Salerno. Alla pinacoteca provinciale presentazione degli atti del VII Convegno dei Dialoghi sull’Archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo “L’eterna contemporaneità dell’Antico. Passato e presente, un dialogo inevitabile” (edizioni Pandemos)
Giovedì 23 maggio 2024, alle 18, alla Pinacoteca provinciale di Salerno presentazione degli atti del VII Convegno dei Dialoghi sull’Archeologia “L’eterna contemporaneità dell’Antico. Passato e presente un dialogo inevitabile” (edizioni Pandemos) promossa dalla Fondazione Paestum. Dopo gli indirizzi di saluto di Francesco Morra, delegato alla Cultura della Provincia di Salerno, intervengono Alfonso Amendola, docente di Sociologia dei processi culturali dell’università di Salerno; Armando Bisogno, docente di Filosofia medievale e umanistica dell’università di Salerno; Raffella Bonaudo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Coordina Erminia Pellecchia, giornalista de “Il Mattino”. Saranno presenti i curatori e alcuni autori.
Il VII convegno internazionale di studi Dialoghi sull’Archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo “L’eterna contemporaneità dell’antico: passato e presente un dialogo inevitabile” si è tenuto a Paestum il 27-29 ottobre 2022, per affrontare, grazie al contributo di studiosi italiani e stranieri, la concezione dell’Antico nella contemporaneità. Il tema è stato trattato nelle sue varie declinazioni: il rapporto fra Antico e Archeologia, l’estetica dell’Antico, metodi e forme della comunicazione dell’Antico nella società contemporanea, la problematica delle applicazioni tecnologiche, della transizione ecologica e del loro impatto sui paesaggi e sul patrimonio culturale.
Verona. Al museo civico di Storia naturale giornata di studi “Francesco Zorzi (1900-1964). L’uomo e lo studioso” celebra lo storico direttore del museo di Storia naturale di Verona in occasione del 60° anniversario dalla morte
Sono tanti gli interventi nella giornata di studi “Francesco Zorzi (1900-1964). L’uomo e lo studioso” in programma venerdì 24 maggio 2024 nella sala “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, per celebrare lo storico direttore del museo di Storia naturale di Verona in occasione del 60° anniversario dalla morte, con un evento organizzato in collaborazione con l’associazione Naturalisti Veronesi “Francesco Zorzi” e l’associazione Consiglieri Emeriti del Comune di Verona, e patrocinato dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, di cui Zorzi fu tra i fondatori, dalla Fondazione Fioroni, di cui fu il primo direttore, e dall’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Partecipa all’iniziativa la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili in sala. Non è necessaria la prenotazione.
Programma della giornata. Alle 10, accoglienza dei partecipanti; 10.30, saluti delle autorità e introduzione alla giornata della direttrice dei Musei Civici Francesca Rossi. SESSIONE MATTUTINA, modera Alessandra Aspes, già museo di Storia Naturale: 10.45, Fedra Alessandra Pizzato, università di Verona, “‘Na scaiéta se strenze in le man. Francesco Zorzi combattente, animatore e guida tra ricerca e impegno socio-politico”; 11, Leonardo Latella, museo di Storia naturale di Verona, “Zorzi, Pasa e Ruffo: il trio che ha fatto grande il Museo di Verona”; 11.15, Nicoletta Martinelli, museo di Storia naturale di Verona, “Zorzi e le palafitte: gioie e dolori di una relazione ventennale”; 11.30, Massimo Saracino, museo di Storia naturale di Verona, “Le indagini di Zorzi sull’età del Ferro veronese fra castricoli e Atestini”; coffee break; 12, Antonio Curci, università di Bologna, “Tra un piroscafo e l’altro… Le ricerche di Francesco Zorzi alle Tremiti e la loro attualità”; 12.15, Fiorenza Gulino, università di Pavia, Cristiano Putzolu, università di Bologna, Paola Salzani, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Vicenza e Rovigo, Umberto Tecchiati, università di Milano, “Gli scavi dell’Università di Milano (2019-) nel villaggio preistorico delle Colombare di Negrar a settant’anni dalla sua scoperta”; 12.30, discussione e chiusura sessione mattutina. SESSIONE POMERIDIANA: alle 15, presentazione del libro “Francesco Zorzi e la ricostruzione del Museo Civico di Storia Naturale di Verona” di Ettore Curi, introduce Silvano Zavetti, associazione Consiglieri Comunali Emeriti del Comune di Verona, dialoga con l’autore Federico Melotto, direttore Fondazione Fioroni; 16, Margherita Frigo Sorbini, associazione Naturalisti Veronesi “Francesco Zorzi”, “Francesco Zorzi, una vita per la divulgazione delle Scienze Naturali”; 16.15, presentazione del montaggio di filmati “Zorzi in Super 8”, a cura di Massimo Saracino, museo di Storia naturale di Verona; 16.30, chiusura dei lavori.

Francesco Zorzi, paletnologo, storico direttore del museo civico di Storia naurale di Verona (foto comune vr)
Francesco Zorzi nacque il 2 luglio 1900 a Verona. La sua giovinezza fu segnata da eventi importanti: prese parte alla prima guerra mondiale come volontario nei reparti d’assalto, conquistando una medaglia d’argento dal valore militare, nel 1920 divenne funzionario della Civica Amministrazione e il 16 dicembre 1930 entrò a far parte del personale del museo civico di Storia naturale di Verona come assistente, quando era allora direttore Vittorio Dal Nero con cui instaurò una profonda amicizia. Nel 1933 succedette a quest’ultimo con la carica di conservatore del museo di Storia naturale con funzioni direttive, cercando di trasformare il Museo secondo le sue vedute: da semplice organismo statico e raccoglitore di materiali, sistemazione che rispecchiava la tradizione museologica ottocentesca di cui Dal Nero fu portavoce, a centro dinamico in cui si svolgevano attività di ricerca e didattiche.
Durante i primi anni del suo nuovo incarico cercò di ampliare lo spazio destinato alle collezioni del Museo, in quanto palazzo Pompei allora era sede anche del Liceo Artistico, dell’Accademia Cignaroli e della Galleria d’Arte Moderna, riuscendo, dopo numerose trattative, nel suo intento. Contemporaneamente al suo lavoro da direttore, Zorzi portò avanti anche le sue ricerche, orientandosi in particolare verso la Paletnologia, allo scavo metodico e allo studio della zona palafitticola di Barche di Solferino, i cui importanti risultati vennero da lui pubblicati solo nel 1940. Stessa sorte toccò alle ricerche intraprese nei depositi archeologici identificati nelle cave di Quinzano, in cui rintracciò anche un antico occipitale umano fossile. Con l’avvento della seconda guerra mondiale, i suoi studi dovettero subire una battuta d’arresto momentanea, in quanto Zorzi fu impegnato in prima persona nel conflitto, prima come ufficiale di Commissariato addetto alla Croce Rossa Italiana e poi dal settembre del 1943 nella Resistenza.
Finita la guerra, iniziò il periodo più fecondo e produttivo per Zorzi: divenne direttore del Museo, si dedicò alla sua risistemazione (il palazzo aveva subito gravi danni a causa dei bombardamenti), impostando ex novo le collezioni didattiche, arricchendo quelle di studio, consolidando i laboratori di ricerca e la biblioteca, prima praticamente inesistenti, nel 1946 fondò la Società Naturalisti Veronesi, nel 1951 ottenne la libera docenza in Paletnologia e inoltre riprese in modo attivo le sue ricerche di stampo preistorico, spesso in collaborazione con l’amico e collega Angelo Pasa. Tra le campagne di studio svolte assieme dai due naturalisti, una delle più importanti e gratificanti fu quella che fecero in Puglia, poiché fruttò non solo il ritrovamento di significativi giacimenti con industrie e faune del Paleolitico, ma soprattutto condusse nel 1962, all’interno della Grotta Paglicci presso Rignano Garganico, all’importantissima scoperta delle prime pitture parietali paleolitiche rinvenute in Italia. Non trascurò però il territorio veronese, dove condusse ricerche archeologiche sia su necropoli e palafitte della pianura, sia su insediamenti e siti ricchi di resti litici della Lessinia.
Durante gli ultimi anni di vita fu afflitto da una grave malattia, che lo portò a lasciare il suo amato lavoro nel dicembre del 1963; morì l’11 maggio 1964 a Verona, solo pochi mesi prima dell’inaugurazione del nuovo Museo per cui Zorzi aveva tanto lavorato.

Il Fondo Zorzi conservato al museo civico di Storia naturale di Verona (foto comune vr)
Fondo Zorzi, 1964. Acquisizione: gli ultimi anni di vita di Francesco Zorzi furono interamente dedicati alla ricostruzione del Museo e al riallestimento della parte espositiva in vista della riapertura al pubblico. Nel 1963 tuttavia fu costretto dalla malattia ad abbandonare il lavoro, morì nel 1964 lasciando in Museo tutto il suo patrimonio di studi, ricerche e corrispondenza. Consistenza e composizione: Zorzi lasciò in Museo una serie di cartelle numerate progressivamente ma senza una organizzazione cronologica o tipologica del materiale. Si è deciso perciò un riordino, tuttora in corso, che ha prodotto finora 16 faldoni di archivio così suddivisi: materiale che riguarda siti di scavo preistorici e romani, corrispondenza, appunti, bibliografie, manoscritti, segnalazioni, fotografie, cartoline, disegni, contabilità, fatture.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Scritti in onore di Maria Pia Di Dario Guida” a cura di Gaetano Bongiovanni, Giuseppina De Marco, Maria Katja Guida (Editori Paparo 2022)
Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria mercoledì 22 maggio 2024, alle 17.30, nella sala conferenze, presentazione del libro “Scritti in onore di Maria Pia Di Dario Guida” a cura di Gaetano Bongiovanni, Giuseppina De Marco, Maria Katja Guida (Editori Paparo 2022) che raccoglie gli scritti che amici e colleghi hanno voluto offrire alla studiosa per festeggiarne i sessant’anni di attività. Dopo i saluti istituzionali di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, presenta gli “Scritti” Mario Panarello, accademia di Belle arti di Lecce. Saranno presenti i curatori, per rispondere alle domande e dialogare con il pubblico. Fra i maggiori studiosi della cultura artistica dell’Italia meridionale, Maria Pia Di Dario Guida si è dedicata fin dagli anni giovanili all’indagine sistematica sul territorio rivelando agli studi personalità e opere sconosciute e ricostruendone le vicende in una serie di saggi e relazioni a mostre e convegni internazionali e monografie. Un impegno particolare ha profuso nella tutela e valorizzazione del patrimonio artistico della Calabria articolando l’attività su due linee interdipendenti, una prevalentemente operativa l’altra rivolta alla ricerca, giungendo alla ricostruzione globale della cultura artistica della regione. I saggi raccolti nel volume riflettono nei contenuti il vasto raggio di interessi – dall’Altomedioevo al primo Novecento – che caratterizza i suoi percorsi di ricerca e offrono importanti e inediti contributi al dibattito critico costituendo un fertile strumento per nuovi confronti.
Agrigento. Per “I libri del Griffo” al museo Archeologico regionale presentazione del libro “Ladri di antichità” curato da Serena Raffiotta e Simona Modeo promossa dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi
Mercoledì 22 maggio 2024, alle 17, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento presentazione del libro “Ladri di Antichità” a cura di Serena Raffiotta e Simona Modeo (edizioni Lussografica), una raccolta di saggi dedicati alle archeomafie, che riunisce i casi di antichità trafugate, di distruzione e saccheggio di siti archeologici siciliani, le attività investigative. L’incontro, dedicato alle archeomafie, è organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, che da qualche anno in primavera cura una bella rassegna letteraria, “I libri del Griffo”. Introduce e modera Giuseppe Avenia, responsabile del museo “Griffo”. Con le archeologhe curatrici del libro Serena Raffiotta e Simona Modeo intervengono Roberto Sciarratta, direttore del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi; Donatella Mangione, funzionario direttivo archeologo del museo Griffo; Chiara Portale, ordinario di Archeologia classica all’università di Palermo, che ha curato la prefazione; colonnello Nicola De Tullio, comandante provinciale Carabinieri di Palermo. Presente anche l’editore Salvatore Granata. Ingresso gratuito.

Copertina del libro “Ladri di antichità” a cura di Simona Modeo e Serena Raffiotta
Ladri di antichità. Il volume raccoglie i contributi di archeologi, studiosi, giornalisti e rappresentanti delle Istituzioni che, a vario titolo, in passato e di recente, hanno operato al fine di contrastare il traffico clandestino di testimonianze culturali, rubate o scavate illecitamente per arricchire musei e collezioni private di tutto il mondo. In questo contesto, si vuole focalizzare l’attenzione sui danni gravi e irreparabili causati dall’azione devastante dei tombaroli e dei trafficanti di antichità. Contrastare questo fenomeno, che da secoli danneggia la nostra ricchissima terra, equivale a salvaguardare in eterno la nostra storia e le nostre radici.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si racconta il fumetto etrusco con il collettivo Storiebrutte
Il fumetto è un medium che può raccontare mondi ed epoche molto diverse e lontane da noi. Grazie a storie e personaggi coinvolgenti, il fumetto può diventare uno strumento visivo incredibile per riprodurre e ricostruire scenari storici e contesti archeologici scomparsi. Più le epoche sono lontane e più è difficile e complesso il lavoro di ricerca e recupero delle informazioni. Mercoledì 22 maggio 2024, alle 17, nell’incontro “Fumetti etruschi: il racconto della storia antica tramite il fumetto” si racconterà il fumetto etrusco con il collettivo di fumettisti indipendenti di Storiebrutte. Interviene Luca Mazzocco, archeologo Museo ETRU, con un contributo dal titolo ‘Etruschi a fumetti: un viaggio nella nona arte”. In questa conferenza Storiebrutte parlerà della civiltà etrusca e della sua complessità come esempio interessante di narrazione per i diversi pubblici. Sono molti gli aspetti e le difficoltà che emergono durante le ricerche per la realizzazione di un’opera con una forte componente storico-archeologica. La civiltà etrusca è un caso interessante di come tutte queste complessità possano essere state determinanti nell’attuale narrazione per i pubblici. Ingresso gratuito in sala fortuna, fino ad esaurimento posti. È richiesta la prenotazione all’indirizzo storiebrute@gmail.com.
Roma. Da maggio a settembre torna “Viaggio nel Foro di Cesare”, l’appassionante spettacolo multimediale che racconta e fa rivivere la scenografica area archeologica ideato dall’indimenticato Piero Angela e da Paco Lanciano con la sovrintendenza Capitolina

Viaggio nel Foro di Cesare: spettacolo multimediale ideato da Piero Angela e Paco Lanciani (foto roma capitale)
Per romani e turisti, dal 22 maggio al 22 settembre 2024, torna l’atteso “Viaggio nel Foro di Cesare”, l’appassionante spettacolo multimediale che racconta e fa rivivere la scenografica area archeologica. Il progetto, promosso da Roma Capitale, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, prodotto e organizzato da Zètema Progetto Cultura, si avvale dell’ideazione e della cura dell’indimenticato Piero Angela e di Paco Lanciano e della stessa direzione scientifica della sovrintendenza Capitolina. Si potrà dunque tornare a godere di una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico, accompagnati dalla straordinaria voce narrante di Piero Angela e dalla visione di filmati, proiezioni e videomapping che ricostruiscono l’attuale area archeologica così come si presentava nell’antica Roma.

Viaggio nel Foro di Cesare: possibilità di ascolto della narrazione in audiocuffia in 8 lingue (foto roma capitale)
Lo spettacolo – con possibilità di ascolto della narrazione in audiocuffia in 8 lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo, tedesco, cinese e giapponese) – si snoda lungo un percorso itinerante in quattro tappe, della durata complessiva di circa 50 minuti, inclusi i tempi di spostamento. I biglietti sono preacquistabili online sul sito www.viaggioneifori.it oppure direttamente sul posto e nei Tourist Infopoint dislocati in diverse zone della città. Per i possessori della Roma MIC card è previsto il biglietto d’ingresso ridotto. Lo spettacolo fa parte anche del circuito Roma Pass.

Viaggio nel foro di Cesare: ingresso da piazza della Madonna di Loreto, in prossimità della Colonna Traiana (foto roma capitale)
Ingresso da piazza della Madonna di Loreto, in prossimità della Colonna Traiana. L’accesso all’area archeologica avviene dalla scala situata all’ingresso del Foro di Traiano. In funzione anche un ascensore per i disabili motori. Orari: dal 22 maggio al 31 luglio: tutti i giorni dalle 21 alle 23 (ogni 20 minuti): dal 1° al 31 agosto: tutti i giorni dalle 20.40 alle 23 (ogni 20 minuti); dal 1° al 22 settembre: tutti i giorni dalle 20 alle 22.20 (ogni 20 minuti). In caso di pioggia gli spettacoli sono sospesi. Durata: 50 minuti. Posti disponibili: max 50 persone a replica (ogni 20 minuti). Biglietti: intero, 15 euro; ridotto: 10 euro. La riduzione è prevista per: gruppi (superiori alle 10 unità), Forze dell’Ordine, militari, insegnanti, giornalisti, under 26, possessori della Roma MIC card. Lo spettacolo fa parte anche del circuito Roma Pass. Gratuito: disabili e accompagnatori, guide turistiche, bambini di età inferiore ai 6 anni.

Viaggio nel Foro di Cesare: lo spettacolo si snoda lungo un percorso itinerante in quattro tappe (foto roma capitale)
VIAGGIO NEL FORO DI CESARE. Lo spettacolo all’interno del Foro di Cesare è itinerante. L’ingresso avviene da piazza della Madonna di Loreto, nei pressi della Colonna Traiana. Attraverso una scala si scende al livello dell’area archeologica dove gli spettatori verranno dotati di audiocuffie. In gruppo si attraverserà quindi il Foro di Traiano percorrendo una apposita passerella e tramite una galleria che passa sotto via dei Fori Imperiali, si raggiungerà il Foro di Cesare con i resti del Tempio di Venere. Si proseguirà fino alla Curia Romana e da qui all’uscita su via dei Fori Imperiali, all’altezza di largo Corrado Ricci.

Viaggio nel Foro di Cesare: ricostruzione del foro di Cesare (foto roma capitale)

Viaggio nel Foro di Cesare: sotto i portici ecco il negozio del nummulario (foto roma capitale)
Il racconto di Piero Angela, accompagnato da ricostruzioni e filmati, parte dalla storia degli scavi realizzati tra il 1924 e il 1932 per la costruzione dell’allora via dell’Impero (oggi via dei Fori Imperiali), quando una schiera di 1500 persone, tra muratori, manovali e operai, fu mobilitato per un intervento senza precedenti: radere al suolo un intero quartiere e scavare in profondità tutta l’area per raggiungere il livello dell’antica Roma. La narrazione entra quindi nel vivo della storia partendo dai resti del maestoso Tempio di Venere, voluto da Giulio Cesare dopo la vittoria su Pompeo, e facendo rivivere l’emozione di quella che doveva essere la vita del tempo a Roma, quando funzionari, plebei, militari, matrone, consoli e senatori passeggiavano sotto i portici del Foro. Tra i colonnati rimasti riappariranno allo spettatore le tabernae del tempo, cioè gli uffici e i negozi del Foro e, tra questi, il negozio di un nummulario, una sorta di ufficio cambio del tempo. All’epoca c’era anche una grande toilette pubblica di cui sono rimasti curiosi resti.

Viaggio nel Foro di Cesare: ecco come doveva apparire l’interno della Curia, sede del Senato (foto roma capitale)

Viaggio nel Foro di Cesare: iscrizioni (foto roma capitale)
Per realizzare il suo Foro, Giulio Cesare fece espropriare e demolire un intero quartiere per una spesa complessiva di 100 milioni di aurei, l’equivalente di almeno 300 milioni di euro. Accanto al Foro fece costruire la Curia, la nuova sede del Senato romano, un edificio tuttora esistente e che attraverso una ricostruzione virtuale realizzata con proiezioni sulla sua facciata, sarà possibile rivedere come appariva all’epoca, sia all’esterno che all’interno. In quegli anni, mentre la potenza di Roma cresceva a dismisura, il Senato si era molto indebolito e fu proprio in questa situazione di crisi interna che Cesare riuscì a ottenere poteri eccezionali e perpetui. Grazie al racconto di Piero Angela si potrà conoscere più da vicino quest’uomo intelligente e ambizioso, idolatrato da alcuni, odiato e temuto da altri.
Roma. Per il ciclo di conferenze “The Clash. Libri e discussioni sul Patrimonio Culturale” dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte (INASA) presentazione del libro “Archeologia e potere. L’altra faccia della propaganda. Dialoghi intorno alla catastrofe pompeiana (2014-2020 d.C.)” a cura di Helga Di Giuseppe
All’Istituto nazionale di Archeologia e Storia dell’arte (INASA) di Roma nuovo incontro del ciclo “The Clash 2024”, discussioni sul Patrimonio culturale. Appuntamento martedì 21 maggio 2024, alle 16.30, nella sede dell’INASA, in piazza San Marco 49 a Roma, per la presentazione del libro “Archeologia e potere. L’altra faccia della propaganda. Dialoghi intorno alla catastrofe pompeiana (2014-2020 d.C.)” a cura di Helga Di Giuseppe. Gino Famiglietti e Maria Luisa Nava dialogano con gli autori Margherita Corrado, Manlio Lilli, Carlo Pavolini, Luigi Malnati, Rita Paris, Carmelina Ariosto, Alessio De Cristofaro, Mariella Vitale, Gemma Guerrini, Marco Di Branco, Filippo Coarelli, Marina De Franceschini, Helga Di Giuseppe. Modera Massimo Pomponi. L’incontro può essere seguito in streaming sulla piattaforma Zoom al link https://us02web.zoom.us/j/82005228436… ID riunione: 820 0522 8436 Codice d’accesso: 729513.

Copertina del libro “Archeologia e potere” a cura di Helga Di Giuseppe
Archeologia e potere. “Un’immersione perigliosa nella Grande Bellezza tra commedia dell’arte, cavalieri sanza armatura, sanza paura, sanza calzari, sanza denari, resistenze, sconfitte, messe al bando, codici bavaglio, estorsioni, cacciate dal paradiso, pizze e altre prossimità, propaganda mediatica e politica, albizucche e zucocche, sonni che generano mostre. Vi condurremo in un vero e proprio girone dantesco dei beni culturali, ricco di sorprese e colpi di scena. Il pianto e il riso sono assicurati … ancora una volta!”.
Valmontone (Rm). Durante le indagini archeologiche preliminari a un progetto PNRR, scoperto un tratto di strada romana perfettamente conservato che prosegue verso le Catacombe di Sant’Ilario

Il tratto di starda romana perfettamwente conservato scoperto a Valmontone (foto sapab-met-rm)
Nell’ambito delle indagini archeologiche preliminari al progetto PNRR Valmontone (RM), Catacombe di S. Ilario, “Miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale attraverso la valorizzazione del parco archeologico Catacombe di S. Ilario”, è stato messo in luce un tratto di basolato di una strada romana. Lo annuncia la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti. Lo scavo è stato eseguito sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo Gabriella Serio e coordinato sul campo dall’archeologa Maria Cristina Recco.

Archeologia preventiva a Valmontone (Rm): scoperto un tratto di strada romana (foto sabap-met-rm)
Perfettamente conservato alla profondità di ca. 1 un metro e 70 centimetri dal piano di campagna, è stato portato alla luce un tratto di ca. 30 metri, della larghezza di 4 metri che prosegue verso le Catacombe di Sant’Ilario, antico cimitero paleocristiano alto medievale tra i più importanti nel Lazio. La strada, costituita da grandi pietre poligonali basaltiche e dalla caratteristica conformazione a “schiena d’asino”, conserva in alcuni tratti l’originaria crepidine sul limite nordorientale.

“Ben…Essere Persone Cultura Sostenibilità e Territorio… Il parco archeologico di Pompei e la sua gente” è il titolo della tavola rotonda che mette al centro il benessere della persona, promossa dalla Cooperativa Il Tulipano, che si occupa di percorsi di inclusione sociale e lavorativa per persone con autismo e/o disabilità cognitiva, e dal liceo Pascal di Pompei col patrocinio del Festival dello Sviluppo sostenibile. Appuntamento all’auditorium di Pompei scavi martedì 21 maggio 2024 dalle 10.30 alle 14.30, con ingresso da piazza Esedra. Evento gratuito con prenotazione obbligatoria a 


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