Roma. Il corteo funebre di Papa Francesco ha ricalcato in parte, dopo secoli, la via Papalis dal Vaticano a San Giovanni in Laterano

In questo video del parco archeologico del Colosseo si vede il passaggio del corteo funebre di Papa Francesco lungo via dei Fori Imperiali, sotto il Colosseo, diretto a Santa Maria Maggiore. “Il tragitto – spiegano gli archeologi del PArCo – ricalca in parte, dopo secoli, la via Papalis ovvero l’itinerario che i pontefici percorrevano da San Pietro a San Giovanni in Laterano, sede del vescovo di Roma, per prendere possesso della cattedra episcopale. La via Papalis prevedeva l’uscita dal Vaticano di un lungo corteo composto da ecclesiastici e da tutti i componenti della corte e, a seguire, una simbolica ascensione al Campidoglio, la discesa verso il Foro Romano lungo la Via Sacra e la risalita nella valle del Colosseo costeggiando l’Anfiteatro. Infine, l’arrivo al Laterano”.

I parchi archeologici di Crotone e Sibari all’Expo di Osaka protagonisti del Padiglione Italia con immagini, suoni e colori della Magna Grecia. Workshop “La Calabria: esempio di sviluppo urbano e dei piccoli borghi attraverso la Cultura”. Demma: “Occasione per far conoscere le buone pratiche gestionali che il ministero della Cultura sta sperimentando proprio in Calabria”

Expo di Osaka: al Padiglione Italia immagini, suoni e colori della Magna Grecia (foto drm-calabria)

Il Padiglione Italia all’Expo di Osaka 2025 (foto drm-calabria)

Termina domenica 27 aprile 2025 la settimana della Calabria all’Expo di Osaka (Giappone) che al Padiglione Italia ha visto 10mila visitatori al giorno, animato da immagini, suoni e colori della Magna Grecia. L’obiettivo è raccontare una Regione diversa dagli stereotipi, un posto in cui natura e storia si fondono per offrire al visitatore un incantevole paesaggio culturale. I parchi archeologici di Crotone e Sibari – Istituto autonomo del ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli –  partecipano alla spedizione con un contributo decisivo all’immaginifica installazione che impreziosisce il padiglione, dove una serie di colonne video animate propongono ai visitatori le immagini di Sybaris e Kroton: il Parco del Cavallo, Capocolonna, la Fortezza Le Castella, mentre una “teca virtuale” presenta il modello 3d del cosiddetto tesoro di Hera Lacinia, col celebre diadema d’oro.

Expo di Osaka: la Settimana della Calabria al Padiglione Italia (foto drm-calabria)

Importante anche la serie di iniziative divulgative, come il workshop dal titolo “La Calabria: esempio di sviluppo urbano e dei piccoli borghi attraverso la Cultura” che si è tenuto il 24 aprile 2025, in cui il direttore dei Parchi, Filippo Demma, ha presentato il modello di gestione dinamico e innovativo dell’Istituto, parlando di “Patrimonio Archeologico e sviluppo locale su base culturale”, in un Seminario introdotto da Anna Barbara, che ha messo a confronto l’esperienza italiana con quella giapponese; Mario Cucinella la rigenerazione urbana su base culturale; Stefania Argenti gli aspetti della ricerca archeologica a Crotone e le ricadute sulla possibile riqualificazione urbana, con riferimento al caso di Antica Kroton; Giuseppe Mantella l’impatto culturale sullo sviluppo delle aree interne, con il caso di Gerace. Infine Hidenobu Jinnai ha offerto una prospettiva comparata tra borghi italiani e villaggi giapponesi, analizzando strategie di rigenerazione, mentre le conclusioni saranno affidate all’assessore Rosario Varì, della Regione Calabria.

Il diadema d’oro di Hera Lacinia conservato al museo Archeologico di Crotone (foto drm-calabria)

Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, a Osaka (foto drm-calabria)

“Una importante occasione per far conoscere le buone pratiche gestionali che il ministero della Cultura sta sperimentando proprio in Calabria”, dichiara Demma, “in un contesto in cui, grazie all’impegno organizzativo della Regione con la quale è da tempo in atto una proficua collaborazione, il mondo intero può finalmente assistere a quella che speriamo possa essere la rinascita, il rilancio definitivo di un territorio di importanza strategica fondamentale per il Paese. Una vetrina importante che ci permette di presentare una volta di più a una platea enorme la ricchezza e la profondità del nostro Patrimonio Culturale”.

Veio (Roma). Nel giorno di apertura del parco archeologico, al santuario di Portonaccio con “Santuari e cleromanzia etrusca” parte la terza edizione di “Tyrrhenika: Etruscan Heritage Route”, il festival itinerante dedicato quest’anno a “Viaggiare nell’Italia etrusca”

Il 27 aprile 2025 parte da Veio (Roma) la terza edizione di “Tyrrhenika: Etruscan Heritage Route”, il festival itinerante dedicato alla scoperta e valorizzazione della civiltà etrusca. La tematica dell’edizione 2025 sarà “Viaggiare nell’Italia etrusca”. Come nelle edizioni precedenti, l’iniziativa si snoderà lungo molteplici appuntamenti organizzati in collaborazione con prestigiosi musei e aree archeologiche. Il festival si concluderà a settembre 2025. Si parte dunque il 27 aprile 2025 dall’area archeologica del Santuario dell’Apollo (o di Portonaccio), in località Isola Farnese (Roma), in quella che era la potente e nobile città di Veio, per parlare di “Santuari e cleromanzia etrusca”. Alle 10.30 e alle 12, visita guidata; dalle 10 alle 14, allestimenti didattici rievocativi sulla civiltà etrusca. Ingresso gratuito. Obbligo di prenotazione per le visite guidate: mail associazionesuodales@gmail.com, whatsapp 392 0923546. L’evento di aprile è stato reso possibile grazie alla collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Ente regionale Parco di Veio e il Corpo italiano di San Lazzaro – Distretto Lazio che ringraziamo di cuore per la disponibilità.

Quella di domenica 27 aprile 2025 è la seconda delle aperture programmate con ingresso gratuito senza prenotazione al parco archeologico di Veio grazie al protocollo d’intesa stipulato con l’Ente Regionale Parco di Veio e il Corpo di San Lazzaro – gruppo Roma e Viterbo. Le altre saranno 11 e 25 maggio, 15 e 29 giugno 2025. Tra le evidenze archeologiche riferite all’insediamento dell’antica Veio, il Santuario etrusco dell’Apollo (o santuario di Portonaccio, dal nome della località), situato nelle vicinanze della Mola di Isola Farnese, rappresenta per visitatori ed escursionisti il tradizionale punto di accesso ai percorsi che attraversano la parte sud del Parco regionale e si trova tutt’oggi immerso in un contesto paesaggistico di forte suggestione, connotato dagli elementi naturali che anche in antico caratterizzavano il luogo.

Il santuario di Apollo o del Portonaccio nel parco archeologico di Veio (Roma) (foto mic)

Tra i più monumentali e venerati d’Etruria, il santuario sorgeva subito al di fuori della città e conobbe una lunga fase di frequentazione, dalla metà del VII secolo a.C. fino alla piena età romana (II secolo a.C.). Fu indagato a partire dal 1916, quando si rinvennero le celebri statue in terracotta di Apollo, Hermes ed Eracle che decoravano il tetto del tempio arcaico (fine VI sec. a.C.) e che oggi sono visibili nella sala 40 del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Marzabotto (Bo). “Al di là: dalla città alla rinascita”, visita tematica per le strade di Kainua e le sale del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria”

Al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) tornano le visite tematiche. Appuntamento domenica 27 aprile 2025, alle 15.30, “Al di là: dalla città alla rinascita”, visita tematica per le strade di Kainua e le sale del museo Etrusco. In occasione del periodo pasquale e primaverile, il museo nazionale Etrusco di Marzabotto organizza una passeggiata tematica per accompagnare i nostri pubblici alla scoperta della Necropoli Est all’interno dell’antica città di Kainua e dei rituali legati al viaggio nell’oltretomba etrusco. La visita sarà a cura dello staff del Museo. Iniziativa gratuita, è previsto solo il costo del biglietto di accesso (prezzo intero 3 euro). La visita avrà la durata di circa un’ora e mezzo. È gradita la prenotazione scrivendo a mn-bo.museonazionaletrusco@cultura.gov.it

Venezia. Riapre l’ingresso al museo Archeologico da piazzetta San Marco per un accesso indipendente: primo passo verso una nuova offerta culturale per l’archeologia di Venezia

Una sala monumentale del museo Archeologico di Venezia (foto museo archeologico venezia)

Per Pasqua il museo Archeologico di Venezia ha riservato una bella sorpresa: l’annuncio che dal 6 maggio 2025 verrà riaperto l’ingresso al museo dal Cortile dell’Agrippa, che diviene un accesso indipendente pensato per quanti desiderano visitare solo l’Archeologico. L’ingresso da piazzetta San Marco consente un rapporto diretto tra il museo e la città, ripristinando la visibilità e l’accessibilità originarie: ad esso si aggiunge anche uno spazio polifunzionale pensato come deposito visitabile, dove saranno allestite alcune opere lapidee della collezione permanente. Un’infografica aggiornabile racconterà ai visitatori il processo di riallestimento del Museo. Per rendere il più possibile inclusiva e fruibile l’offerta, oltre al biglietto separato per il museo verrà introdotto anche un abbonamento annuale, che consentirà a visitatrici e visitatori di partecipare agli eventi e tornare al museo tutte le volte che vorranno. La riapertura dell’ingresso da piazzetta San Marco segna un primo, importante passo nella riorganizzazione e valorizzazione del patrimonio archeologico di Venezia da parte dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, istituto nel quale si integrano le diverse sfaccettature dell’identità e della storia del territorio veneziano.

Verona. Al Miniscalchi-Erizzo visita guidata al museo e alla mostra “Capolavori su carta. Disegni della Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo tra Rinascimento e Barocco”, selezione di disegni antichi della collezione del museo

Venerdì 25 aprile 2025, alle 11, la visita guidata al museo Miniscalchi-Erizzo in via San Mammaso a Verona arricchita con il percorso dedicato alla mostra “Capolavori su carta. Disegni della Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo tra Rinascimento e Barocco”. Accompagnati da uno dei curatori, i visitatori potranno ammirare una selezione di disegni antichi della collezione del museo Miniscalchi-Erizzo, eseguiti da celebri artisti italiani come Giovanni Maria Falconetto, Battista del Moro, Paolo Farinati, Alessandro Maganza, Palma il Giovane, Jacopo Bassano e Alessandro Turchi, noto come l’Orbetto. In mostra sono esposte sculture, dipinti e documenti, includendo per la prima volta 30 dei 168 disegni della Collezione Miniscalchi-Erizzo, raccolti tra il 1630 e il 1680 dall’erudito veronese Ludovico Moscardo. Questa raccolta è stata una delle prime e più significative nel suo genere nel Nord Italia. Durata 1 ora e mezza. Costo (Biglietto + visita guidata) 15 euro intero, 10 euro ridotto (Verona Card, Coin Card, tessera CTG ed ESU), gGratuito fino a 11 anni. Prenotazione richiesta edu@museominiscalchi.it tel. 045 8032484.

La mostra rappresenta il coronamento di un più articolato progetto che ha beneficiato di un prestigioso finanziamento internazionale concesso dalla Getty Foundation di Los Angeles (California), che la Fondazione e i curatori si sono aggiudicati concorrendo per il bando “The Paper Project: Prints and Drawings Curatorship in the 21st Century”. A partire dal 2021 il progetto portato avanti dalla Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo ha dunque previsto una nuova campagna di catalogazione e di restauro di molti dei disegni, oltre alla realizzazione di un database online (https://disegni.museominiscalchi.it/it) e di un catalogo ragionato (pubblicato da Silvana Editoriale, Milano) acquistabile a partire dal 5 aprile. Sebbene diversi disegni siano rimasti in museo, parte della collezione fu dispersa a partire dal primo decennio del XX secolo quando alcuni fogli furono venduti al mercante e collezionista fiorentino Luigi Grassi, passando in seguito presso alcuni grandi collezionisti del Novecento, come Frits Lugt e Janos Scholz, per approdare infine in vari importanti musei e istituzioni tra Europa e Stati Uniti.

 

Ferrara. Apertura straordinaria di Casa Romei: visita guidata del direttore Toffanello con un occhio al restauro in corso

Nuove aperture straordinarie di Casa Romei a Ferrara mentre proseguono i lavori di restauro e rinnovamento. Sabato 26 aprile 2025, visita guidata del direttore, dalle 11 alle 12.15: la storia della casa e dei suoi abitanti, le decorazioni dell’edificio e le collezioni del museo raccontate dal direttore, Marcello Toffanello , con un occhio al restauro in corso. La prenotazione è obbligatoria, fino a un massimo di 20 persone. Tutti i biglietti, compresi quelli gratuiti, devono essere acquistati online sull’APP Musei Italiani e presentati all’ingresso. Biglietti: ridotto 3 euro; agevolato (18-25 anni) 2 euro; Ingresso gratuito per minori, possessori della carta MyFe e altre categorie di legge. Tutte le visite comprenderanno il salone d’Onore e le sale espositive del primo piano, le logge del cortile principale e la sala delle Sibille al piano terra. Il lapidario è chiuso per lavori. Si avvertono i gentili visitatori che il percorso di visita comprende scala e non è possibile utilizzare l’ascensore; non sono disponibili i servizi igienici; a causa della pavimentazione irregolare si consiglia di indossare calzature idonee.

25 aprile. Apertura straordinaria della cripta dell’abbazia di Pomposa: “Il filo della memoria murata”

80mo anniversario della Liberazione speciale all’abbazia di Pomposa (Codigoro, Fe). Venerdì 25 aprile 2025, alle 10 e alle 15, l’Abbazia di Pomposa e il museo Pomposiano organizzano l’apertura straordinaria della cripta dell’Abbazia di Pomposa “Il filo della memoria murata” con spiegazione storica sul ricollocamento della Cripta e sulla “cinta difensiva bunker” ancora visibile nei vigneti che circondano l’Abbazia di Pomposa. L’ingresso è gratuito.

Monfalcone (Go). In Biblioteca con la mostra “Monfalcone tra terra e mare. Dalla barca romana del Lisert al Mu.Ca.”, conferenza di apertura “I musei navali in Italia: realtà e prospettive” con il prof. Luigi Fozzati, e di chiusura “Dal relitto di Monfalcone a quello di Grado 6: cinquant’anni di scoperte nello spazio marittimo aquileiese” col prof. Massimo Capulli

Per il ciclo di incontri “Parliamone in Biblioteca” alla Biblioteca comunale di Monfalcone (Go) in via Ceriani 10, giovedì 24 aprile 2025, alle 18, in sala conferenze della biblioteca comunale di Monfalcone, la conferenza “I musei navali in Italia: realtà e prospettive” del prof. Luigi Fozzati, già soprintendente archeologo del Friuli Venezia Giulia in occasione della vernice della mostra “Monfalcone tra terra e mare. Dalla barca romana del Lisert al Mu.Ca.” aperta in biblioteca con ingresso libero fino al 30 aprile 2025, quando, alle 18, ci sarà la conferenza di chiusura “Dal relitto di Monfalcone a quello di Grado 6: cinquant’anni di scoperte nello spazio marittimo aquileiese” del prof. Massimo Capulli, docente di archeologia subacquea all’università di Udine.

Monfalcone tra terra e mare. Dalla barca romana del Lisert al Mu.Ca. Sin da quando nel 1972 vennero alla luce i resti di un’imbarcazione di epoca romana a Monfalcone, vi era la forte e lucida la consapevolezza che si trattasse della prima e vera testimonianza di quello che doveva essere lo spazio marittimo di Aquileia, l’antica città che doveva la sua fortuna alla propria posizione a guisa di cerniera tra le rotte trasmarine e i percorsi terrestri verso l’Europa nord-orientale. Negli anni a venire la moderna ricerca archeologica, estesa anche all’ambiente subacqueo, ha permesso di scoprire numerosi altri relitti, che hanno gettato nuova luce sulla navigazione antica quanto sui commerci, nonché sulla costruzione navale. In Adriatico convivevano, infatti, sia la tecnica a mortase e tenoni, comune al resto del Mediterraneo, sia quella cosiddetta cucita, e nelle acque aquileiesi queste sono rappresentate parimenti e con resti navali che coprono un ampio arco cronologico che va dalla fine del III secolo a.C. agli inizi del IV secolo d.C. La presentazione sarà una panoramica su cinquant’anni di scoperte di resti navali nello spazio marittimo aquileiese che, per quanto disomogenee per natura e ambiente di giacitura, forniscono un interessante quadro della presenza romana nelle acque dell’alto Adriatico.

Torino. Al museo Egizio (ma eccezionalmente a Palazzo d’Azeglio) la conferenza “Una storia in frammenti: gli scavi italiani a Eliopoli” con Federica Ugliano curatrice del museo Egizio, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Tra i numerosi scavi condotti da Ernesto Schiaparelli, direttore del museo Egizio di Torino e fondatore della MAI (Missione Archeologica Italiana) in Egitto, particolare importanza rivestono quelli effettuati sul sito di Eliopoli. Quattro diverse campagne di scavo – condotte tra il 1903 e il 1906 – hanno portato alla luce le antiche vestigia di uno dei luoghi più sacri per gli antichi Egizi: la mitica “città del Sole”, sede della collina primordiale da cui ebbe origine tutta la creazione. Se ne parla al museo Egizio di Torino giovedì 24 aprile 2025, alle 18.30, eccezionalmente a Palazzo d’Azeglio in via Principe Amedeo 34 a Torino, nell’incontro “Una storia in frammenti: gli scavi italiani a Eliopoli” con Federica Ugliano curatrice del museo Egizio. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.co.uk/…/una-storia-in-frammenti… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Nonostante l’intensa attività archeologica e gli importanti risultati ottenuti, Schiaparelli non riuscì mai a pubblicarne i risultati; la sua documentazione di scavo – taccuini, lettere, mappe, schizzi e lastre fotografiche – è rimasta per molto tempo quasi completamente sconosciuta e inedita. Grazie a una nuova analisi di tutto il materiale di archivio disponibile, al confronto con i risultati ottenuti dagli scavi attualmente in corso sul sito e allo studio dei manufatti conservati presso il Museo Egizio, è possibile per la prima volta ricostruire in maniera completa l’attività di ricerca e gli scavi della MAI ad Eliopoli e definire il contributo italiano alla conoscenza di uno dei principali siti archeologici dell’antico Egitto.

L’egittologa Federica Ugliano (museo egizio)

Federica Ugliano è curatrice della sezione predinastica del museo Egizio. Nel 2016 ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi umanistici (Scienze dei Beni culturali) all’università di Trento, con una tesi dedicata allo studio della collezione predinastica del Museo, di cui ha curato anche il riallestimento del 2015. Negli ultimi anni si è divisa tra attività di ricerca in università e centri di ricerca (università di Pisa e ISPC-CNR) e studio della collezione del museo. Ha partecipato a diversi scavi in Italia e in Egitto (Luxor, Abido e Eliopoli) e tra i suoi interessi rientrano la cultura materiale del periodo predinastico, la storia della ricerca archeologica agli inizi del XX secolo e lo studio degli archivi egittologici.