 d.C.) all’interno della residenza imperiale. Organizzata dall’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ e curata dal direttore Andrea Bruciati con Veronica Fondi, restauratrice e conservatrice dell’Istituto, l’esposizione pone l’accento sulle ultime preziose scoperte di intonaci dipinti, per la prima volta in dialogo con le più note testimonianze pittoriche del complesso tiburtino ancora in situ. Nelle sale dei Mouseia sono esposti alcuni degli oltre cinquecento frammenti pittorici, il cui rinvenimento nell’area della così detta “Palestra” ha permesso di aggiungere un importante tassello di conoscenza sul tema poco indagato della pittura a Villa Adriana. Ad arricchire il percorso espositivo sono presentati per la prima volta gli affreschi dall’area del così detto Macchiozzo, dopo un delicato restauro. Inoltre, in occasione della mostra, è possibile visitare gli ambienti solitamente chiusi al pubblico delle sostruzioni occidentali del Canopo, dove le volte sono decorate da affreschi policromi con composizioni vegetali e motivi zoomorfi, che ispirano il titolo della mostra. Negli stessi ambienti sono allestiti alcuni dipinti murali staccati negli anni Settanta dalla decorazione della volta a botte del Serapeo.

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La mostra “Sotto il segno del Capricorno. La pittura in età adrianea” nelle sale dei Mouseia di Villa Adriana (foto villae)

“Le fonti – spiegano gli organizzatori – ci trasmettono un’immagine della villa variopinta e vivace e insieme a stucchi, mosaici e sectilia, anche la pittura contribuiva sensibilmente alla cospicua policromia del luogo. Nel II secolo d.C. la pittura va progressivamente semplificandosi e destrutturando i precedenti sistemi decorativi, prediligendo disposizioni lineari, esili e leggere, dove le pareti vengono scandite da semplici cornici colorate che inquadrano sintetici elementi o scenette schizzate rapidamente, superando così la pesantezza decorativa di età Flavia (dal 69 al 96 d.C.). In questo contesto, la pittura di età adrianea si colloca in una posizione di passaggio, dove convivono elementi mutuati dalle ricche decorazioni a grottesche, grandi campiture monocrome, spesso in giallo e rosso, figure antropomorfe ed elementi tratti dal mondo vegetale, assieme a disposizioni già più ariose e leggere, specie negli ambienti semi sotterranei e nei criptoportici, dove prevalgono i fondi bianchi su cui si vanno profilando filiformi ed eleganti tripartizioni, eseguite mediante fasce colorate o sottili pilastrini”.

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Decorazione pittorica da Villa Adriana: Incisione ad acquerello dell’inizio XIX sec. (Collezione Privata, Tivoli) (foto quirino berti)

“Le testimonianze di questo periodo – continuano – sono individuabili, in ambito romano, in alcune domus dell’Aventino, nella così detta domus di Vigna Guidi sotto le Terme di Caracalla e nelle Stanze Piranesi presso il Palazzo della Villa di Massenzio, e infine nel contesto ostiense, come nella Casa delle Muse e nella Casa delle Ierodule. Con questi esempi Villa Adriana si relaziona con tratti non sempre sovrapponibili ai contesti coevi, ma è rilevante specificare come spesso il sito tiburtino offra un panorama peculiare. Inoltre, le testimonianze pittoriche della Villa risultano numericamente ridotte, sebbene raccontate da diverse notizie antiquarie, dal Rinascimento all’inizio dell’Ottocento, come particolarmente ricche e preziose; le addizioni dai recenti ritrovamenti offrono, in questo senso, un contributo fondamentale per lo studio degli apparati decorativi pittorici e per l’approfondimento e la comunicazione dei nuovi dati acquisiti sui materiali costitutivi e sulle tecniche esecutive”.

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Frammento pittorico di intonaco dipinto di età adrianea da Villa Adriana: parte dei ritrovamenti del progetto “Valle Picta” (foto di ericka petullà / università di roma tor vergata)

IL PERCORSO. Le sale dei Mouseia accolgono una selezione tratta dai numerosi frammenti pittorici inediti (più di cinquecento), scoperti nel 2021 all’interno di un ambiente ipogeo situato nell’area della cosiddetta “Palestra”, individuato sotto la pavimentazione moderna nel corso di un progetto di indagine, recupero e valorizzazione, denominato ‘Valle Picta’; tale straordinario rinvenimento ha permesso di aggiungere un importante tassello di conoscenza sul tema poco indagato della pittura della Villa, allo stesso tempo aprendo la sfida allo studio e al tentativo di inquadramento di questo eccezionale giacimento, raccolta dall’equipe dell’università di Tor Vergata.

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Pannello con frammenti di intonaci dipinti policromi di età adrianea su supporto in legno e gesso da Villa Adriana, conservati nei depositi (foto veronica fondi)

Brani di intonaci e stucchi dipinti senza indicazioni di provenienza erano già noti a Villa Adriana, conservati all’interno dei depositi, restaurati e raccolti, nel secolo scorso, in veri e propri quadretti, quasi a richiamare lo stile dei pastiches di frammenti pompeiani. Tre di questi pannelli, esposti nel 2023 a San Paolo del Brasile, sono mostrati qui accompagnati da prime ipotesi di contestualizzazione.

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Particolare della decorazione di età adrianea di soffitto da un edificio “a medianum” dall’area del cd. Macchiozzo di Villa Adriana (restituzione grafica P. Tomassini)

Di grande rilevanza è poi la testimonianza offerta dai rivestimenti pittorici emersi durante le campagne di scavo condotte in concessione negli ultimi anni, nell’area del così detto “Macchiozzo”, dalla Columbia University di New York nell’ambito del progetto APAHA-Tibur. All’interno di un edificio a medianum sono venuti alla luce soffitti dipinti di età adrianea, studiati e minuziosamente ricomposti nel 2017 all’interno di un workshop internazionale ad essi dedicato, organizzato dall’École française de Rome, l’università di Poitiers, il laboratorio AOROC e il Centro Studi Pittura Romana Ostiense. Di tale mole di materiale, alcune aree più significative e ben conservate di uno dei soffitti sono per l’occasione restaurate e per la prima volta presentate al pubblico, fruibili sia dal lato decorato che da quello opposto, prezioso per le tracce perfettamente leggibili della tecnica esecutiva che suggeriscono come fosse costruita questa tipologia di soffitto.

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Volte a bitte nel Serapeo di Villa Adriana (foto villae)

Una delle rare attestazioni di estese superfici di pittura murale della Villa (circa 250 mq) è rappresentata dalla decorazione della volta a botte dell’ambulacro monumentale nel complesso del così detto “Serapeo”. Tale rivestimento è stato, negli anni 1976-78, oggetto di distacco dalle strutture murarie originarie e trasporto su nuovi supporti sagomati, con l’obiettivo di una ricollocazione in loco dopo il risanamento dell’ambiente. Tale intervento ha trasformato questi dipinti murali in opere mobili, che giacciono negli ambienti antichi delle sostruzioni occidentali del Canopo, solitamente chiusi al pubblico. In occasione della mostra è possibile accedere a questa zona e visionare uno dei pannelli distaccati recante decorazioni policrome con riquadri geometrici, un tempo campiti da motivi vegetali. Gli stessi ambienti che ospitano i pannelli posseggono volte decorate ad affresco (di possibile datazione posteriore al periodo adrianeo), caratterizzati da decorazioni lineari policrome concentriche su fondo bianco con composizioni vegetali e motivi figurativi zoomorfi, di ispirazione per il titolo della mostra stessa.

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Volta a botte dipinta di un corridoio delle Piccole Terme di Villa Adriana (foto veronica fondi)

Infine, il tema della pittura murale considera tutte quelle testimonianze presenti ancora in situ: motivo per il quale la mostra è stata concepita in stretto e continuo dialogo con la Villa e le sue architetture dipinte, raccontate attraverso immagini in video, ma anche mediante visite guidate all’interno dei monumenti che ancora recano le tracce della decorazione pittorica originale, siano esse fruibili all’interno dell’attuale percorso di visita (come le Piccole Terme, gli Hospitalia, il Triclinio Imperiale), o siano esse invece parte di aree solitamente chiuse al pubblico (come il Criptoportico della Peschiera e il così detto Giardino-Stadio).

Tivoli (Roma). Scoperto a Villa Adriana un grande complesso di epoca adrianea mai documentato nell’area dell’anfiteatro dalla missione dell’università di Urbino: “Fino a oggi non si conosceva un complesso così esteso e riccamente decorato, voluto da Adriano ma poi distrutto per lasciar spazio a una diversa struttura”

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Il gruppo diretto dal prof. Fabio Giorgio Cavallero impegnato nella prima campagna di scavo dell’università di Urbino nell’area dell’anfiteatro di Villa Adriana (foto uniurb/villae)

A Villa Adriana (Tivoli, Roma) scoperto un grande complesso di epoca adrianea mai documentato. È il risultato della campagna di scavo, diretta dal prof. Fabio Giorgio Cavallero, presso il cosiddetto Anfiteatro di Villa Adriana, intrapresa nel 2024 dal dipartimento di Studi umanistici (DISTUM) dell’università di Urbino, su indicazione del direttore dell’istituto Villae, Andrea Bruciati, e su concessione del ministero della Cultura.

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Il grande complesso di epoca adrianea, mai documentato prima, scoperto dalla missione dell’università di Urbino nell’area dell’anfiteatro di Villa Adriana (foto uniurb/villae)

Ai piedi di Piazza d’Oro si trova infatti una struttura di forma ellittica che fin dal Cinquecento è stata ritenuta una vasca destinata ai bagni o all’allevamento dei pesci. Negli anni Novanta del secolo scorso la pulizia del sito ha però messo in luce alcuni elementi forse riferibili a un anfiteatro. I risultati dell’attuale campagna sono stati sorprendenti: al di sotto di pochi centimetri di terra sono infatti emerse le murature di un grande complesso di epoca adrianea mai documentato finora. Si tratta di un edificio di oltre 25 metri di lunghezza per 15 di larghezza, composto da un’ampia aula rettangolare circondata da otto stanze aperte su un terrazzo sorretto da pilastri che si conservano per oltre tre metri di altezza. Questo edificio venne in parte distrutto per lasciar posto al cd. anfiteatro ma le macerie, invece che essere asportate, furono utilizzate per creare il piano sul quale si realizzò il pavimento della nuova struttura ellittica. Ed è per questo motivo che lo scavo ha permesso di recuperare sia i marmi che rivestivano l’esterno del complesso (compresi i pilastri), sia gli intonaci che ne decoravano le stanze: marmi bianchi, serpentino verde, porfido rosso e intonaci dipinti in giallo, rosso, verde e ornati da nastri intrecciati, acanti e melagrani.

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Frammenti di intonaci decorati del grande complesso di epoca adrianea scoperto dalla missione dell’università di Urbino nell’area dell’anfiteatro di Villa Adriana (foto uniurb/villae)

Fino a oggi, a Villa Adriana, non si conosceva un complesso così esteso e riccamente decorato, voluto da Adriano ma poi distrutto per lasciar spazio a una nuova e differente struttura. “Un dato è fin da ora chiaro”, dichiara Berta Martini, direttrice del DISTUM: “un nuovo grande edificio si deve aggiungere alla complessa articolazione della villa voluta e disegnata da Adriano, un sito Unesco che ancora oggi non smette di regalare, nonostante gli oltre cinquecento anni di scavi e ricerche, scoperte sorprendenti”.

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Elementi strutturali del grande complesso di epoca adrianea scoperto dalla missione dell’università di Urbino nell’area dell’anfiteatro di Villa Adriana (foto uniurb/villae)

“Villa Adriana”, interviene il direttore delle Villae, Andrea Bruciati, “è oggi più che mai un attivo cantiere di studi e una fucina di novità. L’équipe dell’università di Urbino ha rinvenuto un edificio ad oggi sconosciuto, aggiungendo una pagina del tutto inedita alla conoscenza del sito. Illuminato e ambizioso, l’imperatore Adriano si è dedicato a una progettualità costruttiva fatta di grandi e meravigliose opere, da cui è disceso l’insieme straordinario e vario della villa. L’eccezionalità del sito ne fa un palinsesto cangiante e primario al contempo, ispirando nell’Istituto un progetto di gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico, monumentale e naturalistico improntato all’interdisciplinarità e alla trasversalità”.

Tivoli (Roma). Al via ExtraVillae – Metamorfosi in Bellezza: un mese di Cinema, Musica e Teatro a Villa Adriana, Villa d’Este e al Santuario di Ercole Vincitore. Viaggio tra i capolavori della grande commedia italiana con grandi ospiti. Ingresso libero

tivoli_extravilllae-metamorfosi-in-bellezza_2024_locandinaA Tivoli (Roma), dal 23 giugno al 28 luglio 2024, Villa Adriana e Villa d’Este, i due siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e il Santuario di Ercole Vincitore, diventano catalizzatore e palcoscenico di ExtraVillæ – Metamorfosi in bellezza. Il progetto è ideato e organizzato dalle Villæ, sotto la direzione artistica di Andrea Bruciati, storico dell’arte e direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, e nasce da un’idea di Elena Achille, con la consulenza artistica di Stefania Bianchi e il supporto organizzativo di Simona Bernardini. Un viaggio, quello di ExtraVillæ, all’insegna della creatività e sperimentazione fra le diverse arti, e la mai abbastanza evidenziata indagine estetica che parte dai capolavori indimenticabili della grande commedia italiana per arrivare alle nuove opere dei cineasti, innovative e creative nella loro libertà di esplorazione. Tutti gli eventi sono con ingresso libero fino ad esaurimento posti a partire dalle 18.30, prevedono il servizio di food & drink al tramonto. ExtraVillae, programma ricco e articolato fra cinema, teatro, letteratura, musica e performance, vuole offrire al pubblico un’esperienza unica, irripetibile e coinvolgente, per un’idea dinamica di bellezza, dentro e fuori il proprio tempo. Villa Adriana, Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore sono non soltanto straordinarie cornici, ma anche palinsesti attivi e cantieri culturali unici che daranno un contributo accattivante al panorama delle iniziative italiane di quest’estate.

tivoli_extravilllae-metamorfosi-in-bellezza_2024_santuario-di-ercole-vincitore_locandinaDal 23 giugno al 30 giugno 2024 al Santuario di Ercole Vincitore inizia un percorso nel cinema senza tempo, attraverso pellicole che hanno avuto il coraggio di elaborare nuovi linguaggi: un’esperienza immersiva presentata magistralmente da Pino Strabioli e Martina Riva e accompagnata dal racconto del critico cinematografico Valerio Caprara. Tra film che hanno segnato l’immaginario identitario, si celebra anche la grandezza di attori straordinari come Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Monica Vitti, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni, al quale sarà dedicato un omaggio per celebrare i 100 anni della sua nascita con la proiezione di capolavori come Le notti bianche di Luchino Visconti (23 giugno), Il dramma della gelosiaTutti i particolari di cronaca di Ettore Scola (28 giugno) e La notte di Michelangelo Antonioni (30 giugno). Ulteriore omaggio è poi la raccolta di trailer dei film in cui l’indimenticabile attore ha lasciato un segno indelebile, in collaborazione con il Trailers Film Fest. A raccontare la nascita e il successo di questi film, attori, registi e critici quali Laura Morante, Carlo Verdone, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Marco Risi, Fabrizio Corallo, Giancarlo Scarchilli, Luca Manfredi, Giorgio Gosetti, Margherita Ferrandino, Silvia Scola, Enrica Fico Antonioni. In programma anche due capolavori di Antonio Pietrangeli, quali Lo scapolo con Alberto Sordi (25 giugno) e Il magnifico cornuto con Ugo Tognazzi (26 giugno); e poi Il tigre di Dino Risi (27 giugno) con Vittorio Gassman e L’impiegato di Gianni Puccini (29 giugno) con Nino Manfredi.

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Le grandi terme di Villa Adriana a Tivoli (foto villae)

Cinema ma anche Teatro, Letteratura e Musica. Grazie alla collaborazione con il Comune di Tivoli, alle Grandi Terme di Villa Adriana (4-6 luglio), giovedì 4 luglio 2024 è previsto lo spettacolo Duettango e Silvia Mezzanotte (feat El Conjunto Electronico), in cui l’artista bolognese – che ha affiancato la carriera solista a quella di voce dei Matia Bazar – interpreta i versi originali del poeta del tango “Horacio Ferrer”, noto paroliere di Astor Piazzolla, accompagnato dai Duettango, duo che vanta importanti collaborazioni con musicisti di fama internazionale, composto dal direttore d’orchestra Filippo Arlia che ha unito il suo pianoforte con il bandoneon di Cesare Chiacchiaretta. Venerdì 5 luglio un incontro con la scrittrice e sceneggiatrice Margaret Mazzantini in cui si parlerà di teatro, letteratura e cinema; mentre sabato 6 luglio Gabriele Lavia in scena lo spettacolo Le Favole di Oscar Wilde, in una rilettura speciale che solo un grande maestro del teatro può riproporre. Attraverso la genialità di Oscar Wilde. Lavia sapientemente prova a ricercare in queste favole il pretesto di abbandonarci all’ascolto di storie fantastiche, che alludono alle contraddizioni di una moralità che condiziona spesso la nostra stessa vita.

tivoli_extravilllae-metamorfosi-in-bellezza_2024_teatro_locandinaDal 9 all’11 luglio 2024 il percorso teatrale prosegue a Villa d’Este. Urbano Barberini con l’associazione culturale Music Theatre International – M.Th.I. ETS presenta una rassegna di teatro sperimentale con gli spettacoli Sempre fiori mai un fioraio! Omaggio a Paolo Poli con Pino Strabioli e Marcello Fiorini alla fisarmonica (9 luglio), Diario di un inadeguato di Emanuele Salce (10 luglio) con Emanuele Salce e Paolo Giommarelli e Gola e altri pezzi brevi di Mattia Torre (11 luglio) con Valerio Aprea. “Sempre fiori mai un fioraio” è il titolo di un libro edito da Rizzoli in cui Poli si è raccontato a Pino Strabioli durante una serie di pranzi trascorsi nello stesso ristorante, alla stessa ora nell’arco di due anni. Da queste pagine nasce una serata dedicata al pensiero libero, all’irriverenza, alla profonda leggerezza di un genio che ha attraversato il Novecento con la naturalezza, il coraggio, la sfrontatezza che lo hanno reso unico e irripetibile. L’infanzia, gli amori, la guerra, la letteratura, pennellate di un’esistenza che resta un punto di riferimento non soltanto nella storia teatrale di questo Paese. “Diario di un inadeguato” di Emanuele Salce con la collaborazione di Andrea Pergolari. Regia di Giuseppe Marini con Emanuele Salce e Paolo Giommarelli è un racconto in due tempi, dal tono tragicomico. Due attori in un camerino discutono di uno spettacolo da farsi. Un narratore e un maieuta, che cercano di comporre una struttura da idee, fatti e personaggi tratti dalla propria esperienza. Con l’esigenza di esprimersi, di continuare a scavare nel proprio vissuto, da una parte; e dall’altra la voglia di mettersi in gioco, di scommettere con una posta alta. Al centro, l’ansia e la preoccupazione per un’opera seconda, spauracchio inesorabile, ostacolo inevitabile per chiunque abbia l’esigenza di esporre un’emozione artistica. “Gola e altri pezzi brevi” di Mattia Torre con Valerio Aprea. Con il suo stile accattivante e carico di sagace ironia, Valerio Aprea continua a far vibrare il teatro di Mattia Torre. Tre monologhi, “Colpa di un altro”, “Yes I can” e “Gola”, oltre a uno stralcio di “In mezzo al mare” vengono proposti in un assolo esilarante e al contempo spietato, che fotografa il Belpaese in balìa di una fame atavica, votato inesorabilmente al raggiro, alla menzogna, al disperato inseguimento di un lusso sfrenato e delirante. Il tutto sulle musiche di Giuliano Taviani e Carmelo Travia composte per “Figli”, l’ultimo film scritto dall’autore.

tivoli_extravilllae-metamorfosi-in-bellezza_2024_cinema_locandinaDal 12 al 27 luglio 2024 prosegue sempre a Villa d’Este, il viaggio nel mondo del cinema alla ricerca di nuove voci e nuove visioni che aprono inediti orizzonti, con opere innovative, spesso ignorate in un mercato dominato da logiche commerciali che trovano in ExtraVillæ la loro cassa di risonanza. Martina Riva introduce le serate dedicate a film come La bella estate di Laura Luchetti (12 luglio), La Chimera di Alice Rohrwacher (13 luglio), Misericordia di Emma Dante (19 luglio), Bellezza, addio di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese (20 luglio), Patagonia di Simone Bozzelli (26 luglio) e Disco Boy di Giacomo Abbruzzese (27 luglio), presentati da attori e registi e da critici particolarmente attenti al nuovo cinema italiano. Il cinema del passato e del presente: a unirli l’audacia e la libertà espressiva di chi ha il coraggio di sfidare i confini e raccontare storie senza compromessi. In collaborazione con l’Archivio Storico del Luce sono presentate anche le pillole “100 anni Luce” in occasione del centenario dell’Archivio.

Chiude la rassegna domenica 28 luglio la performance Electronic Soundscapes powered by 8flowers Agency con Odeon and Scalarandis, due tra gli artisti di punta di Wanderlust Vision. Scalarandis è un DJ, produttore musicale elettronico e game designer. Il suo sound ha influenze jazzy e ritmi scuri. Lavora costantemente sulla combinazione tra musica e video, specialmente nel campo del gaming, creando esperienze artistiche interattive e immersive. Odeon, performer e produttore musicale, è una figura centrale in vari progetti elettronici e artista Wanderlust. Nei suoi live set, Odeon mescola elementi melodici con ritmiche incalzanti, offrendo al pubblico un’esperienza musicale intensa presso il Gran Viale di Villa D’Este. L’evento prevede anche uno spazio dedicato ai giovani cineasti con il Workshop ExtraVillæ Intra, un progetto ideato dall’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este in collaborazione con Filippo Soldi. Il laboratorio si rivolge ai giovani appassionati di cinema e prevede lezioni teoriche, lavori di gruppo, simulazioni ed esercitazioni sulla scrittura di una sceneggiatura cinematografica. In particolare, il workshop si concentra sulla progettazione e sulla definizione di un testo che risulti adeguato a entrare nella fase delle riprese. Al termine sarà individuato uno dei lavori e al gruppo proponente sarà offerta l’opportunità di realizzare autonomamente le riprese all’interno di uno dei siti di Villa Adriana, Villa d’Este o del Santuario di Ercole Vincitore. Il workshop è realizzato in collaborazione con Groenlandia, società di produzione cinematografica indipendente tra le più importanti e attive in Italia, che ha al suo attivo successi come Smetto quando voglio, Il primo Re, L’incredibile storia dell’isola delle Rose, e Voxfarm, studio di speakeraggio e doppiaggio in cui sono attivi tra i più noti doppiatori italiani come Mario Cordova, Mino Caprio, Rodolfo Bianchi, Emanuela Ionica, Ilaria Stagni.

Roma. In Curia Iulia la conferenza “Adriano e l’immagine dell’Egitto tra Villa Adriana, Roma e la Grecia” con Zaccaria Mari e Anna Maria Reggiani. In presenza e on line

roma_curia-iulia_conferenza-adriano-e-l-immagine-dell-egitto-tra-villa-adriana-roma-e-la-grecia_locandinaMartedì 9 aprile 2024, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “Adriano e l’immagine dell’Egitto tra Villa Adriana Roma e la Grecia” a cura di Zaccaria Mari e Anna Maria Reggiani. Dopo i saluti di Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e di Andrea Bruciati, direttore di Villa Adriana e Villa d’Este, intervengono Zaccaria Mari, già funzionario archeologo SABAP per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, e Anna Maria Reggiani, direttore emerito per l’Archeologia del ministero della Cultura. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite: https://9aprile_adriano.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

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L’Antinoeion, il complesso egittizzante a Villa Adriana a Tivoli (foto PArCo)

L’allora soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio, al fine di adeguare Villa Adriana ai livelli qualitativi richiesti dall’UNESCO – che nel 1999 aveva incluso il comprensorio nella lista del Patrimonio dell’Umanità-WHL – pianificò un ambizioso programma per offrire un’immagine più adeguata al contesto internazionale. Gli scavi e le ricerche si indirizzarono sui grandi edifici dell’intorno dell’Area archeologica, da sempre i meno noti. Tra i principali risultati si giunse nell’arco di circa un decennio alla scoperta del periplo stradale di accesso al Grande Vestibolo e al vicino complesso egittizzante denominato Antinoeion, all’altro sito “egizio” tradizionalmente noto come Palestra e al c.d. Tempio di Pluto. Oltre alla migliore conoscenza delle strutture architettoniche, insufficientemente rappresentate nelle piante storiche, ai preziosi reperti, soprattutto scultorei, tornati alla luce e alle decorazioni, gli scavi hanno costituito l’occasione per riconsiderare l’intera problematica dei luoghi egittizzanti della Villa, anche con i suoi addentellati a Roma e nel mondo greco, ove un ruolo preminente ebbe senza dubbio la figura di Antinoo.

Roma. Al Collegio Romano (e in diretta su YouTube) il convegno “Allestire l’archeologia. Progetti in corso e nuove proposte per i musei e i parchi archeologici nazionali”: in due giornate illustrati e discussi circa 40 progetti con oltre 100 esperti tra archeologi, architetti, ingegneri, docenti universitari, museologi e museografi

roma_mic_convegno-allestire-l-archeologia_locandinaOltre 100 esperti tra archeologi, architetti, ingegneri, docenti universitari, museologi e museografi si riuniscono il 26 e il 27 febbraio 2024 a Roma, al ministero della Cultura, al Collegio Romano, per il convegno organizzato dalla direzione generale Musei “Allestire l’archeologia. Progetti in corso e nuove proposte per i musei e i parchi archeologici nazionali”. Nel corso delle due giornate verranno illustrati e discussi circa 40 progetti, studiati per realizzare ex novo o per rinnovare gli allestimenti di altrettanti musei e parchi archeologici nazionali di tutta Italia. I lavori si concluderanno con una tavola rotonda, coordinata da alcune tra le personalità attualmente più competenti per animare il dibattito intorno all’intreccio tra ricerca, comunicazione e musei. Diretta sul canale YouTube del Ministero della Cultura ai seguenti link: 26 febbraio https://www.youtube.com/watch?v=tXYIwEtPCUo ; 27 febbraio https://youtube.com/live/MT5Q9kEkrkY. Finanziati con gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (M1C3 Cultura 4.0), talora messi a sistema con altri finanziamenti del ministero della Cultura, i nuovi allestimenti dovranno saper rispondere a molteplici esigenze: la chiarezza, per veicolare nitidamente informazioni selezionate, con il ricorso, secondo opportunità, anche a supporti digitali; l’accessibilità, per includere ogni persona che intraprenda la visita; la sostenibilità, per inserirsi nel ciclo di conservazione e rigenerazione delle risorse del pianeta; la flessibilità e la praticità, per agevolare la rotazione delle collezioni esposte e la continuità della ricerca; l’estetica, per contribuire al benessere durante la permanenza; l’originalità, per permettere a ciascun contesto di emergere nella sua specificità e diversità. I contenuti scientifici e storici relativi al patrimonio archeologico trovano un decisivo canale di espressione negli allestimenti permanenti dei musei e dei parchi archeologici, attraverso i quali in pochi anni cambieranno l’impatto, l’attrattività e l’efficacia della comunicazione archeologica in Italia.

LUNEDÌ 26 FEBBRAIO 2024. Sala Spadolini: alle 9.30, saluti istituzionali. SESSIONE MATTUTINA “Paradigmi per il cambiamento”, presiede Alfonsina Russo. Alle 10, Andrea Viliani, “Museo delle Civiltà, il museo antropologico contemporaneo come ecosistema: nuovi allestimenti per esperienze accessibili e plurali, multidisciplinari e interspecie”; 10.15, Filippo Demma, Serena Guidone, Camilla Brivio, “#sibarinprogress: per una museologia del provvisorio”; 10.30, Andrea Bruciati, “Variae, Multiplices et Multiformes: le VILLÆ”; 10.45, Lorenza Campanella, Santino Alessandro Cugno, “MUVI Appia: il museo virtuale del Parco archeologico dell’Appia Antica. Opportunità e prospettive attraverso l’esempio offerto dal contesto delle tombe della via Latina”; 11, pausa.

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Nuovo allestimento del museo nazionale del Paleolitico di Isernia (foto mic)

“Nuovi allestimenti per la Preistoria”: alle 11.30, Pierangelo Izzo, Annarosa Di Nucci, Carlo Peretto, “Il riallestimento del Museo nazionale del Paleolitico di Isernia: tra archeologia, architettura, arte e design”; 11.45, Mari Hirose, Verena Frignani, Alessandro Sartori, “Un nuovo progetto di allestimento per il Museo archeologico nazionale di Mantova”. “Magna Grecia accessibile”: alle 12, Tiziana D’Angelo, Antonella Manzo, Teresa Marino, “Musei per tutti: nuovi progetti di allestimento, fruizione e accessibilità a Paestum”; 12.15, Fabrizio Sudano, Giuseppina Cassalia, Antonino Giordano, Elena Nicolò, Claudia Ventura, “Spazi inclusivi al MArRC: percorsi e strumenti narrativi per l’eliminazione delle barriere all’accessibilità culturale del patrimonio archeologico”; 12.30, dibattito; 13, pausa. SESSIONE POMERIDIANA “Terre etrusche”, presiede Simone Verde. Alle 14, Denise Tamborrino, Patrizia Cirino, Federica Timossi, Fabio Fornasari, “Patrimonio vivo: contemporaneità ed inclusione. Il nuovo riallestimento del Museo nazionale etrusco di Marzabotto”; 14.15, Giorgio Rocca, Alessandro Nocentini, “Verso la valorizzazione del patrimonio etrusco a Orvieto: dalla Necropoli al Museo”; 14.30, Alessandra Gobbi, Gabriella Musto, Daniela Borgese, “Percorsi veienti”; 14.45, Maria Cristina Tomassetti, Vincenzo Bellelli, Agostino Caterina, Melania Bisegna, “Il Museo archeologico nazionale di Tarquinia: work in progress”; 15, Lara Anniboletti, Giorgio Pala, Paolo Monesi, “Il progetto di riqualificazione e riallestimento del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia”; 15.15, Mario Iozzo, Barbara Arbeid, “Il progetto di riallestimento del Museo archeologico nazionale di Firenze: 67 anni dopo l’alluvione del 1966”; 15.30, pausa.

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L’edificio che ospita il museo delle Navi romane di Nemi (foto mic)

“Emersi dall’acqua”: alle 16, Daniela De Angelis, Andrea Mandara, “Il nuovo allestimento del Museo delle Navi Romane di Nemi. Passato, presente e futuro”; 16.15, Andreina Contessa, Marta Novello, Francesca Condò, “Il nuovo Museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico di Grado (GO)”; 16.30, Daniele Ferrara, Maria Letizia Pulcini, Giulia Passante, Annunziata Genchi, “Da Hospitale a Museo. La nascita del nuovo Museo archeologico nazionale della Laguna di Venezia”; “Oltre l’Antico”: alle 16.45, Angela Borzacconi, “Il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli: nuove forme per consolidate identità. Rigenerazione di uno spazio espositivo che racconta le radici dell’Europa altomedievale”; 17, Alessandra Mongelli, Claudia Lucchese, “Alla corte del tempo. Costruire nuovi percorsi di visita al Castello Svevo di Bari fra esperienze immersive e allestimenti archeologici”; 17.15, dibattito.

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Il suggestivo allestimento della mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

MARTEDÌ 27 FEBBRAIO 2024. Sala della Crociera: SESSIONE MATTUTINA “Sinergie moltiplicatrici”, presiede Francesca Cappelletti. Alle 9.30, Gabriele Nannetti, Ada Salvi, Federico Salvini, Jacopo Tabolli, Guglielmo Malizia, Roberto Vannata, “Dall’acqua al Museo: oltre la scoperta del santuario di Bagno Grande. Progetti e prospettive per il futuro Museo archeologico nazionale di San Casciano dei Bagni”; 9.45, Valeria Acconcia, Lara Anniboletti, Claudio Borgognoni, Alessandra Gobbi, Daniela Quadrino, Ursula Piccone, “Antichi popoli italici: dalla mostra temporanea al Museo archeologico nazionale di Veroli”; 10, Pietro Copani, Vincenzo Corrado, Anita Rocco, “Il nuovo Museo archeologico nazionale di Canosa di Puglia nell’edificio scolastico Mazzini”; 10.15, Massimo Osanna, Luigi La Rocca, Paolo Desideri, “Il Museo pompeiano al Real Albergo dei Poveri a Napoli”; 10.30, pausa. “Allestire l’archeologia in situ”: alle 11, Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Paola Quaranta, “Sotto un’altra luce. Progetti di accessibilità e innovazione tecnologica nel Parco archeologico del Colosseo”; 11.15, Alessandro D’Alessio, Cristina Genovese, “Spazi da esporre, spazi per esporre: i nuovi progetti di allestimento del Parco archeologico di Ostia antica”; 11.30, Enrico Rinaldi, Pierangelo Izzo, Michele Laurenzana, Lorenzo Romacciato, “Strategie innovative per i vari livelli di accessibilità nel Parco archeologico di Sepino”; 11.45, Marianna Bressan, Elisabetta Baldan, Francesca Farroni Gallo, “Allestire per aggregare. I progetti in corso ad Altino (Venezia)”; 12, Alessandra Guerrini, Marcella Mancusi, Massimo Molinelli, Antonella Traverso, “Museo nazionale e zona archeologica di Luni. L’accessibilità fisica e cognitiva: i progetti in corso”; 12.15, dibattito; 13, pausa.

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Depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia: Massimo Osanna, direttore generale musei; Andreina Contessa, direttrice regionale Musei del Friuli Venezia Giulia; Marta Novello, direttrice Man Aquileia (foto drm-fvg)

SESSIONE POMERIDIANA “Allestire l’archeologia nei musei”, presiede Luigi La Rocca. Alle 14, Stéphane Verger, “Presentazione del progetto “Urbs, dalla città alla campagna romana” e il nuovo percorso espositivo del Museo Nazionale Romano”; 14.15, Marta Novello, Elena Braidotti, Annalisa de Franzoni, Ilaria Fedele, “I nuovi depositi del Museo archeologico nazionale di Aquileia: strategie per una nuova narrazione museale”; 14.30, Daniele Ferrara, Annunziata Genchi, Marcella De Paoli, “Museo archeologico nazionale di Venezia. Il volto classico della Serenissima”; 14.45, Massimo Osanna, Francesco Sirano, Marialucia Giacco, Laura Forte, “Il progetto di riallestimento della Villa dei Papiri di Ercolano”; 15, Luigi Gallo, Diego Voltolini, “Restaurare, rifunzionalizzare, innovare. Il masterplan di intervento sul Museo archeologico nazionale delle Marche”; 15.15, Silvia Casciarri, Francesco Di Lorenzo, Silvia Dainese, Stefano Gris, “Nuovi percorsi espositivi al Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto”; 15.30, pausa.

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Rendering dei nuovi allestimenti del museo Archeologico di Stabia “Libero d’Orsi” (foto parco archeologico di pompei)

“Allestire l’archeologia nei musei”: alle 16, Addolorata Bilardi, Antonio Salerno, Marco Magni, Valeria Parisi, “Il Museo archeologico di Calatia a Maddaloni (CE): nuove opportunità espressive del sistema spazio-collezione-tecnologia”; 16.15, Maria Rispoli, “Il progetto di ampliamento del Museo archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”: il museo che indaga e interpreta”; 16.30, Annamaria Mauro, “La rete museale statale della Basilicata. Nuovi orizzonti: accessibilità, inclusione e fruizione dei luoghi e delle collezioni”; 16.45, Francesco Muscolino, Luana Toniolo, Luciano Cannas, “Spazi ripensati: il nuovo allestimento del Museo nazionale archeologico ed etnografico “Giovanni Antonio Sanna” di Sassari”; 17, Tavola rotonda conclusiva: interverranno prof. Nadia Barrella, università della Campania “Luigi Vanvitelli”; prof. Maria Luisa Catoni, IMT Scuola Alti Studi Lucca; prof. Paolo Coen, università di Teramo; arch. Mario Cucinella. Mario Cucinella Architects; prof. Christian Greco, Museo Egizio di Torino; prof. Carlo Rescigno, università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Modera prof. Massimo Osanna, direttore generale Musei.

Roma. A Castel Sant’Angelo presentazione del libro “Adventus Hadriani. Ricerche sull’architettura adrianea”, la prima raccolta monografica dedicata all’analisi delle opere architettoniche commissionate da Adriano nelle aree dell’Impero. Incontro in presenza con Green Pass e on line su FB

Un’opera monumentale sull’architettura adrianea. Durante il convegno internazionale di studi di architettura dal titolo “Adventus Hadriani”, mercoledì 3 novembre 2021, nella Sala della Biblioteca di Castel Sant’Angelo a Roma, alle 16, verrà presentato il volume “Adventus Hadriani. Ricerche sull’architettura adrianea” (Hispania Antigua. Serie Arqueologica 11, L’Erma di Bretschneider, Roma 2020), curato da Rafael Hidalgo, Giuseppina Enrica Cinque, Antonio Pizzo e Alessandro Viscogliosi. Il volume costituisce la prima raccolta monografica dedicata all’analisi delle opere architettoniche commissionate da Adriano nelle aree dell’Impero. Alla presentazione, organizzata da Giuseppina Enrica Cinque ed Elena Eramo, del dipartimento di Ingegneria civile e Ingegneria informatica dell’università di Roma “Tor Vergata”, parteciperanno, tra gli altri, Mariastella Margozzi, direttore dei Musei Statali di Roma; Filippo Coarelli, professore emerito dell’università di Perugia; Paolo Vitti, professore della University of Notre Dame, School of Architecture; Andrea Bruciati, direttore dell’istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este. La partecipazione alla presentazione è a numero chiuso; eventuali adesioni dovranno essere comunicate all’indirizzo mail: adventus.hadriani@gmail.com L’accesso è riservato ai soli possessori di Green Pass, da esibire all’ingresso. La registrazione video sarà disponibile al link: www.facebook.com/publiushadrianusaelius

La copertina del libro “Adventus Hadriani. Ricerche sull’architettura adrianea” (L’Erma di Bretschneider)

Adventus Hadriani. Ricerche sull’architettura adrianea.  Curato da Rafael Hidalgo, Giuseppina Enrica Cinque, Antonio Pizzo e Alessandro Viscogliosi, il volume raccoglie 33 contributi, a firma di oltre 50 autori, sull’architettura adrianea (di Adriano, per Adriano, sotto Adriano, dopo Adriano) e costituisce un aggiornamento del panorama attuale della ricerca sull’architettura di epoca adrianea, riunendo un ampio orizzonte tematico e geografico, nel quale spiccano Roma, Villa Adriana e Italica, insieme ad altri siti di Spagna, Italia, Grecia, Asia minore e nord Africa. Il volume è completato da diversi lavori di sintesi, di grande interesse e attualità, indirizzati a distinti aspetti dell’architettura adrianea. I contributi, a firma dei massimi esperti della materia, presentano le scoperte più recenti ottenute attraverso nuove ricerche e scavi archeologici.

Attenzione. Tivoli (Rm): rinviato a febbraio 2022 per problemi organizzativi il convegno “Nerone e Adriano. Le arti al potere”, che intende esplorare le affinità tra i due imperatori, la loro capacità di saper interrogare le possibilità offerte dall’arte, dall’architettura, dal teatro e dalla letteratura per l’elaborazione di nuovi linguaggi visivi

Convegno a Tivoli, già previsto il 23 e 24 settembre 2021, rinviato al 24-25 febbraio 2022

Nerone e Adriano: due imperatori accomunati dalla passione per le arti; entrambi riformatori sia in ambito artistico e, in particolare, architettonico, sia in quello amministrativo. Due personaggi, molto discusso il primo, assai meno il secondo, dei quali la critica più recente traccia ritratti innovativi e pionieristici almeno da un punto di vista squisitamente culturale. La passione per le arti costituisce un argomento esplorato, ma raramente con riferimento a entrambi: eppure, solo a valutare le realizzazioni più note, la Domus Aurea e Villa Adriana a Tivoli, si percepiscono fondamentali indizi di continuità. L’istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – Villae, in collaborazione con il dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura, Facoltà di Architettura – Sapienza Università di Roma, organizza un convegno sul tema “Nerone e Adriano. Le arti al potere” a Villa d’Este e Villa Adriana a Tivoli in programma il 24 e 25 febbraio 2022, a cura di Andrea Bruciati e Alessandro Viscogliosi. Comitato scientifico: Andrea Bruciati, Alessandro Viscogliosi, Benedetta Adembri, Giuseppina Enrica Cinque, Alessandro Galimberti, Eugenio La Rocca, Giorgio Ortolani, Mariagrazia Picozzi. Comitato organizzativo: Viviana Carbonara, Lucilla D’Alessandro, Sergio Del Ferro, Antonella Mastronardi. Originariamente previsto per il 23 e 24 settembre 2021, è stato rinviato a seguito della chiusura di istituti e luoghi di ricerca e delle limitazioni di accesso alle biblioteche imposte dalle norme emanate in emergenza sanitaria, che hanno comportato inevitabili ripercussioni sulle attività di studio.

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Busto di Nerone conservato ai musei Capitolini di Roma

 

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Il busto di Adriano, conservato ai musei Capitolini di Roma

Il convegno intende esplorare le affinità tra i due imperatori e in particolare la loro capacità di saper interrogare le possibilità offerte dall’arte, dall’architettura, dal teatro e dalla letteratura per l’elaborazione di nuovi linguaggi visivi, consolidando quell’intreccio tra cultura e politica che diverrà distintivo nell’immaginario del potere fino ai giorni nostri. Il ruolo chiave avuto dalle donne nell’ascesa al potere, la passione per gli spettacoli e la creazione di complessi residenziali smisurati quanto audaci, quali la Domus Aurea e Villa Adriana, sono solo alcuni degli aspetti che legano le due figure storiche. I progetti urbanistici e architettonici di Nerone e Adriano, per quanto a volte divergenti, come nel caso della scelta del luogo di residenza, sono comunque emblematici della volontà dei due imperatori di trasmettere precise scelte politiche, filosofiche e ideologiche. Le Villae intendono anche porre l’attenzione sulle ricerche riguardanti la politica dei due imperatori sul territorio. Il convegno è aperto a ricercatori e studiosi, italiani e stranieri, che potranno partecipare con contributi legati ai temi della storia, dell’arte, dell’archeologia, dell’architettura, del teatro e della cinematografia, ma anche con studi di carattere antropologico e psicologico, per un’indagine multidisciplinare ampliata e diversificata delle personalità dei due imperatori e dei loro lasciti materiali e immateriali.

Alcuni dei principali monumenti del complesso di Villa Adriana a Tivoli (foto villae)

“Il grande interesse di Adriano per l’architettura e il desiderio di sperimentare forme e soluzioni strutturali nuove”, spiegano i promotori, “trovò piena applicazione nel complesso residenziale di Villa Adriana grazie al forte sviluppo delle tecniche costruttive impresso dalle precedenti esperienze di età imperiale, come quella della Domus Aurea. In analogia con la residenza neroniana, in cui gli edifici si alternavano a sontuosi giardini con vasche, piscine, ninfei e fontane, anche a Villa Adriana, sebbene in un contesto territoriale e paesaggistico lontano dalla dimensione urbana, gli spazi costruiti si intercalavano al verde, nelle sue molteplici declinazioni, e a giochi d’acqua; i diversi settori rispondevano a precise logiche di destinazioni d’uso, fondendo elementi pubblici e ufficiali a elementi di carattere privato e intimo. Guardando agli apparati decorativi, la Domus Aurea rappresentò un salto enorme rispetto al passato, con una quantità e qualità di pitture e rivestimenti in marmo impensabile nelle epoche precedenti. Seguendo l’esempio neroniano anche a Villa Adriana stucchi, pitture e marmi, accanto ad altri materiali rari e esotici, come gemme e metalli preziosi, erano dosati in base al rango degli ambienti perseguendo effetti di ricercata eleganza e stupore, così come gli elementi degli apparati scultorei in cui trovavano posto statue originali dell’arte greca accanto a opere commissionate appositamente per decorare i nuovi spazi e veicolare il messaggio del potere e della magnificenza imperiale. La Domus Aurea e Villa Adriana sono esempi emblematici della volontà dei due imperatori di trasmettere precise scelte politiche, filosofiche e ideologiche”.

Il cantiere di restauro del Tempio di Venere e Roma al Foro Romano visto dal Colosseo (foto PArCo)

“A Roma”, spiegano gli archeologi delle Villae, “gli interventi costruttivi di Adriano si intrecciarono materialmente con le preesistenze neroniane, come nella residenza imperiale del Palatino o nel tempio di Venere e Roma sulla Velia, dove il vestibolo della Domus Aurea fu funzionale alla costruzione dell’edificio cultuale, comportando lo straordinario spostamento del colosso di Nerone nella piazza dell’Anfiteatro Flavio. Una propensione per la spettacolarizzazione nell’uso degli spazi urbani che trovò un terreno ideale in Campo Marzio, scenario delle feste acquatiche dell’imperatore giulio-claudio e al contempo fonte di ispirazione per le ambientazioni egittizzanti di Villa Adriana, nonché luogo deputato alla creazione di grandiosi progetti edilizi, come le Terme di Nerone e il Pantheon. Le tracce storiche e materiali che legano le vicende dei due imperatori si spingono ben oltre l’Urbe, come nel caso della villa imperiale di Anzio: lo scenografico complesso costruito sul litorale laziale, per quanto indissolubilmente legato alla memoria di Nerone, conserva cospicue tracce materiali a cui si affiancano le testimonianze letterarie che rimandano ai soggiorni anziati di Adriano. Così come è noto l’interesse dei due imperatori per l’area dei Campi Flegrei, dettato non solo dalla salubrità della zona e dalla bellezza del contesto paesaggistico, ma anche dall’importanza strategica dei centri di Cuma, Baia, Pozzuoli e Miseno per gli interessi economici e militari dell’impero. Le suggestioni dell’ellenismo”, concludono i promotori, “traspaiono per entrambi gli imperatori in tutte le manifestazioni del potere imperiale, sia pubbliche che private, nonché nei progetti architettonici nutriti di evocazioni e citazioni della raffinata cultura delle province orientali”.

Villa Adriana a Tivoli. Un’équipe spagnola ha scoperto una sala per banchetti acquatica, un triclinio in marmo, sul quale si poteva banchettare semisdraiati ma a pelo d’acqua: struttura originale e unica espressione del lusso di Adriano

Panoramica aerea dell’area di Villa Adriana a Tivoli dove opera l’équipe spagnola che ha scoperto il triclinio a pelo d’acqua (foto villae)

Una sala per banchetti acquatica, struttura caratterizzata da originalità e assoluta novità, è la nuova scoperta a Villa Adriana, sito afferente all’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – Villae, annunciata e illustrata dal professor Rafael Hidalgo Prieto dell’università Pablo de Olavide di Siviglia nel recente webinar “Villa Adriana. Il potere dell’architettura: un’archeologia olistica per il terzo millennio” nell’ambito della collaborazione con l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia. “Villa Adriana”, dichiara il direttore delle Villae, Andrea Bruciati, “è oggi più che mai un attivo cantiere di studi e una fucina di saperi e novità. L’équipe spagnola ha rinvenuto un elemento architettonico germinale che sarà poi sviluppato nel complesso Canopo-Serapeo. Illuminato e ambizioso, l’imperatore ha preferito dedicarsi ad una progettualità costruttiva fatta di grandi e meravigliose opere, da cui è disceso l’insieme straordinario e vario della villa, in continuo movimento e tensione fra le parti, protesa verso un’idea di perfezione e completezza. L’eccezionalità del sito ne fa un palinsesto cangiante e primario al contempo, ispirando nell’Istituto un progetto di gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico, monumentale e naturalistico improntato all’interdisciplinarietà e alla trasversalità”.

La ricostruzione del lussuoso triclinio a pelo d’acqua scoperto a Villa Adriana a Tivoli (foto villae)

La scoperta dell’équipe spagnola è avvenuta nell’area di Palazzo, dove peraltro si conserva il nucleo di una villa repubblicana a partire dalla quale è stata edificata la residenza adrianea. La novità è un triclinio in marmo, sul quale si poteva banchettare semisdraiati, secondo l’uso antico, ma a pelo d’acqua, poiché la struttura costituiva una vera e propria isola di marmo in una sorta di ninfeo. L’unicità, il lusso e l’esclusività del triclinio, inquadrato da fontane e prospettante su un’area sistemata a giardino, suggeriscono senza dubbio la frequentazione imperiale. Il contesto è rappresentativo di quel gusto della ricerca e della sperimentazione in campo architettonico che caratterizzarono la sensibilità dell’imperatore Adriano e si espressero nella magnificenza della villa. Alla preziosità dell’ambiente dovevano associarsi le sonorità, i profumi, le declinazioni climatiche dei giardini e dell’acqua, creando uno spazio raffinato e sfarzoso, che doveva esaltare la sensorialità dei frequentatori.

Villa Adriana di Tivoli è sito Unesco dal 1999

Dichiarata nel 1999 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, Villa Adriana costituisce la lussuosa residenza dell’imperatore Adriano, costruita tra il 118 e 138 d.C. in un territorio verdeggiante e ricco di acque nei pressi Tivoli, l’antica Tibur, a una trentina di chilometri da Roma. I resti della dimora si estendono su un’area di almeno centoventi ettari, comprendente strutture residenziali, terme, ninfei, padiglioni e giardini. Straordinaria era la ricchezza della decorazione architettonica e scultorea che è stata oggetto di sistematiche ricerche a partire dal Rinascimento volte ad incrementare le collezioni delle famiglie più facoltose del tempo. Oggi quasi tutti i principali musei e collezioni di Roma e del resto d’Italia, nonché del mondo, annoverano tra le loro opere esemplari provenienti da Villa Adriana.

Tivoli (Roma). Il 1° febbraio cancelli aperti a Villa Adriana e villa d’Este con novità: riaprono i Mouseia (chiusi dal 2014), prorogate le mostre al Santuario di Ercole Vincitore

Villa Adriana a Tivoli riapre il 1° febbraio 2021 (foto Le Villae)
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I Mouseia di Villa Adriana a Tivoli riaprono al pubblico dopo una lunga chiusura (foto Le Villae)

Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli (Roma) riaprono al pubblico dal 1° febbraio 2021, con un’offerta culturale rinnovata e arricchita e con una tariffazione dedicata al pubblico di prossimità e favorevole anche per chi voglia vivere pienamente il contesto territoriale tiburtino (Villae con voi). Accanto al patrimonio archeologico e paesaggistico, a Villa Adriana aprono anche (dalle 10 alle 13) i Mouseia, chiusi dal 2014, significativamente rinnovati negli apparati didattici e nei colori, nonché – grazie allo sponsor tecnico Fratelli Guzzini SpA – nel racconto della luce. È l’occasione per offrire ai visitatori, attraverso le opere che vi sono conservate, un’esperienza di intensa bellezza e profonda armonia.

Veduta aerea del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (foto Mibact)
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Locandina della mostra “Apres le deluge” all’Antiquarium del santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (foto Le Villae)

Al Santuario di Ercole Vincitore sono state prorogate ben due mostre per garantirne la fruizione al pubblico. La prima, “Fumetti nei Musei”, allestita nella Sala Mecenate, è espressione di una iniziativa lanciata nel 2018 dal MiBACT per raccontare, in particolar modo ai giovani, la ricchezza del patrimonio culturale italiano in una modalità coinvolgente e con un linguaggio immediato attraverso le storie realizzate da fumettisti di eccellenza per 51 realtà museali. La seconda mostra, “Après le déluge. Viaggio tra opere riemerse e misconosciute”, espone all’Antiquarium circa 40 reperti antichi recuperati dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, in quanto oggetto di scavi clandestini sul territorio italiano. La mostra è presentata in un recente volume (dicembre 2020) curato dall’Istituto ed edito da Gangemi.

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Locandina della mostra “Ecce Homo” a Villa d’Este a Tivoli (foto Le Villae)

A Villa d’Este, infine, è in corso l’esposizione “Ecce Homo: l’incontro fra il divino e l’umano per una diversa antropologia. Una introduzione”. La mostra anticipa l’omonima esposizione, prevista per la primavera 2021, di cui costituisce un’autonoma sezione. Le rappresentazioni dei momenti salienti della passione di Cristo, presenti in questa introduzione, raccontano il dolore terreno del Figlio di Dio, dischiudendo al visitatore un intimo colloquio tra divino e umano evocato dal titolo della mostra.

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Andrea Bruciati, direttore dell’istituto autonomo villa Adriana-villa d’Este Villae

“Al di là della valenza estetica dei nostri siti”, riflette il direttore dell’istituto autonomo Villae, Andrea Bruciati, “vi è una ferma consapevolezza del ruolo etico e della responsabilità sociale dell’Istituto. Per questo le nostre attività non si sono fermate durante il periodo di chiusura e riapriamo con una proposta densa e articolata, che parla un linguaggio diversificato e si rivolge a pubblici e sensibilità differenti. Nelle Villae si può ritrovare una dimensione condivisa in cui riconoscersi, in specie con riguardo alla comunità locale e al pubblico di prossimità, e si può recuperare, nel patrimonio che fonda la nostra identità, il nucleo costitutivo di una nuova socialità”.

Tivoli. A Villa Adriana nel ventennale dell’iscrizione ai siti Unesco la mostra “60/20: Villa Adriana tra Cinema e UNESCO” racconta il monumento attraverso il cinema che da 60 anni ne media l’immagine e i significati in modo spesso non convenzionale

Villa Adriana di Tivoli è sito Unesco dal 1999

Nel 1999 Villa Adriana è stata inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Nell’ambito delle celebrazioni per il ventennale (1999-2019) l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este -Villae promuove a Villa Adriana fino al 30 settembre 2020 la mostra “60/20: Villa Adriana tra Cinema e UNESCO”, curata da Andrea Bruciati e Francesca Roncoroni. L’esposizione, organizzata dalle Villae, è sostenuta dal Servizio I del Segretariato Generale del MiBACT; il comitato scientifico è costituito da Andrea Bruciati, Benedetta Adembri, Viviana Carbonara e Francesca Roncoroni. Nel celebrare l’anniversario dell’iscrizione alla lista UNESCO si vuole raccontare Villa Adriana attraverso il cinema che da 60 anni ne media l’immagine e i significati in modo spesso non convenzionale, ma straordinariamente pervasivo, e che ha contribuito a elevare il sito a vero e proprio oggetto di un immaginario universalmente condiviso. Il riconoscimento di Villa Adriana da ormai 20 anni quale patrimonio mondiale dell’UNESCO (sito n. 907) si basa sull’unicità del complesso residenziale e sull’universalità del suo messaggio.

Villa Adriana dagli anni Sessanta è diventata un set molto ricercato

Muovendosi tra queste date e questi temi, alla ricerca di una diversa narrazione in nome di una renovatio che idealmente collega il boom economico all’auspicata rinascita del Paese, l’esposizione temporanea evidenzia come intorno agli anni Sessanta, alle prese con una nuova generazione di pubblico, con la genesi di nuovi temi, luoghi e forme del racconto, il cinema abbia designato Villa Adriana quale set d’eccellenza. D’altronde il sito era stato da poco oggetto di una riscoperta archeologica, un operoso cantiere di studio, di restauri e di importanti progetti museografici, non solo per riparare i danni inferti dalla seconda guerra mondiale, ma anche per migliorarne significativamente l’offerta culturale, rivolgendosi ad un turismo allargato ad ampi strati di popolazione. La mostra multimediale, corredata di pannelli in italiano e inglese e contenuti multimediali in cinese, è allestita nel Centro Accoglienza dell’area archeologica di Villa Adriana e raccoglie una selezione di suggestioni visive di film italiani e stranieri, il cui sonoro è in lingua originale allo scopo di sottolineare l’internazionalità delle produzioni.

L’elenco dei film con Villa Adriana come set è molto articolato: “Il sangue e la rosa / Et mourir de plaisir”, 1960. Regia: Roger Vadim. Francia/Italia, col. 87’; “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi”, 1960. Regia: Mario Mattoli. Italia, b/n 87’; “Tototruffa ’62”, 1961. Regia: Camillo Mastrocinque. Italia, b/n 107’; “Tutto è musica”, 1963. Regia: Domenico Modugno. Italia, col. 90’; “Il Colonnello Von Ryan / Von Ryan’s Express”, 1965. Regia: Mark Robson. USA, col. 117’; “Allonsanfàn, 1974”. Regia: Paolo e Vittorio Taviani. Italia, col. 116’; “Nerone, 1977”. Regia: Mario Castellacci e Pierfrancesco Pingitore. Italia, col. 105’; “Hercules 2. Le avventure dell’incredibile Ercole / The adventures of Hercules II 1985”. Regia: Luigi Cozzi. Italia/USA, col. 82’; “Dagobert / Le bon roi Dagobert, 1984”. Regia: Dino Risi. Francia/Italia, col. 110’; “Il ventre dell’architetto / The belly of an architect, 1987”. Regia: Peter Greenaway. Gran Bretagna/Italia, col. 118’; “La balia, 1999”. Regia: Marco Bellocchio. Italia, col. 105’; “Titus, 1999”. Regia: Julie Taymor. USA, col. 162’; “Denti, 2000”. Regia: Gabriele Salvatores. Italia, col. 96’; “The order, 2003”. Regia: Brian Helgeland. USA, col. 102’; “The fall, 2006”. Regia: Tarsem Singh. USA/India, col. 117’; “Notizie degli scavi. 2010”. Regia: Emidio Greco. Italia, col. 89’; “Tutti i soldi del mondo / All the money in the world, 2017”. Regia: Ridley Scott. USA/GB, col. 132’; “Smetto quando voglio – Masterclass, 2017”. Regia: Sydney Sibilia. Italia, col. 118’. E poi ci sono le serie Tv e il Web. “Angels in America, 2003”. Regia: Mike Nichols. USA, col.; “Elisa di Rivombrosa 2, 2006”. Regia: Cinzia TH Torrini. Italia, col.; “Inside the stones, 2012”. Regia: Alessio Jim Della Valle. Italia, col.; “I Medici: Masters of Florence, 2016”. Regia: Sergio Mimica-Gezzan. GB/Italia, col.; “Killing Eve 2”, 2018. GB, col.

“L’esposizione”, commenta il direttore delle Villae Andrea Bruciati, che vediamo in un’intervista rilasciata a Tiburno.Tv a fine maggio in occasione della riapertura di Villa Adriana dopo il lockdown, “ripercorre i temi della riscoperta archeologica di Villa Adriana dopo la guerra, della sua apertura al turismo di massa e della mediazione dei suoi valori culturali ed estetici attraverso il cinema ad un pubblico sempre più vasto. In questa chiave la mostra è quanto mai attuale, in un momento di riappropriazione identitaria dei luoghi e del tempo libero. Il cinema e l’audiovisivo sono mezzi fondamentali di espressione artistica, formazione culturale e comunicazione sociale e rivestono un ruolo di primaria importanza nell’ambito della promozione territoriale e dell’immagine del nostro paese all’estero. L’Istituto con questa esposizione intende proseguire il cammino di esplorazione del rapporto tra cinema e arte intrapreso con il Villae Film Festival”.