Un libro al giorno. “Studi di topografia sulla bassa valle del Mesima. Saggi tra protostoria e tardoantico con uno sguardo sulle trasformazioni del paesaggio in età moderna” di Gianluca Sapio con ampio corredo di immagini, panoramiche e planimetrie

Copertina del libro “Studi di topografia sulla bassa valle del Mesima. Saggi tra protostoria e tardoantico con uno sguardo sulle trasformazioni del paesaggio in età moderna” di Gianluca Sapio
È uscito per i tipi di Rubettino Editore il libro “Studi di topografia sulla bassa valle del Mesima. Saggi tra protostoria e tardoantico con uno sguardo sulle trasformazioni del paesaggio in età moderna” di Gianluca Sapio. Nel libro, con ampio corredo di immagini, panoramiche e planimetrie, si delinea una visione complessiva delle problematiche topografiche e archeologiche dei contesti antichi principali compresi nel bacino del basso Mesima in un arco cronologico che va dall’età del Ferro fino al Tardo Antico; alcuni contesti sono meglio noti scientificamente, altri ricavati da ritrovamenti datati e non pubblicati organicamente. Nell’appendice conclusiva si descrivono le fasi principali della trasformazione moderna del bacino fluviale, con documenti inediti relativi ai primi momenti della bonifica ottocentesca e una descrizione complessiva degli interventi avvenuti nel Novecento che hanno definitivamente modificato il paesaggio fluviale. Prefazione di Marco Stefano Scaravilli. Presentazione di Fabrizio Sudano.
Pompei. All’auditorium la conferenza “La casa del Tiaso e il suo mondo” di Gabriel Zuchtriegel, ultimo incontro dell’anno dell’associazione internazionale Amici di Pompei
Venerdì 19 dicembre 2025, alle 17, all’auditorium Scavi di Pompei, la conferenza “La casa del Tiaso e il suo mondo” di Gabriel Zuchtriegel, ultimo incontro dell’anno dell’associazione internazionale Amici di Pompei ETS: il direttore generale del parco archeologico di Pompei renderà noti i dettagli degli scavi della domus dell’insula 10 della Regio IX di Pompei, che, con le sue appassionanti scoperte, ha accompagnato il 2025.

Scorcio della sala per banchetti Casa del Tiaso (insula 10, Regio IX) di Pompei: il fregio col corteo di Dioniso a megalografie si sviluppa lungo le pareti (foto parco archeologico pompei)
La casa del Tiaso (IX,10, 3) di Pompei ha fornito nuovi elementi per il racconto della vita dell’antica città distrutta dalla violenta eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Ha entusiasmato con i suoi straordinari ambienti, le sue grandi terme, una insolita grande scalinata interna, i suoi affreschi, ma di particolare valore e bellezza si è rivelata la scoperta della decorazione di un salone da banchetto caratterizzato da una megalografia in II stile pompeiano: una sequenza di figure legate al mondo dionisiaco. Un unicum ritrovato in una domus interna alle mura della città antica che rimanda alla megalografia dionisiaca, trovata circa cento anni prima, nella villa dei Misteri, dimora sita fuori le mura. Preziosa in tutti i suoi aspetti questa domus permette di raccontare un mondo di cui il direttore Zuchtriegel traccerà i contorni.
Grande Pompei. Dal Coro Pop – up al Teatro Grande fino agli itinerari tematici sulla musica: ecco il ricco calendario di appuntamenti per le festività natalizie del parco archeologico di Pompei per famiglie, bambini, e adulti tra Pompei, Stabia, Oplontis, Boscoreale
Dal Coro Pop – up al Teatro Grande fino agli itinerari tematici sulla musica: un ricco calendario di appuntamenti per le festività natalizie al Parco Archeologico di Pompei per famiglie, bambini, e adulti. Il filo conduttore sarà la musica, che in più forme e in più date accompagnerà la visita dei turisti nei siti della Grande Pompei. Tra performance musicali, laboratori didattici e itinerari tematici, i siti si trasformeranno in uno spazio creativo e accogliente in un’atmosfera di piena festa. Appuntamento centrale a Pompei il 19 dicembre 2025 al Teatro Grande. Arriva il coro POMPEII POP UP, centinaia di voci per un concerto spontaneo, a cui potranno partecipare tutti. A dirigere i coristi improvvisati sarà il Maestro Carlo Morelli che con alcuni dei solisti del suo coro aiuterà gli oltre seicento partecipanti previsti in questa performance emozionante e beneaugurante. Chiunque vuol partecipare dovrà trovarsi alle 11.30 al Teatro Grande di Pompei: gli sarà consegnato il testo delle due canzoni scelte a sorpresa e, dopo una prova generale, si partirà cantando all’unisono a squarciagola. Un rito divertente e catartico, di grande coinvolgimento e socializzazione, per una mattinata di divertimento e di auguri per il Natale.

Veduta della villa di Poppea nell’area archeologica di Oplontis a Torre Annunziata (foto parco archeologico di Pompei)
E ancora atmosfere jazz con gli appuntamenti di ARCHEO JAZZ, nell’ambito del DiVinoJazzFestival – Itinerari vesuviani finanziato dalla Regione Campania – Assessorato al Turismo, co-finanziato e organizzato dal Comune di Pompei, in partenariato con i Comuni di Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase. Direzione artistica Gigi Di Luca. Tra improvvisazione contemporanea e vibrazioni senza tempo alla Villa di Poppea a Oplontis il 20 dicembre 2025 si esibirà il Vincenzo Saetta Trio, mentre a Villa Regina a Boscoreale il 21 dicembre 2025 suonerà il Matteo Franza Jazz Trio e a Pompei il 30 dicembre 2025 la Boomerang Jazz, street band che si esibirà per le strade della città antica. Ore 10.30 – 12.30. Gli appuntamenti musicali ad Oplontis e a Boscoreale saranno accompagnati da visite guidate gratuite a cura dell’ArcheoClub di Torre Annunziata, su prenotazione e fino ad esaurimento posti. Info: www.pompeiisites.org.
Il 20 dicembre 2025 passeggiata serale a Pompei dalle 18 alle 22 (ultimo ingresso alle 21) con un duplice itinerario che prevede da piazza Anfiteatro l’accesso ad alcune domus come i Praedia di Giulia Felice, la casa di Loreio Tiburtino, la casa della Venere in conchiglia e alla Palestra grande dove è allestita la mostra “Essere donna nell’ antica Pompei” (durata del percorso: circa 1 ora – costo 7 euro), e dal lato opposto della città accesso alla Villa dei Misteri, con possibilità di raggiungere in navetta il sito di Boscoreale con la Villa Regina e l’Antiquarium (durata del percorso: circa 40 minuti Villa dei Misteri + circa 1 ora Boscoreale costo 7 euro). Consigliata la prenotazione sul sito www.ticketone.it (costo prevendita 1 euro).
Tante anche le attività per bambini e famiglie presso il POMPEII CHILDREN’S MUSEUM. Lo spazio museale dedicato ai più piccoli propone un programma speciale di laboratori, giochi creativi e attività immersive ispirate alla vita quotidiana nell’antica Roma. Per bambini da 6 a 11 anni, nelle seguenti date alle 11: Caccia al Tesoro – Alla scoperta del tesoro tra le ville di Stabia tra mosaici ed affreschi (20 dicembre – Villa Arianna), Decora il tuo Natale – Creazioni di addobbi e riciclo creativo (21 dicembre 2025), Il Mosaico – scoprire l’antica tecnica del mosaico e crearne uno in miniatura (26 dicembre 2025), Le Maschere di Stabiae – Maschere teatrali a Stabia, visita didattica e laboratorio per realizzare la propria maschera – Al museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi (27 dicembre 2025), Buoni Auspici – Storia e costruzione degli amuleti romani (28 dicembre 2025), Caccia al tesoro a Pompei – alla scoperta del tesoro tra domus e giardini della città antica (4 gennaio 2026, parco archeologico di Pompei, 8 euro a partecipante), Gli antichi Profumi – Conoscenza delle essenze e creazione di profumi (6 gennaio 2026). Per info e prenotazioni: info@pompeiichildrensmuseum.it.
CHRISTMAS CAMP FOR ALL il 22–29-30 dicembre 2025 / 2 e 5 gennaio 2026 – (ore 9.30 – 13) alla Fattoria Sociale “Parvula Domus” all’interno del parco archeologico di Pompei, dove la cooperativa sociale il Tulipano propone la realizzazione di attività laboratoriali per ragazzi dagli 8 ai 18 anni. Le attività di pittura, botanica, agricoltura e attività motoria coinvolgeranno diverse fasce di età e favoriranno l’inclusione di ragazzi con disabilità cognitiva e/o autismo. Per info e prenotazioni: (fattoria.pompei@iltulipanocoop.org)
A Boscoreale presso l’Auditorium dell’Antiquarium di Boscoreale dalle 15 alle 17, nei giorni 20 e 26 dicembre 2025 e 3 gennaio e 6 gennaio 2026, si terranno laboratori didattici di musica antica, Archeomusica per bambini e famiglie “SUONI DELLA PREISTORIA E DELL’ANTICHITÀ” dove saranno utilizzati diversi strumenti musicali, repliche e reperti etnografici, tra cui la copia del famoso sistro di Pompei e i flauti suonati nel film “Il Gladiatore”. Saranno a disposizione dei più piccoli, e non solo, strumenti sonori per provare in prima persona l’emozione di sperimentare le sonorità antiche. L’incontro è curato da Walter Maioli e Carmine Di Biasi (Archeo Cilento). Per info e prenotazioni: infoarcheocilento@libero.it
Un grande appuntamento animerà invece Villa San Marco a Stabia. Il 20 dicembre 2025 alle 11.30, su iniziativa del Comitato per gli Scavi di Stabia “Libero D’Orsi”, si terrà un’esibizione dell’artista Anna Spagnuolo, riconosciuta interprete del patrimonio musicale storico, dedicata ai canti tradizionali napoletani. Il museo Archeologico di Stabia inoltre si prepara a vivere un fine settimana all’insegna della cultura e della musica, offrendo al pubblico due appuntamenti speciali che uniscono arte antica, creatività e sperimentazione sonora. Sabato 27 dicembre 2027, alle 11, le famiglie saranno accolte per un’esperienza coinvolgente tra gli affreschi recentemente restaurati del museo, dove maschere teatrali, eroi tragici e scrittori di tragedie tornano a raccontare la potenza del teatro antico. La visita guidata, accompagnerà i partecipanti alla scoperta di questi affascinanti reperti e si concluderà con un laboratorio creativo dedicato alla costruzione di una maschera ispirata ai personaggi rappresentati negli affreschi. Info e prenotazione obbligatoria: info@pompeiichildrensmuseum.it. Il programma prosegue domenica 28 dicembre 2025, alle 11.30, con un nuovo momento di incontro artistico: Funneco APS presenta infatti “Echeia, Voci per i giorni di luce”, un concerto della vocal ensemble Progetto Porpora che porterà negli spazi del museo un repertorio che spazia dai classici alla canzone d’autore di Pino Daniele, passando per il rock dei Beatles fino ad arrivare al pop contemporaneo di Billie Eilish. Il concerto, curato da Marco D’Acunzo e Marina Lucia insieme all’ensemble Progetto Porpora, offrirà un viaggio musicale capace di intrecciare atmosfere, generi e sensibilità differenti, rendendo il museo un luogo vivo, aperto e in dialogo continuo con il presente. Gli eventi diurni sono a partecipazione gratuita, con ingresso ai siti al costo ordinario. Per gli eventi a prenotazione consulta il sito: www.pompeiisites.org
Padova. A Palazzo Maldura il seminario “Una missione archeologica in Afghanistan: racconto di un’esperienza e prospettive di ricerca” con Massimo Vidale e Guido Furlan, dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, e Italo Bettinardi, libero professionista
Nell’ambito dell’insegnamento di Metodologia della ricerca archeologica tenuto dal prof. Massimo Vidale (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova) venerdì 19 dicembre 2025, dalle 16.30 alle 18.30, nell’aula B di Palazzo Maldura a Padova, Massimo Vidale e Guido Furlan, dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, e Italo Bettinardi, libero professionista, terranno un seminario sul tema “Una missione archeologica in Afghanistan: racconto di un’esperienza e prospettive di ricerca”. Sono invitati a partecipare tutti gli interessati.
Un libro al giorno. “L’impero nei musei. Storie di collezioni coloniali italiane” di Beatrice Falcucci che ricostruisce, per la prima volta in maniera organica, la formazione, l’articolazione e le vicende post-coloniali di queste collezioni

Copertina del libro “L’impero nei musei. Storie di collezioni coloniali italiane” di Beatrice Falcucci
È uscito per i tipi di Pacini Editore il libro “L’impero nei musei. Storie di collezioni coloniali italiane” di Beatrice Falcucci. Dagli albori dell’esplorazione italiana in Africa e per tutta la durata del periodo coloniale, oggetti e campioni dall’oltremare giunsero nella Penisola, trovando spazio in mostre temporanee e in oltre cento allestimenti permanenti, dove furono studiati, descritti e presentati al pubblico. Grazie a una capillare ricerca condotta in musei, biblioteche e archivi, il libro ricostruisce, per la prima volta in maniera organica, la formazione, l’articolazione e le vicende post-coloniali di queste collezioni. La varietà, la consistenza e la genesi delle raccolte sono intrecciate al ruolo cruciale svolto da curatori, funzionari, scienziati. L’analisi del complesso rapporto tra oggetti, saperi, politiche coloniali e istituzioni tra periodo liberale, ventennio fascista ed età repubblicana rivela una componente essenziale dell’esperienza storica del colonialismo. I musei rappresentano, inoltre, un osservatorio prezioso per coglierne l’impatto nei tragitti della storia nazionale e per dialogare con i più recenti dibattiti sulle eredità materiali del colonialismo nell’Italia del tempo presente.
Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale l’incontro “Le anfore raccontano. Storie di vita e commerci tra Altino e il mare” con Andrea Cipolato (UniVe), l’ultimo appuntamento dell’anno di “Novità, Doc?”
Giovedì 18 dicembre 2025, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), l’incontro “Le anfore raccontano. Storie di vita e commerci tra Altino e il mare” con Andrea Cipolato, dottore in Archeologia all’università Ca’ Foscari di Venezia, l’ultimo appuntamento dell’anno di “Novità, Doc?”, il ciclo di conferenze per scoprire le ultime novità sulla storia di Altino in compagnia di giovani ricercatori. Andrea Cipolato accoglierà le visitatrici e i visitatori per raccontare come migliaia di frammenti di anfore provenienti da Altino e dalla Laguna Nord di Venezia hanno permesso di ricostruire la vita economica, le dinamiche commerciali e le pratiche di riutilizzo ad Altino, importante nodo commerciale dell’Adriatico. L’evento è su prenotazione; è gratuito per gli abbonati e incluso nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per informazioni e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione di “Roma”, numero 11/25 della rivista italiana di geopolitica Limes, con Lucio Caracciolo e Laura Canali
Giovedì 18 dicembre 2025, in Curia Iulia, alle 16.30, per iniziativa del parco archeologico del Colosseo, presentazione di “Roma”, numero 11/25 della rivista italiana di geopolitica Limes, che si interroga sul mito e le prospettive della Città eterna. Nella rivoluzione geopolitica in corso, l’Urbe si presenta infatti come modello d’impero e res publica capace di generare ordine e legame sociale. Esattamente ciò che manca nel contesto attuale. Dopo i saluti istituzionali di Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, e Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, intervengono Lucio Caracciolo, direttore e fondatore di Limes e Scuola di Limes, e Laura Canali, esperta in cartografia geopolitica, responsabile delle copertine e della cartografia di Limes. ingresso libero da largo della Salara Vecchia con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento al link https://limes11.eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo.
Roma di Limes. La prima parte – L’importanza di essere Roma – è dedicata ai fondamenti mitici della Città eterna e alla sua eredità, con particolare attenzione al recupero cultural-strategico del suo mito. Si analizzano dunque i processi che hanno portato Istanbul, Mosca e Washington a pensarsi, rispettivamente, come Seconda, Terza e Nuova Roma, oltre che la centralità dell’Urbe nel percorso della Santa Romana Chiesa. Nella seconda parte – Una certa idea di Roma – ci si interroga su come la città, intesa non solo come centro d’irradiazione globale dell’imperialità ma anche come capitale d’Italia, possa essere ripensata per tornare a svolgere un ruolo centrale nell’economia strategica del paese. In particolare, si sottolinea l’importanza di rendere Roma una città a vocazione al contempo culturale, tecnologica e, soprattutto, marittima. In questa sezione si segnala un’intervista al sindaco Roberto Gualtieri, nella quale il primo cittadino della capitale illustra la sua strategia per armonizzare tali dimensioni. Nella terza parte – Roma vista da vicino – lo sguardo si sposta sui limites interni alla capitale. Dal Raccordo a Ostia passando per l’Esquilino e i palazzi del potere, il volume analizza le faglie che ancora attraversano l’Urbe, restituendo l’immagine di una città contraddittoria ma dotata di una chiara identità. Infine, il volume dedica un dossier alla AS Roma, intesa non solo come squadra di calcio, ma come potentissimo fattore di legame sociale, integrazione e romanizzazione.
Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello, ultimo appuntamento dell’anno per il ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca
Giovedì 18 dicembre 2025, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, ultimo appuntamento dell’anno per il ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca, con la presentazione del libro “Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione” di Paolo Mazzarello (Hoepli editore). La “Biblioteca di Nemo” quest’anno si è aperta con la presentazione di un libro dedicato ad Achille Forti, naturalista di spicco e illustre mecenate veronese, e si chiude con un’altra figura veronese, fondamentale per la comprensione della sua epoca: il successo delle teorie lombrosiane, a dir poco contraddittorie e discutibili, racconta con straordinaria efficacia la fine dell’Ottocento e riconoscere il loro rapporto con la teoria darwiniana ci permette di comprendere le complesse relazioni tra scienza, società e ideologia. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa è realizzata dai Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona e con il patrocinio della Società Italiana di Storia della Scienza.
Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione. Una traduzione traditrice, un’opera capitale per la storia del pensiero e due protagonisti della scienza. L’opera in questione è l’Origine delle specie di Darwin. La traduzione è quella francese, apparsa nel 1862, di Clémence Royer, una filosofa liberale e progressista, che giunse nelle mani di un giovane Lombroso, medico militare in procinto di partecipare alla spedizione per la repressione del banditismo in Calabria. A contatto con un mondo aspro e selvaggio, lo scienziato fu tra i primi – se non il primo – ad applicare concretamente in Italia la teoria di Darwin allo studio della natura. Diventato docente a Pavia e poi a Torino, Lombroso non smise mai di utilizzare l’evoluzione come strumento cognitivo. Da una sorgente lontana scaturivano le gerarchie razziali, le popolazioni, i comportamenti abnormi e criminali, l’inferiorità mentale della donna. È su queste basi che Paolo Mazzarello rilegge la visione antropologica di Lombroso, offrendone un’interpretazione suggestiva e originale, che gli consente anche di gettare nuova luce sulla precoce diffusione in Europa delle teorie darwiniane.
Un cratere, un’hydria, un’oinochoe, una lekythos, un askòs… A Venezia soprintendenza e carabinieri del TPC presentano i reperti magnogreci sequestrati in laguna e destinati al museo Archeologico di Vibo Valentia per l’esposizione e la valorizzazione

Dettaglio del “cratere a mascheroni” in ceramica apula a figure rosse, con sovra-dipinture in bianco e in giallo, risalente al IV secolo a. C., sequestrato dai carabinieri del TPC e restituito allo Stato per l’esposizione al museo Archeologico di Vibo Valentia (foto mic)
“Il ritorno a casa: reperti archeologici riconsegnati allo Stato”: mercoledì 17 dicembre 2025, a Venezia, al Salone del Piovego di Palazzo Ducale, sede Sabap, l’incontro dedicato alla consegna di un gruppo di reperti archeologici di eccezionale pregio, recuperati dalla Soprintendenza di Venezia in collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio e la Procura della Repubblica. I dodici beni, provenienti da scavi clandestini, sono stati destinati al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, dove saranno valorizzati e resi fruibili al pubblico. I reperti sono stati recuperati dai carabinieri in una casa e in un importante palazzo di Venezia e presso un antiquario di Torino. Tra i beni restituiti figura un “cratere a mascheroni” in ceramica apula a figure rosse, con sovra-dipinture in bianco e in giallo, risalente al IV secolo a. C. La raccolta comprende, inoltre, un’hydria a figure rosse, una kylix a figure nere, un’oinochoe a figure rosse, una lekythos a figure nere, una testina fittile, una “tanagrina”, un askòs a forma umana in terracotta e uno in bronzo, una piccola kore in bronzo, uno specchio in osso con decorazione a sbalzo e un balsamario in vetro verde chiaro.

Il castello medievale di Vibo Valentia ospita il museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” (foto drm-cal)
“La consegna di questi importanti reperti al museo di Vibo”, sottolinea il direttore della direzione regionale Musei nazionali Calabria, Fabrizio Sudano, “è il frutto di una collaborazione virtuosa tra il Nucleo carabinieri Tutela patrimonio culturale di Venezia, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia, la nostra e altre istituzioni del ministero della Cultura, che desidero ringraziare per la professionalità e la dedizione dimostrate in ogni fase del procedimento. Il lavoro costante del Nucleo Tpc nel recupero dei beni culturali, unito al supporto tecnico-scientifico delle realtà preposte, permette di restituire allo Stato manufatti di straordinario valore storico e identitario, assicurando che tornino a essere patrimonio condiviso della collettività. Tale operazione, tra l’altro, rappresenta l’ulteriore conferma che la tutela diventa davvero efficace quando le istituzioni collaborano in modo continuo e integrato tra loro”. “L’arrivo di questi reperti”, afferma il direttore del “Capialbi”, Michele Mazza, “rappresenta un’ulteriore opportunità per il percorso di valorizzazione che stiamo sviluppando nell’ambito del Grande progetto Beni Culturali, dove sarà possibile prevedere una sala appositamente dedicata ai reperti confiscati e restituiti allo Stato. Si tratterà di uno spazio pensato per raccontare non solo il valore storico e artistico dei manufatti, ma anche l’impegno quotidiano delle istituzioni nella lotta al traffico illecito e nella difesa del patrimonio culturale. L’assegnazione al nostro Museo conferma il ruolo che esso riveste come presidio di tutela, ricerca e memoria”.












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