Pompei. Aprono le prevendite dei biglietti per la settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi: quattro titoli in scena al Teatro grande dal 13 giugno al 13 luglio 2024

pompei_theatrum-mundi_2024_locandinaDa lunedì 15 aprile 2024 sarà possibile acquistare la Theatrum Card e gli spettacoli in programma della settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi 2024 un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei dal 13 giugno al 13 luglio 2024 al Teatro Grande del sito di Pompei. Dalla “Odissea cancellata” di Emilio Isgrò con la regia di Giorgio Sangati su installazione scenica in situ di Emilio Isgrò al “De rerum natura” di Fabio Pisano con la regia di Davide Iodice a “Edipo re” di Sofocle con la regia di Andrea De Rosa a “Fedra. Ippolito portatore di corona” di Euripide con la regia Paul Curran il prestigioso programma di testi classici verrà presentato al pubblico in 12 sere d’estate in uno dei luoghi più belli al mondo. La Theatrum Card permette di assistere singolarmente a 4 spettacoli oppure in coppia a 2 spettacoli. In promozione a 50 euro fino al 15 maggio 2024. Inoltre per i possessori della Theatrum Card sarà possibile acquistare fino a un massimo di 2 biglietti al prezzo ridotto di 15 euro ciascuno. Con i suoi quattro titoli in programma la rassegna estiva del Teatro Nazionale di Napoli conferma la sua natura di vetrina di inedite riletture o rivisitazioni di testi e opere della classicità.

pompei_theatrum-mundi_2024_isgrò-pisano_locandina“Dunque – scrive il direttore Roberto Andò – la cancellatura di Isgrò come scrittura paradossale e filosofica, una scrittura che impedendoci di vedere eccita il fantasma di un’immagine che non possiamo più abitare, di una parola che non possiamo più leggere; la cecità di Edipo come abissale e tragica impossibilità della verità; la poesia di Lucrezio come ferita e rivelazione di ciò che è accaduto e potrebbe ancora accadere; la Fedra come tragedia della malattia mentale. Pompeii Theatrum Mundi continua a offrire visioni che nel nome del teatro sappiano declinare le tensioni del tempo in cui viviamo, e uno sguardo che sappia ricongiungere il passato al presente e al futuro”. pompei_theatrum-mundi_2024_de-rosa-curran_locandinaPer il direttore generale del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel: “Questa settima edizione di Theatrum Mundi, così come la terza di Sogno di Volare (lo spettacolo degli attori adolescenti del territorio che andrà in scena il 25 e il 26 maggio) e il secondo anno in cui il Ministero della Cultura promuove insieme al Comune di Pompei una rassegna di grandi concerti, tutto ciò dimostra che gli Scavi di Pompei sono un luogo contemporaneo”. Il presidente del Teatro Nazionale Luciano Cannito oltre a ringraziare il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano “per l’attenzione speciale che continua a riservare al Festival Pompeii Theatrum Mundi e a questo luogo ricco di storia e di bellezza”, e i Soci fondatori del Teatro Nazionale – il Comune di Napoli, la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli – “per aver restituito anni fa al Teatro Mercadante quella centralità storica di luogo di produzione, formazione e distribuzione del teatro di eccellenza italiano ed internazionale”, sottolinea come “il direttore Roberto Andò abbia saputo immaginare un cartellone che ancora una volta coniuga la potenza del linguaggio classico che da queste pietre sacre giunge intatta fino a noi, con il sentimento della modernità che del classico si fa interprete e testimone fedele”.

Roma. Dopo 1800 anni l’acqua è tornata alle Terme di Caracalla con lo Specchio d’acqua inaugurato con la prima di “Rhapsody in blue” di Gershwin con Ccn AterBalletto. Il direttore Mirella Serlorenzi: “Il progetto vuole restituire la percezione, la comprensione, la fruizione del monumento come era in antico ponendo al centro i bisogni di arricchimento culturale dei visitatori”

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Riflessi nello Specchio d’acqua alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

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Lo Specchio d’acqua alle Terme di Caracalla by night a Roma (foto ssabap-roma)

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AterBalletto alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

Dopo oltre mille anni l’acqua, elemento fondativo e vitale di tutti gli impianti termali, torna alle Terme di Caracalla con lo Specchio d’acqua: un intervento di architettura contemporanea promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro. Il progetto nato dalla collaborazione di Mirella Serlorenzi, direttore del sito, con l’architetto Hannes Peer, rende le suggestioni degli ambienti termali con nebulizzazioni, zampilli e giochi di luce che avranno la funzione di evocare le antiche Terme. Lo specchio è stato realizzato dall’impresa Angeloni Angelo, con Daniele Romani e Alessandro Maiocchetti. Cui si aggiunge l’elemento del riflesso delle architetture archeologiche nello Specchio d’acqua. La Soprintendenza Speciale di Roma, sabato 13 aprile 2024, ha voluto festeggiare con la Capitale il ritorno dell’acqua alle Terme Antoniniane regalando ai cittadini un pomeriggio di spettacolo, cultura e bellezza con Aterballetto che ha portato in scena per la prima volta a Roma “Rhapsody in Blue”, una nuova coreografia creata da Iratxe Ansa e Igor Bacovich per il centenario della più famosa partitura di George Gershwin composta nel 1924.

Danzare su uno specchio d’acqua tra le maestose architetture delle Terme di Caracalla sulle musiche di “Rhapsody in blue” di George Gershwin. “Rhapsody in blue”, spiegano I coreografi Iratxe Ansa e Igor Bacovich, “è di per sé un giocattolo fantastico per un coreografo, per un creativo. Essendo così potente, così allegra, così frizzante, è percorsa da varianti di forma costanti, e sembra di attraversare una foresta incantata: nel giro di pochi passi, di pochi minuti, incontri un essere magico, un cielo irreale che cambia di colore sopra di te… ci si muove in questo mondo fantastico, dove la rapsodia regala uno spazio sonoro dove tutto è possibile, dove da ogni angolo fanno capolino elementi sempre nuovi e tu sei continuamente sorpreso. I corpi reagiscono ad input concitati e sempre diversi. Abbiamo giocato con tutto questo, chiudendo gli occhi e sognando nuovi mondi ogni volta che entravamo in contatto con un nuovo tema”.

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“Rhapsody in blue” con AterBalletto alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

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Zampilli nello Specchio d’acqua alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

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Giochi d’acqua nello Specchio alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

Anelli di una storia comune che si riallacciano l’uno all’altro creando una partitura di meraviglia. Le Terme di Caracalla tornano a essere il fulcro di un progetto culturale di ampio respiro che è iniziato sulle note di “Rhapsody in Blue” di George Gershwin. Una magia a passo di danza che si riflette nello Specchio. Lo Specchio è solo l’inizio di una rivoluzione alle Terme di Caracalla che ha l’ambizione di diventare un sito archeologico riprogettato in chiave contemporanea, all’insegna delle migliori pratiche di conservazione, restauro e valorizzazione per rendere il complesso monumentale all’avanguardia nella fruizione culturale della Capitale. Il Soprintendente Daniela Porro ha presentato il progetto insieme al direttore del monumento Mirella Serlorenzi in uno scenario di emozioni evocate dal ritorno dell’acqua alle Terme Antoniniane. Come ha spiegato Serlorenzi il progetto nasce da “un principio inderogabile: restituire la percezione, la comprensione, la fruizione del monumento come era in antico ponendo al centro i bisogni di arricchimento culturale dei visitatori, da qualsiasi parte del mondo essi provengano”. Sulle note di “Rhapsody in blue” diventata geniale coreografia ad opera di Iratxe Ansa e Igor Bacovich e interpretata da Ccn Aterballetto lo Specchio alle Terme di Caracalla svela, come ha aggiunto Serlorenzi: “Una visione ampia e generale che superi il concetto romantico della rovina per restituire agli imponenti resti archeologici il potenziale storico di cui sono portatori mettendo a punto progetti di studio e ricerca di ampio respiro e soprattutto la riconnessione urbanistica con la città”. L’opera è frutto di connessioni e collaborazioni uniche, a cominciare da Cristiano Leone, curatore artistico, Hannes Peer, architetto dello Specchio, Maurizio Pinotti, responsabile tecnico delle Terme, gli architetti Paolo Bornello, Andrea Grandi e Carmelo Garazzo, al paesaggista Beppe Provasi, il tutto con la collaborazione dello staff di Caracalla con Leandro Lentini, Barbara Ciarrocchi e Alba Casaramona e con il contributo di Electa, Rosanna Cappelli, Anna Grandi, Gabriella Gatto, di Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’Opera, Stefano Rossi per l’aiuto nell’allestimento del palco e a Francesco Arena del Teatro dell’Opera per i consigli pratici, dell’Ufficio amministrativo della Soprintendenza con Ebe Pulcini, Daphne Iacopetti e Veronica Pepe, Luca Del Fra e Valentina Catalucci dell’Ufficio stampa e Silvia Agostinetto e Paola Caramadre dell’Ufficio comunicazione.

Ferrara. Al museo Archeologico nazionale si replica “Thesaurus Musicae”: visita guidata nella sala del Tesoro e concerto di musica rinascimentale

ferrara_archeologico_thesaurus-musicae_aprile-2024_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Ferrara si replica “Thesaurus Musicae”. Appuntamento domenica 14 aprile 2024 nella sala del Tesoro alle 14.30 e alle 15.30. Verranno organizzati, su prenotazione, due piccoli gruppi da 15 persone, che assisteranno ad una spiegazione, a cura dell’università di Ferrara, delle opere presenti nella sala del Tesoro e a seguire un concerto di musica rinascimentale dal vivo a cura degli studenti dell’area antica del Conservatorio G. Frescobaldi. Musiche di John Dowland (1563- 1626) con Maryfe Singy, soprano, e Alessio Zaccaria, liuto. Ingresso con biglietto del museo. Prenotazione obbligatoria al numero 0532 66299 o per mail: drm-ero.archeologico-fe@cultura.gov.it.

Bologna. All’Oratorio San Filippo Neri, e on line, Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, presenta il libro “Alla ricerca di Tutankhamun” in dialogo con Daniela Picchi, curatrice del museo civico Archeologico

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Christian Greco presenta il libro “Alla ricerca di Tutankhamun” a Bologna (foto franco cosimo panini)

Quando nel novembre del 1922 Howard Carter entra nella tomba del faraone Tutankhamun, il nome del faraone, dimenticato dalla storia, torna a essere pronunciato dopo tremila anni. La tomba ha garantito al faraone una seconda vita come simbolo dell’intera civiltà egizia. Ma come è stato possibile? Domenica 14 aprile 2024, alle 18.30, Christian Greco presenta “Alla ricerca di Tutankhamun” nella suggestiva cornice dell’Oratorio San Filippo Neri in via Manzoni 5 a Bologna, in dialogo con Daniela Picchi, curatrice del museo civico Archeologico di Bologna. L’evento sarà disponibile anche online in diretta, è possibile utilizzare il pulsante sotto “iscriviti” per ricevere gratuitamente il link della diretta ((1) Domenica 14 Aprile – ore 18.30… – Franco Cosimo Panini Editore | Facebook).

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Copertina del libro “Alla ricerca di Tutankhamun” di Christian Greco (Franco Cosimo Panini Editore)

Alla ricerca di Tutankhamun. Il ritrovamento della tomba di Tutankhamun, nel novembre 1922, con i suoi tesori mozzafiato, è l’evento archeologico più sensazionale di tutti i tempi. Sono innumerevoli i libri dedicati al re bambino e alla sua tomba, ma questo è il primo di Christian Greco che racconta in modo appassionato e coinvolgente – ma con rigore scientifico – il ritrovamento della tomba ad opera dell’archeologo britannico Howard Carter e fornisce al lettore una prospettiva unica su questa straordinaria scoperta archeologica, la più emozionante che il mondo abbia mai conosciuto. Sono minuziosamente descritti i tesori ritrovati intatti nella tomba – dalla maschera d’oro al trono, dai sarcofagi alla mummia reale – insieme alla storia del giovane faraone che è da sempre circondata da mistero. Christian Greco conduce i lettori in un viaggio che inizia con la riforma religiosa del faraone “eretico” Akhenaten ed esplora i grandi misteri legati a Tu­tankhamun – dalla sua ascendenza alle cause del­la morte – fino a indagare l’impatto che i favolosi oggetti ritrovati nella tomba hanno avuto sull’im­maginario contemporaneo. Al centro, le incredibili vicende che hanno portato Howard Carter al ritro­vamento della tomba, il lavoro archeologico grazie al quale gli oggetti diventano reperti, il ruolo dei mass-media e della politica, l’impatto che Tutan­khamun ha avuto su tutto il Novecento.

Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” presentazione dell’evento “Simposio etrusco-ellenico”

vetulonia_archeologico_simposio-etrusco-ellenico_locandinaDomenica 14 aprile 2024 il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr) ospita, nella sala espositiva, alle 11, la presentazione dell’evento “Simposio etrusco-ellenico”, un incontro tra due civiltà nel segno del turismo, della cultura e dell’enogastronomia. L’iniziativa, fa parte di un ciclo di incontri e di scambi che Regione Toscana, attraverso l’agenzia Toscana Promozione Turistica, ha avviato da tempo con alcuni territori della Grecia con l’obiettivo di costruire una rete promozionale congiunta fondata sugli elementi comuni che caratterizzano i territori. Intervengono Leonardo Marras, assessore Turismo Regione Toscana; Elena Nappi, sindaco di Castiglione della Pescaia; Ai katerini Zografou, governatrice Halkidiki; Francesco Tapinassi, direttore Toscana Promozione Turistica; Grigoris Tasios, presidente Ente di Promozione Turistica Regionale Halkidiki; Giorgio Broutzas, direttore Ente di Promozione Turistica Regionale Halkidiki; Simona Rafanelli, direttrice del MuVet; George Skiadaresi, archeologo; Kostas Papastathis, archeologo; Eleni Sarikosta, rappresentante per l’Italia di Halkidiki. Modera Clara Svanera, referente relazioni internazionali Toscana Promozione Turistica.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale Emilia Zamuner in “Crazy jazz”, accompagnata dal trio jazz Carucci-Morriconi-Bandini, sesto appuntamento della rassegna 2024 “MArTA in Musica: le matinée domenicali”

taranto_marta-in-musica_crazy-jazz_locandinaSesto appuntamento della rassegna “MArTa in Musica: le matinée domenicali”, la rassegna di Musica e Archeologia organizzata dal museo Archeologico nazionale di Taranto e dall’Orchestra della Magna Grecia. Domenica 14 aprile 2024 Emilia Zamuner sarà la protagonista di “Crazy jazz”, accompagnata dal trio jazz Carucci-Morriconi-Bandini. Ingresso al Museo da corso Umberto. L’accesso sarà consentito dalle 10.45 per la visita guidata, con inizio visita alle 11. L’accesso per il concerto è dalle 11.30 con inizio concerto alle 11.45. Il biglietto di ingresso di 10 euro comprende l’ingresso alla visita e l’ingresso al concerto. Biglietto Unico. Biglietti acquistabili presso l’Orchestra della Magna Grecia – Taranto, in via Ciro Giovinazzi 28 e su https://www.ticketsms.it/event/Crazy-Jazz-MArTa-2024-04-14.

Bologna. Al museo civico Archeologico l’incontro con Greco e il concerto “Cantami, o Egitto!” chiudono alla grande il ciclo “L’Egitto dei Musei: Bologna, Città del Vaticano, Firenze, Torino” per i 30 anni del nuovo allestimento della collezione Egizia

bologna_archeologico_l-egitto-dei-musei_greco-concerto-finale_locandina“Trent’anni e non sentirli”. Così la direzione del museo civico Archeologico di Bologna aveva lanciato il ciclo “L’Egitto dei Musei: Bologna, Città del Vaticano, Firenze, Torino” (13 gennaio – 13 aprile 2024) che, per ricordare-celebrare l’anniversario del nuovo allestimento della collezione Egizia dell’Archeologico avvenuto nel 1994, ha voluto mettere a confronto, attraverso le voci di direttori e curatori, le principali collezioni egittologiche italiane (vedi Bologna. Nel trentennale del nuovo allestimento della sezione egizia del museo civico Archeologico ciclo di incontri “L’Egitto dei Musei: Bologna, Città del Vaticano, Firenze, Torino”: a confronto le voci di direttori e curatori delle principali collezioni egittologiche italiane | archeologiavocidalpassato). Con sabato 13 aprile 2024 siamo giunti alla fine del ciclo con un doppio appuntamento che chiude in bellezza per “L’Egitto dei Musei”. Alle 17, incontro con Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, su “A 200 anni dalla fondazione. Il Museo Egizio di Torino”. E poi alla 21, concerto “Cantami, o Egitto!” con il Coro Athena diretto da Marco Fanti. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Verona. Al museo Archeologico nazionale in occasione di Vinitaly and The City 2024 visita guidata “L’uomo e il vino: l’archeologia racconta” con degustazione

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L’ex caserma asburgica, alle spalle della chiesa di San Tomaso, sede del museo Archeologico nazionale di Verona (foto graziano tavan)

Fin dall’antichità il vino non era una semplice bevanda, ma rivestiva significati profondi legati anche alla sfera sociale e rituale. Il museo Archeologico nazionale di Verona partecipa a Vinitaly and The City 2024 con una visita guidata dal titolo “L’uomo e il vino: l’archeologia racconta”, per scoprire le origini del consumo del vino nel nostro più remoto passato. I reperti esposti consentono infatti di ricostruire molti aspetti della vita quotidiana delle popolazioni che anticamente abitavano il territorio veronese. Appuntamento sabato 13 aprile 2024, alle 15, visita guidata in lingua italiana; domenica 14 aprile 2024, alle 11, visita guidata in lingua italiana ed inglese; domenica 14 aprile 2024, alle 15, visita guidata in lingua italiana. Al termine delle visite guidate degustazione di un calice di Valpolicella della cantina Villa della Torre. L’acquisto del carnet degustazioni avviene esclusivamente sul sito 2024.vinitalyandthecity.com/. Il token esperienza incluso nel carnet dà diritto all’ingresso ridotto dal costo di 3 euro.

Acerra (Na). Al castello conferenza di Valentino Nizzo (L’Orientale) su “La scoperta degli Etruschi in Campania: intuizioni, fraintendimenti, trafugamenti” per il ciclo “Paesaggi culturali. Storia e storie tra spazio e tempo” ideato dalla sezione di Acerra dell’Archeoclub d’Italia

acerra_castello_conferenza-la-scoperta-degli-etruschi-in-campania_valentino-nizzo_locandinaPomeriggio con gli Etruschi ad Acerra (Na). Sabato 13 aprile 2024, alle 18.30, al Castello dei Conti di Acerra, nel primo appuntamento dell’anno del ciclo “Paesaggi culturali. Storia e storie tra spazio e tempo” ideato dalla sezione di Acerra dell’Archeoclub d’Italia, presieduta da Rosa Anatriello, con il patrocinio del Comune di Acerra, guidato dal sindaco Tito D’Errico, conferenza del prof. Valentino Nizzo, ordinario di Etruscologia all’università di Napoli “L”Orientale” e già direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, su “La scoperta degli Etruschi in Campania: intuizioni, fraintendimenti, trafugamenti”. “Faremo un lungo viaggio attraverso il tempo alla scoperta degli Etruschi della Campania”, anticipa Valentino Nizzo. “Il luogo ha un valore simbolico molto particolare dato il contributo centrale dato da Marcello Spinelli alla conoscenza del patrimonio archeologico della sua terra. Una occasione persa, purtroppo, come molte altre a causa del clima del tempo che favorì la dispersione all’estero di molti inestimabili capolavori. Eppure la Campania si era mostrata precocemente attenta al suo passato più remoto, magnificato da Vico e da Cuoco nel solco dell’idea di una originaria sapienza degli Etruschi e degli Italici precocemente trasmessa ai Greci. Anche le tecniche di scavo e interpretazione degli archeologi napoletani mostravano tutti i segni di una inaspettata precocità, destinata purtroppo a svanire per l’incapacità delle istituzioni di tesaurizzare e trasmettere un inestimabile patrimonio di conoscenze. Per questo e altri motivi molti siti e necropoli come Capua, Pontecagnano e Sala Consilina avrebbero potuto essere scoperti con un secolo di anticipo rispetto all’avvio dei primi scavi regolari nella seconda metà del ‘900. Intuizioni, occasioni perse e trafugamenti più o meno leciti saranno protagonisti, dunque, del nostro racconto”.

Vetulonia (Gr). Fine settimana speciale al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” con due visite guidate alla mostra “Quadri etruschi raccontano. Il mito e il rito da Caere a Vetulonia. Un nuovo straordinario recupero della Guardia di Finanza”

vetulonia_archeologico_mostra-quadri-etruschi-raccontano-il-mito-e-il-rito-da-caere-a-vetulonia_locandinaFine settimana speciale al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr): sono previste due visite guidate alla mostra “Quadri etruschi raccontano. Il mito e il rito da Caere a Vetulonia. Un nuovo straordinario recupero della Guardia di Finanza”. La prima sabato 13 aprile 2024, alle 15.30; la seconda, domenica 14 aprile 2024, alle 15.30. Visita guidata gratuita alla mostra a cura dello staff del museo; ingresso a pagamento. Prenotazione gradita. Per informazioni e prenotazioni: tel.0564 948058, email: museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it. Limite massimo 30 persone. Protagoniste esclusive dell’allestimento sono quattro lastre etrusche in terracotta dipinta provenienti da scavi clandestini presso Cerveteri, l’etrusca Caere, salvate dal mercato illegale grazie all’insostituibile attività di vigilanza, tutela, conservazione e valorizzazione che la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale svolge da sempre in piena e fruttuosa collaborazione con le forze dell’ordine e in particolare con la Sezione Tutela Beni Demaniali e di Interesse Pubblico della Guardia di Finanza di Roma. Le lastre sono dei veri “quadri” su cui i colori vivaci e le originali iconografie etrusche immortalano magistralmente personaggi e episodi nodali del mito greco, raccontandoli con potenza ed evocando da un singolo “fotogramma” storie antiche che intrecciano vicende umane, eroiche e divine.

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Lastra dipinta etrusca da Cerveteri con il duello mortale tra Achille e Pentesilea (foto muvet)

Per saperne di più, in attesa delle visite guidate. “Quadri etruschi raccontano, 1”. “Dipingendo il mortale duello tra Achille e Pentesilea l’artefice di questa meravigliosa opera”, spiegano le archeologhe del MuVet, “ci trasporta sotto le mura di Troia, come spettatori del mitico scontro tra il più celebre dei guerrieri achei e la più temibile delle amazzoni, stirpe di intrepide donne guerriere. L’anonimo artista etrusco che ha dipinto la lastra ci restituisce una versione dell’episodio straordinaria e originale: la regina guerriera nel pieno del proprio eroismo, indomita e a testa alta, nella sua carica vittoriosa in cui ha rinunciato perfino alla protezione dello scudo per scagliarsi contro il nemico senza badare alla propria incolumità. Nelle rappresentazioni antiche di questo famoso mito questo punto di vista è del tutto innovativo e rivoluzionario, frutto di una cultura, quella etrusca, dove la donna ha un ruolo pari a quello dell’uomo. L’artista così, invece di esaltare la forza di Achille come avviene nel mondo greco, celebra con forza la bellezza della regina delle Amazzoni e la sua spavalderia, conseguente alla corsa vittoriosa che l’ha condotta attraverso le schiere nemiche sino ad affrontare finalmente il proprio tragico destino. Una scelta originale, che spinge lo spettatore a parteggiare per l’eroina tragica nell’ultimo momento di gloria prima della fine, ben sapendo che di lì a pochi istanti il più forte guerriero degli achei – ora quasi timoroso al riparo della sua armatura – la trapasserà spietatamente ponendo fine alle sue gesta. Secondo il racconto del poema perduto “Etiopide” di Arctino di Mileto, Achille trafisse l’indomita guerriera, ma se ne innamorò perdutamente nel momento stesso in cui lei perdeva la vita”.

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Lastra dipinta etrusca da Cerveteri a soggetto incerto: Artemide con Apollo, o Atalanta con Melanione (foto muvet)

Per saperne di più, in attesa delle visite guidate. “Quadri etruschi raccontano, 2”. “Una scena di corsa, e forse anche d’inganno, è protagonista di questa lastra”, spiegano le archeologhe del MuVet: “è difficile riconoscerne con certezza i personaggi che l’artista ci vuole raccontare, in mancanza di un contesto che forse continuava sulle lastre adiacenti purtroppo mancanti, ma possiamo fare insieme due supposizioni. L’arco impugnato nella mano sinistra dalla figura femminile ci aiuta in questo senso che, una volta esclusa l’ipotesi di un’amazzone in assenza di armatura e di altre caratteristiche guerresche, potrebbe trovare l’apice della sua abilità nelle mani della dea della caccia Artemide (in etrusco Artumes) o della mitica cacciatrice mortale Atalanta (in etrusco Atalanta). Nel primo caso, si potrebbe immaginare che la dea si affretti verso una delle sue imprese mitiche volgendosi per chiedere assistenza al suo gemello, Apollo, che accorre in suo aiuto. Se invece la giovane donna armata di arco fosse da identificare come la cacciatrice Atalanta, è senz’altro suggestivo ricordare che l’eroina, forte delle sue guadagnate abilità, usasse sfidare alla corsa tutti i suoi pretendenti i quali, una volta sconfitti nella gara, venivano regolarmente uccisi. Fino a quando Afrodite, offesa dall’evidente rifiuto dell’amore da parte dell’eroina, consegnò tre mele d’oro, irresistibili per odore e sapore a qualsiasi donna, all’ultimo degli spasimanti, il cui nome era Melanione. Costui, lasciando cadere in terra le mele una alla volta, rallentò la corsa di Atalanta, che non poteva far a meno di fermarsi a raccoglierle, e vinse la gara: il giovane pretendente sarebbe quindi raffigurato nel momento in cui sta raggiungendo e superando la sua avversaria, che si volge all’indietro distratta dalle mele d’oro lasciate cadere a terra”.