Piazza Armerina (En). Si inaugura il nuovo impianto di illuminazione artistica del percorso monumentale della villa romana del Casale, e concerto di chitarra classica “Guitar Recital” della musicista Edith Pageaut
Martedì 23 dicembre 2025, alle 17, aperitivo inaugurale per il nuovo impianto di illuminazione artistica del percorso monumentale della villa romana del Casale di Piazza Armerina (En), seguito alle 17.30 dal taglio del nastro. “Un passo avanti per migliorare la fruizione del sito”, commenta Carmelo Nicotra, direttore del parco archeologico di Morgantina e Villa Romana del Casale. Quindi, alle 18.30, per i concerti del parco archeologico di Morgantina e Villa Romana del Casale si potrà assistere al concerto di chitarra classica “Guitar Recital” della musicista Edith Pageaut.
Ostia Antica (Roma). Al parco archeologico la squadra Ales sta completando in questi giorni le operazioni di copertura stagionale dei più delicati mosaici ostiensi

Coperti i mosaici del tempio di Ercole al parco archeologico di Ostia Antica (Roma) (foto parco archeologico ostia antica)
Al parco archeologico di Ostia antica la squadra Ales sta completando in questi giorni le operazioni di copertura stagionale dei più delicati mosaici ostiensi iniziata nella seconda settimana di dicembre 2025. L’operazione rientra a pieno titolo tra le attività di manutenzione ordinaria, con le quali il Parco assicura le migliori condizioni di conservazione dei manufatti archeologici e dei monumenti. I mosaici vengono coperti con un telo di Delta-Lite, materiale che evita il formarsi di ghiaccio (brina) e di umidità sulle superfici musive e che mantiene una temperatura costante, facendo in modo che i mosaici siano preservati dalle azioni delle intemperie. La copertura interessa mosaici di Ostia antica e della Necropoli di Porto all’Isola Sacra; a metà marzo circa, e in ogni caso con l’arrivo della primavera, essi saranno ri-scoperti e restituiti alla pubblica fruizione in vista della bella stagione. Ecco i mosaici interessati:

Mitreo di Felicissimo a Ostia Antica (Roma): mosaici scoperti (foto parco archeologico ostia antica)
Scavi di Ostia. Regio I: Terme di Buticosus; Tempio di Ercole; Regio II: Sacello di Porta Romana; Terme dei Cisiarii; Mosaico delle Province; Terme di Nettuno; Caserma dei Vigili; Piazzale delle Corporazioni; Caupona di Fortunato; Domus di Apuleio; Regio III: Mosaico Nilotico delle Case Giardino; Regio IV: Domus delle Colonne; Domus dei Pesci; Mitreo degli Animali; Mosaico policromo della Domus del Portico di Tufo; Regio V: Domus dei capitelli di stucco; Insula e Terme dell’Invidioso; Mitreo di Felicissimo; Mosaico del Piazzale della Vittoria. Restano a vista, tra gli altri, nella Regio III il Mosaico dei Misuratori di Grano, i mosaici del Caseggiato di Amore e Psiche e del Serapeum, i mosaici delle Terme dei Sette Sapienti; nella Regio IV i mosaici della Schola del Traiano, il mosaico della Taberna dei Pescivendoli; nella Regio V i mosaici nella Domus del Protiro e del Caseggiato dei Lottatori; inoltre restano a vista i mosaici già protetti da tettoie: nella Regio IV il caseggiato del Dioniso e il mitreo delle Sette Porte; nella Regio V il mosaico della Domus della Fortuna Annonaria.

Tomba della Mietitura alla Necropoli di Porto di Ostia antica: mosaici scoperti (foto parco archeologico ostia antica)

Tomba della Mietitura alla Necropoli di Porto di Ostia antica: mosaici coperti (foto parco archeologico ostia antica)
Necropoli di Porto all’Isola Sacra. Tombe 16, 29, E25 (Tomba della Mietitura), E27, E29, E61. Resta a vista il mosaico della Tomba 43 e i mosaici all’interno degli edifici sepolcrali.
Un libro al giorno. “Che cos’è l’archeologia sperimentale” di Cristina Lemorini: introduzione ai principi fondamentali, alla metodologia e alle potenzialità didattiche dell’archeologia sperimentale
È uscito per i tipi di Carocci editore il libro “Che cos’è l’archeologia sperimentale” di Cristina Lemorini. Quale ruolo può avere lo studio del passato nel nostro mondo moderno, globalizzato, ipertecnologico e proiettato nel futuro? Il libro, stimolando la riflessione sull’importanza di conoscere le comunità antiche per immaginare un futuro più sostenibile, presenta una chiara e concisa introduzione ai principi fondamentali, alla metodologia e alle potenzialità didattiche dell’archeologia sperimentale. Questa affascinante disciplina replica e testa oggetti, strumenti e situazioni del passato seguendo un rigoroso protocollo sperimentale che prevede, tra l’altro, l’utilizzo di materie, tecniche e processi produttivi il più possibile simili a quelli dell’epoca a cui appartengono. Ciò permette di acquisire molte informazioni non solo sul singolo reperto ma anche sul suo contesto sociale e di utilizzo, fornisce agli archeologi ulteriori dati per verificare le proprie ipotesi e, perché no, offre un modo coinvolgente per insegnare e divulgare la storia antica.
Cristina Lemorini è professore associato di Preistoria e Protostoria alla Sapienza Università Roma, dove insegna Archeologia sperimentale e Analisi delle tracce d’uso e dei residui applicata a manufatti archeologici.
Bologna. La soprintendenza lancia la mostra on line “1925-2025. Un secolo di Archeologia in Emilia-Romagna. Cento anni di Soprintendenza a Palazzo Ancarano” che ripercorre un viaggio nell’archeologia del territorio ed evidenzia le attività di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico
È un viaggio virtuale alla scoperta di cento anni di ricerche, scavi e scoperte archeologiche di un’intera regione, l’Emilia-Romagna. E per farlo basta un clic. Si accede così alla mostra online “1925-2025. Un secolo di Archeologia in Emilia-Romagna. Cento anni di Soprintendenza a Palazzo Ancarano” presentata ufficialmente giovedì 18 dicembre 2025, a Palazzo Marescalchi, sede Sabap-BO, in via IV Novembre 5 a Bologna. La mostra, con Comitato scientifico composto Sara Campagnari, Monica Miari, Silvia Bernardi e Rossana Gabusi (SABAP MET Bologna) è stata ideata e sviluppata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna, in collaborazione con soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, Complesso monumentale della Pilotta, musei nazionali di Bologna – direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, musei nazionali di Ferrara, musei nazionali di Ravenna.

La pagina iniziale della mostra on line “1925-2025. Un secolo di Archeologia in Emilia-Romagna. Cento anni di Soprintendenza a Palazzo Ancarano” (foto artsteps)
Realizzata su piattaforma virtuale da Dario Ferrari, archeologo libero professionista e sviluppatore della mostra su piattaforma ArtSteps, e liberamente fruibile (CLICCA QUI per accedere alle stanze virtuali), la mostra intende celebrare i cento anni di presenza della soprintendenza nella sede bolognese di Palazzo Ancarano in via Belle Arti, nei cui spazi, proprio nel 1925, vennero trasferiti gli uffici dell’allora soprintendenza alle Antichità dell’Emilia e della Romagna ospitati fino a quel momento presso il regio museo Archeologico di Bologna. Il centenario è l’occasione per ripercorrere un viaggio nell’archeologia del territorio e per evidenziare gli esiti più importanti dell’attività della Soprintendenza e degli Istituti che ad essa si sono affiancati nella tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico. Il percorso espositivo -articolato in 5 sezioni e 17 sottosezioni- ripercorre la storia dell’Istituzione e della sua sede, l’evoluzione della metodologia dalle prime grandi scoperte all’archeologia professionale e le più rilevanti mostre e iniziative svolte nel territorio.
Licodia Eubea (Ct). Con i video-diari di Terra Hyblea produzioni video e le riflessioni di Alessandra Cilio ecco il bilancio del XV festival della Comunicazione e del Cinema archeologico, cresciuto in qualità di film e approfondimenti, in quantità di eventi collaterali, in partecipazione del pubblico, in sedi e premi
Due settimane fa, domenica 7 dicembre 2025, quando si sono spente le luci al Polo culturale della Badia di Licodia Eubea (Ct), al termine della cerimonia di premiazione, si è chiusa ufficialmente la XV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea: sei giorni intensi, tra Catania e Licodia Eubea, partecipati, dove ai film si sono accompagnati incontri, confronti con registi e produttori cinematografici, ma anche momenti conviviali e di approfondimento del patrimonio culturale che è anche tradizione e prodotti del territorio. Per questo, per introdurre la riflessione di Alessandra Cilio, archeologa, co-direttrice artistica del festival col regista Lorenzo Daniele, che traccia un primo bilancio della kermesse, abbiamo proposto senza soluzione di continuità i video-diari (uno per i ter giorni di Catania, tre per ogni giornata di Licodia Eubea) realizzati da Francesco Bocchieri con la direzione tecnica di Mauro Italia e la fotografia di Roberto Greco, le tre colonne portanti dello staff tecnico del festival.

XV festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea: la sala proiezioni al Polo culturale della Badia (foto graziano tavan)
“Il bilancio di questa XV edizione è assolutamente positivo”, esordisce Alessandra Cilio: “positivo anche per il riscontro del pubblico che è stato numeroso, presente, attivo. Tutti i momenti di incontro con autori, registi, tutti i talk hanno visto sempre un pubblico attento ma soprattutto partecipe nel porre domande, nell’interrogare gli ospiti e se stessi. E questo è stata la ciliegina sulla torta perché ci ha fatto capire che fare cultura, ma Cultura con la C maiuscola, è possibile. Ma non è scontato perché purtroppo oggi viviamo dietro lo schermo della parvenza di quello che i social, i media ci comunicano. Bisogna recuperare l’autenticità. Questo è un festival autentico. Questo è un festival che vuole continuare a crescere ancora nei prossimi anni”.

Sul palco: lo staff che garantisce la complessa organizzazione del festival di Licodia Eubea (foto graziano tavan)
“Il festival dopo 15 anni è cresciuto”, continua Cilio. “Non soltanto nei numeri delle persone coinvolte – parlo dello staff tecnico legato alla comunicazione e alla logistica dell’evento, che lavora insieme alla direzione artistica -, ma è cresciuto anche in termini di qualità e di consapevolezza di sé. È un evento di cinema, di buon cinema, che utilizza questo strumento per rendere la società consapevole del valore del patrimonio culturale. Patrimonio culturale che attraverso i film, i talk, messi in campo durante questa edizione, si dimostra estremamente vario e multiforme”.

Il prof. Massimo Frasca consegna il prenio Antonino Di Vita 2025 al prof. Maurizio Bettini: L’Oracolo, un’opera dell’artista Santo Paolo Guccione (foto graziano tavan)
“Il festival ha la parola archeologia che campeggia, ma in realtà l’archeologia è presente anche nella nostra quotidianità, nel nostro tempo. E l’archeologia – sottolinea Cilio – non è necessariamente lo scavo, il coccio, o il monumento, può essere anche una tradizione che vive questo tempo all’interno di una comunità come ha ben raccontato il film che ha vinto il premio del pubblico di questa edizione, La Festa, di Manuel Gutierrez Aragón. E quindi il patrimonio culturale è anche riflessione sul nostro tempo, su quello che è stato e su quello che sarà. Noi siamo gli eredi del passato ma, come ha detto Maurizio Bettini che è stato il nostro meritatissimo splendido premio Antonino Di Vita 2025, noi siamo anche i maiores, gli antenati dei minores, dei nostri discendenti. E ci dobbiamo sempre interrogare su quello che noi lasceremo in eredità. Se siamo dei buoni antenati oppure no”.

XV festival della comunicazione e del cinema archeologico: Alessandra Cilio al Centro universitario teatrale di Catania (foto graziano tavan)
“L’evento ha funzionato. La tappa catanese ha dato la possibilità a un pubblico più ampio di comprendere il senso di questa avventura che all’interno di Licodia Eubea diventa un fiore all’occhiello, un’eccellenza, un fuoco d’artificio. Ma che dentro la dimensione catanese si esprime in perfetta continuità con il fervore culturale e il dinamismo di questa città. Bello il leit motiv di questa edizione, l’ombra, perché è stata declinata in tutte le forme: dalle attività trasversali ai concerti ai film, per arrivare anche alle opere fuori concorso. Straordinaria la potenza del cinema – conclude Cilio – per opere come “Sotto le nuvole”, “La bocca dell’anima”, che, attraverso i linguaggi visionari di registi e produttori cinematografici che fortemente promuovono questo genere di opere, guarda alle profondità di terre soltanto apparentemente lontane e di mondi che in realtà sono molto vicini tra di loro”.
Un libro al giorno. “I Rosoni medievali. Significato, simboli, esoterismo e numerologia” di Armando Rossi

Copertina del libro Un libro al giorno. “I Rosoni medievali. Significato, simboli, esoterismo e numerologia” di Armando Rossi
È uscito per i tipi di Fontana editore il libro “I Rosoni medievali. Significato, simboli, esoterismo e numerologia” di Armando Rossi. Il termine “rosone” indica comunemente una finestra circolare sulle facciate delle chiese romaniche e gotiche. Originariamente chiamata “oculo”, risale al IV-V secolo ed è presente sia in edifici di culto che civili. Grazie ai maestri marmorari Cosmati, i rosoni divennero essenziali nella costruzione delle chiese medievali, soprattutto a Roma. Oltre alla loro funzione decorativa, i rosoni simboleggiano la bellezza e la perfezione della Creazione, richiamando il cielo e il mistero di Dio-luce, unendo valori cristiani e laici. La luce, simbolo della Rivelazione Divina e della vita, penetra nei luoghi sacri attraverso piccoli spiragli, esortando alla contemplazione. I rosoni medievali rappresentano l’esoterismo delle cose, il loro significato nascosto e la loro unicità che va oltre la comprensione superficiale. Con il richiamo al mandala indiano, simbolo di meditazione e cerchio che racchiude il loto, i rosoni condividono la natura di labirinti, percorsi complessi in continua evoluzione tra periferia e centro, in sintonia con i cicli eterni del cosmo. Nell’epoca dominata dalla tecnologia e dalla velocità, i rosoni rappresentano un’ancora di stabilità e bellezza duratura. Incantano per la loro maestria architettonica e la loro capacità di stimolare riflessioni profonde sulla spiritualità e sull’armonia cosmica. Come simboli di unità e perfezione, i rosoni medievali invitano a contemplare il nostro rapporto con il divino e l’universo che ci circonda.
Pompei. Arriva la Fiamma Olimpica: lungo il percorso su via dell’Abbondanza, si potranno ammirare gli ambienti e la facciata dell’Insula dei Casti Amanti dopo i restauri. Braciere in piazza Bartolo Longo

Le scritte elettorali, dopo i restauri, lungo le pareti dell’Insula dei Casti Amanti lungo via dell’Abbondanza a Pompei (foto parco archeologico pompei)
La Fiamma Olimpica illumina l’antica città di Pompei: lunedì 22 dicembre 2025, dalle 13 alle 14, la Fiamma Olimpica farà tappa nell’area archeologica di Pompei. Quattro tedofori – Maria Marinella Biacca, Immacolata Cerasuolo, Sandro Cuomo, Kujtim Gazide – partendo dall’arena dell’anfiteatro, attraverseranno la città antica percorrendo via dell’Abbondanza fino al Foro. Lungo l’itinerario percorso dalla Fiamma, i visitatori potranno nuovamente ammirare l’intera facciata dell’insula dei Casti Amanti, finalmente liberata dai ponteggi e transenne dell’articolato intervento di scavo e restauro portato avanti da oltre due anni. Sul fronte si potranno rileggere in successione le famose scritte elettorali, anch’esse restaurate, le tracce dei secondi piani con i loro meniani (balconi superiori), le aperture degli ambienti ad uso commerciale che si affacciavano sulla più importante strada di Pompei. Inoltre, dal 22 dicembre 2025 sarà riaperto alla pubblica fruizione il grande panificio da cui si potranno scorgere gli ambienti della casa dei Casti Amanti dove è in corso di ultimazione il restauro degli affreschi. La Fiamma concluderà il percorso della giornata alle 19.30 in piazza Bartolo Longo con la Cerimonia di accensione del braciere.
San Casciano dei Bagni (Si). Al teatro dei Georgofili Accalorati presentazione delle nuove scoperte nella campagna 2025 al santuario etrusco-romano del Bagno Grande
Nuove storie dal Santuario Ritrovato di San Casciano dei Bagni (Si): è arrivato il momento – che è ormai una tradizione – di raccontare le novità emerse dall’ultima campagna di scavo 2025 al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni. Appuntamento domenica 21 dicembre 2025, alle 17, al teatro dei Georgofili Accalorati, per la presentazione delle nuove scoperte, a cui sono invitati con la cittadinanza tutti gli interessati. Interverranno Agnese Carletti, sindaca del Comune di San Casciano dei Bagni; Gabriele Nannetti, soprintendente ABAP per le province di Siena Grosseto e Arezzo; Jacopo Tabolli, direttore scientifico dello scavo, università per Stranieri di Siena; Ada Salvi, funzionaria della soprintendenza ABAP Siena Grosseto Arezzo; Emanuele Mariotti, direttore di scavo.
Cortona (Ar). Al MAEC presentazione del libro “Pompei. La città incantata” di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei
Domenica 21 dicembre 2025, alle 16.30, al museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona – MAEC, presentazione del libro “Pompei. La città incantata” (Feltrinelli) di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei. Attraverso le rovine, l’arte e i silenzi dell’antica città sepolta dal Vesuvio, Zuchtriegel ci accompagna in un viaggio che intreccia passato e presente: amore e perdita, sacro e potere, vita quotidiana e memoria. Pompei diventa così uno specchio del nostro tempo, un luogo capace ancora di interrogare il presente e le nostre biografie. Un incontro per riflettere su cosa l’antico ha ancora da dirci oggi, tra archeologia, storia sociale e esperienza personale. Introdurranno la presentazione il sindaco del Comune di Cortona, Luciano Meoni; Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini. Al termine della presentazione è previsto il firma copie con l’autore.
Pompei. La città incantata (Feltrinelli). Ogni giorno Gabriel Zuchtriegel passeggia per i vicoli dell’antica città di Pompei, distrutta e sepolta viva in meno di due giorni nel 79 d.C. Sopralluoghi, scavi, progetti di restauro e di accessibilità lo portano a contatto con la fragilità di un sito unico al mondo, con la bellezza dell’arte antica e con la caducità della vita umana. Di fronte ai calchi delle vittime dell’eruzione del Vesuvio, ma anche alla scultura di un bambino pescatore dormiente che gli ricorda suo figlio, si pone la domanda: “Cosa c’entra con noi Pompei? Che ha da dirci l’antico oggi?”. Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico, conduce i lettori in un viaggio attraverso i secoli in una città incantata, dove magicamente si mescolano passato e presente. Un viaggio fatto di scoperte, dai primi scavi settecenteschi fino ai ritrovamenti più recenti, che gettano nuova luce sulla vita degli schiavi e dei poveri nella città e nel suo territorio. L’autore ripercorre la storia dell’archeologia moderna, intrinsecamente legata a quella di Pompei, che in principio si interessa quasi esclusivamente delle opere d’arte estratte dal suolo, per poi scoprire man mano che il vero tesoro tramandatoci dalle ceneri del Vesuvio comprende molto di più: antichi rituali, culti misterici, trasgressioni ed erotismo, la storia sociale e culturale di una civiltà, le sue ossessioni e speranze. Temi che sono strettamente intrecciati con il nostro presente e con la biografia di ciascuno di noi, come Zuchtriegel dimostra parlando anche delle sue esperienze personali e professionali, senza omettere dubbi e difficoltà incontrate durante un percorso che lo ha portato da un piccolo paese nella Germania del Sud al sito archeologico più famoso del mondo.

















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