Pompei. All’auditorium degli scavi del parco archeologico la conferenza “L’Isola di Capri in epoca romana: scavi, ricerche e valorizzazione” con Luca Di Franco, direttore dei musei e parchi archeologici di Capri, incontro promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei

Venerdì 25 settembre 2026, alle 17, all’auditorium di Pompei, per gli incontri della conferenza dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS, la conferenza “L’Isola di Capri in epoca romana: scavi, ricerche e valorizzazione” con Luca Di Franco, direttore dei musei e parchi archeologici di Capri, che racconterà le più recenti ricerche sull’archeologia di Capri che passano dalla redazione della carta archeologica fino alla nuova stagione di scavi. Capri è da sempre associata alla presenza degli imperatori Augusto e Tiberio, che fecero dell’isola la loro residenza privata. Gli ultimi anni attraverso gli studi fatti per la carta archeologica e gli scavi di Gasto e Gradola sono state approfondire le dinamiche di occupazione dell’isola prima, durante e dopo i celebri imperatori. Durante la conferenza si costruirà un racconto che origina dalla colonizzazione greca, attraverso la conquista romana, fino a definire archeologicamente la presenza di Augusto – nella “nuova” villa di Gradola – e di Tiberio – nel “presidio imperiale” di Gasto -. Proprio le indagini di Gasto e Gradola gettano ora nuova luce sulle fasi più antiche dell’occupazione dell’isola e sulla vita durante e dopo la presenza di Augusto e Tiberio. In particolare la villa di Gradola, importante tassello della storia architettonica di Capri e dimora imperiale indagata in modo scientifico, è uno dei siti del nuovo istituto del ministero della Cultura. La sua apertura al pubblico è prevista a partire dal 2027.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia apre la mostra “DAYANITA SINGH. ARCHIVIO” curata da Andrea Anastasio: oltre 350 fotografie con architetture, interni, opere d’arte, amici, archivisti, fiori e luoghi

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la fotografia di Dayanita Singh incontra la memoria degli archivi italiani. Giovedì 24 settembre 2026, alle 17, inaugurazione della mostra “DAYANITA SINGH. ARCHIVIO”. Dal 25 settembre 2026 al 3 gennaio 2027 a Roma la mostra, curata da Andrea Anastasio, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi, presenta oltre 350 fotografie attraverso un dispositivo espositivo mobile e trasformabile. La mostra è compresa nel biglietto del Museo. Il progetto intreccia due percorsi profondamente connessi: da un lato il lavoro che Singh ha dedicato, nell’ultimo decennio, agli archivi italiani; dall’altro il suo personale e in continua evoluzione archivio di immagini realizzate in Italia nell’arco di venticinque anni. Architetture, interni, opere d’arte, amici, archivisti, fiori e luoghi compongono una costellazione di immagini attraverso cui l’artista costruisce una personale conversazione visiva con il nostro Paese. Il cuore della mostra è la riflessione sull’idea stessa di archivio. Nella pratica di Singh l’archivio smette di essere un deposito neutrale del passato e diventa una forma viva, mutevole, che si attiva attraverso la sequenza delle immagini, la loro circolazione e l’incontro con lo spettatore. Questa concezione trova una traduzione concreta nell’allestimento. Le oltre 350 fotografie sono organizzate principalmente attorno a 16 strutture lignee, distribuite nello spazio espositivo, ciascuna in grado di accogliere 20 immagini. Questi dispositivi non sono semplici supporti per le fotografie, ma veri e propri strumenti attraverso i quali le immagini possono essere accostate, ricomposte e messe in relazione, generando ogni volta configurazioni e letture differenti. È una caratteristica fondamentale della ricerca di Dayanita Singh, che negli ultimi quarant’anni ha progressivamente ridefinito i confini della fotografia, portandola a dialogare con libro d’artista, architettura, installazione e pratica curatoriale. Le sue opere non si presentano necessariamente come oggetti conclusi, ma come sistemi aperti nei quali la disposizione delle immagini può modificare il significato dell’insieme. Il rapporto con gli archivi costituisce una presenza costante nella sua ricerca. Singh li osserva non tanto come luoghi deputati alla conservazione di documenti eccezionali, quanto come organismi complessi, fatti di spazi, oggetti, classificazioni, relazioni e gesti quotidiani. L’archivio diventa così una metafora della conoscenza e, allo stesso tempo, un modello per interrogare il funzionamento della fotografia e i modi attraverso cui la memoria viene costruita, organizzata e trasmessa. A Villa Giulia, questa riflessione entra in dialogo con la specificità di un luogo nato per conservare, studiare e rendere accessibile un patrimonio storico e culturale. La mostra non propone quindi una semplice rappresentazione degli archivi, ma invita il pubblico a sperimentarne la logica: osservare, associare, mettere in relazione, spostarsi tra le immagini e costruire possibili percorsi di senso.
Monasterace (RC). Al parco archeologico dell’Antica Kaulonìa “Open day – scavi archeologici a Kaulonìa”: gli archeologi dell’università di Genova aprono al pubblico le porte dello scavo

Giovedì 24 settembre 2026, alle 17.30, al parco archeologico dell’Antica Kaulon (Monasterace, RC), “Open day – scavi archeologici a Kaulonìa”: l’università di Genova apre al pubblico le porte dello scavo archeologico, offrendo un’occasione speciale per conoscere da vicino il lavoro degli archeologi, osservare le tecniche di scavo e scoprire i materiali emersi durante le più recenti campagne di ricerca. Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Elisa Nisticò, direttrice del museo e parco archeologico dell’Antica Kaulon. Interverranno il prof. Antonino Facella, direttore scientifico dello scavo per l’università di Genova; Guido Angelini e Davide Panetta, responsabili di scavo, insieme agli studenti che hanno partecipato alle attività di ricerca. Un pomeriggio per entrare nel cuore della ricerca archeologica e conoscere direttamente persone, metodi e risultati del lavoro sul campo. Info e prenotazioni: 0964 735154, drm-cal.kaulon@cultura.gov.it
Torino. Al museo Egizio speciale visita tematica “A tavola nell’antico Egitto” dedicata al rapporto tra cibo, gusto e profumi nell’antico Egitto. Ecco il calendario

Che cosa mangiavano gli antichi Egizi? Quali alimenti erano presenti sulle loro tavole? E quali profumi e spezie accompagnavano la loro vita quotidiana? In occasione di Terra Madre Salone del Gusto, il museo Egizio di Torino il 24, 25, 26 e 27 settembre 2026, alle ore 14.20-15.50 e 16.10-17.40, propone una speciale visita tematica dedicata al rapporto tra cibo, gusto e profumi nell’antico Egitto. Attraverso reperti, raffigurazioni e testimonianze della collezione conservata al museo Egizio, la visita tematica “A tavola nell’antico Egitto” conduce alla scoperta delle abitudini alimentari dell’antica civiltà egizia. Un viaggio che coinvolge non solo la vista, ma anche l’olfatto: durante la visita sarà infatti possibile esplorare profumi e spezie attraverso un’esperienza olfattiva, per avvicinarsi in modo diretto e coinvolgente ai sapori dell’antico Egitto. Un’esperienza speciale a soli 7 euro. Per chi possiede Abbonamento Musei, Cultura di Torino o usufruisce delle altre formule di accesso agevolato previste dal museo Egizio, la visita tematica costa 7 euro. Per tutti gli altri la visita ha ugualmente il costo di 7 euro, da aggiungersi al biglietto di ingresso al museo Egizio. I posti sono limitati, prenota ora la tua visita QUI.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Non solo un affare di mummie: alle origini dell’Egittologia in Toscana” con Daniela Picchi, responsabile della Sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna, secondo incontro de “I pomeriggi dell’Archeologico”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze, con ingresso da via della Colonna 38, per “I pomeriggi dell’Archeologico”, secondo incontro della nuova stagione: giovedì 24 settembre 2026, alle 17, la conferenza “Non solo un affare di mummie: alle origini dell’Egittologia in Toscana” con Daniela Picchi, responsabile della Sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna, che apre lo sguardo sul ruolo importante della Toscana nella nascita dell’Egittologia. Una storia che affonda le sue radici nel XVII secolo quando, attraverso il porto di Livorno, giunsero a noi numerose antichità e mummie egizie. Proprio queste ultime furono sottoposte a studi anatomici per comprendere le tecniche di imbalsamazione e, in generale, i rituali funerari di una delle civiltà più affascinanti del passato. Le ricerche più recenti hanno permesso di ricostruire la storia di molti di questi reperti e resti umani, alcuni dei quali sono oggi conservati presso il museo Archeologico nazionale di Firenze, restituendo loro memoria, dignità e anche un possibile contesto archeologico di provenienza. Ingresso libero esclusivamente su prenotazione scrivendo a man-fi@cultura.gov.it
Napoli. Per le GEP 2026 al museo Archeologico nazionale la Collezione Farnese riapre con la nuova illuminazione. Visite guidate e concerti in un programma condiviso con il territorio. Sold out MANNight. Il direttore Sirano: “Impegnati a rinnovare il museo dal punto di vista strutturale e nella comunicazione dei valori di cui è custode”

Per le Giornate Europee del Patrimonio, sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, il museo Archeologico nazionale di Napoli propone al pubblico un fitto calendario di eventi, che seguiranno il fil rouge della manifestazione internazionale: “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Per l’occasione, sarà nuovamente accessibile ai visitatori la collezione Farnese nella sua interezza, dopo i lavori di efficientamento energetico con fondi PNRR all’impianto di illuminazione: nuova luce sui capolavori della statuaria antica, all’insegna della sostenibilità ambientale e della valorizzazione del percorso di visita. “Le Giornate Europee del Patrimonio sono un’occasione per ricordare a tutti noi come tutela e valorizzazione dei beni culturali siano termini complementari”, commenta il direttore del Mann, Francesco Sirano: “lavoriamo alacremente per rinnovare il nostro Museo sia dal punto di vista strutturale, sia nel suo modo di comunicare i valori culturali di cui è custode. Proprio il 26 settembre presentiamo al pubblico la nuova illuminazione della Collezione Farnese: energeticamente efficiente e con numerosi possibili scenari di luci grazie ai quali sarà possibile ammirare i dettagli dei nostri capolavori di scultura tra i quali il Toro Farnese. Sono lieto inoltre di annunciare che sono iniziati i lavori di rifacimento della pavimentazione della sezione mosaici e di realizzazione delle strutture di accessibilità per la nuova esposizione del Mosaico di Alessandro, il cui restauro è oramai concluso. Il Museo continua a dialogare con il territorio accogliendo, non a caso nelle Giornate europee del Patrimonio, iniziative proposte da associazioni culturali che nella scorsa primavera abbiamo chiamato a contribuire ai nostri programmi. Quanto la contaminazione tra passato, presente e futuro possa essere una chiave interpretativa di successo lo dimostra il successo delle MANNight, con il sold out del 26 settembre”.
PROGRAMMA 26 SETTEMBRE 2026. Le iniziative speciali partono da sabato mattina con un programma che accoglie anche una delle proposte pervenute al Museo a seguito di una manifestazione di interesse della scorsa primavera per aprire la programmazione culturale al territorio: alle 11.30, sarà in programma “Il cavallo di Troia. L’inganno del destino”, spettacolo a cura di Artenope Ets- compagnia teatrale I Cavalli Ermeneutici; la performance, con la regia di Vincenzo Bove, ripercorre l’ultima notte di Troia, attraverso il racconto di Enea che, nel Libro II dell’Eneide di Virgilio, racconta e rivive le vicende dell’inganno del cavallo e della caduta della città alla corte di Didone. Una sperimentazione drammaturgica che traduce il testo in una performance corale, che intende trasportare lo spettatore nel vivo del mito, a diretto contatto con la voce del popolo in fuga. Attività gratuita per i possessori di regolare titolo d’ingresso. Alle 16 e alle 17, due visite straordinarie ai laboratori di restauro a cura della responsabile Mariateresa Operetto e dell’archeologa Emanuela Santaniello. Attività gratuita per i possessori di regolare titolo d’ingresso. Prenotazione obbligatoria: 0814422336 – servizio attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 15 e in sede fino ad esaurimento posti.

Tutto esaurito per la serata del nuovo appuntamento targato MANNight: un’onda di musica, arte, energia, cultura e divertimento attraverserà le sale del Museo con tante performance site-specific, realizzate in collaborazione con Casa del Contemporaneo e La santissima Community Hub. Per la parte di dj set, a cura di Soul Express Collective, questa settimana ci sarà Fantasie Safari, un dj e digger napoletano specializzato nella ricerca di “rarità sonore”, dalla musica italiana alla world music.

PROGRAMMA DOMENICA 27 SETTEMBRE 2026. Alle 10.30 e alle 12, due appuntamenti imperdibili per visitare la collezione Farnese con la guida dell’archeologa del Mann, Marialucia Giacco. Attività gratuita per i possessori di regolare titolo d’ingresso. Prenotazione obbligatoria: 0814422336 – servizio attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 15e in sede fino ad esaurimento posti. Nel pomeriggio, alle 18, concerto a cappella “Degli antichi e de’ moderni”, a cura dell’ensemble La Vaga Aurora- Società Polifonica La Pietrasanta: il maestro Rosario Peluso condurrà gli ascoltatori alla scoperta dei madrigali e delle composizioni polifoniche rinascimentali. Un viaggio musicale nel Rinascimento: madrigali raffinatissimi e chansons polifoniche dell’epoca accompagnano le sculture della Collezione Farnese in un dialogo diretto, intrecciando arte, musica e bellezza classica in un’unica atmosfera. Attività gratuita per i possessori di regolare titolo d’ingresso.
Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa (Pz): ecco il ricco programma di iniziative per ripensare l’eredità storica tra ricerca scientifica e creatività contemporanea

Dal 25 al 27 settembre 2026 i musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa (Pz) aderiscono alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2026), la più estesa manifestazione culturale europea promossa dal Ministero della Cultura con il patrocinio del Consiglio d’Europa. Il tema di quest’anno, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, si traduce in un fitto calendario di iniziative volte a ripensare l’eredità storica come materia viva, inclusiva e in costante trasformazione attraverso la promozione di un dialogo integrato tra ricerca scientifica e creatività contemporanea. Le attività vedranno protagonisti i luoghi della cultura dell’Istituto — dal parco paleolitico di Notarchirico al Castello svevo di Melfi, fino al parco archeologico di Venosa — affiancando alla fruizione dei monumenti focus archeologici, performance artistiche e presentazioni editoriali. Iniziative in collaborazione con università della Tuscia, liceo Artistico “P.F. Campanile” di Melfi, Comune di Venosa, Archeofuturo APS, Fondazione Elpis, Club per l’Unesco del Vulture, Archeoclub di Melfi.
IL PROGRAMMA A MELFI

Venerdì 25 settembre 2026, Castello Svevo – museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”: alle 10.30, inaugurazione della mostra “Installazioni Artistiche Temporanee. Dialoghi tra Storia, Natura e Futuro”, nell’ambito della collaborazione con il liceo Artistico “P.F. Campanile” di Melfi.
Sabato 26 settembre 2026, Castello Svevo – museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”: ore 10–12.30 / 17–19.30, visite guidate alla mostra “Installazioni Artistiche Temporanee” condotte dagli studenti del liceo Artistico “P.F. Campanile”. Alle 18, presentazione del libro “Strumenti sonori e contesti del mondo antico” di Alessandra D’Eugenio, viaggio tra archeo-musicologia e reperti archeologici, a cura dell’Archeoclub di Melfi. Ore 20–24, apertura serale al prezzo simbolico di 1 euro.
Domenica 27 settembre 2026, Castello Svevo – museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino”: alle 17.30, presentazione del programma di residenze d’artista e di ricerca IN-RUINS, promosso da Archeofuturo APS. L’incontro offrirà un’occasione di confronto diretto con gli artisti e le artiste residenti Nona Inescu, Nazira Karimi, Niccolò Masini e Lucas Cornejo Pasara, per riflettere sulle intersezioni tra patrimonio archeologico e produzione artistica contemporanea.
IL PROGRAMMA DI VENOSA

Sabato 26 settembre 2026, parco archeologico (ore 10-13): apertura straordinaria dell’Anfiteatro Romano e alle 10, visita guidata della nuova area di scavo, in collaborazione con la missione archeologica dell’università della Tuscia diretta dal prof. Salvatore De Vincenzo. Un’occasione per approfondire dal vivo le metodologie d’indagine. (Prenotazione obbligatoria al n. 0972.36095). Museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” (ore 20 –24): apertura serale al prezzo simbolico di 1 euro e apertura straordinaria delle Cisterne Romane, testimonianza dell’ingegneria idraulica dell’antica Venusia. Loggiato del Castello “Pirro del Balzo” (ore 18.30): “A cinque voci”, performance sonora del duo Polisonum (F. Lilli e D. Loforese). L’intervento, realizzato nell’ambito della residenza d’artista In-ruins (in collaborazione con Archeofuturo APS, Fondazione Elpis e il Comune di Venosa), esplora la dimensione acustica e materica del monumento.
Domenica 27 settembre 2026, parco paleolitico di Notarchirico (ore 10–13): apertura straordinaria; alle ore 10:30 visita guidata dedicata ai bambini e alle loro famiglie (prenotazione obbligatoria al n. 0972.36095). Parco archeologico (ore 17.30): passeggiata nel Parco dal tema “Le strade romane”, organizzata da Club per l’Unesco del Vulture.
Roma. A Palazzo Altemps la conferenza “Luoghi del collezionismo. Storie e protagonisti” inaugura “Il Museo che nasce”, il nuovo ciclo di conferenze del museo nazionale Romano a cura di Francesca Mattei e Federica Rinaldi

Con settembre 2026 il museo nazionale Romano inaugura “Il Museo che nasce”, il nuovo ciclo di conferenze a cura di Francesca Mattei e Federica Rinaldi che propone una riflessione storica, critica e metodologica sulla relazione tra spazio e collezioni nella prima età moderna (XV-XVIII secolo). Partendo dall’idea storicizzata che il collezionismo definisse l’erudizione del collezionista, le conferenze spostano l’attenzione sulle strategie di creazione, allestimento e rappresentazione degli spazi espositivi che diventano così osservatori privilegiati per ricostruire la genesi e l’evoluzione delle raccolte. Con un approccio interdisciplinare che intreccia storia, storia dell’arte, dell’architettura e del collezionismo, i cinque incontri offriranno una prospettiva articolata sui modi in cui le collezioni venivano organizzate, esposte e interpretate nell’età moderna, fornendo gli strumenti metodologici per ricostruirne gli allestimenti. Il primo appuntamento mercoledì 23 settembre 2026, alle 17, a Palazzo Altemps con la conferenza “Luoghi del collezionismo. Storie e protagonisti”. Introduce Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano; interviene Francesca Mattei, università di Roma Tre. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-che…
















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