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Paestum (Sa). Al parco e al museo Archeologico nazionale arriva “IEROFANIA – Sulle vie del Sacro” seconda tappa del progetto itinerante curato da Samonà e Toscano. Due giorni con incontri, spettacoli di teatro, una mostra, letture e una visita guidata a cura del direttore

Dopo la tappa di Palestrina, “IEROFANIA – Sulle vie del Sacro” il 25 e 26 luglio 2026 arriva a Paestum, tra i templi della Magna Grecia, in uno dei paesaggi più iconici del Mediterraneo. L’evento, promosso dal ministero della Cultura, ideato dal dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale (DiVa) e organizzato tramite l’istituto centrale per la Valorizzazione economica e la Promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP), prevede incontri, spettacoli di teatro, una mostra, letture e una visita guidata a cura del direttore dei Parchi, realizzati con l’obiettivo di esplorare il dialogo tra mito, rito e patrimonio culturale. I parchi archeologici di Paestum e Velia sono particolarmente onorati di ospitare questa prestigiosa iniziativa, che rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del patrimonio archeologico attraverso un dialogo tra i luoghi simbolo dell’antica Poseidonia e i linguaggi artistici contemporanei. L’evento intende offrire al pubblico un’esperienza culturale di elevato profilo, capace di coniugare ricerca, spettacolo e divulgazione in uno dei contesti monumentali più significativi del patrimonio culturale nazionale. L’ingresso agli appuntamenti è gratuito previa prenotazione. Per l’evento serale del 26 luglio 2026 che si terrà nel museo di Paestum, l’ingresso è gratuito per tutti senza prenotazione dalle 19.45 alle 22.45 (ultimo ingresso 21.45). L’accesso a tutti gli eventi è subordinato al ritiro del biglietto gratuito presso le biglietterie dei Parchi.

PROGRAMMA SABATO 25 LUGLIO 2026. Alle 11.30, al parco archeologico di Paestum, vernissage “Mater – L’energia del divino femminile” di Stefania Pennacchio. Accompagnamento sonoro di Renata Frana. Alle 18.30, sala auditorium del museo Archeologico nazionale di Paestum, “Arcana Sapienza. Tra mito e rito”: conversazione con Giulia Maria Chiodi, Tiziana D’Angelo, Roberta Moretti, Giovanni Sessa, Davide Susanetti e Angelo Tonelli. Introduce Alberto Samonà, curatore scientifico della rassegna. Modera Fulvia Toscano, direttrice artistica della rassegna. Alle 20.30, al parco archeologico di Paestum, “Mahābhārata”, spettacolo teatrale. Produzione STN – Studio Novecento.

PROGRAMMA DOMENICA 26 LUGLIO 2026. Alle 18, al parco archeologico di Paestum: visita guidata a cura del direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo. Appuntamento presso la biglietteria di Porta Principale, nei pressi del tempio di Nettuno. Alle 19.45, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “Pietre che cantano”: letture da “Canti Orfici” di Dino Campana, a cura di Roberto Latini. Introduce Alessandro Rivali.

Al via da Palestrina “IEROFANIA – Sulle vie del Sacro”: sei week end, tra luglio e settembre, per altrettante tappe attraverso sei regioni dal Lazio alla Sicilia, passando per Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, per un viaggio tra archeologia, paesaggi, spettacolo, poesia e pensiero contemporaneo. Ecco il programma

Sei week end, dal 18 luglio al 27 settembre 2026, per altrettante tappe attraverso sei regioni dal Lazio alla Sicilia, passando per Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, per un viaggio tra archeologia, paesaggi, spettacolo, poesia e pensiero contemporaneo: al via da Palestrina “IEROFANIA – Sulle vie del Sacro”: il progetto promosso dal ministero della Cultura ideato dal dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale (DiVa) e organizzato tramite l’Istituto Centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP) con incontri, performance, passeggiate archeologiche e reading per interrogare il rapporto tra uomo, patrimonio e dimensione del sacro. Direttrice artistica: Fulvia Toscano; curatore scientifico: Alberto Samonà; curatore sezione Arte contemporanea: Giorgio Calcara.

Le tappe della rassegna: 18 / 19 luglio 2026, Palestrina; 25 / 26 luglio 2026, Paestum; 1° / 2 agosto 2026, Lecce; 29 / 30 agosto 2026, Matera; 19 / 20 settembre 2026, Locri; 26 / 27 settembre 2026 Giardini Naxos. Ogni appuntamento coniugherà diversi linguaggi: dibattiti e seminari con filosofi, archeologi, storici dell’arte, antropologi, poeti e studiosi; spettacoli di musica, teatro e danza; passeggiate archeologiche dedicate ai luoghi del sacro; incontri poetici raccolti sotto il titolo “Pietre che cantano”; una mostra d’arte diffusa. L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito. Il progetto coinvolge i musei e i parchi archeologici di Praeneste e Gabii, i parchi archeologici di Paestum e Velia, il Castello Carlo V e l’Anfiteatro romano di Lecce, il museo nazionale di Matera, il museo e parco archeologico nazionale di Locri e il parco archeologico Naxos Taormina. Ogni tappa si svilupperà in due giornate, offrendo eventi di rilievo nazionale: tra questi spiccano la mostra diffusa  – curata da Giorgio Calcara – che porterà a Matera l’opera “L’angelo del trionfo” di Salvador Dalí, il concerto di Ambrogio Sparagna con l’Orchestra Popolare Italiana a Lecce, le installazioni di Nicola Verlato a Palestrina e Stefania Pennacchio a Paestum, lo spettacolo teatrale Mahābhārata, i grandi reading di poesia affidati ad attori del calibro di Galatea Ranzi, Roberto Latini e Cinzia Maccagnano per la sezione “Pietre che cantano”.

“Ierofania, titolo che richiama volutamente la nota categoria elaborata da Mircea Eliade”, sottolineano Fulvia Toscano e Alberto Samonà, rispettivamente direttrice artistica e curatore scientifico della rassegna, “nasce come una rassegna culturale multidisciplinare che vuole offrire al pubblico un’occasione di incontro con luoghi, linguaggi e forme espressive in grado di porre uno sguardo nuovo sul patrimonio e sul rapporto tra storia, identità e contemporaneità. Coniugando dibattiti, teatro, musica, archeologia, visite guidate e momenti di lettura, il progetto percorre sei luoghi simbolici del Centro e soprattutto del Sud Italia, scelti per il loro antico legame con il sacro”. Per Giorgio Calcara: “Anche l’arte contemporanea è espressione del sacro: attraverso immagini, logos e suoni che sono gli archetipi di una forza vitale che supera migliaia di anni di storia e continua a manifestarsi, rinnovando lo stupore estetico che da sempre lega l’Uomo a una dimensione superiore”. Da queste suggestioni nasce un percorso culturale diffuso che invita a rileggere il patrimonio archeologico come luogo di memoria, identità e relazione, capace di dialogare con i linguaggi artistici contemporanei e con le comunità che lo abitano, creando un itinerario che unisce l’eredità culturale materiale con la riflessione sul paesaggio, sulla memoria e sulle diverse forme attraverso cui il sacro continua a manifestarsi nell’arte e nella cultura contemporanee.

PALESTRINA (Rm): musei e parchi archeologici di Praeneste e Gabii. Sabato 18 luglio 2026, ore 11.30, Foro di Praeneste – Aula Absidata, vernissage “Alla Luna” di Nicola Verlato. Accompagnamento sonoro del M° C. Guaitoli; ore 18.30, Palazzo Barberini – Sala Tholos, “Nell’anima dei luoghi. Geografie del Sacro”: conversazione con Martina Almonte, Sandro Consolato, Massimo Cultraro, Mario Lentano, Alberto Samonà, Andrea Scarabelli, Fulvia Toscano, Luigi Turinese. Modera: Igor Baglioni; ore 20.30, Cavea del Santuario della Fortuna Primigenia: concerto spettacolo “Synaulia Suoni”, musiche e danze dell’Antica Roma. Produzione: Il centro del suono. Domenica 19 luglio 2026, ore 18, Santuario di Fortuna Primigenia: visita al santuario a cura della Direzione; ore 19, Palazzo Barberini – Sala Tholos: “Pietre che cantano”, Elio Crifò legge il libro VI dell’Eneide. Interviene Rossella Pretto con un omaggio a Seamus Heaney.

PAESTUM (Sa): parchi archeologici di Paestum e Velia. Sabato 25 luglio 2026, ore 11.30, parco archeologico di Paestum, vernissage “Mater – l’energia del divino femminile” di Stefania Pennacchio. Accompagnamento sonoro di Renata Frana; ore 18.30, sala auditorium del museo Archeologico di Paestum, “Arcana Sapienza. Tra Mito e Rito”, conversazione con Giulio Maria Chiodi, Tiziana D’Angelo, Roberta Moretti, Giovanni Sessa, Davide Susanetti, Angelo Tonelli. Introduce Alberto Samonà, curatore scientifico della Rassegna. Modera: Fulvia Toscano, direttrice artistica della Rassegna; ore 20.30, parco archeologico di Paestum, spettacolo teatrale “Mahˉabhˉarata”. Produzione: STN-Studionovecento. Domenica 26 luglio 2026, ore 18, parco archeologico di Paestum: visita guidata a cura del Parco; ore 19.30, sala auditorium del Museo Archeologico di Paestum, “Pietre che cantano”, Roberto Latini legge Dino Campana. Introduce Alessandro Rivali.

LECCE: Castello di Carlo V e Anfiteatro romano. Sabato 1° agosto 2026, ore 11.30, Cortile del Castello Carlo V, vernissage “De Via Lactea” di Alessandro Valeri con contributo critico di Julie Kogler; ore 18.30, sala conferenze del Castello di Carlo V, “Sacro popolare”, conversazione con Pierfranco Bruni, Corneliu Cicortas, Oronzo Cilli, Anita Guarnieri, Annarita Miglietta, Laura Marchetti, Vincenzo Santoro. Modera: Fulvia Toscano, direttrice artistica della Rassegna; ore 20.30, Anfiteatro romano, concerto dell’Orchestra popolare italiana e Ambrogio Sparagna. Produzione: Finisterre SRL. Domenica 2 agosto 2026, ore 18, Santuario di Iside (Palazzo Vernazza), visita guidata a cura della direzione regionale Musei Nazionali Puglia; ore 19.30, sala conferenze del Castello di Carlo V, “Pietre che cantano”: Daniele Salvo legge Pier Paolo Pasolini. Introduce Davide Brullo

MATERA: museo nazionale di Matera, Palazzo Lanfranchi. Sabato 29 agosto 2026, ore 11.30, museo nazionale di Matera, terrazza di Palazzo Lanfranchi, vernissage “L’angelo del trionfo” di Salvador Dalì; ore 18.30, museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi: “Vibrazioni del Divino: suono, parola, danza”, conversazione con: Shilpa Bertuletti, Raffaella Bonaudo, Joscelyn Godwin, Guido Mina di Sospiro, Andrea Scarabelli. Modera: Alberto Samonà, curatore scientifico della Rassegna; ore 20, museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Tra Oriente e Occidente”, spettacolo di danze indiane classiche “Odissi”, di e con Shilpa Bertuletti; ore 20.50, museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Beata Viscera”, di e con Raffaele Schiavo e il VoxEchology Ensemble. Produzione: Statale 114. Domenica 30 agosto 2026, ore 18.30, Centro storico di Matera, visita guidata a cura della direzione regionale Musei Nazionali della Basilicata; ore 19.30, museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Pietre che cantano”, Cinzia Maccagnano legge Marina Cvetaeva. Introduce Cettina Caliò.

LOCRI (RC): museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefirii. Sabato 19 settembre 2026, ore 11.30, parco archeologico di Locri Epizefiri, vernissage “Archetype” di Antonio Taschini. Accompagnamento sonoro degli Hang Dub; ore 18.30, museo Archeologico di Locri Epizefiri, “Il canto del Creato. Sulle tracce di Francesco”, conversazione con Padre Antonio Bottino, Pierfranco Bruni, Beatrice Buscaroli, Angelo Piero Cappello, Oronzo Cilli, Fulvio Delle Donne, Fabrizio Sudano. Modera: Mariangela Preta; ore 20.30, parco archeologico di Locri Epizefiri, Zappalà Dance Company in “Corpi liturgici”. Produzione: Scenario Pubblico. Domenica 20 settembre 2026, ore 18, parco archeologico di Locri Epizefiri: visita guidata a cura del Parco; ore 19.15, museo di Locri Epizefiri, “Pietre che cantano”, Galatea Ranzi legge Cristina Campo. Musiche dal vivo al violoncello di Franca Bongiovanni. Introduce Francesca Serragnoli.

GIARDINI NAXOS (Me): parco archeologico di Naxos Taormina. Sabato 26 settembre 2026, ore 11.30, parco archeologico di Naxos Taormina, vernissage “Bestie, uomini e dei” di Lucrezia Testa Iannilli. Accompagnamento sonoro di MATA Project; ore 18, museo del parco archeologico di Naxos Taormina, “La scena del Sacro”, conversazione con Carla Bino, Angela Bellia, Monica Centanni, Corneliu Cicortas, Filippo La Porta, Francesco Leccese, Dario Tomasello. Modera: Fulvia Toscano, direttrice artistica della Rassegna; ore 20.30, parco archeologico di Naxos Taormina – Teatro della Nike, Corrado D’Elia in “Dante, Inferno”. Produzione: Compagnia Corrado D’Elia. Domenica 27 settembre 2026, ore 18, parco archeologico di Naxos Taormina: visita guidata a cura del Parco; ore 19.30, parco archeologico di Naxos Taormina, “Pietre che cantano”, “Il canto di Rumi” di e con Giovanni Calcagno. Musiche e canti dal vivo e versi in persiano a cura di Pejman Tadajon. Introduce Dario Tomasello.

Tivoli (Roma). Al Santuario di Ercole Vincitore la giornata di studi “Sant’Ignazio a Tivoli. L’eredità spirituale e accademica” a cura dell’Istituto VILLÆ. Ecco il programma

Il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (Roma) ospita, martedì 21 aprile 2026 a partire dalle 9, la giornata di studi “Sant’Ignazio a Tivoli. L’eredità spirituale e accademica”, un appuntamento dedicato alla presenza gesuitica nel territorio tiburtino e al suo contributo alla formazione culturale, religiosa e scientifica. L’iniziativa, organizzata dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, si inserisce nel programma del 3241° Natale di Tivoli 2026, promosso dal Comune di Tivoli, ed è realizzata in collaborazione con i Parchi Letterari, nell’ambito del Parco Letterario dedicato a Marguerite Yourcenar, Ludovico Ariosto e Ignazio di Loyola, strettamente connesso alla storia del Santuario, prima sede del nucleo originario dei gesuiti a Tivoli. L’ingresso è gratuito. La giornata riunisce studiose e studiosi impegnati nell’approfondire temi che spaziano dalla pedagogia ignaziana alla storia del territorio, dall’archeologia gesuitica al sapere barocco, offrendo un’occasione di confronto tra ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio. L’incontro si configura come un momento di approfondimento e condivisione aperto alla cittadinanza, volto a valorizzare il legame tra storia locale e grandi correnti del pensiero europeo, riaffermando il ruolo di Tivoli come crocevia di cultura, spiritualità e conoscenza.

Veduta aerea del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (foto Mibact)

Il programma. Ad aprire i lavori, alle 9.30, saranno i saluti istituzionali del direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà, recentemente nominato alla guida dell’Istituto. Alle 9.50, Stanislao de Marsanich, presidente dei Parchi Letterari, introdurrà il tema dell’incontro; 10.10, Alessandro Orlandi (Edizioni La Lepre) approfondirà il tema de “L’eredità del museo kircheriano oggi”; 10.30, Eugenio Lo Sardo, già direttore dell’Archivio di Stato di Roma, “Ercole e Ignazio: gli eroici furori”. Dopo la pausa caffè, alle 11.20, i lavori proseguiranno con l’intervento di Carla Benocci, del Comitato scientifico dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, dedicato a “L’opera gesuitica al servizio della comunità tiburtina: il culto, la cura del territorio e la pedagogia”; 11.40, Sabrina Pietrobono, dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, presenterà “Un mondo sotterraneo. Padri Gesuiti e proprietà storiche della Compagnia di Gesù nel quadro dell’archeologia tiburtina e laziale”. A concludere la sessione alle 12 sarà l’intervento di Viviana Carbonara e Sara Tarissi de Jacobis (Istituto Villa Adriana e Villa d’Este) “Il theatrum di Kircher. Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore come dispositivi del sapere”.

Alberto Samonà, direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este (foto da profilo FB)

“È per me motivo di grande soddisfazione questo momento di approfondimento dedicato a Sant’Ignazio e alla presenza gesuitica a Tivoli”, sottolinea il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà, “un capitolo di straordinaria rilevanza nella storia culturale e spirituale del territorio. L’iniziativa testimonia l’impegno dell’Istituto nel promuovere la produzione e la condivisione di conoscenza, favorendo occasioni di confronto tra studiosi e comunità. In questo contesto – conclude – il legame tra eredità gesuitica, formazione del pensiero europeo e identità tiburtina emerge con rinnovata forza, offrendo nuove prospettive di riflessione”. “Con questa giornata di studi”, evidenziano Viviana Carbonara, Sara Tarissi de Jacobis, Tiziano Latini dell’Ufficio Eventi Culturali dell’Istituto VILLÆ, “intendiamo restituire profondità e visibilità a una pagina fondamentale della storia culturale tiburtina, in occasione delle celebrazioni del Natale della città, mettendo in dialogo ricerca, patrimonio e comunità. Il Santuario di Ercole Vincitore, primo luogo di insediamento dei gesuiti a Tivoli, si conferma uno spazio vivo di conoscenza e confronto”.

Giardini Naxos (Me). Al museo del Mare l’incontro “Sacri ritorni. Pellegrini e viandanti dello spirito a Delfi La Mecca e Prayagraj (Maha Kumbh Mela)” con Cultraro, Tomasello e Samonà chiude Nostos, il festival del viaggio e dei viaggiatori

È mai esistito un sistema di pellegrinaggi di natura devozionale nel Mediterraneo antico prima del Cristianesimo? Se ne parla, anche attraverso il confronto con esperienze di altri contesti storici e religiosi, nell’incontro “Sacri ritorni. Pellegrini e viandanti dello spirito a Delfi, La Mecca e Prayagraj (Maha Kumbh Mela)” venerdì 30 maggio 2025 alle 17.30, al museo del Mare di Giardini Naxos (Me), ultimo appuntamento di Nostos, il festival del viaggio e dei viaggiatori, edizione 2025 dal titolo “Verso Itaca”.  L’incontro, dedicato ai grandi luoghi della spiritualità umana, propone un confronto tra riti antichi e pratiche moderne, con testimonianze culturali e antropologiche. Intervengono: Massimo Cultraro, archeologo e ricercatore CNR, “Archeologia del pellegrinaggio. Viaggi sacri nel Mediterraneo antico”, che presenterà l’aspetto storico-culturale del santuario di Delfi; Dario Tomasello, docente e autore teatrale, “Ritorno a casa. La via del pellegrino musulmano”, che parlerà dell’immaginario della Mecca; e Alberto Samonà, giornalista e scrittore, “India sacra. Sulle tracce di Maha Kumbh Mela. Dove l’uomo parla con gli dei”, con un approfondimento sulla città sacra indiana di Prayagraj e il Maha Kumbh Mela. Modera l’incontro Fulvia Toscano, direttrice artistica del festival.

Agrigento. Al museo Archeologico “Pietro Griffo” (parco archeologico della Valle dei Templi) l’incontro “Pensare Cultura! Prospettive, idee e proposte per la Sicilia” promosso dall’associazione Articolo 9

agrigento_archeologico_incontro-pensare-cultura_locandina“Pensare Cultura! Prospettive, idee e proposte per la Sicilia” è il titolo dell’incontro di sabato 6 aprile 2024, alle 10.30, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, nel parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, ad Agrigento, su iniziativa dell’associazione “Articolo 9”. Dopo i saluti del direttore del parco della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, e del sindaco di Agrigento, Franco Micciché, intervengono Michele Benfari, già soprintendente dei Beni culturali di Agrigento; Guido Meli, architetto, referente del dipartimento regionale Beni culturali e Identità siciliana per la Legge 77/2006 e tematiche Unesco; Giuseppe Parello, commissario straordinario del parco della Valle dei Templi; Federica Salvo, direttrice del Giardino della Kolymbethra; Alberto Samonà, scrittore, giornalista, membro del Cda del parco archeologico del Colosseo, già assessore regionale dei Beni culturali e Identità siciliana nella scorsa legislatura; Fabio Granata, assessore alla Cultura della Città di Siracusa e già assessore regionale dei Beni culturali nella XII e XIII legislatura. L’ingresso è libero. L’incontro nasce per fare il punto sul patrimonio culturale siciliano e per lanciare idee e proposte concrete, che vadano nella direzione di una maggiore centralità della Cultura in Sicilia: un appuntamento che vuole essere un momento di incontro volto a ripensare l’Isola a partire da una visione di futuro che non si limiti all’esistente, ma guardi a un orizzonte duraturo. “Formuleremo proposte concrete – sottolinea Articolo 9 – per valorizzare le professioni della Cultura, per dare una funzione centrale ai parchi archeologici e ai musei nell’ambito dell’offerta culturale siciliana e per realizzare una rete della Cultura, che coinvolga competenze e ambiti diversi: il nostro intento è di fornire una prospettiva per una narrazione nuova della Sicilia e non a caso, vogliamo farlo da Agrigento, Capitale italiana della Cultura nel 2025. Il futuro della nostra Terra non può attendere e va immaginato, pensato e costruito, a partire da una visione di lungo periodo”.

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del catalogo della mostra “I Dioscuri tornano a Roma”, con opere di Gianfranco Meggiato tra via Veneto e Porta Pinciana

roma_curia-iulia_i-dioscuri-tornano-a-roma_catalogo-mostra_presentazione_locandinaÈ in corso a Roma, fino al 29 febbraio 2024, la mostra “I Dioscuri tornano a Roma”, una grande esposizione dello scultore Gianfranco Meggiato: undici monumentali sculture allestite in un luogo emblematico della Capitale, nel cuore del Municipio I, fra via Veneto e Porta Pinciana. Venerdì 16 Febbraio 2024, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del catalogo della mostra “I Dioscuri tornano a Roma” con opere di Gianfranco Meggiato, promossa dal Municipio Roma I Centro – assessorato alla Cultura e dall’associazione Via Veneto e organizzata dalla Fondazione di Arte e Cultura Gianfranco Meggiato con curatore scientifico Dimitri Ozerkov. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Giulia Silvia Ghia, assessore Cultura Municipio I Roma Capitale; Alberto Samonà, giornalista e scrittore; Peter Eustace, poeta. Sarà presente l’artista. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento, posti su eventbrite: https://16febbraio_meggiato.eventbrite.it. Accesso da largo della Salara Vecchia. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

Siracusa. Al teatro Massimo va in scena “Il Derviscio di Bukhara” offerto dal parco archeologico: un viaggio tra le magie dell’Oriente e dell’Asia Centrale, alla scoperta della spiritualità dei dervisci

derviscio locandina 19 dic 2023Narrazione, musica e danze sufi e persiane conducono il pubblico in un viaggio tra le magie dell’Oriente e dell’Asia Centrale, alla scoperta della spiritualità dei dervisci, di cui la città di Bukhara fu in vari periodi uno dei centri più importanti. Appuntamento martedì 19 dicembre 2023, alle 21, al teatro Massimo comunale di Siracusa, in via del Teatro a Ortigia, con “Il Derviscio di Bukhara”, spettacolo scritto e diretto da Alberto Samonà. “Il Derviscio di Bukhara” è offerto dal parco archeologico di Siracusa, Eloro, villa del Tellaro e Akrai, che lo ha voluto donare a Siracusa nell’ambito del programma di iniziative “Il Parco per la città”, grazie alla collaborazione con il Comune, che ha messo a disposizione il Teatro Massimo cittadino. Biglietto di ingresso al costo simbolico di 1 euro. Le prenotazioni posso essere effettuate direttamente al botteghino del teatro, dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20, telefonicamente allo 0931 1791148, oppure 3345683715. Per info: direzione@teatrodellacitta.it. Narrazioni teatrali con Stefania Blandeburgo e Davide Colnaghi. Musica e canti sufi originali e della Tradizione con Tito Rinesi & Ensemble Dargah: Tino Rinesi (voce, tamburo a cornice, saz), Piero Grassini (oud e voce), René Rashid Scheier (flauto ney), Flavio Spotti (percussioni e voce). Danze dei dervisci e coreografie con Grazia Cernuto (danze persiane) e Amal Oursana (Samā, danze sufi). Il testo è del giornalista e scrittore Alberto Samonà. Produzione “Terzo Millennio Progetti Artistici”.

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Lo spettacolo “Il Derviscio di Bukhara” scritto e diretto da Alberto Samonà (foto alberto samonà)

Tra simboli, racconti e analogie proprie del Sufismo, “Il derviscio di Bukhara” non è uno spettacolo teatrale, musicale o di danza, ma un invito alla ricerca interiore e alla scoperta di un universo che si dischiude in una dimensione senza tempo, ancorché antica di secoli. Un gesto di ringraziamento e al tempo stesso, una preghiera, proprio come il samā dei dervisci. È un incontro fra tradizioni: la spiritualità dell’Asia Centrale, la danza sacra dei dervisci e quelle di più marcata influenza persiana, la musica sufi dell’area ottomano-turca e del vicino Oriente e le narrazioni circolari e rituali dell’Asia. Un incontro che è metafora di un viaggio lungo la “Via della Seta”, di cui la città di Bukhara fu tappa fondamentale, meta di viaggiatori di ogni provenienza che attraversavano vasti territori su questa rotta che congiungeva e congiunge, spiritualmente e culturalmente, Oriente e Occidente, fino al Mediterraneo. Al centro della vicenda narrata c’è l’arte dei tappeti, che in questi luoghi si tramanda da sempre e che schiude alla conoscenza di antichi saperi. Ma è anche un racconto d’amore: fra i riferimenti e le fonti a cui si ispira lo spettacolo, infatti, vi sono fiabe e poemi orientali, fra cui la storia di “Leyla e Majnun” di Nizami Ganjavi, poeta persiano del XII secolo d.C. Il testo è, inoltre, arricchito dall’inserimento di racconti della tradizione del Sufismo. Le armonie musicali e i canti patrimonio dei dervisci accompagnano sovente il sacro rito dello zhikr e le danze sacre danno la possibilità di scoprire un universo sacro che congiunge il nostro piano con quello Divino. Allo stesso modo, il ritmo della voce completa l’opera in una “circolarità rituale”, propria della tradizione dei cantastorie erranti d’Oriente. “Il derviscio di Bukhara” può, dunque, essere considerato come la ricerca di un incontro con il piano universale, che avviene mediante la parola, il suono e il movimento.

Parco archeologico di Naxos-Taormina. Il 3 settembre la cerimonia del Premio Comunicare l’Antico. Ecco i premiati. Un mese di eventi collaterali

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Premio Comunicare l’Antico: Nazir Awad, direttore generale dei musei e delle antichità della Siria (foto parco naxos)

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Premio Comunicare l’Antico: Rustem Aslan, direttore degli scavi archeologici a Troia (foto parco naxos)

Siria e Turchia, Paesi dilaniati dal tragico terremoto dello scorso mese di febbraio, saranno tra i protagonisti della VI edizione del Premio Comunicare l’Antico, in programma domenica 3 settembre 2023, alle 19.30, al Teatro della Nike nel parco archeologico di Naxos, e ispirato al tema “Fra Oriente e Occidente”.  Un incoraggiamento alla difficile e complessa ripresa post-sisma che non può e non vuole dimenticare la valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale e archeologico dei due Paesi asiatici. L’ingresso alla cerimonia è libero. A ricevere il PCA 2023 saranno infatti Nazir Awad, direttore generale dei musei e delle antichità della Siria, e il direttore degli scavi archeologici a Troia, il turco Rustem Aslan, cui si deve nel 2018 l’apertura a Çanakkale – di fianco agli scavi dell’antica ed epica città di Priamo – del nuovo museo Archeologico di Troia: un progetto all’avanguardia già nel design della struttura e con un percorso espositivo dove alla ricchissima collezione di reperti sono accostati strumenti di narrazione innovativi come ologrammi, realtà aumentata e ricostruzioni 3D che, nel giro di poco tempo, hanno consentito di raddoppiare il numero di visitatori del sito. L’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato: “La cultura strumento di riflessione e dialogo fra civiltà”. Il Premio Comunicare l’Antico è organizzato dal parco archeologico Naxos Taormina della Regione Siciliana, diretto dall’archeologa Gabriella Tigano, in collaborazione con il festival Naxoslegge e con l’Archeoclub Naxos-Taormina-Valle Alcantara. Nasce nel 2017 da un’idea di Fulvia Toscano, direttore artistico del festival letterario, ed è assegnato a studiosi e personalità italiane e straniere impegnate nella divulgazione della ricerca archeologica, storica e filologica, ma anche a enti e musei che hanno attuato strategie importanti di valorizzazione e comunicazione al grande pubblico. “Ancora una volta”, ha commentato l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Francesco Scarpinato, “la cultura diventa strumento di riflessione e di dialogo fra civiltà di ieri e di oggi: Giardini Naxos e il Parco archeologico con il Premio Comunicare l’Antico fanno da nobilissimo scenario a un incontro fra Oriente e Occidente nel segno dell’amore per la storia e il patrimonio culturale materiale e immateriale”.

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Premio Comunicare l’Antico: il professor Filippo Coarelli (AP Photo/Domenico Stinellis)

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Premio Comunicare l’Antico: Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo (foto parco naxos)

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Premio Comunicare l’Antico: Massimo Cultraro, dirigente di ricerca dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc) (foto parco naxos)

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Premio Comunicare l’Antico: Teatro classico dei giovani di Palazzolo Acreide (foto parco naxos)

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Premio Comunicare l’Antico: John Garth, biografo e massimo studioso della vita e dell’opera del grande romanziere britannico Tolkien (foto parco naxos)

Nel solco del tema 2023, “Tra Oriente e Occidente”, completano la rosa dei premiati Filippo Coarelli, prof. emerito dell’università di Perugia, già ordinario di Antichità greco-romane, uno dei primi studiosi che ha contribuito sin dagli anni Ottanta alla divulgazione scientifica del patrimonio archeologico nazionale come autore e curatore della collana di guide archeologiche tascabili edite da Laterza nonché curatore della mostra su Alessandro Magno appena conclusa al Mann di Napoli; gli archeologi Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo e Massimo Cultraro, dirigente di ricerca dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc), docente dell’università di Palermo e rappresentante del MUR per l’area Higher Education della Union for the Mediterranean (UfM), dal 2013 a capo di una missione che studia in Georgia le relazioni tra  mondo Egeo e Caucaso nell’età del Bronzo e alla quale è stata già dedicata una mostra a Tbilisi inaugurata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Italy and Georgia. A story of Friendship, 2018); il Festival del Teatro classico dei giovani di Palazzolo Acreide, nella persona del suo direttore Sebastiano Aglianò; la Città di Agrigento, capitale italiana della Cultura 2025 rappresentata dal sindaco Francesco Miccichè. Infine, in occasione del 50° anniversario della scomparsa dello scrittore J.R.R. Tolkien (1892 – 1973), sarà premiato John Garth, biografo e massimo studioso della vita e dell’opera del grande romanziere britannico autore della saga de “Il Signore degli Anelli”, resa popolare anche dalla trasposizione cinematografica. A introdurlo Oronzo Cilli, tra i massimi esperti dell’autore, membro della Tolkien Society britannica e curatore della mostra su Tolkien in allestimento alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, organizzata dal MIC (ministero della Cultura) e che sarà inaugurata nel mese di novembre 2023. Ai premiati verrà donata una scultura opera del maestro Turi Azzolina ispirata alla maschera del satiro, figura ricorrente fra i reperti della collezione del Museo di Naxos. Nel corso della serata, presentata dalla giornalista Francesca Russo, sono previsti degli interventi musicali del Davide Livornese Duo con brani e strumenti di ispirazione orientale.

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Copertina del libro “Giacomo Boni” di Sandro Consolato

Comunicare l’Antico: eventi collaterali al Premio. A introdurre la serata finale del Premio Comunicare l’Antico saranno alcuni incontri culturali dedicati a temi e studiosi del mondo antico che, in programma fra Giardini Naxos (museo e area archeologica) e Taormina (palazzo Ciampoli, Teatro Antico), coinvolgeranno anche gli ospiti. A Giacomo Boni (1859-1925), pioniere della ricerca stratigrafica e primo archeologo ad usare l’aerofotografia, è dedicato un libro di Sandro Consolato che sarà presentato da Massimo Cultraro, Alessio De Cristofaro e Alfonsina Russo (sabato 2 settembre 2023, Parco di Naxos, alle 18).

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Locandina della mostra “L’Amato di Iside. Nerone, la Domus Aurea e l’Egitto” alla Domus Aurea dal 22 giugno 2023 al 14 gennaio 2024

Quindi la dea Iside, protagonista di una mostra al Parco del Colosseo, raccontata dalla direttrice Alfonsina Russo intervistata dalla giornalista Isabella Di Bartolo (Palazzo Ciampoli, Taormina, domenica 3 settembre 2023, alle 10.30): un viaggio sulle rotte della divinità venerata anche a Taormina, dove la statua di una sacerdotessa di Iside (II sec. d.C.) – rinvenuta nel 1867 accanto alla Chiesa di san Pancrazio ed esposta al Museo Salinas di Palermo – potrà essere ammirata nell’imminente mostra sull’antica Tauromenion alla quale lavora la direttrice Tigano con un articolato team di professionisti di varie discipline; mentre nel pomeriggio, alle 18, (Parco di Naxos) sarà di scena Alessandro Magno – del quale ricorre anche l’anniversario della scomparsa, datata nel 323 a.C. –  protagonista della grande mostra appena conclusa al Mann di Napoli: una figura emblematica e liminare fra la civiltà occidentale e orientale. Interverranno Lorenzo Braccesi, Monica Centanni, Filippo Coarelli, Dario Barbera e Giovanni Sessa moderati da Grazia Salamone.

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Copertina del libro “Gilgamesh. L’epopea di colui che tutto vede” di Giovanni Calcagno

A seguire tre appuntamenti che declinano il tema 2023 “Tra Oriente e Occidente”. Il primo con Giovanni Calcagno, attore e regista, autore di un racconto sull’epopea di Gilgamesh – il primo poema scritto della storia dell’Uomo (4500 a.C.) – con una narrazione, più accessibile al grande pubblico, della cultura mesopotamica da cui è stato tratto uno spettacolo con Luigi Lo Cascio e Vincenzo Pirrotta (martedì 5 settembre 2023, Parco Naxos, alle 19); quindi lo spettacolo teatrale “Il Derviscio di Bukhara”, di e con Alberto Samonà, un viaggio con la parola, la musica e le danze sufi per conoscere la spiritualità dei dervisci (domenica 10 settembre 2023, Parco Naxos, alle 21, ingresso libero).

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Copertina del libro “Il grido di Pan” di Matteo Nucci (Einaudi)

In chiusura, una “prima” letteraria: “Il grido di Pan” di Matteo Nucci (Einaudi), appena dato alle stampe: una riflessione sull‘essere umano e la sua (perduta?) animalità, dunque il modo in cui abitiamo il mondo (lunedì 11 settembre 2023, Parco Naxos, alle 18). Completa il progetto la mini rassegna teatrale Interpretare l’Antico, a cura di Rete Latitudini diretta da Gigi Spedale, il cui cartellone – con testi di riscrittura del mito e concerti – ha preso il via nei giorni scorsi e proseguirà lungo il mese di settembre sempre al Parco di Naxos.

A Gibellina (Tp) in prima nazionale e a Morgantina (En) in replica, in scena “Il derviscio di Bukhara” (narrazioni, musica, danze sufi e persiane) di Alberto Samonà

gibellina-morgantina_spettacolo-il-derviscio-di-bukhara_samonà_locandinaDoppio appuntamento per “Il derviscio di Bukhara” (narrazioni, musica, danze sufi e persiane), spettacolo scritto da Alberto Samonà sulla spiritualità dei sufi, di cui Bukhara, città nel cuore dell’Asia Centrale, fu in vari periodi uno dei centri più importanti. Un viaggio alla scoperta di un universo unico e ancora poco conosciuto, attraverso parola, musica sufi e danze dei dervisci e persiane. Domenica 23 luglio, in prima nazionale, alle 21, a Baglio Di Stefano di Gibellina (Tp), nell’ambito del festival Orestiadi (biglietto https://www.fondazioneorestiadi.it/…/il-derviscio-di…/); e martedì 25 luglio 2023, alle 19.30, al teatro greco di Morgantina (Aidone, Enna), nell’ambito del Barbablù Fest (biglietto https://terzomillennio.organizzatori.18tickets.it/…/984…). In scena gli attori Stefania Blandeburgo e Davide Colnaghi. Musica e canti sufi Tino Rinesi & Ensemble Dargah: Tito Rinesi (voce, tamburo a cornice, saz), Piero Grassini (oud e voce), René Rashid Scheier (flauto ney) e Flavio Spotti (percussioni e voce). Danze dei dervisci e coreografie con Grazia Cernuto (danze persiane) e Amal Oursana (danze sufi). Il testo è scritto da Alberto Samonà. “Tra simboli, racconti e analogie proprie del Sufismo”, spiega Samonà, “Il derviscio di Bukhara non è uno spettacolo teatrale, musicale o di danza, ma un invito alla ricerca interiore e alla scoperta di un universo che si dischiude in una dimensione senza tempo, ancorché antica di secoli. Un gesto di ringraziamento e al tempo stesso, una preghiera. È un incontro fra tradizioni: la spiritualità dell’Asia Centrale, le danze dei dervisci e quelle di più marcata influenza persiana, la musica sufi dell’area turco ottomana e del vicino Oriente e le narrazioni circolari e rituali dell’Asia. Un incontro che è metafora di un viaggio lungo la “Via della Seta”, di cui la città di Bukhara, fu tappa fondamentale, meta di viaggiatori di ogni provenienza che attraversavano vasti territori su questa rotta che congiungeva e congiunge, spiritualmente e culturalmente, Oriente e Occidente, fino al Mediterraneo. Le armonie musicali e i canti patrimonio dei dervisci accompagnano sovente il sacro rito dello zhikr e le danze danno la possibilità di scoprire un universo sacro che congiunge il nostro piano con quello Divino. Allo stesso modo, il ritmo della voce completa l’opera in una “circolarità rituale”, propria della tradizione dei cantastorie erranti d’Oriente. Il derviscio di Bukhara può, dunque, essere considerato come la ricerca di un incontro con il piano universale, che avviene mediante la parola, il suono e il movimento”.

Atene. Al museo dell’Acropoli la cerimonia di consegna dei tre frammenti del Partenone conservati ai Musei Vaticani voluta da Papa Francesco. L’arcivescovo ortodosso di Atene ringrazia Papa Francesco per la donazione “tangibile prova dei frutti prodotti dai rapporti fraterni che esistono tra noi cristiani” e invita altri a seguire l’esempio del Pontefice

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Museo dell’Acropoli di Atene: il posizionamento di uno dei frammenti del Partenone restituiti dal Vaticano (foto Paris Tavitian / Acropolis Museum)

L’annuncio Papa Francesco l’aveva fatto a Natale 2022:  “Il Santo Padre Francesco”, si sottolineava nell’annuncio ufficiale del Vaticano, “quale segno concreto del sincero desiderio di proseguire nel cammino ecumenico di testimonianza della Verità, ha deciso di dare a Sua Beatitudine Ieronymos II, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, tre frammenti del Partenone, che da secoli sono custoditi con grande cura nelle collezioni del Pontefice e nei Musei Vaticani, e che sono stati ammirati da milioni di visitatori da tutto il mondo” (vedi Vaticano. Papa Francesco restituisce alla Grecia tre frammenti del Partenone esposti dall’Ottocento nelle Collezioni dei Musei Vaticani: “Segno concreto del sincero desiderio di proseguire nel cammino ecumenico di testimonianza della Verità” | archeologiavocidalpassato). Il 24 marzo 2023 dopo oltre due secoli i tre frammenti del Partenone custoditi dai Musei Vaticani sono tornati ad Atene con una cerimonia di riunificazione definitiva con le altre sculture del tempio esposte al Museo dell’Acropoli della capitale greca.

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Testa di adolescente, frammento dal fregio che avvolgeva la cella del tempio del Partenone, conservata ai Musei Vaticani e restituita da Papa Francesco alla Grecia (foto musei vaticani)

I tre frammenti provengono ciascuno da una diversa parte del tempio, fatto costruire da Pericle tra il 447 e il 432 a.C. e sono stati scolpiti dal grande scultore Fidia, che fu anche il sovrintendente del cantiere. Il primo raffigura una testa di cavallo ed è parte del frontone parte del frontone raffigurante la disputa tra Atena e Poseidone per il dominio dell’Attica. Il secondo è una testa di fanciullo portatore di focacce, che ricorda la festa per la fondazione di Atene e si trovava nella cella più interna del Partenone. Il terzo frammento è invece la testa di uomo barbuto e faceva probabilmente parte di una delle metope che raffiguravano una centauromachia nel frontone sud.

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Sua Beatitudine Ieronymos II, arcivescovo della chiesa ortodossa di Atene, alla cerimonia al museo dell’Acropoli di Atene (foto Paris Tavitian / Acropolis Museum)

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Testa virile barbuta, frammento dalle metope sud del Partenone, dove era raffigurata la Centauromachia, conservata ai Musei Vaticani e restituita da Papa Francesco alla Grecia (foto musei vaticani)

Grande emozione e gioia è stata espressa da Sua Beatitudine Ieronymos II, arcivescovo della chiesa ortodossa di Atene, che si è commosso “per la realizzazione dell’iniziativa del nostro caro fratello” Papa Francesco, che con il suo gesto ecumenico e di pace, ha fatto ritrovare ai frammenti “il loro spazio naturale” nella Sala del Partenone del Museo dell’Acropoli. La restituzione, ha affermato, “è una tangibile prova dei frutti prodotti dai rapporti fraterni che esistono tra noi cristiani, guidati dalla verità, dall’amore, dal reciproco rispetto e comprensione”, e dimostra “che sono possibili delle soluzioni a qualsiasi problema e disaccordo esistenti, purché ci sia buona volontà e sincero desiderio di collaborare”. Attraverso questo atto, inoltre, “si ripristina la verità e vengono curate quelle ferite e traumi che risalgono al passato”, che si ricongiungono “in questo unico monumento del patrimonio culturale mondiale come sue inscindibili parti “. L’augurio di Ieronymos II è che questa iniziativa “trovi altri imitatori”, perché Papa Francesco ha mostrato che questo “è possibile e tangibile”.

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La cerimonia di consegna dei frammenti del Partenone del Vaticano al museo dell’Acropoli (foto Paris Tavitian / Acropolis Museum)

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Testa di cavallo, frammento dal frontone occidentale del Partenone, conservata ai Musei Vaticani e restituita da Papa Francesco alla Grecia (foto musei vaticani)

Presente anche una delegazione vaticana, composta da monsignor Brian Farrell, segretario del Dicastero per la Promozione dell’unità dei cristiani, e dal sottosegretario Andrea Palmieri, dal nunzio apostolico in Grecia monsignor Jan Romeo Pawloksi e dalla direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta. La presenza del Dicastero che si occupa delle relazioni fraterne tra le Chiese, ha sottolineato monsignor Farrell, fa sì che la restituzione “si manifesta come un gesto ecclesiale, culturale e sociale di amicizia e solidarietà con il popolo greco” e ha quindi “un significato particolare nell’affermare sempre più fortemente l’amicizia e la vicinanza spirituale tra le nostre Chiese”.

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Le autorità intervenute alla consegna ufficiale del “Reperto Fagan”: da sinistra, il direttore del museo dell’Acropoli di Atene, Nikolaos Stampolidis; il primo ministro della Repubblica Greca Kyriakos Mitsotakis; l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà; la direttrice del museo Archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo, Caterina Greco; la ministra della Cultura Lina Mendoni (foto museo acropoli atene)

Alla cerimonia anche l’ex assessore regionale ai Bei culturali della Regione Siciliana Alberto Samonà: “Sono felice e onorato per aver preso parte, ieri pomeriggio, su invito personale del Ministro della Cultura e dello Sport della Repubblica di Grecia, Lina Mendoni – con cui si è instaurato nel tempo un solido legame di amicizia – alla cerimonia ufficiale che si è tenuta al Museo dell’Acropoli di Atene, per presentare i tre frammenti del Partenone, restituiti alla Grecia dal Vaticano per volontà di Papa Francesco. L’emozione per aver preso parte alla cerimonia nella Capitale Ellenica è accresciuta dal fatto che la Sicilia, riportando, lo scorso anno, ad Atene il cosiddetto “Frammento Fagan”, ha fatto da apripista a livello mondiale sul tema del rientro in Grecia dei marmi del Partenone, permettendo, così, di attivare questo circolo virtuoso che sta dando i suoi frutti”. Su invito del governo ellenico, ha partecipato alla cerimonia anche Caterina Greco, direttrice del museo Archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo, che aveva seguito tutta la procedura relativa al Frammento Fagan e nel gennaio del 2022 ha siglato con il Museo dell’Acropoli uno storico accordo di collaborazione, grazie al quale poco tempo dopo è arrivata a Palermo un’importante statua della Dea Atena (vedi Atene. Cerimonia di consegna ufficiale del “reperto Fagan”, frammento del Partenone, dal museo Antonino Salinas di Palermo al museo dell’Acropoli: in attesa di essere inserito nel Blocco Vi del fregio orientale, è esposto provvisoriamente in una vetrina. Il primo ministro greco: “È la prima scultura del Partenone che rientra in Grecia” | archeologiavocidalpassato).

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Museo dell’Acropoli di Atene: il posizionamento di uno dei frammenti del Partenone restituiti dal Vaticano (foto Paris Tavitian / Acropolis Museum)

La decisione di restituire i tre frammenti maturò in Papa Francesco durante la sua visita in Grecia nel dicembre 2021. “Le persone di buona volontà”, ha ribadito monsignor Farrell “possono vedere in questo evento l’espressione di una speranza condivisa che le nostre diverse culture, e l’arte stessa, saranno sempre uno strumento privilegiato di dialogo e di incontro tra i popoli”.   “In questo scambio”, ribadisce, “ci arricchiamo a vicenda, nella meravigliosa diversità delle nostre storie, delle nostre conquiste e dell’aspirazione universale alla pace e alla fraternità”. Ora, che “siamo testimoni della mancanza di pace nel mondo, soprattutto per quanto riguarda il nostro continente, l’Europa”, l’’incontro tra culture diverse può essere il mezzo che permette alla famiglia umana di fiorire nel rispetto delle nostre differenze e sensibilità”.