Torino. Per San Valentino al museo Egizio due innamorati entrano con un solo biglietto e la scelta di un verso d’amore dall’Antico Egitto. O si può regalare la Membership You&ME
“O amato, amor mio, il cuore segue il tuo amore”… “Allora mi affretterò verso il mio amato, lo bacerò davanti ai suoi, non avrò vergogna della gente, ma mi rallegrerò della loro considerazione”… “O cuor mio, non mi dar pena! Perché ti comporti come un folle?”… Versi d’amore che vengono da lontano: li ha ripescati il museo Egizio di Torino dal libro “Letteratura e poesia dell’Antico Egitto” (Einaudi), raccolta di rara suggestione, vero specchio dell’eterna civiltà del Nilo, curata dall’indimenticabile Edda Bresciani, per San Valentino, la giornata dedicata all’amore in tutte le sue forme, le parole degli antichi egizi sono più moderne che mai. “Dedicate i vostri versi preferiti alla persona più importante per voi: che l’amore degli antichi arrivi fino a voi”, scrivono all’Egizio. “E se oggi, 14 febbraio 2025, venite a visitare il museo Egizio con una persona cui volete bene, pagherete un solo biglietto di ingresso, prenota online al link https://egizio.museitorino.it/”.

Statua di Hathor, dea dell’amore, nel nuovo allestimento “Materia. Forma del Tempo” al museo Egizio di Torino, datata Nuovo Regno (1539 – 1292 a.C.) (foto museo egizio)
Ma il museo Egizio di Torino lancia anche un’altra idea. “Sei in cerca di un dono speciale per sorprendere chi ami? Con quattro programmi dedicati, la Membership You&ME è un regalo in grado di stupire chiunque sia affascinato da arte, storia e archeologia. Scopri i vantaggi, scegli la card più adatta e regala un anno in compagnia del Museo Egizio. Le newsletter mensili e gli eventi riservati ai member saranno l’occasione per parlare con i ricercatori, comprendere il lavoro di studio e cura dei reperti ed instaurare un dialogo ravvicinato con la collezione, anche lontano dal Museo. Per San Valentino fai un regalo speciale e sostieni il Museo Egizio più antico del mondo”.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale “Amori realizzati e amori perduti”, percorsi tematici in occasione di San Valentino (14 febbraio) e San Faustino (15 febbraio)

“Amori realizzati e amori perduti” è il titolo dei percorsi tematici previsti a cura dello staff del museo Archeologico nazionale di Taranto per il 14 febbraio e il 15 febbraio 2025 in occasione di San Valentino e San Faustino, entrambi alle 17.30: un viaggio che porterà i partecipanti a riscoprire l’arte e i miti sotto una nuova luce, quella dell’amore in tutte le sue forme. Le esperienze, dalla durata di circa un’ora e mezza, sono rivolte agli adulti fino ad un massimo di 25 partecipanti. L’attività sarà compresa nel costo d’ingresso per il Museo: 10 euro, salvo le gratuità o le riduzioni previste dalla legge e dalle convenzioni. La prenotazione (obbligatoria) dovrà essere effettuata al numero 099 4532112 sino ad esaurimento dei posti disponibili, comunicando il proprio nome e cognome, email, telefono e numero di partecipanti.

Nelle antiche civiltà, l’amore e la castità erano temi ricorrenti, espressi attraverso miti, leggende e opere d’arte che ancora oggi ci affascinano e ci interrogano. Gli antichi Greci, ad esempio, non avevano una sola parola per definire l’amore, ma ne utilizzavano diverse, riconoscendo le sue diverse manifestazioni: dall’eros, l’amore passionale, alla philia, l’affetto profondo tra amici, fino all’agape, l’amore spirituale, universale e incondizionato. Attraversando le sale del MArTA, osserveremo come questi concetti siano presenti e si intreccino nelle opere esposte: dalle statuette votive che rappresentano divinità dell’amore e della fertilità, alle rappresentazioni amorose, opera dei maestri ceramografi apuli, sino ai raffinati gioielli che adornavano le donne della Magna Grecia, testimoni silenziosi di affetti personali e sociali. Rivivremo i miti più celebri di amori realizzati o infranti e di coloro che vi rinunciarono per scelta, riflettendo su quanto questi temi siano ancora attuali e profondamente umani.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita l’incontro “Questioni di confine. Dialogo sulle frontiere delle città etrusche”, dibattito attorno alla presentazione di due volumi sulle questioni aperte dei confini dei territori etruschi
Venerdì 14 febbraio 2025, alle 17, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita l’incontro “Questioni di confine. Dialogo sulle frontiere delle città etrusche”, dibattito attorno alla presentazione di due volumi dedicati alle questioni, ancora aperte, dei confini dei territori etruschi. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino a esaurimento posti. Per info e prenotazioni – mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Incontro con Alessandro Mandolesi, autore del libro “Tra Caere e Tarquinia. La costiera civitavecchiese in età etrusca”, e Andrea Zifferero, autore del libro “Paesaggi di confine in Etruria”. Introduce Luana Toniolo, direttrice museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Intervengono Francesco di Gennaro, già soprintendente archeologo; Luca Pulcinelli, soprintendenza ABAP Umbria; Giuseppe Cordiano e Shantidas Valli, università di Siena. Modera Andreas Steiner, direttore della rivista Archeo. Attualità del Passato.
San Valentino 2025. Con le visite guidate “Legami” i parchi archeologici di Paestum e Velia celebrano l’amore nella sua forma più arcaica e universale. Ecco il programma a Paestum e a Velia

A Paestum e Velia il 14 febbraio 2025 celebra l’amore nella sua forma più arcaica e universale con le visite guidate tematiche “Legami”, con il quale si vuole evocare quell’intreccio, spesso indissolubile, che l’amore è capace di generare. Un amore che non si limita alle relazioni tra uomini, ma che riesce a coinvolgere in un più ampio respiro l’universo intero. A Velia, alle 11, sarà possibile partecipare alla visita “La natura dell’amore. Intrecci di botanica, archeologia e saperi”, un percorso che rivela come la storia, l’archeologia e la tradizione si fondono con la botanica e le risorse del territorio, in un racconto millenario. A Paestum, alle 15, ci sarà la visita “Unioni senza tempo. I matrimoni e i viaggi delle giovani spose”, dove sarà possibile indagare il ruolo di Hera e Afrodite nei matrimoni antichi e avere l’opportunità di visitare i depositi del museo per vedere reperti solitamente non esposti. Le iniziative sono incluse nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Appuntamento alle biglietterie dei Parchi.

A Velia, alle 11, nell’area archeologica con la visita tematica “La natura dell’amore. Intrecci di botanica, archeologia e saperi” a cura di Francesco Uliano Scelza, i visitatori saranno guidati in un viaggio alla scoperta delle meraviglie dell’antica città di Elea che non è solo storia, archeologia e tradizione ma è anche il racconto di un territorio ferace, sintesi di esperienze millenarie. Velia è risorsa botanica, agraria e culturale, è il frutto di radici che rappresentano le testimonianze di un mondo antico, tenace e originale, ma anche fertile e vario. Passeggiare a Velia significa percorrere un viaggio nel tempo. Significa soffermarsi presso gli edifici più disparati le cui porzioni sono parti aggiunte o sottratte in momenti diversi. Significa immergersi in colori, odori e forme di piante e di essenze diverse, e significa riconoscere profili di rocce tagliate e piani di terra sovrapposti, alcuni per un movimento del suolo, altri per un’opera di cava o di trasporto. La spiaggia, il promontorio, la macchia, gli ulivi, gli alberi da frutto, le essenze, il profilo delle colline ed il mare, sono gli attori di un paesaggio che intreccia l’edificato della città e l’ambiente. Non certo un sito monotono, né un mero contenitore di testimonianze del passato. La sua archeologia e il suo paesaggio si incontrano in un quadro unico e sempre nuovo. Ed è proprio questa unione che si racconta nel giorno dedicato agli innamoramenti: una passeggiata sceneggiata dalle fonti, dalle architetture e dalla natura, in cui saranno illustrati i beni di Velia, vegetali e archeologici, i saperi antichi che li hanno custoditi e trasformati e i progetti che i Parchi archeologici di Paestum e Velia hanno ideato per farne motivo di valore.

A Paestum, invece, alle 15, al museo è prevista la visita guidata “Unioni senza tempo. I matrimoni e i viaggi delle giovani spose” a cura di Maria Boffa. Il matrimonio è da sempre il coronamento di un legame d’amore tra due persone. Nel mondo antico, i matrimoni andavano oltre i sentimenti e si arricchivano di valori aggiunti: erano mezzi per stringere alleanze sociali, politiche ed economiche tra famiglie o comunità differenti. Il sistema dei matrimoni era davvero articolato e iniziava molto prima del giorno delle nozze, coinvolgendo tutta la comunità. Tra le divinità che giocano un ruolo fondamentale richiamiamo Hera, dea dei matrimoni, della fedeltà coniugale e del parto, e Afrodite, la dea dell’amore per eccellenza, il cui culto è attestato a Paestum in diversi santuari. Attraverso la descrizione del culto di Hera e Afrodite a Paestum e di alcuni specifici vasi rinvenuti in tombe femminili, si racconterà del complesso sistema dei matrimoni antichi, passeggiando tra le sale del museo e visitando i depositi di Paestum dove verranno mostrati dei reperti generalmente non visibili.
Terzigno (Na). Al Matt si presenta il nuovo spazio espositivo “Il Tesoro di Terzigno. Ori e argenti della Villa 2”
Il museo Archeologico Territoriale di Terzigno – MATT (Na) si arricchisce di un nuovo spazio espositivo “Il Tesoro di Terzigno. Ori e argenti della Villa 2” con i reperti e i monili in oro e argento provenienti dalla cosiddetta Villa 2 di cava Ranieri. La presentazione giovedì 13 febbraio 2025, alle 11, al Matt, con il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e il sindaco del comune di Terzigno, Francesco Ranieri. I preziosi oggetti esposti fanno parte dei reperti sui quali il Parco archeologico di Pompei ha competenza scientifica e che trovano nel museo comunale una adeguata collocazione di contesto.
Bologna. Al museo civico Archeologico il direttore del museo Egizio, Christian Greco, presenta “La memoria è il nostro futuro”, pubblicazione ufficiale del bicentenario, in dialogo con Daniela Picchi, responsabile della sezione Egizia

Copertina del libro “La memoria è il nostro futuro. 200 anni di Museo Egizio” a cura di Christian Greco
L’Antico Egitto al museo civico Archeologico di Bologna. Appuntamento giovedì 13 febbraio 2025, alle 18, nella sala conferenze del museo civico Archeologico di Bologna, con il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che racconterà l’Egizio presentando il libro “La Memoria è il nostro futuro”, la pubblicazione ufficiale del bicentenario del museo Egizio, edito da Franco Cosimo Panini Editore. Introduce Paola Giovetti, direttrice del museo civico Archeologico. Dialoga con Greco Daniela Picchi, responsabile della sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Il direttore Christian Greco, il presidente Sergio Mattarella e il ministro Alessandro Giuli nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
La memoria è il nostro futuro. 200 anni di Museo Egizio. Questo libro, curato dal direttore Christian Greco, rappresenta la pubblicazione ufficiale del bicentenario e offre uno sguardo senza precedenti su tutto ciò che ruota attorno al museo Egizio, non limitandosi a una semplice ricostruzione della storia dell’istituzione torinese, delle sue collezioni o della sua fortuna; attraverso una struttura a più voci ogni aspetto della vita del museo Egizio è presentato all’interno del più ampio contesto in cui si trova a esistere. Nelle pagine si alternano gli interventi di curatori del museo Egizio e docenti, ricercatori e curatori provenienti da altre istituzioni nazionali e internazionali, talvolta in dialogo tra loro. I contributi diventano così laboratori nei quali si confrontano idee, visioni e proposte inerenti a un ampio ventaglio di temi: il ruolo del Museo nello sviluppo dell’egittologia, e a sua volta l’impatto che l’evoluzione della disciplina ha avuto e ha ancora ancora oggi sulle sue scelte; l’importanza dell’integrazione tra discipline umanistiche e scientifiche; i rapporti con altre istituzioni museali, con gli studiosi e con il pubblico; l’Egitto immaginato dell’ “egittomania” e quello reale che rivendica una voce nel raccontare la propria storia. Il risultato è un volume che dimostra come futuro e memoria siano strettamente intrecciati.
Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale per “AltinoAperta” visita guidata “Rituali funerari: l’inumazione” alla scoperta dei reperti conservato nei depositi
Quali storie raccontano i corredi funerari di Altino? Se ne parla giovedì 13 febbraio 2025, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve) nella visita guidata “Rituali funerari: l’inumazione” per il ciclo AltinoAperta. I reperti conservati nei depositi saranno nuovamente protagonisti di quest’incontro dedicato all’inumazione, una tra le forme più antiche di sepoltura. Si visiteranno i depositi in compagnia dello staff del parco archeologico di Altino, per scoprire le storie degli altinati dell’antichità attraverso gli oggetti deposti nelle loro sepolture. La visita – su prenotazione – è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0422789443 o scrivere a drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it.
Civitavecchia. In biblioteca per “I Giovedì dell’Archeologia” promossi dal museo Archeologico nazionale la conferenza “Materiali per la forma urbis di Centumcellae” con Simone Gargiulli (Sapienza università di Roma)

Il nuovo appuntamento con “I Giovedì dell’Archeologia”, promossi dal museo Archeologico nazionale di Civitavecchia in programma il 13 febbraio 2025, alle 17.30, alla biblioteca comunale “A. Cialdi”, in piazza Calamatta 18 a Civitavecchia, è dedicato ai “Materiali per la forma urbis di Centumcellae”. Simone Gargiulli (Sapienza università di Roma) presenta uno studio che si propone di ricostruire l’assetto urbanistico di Centumcellae attraverso l’analisi dei resti archeologici e delle planimetrie storiche. Informazioni e prenotazioni: museo Archeologico nazionale di Civitavecchia, tel. +39 076623604, e-mail: drm-laz.mucivitavecchia@cultura.gov.it. Nonostante alcune difficoltà nell’accesso ai documenti e ai materiali, è stata elaborata una carta archeologica basata su una mappa catastale, con particolare attenzione alla localizzazione dei rinvenimenti. Lo studio esamina l’abitato di Centumcellae utilizzando evidenze archeologiche, letterarie ed epigrafiche, proponendo una nuova interpretazione dell’urbanistica del Portus Traiani. Si concentra sulla formazione di un centro abitato intorno allo scalo portuale, un aspetto non trattato negli studi precedenti. Sostenendo l’ipotesi che l’abitato lungo la via Aurelia sia sorto dopo la fondazione del porto traianeo, si considera la testimonianza di Plinio il Giovane sulla costruzione del porto.
Aidone (En). Al museo Archeologico il convegno “Paolo Orsi. Un viaggio nell’Archeologia del mondo antico” a cura di Alessandra Mirabella a novant’anni dalla morte dell’archeologo roveretano. E al cinema proiezione del film “Paolo Orsi a Siracusa” a cura di Dario Di Blasi. Ecco il programma e gli interventi

A novant’anni dalla morte, nel 1935, di Paolo Orsi, giovedì 13 febbraio 2025, il Comune di Aidone (En) per diretta iniziativa dell’assessore alla Cultura, prof.ssa Alessandra Mirabella, e il parco archeologico Morgantina-Villa del Casale organizzano il convegno “Paolo Orsi. Un viaggio nell’Archeologia del mondo antico” per approfondire la conoscenza del lavoro del grande archeologo roveretano e l’impatto della sua ricerca sul patrimonio culturale. “Paolo Orsi – ricorda Mirabella – condusse indagini archeologiche nel nostro territorio e definì la città antica in contrada Serra Orlando, quella che poi sarebbe stata identificata come Morgantina, Pompei siciliana che racchiude le più vaste e belle rovine della Sicilia orientale”. Appuntamento dunque il 13 febbraio 2025, alle 16.30, al museo Archeologico regionale di Aidone nel seicentesco convento dei Padri Cappuccini, con il convegno “Paolo Orsi. Un viaggio nell’Archeologia del mondo antico” a cura e coordinato da Alessandra Mirabella, con la consulenza di Dario Di Blasi, che nella primavera 1990 come conservatore onorario del museo civico di Rovereto collaborò all’organizzazione, quale segretario, del convegno “Paolo Orsi e l’archeologia del ‘900”. Dopo i saluti di Annamaria Raccuglia, sindaco di Aidone, e di Carmelo Nicotra, direttore del parco archeologico Morgantina-Villa del Casale, intervengono Maurizio Battisti, archeologo Fondazione Museo Civico di Rovereto, “La formazione del giovane Orsi e il carteggio”; Gioconda Lamagna, già direttrice del parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, “I taccuini di Paolo Orsi. Dall’acquisizione all’avvio della pubblicazione”; Massimo Frasca, archeologo e già docente università di Catania, “Paolo Orsi e le anonime città siculo-greche della Sicilia interna”; Massimo Cultraro, dirigente di ricerca, CNR-ISPC, Catania, “Paolo Orsi e l’Egitto: un amore mai dichiarato”. Alle 19, ci si sposta al cineteatro Herbita, dove Dario Di Blasi, già direttore artistico della rassegna del cinema archeologico di Rovereto e curatore di festival e rassegne in Italia, presenta la proiezione del film “Paolo Orsi a Siracusa”. Vediamo meglio gli interventi.
MAURIZIO BATTISTI “La formazione del giovane Orsi e il carteggio”. Le tappe formative del giovane Paolo Orsi: i suoi inizi al museo civico di Rovereto, la sua città natale; i suoi primi scavi e le sue prime ricerche in Trentino; i suoi studi universitari e la sua partenza verso la Sicilia. Si daranno anche aggiornamenti sull’inventariazione in corso del carteggio inedito pubblicato in rete in collaborazione con il museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa.
GIOCONDA LAMAGNA “I taccuini di Paolo Orsi. Dall’acquisizione all’avvio della pubblicazione”. Nel corso dei suoi oltre quarant’anni di instancabile attività di ricerca e tutela in Sicilia e Calabria, Paolo Orsi annotò pressoché quotidianamente il lavoro svolto nei suoi taccuini, raccogliendo una quantità enorme di dati. Questo materiale costituisce oggi un prezioso giacimento di informazioni, in parte ancora inesplorato. Il presente contributo si propone di ripercorrere le fasi travagliate dell’acquisizione di questi manoscritti, inizialmente in possesso degli eredi Orsi, e le successive attività che al museo Paolo Orsi di Siracusa, dove furono depositati dopo l’acquisto avvenuto negli anni Sessanta del Novecento, hanno portato alla microfilmatura e poi alle operazioni di trascrizione e scansione dell’intera raccolta. Le operazioni hanno infine condotto all’avvio dell’edizione a stampa, iniziata nel 2018 con la pubblicazione dei primi quattro taccuini in un volume edito dall’Accademia Nazionale dei Lincei, l’illustre istituzione a cui Orsi appartenne fin dal 1896. Già nei primi quattro taccuini (anni 1888-1889) emerge con chiarezza la figura di Orsi, che sarebbe diventato per molti anni l’indiscusso protagonista della ricerca archeologica in Sicilia e Calabria. In queste pagine manoscritti e si evidenzia anche la forte accelerazione che egli impresse alle indagini sul campo subito dopo il suo arrivo a Siracusa, nel settembre del 1888, con l’avvio degli scavi a Megara Hyblaea e una serie di accura sopralluoghi nei principali si archeologici del siracusano, finalizza ad ottenere una piena conoscenza del territorio. Una partenza straordinaria che lo porterà, già alla fine dell’anno successivo, a varcare lo Stretto, avviando, assieme a Petersen e a Dörpfeld, gli scavi di Locri, descritti a partire dal taccuino n. 5, già pubblicato nel volume II dei taccuini, edito nel 2022 (taccuini 5-16, anni 1889-1892).
MASSIMO FRASCA “Paolo Orsi e le anonime città siculo-greche della Sicilia interna”. Nel contributo si esamineranno i dati relativi a tre siti interni indagati da Paolo Orsi nell’interno della Sicilia: Monte Bubbonia, Monte San Mauro e Serra Orlando. Attraverso la documentazione edita, saranno affrontati i problemi relativi alla cosiddetta ellenizzazione dei centri indigeni e alla eventuale presenza di Greci insediati nell’interno dell’Isola.
MASSIMO CULTRARO “Paolo Orsi e l’Egitto: un amore mai dichiarato”. Nella complessa e articolata biografia intellettuale di Paolo Orsi, un posto di rilievo è giocato dall’interesse per l’Egitto antico. Il tema non è stato sufficientemente indagato, ma a una più attenta analisi dei suoi numerosi scritti emerge con chiarezza una specifica attenzione verso la storia e l’archeologia dell’Egitto. Nato nel corso della formazione viennese, l’interesse per la terra dei Faraoni si articola in Orsi in due differenti piani: il primo è la visione diffusionista che impone di identificare nel Mediterraneo orientale i centri di propulsione dei più importanti fenomeni della storia mediterranea. Per Orsi anche l’Egitto avrebbe avuto un ruolo importante nella formazione delle culture preistoriche siciliane, spingendo in tal direzione il pensiero del fisiologo torinese Angelo Mosso, suo personale amico, nell’identificare una “componente mediterranea-nordafricana”, attiva fin dal Neolitico. Il secondo piano riguarda l’interesse di Orsi per il collezionismo di materiali egizi, che implica l’acquisto di una raccolta di manufatti litici dal Fayyum destinata al museo di Siracusa e a cui segue anche uno spiccato interesse per le produzioni di arte copta. Quest’ultimo segmento di interesse, ad oggi totalmente sconosciuto, mette in evidenza l’attenzione dello studioso verso il nascente campo dell’archeologia medievale. Infine, all’interno di questa attività si inserisce l’acquisto di alcuni vasi della cultura di Naqada, oggi conservati al museo civico di Rovereto.
DARIO DI BLASI Proiezione del film “Paolo Orsi a Siracusa” (Sirio Film). Nell’aprile del 1990 prese il via la Rassegna internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto da una felice intuizione di Dario Di Blasi che, in visita a Siracusa, si rese conto che solo pochi roveretani erano consapevoli della levatura di Orsi e del suo significativo ruolo nella ricerca archeologica della tra fine ‘800 e inizi ‘900, da qui l’idea di organizzare un convegno su Orsi e di dar vita ad una rassegna che divulgasse le conoscenze in ambito archeologico attraverso il cinema.
Padova. Al Liviano il seminario “I Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna: prime strategie di valorizzazione per un nuovo istituto dotato di autonomia speciale” con Marianna Bressan, direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna

Nell’ambito del corso di Gestione dei Beni archeologici alla Scuola di specializzazione in Beni archeologici (prof. Ugo Soragni) e del corso di dottorato in Storia, Critica e Conservazione dei Beni culturali del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, in programma mercoledì 12 febbraio 2025, alle 14, nell’aula “Franco Sartori” di Palazzo Liviano , piazza Capitaniato 7, a Padova, il seminario “I Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna: prime strategie di valorizzazione per un nuovo istituto dotato di autonomia speciale” con Marianna Bressan, direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. Sono invitati a partecipare gli specializzandi, i dottorandi, gli studenti e tutti gli interessati.
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