Roma. Alle Terme di Diocleziano, con l’apertura delle Grandi Aule chiuse da decenni, al via la grande mostra “L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi”: 300 pezzi eccezionali tra opere greche, romane, etrusche e italiche, medievali, moderne e contemporanee. Il ministro Sangiuliano la visita in anteprima con il cantiere aperto

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I Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano in una fase dell’allestimento della mostra “L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi” nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano (foto mnr)

Alle Terme di Diocleziano del museo nazionale Romano ultime ore febbrili per ultimare l’allestimento della mostra “L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi” che apre al pubblico giovedì 4 maggio 2023, che per l’occasione, dopo decenni, potrà ammirare alcune delle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, che ospitarono nel 1911 la Mostra Archeologica nell’ambito delle celebrazioni per il primo cinquantenario dell’Unità d’Italia e che conservano, ancora oggi, parte dell’allestimento storico degli anni Cinquanta. Circa 300 pezzi eccezionali tra opere greche, romane, etrusche e italiche, medievali, moderne e contemporanee, che permettono di esplorare in modi inaspettati e spettacolari il rapporto complesso e variegato che noi intratteniamo con gli antichi: opere che

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Il ministro Sangiuliano con il direttore generale Osanna in una visita al museo nazionale Romano accompagnati dal direttore Verger (foto mnr)

domani, 1° maggio 2023, nel pomeriggio, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, potrà ammirare visitando in anteprima la mostra “L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi”, nelle ultime fasi dell’allestimento. “Il valore della libertà, il valore dell’Occidente è il filo conduttore di questa mostra”, ha dichiarato Sangiuliano. “L’intento è quello di proporre le origini e il cammino della nostra storia. Ringrazio il Ministero della cultura e dello sport della Grecia per la collaborazione fattiva e amichevole. Nella civiltà greco-romana affondano le nostre radici ed è nostro compito salvaguardare e rendere fruibile a tutti questo patrimonio che ci ricorda la nostra eredità culturale e che ispira la nostra filosofia contemporanea. Tradizione e modernità, due facce della stessa medaglia, fanno parte del percorso della mostra L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi”.

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Locandina della mostra “L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi” alle Terme di Diocleziano dal 4 maggio al 30 luglio 2023

La mostra, visitabile dal 4 maggio al 30 luglio 2023, è promossa dal ministero della Cultura italiano e dal ministero della Cultura e dello Sport della Grecia (Eforia delle Antichità delle Cicladi) e testimonia la centralità e l’importanza della collaborazione tra i due Stati. L’evento espositivo, organizzato dalla Direzione generale Musei e dal museo nazionale Romano in collaborazione con Electa, è ideato e curato da Massimo Osanna, Stéphane Verger, Maria Luisa Catoni e Demetrios Athanasoulis, con il sostegno del parco archeologico di Pompei e la partecipazione della Scuola IMT Alti Studi Lucca e della Scuola Superiore Meridionale. Tutte le tematiche della mostra sono ripercorse e approfondite dai numerosi saggi pubblicati nel catalogo edito da Electa.

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Testa di giovane africano (II secolo a.C. ?) conservata al museo nazionale Romano (foto mnr)

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Statua di fanciulla (kore) da Santorini (640 a.C.) conservata al museo Archeologico di Thera (foto mnr)

Il nostro rapporto con gli antichi è sostanzialmente doppio: da una parte, si è costruito attraverso un lungo e discontinuo processo storico di trasmissione intellettuale e artistica che ha plasmato la nostra cultura classica fra continuità, fratture e manipolazioni; dall’altra, ha talvolta preso la forma di un rapporto di immedesimazione, sviluppato con persone che, pur vissute molto tempo fa, hanno affrontato, come noi, tutte le vicende della vita, dalle più gioiose alle più drammatiche, e a queste hanno dato voci e forme che sono giunte fino a noi. Per questo, gli antichi ci sembrano allo stesso tempo lontani e vicini.

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Uno dei medaglioni con scene a sfondo erotico nella decorazione del carro da parata di Civita Giuliana (foto Luigi Spina)

Accompagnano il visitatore in questo percorso di scoperta e confronto, alcune opere straordinariamente rappresentative, provenienti non solo dai principali musei italiani, nell’ambito del Sistema Museale Nazionale coordinato dalla Direzione generale Musei, ma anche da importantissimi istituti della Grecia. Molte delle opere in mostra sono presentate al pubblico per la prima volta: nuove scoperte, come il carro da parata di Civita Giuliana e la statua di Ercole del parco archeologico dell’Appia Antica, nuove acquisizioni, come la Tabula Chigi del museo nazionale Romano, e soprattutto numerosi capolavori solitamente conservati nei depositi dei musei dell’Italia e della Grecia, come la statua di Santorini. La mostra rappresenta così un’ulteriore opportunità per il progetto Depositi (Ri)scoperti, ideato e promosso dal museo nazionale Romano, permettendo non solo di proseguire l’iniziativa, ma anche di incrementarla con la realizzazione di nuove tappe espositive negli istituti della Direzione regionale Musei Lazio a Nemi e a Sperlonga.

1° Maggio: musei e parchi archeologici statali aperti regolarmente. Differito il giorno di chiusura settimanale

ministero_1-maggio_ingresso-gratuito_locandinaIl ministero della Cultura comunica che lunedì 1° maggio 2023 i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti, con i consueti costi e modalità. Molti istituti differiranno la tradizionale chiusura del lunedì per consentire l’accesso a cittadini e turisti. Tutte le info sul sito del Ministero all’indirizzo: https://cultura.gov.it/evento/1maggio2023.

Napoli. Festa scudetto: divieto di transito e circolazione in centro storico: il museo Archeologico nazionale sarà aperto solo domenica mattina, e poi regolare da lunedì 1° a domenica 8 maggio (eccetto martedì)

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La sezione Campania romana del Mann dialoga con il giardino delle Camelie (foto graziano tavan)

Festa dello scudetto del Napoli: definito il piano sicurezza. E a seguito dello slittamento alle 14 di domenica 30 aprile 2023 del divieto di circolazione, inizialmente previsto dalle 12, contenuto nell’ordinanza dirigenziale del Comune di Napoli n. 196 del 27.04.2023, che istituisce il divieto di transito e circolazione veicolare nel centro storico cittadino fino alle 4 di lunedì 1° maggio 2023, il museo Archeologico nazionale di Napoli comunica che sarà aperto dalle 9 alle 13 nella giornata di domenica 30 aprile 2023 ed osserverà il consueto giorno di riposo settimanale martedì 2 maggio 2023. La settimana successiva il Mann sarà visitabile tutti i giorni, da lunedì 1° a lunedì 8 maggio 2023, eccetto martedì. “È stato un aprile straordinario, che ha visto l’inaugurazione della Campania Romana e della mostra Picasso e l’antico”, commenta il direttore Paolo Giulierini. “Settantamila i visitatori, per un totale di 180mila dall’inizio del 2023, che segnano un incremento del 142% rispetto agli ultimi tre anni e del 58% rispetto al 2022. Con una media di circa 2500 persone al giorno stiamo raggiungendo lo straordinario successo di Canova nel 2019 e il 25 maggio 2023 ci attende la grande mostra su Alessandro Magno”.

Bologna. Anteprima per l’Emilia del libro “Nella terra di Pakhet” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan (Marsilio Arte), con un approfondimento esclusivo e originale per il pubblico presente sulla scoperta di una tomba inedita. La conferenza fa parte del ciclo “…comunicare l’archeologia…” promosso dal Gruppo archeologico bolognese

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La copertina del libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan (Marsilio Arte)

C’è una terra che in un Paese come l’Egitto che da millenni affascina re e potenti, viaggiatori ed esploratori, popoli vicini e lontani, è meno nota, meno frequentata, meno studiata: è la “terra di Pakhet” o, meglio, quello che gli egittologi chiamano Medio Egitto, ma che più correttamente è l’Egitto Centrale, dal governatorato di Beni Suef, appena a Sud del Cairo, a quello di Sohag, che finisce ad Abydos. Proprio di questa parte dell’Egitto, un Egitto “nascosto”, lontano dai percorsi turistici, perché sostanzialmente chiuso ai visitatori, e spesso anche agli stessi studiosi, martedì 2 maggio 2023 a Bologna, nella conferenza del ciclo “…comunicare l’archeologia…” promosso dal Gruppo archeologico bolognese, parleranno Maurizio Zulian e Graziano Tavan presentando il loro libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni”, prefazione di Edda Bresciani (Marsilio Arte): bologna_gabo_LOGO CAMUNCOLI copiaappuntamento dunque martedì 2 maggio 2022, alle 21, al Centro Sociale Ricreativo Culturale Giorgio Costa, via Azzo Gardino 48 (Bo). “Nella terra di Pakhet, che approda per la prima volta in Emilia”, spiegano gli autori, “non è una guida archeologica tout court né un libro fotografico sull’Egitto, ma è un viaggio, emozionale e scientifico al contempo, alla scoperta di un Egitto nascosto. Pakhet  – continuano – era una dea leonessa, un felino potente grande di magia, con caratteri che l’avvicinavano sia a Bastet-la-gatta sia a Sekhmet-la-leonessa,  e  la cui  area di culto era appunto nel Medio Egitto”, ricordando quando scritto nella prefazione la compianta professoressa Edda Bresciani, tra i più grandi egittologi del Novecento, che ha seguito passo-passo la realizzazione di questo libro – praticamente uno dei suoi ultimi lavori, che purtroppo non ha fatto in tempo a vedere stampato -, intervenendo anche con proprie ricerche inedite”.

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Il dio Thot, scriba divino e cancelliere del tribunale con corpo umano e testa di ibis coronata dal disco solare, registra il risultato della pesatura del cuore: dalla Tomba senza nome e senza numero di El Salamuni, in Egitto (foto maurizio zulian)

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Maurizio Zulian e Graziano Tavan con il libro “Nella terra di Pakhet” (Marsilio Arte)

Sarà un racconto per immagini che ci porterà anche alla scoperta di una tomba inedita. Ad accompagnarci in questo viaggio di scoperta ed esplorazione è Maurizio Zulian che in trent’anni, come un novello Flaubert, ha girato in lungo e in largo l’Egitto Centrale, visitando personalmente anche più volte tutti i siti, raccogliendo sui suoi taccuini una messe di informazioni, archiviando decine di migliaia di fotografie (oggi parte dell’Archivio on line della Fondazione Museo Civico di Rovereto), incontrando direttori di missioni archeologiche da ogni parte del mondo e confrontandosi con loro. Con più di 800 foto inedite e il racconto in prima persona sui 31 siti archeologici più importanti dell’Egitto Centrale, il lettore si immedesima esploratore al fianco di Zulian, entra nelle tombe precluse al pubblico, ammira i vasti paesaggi della valle del Nilo, conosce riti millenari e usi e costumi moderni. Ma il libro “Nella terra di Pakhet” di 576 pagine (Marsilio Arte) è anche occasione di ricerca e approfondimento, grazie al ricco apparato bibliografico, curato da Graziano Tavan: bibliografia (con oltre 400 titoli specifici su questi siti, pubblicati tra la fine del Settecento e il 2021), indici analitici (con quasi 1200 lemmi, tra luoghi e nomi citati nel libro), glossario (30 termini tecnici che aiutano meglio il lettore meno specialistico a capire) e tavole cronologiche (un confronto diacronico e sincronico dei 31 siti illustrati nel libro).

Napoli. A Comicon 2023 presentato il nuovo edu-gioco di società “Vesuvius 79 d.C. – Fuga da Pompei” che ricostruisce in maniera scientifica e storica, la distruzione di Pompei a seguito dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. In vendita da novembre. I giocatori si immedesimano in reali cittadini della città antica

napoli_comicon_gioco-vesuvius-79-dC-fuga-da-pompei_gioco_locandinaÈ possibile sfuggire all’eruzione del vulcano del 79 d.C. fino a portarsi in salvo, abbandonando la città di Pompei prossima alla totale distruzione? Possibile, almeno in gioco! È questo infatti lo scopo dei giocatori di “Vesuvius 79 d.C. – Fuga da Pompei”, l’innovativo edu-boardgame (gioco di società), che ricostruisce in maniera scientifica e storica, la distruzione di Pompei a seguito dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

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Presentazione a Napoli Comicon 2023 dell’edu-gioco “Vesuvius 79 d.C. – Fuga da Pompei” (foto parco archeologico pompei)

Il nuovo edu-gioco di società è stato presentato venerdì 28 aprile 2023 in anteprima a Napoli-Comicon 2023 alla mostra d’Oltremare. Sono intervenuti: per il parco archeologico di Pompei, Silvia Bertesago, funzionario archeologo del parco archeologico di Pompei e responsabile per il Parco del progetto “Vesuvius”; per il Progetto Annales Experience / Stupor Mundi Trans: Ciro Sapone / autore “Vesuvius Boardgame, Enzo Troiano / magister artistico Accademia del Fantastico, Venere Federico / direttore di rete ed editore Gruppo Telecapri. Moderatore Mauro Monti / curatore Area Gioco – COMICON.  “Il gioco si inserisce tra le attività e iniziative educative del Parco”, dichiara il direttore Gabriel Zuchtriegel, “come strumento innovativo che in maniera semplice, attraverso il gioco appunto, contribuisce all’educazione al patrimonio culturale che è tra le mission del nostro Istituto”.

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Edu-gioco di società “Vesuvius 79 d.C. – Fuga da Pompei”: la Casa del Fauno a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Il progetto è realizzato da Stupor Mundi Trans-Media, azienda napoletana di Cross-Gamification e Accademia del Fantastico, nell’ambito del progetto di Edutainment Crossmediale:  Progetto Annales Experience / Stupor Mundi Transmedia,  in collaborazione con il parco archeologico di Pompei (PAP) che ha messo a disposizione la propria competenza per fornire il background scientifico, storico ed iconografico, sia all’autore, che agli illustratori, game designer, fumettisti, modellisti e programmatori dell’Accademia del Fantastico. Il gioco sarà realizzato in 9 lingue, avrà distribuzione italiana ed internazionale, e sarà in vendita nelle librerie, fumetterie, negozi di giochi-gadgets e giocattoli e grande distribuzione online presso l’e-commerce del produttore e le maggiori piattaforme internazionali. L’uscita del gioco è prevista in una prima tiratura per novembre/dicembre 2023; produzione in serie da febbraio 2024.

GIOCA con i personaggi e fuggi dalla città in rovina. SCOPRI i segreti delle eruzioni vulcaniche. IMPARA la storia della più grande catastrofe dell’antichità. Così il video promozionale presentato a Comicon. I personaggi assegnati ai giocatori sono reali cittadini che abitarono la città di Pompei, di cui sono arrivati fino a noi: nomi, mestieri ed in alcuni casi ritratti, che poi, fumettisti e disegnatori hanno trasformato nei protagonisti del gioco. Le dinamiche dell’eruzione ricalcano le fasi dell’evento catastrofico che nel giro di ventiquattrore seppellì la città, ricostruite dagli studiosi e narrate dalle fonti.

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Edu-gioco di società “Vesuvius 79 d.C. – Fuga da Pompei”: il Termopolio della Regio V a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Durante la fuga dalla città i personaggi attraverseranno alcuni dei luoghi e degli edifici più importanti della città, fra cui la casa dei Vettii; il Termopolio della Regio V; il Panificio di Modesto; la Palestra Grande; la Via dell’Abbondanza. Infine una App in realtà aumentata, multilingue, scaricabile gratuitamente dagli store online android e ios permetterà ai giocatori, inquadrando con i loro smartphone e tablet, le miniature dei personaggi del gioco o le illustrazioni dei luoghi, di accedere ad informazioni storiche, scientifiche, modelli tridimensionali e di collegarsi al sito web ufficiale ed ai social media del parco archeologico di Pompei.  

Palestrina (Roma). Al museo Archeologico nazionale di Palestrina in scena “Le donne al parlamento” di Aristofane con gli studenti dell’I.I.S. Eliano Luzzatti

palestrina_archeologico_aristofane_le-donne-in-parlamento_locandinaIl museo Archeologico nazionale di Palestrina (Roma) venerdì 28 aprile 2023, alle 18, ospita “Le donne al parlamento” di Aristofane, un progetto frutto della collaborazione tra l’I.I.S. Eliano Luzzatti, Off Rome Tour e i suoi partner (Offrome Company, Diffusione Arte Danza, Express Production) e la Direzione regionale Musei del Lazio. Direzione artistica e regia di Igor Geat, aiuto regia di Cristian Masella per l’aiuto regia, organizzazione di Martina Capitani. Un grazie alla D.S. Rina Montanarella, alla D.S.G.A. Giusi De Martino e alla prof.ssa Nicoletta Siciliano sempre sensibili, disponibili e favorevoli alle iniziative di interesse artistico e culturale per l’Istituto. Ingresso libero fino a esaurimento posti. “Le donne al parlamento” di Aristofane è una commedia antica la cui tematica è oggi attuale più che mai, che ci racconta del desiderio rivoluzionario di un gruppo di donne nella Grecia di oltre 2500 anni fa. In scena, grazie allo strumento dell’Alternanza Scuola Lavoro in convenzione con l’I.I.S. Eliano Luzzatti di Palestrina, un gruppo di lavoro di 20 giovani e talentuosissimi ragazzi, che ha come obiettivo quello di utilizzare i siti di interesse storico, archeologico e paesaggistico, come luoghi di rappresentazione e di creare momenti di incontro su tematiche storico-artistiche che trovano una eccezionale sintesi nell’arte teatrale e nei mestieri dello spettacolo.

Preistoria. A Capo di Ponte (Bs) al museo nazionale della Preistoria della Valle Camonica apre la mostra “Sotto lo stesso sole. Europa 2500-1800 a.C.”: viaggio alla scoperta delle lunule, a partire da quella d’oro dal British Museum, simboli solari e status symbol tra la tarda età del Rame e l’inizio dell’età del Bronzo

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Locandina della mostra “Sotto lo stesso sole. Europa 2500-1800 a.C.” al museo nazionale della Preistoria della Valle Camonica dal 28 aprile al 30 settembre 2023

Parte da Capo di Ponte (Bs) un viaggio che, a partire dalla preziosa lunula in oro proveniente dal British Museum, va alla scoperta di altre lunule provenienti dall’Italia settentrionale e permette uno sguardo nuovo anche sulle immagini incise sulle stele e sui massi-menhir della Valle Camonica. Appuntamento al museo nazionale della Preistoria della Valle Camonica – MUPRE a Capo di Ponte (Bs) venerdì 28 aprile 2023, alle 15.30, per l’inaugurazione della mostra “Sotto lo stesso sole. Europa 2500-1800 a.C.” a cura di Marco Baioni, Claudia Mangani, Maria Giuseppina Ruggiero e il coinvolgimento del MUPRE-museo nazionale della Preistoria della Valle Camonica, a Capo di Ponte, del museo Archeologico della Valle Sabbia di Gavardo e del museo civico Archeologico “Giovanni Rambotti” di Desenzano del Garda. Tra il 2500 e il 1800 a.C. (tarda età del Rame e inizio dell’età del Bronzo) il continente europeo è teatro di importanti trasformazioni, conquiste tecnologiche e cambiamenti sociali ed economici. Il tutto è accaduto “sotto lo stesso sole”, in una Europa che assisteva alle prime prove di reti commerciali e culturali e di linguaggi iconografici comuni. Con le merci e le persone si muovevano le idee, le invenzioni e le culture. Si creano codici comuni, iconografie condivise, patrimoni di immagini che permettono di comunicare tra territori distanti. Nell’anno di Brescia e Bergamo capitali della cultura, partendo dall’analisi del singolo manufatto, lo sguardo si estende oltre la produzione locale alla ricerca di confronti e contatti con altri contesti dell’anfiteatro morenico del Garda per poi affacciarsi sul panorama europeo.

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La “lunula” d’oro da Blessington (Irlanda), datata tra il 2400 e il 2000 a.C. conservata al British museum di Londra ed esposta alla mostra a Capo di Ponte (foto drm-lombardia)

Al MUPRE l’esposizione – aperta al pubblico dal 28 aprile al 30 settembre 2023 – ruota attorno ad uno straordinario reperto proveniente dal British Museum: la “lunula” d’oro da Blessington (Irlanda), datata tra il 2400 e il 2000 a.C. Il manufatto si inserisce in una produzione attestata in questo ambito cronologico soprattutto in Irlanda e in Gran Bretagna di preziosi collari in foglia d’oro, chiamati per la loro forma lunulae (dal latino “piccole lune”). A dispetto del nome, tuttavia, questi oggetti non erano collegati tanto alla rappresentazione della luna, quanto al sole e alla sua simbologia. L’uso dell’oro, l’accurata levigazione delle superfici, riflettevano la luce solare con effetti abbaglianti: erano certo ornamenti di grande prestigio che distinguevano per status chi le indossava, forse in particolari occasioni e cerimonie. L’arrivo in Valle Camonica del prezioso manufatto nasce dalla collaborazione con il British Museum sostenuta nel 2022 da Emanuela Daffra in occasione del prestito di quattro stele per la mostra “The world of Stonehenge”, che ripercorreva la storia millenaria di quell’eccezionale monumento.

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Il pettorale semilunato in argento da Villafranca di Verona, conservato al museo Archeologico nazionale di Verona (foto drm-veneto)

La lunula di Blessington fa da catalizzatore per scoprire l’esistenza di altre lunule da contesti dell’Italia settentrionale e permette di rivedere con altro sguardo alcune immagini incise sulle stele e sui massi-menhir della Valle Camonica. Dal museo dell’Area Megalitica di Saint Martin de Corléans (Aosta) arriva in mostra il pendaglio in rame a forma di semiluna. Giungono dal nuovo museo Archeologico nazionale di Verona il pettorale semilunato in argento e l’alabarda di rame da Villafranca di Verona insieme ad altre due lunule in bronzo da Lazise. Sempre da Verona, ma stavolta dal museo di Storia naturale, proviene la lunula in bronzo da Torbiera di Guardola (Mantova). Spicca, tra gli elementi in mostra il corredo dalla Tomba 4 da San Giorgio Bigarello (Mantova), che viene qui per la prima volta esposto al pubblico, una doppia sepoltura che comprendeva i resti di un ragazzo e di una donna.

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Lunule in bronzo da Lazise conservate al museo civico di Storia naturale di Verona (foto musei civici vr)

Quanto esposto al MUPRE trova un approfondimento ed un contesto attraverso le tappe che, in successione, coinvolgeranno il museo Archeologico della Valle Sabbia a Gavardo e il museo civico Archeologico “G. Rambotti” di Desenzano. Al museo di Gavardo dal 1° maggio fino al 30 settembre 2023 ci si focalizzerà sui rapporti tra l’Italia settentrionale e il mondo transalpino;  da luglio a ottobre 2023, sarà la volta del museo Rambotti, dove il tema delle reti commerciali e delle connessioni culturali sarà illustrato attraverso lo studio di un manufatto particolare: il brassard, una placchetta rettangolare in pietra, probabilmente utilizzata come parapolsi per gli arcieri, di cui ritroviamo esemplari simili in Italia e in varie parti d’Europa.

Egitto. Nell’antico tempio di Berenice sul mar Rosso la missione polacco-americana ha scoperto una statua del Budda del II sec. a.C. dedicata da uno o più ricchi mercanti dall’India. Waziri, segretario dello Sca: “In epoca romana erano stretti i legami commerciali tra l’Egitto e l’India”

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La statua del Budda (II sec. a.C.) scoperta dalla missione polacco-americana nell’antico tempio di Berenice sul mar Rosso (Egitto) (foto ministry of tourism and antiquities)

Un Budda nell’Antico Egitto. In epoca romana erano stretti i legami commerciali tra l’Egitto e l’India, quando l’Egitto occupava una posizione strategica sulla rotta commerciale che collegava l’Impero Romano a molte parti del mondo antico, inclusa l’India. Lo prova la presenza di un tempio dedicato al Budda nella città di Berenice, sulla costa del mar Rosso. È lì che, durante lo scavo dell’antico tempio di Berenice, la missione archeologica congiunta polacco-americana operante nella città di Berenice, sulla costa del Mar Rosso, è riuscita a portare alla luce una statua di Buddha del II secolo a.C. Lo ha affermato Mostafa Waziri, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, sottolineando che la missione archeologica lavora nella città – fondata nel 275 a.C. da Tolomeo II Filadelfo in memoria della madre Berenice I – dal 1994 sotto la supervisione del Consiglio Supremo delle Antichità, e che l’attuale stagione di scavo ha recuperato molte importanti prove dell’esistenza di legami commerciali tra Egitto e India. “C’erano molti porti durante l’epoca romana sulla costa egiziana del mar Rosso coinvolti in questo commercio”, ha spiegato Waziri, “il più importante dei quali era Berenice, dove arrivavano navi dall’India cariche di prodotti come pepe, pietre semipreziose, tessuti e avorio, che venivano scaricati e da qui le carovane di cammelli trasportavano le merci attraverso il deserto fino al Nilo. Altre navi poi portavano le merci ad Alessandria e da lì nel resto dell’Impero Romano”.

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La valle del Nilo con i collegamenti dal porto di Berenice sul mar Rosso ad Alessandria sul mar Mediterraneo (da Stephen Sidbotham e Martin Hense)

Mariusz Goyazda, capo della missione dalla parte polacca, ha detto che la statua scoperta era di una pietra che potrebbe essere stata estratta dalla zona a Sud di Istanbul, potrebbe essere stata scolpita localmente a Berenice e dedicata al tempio da uno o più ricchi mercanti dall’India. “L’altezza della statua è di cm 71. Raffigura il Buddha in piedi che trattiene un lembo delle sue vesti nella mano sinistra, inoltre intorno al suo capo è presente un’aureola con sopra raffigurati i raggi del sole, che indica la sua mente irradiante, e accanto a essa c’è un fiore di loto”. E Stephen Sidbotham, capo della missione da parte americana, ha affermato che la missione è riuscita anche, durante i lavori nel tempio, a scoprire un’iscrizione in lingua hindi (sanscrito) risalente all’imperatore romano Filippo l’Arabo (Marco Giulio Filippo) (244-249 d.C.), e sembra che tale iscrizione non sia della stessa data della statua, che è probabilmente molto più antica, in quanto altre iscrizioni nello stesso tempio erano in greco, risalenti agli inizi del I secolo d.C.”. Sono state trovate anche due monete del II secolo d.C. provenienti dal regno indiano di Satavahana.

25 aprile, ingresso gratuito a musei e parchi archeologici nazionali: bilancio lusinghiero e qualche numero da record. Ecco qualche esempio

ministero_25-aprile_ingresso-gratuito_locandinaIl bilancio è lusinghiero. L’apertura gratuita, per la prima volta, di musei e parchi archeologici statali il 25 aprile 2023, in occasione della Festa della Liberazione, è stato accolto con entusiasmo dal pubblico, di residenti e turisti, italiani e stranieri. Talora con numeri da record. Ecco alcuni esempi da Nord a Sud.

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Visitatori al museo Egizio di Torino nella mostra “Il dono di Thot” (foto museo egizio)

Museo Egizio di Torino. Oltre 25mila visitatori al museo Egizio nel ponte del 25 aprile 2023. Sono stati 25.352 i visitatori del Museo Egizio da venerdì 21 aprile a martedì 25 aprile 2023, in occasione del ponte della Festa della Liberazione. Superati i visitatori dello scorso anno che erano stati 17.695. Si tratta di dati in linea con il trend di ingressi pre-pandemia: nel 2019, infatti, in quattro giorni di ponte a cavallo del 25 aprile furono registrati 24.351 visitatori. Aprile si conferma uno dei mesi di maggior afflusso all’Egizio: finora sono stati 112.113 i visitatori del mese. Mentre sono quasi sold out le prenotazioni per il prossimo ponte del 1° maggio: sono circa 13.300 le persone prenotate in tre giorni, dal 29 aprile al 1° maggio.

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Visitatori nel giardino della Vanella al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Museo Archeologico nazionale di Napoli. Comunicazione telegrafuca, ma efficace a bilancio della giornata speciale a ingresso gratuito: “Grazie alle 7087 persone che hanno scelto di trascorrere il 25 Aprile al Mann”.

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Pieno di visitatori al parco archeologico di Pompei (foto emanuele minerva / mic)

Parco archeologico di Pompei. Pienone da record anche nell’area archeologica di Pompei: “In occasione del 25 aprile – Festa della Liberazione, 27.587 visitatori al parco archeologico di Pompei. Un ringraziamento agli addetti all’accoglienza, al personale di vigilanza, di biglietteria, agli operatori turistici per il grande lavoro svolto durante la giornata”.

taranto_archeologico_25-aprile-gratis_locandinaMuseo Archeologico nazionale di Taranto. Nuova affluenza record al MArTa. Nella sola giornata del 25 aprile 2023, ad ingresso gratuito, i visitatori sono stati quasi 2600, attratti soprattutto dal gruppo scultoreo di Orfeo e le Sirene, rientrato da Malibù dopo essere stato trafugato da scavi clandestini negli anni Settanta. Il numero dei visitatori è in costante crescita, ormai da due anni; dal primo al 22 aprile – compreso il ponte di Pasqua e Pasquetta – gli accessi sono stati 17mila. Il Primo Maggio il Marta effettuerà un’apertura straordinaria dalle 8.20 alle 19.30.

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Grandi numeri al parco archeologico di Paestum e Velia nonostante il meteo incerto (foto pa-paeve)

Parco archeologico di Paestum e Velia. Un 25 aprile 2023 da ricordare al parco archeologico di Paestum e Velia. Grazie ai 7029 visitatori che hanno scelto di scoprire le meraviglie di Paestum e Velia e di partecipare alle nostre attività nonostante le condizioni meteorologiche incerte.

reggio-calabria_archeologico_25-aprile-gratis_locandinaMuseo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Boom di presenze al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per il ponte del 25 aprile 2023. Complici il bel tempo e l’istituzione di una nuova giornata a ingresso gratuito per la Festa della Liberazione, in tantissimi si sono recati sulla sponda dello Stretto per ammirare i magnifici Bronzi di Riace e di Porticello, nonché i tanti preziosi reperti esposti al MArRC. Le presenze registrate al Museo reggino sono senza precedenti. Già sabato 22 aprile, durante l’orario di apertura continuato dalle 9 alle 20, sono stati staccati 973 biglietti. Domenica 23, altra giornata con ingresso ordinario, il MArRC ha accolto 1465 visitatori, che nel suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi hanno potuto visitare anche l’esposizione temporanea “Sullo scaffale dello speziale. Vasi fa farmacia nella Calabria del Settecento”, curata dal direttore del museo Carmelo Malacrino, insieme al funzionario Maria Domenica Lo Faro e all’archeologa Mariangela Preta. Il Museo ha concesso un’apertura straordinaria anche nella giornata successiva, nonostante fosse lunedì, giorno di chiusura settimanale. Ben 701 persone hanno scelto di scoprire storia, cultura e società della Calabria antica, percorrendo i quattro livelli dell’allestimento permanente con migliaia di reperti provenienti da ogni parte della regione. Il vero boom è stato raggiunto nella giornata del 25 aprile, quando hanno varcato la soglia del MArRC ben 5462 persone. Un flusso continuo che ha sorpreso anche lo staff del Museo, comunque felice di accogliere così tanti visitatori. “Il lavoro svolto in questi anni per promuovere il Museo e i magnifici Bronzi di Riace, nel Cinquantesimo anniversario della loro scoperta, ci faceva essere ottimisti”, commenta il direttore Malacrino. “Già i numeri registrati a Pasqua facevano presagire un inizio positivo della stagione estiva. Ma questi numeri, con un totale di 8601 ingressi in soli quattro giorni, vanno ben oltre. Vasta e variegata la presenza dei turisti, sia italiani che stranieri, che hanno deciso di trascorrere il Ponte della Liberazione tra Calabria e Sicilia. Ma tanti sono stati anche i Calabresi, e i Reggini in particolare, che sono tornati a visitare il “loro” museo. Ringrazio tutto lo staff del MArRC per il lavoro svolto, e in particolare il personale di vigilanza coordinato da Palma Buda e Carmelo Lupica. È al loro impegno, alla professionalità e alla cortesia che si deve il successo di un museo accogliente, efficiente, sicuro”.

Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro, in presenza e on line, presentazione del libro “Basilica Iulia I. Gli Scavi di Laura Fabbrini (1960 – 1964). Strutture, Stratigrafie e Materiali dalla prima età Repubblicana alla Costruzione Augustea” a cura di Marco Galli (Sapienza università di Roma) e Tommaso Ismaelli (CNR)

roma_dialoghi-in-curia_libro-basilica-iulia-I-gli-scavi-di-laura-fabbrini_presentazione_locandinaLa Curia Iulia ospita la presentazione del volume dedicato ai risultati del Progetto Basilica Iulia, finalizzato alla pubblicazione degli scavi condotti tra 1960 e 1964 al di sotto del grande edificio augusteo. Appuntamento giovedì 27 aprile 2023, alle 16.30, in Curia Iulia, con la presentazione del libro “Basilica Iulia I. Gli Scavi di Laura Fabbrini (1960 – 1964). Strutture Stratigrafie e Materiali dalla prima età Repubblicana alla Costruzione Augustea” a cura di Marco Galli, dipartimento di Scienze dell’Antichità Sapienza università di Roma, e Tommaso Ismaelli, CNR Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Johannes Lipps, Johannes Gutenberg-Universität Mainz, e Paolo Liverani, università di Firenze. Saranno presenti gli autori. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it o, in alternativa, in streaming su https://www.facebook.com/parcocolosseo.

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Copertina del libro “Basilica Iulia I. Gli Scavi di Laura Fabbrini (1960 – 1964). Strutture, Stratigrafie e Materiali dalla prima età Repubblicana alla Costruzione Augustea”

Il volume presenta i risultati del Progetto Basilica Iulia, sviluppato in collaborazione tra Consiglio nazionale delle Ricerche, parco archeologico del Colosseo e Sapienza università di Roma, e finalizzato alla pubblicazione degli scavi condotti da Laura Fabbrini (soprintendenza Archeologica di Roma IV) tra 1960 e 1964 al di sotto della vasta fabbrica augustea. La valorizzazione della fondamentale documentazione di scavo, la realizzazione di nuove campagne di rilievo e di prospezioni geofisiche, lo studio sistematico dei materiali archeologici, accompagnato da analisi archeometriche, costituiscono la solida base per un’approfondita rilettura delle trasformazioni del lato meridionale del Foro Romano, tra la prima età repubblicana e la riscoperta in età moderna della Basilica Iulia. Nella prima parte del volume si ricostruisce un quadro del tutto inedito delle vicende dell’edificio augusteo in età imperiale e tardo-antica, restituendo viva concretezza alle funzioni amministrative, politiche ed economiche del grandioso monumento forense. Lo sguardo si estende poi alle trasformazioni del paesaggio d’età medievale e rinascimentale, fino a evidenziare il ruolo centrale svolto della Basilica Iulia per la storia della ricerca archeologica nel Foro Romano. Nella seconda parte, si indagano le fasi più antiche dell’area occupata dal monumento augusteo, grazie alla ricchissima messe di dati raccolti da Fabbrini. Significative novità riguardano innanzitutto la prima frequentazione dell’area, all’alba della fondazione della repubblica, il profondo riassetto del quartiere nella media età repubblicana, con la creazione dell’aedes poi appartenuta a Publio Cornelio Scipione Africano, e la realizzazione della Basilica Sempronia (169 a.C.) per la prima volta oggetto di una proposta ricostruttiva. In seguito, della Basilica di Cesare si evidenzia il collegamento con le gallerie del Foro, mentre viene ricostruito l’imponente cantiere augusteo. Ampio spazio, infine, è dedicato agli approcci metodologici più innovativi, dal rilievo alle prospezioni geofisiche, così come all’approfondita discussione della cultura materiale, fondamentale per definire non solo la lunga diacronia del settore meridionale del Foro Romano ma anche i consumi e le pratiche alimentari, anche grazie ad analisi gas-cromatografiche e allo studio di resti archeobotanici e archeozoologici.