Il museo Egizio di Torino partecipa alla Giornata mondiale del Rifugiato 2020 presentando il progetto “TanteVocidalMuseo” con otto studenti dal mondo
Il museo Egizio di Torino da anni si impegna con altri partner nella creazione di progetti che possano aiutarlo a diventare sempre di più luogo di incontro e di dialogo tra culture diverse. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2020, ha deciso di sostenere e partecipare alla campagna “WithRefugees” e “EveryoneCounts” raccontando online uno dei suoi progetti più belli. “TanteVocialMuseo”, dallo scorso anno, vede protagonisti i giovani del percorso multilingue di italiano per stranieri del CPIA1 organizzato con l’associazione Diskolé, per imparare a raccontare gli oggetti della collezione ai loro coetanei nella loro lingua e in italiano. Baye dal Senegal, Abire dal Marocco, Nicole dal Perù, Fatima dalla Siria, Brown dalla Nigeria, Elena dalla Moldavia, Ibrahim dalla Siria, Alexandra dal Perù sono i ragazzi protagonisti del video. Gli entusiasti studenti, seguiti e coordinati dalla maestra Valentina Sacchetto, da educatori e volontari dell’Associazione, e accompagnati dalle nostre curatrici Alessia Fassone e Federica Facchetti, raccontano perché questo progetto è davvero speciale e ricordano a tutti che il museo può avere un ruolo attivo nella costruzione di una società dove “tutti contano” (EveryoneCounts).
Ci siamo. Il 24 giugno riapre il museo Archeologico nazionale di Altino. Intanto si possono “ripassare” i reperti “imperdibili” presentati durante il lockdown
-2. Ormai ci siamo: mercoledì 24 giugno 2020 alle 14.30 riapre il museo Archeologico nazionale di Altino (Ve). Posti i cartelli per assicurare una riapertura in tutta sicurezza, e anche le colonnine porta-gel disinfettante sono arrivate! Manca proprio poco. Qualche tempo fa, in vista della riapertura, la direzione aveva lanciato un questionario sui Centri estivi per bambini promossi dal museo di Altino che inizieranno il 6 luglio 2020, si svolgeranno la mattina, con la possibilità di un rientro il mercoledì pomeriggio per una gita in barca. Dal sondaggio, risulta che l’83% manderebbe volentieri il proprio figlio ai centri estivi del museo di Altino; l’80% è d’accordo per un rientro il mercoledì pomeriggio, il 51% per il giovedì, il 30% per il venerdì. E il 59% sa degli incentivi governativi. Il museo Archeologico nazionale di Altino aprirà mercoledì, venerdì, sabato, domenica: 14:30 – 19:30; giovedì: 8:30 – 13:30; lunedì, martedì: chiuso. “Vi aspettiamo a braccia aperte… ma con mascherina, termoscanner e distanza fisica”.
La riapertura è in vista! È l’occasione per un “ripasso” dei reperti “imperdibili” dell’Archeologico di Altino presentati in questi mesi di chiusura del museo per emergenza sanitaria e che archeologiavocidalpassato ha sempre segnalato. Sono: n. 1, Il coccio parlante; n. 2, I cavalli veneti; n. 3, La Signora degli animali; n. 4, La coppa di vetro murrino; n. 5, Il gladiatore; n. 6, La collana d’oro; n. 7, La bilancia poliglotta. “È un ripasso. Ma credeteci: dal vivo è tutta un’altra cosa!”.
“Fiori e profumi erano sparsi sui convitati”: l’effetto descritto nella sala da pranzo di Nerone sarà ricreato nella sala Ottagona con la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” prossimamente aperta al pubblico

Mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”: render Sala Ottagona. Allestimento e interaction design a cura di Dotdotdot
Scrive Svetonio nella “Vita di Nerone” (XXXI): “Il soffitto dei saloni […] perforati, in modo da poter spargere fiori e profumi sui convitati. La sala principale era circolare e ruotava su se stessa tutto il giorno e la notte, senza mai fermarsi, come la terra”. Anche se Svetonio non si riferisce in questo passo proprio alla Sala Ottagona, spiegano gli archeologi del parco archeologico del Colosseo, “possiamo immaginare l’ambiente descritto come molto simile a quello che oggi vediamo, seppur spoglio di fasti decorativi originali. Questa sala sarà il cuore della mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” che sarà aperta prossimamente al pubblico, dopo il rinvio per il lockdown: attraverso gli allestimenti immersivi di dotdotdot.it vedremo alternarsi immagini astrologiche e cadute di petali di rosa, per ricreare l’affascinante immagine descritta da Svetonio.
Festa europea della Musica 2020, il Covid non ferma gli studenti dei licei musicali della Città Metropolitana di Napoli: domenica concerto in streaming da remoto tra le domus del Parco Archeologico di Ercolano, il MAV e la Reggia di Portici
L’emergenza epidemiologica da coronavirus non ha fatto venir meno la voglia degli allievi dei licei musicali e coreutici della Città Metropolitana di Napoli di celebrare anche l’edizione 2020 della Festa europea della Musica. Alla loro maniera, naturalmente, ovvero suonando con cuore e passione. Certo, con modalità nuove, con la maggior parte delle performance eseguite da remoto, ma senza rinunciare, tuttavia, ad immergersi nei luoghi dell’arte e della cultura. E così, anche quest’anno, protagonisti, insieme ai ragazzi dei licei, saranno il Parco Archeologico e il Museo Archeologico Virtuale (MAV) di Ercolano e la Reggia di Portici, che ospiteranno alcune esibizioni soliste live – nel rispetto delle dovute prescrizioni – per un concerto che vedrà suonare e danzare virtualmente insieme ben 1.400 ragazzi e che sarà trasmesso in diretta streaming domenica 21 giugno 2020, alle 10, sui canali social della Città Metropolitana di Napoli, promotrice della manifestazione. Precisamente, il concerto – che durerà circa un’ora e mezza – sarà trasmesso su Metronapoli.it, l’e-magazine istituzionale della Città Metropolitana, sul canale Youtube Metronapolitv (https://www.youtube.com/user/MetroNapoliTV) e sui profili Facebook (https://www.facebook.com/citta.metropolitana.napoli/), Instagram e Twitter dell’Ente. L’evento è promosso dalla Città Metropolitana di Napoli e si svolge in collaborazione con la Fondazione Cives – MAV di Ercolano, il parco archeologico di Ercolano e il dipartimento di Agraria dell’università di Napoli ‘Federico II’, che ha sede nella Reggia di Portici.
Domenica mattina dunque, alle 10, sui canali social della Città Metropolitana e dei partner dell’iniziativa sarà trasmesso il concerto con cui gli allievi dei licei musicali e coreutici dell’area vorranno celebrare l’edizione 2020 della Giornata europea della Musica. Dai Queen a Bach, dai Coldplay a Beethoven, i 1.400 ragazzi degli 11 licei musicali e coreutici della Città Metropolitana mescoleranno generi e tendenze in una kermesse di grande suggestione che ne esalterà le capacità. E i ragazzi stessi esalteranno la bellezza dei nostri luoghi d’arte: alcuni di loro suoneranno e danzeranno, infatti, nel dovuto rispetto delle prescrizioni anticontagio, tra le domus del parco archeologico di Ercolano, le ricostruzioni 4D del MAV e le maestose sale della Reggia borbonica di Portici.
“Sostengo con forza la celebrazione di questa festa da parte delle ragazze e dei ragazzi dei nostri licei musicali”, ha affermato il sindaco metropolitano, Luigi de Magistris. “Ricordo la bellezza delle edizioni passate ma ritengo che anche quella di quest’anno, nonostante che si svolga da remoto, sarà ricca di suggestione e ci farà vivere delle belle emozioni. Celebriamo il connubio vincente tra musica e giovani affinché questa festa possa davvero rappresentare il segnale della rinascita del nostro territorio dopo l’emergenza Covid, con l’auspicio di ritrovarci tutti al più presto nelle strade e nelle piazze all’insegna della cultura e della musica”. E il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano: “Per rispettare le condizioni di sicurezza degli studenti, del personale e dei visitatori del Parco quest’anno la Festa della Musica si è trasferita in remoto, nel senso che offriremo a tutto il nostro pubblico attraverso i canali social una formidabile serie di interventi di musica, canto e danza realizzati da brillanti giovani allievi dei licei coreutici e musicali della Città Metropolitana di Napoli in video realizzati tra le domus e i monumenti della città antica. Sperando di potere presto condividere la musica dal vivo, proprio alla musica e a tutte le meravigliose arti ad essa collegate dedichiamo questa giornata, di nuovo nella riproposta sinergia con la Città Metropolitana, il Mav con la Fondazione Cives, la Reggia di Portici, in un evento volto a sostenere le attività teatrali, musicali e coreutiche in un momento tanto delicato per il settore”. “La musica è un linguaggio universale che abbatte ogni barriera”, ha aggiunto Luigi Vicinanza, presidente della Fondazione CIVES che gestisce il MAV. “E a maggior ragione in questo momento, nel quale dobbiamo mantenere un certo distanziamento, la musica unisce ancora di più con gioia, felicità e speranza”.
Nel programma steso con la supervisione del consigliere metropolitano delegato Michele Maddaloni le suggestioni non mancheranno. Dall’arpa suonata nella sala del MAV che riproduce l’affresco, rinvenuto negli scavi di Ercolano, proprio della suonatrice di arpa, che fonderà insieme passato e presente, all’inno della repubblica partenopea di Cimarosa suonato da un’orchestra di pianoforti; dalla fabbrica del blues (“The blues factory”) dell’olandese Jacob de Haan eseguita dall’orchestra dei 55 fiati della Città Metropolitana alla fantasia in fa minore di Telemann che vedrà una coppia di ballerini danzare nella piscina cruciforme degli Scavi sulle note di un flauto solista; dalle chitarre che faranno risuonare le sale della Reggia di Portici su un brano di Sylvius Leopold Weiss del ‘700, il periodo in cui la dimora borbonica fu realizzata per volere di Carlo III, fino a ‘O sole mio suonata da 75 chitarre e mandolini dell’orchestra dei plettri; dai Queen a Bach, dai Coldplay a Beethoven, dalla Nutatta ’e sentimento a Kabelevsky: gli allievi dei licei mostreranno tutta la loro poliedrica bravura in un concerto che si annuncia memorabile. La scaletta prevede una performance corale della durata di circa 3-4 minuti per ognuno degli undici licei partecipanti, una per ciascuna delle 4 orchestre della Città Metropolitana (plettri, fiati, percussioni e sinfonica costituite trasversalmente da allievi di tutti i licei metropolitani) più undici performance soliste (una per istituto) realizzate negli spazi più affascinanti degli Scavi, della Reggia e del Mav.
Daranno vita a questa grande kermesse, ancorché virtuale, i licei musicali “Melissa Bassi e Margherita di Savoia” di Napoli, “Grandi” di Sorrento, “Moscati” di Sant’Antimo, “Munari” di Acerra, “Severi” di Castellammare di Stabia, “Albertini” di Nola, “Rosmini” di Palma Campania e “Pitagora – Croce” di Torre Annunziata, il liceo musicale e coreutico “Boccioni Palizzi” di Napoli e il liceo coreutico “Pascal” di Pompei. “Quest’anno la Festa della Musica è particolare”, ha affermato il consigliere Maddaloni, “però siamo felici che diversi ragazzi abbiano la possibilità di esibirsi nei luoghi dell’arte e della cultura. Un ringraziamento agli uffici della Città Metropolitana, a tutte le istituzioni, ai professori e agli alunni che hanno consentito questo appuntamento. Ci auguriamo che questo sia un segnale di ripartenza”.
La Festa della Musica 2020 apre le manifestazioni dell’Estate ’20 al parco archeologico di Paestum e Velia: concerto “Viaggiando con Musica di InsiemI” vicino al tempio Basilica di Paestum ma su maxi-schermo (per disposizioni anti Covid-19)
Dopo i mesi bui della pandemia COVID-19, è la musica che infonderà un messaggio di gioia e di speranza in questa Fase 3. Il 21 giugno 2020 torna la Festa della Musica, l’evento nazionale organizzato dal MiBACT a cui il Parco Archeologico di Paestum e Velia aderisce oramai da diversi anni. L’appuntamento è nell’area archeologica di Paestum, presso il tempio Basilica, alle 18, con lo spettacolo “Viaggiando con Musica di InsiemI… sul web”, organizzato dalla rete di enti composta dall’istituto comprensivo a indirizzo musicale CoMVass “Mons. M. Vassalluzzo” di Roccapiemonte (capofila), dal parco Archeologico di Paestum e Velia, dal conservatorio di Salerno “G. Martucci”, dall’Icv “Mennella” di Lacco Ameno (Na), dal liceo musicale “A. Galizia” di Nocera Superiore (Sa), dal Comune di Villa Ravaschieri (Sa), dal Comune di Roccapiemonte (Sa) e da Villa Arbusto Comune di Lacco Ameno (Na). Il concerto rappresenta la conclusione del progetto “Viaggiando con Musica di InsiemI… dal Locale al Globale”, realizzato nell’ambito del Piano Triennale delle Arti MIUR_USR Campania. L’accesso al concerto è incluso nel biglietto di ingresso al parco di Paestum e Velia, nella card Adotta un blocco e nell’abbonamento Paestum&Velia. L’evento andrà in onda in diretta web sulla pagina Facebook dell’Istituto Comprensivo CoMvass (https://www.facebook.com/Vassalluzzo17/).
L’evento, che nel progetto originale prevedeva l’esibizione live dell’orchestra Musica di InsiemI, a causa delle misure di sicurezza per il contenimento della diffusione del coronavirus, è stato ripensato come un’esibizione dell’orchestra da remoto, con la proiezione del concerto su un video-wall installato nell’area archeologica di Paestum. I musicisti impegnati nell’evento saranno circa 150 studenti appartenenti alla rete delle scuole della regione, con la partecipazione degli alunni della scuola Ic “S. Pertini” Savona 2 di Savona con cui è stato stretto un gemellaggio. Gli studenti hanno registrato la loro performance musicale e organizzato altre sorprese che verranno svelate nel corso della serata. “Quest’anno scolastico è stato molto particolare”, dichiara la preside dell’Ic “Massalluzzo”, Anna De Simone. “L’impossibilità di frequentare la scuola in presenza è stata avvertita come un momento davvero pesante da parte di tutti gli operatori della scuola, ma soprattutto da parte dei ragazzi e dei genitori. A questo, si era aggiunto il dispiacere di non poter replicare l’esibizione dell’anno scorso nello splendido scenario del Parco archeologico di Paestum. Così, è nata l’idea di far suonare l’orchestra “Musica di InsiemI” in virtuale tra i templi per sottolineare ancora di più che la bellezza e l’amore per la cultura deve essere sempre e comunque coltivata. Sono sicura che anche questa volta l’evento finale di “Viaggiando con musica di InsiemI …sul web” resterà nel cuore e nella mente dei nostri ragazzi”.
Con la Festa della Musica 2020, il Parco Archeologico di Paestum e Velia dà il via all’Estate 2020. A differenza degli altri anni, il numero degli eventi in calendario sarà ridotto, così come anche il numero di persone che potranno accedere al museo e all’area archeologica contemporaneamente. Dall’apertura del Parco dello scorso 18 maggio, sono state potenziate ancora di più tutte le misure di prevenzione anti-COVID- 19 per garantire visite in sicurezza per tutti. “Stiamo vivendo un periodo che verrà ricordato nei libri di scuola”, afferma il direttore, Gabriel Zuchtriegel. “Accanto agli eventi tragici, però mi farebbe piacere che venisse ricordata anche la tenacia con cui tutti noi vogliamo superare questa crisi, in particolare che tutto ciò possa essere da insegnamento e stimolo per tutti questi ragazzi che hanno vissuto un anno scolastico davvero singolare. Paestum e Velia sono state tra i primissimi siti archeologici italiani ad aprire al pubblico perché crediamo fortemente nel potere terapeutico della cultura: tutti noi abbiamo bisogno di respirare bellezza, di passeggiare tra i monumenti antichi e immaginarci 2500 anni prima nel Tempio di Nettuno di Poseidonia o nel teatro sull’acropoli di Velia. Ma più di ogni altra cosa, abbiamo bisogno di allegria, proprio quella che la musica è in grado di donarci. Sono estremamente felice di ospitare per la seconda volta l’orchestra “Musica di InsiemI”. Organizzare un concerto via web è il segnale che noi ci siamo, che vogliamo ripartire e che vogliamo superare ogni difficoltà”.
Per le Giornate europee dell’archeologia Aquileia presenta la Mappa Parlante: il patrimonio culturale accessibile a tutti. Visite teatralizzate in quattro itinerari e visite guidate
Audioracconti, video e visite teatralizzate animeranno Aquileia sabato 20 giugno 2020 in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia e della presentazione della “Mappa Parlante di Aquileia” che avrà come madrina d’eccezione Lella Costa. La Mappa Parlante, che verrà presentata al pubblico ad Aquileia in piazza Capitolo alle 10.45, mette al centro la divulgazione del patrimonio culturale in chiave accessibile per tutti, bambini e adulti. Al termine della presentazione, durante la quale sarà presente anche un interprete LIS, Lella Costa interpreterà alcuni racconti d’autore e i tesori e la storia di Aquileia prenderanno vita grazie alla sua voce. La Mappa Parlante è realizzata da Fondazione Radio Magica onlus, con il finanziamento di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, PromoTurismoFvg, e la collaborazione di direzione regionale Musei Fvg – museo Archeologico nazionale di Aquileia, Società per la conservazione della Basilica di Aquileia e soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del Fvg, università Ca’ Foscari di Venezia con la partnership tecnica SASWEB Lab del dipartimento di Scienze Matematiche, Informatiche e Fisiche dell’università di Udine.
La giornata, che sarà organizzata in sicurezza con rispetto del distanziamento, sarà arricchita da un programma di visite teatralizzate (partenza alle 14.30/15.30/16.30/17.30 da info-point point di PromoTurismoFvg in via Giulia Augusta, di fronte al parcheggio) e visite guidate gratuite (10/15/16/17) per gruppi (max 10 persone) con prenotazione obbligatoria all’Info-point di PromoTurismoFvg (tel. 0431 919491 o via mail info.aquileia@promoturismo.fvg.it). Il programma delle visite teatralizzate prevede quattro itinerari e quattro performance con attori e guide turistiche del Friuli Venezia Giulia per raccontare la grande e la piccola storia di Aquileia. Ogni performance prevede un dialogo “impossibile” tra un attore che personifica un personaggio della storia romana aquileiese e una guida che approfondirà alcuni aspetti legati alle possibili visite del sito archeologico. Aratria Gallia, una donna mecenate accompagnerà i visitatori lungo il decumano che prende il suo nome e approfondirà il ruolo delle famiglie nobili romane ad Aquileia; Trosia Hilara filatrice di lana ambulante rappresenterà il mondo di schiavi e liberti conducendoci nelle Gallerie Lapidarie del Museo Archeologico Nazionale. Con Titus Annius, uno dei più illustri uomini dell’Aquileia repubblicana scenderemo al Foro romano e con l’imperatore Ottaviano Augusto passeggeremo al porto fluviale. Le visite guidate “classiche” accompagneranno invece i visitatori alla scoperta della Basilica, della Domus e palazzo episcopale, del museo Archeologico nazionale e delle aree archeologiche.
Pompei e le Giornate europee dell’archeologia: con e oltre l’archeologo. Alla scoperta degli esperti che affiancano e supportano la ricerca archeologica a Pompei. I video racconti dei protagonisti on line
L’antropologa, l’archeozoologa, la paleobotanica, il geologo oltre agli archeologi, ai restauratori e agli esperti tecnici. Sono diverse le professionalità che interagiscono a Pompei soprattutto in occasione di nuovi scavi, ma anche nello studio quotidiano di reperti già emersi e custoditi dal Parco. Un lavoro di squadra finalizzato all’obiettivo comune della conoscenza, attraverso un’indagine approfondita dei dati sotto ogni aspetto. In occasione delle Giornate Europee dell’archeologia 2020 in programma il 19, 20 e 21 giugno 2020, il Parco archeologico di Pompei porta – virtualmente – gli appassionati alla scoperta delle attività condotte da questi professionisti e del Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco, centro nevralgico e sede di confronto della loro ricerche, attraverso brevi video racconti consultabili sul sito web http://www.pompeiisites.org e le pagine social del Parco. Negli ultimi anni Pompei ha arricchito il suo staff di professionisti, con diverse figure che lavorano in team fornendo un approccio interdisciplinare e quanto più completo possibile allo studio e alla ricerca.

Pulitura di un teschio nel Laboratorio di Ricerche applicate di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)
Il Laboratorio di Ricerche Applicate nasce nel 1994, da un lato con l’obiettivo di approfondire la conoscenza degli aspetti naturalistici del territorio vesuviano e dell’uso delle risorse naturali nel 79 d.C.. Il Laboratorio è, allo scopo, dotato di due camere climatizzate che custodiscono 3500 reperti antropologici, botanici, mineralogici, paleontologici, petrologici e zoologici, tessuti e legni archeologici. Si occupa del loro studio, del monitoraggio e della conservazione in specifiche condizioni microclimatiche. Dall’altro, affronta e studia tutti i problemi inerenti la conservazione, ai fini della tutela e la valorizzazione del sito. I dati provengono dalle ricerche diagnostiche condotti dalle Università nell’ambito di Convenzioni specifiche e/o previste nei progetti di restauro. Il Laboratorio intrattiene rapporti di Convenzione con 20 Istituti di ricerca e Dipartimenti italiani e stranieri che supportano le attività di ricerca e di conservazione in situ. Inoltre, è dotato di strumenti tecnologicamente avanzati e ad elevata portabilità per le attività diagnostiche in situ. La sua azione, volta alla tutela del patrimonio archeologico, supporta gli interventi conservativi, di prevenzione e manutenzione sui manufatti e le strutture antiche.
19, 20 e 21 giugno 2020. Per le giornate europee dell’archeologia Valeria Amoretti, funzionaria antropologa del Parco Archeologico di Pompei, racconta la sua attività.
19, 20 e 21 giugno 2020. Per le giornate europee dell’archeologia Chiara Corbino, archeozoologa del Parco Archeologico di Pompei, racconta la sua attività.
19, 20 e 21 giugno 2020. Per le giornate europee dell’archeologia Lia Trapani, archeologa del Parco Archeologico di Pompei, racconta la sua attività.
19, 20 e 21 giugno 2020. Per le giornate europee dell’archeologia Chiara Comegna, Archeobotanica del Parco Archeologico di Pompei, racconta la sua attività.
19, 20 e 21 giugno 2020. Per le giornate europee dell’archeologia Paola Sabbatucci, Funzionaria Restauratrice del Parco Archeologico di Pompei, racconta la sua attività.
19, 20 e 21 giugno 2020. Per le giornate europee dell’archeologia Vincenzo Amato, Geologo del Parco Archeologico di Pompei, racconta la sua attività.
#iorestoacasa. Il museo Archeologico nazionale di Altino ci fa conoscere un settimo reperto “imperdibile”: frammento di bilancia in bronzo con iscrizioni in greco su entrambe le facce (fine I – inizi II sec. d.C.)
Vado al Museo Egizio di Torino per vedere la Tomba di Kha e Merit. E vado ad Altino per vedere…? È la settima e ultima “provocazione” del museo Archeologico nazionale di Altino per presentare il settimo reperto “imperdibile”: frammento di bilancia in bronzo con iscrizioni su entrambe le facce (fine I – inizi II sec. d.C.) da un rinvenimento sporadico del 1986 nell’area della città romana di Altino. Nel video di Francesca Farroni Gallo, il testo e la voce narrante sono di Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e dell’area archeologica di Altino.

Frammento di bilancia in bronzo con iscrizioni in greco sulle due facce (fine I – inizi II sec. d.C.) conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto PM-Veneto)
Una barra di bronzo piatta con una lunga fessura, parole e numeri in greco incise su entrambe le facce. Quali storie racconta? “Ricetta alla mano”, narra Marianna Bressan, “pesava con attenzione gli ingredienti a cominciare dal fior di farina di grano tenero, che noi chiamavamo siligo e lui semidalis. Veniva dall’Egitto lui e parlava in greco. Era arrivato dal mare, si era stabilito ad Altino da qualche tempo e aveva la sua bottega in città. Aveva questo strumento magnifico, tutto di bronzo luccicante che pareva oro. Era una bilancia, ma non una classica stadera con il contrappeso che scorre sull’asta per definire la pesata. In questa il contrappeso era fisso ed era il punto di sospensione a scorrere così la bilancia si poteva adattare a seconda dell’unità di misura di peso che di volta in volta voleva usare. È stato lui a spiegarci cosa volevano dire le scritte in greco incise sulla bilancia. Erano le scale di peso: la romana, in once e libbre, quella che usavamo di solito ad Altino; la greca, in dracme greche leggere; e l’egiziana, in dracme tolemaiche, alle quali lui era più avvezzo. Diceva che nessun altro al mondo possedeva una bilancia che parlava addirittura tre lingue. Ma quali ricette preparava realmente: farmaci? Cosmetici? Pane? Dolci di pasticceria? O era un rabbino che confezionava cibi per i sacrifici ebraici? Ci lasciamo con il dubbio. Peccato non poterlo chiedere all’egiziano ché parlava in greco”.













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