Padova. Al Palazzo Liviano, in presenza e on line, il seminario “Sono un archeologo ed ora cosa faccio? Il mondo del lavoro in archeologia” organizzato dalla Confederazione Italiana Archeologi con l’università di Padova

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Stai studiando archeologia e vuoi sapere come sarà il tuo futuro nel mondo del lavoro? Sai quali sono i requisiti per essere archeologo di prima, seconda e terza fascia? Vuoi sapere come funzionano la partita IVA ed i contratti di lavoro? Sai quali sono le mansioni dell’archeologo fuori dall’università? Lunedì 27 maggio 2024, dalle 18, nell’aula N di Palazzo Liviano in piazza Capitaniato 7 a Padova, seminario “Sono un archeologo ed ora cosa faccio? Il mondo del lavoro in archeologia”, organizzato dalla Confederazione Italiana Archeologi in collaborazione con il Corso di laurea triennale in Archeologia e magistrale in Scienze archeologiche, Scuola di specializzazione in Beni archeologici e Corso di dottorato di ricerca in Studio, critica e conservazione dei beni culturali del Dipartimento dei Beni Culturali – Università di Padova. Accesso libero e diretta sui canali YouTube www.youtube.com/@InfoCIA e Facebook https://www.facebook.com/archeologi.italiani. Introduce i lavori il prof. Massimo Vidale (docente di Metodologia della Ricerca archeologica). Dopo la presentazione Cia Veneto con Cinzia Rampazzo, intervengono: Cinzia Rampazzo su “Professione e normativa”; Damiano Paris su “Professione e partita Iva: lavoro, spese, fatture, tasse”; Danilo Vitelli su “L‘archeologo dipendente: diritti e doveri”; Sara Bini su “Lavorare al ministero: il funzionario”. Seguono domande e dibattito.

 

Pompei. Apre al pubblico l’Insula dei Casti Amanti: dal 28 maggio un percorso sopraelevato consentirà una visione inedita, dall’alto, delle strutture e del cantiere di scavo e restauro in corso: percorso interamente “accessibile” che implementa l’itinerario senza barriere architettoniche “Pompei per Tutti”

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L’insula dei Casti Amanti a Pompei con le passerelle per una veduta dall’alto (foto parco archeologico pompei)

Ci siamo. Dopo un lungo cantiere da sette anni off limits per il pubblico, a Pompei apre alle visite l’Insula dei Casti Amanti. Dal 28 maggio 2024 un percorso sopraelevato su passerelle sospese consentirà al pubblico di osservare dall’alto l’intera Insula (isolato), comprendente la Casa dei Casti Amanti, la Casa dei Pittori al lavoro e la Casa del Cenacolo colonnato. L’ingresso sarà contingentato allo scopo di garantire un’ottimale accessibilità e fruizione in sicurezza del percorso, anche in considerazione delle attività in essere al livello archeologico. La progettazione dei due lotti è stata sostenuta con fondi del Grande Progetto Pompeii (2014-2022), mentre i lavori hanno beneficiato di un finanziamento del PON Fesr 2014-2020.

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La selva di tubi e impalcature che nel 2017 imbragava il complesso della Casa dei Casti Amanti e quella dei Pittori al Lavoro (foto parco archeoligico pompei)

L’ultima volta che i visitatori avevano avuto la possibilità di accedere al cantiere della Casa dei Casti Amanti era stata nel febbraio 2017, con un programma di visite per gli innamorati e i turisti nella settimana di San Valentino, annunciando che poi sarebbe rimasto inaccessibile per i successivi tre anni, cioè fino al 2020 (vedi Speciale innamorati a Pompei: aperta eccezionalmente per San Valentino la domus dei Casti Amanti, un’esperienza unica e irripetibile. Dopo il 14 febbraio sarà chiusa per restauri fino al 2020 | archeologiavocidalpassato). In realtà poi i lavori si sono allungati più del previsto, complice anche la pandemia. Ma ci sono state altre tre occasioni per “esplorare” il grande cantiere dell’Insula dei Casti Amanti, grazie a “Raccontare i cantieri”, l’iniziativa lanciata dal parco archeologico di Pompei per gli abbonati alla My Pompeii Card: la prima volta dal 5 maggio fino al 23 giugno 2022 (vedi Pompei. Con “Raccontare i cantieri” ogni giovedì di maggio e giugno ai possessori della My Pompeii Card il parco archeologico apre i suoi più importanti cantieri di valorizzazione e restauro | archeologiavocidalpassato); la seconda dal 9 marzo fino al 4 maggio 2023 (vedi Pompei. Torna l’iniziativa “Raccontare i cantieri”: da marzo a maggio 2023, i grandi cantieri del parco archeologico di Pompei raccontati ai possessori della My Pompeii Card. Ecco il calendario | archeologiavocidalpassato); la terza dal 19 ottobre 2023 fino al 1° febbraio 2024 (vedi Pompei. Al via la terza edizione di “Raccontare i cantieri”: tra ottobre e febbraio, il giovedì, possibilità di visitare i cantieri di valorizzazione e restauro in corso | archeologiavocidalpassato).

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Il percorso sopraelevato nell’Insula dei Casti Amanti a Pompei è inserita nell’itinerario senza barriere architettoniche “Pompei per Tutti” (foto parco archeologico pompei)

A partire dal 28 maggio 2024 sarà dunque possibile accedere tutti i giorni dalle 10.30 alle 18, all’Insula dei Casti Amanti attraverso un percorso che, interamente “accessibile”, va ad implementare l’itinerario senza barriere architettoniche “Pompei per Tutti”, e include un ascensore per il raggiungimento delle passerelle sospese. Il percorso dall’alto consentirà una visione innovativa e globale dell’intera insula, nonché dell’architettura delle case romane con l’alternarsi, come in questo caso, di ambienti vari adibiti ad usi diversi, dal produttivo al commerciale all’abitativo, oltre che dell’attività di cantiere in atto, nell’ottica di una rinnovata e migliore fruizione al pubblico e di un approccio di “archeologia pubblica”.

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Con il percorso sopraelevato nell’Insula dei Casti Amanti a Pompei si possono ammirare gli ambienti emersi dagli scavi (foto parco archeologico pompei)

Si potrà assistere alle attività di indagine e restauro in corso e ammirare gli ambienti emersi durante le recenti attività di scavo. Tra questi una stanza decorata con figure mitologiche e divinità e la singolare immagine di un bambino con cappuccio e mantello da viaggiatore; disegni a carboncino eseguiti da bambini in un cortile di servizio, e un androne dove sono stati rinvenuti due scheletri di vittime dell’eruzione. Le facciate e alcuni ambienti dell’insula furono scavati nel 1912; dagli anni ’80 seguirono altri scavi che hanno portato alla luce importanti parti delle strutture interne dell’isolato, che fu visitabile, per la parte allora indagata, a periodi alterni. Il progetto in corso, suddiviso in due lotti per importi di 7 e 5 milioni di Euro rispettivamente, mira alla creazione di una copertura con impianto fotovoltaico integrato, di un percorso accessibile a quota dei piani superiori delle case e al completamento dello scavo e del restauro degli ambienti sottostanti, eleminando in tal modo cause di degrado dovute allo scavo parziale del complesso.

Venezia. Con la nomina a direttore di Marianna Bressan sono nati ufficialmente i musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna

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Marianna Bressan, già direttore del museo nazionale e area archeologica di Altino, è ora direttore del musei Archeologici di Venezia e della laguna (foto drm-veneto)

Con la nomina a direttore di Marianna Bressan (vedi Roma. Entrati in ruolo i vincitori del corso – concorso per dirigente tecnico del ministero della Cultura: ecco l’elenco dei nuovi direttori di musei e luoghi della cultura sul territorio o di uffici centrali della direzione generale Musei | archeologiavocidalpassato) sono nati ufficialmente i musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. Ne fanno parte il museo Archeologico nazionale di Venezia, Palazzo Grimani a Venezia, il museo Archeologico nazionale del Lazzaretto vecchio e il parco archeologico di Altino con il Museo. Il nuovo istituto, dotato di autonomia speciale, sarà diretto da Marianna Bressan, vincitrice del I corso-concorso per dirigenti tecnici del ministero della Cultura. Specializzata e dottore di ricerca in Archeologia classica all’università di Padova, dal 2012 ha lavorato come funzionaria archeologa per le soprintendenze di Padova e Venezia, il parco archeologico di Sibari e la direzione generale Musei. Dal 2019 al 2023 ha diretto il museo nazionale e area archeologica di Altino (Ve).

Archeologia in lutto. È morta a 61 anni, dopo una lunga malattia, l’archeologa Federica Fontana, professoressa associata di Archeologia greca e romana all’università di Trieste: per anni ha curato il celebre scavo della domus dei Putti danzanti ad Aquileia

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Così l’università di Trieste ricorda la sua archeologa Federica Fontana, scomparsa a 61 anni (foto units)

“Il 19 maggio 2024, all’età di 61 anni, dopo una lunga malattia, è mancata Federica Fontana, professoressa associata di Archeologia greca e romana al dipartimento di Studi umanistici dell’università di Trieste”. Inizia così il ricordo che l’ateneo giuliano fa dell’archeologa che per anni ha curato il celebre scavo della domus dei Putti danzanti ad Aquileia, ha partecipato al collegio dottorale interateneo delle università di Trieste, Udine e Venezia ed è stata direttrice della Scuola di Specializzazione SISBA. I funerali sono stati celebrati giovedì 23 maggio 2024 nella chiesa Beata Vergine delle Grazie a Trieste.

Laureatasi a Trieste in Lettere classiche nel 1987, ha poi conseguito, nel 1991, la specializzazione in Archeologia classica alla Scuola nazionale di Archeologia della “Sapienza” e nel 1995 il Dottorato di ricerca in Storia antica presso il medesimo Ateneo. “Questa combinazione di competenze, a un livello di formazione così elevato – si legge nel ricordo dell’università di Trieste -, è un fatto non comune, se non proprio raro. Si potrebbe dire che nel modo di lavorare di Federica Fontana la conoscenza storica sia stata la premessa e la comprensione storica il punto di arrivo di indagini eseguite con metodo e interessi di archeologa; certo è che l’integrazione sistematica di più saperi è stato il fondamento per lo sviluppo di un percorso di ricerca la cui originalità e fecondità sono state presto riconosciute sul piano nazionale e internazionale. Lo documentano le pubblicazioni – complessivamente più di cento – di frequente accolte in sedi prestigiose, le molte partecipazioni a convegni, l’attività come Professeur Invitée presso l’Ècole Normale Superieure di Parigi, la pluriennale cooperazione in iniziative di ricerca e divulgazione con maestri degli studi di antichistica come Filippo Coarelli, John Scheid, Olivier de Cazanove, la membership in numerosi centri, associazioni e reti di ricerca internazionali, nonché la responsabilità scientifica di progetti finalizzati a interventi di studio e recupero nel contesto romano, realizzati in collaborazione con la Sovrintendenza capitolina per i beni culturali, come quelli relativi al Mitreo del Circo Massimo e al santuario di Giove Dolicheno sull’Aventino.

“Ma una ragione cospicua dell’interesse rivolto all’attività scientifica di Federica Fontana è stata l’ideazione di Sacrum facere, iniziativa sperimentale mirata a riunire periodicamente, intorno a un tema dato della cosiddetta “archeologia del sacro”, studiose e studiosi di formazione disciplinare diversa, chiamati a produrre un quadro multiprospettico sulla questione proposta. Il tema è cambiato di edizione in edizione (ce ne sono state fin qui sette, a partire dal 2012), restando prevalente l’interesse per le forme di contatto tra culture religiose diverse. È evidente che questa proposta interdisciplinare, rigorosa grazie al suo impianto e alla sapiente selezione delle competenze chiamate in causa, si presta anche a generare domande metodiche, fondate storicamente, e conoscenza responsabile intorno a temi della nostra attualità. 

“Per quanto riguarda l’insegnamento, a partire dalla sua presa di servizio, nel 2001, o poco dopo, Federica Fontana ha tenuto corsi di Archeologia greca e romana, Archeologia italica, Metodologia della ricerca archeologica, Archeologia delle province romane a livello triennale, magistrale e per la Scuola di Specializzazione Interateneo in beni archeologici (SISBA). Ha seguito molte tesi di specializzazione e dottorali. È stata delegata del DiSU per la formazione post-lauream e direttrice della SISBA. Dal 2005 è stata direttore scientifico dello scavo del DiSU ad Aquileia (via Gemina), in convenzione con il Politecnico di Torino. Lo scavo ha anche una valenza formativa, essendo stato costituito di recente come attività stabile di tirocinio per alcuni corsi di studio di livello triennale e magistrale. Cardine dell’insegnamento sullo scavo è sempre stato l’accento sull’acquisizione del metodo più che sul “premio” della scoperta, nonostante la rilevanza dei ritrovamenti aquileiesi da parte della stessa docente, come nel caso della domus “dei Putti danzanti” di età costantiniana. 

“Per la solidità scientifica, per la chiarezza delle idee e la capacità di ascoltare, per la propensione ad andare al punto in ogni forma di comunicazione, negli studi come nella conversazione libera, Federica Fontana è stata un’insegnante nel senso etimologico della parola, quello dell’adulto che “lascia un segno” nell’anima del giovane o della giovane che lo ascolta. Anche il volontariato sociale prestato in alcuni ambiti dove offrire aiuto umano è un’esperienza molto dura è stata una componente, pur tacita, della sua capacità di formare intelligenze aperte e disposizioni generose.

Fino alla fine Federica è stata se stessa, ironica, acuta, sostanziale, fino all’ultimo momento. La lunga malattia l’ha sfinita ma non ha potuto sopraffarla. Tutta la comunità dell’Università di Trieste – conclude il ricordo – si stringe con affetto intorno alla sua famiglia”. 

federica-fontana_ricordo-confederazione-italiana-archeologiLe condoglianze sono arrivate dalla Confederazione italiana archeologi: “Siamo purtroppo a comunicarvi la triste notizia della scomparsa della professoressa Federica Fontana, docente di Archeologia Romana presso l’Università degli Studi di Trieste. Ella lascia all’Università un vuoto ben difficile colmare. I nostri pensieri e le nostre più sentite condoglianze vanno alla compagna e alla famiglia tutta. Sit ei terra levis”.

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La prof.ssa Federica Fontana ad Aquileia nello scavo di via Gemina (foto units)

Anche la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia si è associata al ricordo della prof. Federica Fontana dell’università di Trieste, unendosi al dolore della famiglia e di tutta la comunità scientifica. “Come direttrice di scavo – si legge -, ha portato avanti dal 2005 la ricerca in concessione ministeriale nel Fondo ex-Cassis ad Aquileia, nella “Domus dei Putti danzanti”, garantendo alle nuove generazioni di studenti e archeologi la possibilità di approcciarsi alla ricerca scientifica e alla conoscenza del patrimonio culturale”.

Durante il lockdown, nel 2020, Federica Fontana ha partecipato all’iniziativa del museo Archeologico nazionale di Aquileia, #parlalesperto, con la quale, ogni settimana, è stato proposto al pubblico un video di approfondimento dedicato a uno dei reperti della nuova sezione all’epoca espositiva in corso di realizzazione al secondo piano del museo Archeologico nazionale. Il quarto appuntamento, curato da Federica Fontana, è stato dedicato a un anello tra i più preziosi della collezione museale. Sulla verghetta sono visibili due figure affrontate, che lo riconducono alla sfera nuziale.

Verona. “Scambiamoci di posto” ultimo appuntamento di “4 passi nella Preistoria” per conoscere la Preistoria attraverso i numerosi reperti conservati nei due importanti musei cittadini: quello di Storia Naturale e l’Archeologico nazionale, con visite guidate a tema e percorso a piedi con accompagnatore

verona_storia-naturale_archeologico_4-passi-nella-preistoria_locandinaA Verona, domenica 26 maggio 2024, alle 14.30, ultimo appuntamento con “4 Passi nella Preistoria, ciclo di percorsi didattici per famiglie, a cura della segreteria didattica dei Musei Civici cooperativa Le Macchine Celibi, che vede protagonisti il museo civico di Storia naturale di Verona e il museo Archeologico nazionale (vedi Verona. Al via “4 passi nella Preistoria”: quattro domeniche per conoscere la Preistoria attraverso i numerosi reperti conservati nei due importanti musei cittadini: quello di Storia Naturale e l’Archeologico nazionale, con visite guidate a tema e percorso a piedi con accompagnatore | archeologiavocidalpassato). L’appuntamento del mese di maggio, intitolato “Scambiamoci di posto”, mostrerà, attraverso i reperti esposti, l’emergere di una narrazione sullo scambio commerciale nel mondo preistorico. Gli oggetti rivelano connessioni e interazioni tra diverse culture, offrendo uno sguardo prezioso sulle dinamiche commerciali che hanno caratterizzato le comunità preistoriche, sottolineando l’importanza di tali relazioni nell’evoluzione umana. Il percorso si compone di una prima tappa al museo civico di Storia naturale e una seconda al museo Archeologico nazionale di Verona. L’attività didattica è gratuita, compresa nel regolare biglietto di ingresso. Info e prenotazioni: tel. 045.8036353 – 045.597140 o mail a segreteriadidattica@comune.verona.it.

Pompei. Su Rai 1 Speciale di “Meraviglie” su “Pompei. Le nuove scoperte”: Alberto Angela accompagna i telespettatori alla scoperta degli ultimi affascinanti ritrovamenti, mai mostrati prima. Una passeggiata col direttore Zuchtriegel e il personale del Parco dall’Odeion alla Casa dei Vettii passando per l’insula dei Casti Amanti, la Regio IX e la Casa di Leda

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Il direttore Gabriel Zuchtriegel e Alberto Angela alla Casa dei Vettii per le riprese dello Speciale di “Meraviglie” su “Pompei. Le nuove scoperte”

Ci sono anche i disegni di un bambino di duemila anni fa tra le meraviglie venute alla luce dalle ultime campagne di scavo del Parco Archeologico di Pompei. Affascinanti ritrovamenti che – insieme ad altri mai mostrati prima – Alberto Angela, con la partecipazione del direttore Gabriel Zuchtriegel, degli archeologi e dei tecnici del Parco, racconta in “Pompei. Le nuove scoperte”, uno Speciale di “Meraviglie” prodotto da Rai Cultura in collaborazione con il parco archeologico e il ministero della Cultura, in onda lunedì 27 maggio 2024, alle 21.25 su Rai 1. Interamente girato nel sito di Pompei, all’interno dei nuovi cantieri di scavo, lo Speciale utilizza una tecnica di ripresa unica: un unico piano sequenza, lungo oltre due ore, che attraversa l’area archeologica di Pompei seguendo Alberto Angela nella sua esplorazione senza alcuno stacco né interruzione.

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Alberto Angela duranet le riprese dello Speciale di Meraviglie nella cd sala di Issione nel triclinio della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Grazie a questa particolare ripresa, i telespettatori avranno la sensazione di partecipare a una reale visita degli scavi di Pompei accompagnati personalmente da Alberto Angela attraverso un avvincente percorso narrativo e l’assenza di stacchi permetterà di avere una chiara idea dell’ubicazione degli spazi esplorati, delle distanze percorse, della vastità del sito archeologico. Sarà come attraversare l’antica città, sommersa dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., con gli occhi di un pompeiano di duemila anni fa che vede risorgere dal materiale vulcanico gli oggetti quotidiani, gli affreschi, i graffiti e le tracce della propria vita di allora.

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Alberto Angela a Pompei per lo Speciale di Meraviglie (foto parco archeologico pompei)

La visita parte dall’Odeion, il più piccolo dei due teatri della città, dominato dalla vista del Vesuvio che si erge in lontananza oltre le mura. Si snoda poi per le antiche strade di Pompei attraversando botteghe, terme, locande e case private, dove le tracce della vita quotidiana del primo secolo dopo Cristo suscitano meraviglia ad ogni passo.

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Le riprese RAI dello Speciale di Meraviglie con Alberto Angela nell’insula dei Casti Amanti a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Il percorso prosegue, poi, all’interno dell’Insula dei Casti Amanti, attualmente chiusa al pubblico (dal 28 maggio 2024 sarà aperta alle visite) un isolato già parzialmente esplorato in passato e oggi oggetto di nuovi approfonditi scavi che hanno appena portato in superficie i resti di altre vittime colte nel vano tentativo di mettersi in salvo dall’eruzione. Qui gli archeologi, ancora al lavoro, mostrano ad Alberto Angela e al pubblico ambienti ancora non conosciuti, interessanti oggetti di vita quotidiana appena emersi dagli strati vulcanici e stupefacenti opere d’arte ritornate visibili dopo quasi duemila anni. Ma le opere più commoventi scoperte dagli archeologi sulle pareti di una domus sono i disegni di un bambino di duemila anni fa che, poco prima della tragedia, ha tratteggiato con il carboncino il suo immaginario infantile, ignaro che i suoi graffiti sarebbero sopravvissuti al passare dei secoli.

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Larario nell’insula 10 della Regio IX di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Dopo un breve trasferimento in auto sopra la zona ancora non scavata di Pompei, Alberto Angela entra nei cantieri di scavo che interessano la Regio IX, uno dei distretti della città ancora non interamente portati alla luce. Qui rivela agli spettatori splendidi saloni affrescati appena riemersi dal materiale vulcanico e un meraviglioso ambiente dipinto, scoperto proprio nei giorni di realizzazione dello speciale e ancora mai mostrato. Il percorso procede verso la “Casa del Larario”, dove il racconto delle ultime ore della città romana si intreccia con la scoperta di ambienti che l’eruzione ha “cristallizzato”, imprimendo nella cenere la fotografia degli ultimi istanti di vita di Pompei. Qui, con l’aiuto degli esperti del parco, Alberto Angela illustra la tecnica dei calchi, che ha permesso di rivelare le drammatiche immagini delle vittime nell’attimo stesso della loro fine.

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Le pareti affrescate di incredibile bellezza emerse nella Casa alle spelle della Casa di Leda nella Regio IX di Pompei (foto parco archeologico pompei)

L’esplorazione prosegue nella “casa di Leda”, una delle domus più ricche di ritrovamenti di questa ultima campagna di scavi con nuove rivelazioni. Nelle sue adiacenze sono appena emerse pareti affrescate di incredibile bellezza, anche per il particolare stato di conservazione dei colori originali.

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Alberto Angela nella Casa degli Amorini a Pompei dorati durante le riprese per lo Speciale di Meraviglie (foto parco archeologico pompei)

Infine, al termine del percorso, due autentici fuochi d’artificio di Pompei: la “casa degli amorini dorati” e la “casa dei Vettii”, quest’ultima riaperta recentemente al pubblico dopo un lungo restauro. Qui la magnificenza degli affreschi e dei giardini colonnati rivela l’opulenza degli abitanti di una delle zone più ricche della città. Splendidamente circondato dal “rosso pompeiano” il telespettatore avrà quasi l’impressione di partecipare a uno degli esagerati banchetti descritti da Petronio.

Siracusa. Al via gli “Incontri all’Orecchio di Dioniso” promossi dalla Fondazione INDA con il parco archeologico di Siracusa Eloro villa del Tellaro e Akrai, e da fine giugno gli Incontri del Parco della Neapolis

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Un incontro all’Orecchio di Dioniso a Siracusa (foto inda)

Riparte a Siracusa il programma degli Incontri all’Orecchio di Dionisio, promossi dalla Fondazione INDA con il parco archeologico di Siracusa Eloro villa del Tellaro e Akrai. Sabato 25 maggio 2024, alle 17, il primo appuntamento con l’artista Enzo Cucchi che dialogherà con Marina Valensise. A introdurre l’incontro sarà Michele Romano. “Triscele” è il titolo del dialogo con Enzo Cucchi, pittore e scultore di fama internazionale considerato l’artista più visionario fra gli esponenti della transavanguardia. L’artista marchigiano ha firmato il manifesto ufficiale della 59. Stagione al Teatro Greco di Siracusa. Ingresso libero su prenotazione: carmela.lamesa@indafondazione.org, 0931-092371 dalle 10 alle 12.

Il programma continua, alle 17, il 14 giugno: “Fanfaroni di commedia”, dialogo tra Masolino D’Amico e Francesco Morosi; 20 giugno, “Gli eroi assoluti” di Sofocle, dialogo tra Luciano Violante e Margherita Rubino; 23 giugno, “Fedra, Eros e psiche”, dialogo tra Mauro Bonazzi e Walter Lapini.

Dal 24 giugno all’8 luglio 2024, alle 18, in programma gli Incontri del Parco della Neapolis a cura di Carmelo Bennardo: 24 giugno, “Il grand tour” con Alessandro Carlino e Michele Cometa; 2 luglio, “La tutela dei beni culturali” con Francesca Tamburi e Carmelo Bennardo; 8 luglio, “L’identità siciliana” con Lello Analfino.

Palestrina (Rm). Al complesso degli edifici del Foro di Praeneste incontro su “Bellezza e cura del corpo nell’antica Praeneste” per il ciclo “Praeneste. Archeologia, ricerca e restauro” curato da Daniela De Angelis

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A Palestrina (Rm), nel complesso degli edifici del Foro di Praeneste, sabato 25 maggio 2024, alle 16.30, torna il ciclo di incontri “Praeneste. Archeologia ricerca e restauro”, curato da Daniela De Angelis. Il tema è quello della bellezza e cura del corpo nell’antica Praeneste. La presentazione del progetto di archeologia sperimentale, curato da Daniela De Angelis, che ha portato alla realizzazione delle repliche di una cista e di uno specchio, darà il via alla giornata. Si potrà poi assistere a una breve rappresentazione teatrale in cui le repliche saranno protagoniste. Seguirà una conferenza sulla “Seduzione e bellezza nell’antica Praeneste” curata da Sandra Gatti, già direttrice del Museo. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Parco archeologico di Ostia antica. Al tempio rotondo anteprima del festival Danze di Terra progetto pilota di danza e valorizzazione dei luoghi di interesse storico, artistico e culturale del parco: Borgo, Castello Giulio II e Salone Riario della Cattedrale di S. Aurea

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Al parco archeologico di Ostia antica il festival Danze di terra – Dancing Histor(y)ies Ostia antica (foto parco ostia antica)

Nell’area archeologica di Ostia antica, al Tempio Rotondo, l’anteprima del festival Danze di terra – Dancing Histor(y)ies Ostia antica, che è in calendario il 25, 26 e 27 luglio 2024 al Borgo di Ostia Antica, al Castello Giulio II e al Salone Riario della Cattedrale di S. Aurea quando saranno presentate  in prima assoluta le produzioni di tre compagnie internazionali, UDA Academy – Italia, con le coreografie di Ilenia Rossi, Mvula Sungani Physical Dance – Italia con la regia di Mvula Sungani e le coreografie dello stesso regista e di Emanuela Bianchini, Derida Dance – Bulgaria con le coreografie di Jivko Jeliazkov. Durante il festival saranno programmate diverse attività collaterali: workshop, approfondimenti culturali ed installazioni artistiche. Per l’anteprima appuntamento sabato 25 maggio 2024, alle 16.30 e alle 17.30, affidata al Polish Dance Theatre in coproduzione con il Centro di Produzione MSPD Studios che debutterà con un lavoro in prima assoluta di Polina Jaksim “Sculpted Echoes: Dance of the Ancient Estuary”. DANZE DI TERRA – Dancing Histor(y)ies Ostia Antica nasce dal protocollo siglato dal Centro regionale Danza Lazio (CRDL), ente nazionale di Promozione della Danza riconosciuto dal ministero della Cultura, dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dalla Regione Lazio con I Borghi srl, che gestisce il prestigiosissimo Auditorium della Conciliazione. La direzione artistica del progetto europeo per il Lazio è affidata al M° Mvula Sungani, mentre la direzione Artistica e didattica del Festival è affidata all’étoile Emanuela Bianchini. Il Festival di produzione nasce in collaborazione con il parco archeologico di Ostia Antica e vede il sostegno di ASI Nazionale,  il patrocinio della Regione Lazio, gli auspici della Presidenza della VII^ Commissione Cultura della Camera dei Deputati,  e la collaborazione dell’assessorato alla Cultura del X° Municipio di Roma Capitale, della Pro Loco di Ostia Antica, di  ASCOM – Confcommercio Roma Litorale Sud, del Comitato di Quartiere Ostia Antica le Saline, del Circolo Quattro Mori, dell’associazione Ostia Antica Viva, dell’AZI associazione Zambiani in Italia e dell’associazione Sostegno.

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Al parco archeologico di Ostia antica il festival Danze di terra – Dancing Histor(y)ies Ostia antica (foto parco ostia antica)

Danze di terra è il nuovo progetto pilota che si articola in attività di produzione della danza unite alla valorizzazione dei luoghi di interesse storico, artistico e culturale del territorio ospitante e si ispira all’Agenda dell’Onu 2030. L’iniziativa mira a creare un laboratorio permanente sul territorio di Ostia Antica, per diventare nel tempo un volano promozionale di respiro internazionale, sia per la nuova drammaturgia coreografica, che per la comunità ed i luoghi di interesse che la caratterizzano. Una commistione di stili di danza che parte dalla contemporanea per arrivare alle danze fisiche ed alla cultura urbana, per stimolare un nuovo linguaggio di danza popolare. Sicuramente la contaminazione dei generi favorisce la riscoperta del passato con un linguaggio comprensibile anche per le nuove generazioni. Lo sforzo degli ideatori è duplice, cioè promuovere la danza ed il territorio ospitante in un processo di osmosi dove progressivamente le attività professionali si inseriscono nella quotidianità delle persone, promuovendo un processo di crescita collettiva anche in ambito extra regionale, per contestualmente, essere di servizio alle attività produttive del territorio. Nuove produzioni, laboratori, incontri, workshop e performance pensate per essere realizzate con professionisti, ma anche e soprattutto con la comunità del territorio. Tutte le attività sono rivolte a favorire la conoscenza e la fruizione diretta della memoria dei luoghi tramite la danza. Ostia Antica possiede un immenso patrimonio culturale e può dare vita ad un processo di valorizzazione dei suoi tesori con il supporto della danza, e viceversa. Ciò può essere reso possibile soprattutto se i cittadini riescono ad avere la possibilità di conoscere l’arte di Tersicore da vicino, senza essere aggrediti con iniziative estemporanee, che fugacemente, vengono proposte andando ad alterare gli equilibri preesistenti sul territorio. Per questa ragione, Danze di Terra – Dancing Histor(i)yes, è un progetto pilota che mira ad inserirsi discretamente nella vita della comunità, nei diversi luoghi di frequentazione quotidiana come il Parco Archeologico, il Borgo e la Cattedrale di S. Aurea. Gli attori del progetto sono coreografi e compagnie di fama internazionale, ma anche maestri e allievi delle scuole istituzionali, di danza e popolari di Ostia Antica e di Roma.

Venezia. Al via l’edizione 2024 degli “Aperitivi archeologici” di comunità allo scavo della villa romana di Lio Piccolo a cura dell’università Ca’ Foscari. Ma la prima visita guidata è riservata alla comunità di Lio Piccolo e Cavallino Treporti

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Al via gli “aperitivi archeologici” di comunità allo scavo di Lio Piccolo a Cavallino Treporti (Ve) a cura del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Ma quella di sabato 25 maggio 2024, alle 16.30, la visita allo scavo della Villa Romana di Lio Piccolo, presso l’agriturismo Le Saline, con aggiornamento sulla campagna di ricerca archeologica, sarà un’anteprima speciale in esclusiva per la comunità di Lio Piccolo e Cavallino Treporti. La visita sarà accompagnata da un aperitivo a bordo scavo. L’incontro darà avvio alle tradizionali attività di condivisione dell’esperienza dello scavo che proseguiranno nel mese di giugno.